PROVINCIA AUTONOMA DI TRENTO: PARITA’ DI GENERE? NON ULTIMI!

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 1 Ottobre, 2016 @ 1:25 pm

Detto altrimenti: l’Art. 51 della nostra Costituzione …  (post 2472)

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Giulia Robol

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… impone espressamente che donne e uomini abbiano la uguale possibilità di accesso agli uffici pubblici e alle cariche elettive. Oggi di fatto non è così. Come è noto la violazione delle norme costituzionali non è sanzionata direttamente, bensì una legge contraria ad esse (nella lettera e/o nello spirito) può essere impugnata di fronte alla corte Costituzionale per l’ annullamento. Oggi la regola della parità di genere vige in quasi tutto il Paese. Tranne che in Trentino e in Alto Adige.

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Donatella Conzatti

“NON ULTIMI” quindi, un comitato per l’approvazione – da non ultimi in Italia – del disegno di legge provinciale che deve adempiere a questo dovere costituzionale introducendo la doppia preferenza di genere. La maggior parte dei partiti e dei loro rappresentanti nelle istituzioni si è dichiarata favorevole all’approvazione. Tuttavia da parte di qualche componente minoritaria si avanzano migliaia di emendamenti che – nel peggiore dei casi – potrebbero condurre la maggioranza a “mediare pro bono pacis” (o molto più prosaicamente: per non essere costretti a sedute interminabili – che se le facciano! –  ha dichiarato una partecipante alla riunione, -sono pagati per questo! – ), ovvero a partorire una legge truffa (sic, “truffa”:  preferenza tripla con parità di genere al secondo livello, a favorire le “cordate” maschili) la quale ben che la si volesse interpretare sarebbe una soluzione solo formale ma assolutamente non sostanziale.

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Ecco quindi la conferenza stampa di oggi, una delle tante prese di posizione e di chiarimento. Al tavolo, Donatella Conzatti, Giulia Robol e Laura Strada. In sala molte donne, qualche uomo, molti giornalisti. La spiegazione della “truffa tecnica” che potrebbe essere escogitata a danno del genere femminile è stata data da Margherita Cogo. Donatella Conzatti ha insistito sul riferimento all’art. 51 della nostra Costituzione. Altri interventi hanno sottolineato come il riconoscimento del “diritto ad avere diritti” debba avere la precedenza assoluta su altri provvedimenti.

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download-3Roberto Sani ha posto una domanda, una sola, quella che esaurisce ogni altra richiesta/spiegazione/motivazione: “Perché no?”

Personalmente mi sono permesso di suggerire sin d’ora l’approfondimento delle modalità del ricorso per incostituzionalità in caso di mancata approvazione della legge, e di suggerire sin d’ora ai Consiglieri provinciali di non (azzardarsi a) fare ricorso al voto segreto.

Questa legge: un segnale (anche se tardivo) di alta civiltà.