POST 1077- ITALIA MIA, BENCHE’ … LO SCRIVER SIA INDARNO …

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 5 Novembre, 2013 @ 8:13 pm
Franceso Petrarca

Detto altrimenti. Francesco Petrarca, nel suo Canzoniere, scriveva “Italia mia, benchè ‘l parlar sia indarno, a le piaghe mortali che nel bel corpo tuo sì spesse veggio …”

Ecco, vedete, alcuni miei amici mi dicono: “Tu scrivi, ma tanto è inutile …”. Eh, no cari miei, io credo fortemente nel confronto delle idee, e per confrontarle, le idee, prima occorre averle. Idee, proposte, non certo “verità assolute, rivelate” (nemmeno la Fede è “solo” verità rivelata: essa è anche ricerca di Dio, di un Dio, è anche dubbio, anelito, aspirazione, conquista, desiderio).

 Dice … ma qual è il tuo pensiero sulla attuale situazione italiana? Eccolo qui. Per anni abbiamo scaricato quasi tutto sull’aumento del debito pubblico. E’ su tale “contropartita” infatti che si sono costruite inefficienze, privilegi, rendite di posizione, sovra-burocrazia, sovra-strutture, squilibri sociali, etc.. Poi, nel momento in cui ci è stato detto “basta” da noi stessi, dall’Europa e – direi – anche dal mondo-mercato  intero,  in quello stesso momento è arrivata una crisi quanto meno bi-continentale.

Ed allora io credo che l’attuale politica, che si occupa soprattutto di decadenze, di congressi di partito, di dichiarazioni dei ministri, di falchi e di colombe e alla fine – bontà sua! – anche di piccoli passi concreti, non sia sufficiente. Ma che fare, allora? Proviamo anche noi a salire su un sicomoro per vedere meglio il tutto da un diverso e più ampio angolo visuale, proviamo anche noi a salire in piedi sui banchi, come gli alunni dell’ Attimo Fuggente … liberiamo il nostro cervello dalle pastoie degli attuali ingarbugliamenti mentali verso i quali siamo sospinti ogni giorno …

Io vedrei bene interventi più significativi, da attuarsi contemporaneamente:

1) rescheduling del debito pubblico con definizione di un periodo di grazia (pre ammortamento) durante il quale si pagano solo interessi ma non si restituiscono le quote di capitale;
2) varo di un piano di emissioni di titoli  del debito pubblico irredimibili, c cioè siano  rimborsabili attraverso la loro vendita in borsa (in parziale e graduale sostituzione del “vecchio” debito redimibile);
3) adozione di un modello di sviluppo “moderno”, cioè non semplicemente “diverso” il che di per sé non direbbe nulla, quanto piuttosto aggiornato alle esigenze dei tempi, e cioè di un modello di crescita che punti su ricerca, innovazione, valorizzazione del nostro patrimonio naturalistico, storico, artistico, culturale;
4) lancio della politica sopra accennata attraverso la creazione di decine di migliaia di cooperative giovanili (e non), il cui start up sia finanziato dalle risorse che si rendono disponibili a seguito dell’intervento sulla struttura del debito sopra accennato;
5) revisione delle priorità “vere” del paese (disoccupazione e futuro per tutti) anche se ciò comporta il “sacrificio” di priorità “non vere” (TAV, F35, etc.);
6) modifica della legge elettorale attuale;
7) lotta “vera” a evasione ed elusione fiscale, alla corruzione, ai privilegi di casta;

8) (questa “faccina” è venuta da sola e non riesco a cancellarla!) 8) passaggio dalla amoralità (attuale) alla immoralità e da questa alla moralità;
9) utilizzo del semestre italiano della Presidenza della UE per proporre un modello di Stati Uniti d’Europa, United State of Europe, USE.
10) Accordo USA – USE per l’ “imposizione” delle regole morali al resto del … stavo per scrivere “mondo” … ma almeno lasciatemi scrivere … del  “mercato”.

Ma che … ho riscritto i Dieci Comandamenti”? Quale presunzione, la mia! E poi, utopie, sogni i miei? E vabbè, forse … ma almeno lasciatemi sognare! E poi … e poi … e poi queste sono le mie idee. E le vostre, quali sono? Grazie se le vorrete esporre nei vostri commenti.