CONCERTO AD ALA
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 22 Agosto, 2020 @ 4:51 pmDetto altrimenti: Fortepiano e violino (post 3990)
SETTENOVECENTO AD ALA, LA CITTA’ DI VELLUTO e non solo: città della cultura, della musica, della storia. Musica? Il fortepiano di Stefania Neonato – Il violino di Christine Busch – La Musica di Ludwig van Beethoven: le due sonate “La primavera”e “Kreutzer” – Il cortile di Palazzo Taddei ad Ala di Trento.
L’organizzazione di Filarmonica Rovereto; Centro Studi Zandonai; Festival Mozart di Rovereto; Rovereto Wind Orchestra; Coro S. Ilario.

Ogg,i superando per qualche ora gli impegni con le nipotine, siamo saliti ad Ala da Riva del Garda (90 min di traffico!). Altri amici sono arrivati direttamente da Trento. Tutti per ascoltare un sogno. Già la “sala”, lo splendido, semplice cortile del palazzo che ci ha ospitato: sedie all’aperto, rigorosamente all’ombra, a sfidare i 30 gradi della canicola, visto che il Concerto è iniziato alle 11,30.

E poi le due Musiciste, Stefania di pianoforte storico: Christine di violino, colleghe alla Hochschule fur Musik und Dartstellende di Stoccarda.

Il fortepiano. Stefania ne ha una collezione. Strumento per la musica “in camera” in quanto non ha la potenza dei moderni pianoforti con cassa in metallo. Ogni nota “muore” più rapidamente e quindi lo spazio discrezionale che consente all’esecutore è assai più ridotto, il che esalta la capacità del musicista di modulare il tocco sui tasti. Stefania ne ha una collezione ed anni fa era stata nostra ospite a Riva del Garda: nostra in quanto ospite della nostra Associazione Amici della Musica, allora presieduta dal compianto Ruggero Polito, oggi da Franco Ballardini. A Riva aveva tenuto una lezione-concerto sullo strumento: qui sul blog troverete molti post dedicati a lei.

Il violino. Quello di Christine è storico del ‘600, non chiedetemi di più se non che è dal suono più sottile. E perdonate la mia ignoranza! Entrambi gli strumenti molto sensibili al cambiamento della temperatura e dell’umidità!

Per fortuna gli strumenti sono stati esposti solo … all’ombra, il che però ha richiesto l’amorevole cura dell’accordatotre Marco Barletta, un “vecchio” amico, anch’egli applaudito dal pubblico.



L’esecuzione manco a dirla perfetta è stata preceduta da una breve interessante presentazione degli strumenti e dei brani da parte di Stefania. Una nota importante: per Stefania si è trattato del primo concerto dopo la lunga pausa Covid19 e per Christine solo del secondo. Pensate quale emozione per loro (e per noi con loro!), con quanto desiderio abbiano (ed abbiamo) atteso questo momento!
Un vivissimo plauso alle esecutrici ed uno altrettanto meritato all’Organizzazione. Anche per noi infatti si è trattato del primo concerto post Covid … anzi, “quasi” post, perché le mascherine sono state d’obbligo. Il secondo – almeno per noi – sarà quello organizzato dalla citata Associazione rivana Amici della Musica quando ospiteremo musicisti dell’Orchestra Haydn (entrata libera fino all’esaurimento dei 150 posti distanziati):
Venerdì 28 agosto 2020, Salone delle Feste del Casinò Municipale, Arco (Tn), ore 20.45. Marco Mandolini, maestro concertatore e Gli Archi dell’Orchestra Haydn. Musiche di Gioachino Rossini: Sonata a quattro no 1 in sol maggiore; Franz Schubert: 5 Danze tedesche con Coda e 7 Trii D. 900; Felix Mendelssohn: Sinfonia per archi n. 2 in re maggiore; Gustav Holst: St. Paul’s Suite, op. 29/2 .
Buona Musica a tutte e a tutti!
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NONNINBICI ALL’AZIENDA BIO AGRICOLA
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 21 Agosto, 2020 @ 6:11 pmDetto altrimenti: oggi siamo andati a pranzo all’Azienda Bio Agricola Roberto Gostner (Via di Vespiri, 35 Drena tel. 3472669734) (post 3989)
Domanda: come fa un nonno ad andare in bicicletta quando ospita figlio, nuora e due splendide nipotine di uno e tre anni? Risposta: è semplice. Si individua un’azienda bio agricola nella quale facciano vedere che le uova le fanno le galline; nella quale macinino il grano, quel tanto che basta per far fare i biscotti alla nipotina più grande e altre cose belle del genere. Se ne sceglie una un po’ in quota così fa più fresco, e “siccome che” è preferibile non andare con due auto e su quella del figlio c’è posto solo per le due bimbe e tre adulti, il nonno si sacrifica e li precede in bicicletta. Semplice, avete visto?

