CITTADINO; LETTORE – ELETTORE; AZIONISTA

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 30 Aprile, 2020 @ 7:19 am

Detto altrimenti: il Cittadino lettore-elettore azionista in tempi di Covid19   (post 3876)

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Seguire e “fare” politica, nel senso di interessarsi alla politica, andare a votare (ci mancherebbe!)  e contribuire, ognuno nell’ambio delle proprie capacità, un po’ come ogni coniuge deve contribuire al sostentamento e all’educazione della famiglia. Ora, sarà che ho lavorato una vita come manager oppure che il mi’ babbo gli era un toscanaccio di quelli “maledetti” da Curzio Malaparte, ma tant’è io zitto e fermo un ci so stare, figurarsi ora con la crisi che stiamo vivendo! La mia attenzione si è focalizzata su un aspetto: la gestione dell’enorme debito pubblico che ci resterà sulla schiena (anche) a causa del Covid19. Riassumendo: un rapporto accettabile sarebbe quello di un debito pari al 60% del PIL e  invece noi arriveremo (o siamo già arrivati al 160%!). Spinto da ciò, insieme al mio amico d’antico pelo come me (il Rotariano torinese Gianluigi De Marchi; io ex Lions trentino, entrambi classe 1944), ho scritto un libro con alcune proposte, fra le quali campeggia l’adozione dei titoli di debito pubblico irredimibili, visto che già in coda al mio post del 2013 io stesso proponevo i Monti Bond irredimibili per risolvere la crisi dell’ILVA. http://www.trentoblog.it/riccardolucatti/?p=13355.

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Cittadini elettori e anche “azionisti” del paese, dicevo. Solo che siamo “azionisti” male informati, perché – soprattutto in questa grave circostanza – i dati che ci vengono forniti dal Consiglio di Amministrazione – in particolar modo dall’attuale Amministratore Delegato (il Presidente del Consiglio dei Ministri) per la società capogruppo, e dall’AD locale (il  Presidente della Giunta Provinciale)  per la “filiale” locale (la Provincia. Al momento l’AD del Comune – il sindaco – non informa, attende!) sono disaggregati e non corredati dal loro “peso” percentuale: in una SpA si direbbe che i documenti forniti all’Assemblea degli azionisti sono redatti in forma inidonea per quel tipo di riunione.

Dice … ma gestire la cosa pubblica (costruire il Bene Comune)  non è come gestire una SpA (ricercare l’utile economico). Rispondo: eh no, raga, scialla, calma! Questo poteva essere vero fino a quando eravamo tutti convinti che il primo obiettivo di ogni SpA fosse fare utile, ovvero fino a quando vigeva l’etica del risultato, un’etica perversa che ci aveva fatti diventare tutti cinici. Ma ora non più. Ora invece anche grazie a personaggi come Adriano Olivetti e Pier Luigi Celli, ma soprattutto grazie al fallimento di due “princìpi” opposti, il comunismo e il liberismo-sfrenato-globalizzante, ci siamo accorti che anche in una SpA il primo obiettivo non è più fare utile a prescindere, bensì è la motivazione, la crescita intellettuale, una vita accettabile ed  il rispetto della dignità umana di chi ci lavora e di chi viene in contatto con essa. Ed ecco che allora anche lo Stato – sotto questo importante profilo – può essere pensato e letto come una SpA, una grande SpA, la nostra SpA.

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Dice: ma se abbandoni l’etica dei risultati cadi nell’etica dei princìpi, cioè mi diventi un integralista! Rispondo: no, amico, io sono per un’etica “morale” ovvero per un’etica che “abbia” una sua morale, religiosa o laica, anzi, mi basterebbe una morale laica non nel senso di non-religiosa bensì nel senso di rispettosa di ogni pluralismo.

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E guai a disinteressarsi della politica! Vi racconto un episodio. Il grande costituzionalista Piero Calamandrei raccontava un giorno ad una classe di alunni: “Disinteressarsi della politica? Un giorno in mezzo al mare una nave sta per affondare. Il capitano lancia l’allarme. Un passeggero gli risponde: “La nave affonda? O che m’importa, un è mica mia!”

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