ITALIA SPA?

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 27 Agosto, 2017 @ 6:51 am

Detto altrimenti: dicono di no, tuttavia … (post 2819)

imagesDice … l’Italia non è e non può essere gestita come una SpA, “se non altro perché – dicono – ogni SpA deve massimizzare il profitto economico e l’Italia no, non è questa la sua mission”. Ma esaminiamo la questione con un po’ più di attenzione.

Dico: ma quella la Spa (espressione napoletana, molto simpatica ed efficace) non è (più) il suo mestiere la massimizzazione dell’utile. Infatti essa porterebbe (come in parte sta già portando) alla esaltazione delle multinazionali; all’utilizzo dei paradisi fiscali; alla globalizzazione selvaggia; alla distruzione delle risorse naturali e della natura stessa (si vedano ad esempio: la morte dei ghiacciai; il disfacimento della banchise polare; la deforestazione amazzonica); alla strumentalizzazione dell’uomo lavoratore e alla sua demotivazione; alla crescita del divario fra pochi ricchissimi e molti poverissimi.

Dice, ma allora, quella la Spa oggi che tiene a che fa’? Cosa deve fare?

Dico: deve procurare la migliore qualità della vita ai suoi proprietari, finanziatori, fornitori, lavoratori e clienti, anche “a costo” di rinunciare a parte dei suoi utili economici. Deve essere un crogiuolo di innovazione, di miglioramento dei sistemi a partire dal Sistema Persona. Se tutto ciò fosse realizzato, ecco che la SpA (Maometto) si avvicinerebbe all’Italia (la montagna).

Dice: ma se Maometto non andasse alla montagna?

Dico: se Maometto non andasse alla montagna, potrebbe ben essere la montagna che potrebbe/dovrebbe andare a Maometto. Mi spiego. L’Italia potrebbe/dovrebbe avvicinarsi a certe metodologie proprie delle SpA, nelle quali si guarda sempre al “risultato” da raggiungere attraverso pianificazioni pluriennali. Mi spiego meglio con un esempio. In questi giorni “improvvisamente” ci dicono che nel paese, gli edifici non in regola con le norme urbanistiche sono oltre un milione. Mi chiedo: ma chi oggi sa che sono oltre un milione, strada facendo sapeva che erano 100 -200-300 mila etc. etc.. E allora? Fino ad oggi che si è fatto a parte i vari condoni per ridurre il numero formale degli edifici illegali? Non è con un condono che si impedisce alla valanga di raggiungere il quarto piano di un palazzo a Cervinia, solo per fare un esempio alpino di qualche anno fa.

Nella mia vita lavorativa, dall’età di 30 anni e per 35 anni io ho fatto il manager. Se fossi andato dal mio azionista a dire che “improvvisamente” la gestione a me affidata andava così male, sarei stato licenziato in tronco. Ugualmente se fossi stato responsabile di uno sgombero (tipo quelle recente a Roma) senza aver attivato le misure previste dalle norme aziendali, anche se non fossi arrivato ad incitare i miei dipendenti a spezzare il braccio ad un occupante.

Ecco, in questo l’Italia-Montagna dovrebbe/potrebbe avvicinarsi ala SpA-Maometto, cioè nell’adottare alcune sue regole, fra le quali la vor-mit-nach Kalcolation (verifica preventiva, concomitante e consuntiva) di ogni sua azione, con la riunificazione del potere con la responsabilità.

Il fatto è che … le leggi son, ma chi pon mano ad elle? Scriveva circa 800 anni fa tale Dante Alighieri … ovvero, ognuno ci pone mano ma … su quale piano mi permetto di aggiungere io? Ognuno su di un piano “superiore” a quelli di tutti gli altri …