L’azienda bio agricola individuata si trova un po’ sopra Drena. Parto da Riva alla 08,15 … Arco … Dro … e qui inizia la salita che – volendo – ti porterebbe a scollinare a Vigo Cavedine, nella Valle dei Laghi e anche a salire in Bondone. Io mi fermo molto prima, 20 km di cui 8 di salita in totale 75 minuti. Subito dopo arriva la mia truppa. Intanto io ho fatto amicizia col proprietario, il simpatico Roberto, già corridore in mountain bike (fra ciclisti ci intendiamo!): Roberto mi mostra l’esistenza di una serie di sentieri nel bosco che potrei percorrere scendendo da Braila (cosa che farò quanto prima!).

Il posto è molto gradevole. Il clima piacevole anche grazie ad una deliziosa Ora gardesana. Ci rilassiamo mentre la bimba, sotto la guida della padrona di casa, impasta i biscotti. Poi si mangia (e si beve … ecchè, no?). Per adesso piatti freddi, affettati e formaggi squisiti, verdura dell’orto, pane appena sfornato! Una simpatica cagnetta scodinzola intorno ai tavoli, discreta. Roberto ci racconta della sua fattoria-impresa, di come è nata, dei suoi progetti. Poi mi chiede di fargli provare la mia e-mtb, ne vuole comperare una. Detto, fatto. La prova, ne è sempre più convinto: presto pedaleremo insieme!

Apprendiamo che Roberto viene con un banchetto al mercato del km zero in città: ci ripromettiamo di andare a trovarlo in Piazza Dante a Trento. Le bimbe sono stanche, i genitori decidono che è meglio riportarle a casa, tanto dormiranno in auto. Loro partono. Io anche, in bici ma … ma arrivato al bivio che a destra conduce al Lago di Cavedine, la bici gira da sola! Costeggio il lago, imbocco a sinistra la pista ciclabile che conduce a Dro-Arco e via! In 32 km sono a casa (tot. 52 km, consumo elettrico 60% di una batteria da 400: perchè non mi sono fatto mancare nulla, stante la salita e il vento contrario da nord all’andata e il caldo e l’Ora contraria al ritorno).

Alla prossima, Roberto!
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Elezioni comunali a Trento
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 20 Agosto, 2020 @ 12:14 pmAmiche ed amici, noi di +Trentoviva siamo impegnati anche nelle Circoscrizioni: venite a parlarci dei vostri problemi, delle vostre proposte!

E alle Comunali, grazie se mi votate e – insieme a me – se votate Elisabetta Zanella e Roberto Sani. Tutti noi sosteniamo il candidato sindaco Franco Ianeselli.



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UN CANDIDATO – TRENTINO DA 33 ANNI – VI CHIEDE IL VOTO
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 18 Agosto, 2020 @ 8:50 pmDetto altrimenti: per le prossime comunali a Trento (post 3987)



Nasco a Genova ma le montagne, che in Trentino da giovane ho scalato da istruttore di alpinismo, mi sono sempre piaciute. Dopotutto suggeriscono una tensione verso l’alto che funziona come leva, abituandoti a dare di più. Per te, per gli altri, nel lavoro. E così, dopo aver ricoperto incarichi manageriali in società di livello nazionale e internazionale, verso la fine degli anni ’80 colgo al volo l’opportunità di venire a lavorare a Trento e quelle stesse montagne diventano un confronto costante a cui tenere testa. In Regione opero per importanti ristrutturazioni finanziarie sotto la Presidenza del Sen. Bruno Kessler, iniziando con il risanamento del Passo del Tonale …

… per proseguire poi nel CdA del Credito Fondiario; con la promozione dell’intermodalità trentina; con il traforo del Brennero e in società di engineering e industriali a Rovereto e da ultimo, nella mobilità a Riva del Garda.

Un impegno e una passione che non si esauriscono certo con la pensione. Anche adesso, infatti, partecipo attivamente ad associazioni culturali, musicali, sportive. Pratico sci, vela e ciclismo. E sono europeista convinto, perché alle enormi sfide economiche, sociali e ambientali che ci attendono si può rispondere solo a livello di sistema. Le mie esperienze, in questo senso, sono al servizio di chi vorrà trasformare le idee in progetti, senza compromessi e giochi al ribasso.

