PROCESSO KAFKIANO A MATTEO RENZI E A ITALIA VIVA

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 9 Gennaio, 2021 @ 2:47 pm

Detto altrimenti: incontro un amico sul vialetto di casa e …   (post 4131)

… pur sapendo che io sono con RENZI, mi invita a pubblicare qui sul mio blog un post per innescare un gruppo di persone … anzi una corrente di persone perché “Basta con Renzi, Conte sì che sta tendendo tutti uniti … Renzi va bene sui contenuti ma poi ….” E giù commenti molto “colorati” su Renzi e chi lo sostiene, anche localmente. Ho iniziato a ribattere ma con un colpo di pedale (era in bicicletta) ed un commento “ciliegina” finale a voce sempre più alta, se ne è andato. Peccato per lui, perchè gli avrei detto che io “un” post lo avrei pubblicato. Infatti eccolo:

IL PROCESSO

CANCELLIERE, ESPONGA I FATTI

ITALIA VIVA è un partito della coalizione di governo.  Da luglio 2020 in Parlamento MATTEO RENZI chiede a CONTE che Italia Viva possa collaborare alla stesura del Recovery Plan … (omissis, si evita di citare i passi intermedi, già noti alla Corte) e la richiesta è ancora inevasa.

ITALIA VIVA è stata considerata da Conte e i 5S alla stregua di un partito di opposizione perchè Conte ha voluto gestire tutto “riservatamente” a vantaggio della campagna elettorale permanente sua e dei 5S. Così facendo ha volutamente rinunciato all’apporto di una componente molto qualificata del suo stesso governo (anche per paura del confronto, n.d.r.) anche se ciò lo ha condotto ad un mal governo.

Il Movimento 5 Stelle taglia corto: Conte non si tocca. Infatti per la loro permanenza nella stanza dei bottoni Conte è una componente strategica ( = indispensabile  e insostituibile). Infatti, scemata la spinta dei VAFF, ora sono alla ricerca di una nuova spinta: “Siamo noi che eroghiamo/regaliamo i denari!”

Il PD: quando va bene se ne esce con affermazioni generiche e/o parzialmente e moderatamente a rimorchio delle proposte di Renzi, soprattutto nella misura in cui queste vengono (parzialmente) accettate, della serie il proprio cappello sul lavoro altrui non si nega a nessuno (n.d.r.); quando va male definisce Conte l’uomo più popolare e Renzi quello più impopolare.

CONTE “incassa” in anticipo l’ok di Ursula sul suo Recovery Plan privato?  Ma … su cosa? Su una telefonata a Ursula, corredata da un suo filmato di repertorio? Su una a bozza di proposta che è ancora oggetto di accesa discussione presso il governo e che poi dovrà essere approvata dal Parlamento?

RENZI ha reclamato per ITALIA VIVA il ruolo e istituzionale e il percorso democratico che compete ai ministri di un partito della coalizione di governo. Ha proposto contenuti molto concreti, motivati e si è reso disponibile ad un dialogo aperto. Nessuna risposta.

CONTE non ha concesso quanto richiesto, perché vuole operare “da solo” una elargizione-distribuzione dei fondi europei alla “purchè sia”. E guai a dire che invece si devono fare investimenti in un’otticca di visione prospettica.

IMPUTATO ITALIA VIVA, LEI E’ ACCUSATO

  1. di  avere (inutilmente! N.d.r.) reclamato dal 22 luglio 2020 di poter contribuire alla confezione del Recovery Plan;
  2. di avere reclmato di potere almeno esaminare il Recovery Plan prima di condividerlo;
  3. di lamentarsi di essere stato coinvolto sul Recovery Plan dal 22 al 28 dicembre 2020 (il 25 era Natale anche in quell’anno);
  4. di avere (inutilmente! N.d.r.) preteso di discutere le proprie proposte sul Recovery Plan;
  5. di non accontentarsi – sul Recovery Plan – di una sintesi di 13 paginette e di una tabellina;
  6. di opporsi alla privatizzazione dei ruoli istituzionali e dei Servizi Segreti;
  7. di volere contribuire all’azione del governo della cui maggioranza fa parte;
  8. di volere utilizzare i 37 miliardi del MES;
  9. di volere spostare risorse Recovery dalle paghette alla sanità , ai giovani, alla cultura, al turismo, alle grando opere;
  10. di esigere che l’azione di governo abbia una visione di futuro del paese;
  11. di contestare la mancanza da parte del governo di un ragionamento su come ripianare il debito pubblico;
  12. di opporsi al percorso (di volta in volta a secondo dei casi: palese, occulto, formale, di fatto) di esautoramento della democrazia rappresentativa parlamentare, ovvero al percorso di chi vuole realizzare (gradatamente ma non troppo, n.d.r.) la democrazia diretta (diretta da chi? N.d.r.) secondo i seguenti passaggi progressivi:
  • abbondante ricorso ai DPCM (“Così intanto li abituiamo”);
  • mancato coinvolgimento di alcuni partiti della coalizione di governo e il Parlamento se non a cose fatte;
  • minor numero di parlamentari;
  • parlamentari più giovani (meglio se estratti a sorte o scelti via rete);
  • referendum propositivo con quorum limitatissimo;
  • vincolo di mandato per i parlamentari;
  • obbligo del Parlamento di approvare la proposta referendaria, senza la possibilità di correggerla;
  • leggi fatte da poche persone = oligarchia.

IMPUTATO, SI ALZI IN PIEDI: SI DICHIARA COLPEVOLE O INNOCENTE?

Vostro onore, ci dichiariamo colpevoli di tutto quanto ascrittoci”

CANCELLIERE, A VERBALE. IL POPOLO SI RIUNISCE PER DELIBERARE