LA STRAGE DEI CICLISTI

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 18 Maggio, 2017 @ 6:05 am

Detto altrimenti: in Italia un morto ogni 35 ore         (post 2730)

imagesOlanda. Dopoguerra. PIL annuo oltre il +200%. Enorme sviluppo della motorizzazione. Molti bambini vittime di incidenti stradali. La popolazione scende in piazza e la politica da automobilistica diventa ciclistica. Qui da noi abbiamo ancora molta strada da fare … anche e soprattutto in bicicletta! In questi giorni fa notizia l’investimento di due campioni; uno della bici ed uno della motocicletta. Ma .. gli altri? I tanti, troppi altri?

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La cultura (rectius: discultura) dell’auto, dei tanti CV (ma … a che servono?), l’eliminazione dei trenini (qui in Trentino Alto Adige le vittime illustri sono tante) hanno indotto un disvalore: l’abitudine al rischio-auto a danno proprio ed altrui. In caserma molta cautela: in un angolo uno spazio “luogo per caricare e scaricare le armi”. Sulla strada, le armi-automobili non hanno alcun luogo specifico per essere pericolose: lo sono ovunque.

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downloadArmi? Porto d’armi: si concede (giustamente) con cautela. Patente di guida: solo un test tecnico accompagnato da un esame-quiz che poi se oggi io chiedo ad ogni lettore il significato esatto e completo del segnale più elementare, il divieto di sosta, mi ci gioco la mia bici che lo sbaglia. Provate per credere, ma senza barare, ovvero senza prima andare a vedere com’è la risposta. Come se per rilasciare il porto d’armi si richiedesse solo la capacità di smontare, rimontare ed utilizzare l’arma. Ora, qualcosa si è fatto con l’introduzione dell’omicidio stradale, ma non basta. Occorre dare centralità alla regolamentazione della mobilità ciclistica e verso di essa.

Dice … ma che? Vuoi introdurre una super patente per tutto? Anche per sposarsi? Anche per fare figli? No … scialla, calma … no …. (però, per quanto …).