ALLE URNE, ALLE URNE!

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 7 febbraio, 2018 @ 8:25 am

Detto altrimenti: sembra il grido di “All’armi, all’armi!”    (post 3062)

Alle urne? Certo, tutti, mi raccomando! Dice … ma che … ti sei messo a fare politica? Dico: si, raga, nel senso che mi occupo dei problemi di noi tutti che poi dentro ci sono anche miei che poi i miei non sono “solo” miei ma comuni a quelli di tutti e così via.

Dice … ok, andiamo a votare … ma per chi? Eh no raga, non potete pretendere che vi risponda, né farò come quel parroco di 60 anni fa che dal pulpito diceva: “Cari fedeli, si avvicinano le elezioni, noi preti non possiamo fare propaganda politica: solo vi raccomando di votare per un partito che sia allo stesso tempo democratico e cristiano”. E le vecchiette giù a pensare quale potesse essere quel partito e quindi come dare retta al parroco, o se invece dovessero seguire il consiglio di quel tale che il giorno prima le aveva invitate a votare per il partito Madonna Santissima Immacolata: MSI.

Dice … ma tu blogger, che ragionamento fai? Ecco, ve lo dico.

  • images

    Tommaso Moro, autore di Utopia, fatto Santo nel 1935.

    Prima delle PP (= Promesse/Programmi) cerco di vedere se è rispettata la democrazia nel metodo del funzionamento di ogni partito, la democrazia quella vera, quella che è innanzi tutto rispetto delle regole generali approvate dalla maggioranza del popolo, e non quella finta basata sul potere di taluno di stabilire le eccezioni alle regole generali e/o di trasformare una violazione della regola generale in una sua eccezione e/o di superare le regole di livello superiore (ad esempio quelle dello Statuto) con delibere di organi inferiori. Cioè, il partito che fra i tre significati storici del termine “democrazia” (potere sul popolo; strapotere del popolo; potere del popolo), adottasse il terzo.

  • Poi, il “mio” partito deve essere fortemente europeista, altrimenti non se ne fa nulla.
  • Ancora, il mio partito deve essere doppiamente “laico”, cioè ammettere il pluralismo nei confronti altrui (quindi non totalitario) e al suo stesso interno (quindi senza nessun Mister Ipse Dixit)Nel merito, mi piacerebbe un partito che aggiornasse due elenchi di priorità: quello delle priorità dei “temi minori” e quello delle priorità dei “temi maggiori”, evitando di confonderci le idee con la giostra dei temi minori trascurando i maggiori o viceversa e comunque non aggiornando le priorità, accampando il sistema delle “somme vincolate per decenni a mio favore e gli altri si arrangino” o delle “gestione separata della mia superpensione e gli altri si arrangino”.
  • Ancora, voterei il partito che facesse distinzione fra diritti acquisiti e privilegi acquisiti e che poi raffrontasse i cosiddetti privilegi acquisiti con i diritti che dovrebbero essere acquisiti ai sensi della Costituzione.
  • Non basta: mi convincerebbe il partito che ci presentasse le cifre nel loro valore relativo e non assoluto. Mi spiego: non mi interessa il partito che mi dice che si spendono all’anno 65 milioni di euro pre la difesa idrogeologica senza aggiungere che si spende la stessa somma al giorno per la Difesa (armamenti).
  • Inoltre, preferirei un partito nel quale i dirigenti “di età e di esperienza” lavorassero al fianco di dirigenti “giovani e di esperienza”.
  • Vorrei poi un partito che conoscesse la storia e che la riconoscesse come magistra vitae.

Dice … ma la tua, caro blogger, è un’utopia! Dico: si, è vero, un’utopia, ovvero un traguardo semplicemente non ancora raggiunto. E poi … nella vita … guai a non avere utopie cui tendere!

condividi