PIER LUIGI CELLI’S BOOK

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 16 Novembre, 2019 @ 6:46 am

Detto altrimenti: mi ci ritrovo in pieno!       (post 3696)

Per capirsi di cosa stiamo parlando: Azionista, in inglese shareholder, il proprietario – Amministratore, in inglese “director”, membro del Consiglio di Amministrazione – Amministratore Delegato, in inglese managing director – Direttore, in inglese manager –Direttore generale, in inglese general manager.

Pier Luigi Celli classe 1942, un grande manager, il suo ultimo libro: “Il potere, la carriera e la vita – Memorie di un mestiere vissuto controvento” Chiarelettere Ed. S.r.l., 196 pagine, €17,00 mai spesi così bene (chi era che diceva “Se ho del denaro mi compro libri. Con quel che resta, cibo”?). Un libro il suo che sto leggendo con la matita in mano per segnare i punti che vorrò citare. Chiedo scusa sin d’ora all’Autore se le mie citazioni saranno “miste”, cioè un po’ letterali e un po’ no, ma devo tradurre il suo testo in “bloggese”.

Controvento

Ogni modello di carriera è precario: non contiamo sulla tenuta delle relazioni umane che traggono significato dal (nostro) potere conquistato (sic transit gloria mundi, n.d.r.). – Il successo aziendale è fatto di storie umane: dobbiamo avere rispetto per i nostri compagni di viaggio – Cerchiamo di immaginare come vorremmo essere ricordati dai nostri compagni di viaggio – Il modo migliore per sopravvivere nel ricordo è costruirsi allievi, eredi – La tentazione (errata) dei vertici aziendali è quella di distanziarsi anche logisticamente dalle sedi operative  – E’ un errore relazionarsi con gli altri solo in ragione della posizione raggiunta  – L’organizzazione gerarchica è la tomba dei desideri personali nella quale si inaridiscono le storie che invece sono il contenitore principe dell’identificazione dei dipendenti con l’azienda  – Le storie umane sono l’unica salvezza delle aziende che vogliono durare  – L’intelligenza dell’azienda è un’intelligenza collettiva  – I mediocri si adeguano ai modelli di relazione dominanti e capiscono che comandare a prescindere li mette al riparo dall’essere discussi  – I fatti decisivi di una vita avvengono nella “biografia” e non nel “curriculum”  – Non ha senso una vita alla quale viene meno una prospettiva capace di evocare il futuro con la possibilità di riconoscersi come attore  – Occorre accentuare la valorizzazione delle persone come asse fondante della strategia di governo manageriale – E’ una condizione di vantaggio il disporre di persone capaci di adattamento e anticipazione indipendentemente dalla loro collocazione nell’organigramma  – Purtroppo, spesso l’unico scopo di chi raggiunge la vetta è sopravvivere e il potere non vuole eredi.
La valorizzazione delle persone è l’asse portante della strategia manageriale. Per il capo, non c’è legittimazione senza la stima e la fiducia dei dipendenti.

Potrei andare avanti per pagine e pagine. Ma questo mio post vuol solo essere lo spunto perché andiate a comperare questo che non esito a definire un vero e proprio Vangelo aziendale e soprattutto di vita.

CONTROVENTO in solitaria invernale con il mio Fun Whisper ITA 526
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Firmato: un vecchio manager classe 1944, velista regatante altogardesano, che si riconosce in ogni passaggio del tuo libro. Grazie, Pier Luigi!

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