INCONTRI: DONATELLA CONZATTI

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 5 Maggio, 2017 @ 9:27 pm

 Detto altrimenti: l’ “Incontro” precedente è tato con un uomo (Matteo Boato, 30 marzo, post 2684). Questo con una Donna                                      (post 2718)

Ho conosciuto Donatella per caso. Poi l’ho ascoltata in un convegno. Poi siamo diventati amici. Una Donna impegnata su più fronti: il sociale, il lavoro, la famiglia, la politica. Da ultimo promotrice dell’Associazione Culturale Restart Trentino, che i miei colleghi fondatori mi hanno chiamato a presiedere (ma in questa sede io sono solo un blogger: le domande sono autenticamente mie e le risposte autenticamente sue). 

Inizia

FullSizeRenderInizio con una domanda quadro: i diversi piani del nostro vivere: lavoro, famiglia, quali altri?

Mi piace pensare che viviamo facendoci ispirare da obiettivi immateriali, che per me come per l’Associazione RESTART Trentino, sono libertà, coraggio e cambiamento. La mia missione nella vita, in famiglia, sul lavoro, in politica è l’essere una testimone dei valori in cui credo di più.

Per una donna … è possibile districarsi fra tutti questi impegni al pari di un uomo?

Non vedo differenze tra uomini e donne nelle capacità, nell’intelligenza, nella determinazione. Se mai a carico delle donne vedo molti condizionamenti sia materiali che culturali. E sono questi condizionamenti che dobbiamo eliminare con la diffusione di una cultura paritaria e con l’offerta di servizi per la famiglia e per la realizzazione dei singoli.

I tuoi impegni per la parità di genere.

Sono cresciuta nella sicurezza che nella nostra democrazia, una donna possa essere apprezzata e valorizzata al pari di un uomo. Nel tempo ho visto che era una illusione. Oggettivamente non è così. E concretamente ho creato gruppi di lavoro e portato avanti azioni affinché ciò che è previsto in natura e nella nostra Costituzione – la parità tra uomo e donna – diventi una realtà quotidiana.

 Impegno politico: come è nato?

Il mio impegno in politica è nato grazie a quelle donne e uomini che prima di me hanno creduto nel valore della parità facendo modificare la Legge elettorale provinciale e introducendo le quote di genere in lista. Non mi avrebbero probabilmente chiesto di candidare, se non fosse “servita” una donna, e non sarei stata eletta. Ho iniziato il tutto con grande energia e credendoci fino in fondo.

Ritorniamo ai “piani”: nella politica, piani alti o bassi?

Vedo tre piani: la politica ideale, la politica apparente e quella reale. Ideale quella dei valori fondamentali, dei progetti a medio lungo temine e delle diverse visioni del mondo. La politica apparente quella della comunicazione, dei quotidiani dei social, degli slogan e dei personaggi. E finalmente la politica reale quella che tiene conto degli uomini, dei loro limiti, della difficoltà a stare in gruppo ed a riconoscere le ragioni dell’altro. Quella degli egoismi e delle carriere, anche delle scorrettezze e quella delle cose da fare, delle conquiste e degli errori. Vedo anche una distinzione tra politica degli istituzionali (eletti) e politica dei militanti (i cittadini). E tra chi fa politica per carriera e chi la interpreta come missione. La politica è nella vita e quindi, come nelle cose della vita, bisogna far attenzione a distinguere il buono dal meno buono. E a scegliere (e votare) bene. Non si può non interessarsi delle cose della vita.

 La democrazia nella politica

Un tasto dolente. La politica apparente veicola il messaggio di congressi democraticamente condotti, di decisioni democraticamente assunte etc. Nella politica reale il far rispettare comportamenti democratici è invece troppo spesso una battaglia quotidiana e poco compresa da chi non è in prima linea. Chi osserva si limita a constatare: “litigano”. Senza chiedersi il perché. Ma per cambiare le cose, migliorandole invece non si può far altro che prendere posizione e crederci nonostante tutto.

 Politica mestiere o spirito di servizio?

Senza dubbio alcuno: spirito di servizio nella politica militante e impegno a termine nelle Istituzioni. Due mandati ai vertici sono più che sufficienti per dare un contributo significativo e per non assuefarsi al potere consolidando lobby poco trasparenti. Vedo, come obiettivo, politici istituzionali che vengono da un lavoro con delle competenze da offrire, che danno tutto quello che possono e che poi serenamente ritornano alla loro vita. Vedo partiti che tornano ad essere laboratori di democrazia e confronto, che sanno scegliere chi supportare come proprio rappresentante nelle Istituzioni. Quindi vorrei un limite alla politica del solo consenso ed alla politica dei carrieristi a vita.

