GUERRA!

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 30 Settembre, 2012 @ 7:32 am

Detto altrimenti: Giovani in guerra, oggi come ieri

Trento. Una galleria. Le pareti sono nere. Ottimo rifugio antiaereo. Poca luce. Freddo … cioè … mi vergogno quasi a scrivere questa parola, freddo? Siamo a 15 gradi … “sopra” lo zero, però! Fuori ce ne saranno 20. Sempre “sopra”. Una galleria. Fino a poco tempo fa ci passava una strada. Ora è utilizzata diversamente. No. Non siamo nel 1943. D’altra parte io sono nato un anno dopo e non potrei essere stato qui a scrivere in questo contesto. Una galleria. Una mostra. Rievocativa dell’ “impresa di Russia”. Anzi, della “Ritirata di Russia”. La prima non fu un’impresa, ma una follia. La Seconda, la Ritirata, appunto, quella si che fu un’Impresa, una “Anabasi” ben più Gloriosa di quella narrata da Senofonte. Scrissero i Russi: “Gli unici Soldati usciti Invitti dalla Russia sono stati gli Alpini”. Notate le maiuscole. Non le sto usando a caso.

Alpino Aristide Rossi, classe 1922 ... "Presente!"

All’andata, oltre 200 tradotte cariche di Giovani. Alpini, Bersaglieri, altri corpi. Tutti, al macello. Ne sono tornate 17. Ogni tanto, per caso, per fortuna, ancora oggi ne incontriamo uno. Ieri, 29 settembre 2012, Aristide Rossi, classe 1922, Alpino, Trentino. Come lui, altri reduci: , Guido Vettorazzo di Rovereto …presente!  Camillo Stenico di Meano? Assente giustificato.

Ma no … si declamava in Patria … sarà una passeggiata … armiamoci e partite! All’andata: “Siete dei privilegiati … al fronte … ah .. come vorrei anch’io poter essere con voi, ma superiori impegni mi trattengono a Roma … ma vi porto il saluto personale del Duce”. Al rientro in Patria: “Via dai finestrini! Non vi fate vedere! Non vedete che fate schifo come siete ridotti?”

Una crociata contro i “senza Dio” … anche nelle Chiese, nei Duomi, quello di Milano, ad esempio, sì, contro i “senza Dio”. Dio è con noi, Dio lo vuole. Cristo marcerà al nostro fianco. Letteralmente. E poi … “c’è tutta Italia che al fianco Vi sta”. Bè … allora, se le cose stanno così …

Equipaggiamento leggero, estivo. Comunque da montagna. Ma prima di raggiungere le montagne i Russi sfondano sul Don (i Tedeschi “si ritirano” … per carità .., non fuggono. Quale fuga? Quando mai?) e allora contrordine, si va in pianura, in inverno, a 42 gradi sotto zero. Attualizziamo: sarebbe un po’ come mandare sommozzatori esperti equipaggiati per immersioni estive   a scalare pareti montane in inverno o, viceversa, alpinisti con corda, chiodi, picozza e ramponi a spedare le ancore dal fondo del mare. Muli contro carrarmati; mortai a corta gittata contro cannoni a lunga gittata; fucili 91-38 contro mitragliatori; scarponcini in cuoio (o cartone?) contro stivali felpati. E poi … il 91-38, sapete cosa significa? Significa fucile realizzato nel 1891 e rimodernato nel 1938. I muli no, quelli sono moderni. Almeno loro.

91-38

Ma, niente paura, Giovani, è Natale” Arrivano i pacchi dono! Ne sono stati spediti 240.000, ne arrivano a destinazione 20.000. Agli Alpini, uno ogni sei. Si tira a sorte: a chi il panettone, a chi lo spumante, etc. A chi la foto del Duce? Nessuno si offre! E poi arriva un ordine di servizio importantissimo: quando un militare è in bicicletta e incrocia un ufficiale, lo deve salutare con lo scatto del capo, senza levare la mano destra dal manubrio, sarebbe pericoloso! E poi, chinino per tutti, contro la malaria. Bè, vedete, potete stare tranquilli! C’è chi si sta preoccupando di voi Giovani …

Un’Impresa, dicevo, che ha dell’incredibile. 45 giorni di marcia a 42 gradi sottozero, cibo e equipaggiamento assolutamente inadeguati, sotto il fuoco nemico, sino allo sfondamento vittorioso e sanguinosissimo della battaglia di Nikolaevka combattuta il 26 gennaio 1943 (la grafia Nikolajewka deriva dalla traslitterazione tedesca della lingua russa).

Giovani, mandati. Mandati da chi? Da un capo, un duce, da un partito … ma soprattutto da una assoluta disattenzione, una noncuranza, un assoluto disprezzo della vita e soprattutto del futuro di quei Giovani.

