IL POST DI NATALE

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 25 Dicembre, 2018 @ 7:13 am

Detto altrimenti: il post della Speranza, della certezza di una rinascita! (post 3449)

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Natale, Nascita, riNascita di un Bambinello, di una Promessa, di una Speranza che nasce piccola ma che ci dà fiducia in un Futuro Grande. Non occorre essere cattolici, non occorre credere in Cristo: la Speranza è un Dono per tutti. Lo sapete, di farina del mio sacco non potrei vivere, mi alimento molto del Pensiero altrui, lo confesso, sono un “ladro (reo confesso) di pensieri”. E quello, splendido, che ho appena rubato allo scienziato Carlo Rovelli (pagg. 43 e 45 del suo bel libro) ben si adatta a diventare il Post di Natale. Cito sintetizzando, quindi senza virgolette (gli anni ’60 li ho aggiunti io!):

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negli anni ’60-’70 abbiamo sognato. I nostri valori di allora? Costruire un mondo dove non ci fossero disparità sociali, dominio dell’uomo sulla donna, confini, eserciti, miseria, stati potenti; dove la collaborazione sostituisse la lotta per il potere; dove fossero lasciati alle spalle i bigottismi, i fascismi, i nazionalismi, gli identitarismi;… E’ inutile sognare? No, per due motivi.

  1. I sogni rappresentano il nutrimento fertile su cui costruire una vita. Alcuni di quei valori sono rimasti radicati dentro di noi … la libertà di pensiero è stata la sorgente per cui molti di noi hanno poi fatto ciò che hanno fatto nella vita;
  2. I sogni, anche se sconfitti, hanno continuato a lavorare sotterraneamente e alla fine hanno contribuito a cambiare davvero.

Ecco, queste sono le Parole del Post di Natale. Buon Natale, Buona riNascita, Buona Speranza a tutte e a tutti!

P.S.: nel corso dell’intervista che gli ha fatto Corrado Augias (v. post precedente) Carlo Rovelli si è dichiarato ateo. Io invece sono convinto che lui sia credente a sua insaputa:  lo dimostrano i suoi sogni di allora e di oggi. Da parte mia (credente nella continua ricerca della Fede), preferirei di  gran lunga un mondo pieno di atei come Rovelli, piuttosto che di (falsi) credenti ipocriti che sfruttano i popoli e poi alzano muri, stendono reticolati di filo spinato e chiudono i porti.

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