INTERVALLO DI VELA E DI BICI

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 8 Ottobre, 2012 @ 2:40 pm

Detto altrimenti: dopo le analisi critiche al sistema economico-politico-finanziario, passiamoci un paio di giorni in santa pace …

Il Fun "Whisper" ITA 526 in regata

Caro Diario, oggi è lunedì, quindi è arguibile che ieri fosse domenica … infatti ero a Riva del Garda per una regata di circolo. Abbiamo sostenuto due prove, percorso a bastone. In acqua alle 11,30, partenza prevista ore 12,00, “Ora” (la leggendaria brezza da sud) arrivata alle 14,45! Pensa … faceva così caldo che alcuni regatanti si sono tuffati a fare il bagno!  La mia barca, un Fun, ITA 526, è “piccola” (7 metri) rispetto alla grande maggioranza delle altre (8-10-11 metri), il che vuol dire che di bolina più di tanto non riesce a difendersi. Infatti la velocità massima è data dalla formula 2,5 volte la radice quadrata della lunghezza dello scafo al galleggiamento, per cui io posso sviluppare una velocità massima di 5 nodi e gli altri da 6 a 10 nodi. Tuttavia ci siamo difesi ed un paio di barche tipo la nostra le abbiamo battute.

Il fiume Adige poco dopo avere ricevuto l'affluente Leno, a sud di Rovereto

Ma senti però cosa mi è successo. Stavamo navigando di bolina stretta, cioè stringendo il vento al massimo, con un angolo di circa 40° rispetto alla direzione del vento. Da dietro e da sopravvento sopraggiunge una barca assai più lunga, più veloce e più “boliniera” della mia. Penso: poco male, tanto “stringe” il vento più di me e mi supererà agevolmente da sopravvento. E invece no. Ci viene contro. Io ho diritto di rotta, essendo sottovento, stesse mure sue (cioè prendevamo entrambi il vento sulla parte destra delle vele). Come da regolamento di regata grido “Acqua!” per avvertirlo che stava infrangendo una importante regola di precedenza (Regolamento di regata FIV, Regola 11, Diritto di rotta). Niente da fare. Prosegue imperterrito. I miei prodieri, che erano seduti sul bordo con le gambe all’esterno per contrappesare meglio, le ritraggono all’interno altrimenti le avrebbero avute spezzate. Io grido “Ti protesto” ed espongo la bandiera rossa di protesta. Tutto secondo regolamento. Lui grida, ci aggredisce verbalmente e prosegue la sua rotta. Alla fine della regata io devo riportare la barca nel mio porto di ormeggio (Fraglia Vela Riva), anche perchè il mio equipaggio ha lì le auto, dovendo rientrare chi a Rovereto, chi a Vicenza. Non posso quindi recarmi in tempo utile presso il diverso porto (S. Nicolò) ove ha invece sede la giuria per formalizzare la mia protesta per iscritto a termini di regolamento di regata, il che avrebbe condotto alla squalifica dell’investitore. Di che barca si trattava? Il suo numero velico è ITA 11 ..: Non vi dico qual è la terza ed ultima cifra per lasciare a voi il piacere della scoperta. Comunque, tutto è bene ciò che finisce bene, non vi pare?

"Spiagge Roveretane"

Oggi sono tornato a Trento. In bicicletta. 50 km. Per salire dalla “busa” dell’Alto Garda Trentino alla Valle dell’Adige ho scelto la vecchia strada di Torbole: 1,5 km circa con pendenze dal 10 al 15%.Quindi Passo S, Giovanni, Lago di Loppio, Mori, Rovereto, Trento. Poco prima di Rovereto mi fermo a fotografare (col telefonino) alcune “spiagge roveretane” a valle delle acque turbinate di una centrale idroelettrica ed un bel tronco trascinato dalla corrente sino ad arenarsi nel bel mezzo del letto del fiume.

Fabrizio in pausa caffè!

Quindi, incrocio un collega regatante, Fabrizio Trentini. Ciao! Al volo … e mi fermo. Fabrizio fa altrettanto. Ieri eravamo “antagonisti” amichevoli nella regata (no, la sua barca non era quella di prima!). Oggi decidiamo di tornare a Trento pedalando “di conserva”. Quest’anno Fabrizio è alla sua prima uscita in bici perchè ha avuto un incidente ad una gamba, quindi non è allenato (per fortuna, penso, perché avendo visto con quale energia scia, se fosse stato allenato sarebbero stati guai seri per me, nonostante i miei 3.500 km già percorsi nella stagione)!

Rilassati arriviamo al bicigrill di Nomi (13,5 km prima di Trento) e ci concediamo un caffè ed una piacevole sosta al sole.

Autunno fra Rovereto e Trento: ciclabile in fiore

Poi Fabrizio si trattiene a scambiare quattro chiacchere con altri suoi amici ed io veleggio … scusate … pedalo fino a casa. Riva del Garda-Trento, piacevolissima risalita, resa ancor più gradevole dall’incontro con l’amico Fabrizio.


  • Edoardo Pellegrini

    E bravo Capitan Riccardo…. Io però quello dell’ITA 11..l’avrei denunciato alla giuria, gente così non merita pietà. Forse sei ancora in tempo?

    • Riccardo Lucatti

      Non esiste la “denuncia alla giuria” ma la presentazione di un documento scritto di protesta, protesta che poi viene esaminata e discussa dai giudici di regata. Vi sono poi aspetti legali in caso di danni a persone /o cose. Non so se esista la fattispecie della “guida pericolosa” per le barche … forse si, nel Codice della Navigazione … ma in casi come questo dovrebbe prevalere il buon senso, la prudenza, il rispetto spontaneo dlele regole e una non disonorevole capacità di riconoscere i propri errori e di scusarsi, altro che aggredire – sia pure verbalmente – le vittime dei tuoi soprusi.