GIORNATA DELLA MAMMA

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 13 maggio, 2012 @ 6:56 am

Detto altrimenti: Mamme, eroine troppo poco riconosciute come tali

Abitavo a Monza. Lavoravo a Milano. Casa ufficio, 75 minuti. Col treno, con la metropolitana, con gli autobus, in automobile. Sempre 75 minuti per percorrere 18 km. E allora, partendo molto presto per evitare parte del traffico, usavo l’auto, mettevo su i nastri ed imparavo il tedesco, visto che lavoravo alla Siemens. Dal finestrino, anche prima delle sette, mi capitava di vedere giovani Mamme con un fagottino in braccio, correre presumibilmente a portare il figlioletto alla loro Mamma o alla loro suocera. Con qualsiasi tempo: caldo, freddo, pioggia, vento. E poi, queste stesse Mamme, al lavoro: molto spesso a Milano: Se avessero preso il treno a Monza delle 07,30, sarebbero arrivate a Milano in Stazione Centrale alle 07,50, cinque minuti di corsa per raggiungere la stazione della metro o del tram, altri 15 minuti di viaggio, ed infine gli ultimi 10 per raggiungere a piedi l’ufficio, dove arrivavano quindi entro il previsto orario delle 08,30. Ma prima di uscire di casa, potete giurarci, quelle stesse Mamme avevano preparato la colazione per la famiglia, un cestino per il proprio “pranzo” e dato istruzioni al marito per molte altre incombenze. E poi, alla sera, quando verso le 18,00 queste stesse Mamme scendevano dal treno a Monza, eccole correre a riprendersi il fagottino, passare da un supermercato e poi a casa, a preparare la cena, mettere a letto il figlioletto, stirare un po’ di biancheria …. fino a che ora?

Qualche volta prendevo il treno. E qui trovavo altre Mamme: lavoratrici che abitavano a Sondrio e che ogni giorno viaggiavano dalla loro città al posto di lavoro in Milano. Alcune dormivano, altre semplicemente, pensierose, pensavano. Sul treno vi erano anche molti papà pendolari. Altro atteggiamento: costoro infatti si riunivano, sempre gli stessi gruppetti, come fossero al bar, a parlare, giocare a carte (sic): atteggiamenti assai più spensierati delle Mamme.

Ecco, questo è l’omaggio che oggi, nella loro Giornata, voglio porgere alle Mamme.

P.S.: Sono uscito di casa. Ho comperato dei fiori. All’uscita dal negozio, venti metri più in là, sono stato fermato da un giovane che si è qualificato come agente della Guardia di Finanza. Mi ha chiesto lo scontrino. L’ho mostrato. Gli ho stretto la mano, grato di avermi fatto sentire, in quel momento,  cittadino di uno Stato che sta funzionando.


2 commenti
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  1. Ieri mia figlia ha donato alla sua mamma una pianta. Il dono non significa il ricordo di questa giornata ma l’intera vita trascorsa e quella ventura. L’amore filiale non ha paragoni quando le “persone” sono degne di essere chiamate in questo modo.

  2. Caro Riccardo, tu scrivi di una tua esperienza capitata probabilmente un po’ di tempo fa, ma che potrebbe benissimo essere successa questa mattina. Le mamme sono abituate a svegliarsi avendo già in mente l’organizzazione della giornata di tutta la famiglia: devono “incastrare” il loro lavoro fuori casa (per chi lo ha) con gli impegni professionali del marito, gli orari scolastici dei figli e le loro attività extrascolastiche pomeridiane o serali, devono inoltre preparare pranzo e cena per tutti, lavare, stirare, magari riordinare, fare la spesa e… chi più ne ha più ne metta! Certo, da mamma dico che tutto ciò lo si fa per amore, anche se a volte costa fatica. Posso dire, per la mia esperienza, che dal momento in cui ho avuto la certezza di aspettare il primo figlio, il mio modo di pensare è cambiato e al primo posto non ci sono più state le mie necessità, ma quelle della creatura che stava dentro di me. E, anche ora che di figli ne ho tre e sono grandicelli, la priorità e la precedenza va sempre ai miei bellissimi ragazzi (e anche al loro meraviglioso padre). Mi permetto un’ultima considerazione: nonostante credo sia inevitabile che noi mamme ci mettiamo in secondo piano rispetto al resto della famiglia, cerchiamo di ritagliarci qualche spazio per noi stesse. Ne abbiamo bisogno per essere persone e mamme serene e soddisfatte, quindi migliori.

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