Giovani di ieri. Giovani di oggi. Molto, troppo si parla nei media degli scandali, degli sprechi, dei furti perpetrati dai non giovani e “troppo poco si agisce”. E invece troppo poco si parla del futuro dei Giovani di oggi. Ma anche in questo caso, “troppo poco si agisce”. Come vedete, i conti tornano. Ma allora, cosa andate “trovando”, direbbero a Napoli … Giovani di oggi. In guerra. Diversa dall’altra, ma sempre guerra. Guerra che non ti consente di “vedere il tuo futuro”, ieri come oggi. Quanti Giovani dovranno ancora restare sul campo prima che si riesca a “sfondare” la granitica barriera della moderna Nikolaevka della indifferenza, mancanza di preveggenza, di attenzione al loro problema esistenziale?

Alfonso Masi

Troppo spesso, oggi, si dedica molta attenzione a porre rimedio alle situazioni, a cercare di prevedere cosa succederà e poca attenzione alle cause che hanno generato quelle situazioni. Forse (dico forse perché “forse è bello”. Beato chi ha dubbi, guai non averne! Guardatevi dall’uomo che proclama certezze e verità assolute), forse, si diceva, la causa sta nella limitatezza del ricambio politico. E non mi riferisco al “ricambio dei partiti” o al “ricambio dei governi”. Di questi ricambi ne abbiamo avuti molti, anzi troppi, quasi che fossero biancheria intima … quasi quotidianamente, quindi! (O almeno così mi auguro sia per tutti … quanto alla biancheria intima, ovviamente!). Mi riferisco al ricambio delle persone che stanno “dentro” i partiti e “dentro” i governi. E mancando il ricambio, manca l’apporto di visioni fresche, nuove. Pensate un po’ … in casa vostra … un quadro storto, un mobile sbrecciato, una macchia sulla parete, uno sportello che chiude male … vi ci siete abituati. Ormai non “vedete” più queste “diseconomie funzionali ed estetiche”. E non vi ponete rimedio. Per anni. Ho recentemente udito un’affermazione: “All’estero i partiti restano gli stessi e cambiano le persone. In Italia i partiti cambiano e restano le stesse persone”.

Ma torniamo agli Alpini. Pensate, Aristide Rossi, lui, Alpino, si preoccupa di dire: “Guardate però che non c’eravamo solo noi. C’erano anche i Bersaglieri, le Camice Nere, etc.” Generoso oggi come lo sei stato ieri, Aristide!”.

Alfonso Masi con il Direttore del Coro A. N. A. , M.° Aldo Fronza: ottima direzione di splendide esecuzioni!

Il tutto, ieri, rappresentato dal monologo di Alfonso Masi. Monologo composto dallo stesso  Masi dopo aver letto prima tutto il leggibile sui testi cedibili in prestito dal Sistema Bibliotecario Trentino. Solo “Il sergente nella neve” di Mario Rigoni Stern è stato letto da Masi  dopo la compilazione del proprio monologo. Voce calda, coinvolgente. Alfonso legge il lungo testo da due leggii, posti a qualche metro uno dall’altro. Nel suo alternante spostarsi richiama il cambio della scena. Fa viaggiare la mente degli ascoltatori da una pianura ad un’isba, da una trincea ad una distesa di neve e ghiaccio. Ogni tanto richiama i canti che gli Alpini intonavano, far darsi coraggio, per non spezzare il filo che li legava alla loro casa, alla loro famiglia, al calore del caminetto lontano, ad un piatto di polenta fumante, alla morosa. E qui interviene il Coro dell’ANA di Trento, con brani struggenti: Monte Canino, La notte di Natale, Il Capitan de la Compagnia, Sul Ponte  di Perati, Hai preat, Va l’Alpin,  per citarne solo alcuni.

L’uditorio di commuove. Si piange, In silenzio. Altrettanta “condivisione” è però dovuta ai Soldati di oggi, ai nostri Giovani che abbiamo mandato in una guerra che sta uccidendo il loro futuro. E’ ora di  richiamare le tradotte dal fronte del nulla e di dare assoluta priorità al loro inserimento nella vita civile, quella che consente di crearsi una famiglia, di fare un figlio, di accendere un mutuo per comperarsi una casa. E, per favore,  scandalizziamoci quando un Consigliere della Regione Lazio afferma: “Ma da me, cosa volete? Dopo tutto io guadagno (rectius, “ricevo!” n.d.r.) solo 8.500 euro al mese!”.  Solo?

F.to:  Riccardo Lucatti, classe 1944, S.Ten. Cpl. Brigata Alpina Trientina