LA VICINANZA DELLO STATO E DELLE ISTITUZIONI

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 6 Aprile, 2013 @ 12:20 pm

Detto altrimenti: ma concretamente, poi …. cosa resta?

La Presidente della Camera, Laura Boldrini, si recherà a Civitanova Marche per “testimoniare il proprio cordoglio” ai familiari delle vittime del triplice suicidio. Gesto dovuto e ammirevole. Ma non basta. Quante altre situazioni simili o potenzialmente simili ci sono? Quante altre persone/famiglie sono sull’orlo della “crisi di vita” per l’impossibilità di far fronte alla vita stessa? Già, perché di questo si tratta. Far fronte alla vita. Infatti il “diritto alla vita” ormai è diventato un privilegio. Anche perché se deve intendersi analfabeta chi sa capire solo la pagina sportiva di un giornale (Don Milani), altrettanto deve intendersi già “morto” alla vita chi non ha futuro, chi non sa come arrivare a fine settimana (il fine mese è ormai un sogno per “ricchi”).

Ma dove prendere i soldi per far fronte a tante esigenze? Dai mille piccoli ricoli e dai fiumi di sperperi, di “privilegi acquisiti”, di priorità non più tali, quali gli F35, il TAV, la missione militare in Afghanistan, i sussidi alla scuola privata, i super stipendi-retribuzioni-liquidazioni, gli sprechi segnalati da Report (vedrei Milena Gabanelli Ministro alla Moralizzazione Economica, ce ne sarebbe proprio bisogno!)

Dice … ma anche ridurre della metà lo stipendio del Presidente dell’INPS (1.200.000 euro all’anno) non risolverebbe la situazione … Eh no, cari, con 600.000 euro l’anno sapete quante situazioni risolviamo? A 20.000 euro ciascuna l’anno, almeno trenta famiglie “salvate” dalla catastrofe sociale e fisica. E scommetto che il Presidente INPS, con 600.000 euro lordi l’anno, il che grosso modo significa circa 25.000 euro netti al mese, campa lo stesso. L’eccezione che con singoli interventi non si risolvono tutti i casi non regge. Con singoli interventi si risolvono alcuni casi, e l’operazione comunque s’ha da fare. Altro che emolumenti miliardari ai vari Cimoli per “ringraziarli” di avere condotto allo sfacelo aerei e treni!

Coraggio, diamoci da fare, tutti insieme, chi nel piccolo e chi nel grande, tutti insieme ce la possiamo fare, tutti insieme staremo tutti meglio, tutti insieme per il “bene comune”, quindi per il bene e non per il male, e per il bene comune, cioè non certo per il bene di pochi ed il male di molti. Solo che nel piccolo, con il blocco di stipendi e pensioni e con tassazione troppo lineare, emu sa detu (dialetto ligure), abbiamo già dato. Ora occorre intervenire nel “grande” (anzi, andava fatto prima!). Che io sia diventato “comunista”? No, solo ricordo che “vecchio” capo Fiat, tale Vittorio Valletta (genovese come me!), percepiva uno stipendio pari a venti volte la paga di un suo operaio. Oggi sarebbero circa 25.000 euro al mese. Ma l’attuale AD Fiat ne percepisce circa 500.000. Al mese. No, non ce l’ho con lui, ma con il metro di misura che permette ciò nell’industria, nelle banche, nella casta dei boiardi di Stato. Mentre la gente si impicca in cantina o si getta a sfracellarsi sugli scogli.

La goccia che ha fatto traboccare il vaso della sopportazione ai due coniugi di Civitanova Marche e al loro parente convivente? Una cartella esattoriale di Equitalia che minacciava il sequestro ed il pignoramento della Fiat Panda blu parcheggiata in cortile.

O mùzos delòi, la favola (che poi è una tragedia) insegna che:

  • chi è debitore verso il fisco di qualche centinaio di euro si impicca;
  • chi ne deve un centinaio di milioni, concorda per 30 e ne risparmia 70 (un famoso motociclista, le cui iniziali sono V. R.);
  • chi di milioni ne deve alcune centinaia, concorda per meno di uno (società di gestione delle macchinette per il gioco di azzardo).