UNA TRAGEDIA AMERICANA

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 23 Gennaio, 2015 @ 6:48 am

Detto altrimenti: libri, libri …. ovvero “Un post al sole”     (post 1896)

Post 1896, anno 1896. La carneficina di Adua mette fine al primo tentativo coloniale italiano. Michelin crea il primo pneumatico.

Ero ragazzo. Genova. Associazione Italo Americana. Uno dei pochi libri in lingua straniera che ho letto nella mia vita: “Una tragedia americana” di Theodore Dreiser (1931).

Dal film: la scena che precede l'omicidio

Dal film: la scena che precede l’omicidio

Clyde è figlio di un predicatore itinerante. Avendo grandi ambizioni, lascia la famiglia e inizia a lavorare. Chiede aiuto al ricco fratello della madre e viene assunto nella sua fabbrica di camicie. Clyde non solo riesce ad occupare una posizione di rilievo, ma, grazie al suo carattere aperto, si inserisce benissimo nella cerchia di amici dei cugini. In fabbrica conosce Roberta, con cui intreccia una relazione, ma allo stesso tempo la ricca e viziata Sondra si innamora di lui. Clyde sta per fidanzarsi con Sondra e consolidare la sua posizione, quando Roberta gli comunica di essere incinta e di volere il bambino e lui. Clyde la uccide, tentando di far passare la sua morte come un tragico annegamento, ma viene scoperto, processato e condannato a morte.Solo allora si renderà conto di quanto abbia sprecato la sua vita. Dal libro è stato tratto il film “A place in the sun, Un posto al sole” con Montgomery Clift e Liz Taylor.

Un posto al sole, quello che cercava l’Italia colonialista, il film di cui sopra, la soap opera della nostra TV … Questo mio, invece, è …. un post al sole!

Poco tempo fa un mio amico, rovistando fra le vecchie carte trovate in un baule in soffitta, ha trovato un manoscritto del nonno a suo tempo emigrato in Argentina, scrittore dilettante, morto anni addietro, ed ha voluto parlarmene. Si tratta delle bozze di quello che sarebbe stato un suo romanzo. Nella prima pagina infatti il nonno aveva scritto: “Una tragedia americana – Romanzo”. Incuriosito dal titolo, mi sono fatto prestare quei fogli e li ho letti. Si … si trattava della bozza di un romanzo, anzi, di un romanzo giallo: se ne descriveva per sommi capi la vicenda e la suddivisone in capitoli. Vi riassumo qui di seguito la trama.

Il popolo argentino reclama verità e giustizia

Il popolo argentino reclama verità e giustizia

America, questa volta del sud. Argentina. Terroristi iraniani compiono un attentato contro una sinagoga ebraica provocando la morte di decine di fedeli. Dopo anni di indagini, il procuratore incaricato di far luce sul crimine scopre che il governo argentino è sceso a patti con quello iraniano: la cosa sarà insabbiata in contropartita di forniture di petrolio e armi a prezzo agevolato. Il procuratore – descritto come amorevole padre di famiglia, combattuto fra il proprio senso del dovere e le suppliche della moglie che teme che le loro tre figliolette possano diventare orfane di padre (ecco la tragedia!) – denuncia lo scandalo. Pochi giorni dopo, nel corso di un week-end durante il quale la famiglia era al mare e lui in città, a casa, solo, ad istruire i processo, viene trovato morto nel suo studio. Un colpo d’arma da fuoco alla tempia. Suicidio, grida il governo. No, dicono i medici legali, è omicidio. Si, dice la polizia scientifica, è omicidio: la porta dell’appartamento era chiusa dall’interno, ma ci sono tracce di effrazione e del passaggio di una persona nei condotti dell’aria condizionata e non vi sono tracce di polvere da sparo sulle mani della vittima, né le classiche bruciature “da suicidio” sulla sua tempia. Il colpo è stato sparato da lontano. Omicidio? D’accordo, dice il governo, e cambia subito la propria versione: è vero, è un omicidio perpetrato da chi vuol far credere che sia un omicidio di Stato, un complotto politico contro il governo.

Ecco, tutto qui. La cosa mi ha affascinato …che fantasia, quel nonno! Chissà se qualche produttore cinematografico non vorrà trarre un film anche da questo “quasi romanzo”  … Solo che il titolo non potrebbe più essere “Un posto al sole” … bensì … ecco … ci provo … forse potrebbe andar bene lo stesso titolo del romanzo: “Una tragedia americana”. Io, molto più modestamente, nel frattempo ne ho tratto un post,  “Un post al sole”.

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