 I tuoi risultati alla guida dell’UPT

In UPT con la nostra Segreteria è nato un movimento politico innovativo, libero, civico, coraggioso. Che si è impegnato per valorizzare i talenti e per rimettere al centro le scelte democratiche degli Organi. Un movimento che oggi vive in Maggioranza libera UPT, in RESTART e nelle nostre battaglie. Un movimento che si è scontrato e che si confronta con i conservatori del potere, con chi vede nel cambiamento un pericolo per i propri “già detti”, più che una necessità di evoluzione per una Comunità. Con chi non è concreto nell’affrontare i problemi nel merito ma tende a muoversi per convenienza. Un movimento che sta crescendo in libertà, coraggio e con idee per cambiare migliorando.

Perché non hai terminato il tuo mandato in Segreteria UPT?

Se guardo le mie ragioni, rispondo perché troppo innovativa e perché donna in un partito che nelle Istituzioni provinciali non ne ha mai eletta una. Se guardo ai miei limiti, per la troppo scarsa propensione a scendere a compromessi. 

Rimpiangi quella modifica dello Statuto che ha consentito di cumulare ruoli?

Con il senno del poi rimpiango, e molto, la scelta di non ricandidare all’ultimo Congresso. Io e molti altri con me, non avremmo dovuto rinunciare a portare avanti le nostre ragioni in prima persona. Delegarle a chi non le sente con così tanta forza, non ha portato al raggiungimento degli obiettivi politici che avevamo condiviso. 

Il cambiamento in politica e in ogni altro settore: se troppo frequente è negativo, ma ogni tanto fa bene?

Lo vedo come una goccia di curiosità, di sguardo divergente che deve costantemente essere presente nella giusta misura. Non deve essere una rivoluzione che sconvolge ma una evoluzione convinta, in idee ed interpreti.

Politica romana, sud tirolese e trentina, quali i rapporti e i reciproci condizionamenti?

Un filo rosso imprescindibile lega progetti politici e amministrativi dal locale al globale. L’Autonomia non si difende isolandola ma mettendola in relazione e confrontandola. Una Autonomia, che alla luce degli ultimi fatti, deve ripartire, recuperando il senso di sé: cittadini autonomi e valori forti di onestà prima di tutto intellettuale e di intraprendente laboriosità.

 Europa si/no?

Europa Si. Valorizzando le ragioni dello stare assieme in un mondo globalizzato e iracondo, rimettendo al centro i valori di chi l’ha fondata e che scelga di incamminarsi verso una dimensione più politica e di responsabilità collegiale. Una Europa che diventi veramente Europa.

 Futuro: la tua visione europea, statale, locale?

Vedo un mondo un po’ a pezzi, sia nel piccolo che nel grande e credo davvero che si debba ripartire dall’uomo. Dal ragionare sul sé, sullo stare assieme, sulle ragioni filosofiche e psicologiche più profonde. Senza la centralità ell’intelligenza e dell’umanità dell’uomo non ripartiamo ma ci autodistruggiamo.

 L’Iniziativa Restart

Restart è una rinascita che mette al centro l’uomo (donne e uomini), il talento, le doti migliori, i pensieri più costruttivi. Uno spazio esclusivo che esige per vivere e crescere di persone che sanno scegliere di fare del proprio meglio, nonostante tutto. L’11 maggio dalle 18 alle 22 al palazzo delle Albere di Trento, come III appuntamento, parleremo di come il talento singolare di cui ciascuno è dotato possa trasformarsi in un modo di lavorare e di dare un senso ai propri progetti. Giovedì, l’evento sarà una sorta di expo. Sarà davvero molto interessante.

 Programmi per l’immediato futuro e per quello non tanto immediato?

Continuerò a militare per creare un progetto politico che risponda ai valori in cui credo: libertà, coraggio e cambiamento. E poi parità, intraprendenza, cura (attenzione al contesto, approfondimento dei temi, delicatezza nei rapporti umani etc). L’Unione per il Trentino è il partito a cui abbiamo ridato vita negli ultimi anni e che mi auguro scelga di non privarsene. C’è poi il “progetto liberal” che sto coltivando in Direzione nazionale. C’è una generazione nuova da far emergere. Se ci sarà qualche impegno anche nelle Istituzioni ce lo dirà la storia. Ciò che non verrà meno è la mia missione, essere una entusiasta e a volte scomoda testimone, di libertà, coraggio e cambiamento.

Finisce

Al prossimo “Incontro”, dunque. Anticipo che sarà con altre due Donne: l’artista Gloria Zeni e  l’imprenditrice Idea Agitu.

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