POST 985 – PRESIDENTI CORAGGIOSI

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 28 Settembre, 2013 @ 8:51 am

Detto altrimenti: … volete farci credere che eravate disinformati? Ma quando mai ….

(“Capitani coraggiosi”, romanzo del 1897 di Rudyard Kipling;  film del 1937 di Victor Fleming)

C’era una volta un amministratore delegato di un grandissimo gruppo bancario che manovrò fino a far salire a far possedere il 7% delle azioni della banca da tale Signor Gheddafi. Il suo presidente – dice – non se sapeva nulla. L’amministratore delegato fu “promoveatur” con una buonuscita di 40 milioni  (di lire? Macchè, di euro!!) e trasferito in altra grande banca.

Cosa? che dite? … Lo so, lo so ..  “promoveatur” non è un participio passato bensì un congiuntivo, e proprio per questo, per chi non ha avuto come me la fortuna di avere studiato il latino, mi spiego. In certi ambienti, quando si vuole eliminare una persona scomoda, si dice: “dai, promuoviamolo, così va via e ce lo leviamo dai piedi”, che in latino, lingua molto precisa e sintetica, suona così “promoveatur ut amoveatur”: letteralmente “sia promosso affinchè sia rimosso”.

C’è oggi un Presidente di una grossa compagnia telefonica proprietaria anche della rete (non facciamo nomi!!) che pare stia per rassegnare le sue dimissioni perchè, afferma, non sarebbe stato informato di una manovra che avrebbe portato la sua società in mani straniere. Ma quando mai!? Alle favole sono anni che abbiamo smesso di credere …Ah, … dimenticavo … quanto prenderà di buonuscita il presidente della compagnia telefonica?

Queste situazioni mi colpiscono due volte: una prima volta, ed è la ferita minore, perché la cattiva gestione di asset nazionali di tale rilevanza alla fine si traduce in un costo anche per ogni singolo cittadino, e quindi anche per me. Una seconda volta,  e questa veramente mi ferisce più d’ogni altra cosa, è che le giustificazioni date offendono la mia intelligenza.

Presidenti … ma perché “coraggiosi”, vi chiederete giustamente …? Ve lo dico subito: perché ci vuole un bel coraggio a “lasciar fare certe operazioni” ed ancor più ce ne vuole per dire “Io non c’ero e se c’ero dormivo”.