Perché quello che ci vuole, oggi più di ieri, è non soltanto visione, ma anche capacità e coraggio. Le stesse doti che ho trovato nella squadra di Piutrentoviva e in un candidato Sindaco, Franco Ianeselli, che ha tutte le carte in regola per fare la differenza.

E domani? Be’ raga, è presto detto:

Come fare? Franco Ianeselli viene eletto al primo turno anche grazie al vostro voto:

Grazie a tutti, a chi mi voterà e anche a chi mi ha solo letto, anche se poi non mi voterà. #piutrentoviva #siamotrento
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VI CHIEDO IL VOTO 3
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 18 Agosto, 2020 @ 7:17 amDetto altrimenti: per la continuità generazionale, lessicale e sostanziale (post 3986)
Sono candidato alle prossime elezioni comunali a Trento e vi chiedo il voto, anzi, già che si possono indicare tre nomi, vi chiedo di scrivere anche il nome di Elisabetta Zanella e Roberto Sani. Perché? Cerco di spiegarmi.

Quante volte mi è capitato di accompagnare nelle prime sciate figli miei e di amici! Ti ascoltano, ti seguono e dopo qualche tempo … ti sorpassano e ti aspettano! Ricordo mio figlio Edoardo con il suo amico Fabio (che ora è maestro di sci!). Ora è il turno dei nipoti!

Anche nella vita: trasmetti loro i tuoi valori e poi, un giorno, ti accorgi che sono loro a ricordarli a te. Anche nel lavoro: panta rei, tutto scorre, tu dai l’avvio e poi “loro” ti aggiornano.
Anche nella politica. E qui il giovane, la matricola, sono io! Ma … dice … allora perché ti candidi? Rispondo: perché sempre di più la politica deve diventare Politica, ovvero deve essere vera “tecnica di governo effettivo delle cose e delle persone” ed io ho passato una vita da manager a gestire cose e persone. Sapete, il termine “politica” è un aggettivo sostantivato che deriva dall’antica espressione lessicale greca “teknè politikà”, tecnica nella gestione “politica” cioè nella gestione della polis (la città stato di allora). Poi, nel tempo, abbiamo abbandonato il termine teknè (e purtoppo, spesso non solo sul piano lessicale!) e abbiamo sostantivato l’aggettivo: ecco, io – ove eletto – mi occuperò di fare riadottare l’espressione completa, senza che si dimentichi per strada quel primo termine, la teknè, e soprattutto senza che se ne dimentichino i contenuti.

Grazie se mi voterete e comunque grazie per averni letto anche se non mi voterete. #piutrentoviva #siamotrento
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VI CHIEDO IL VOTO – 2
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 16 Agosto, 2020 @ 7:21 amDetto altrimenti: e cerco di spiegarne il perché (post 3985)

Perché credo nella intelligenza collettiva, ovvero nel risultato di apporti diversi e per me è la prima volta che candido: più diverso di così!
Perché credo che avere un manager in comune in Comune sia utile.
Perchè la mia non è l’etica dei princìpi, che porta all’integralismo, né l’etica del risultato che conduce al cinismo, bensì l’etica del compromesso onorevole.
Perché il Bene Comune non è una piazza o una strada (questi sono beni pubblici, collettivi) ma è quel bene alla cui realizzazione hanno contribuito tutti sin dall’inizio.
Perché per me il potere è innanzi tutto “dovere” ed è sempre collegato con la responsabilità.
Perché non mi basta conoscere e far conoscere cifre in assoluto, ma sempre in relazione al totale, ovvero il valore percentuale di ogni incasso, spesa, investimento.
Perché l’ordine delle priorità attuale può darsi che non sia più attuale e va continuamente aggiornato.
Perché “governare” non è solo gestire le risorse “disponibili”, ma riflettere anche su quelle “bloccate per molti anni”) (v. il “perché” precedente).
Perché sono contrario al liberismo sfrenato e al comunismo.
Perché il Comune può e deve essere la fonte anche delle idee a dimensione provinciale, statale e UE.
Perché sono un europeista convinto.
Perché oltre alla informazione e alla comunicazione occorre il dialogo.
Perché sono contro la retorica, la demagogia, il populismo, il sovranismo.
Perché il gruppo al quale appartengo è +TRENTOVIVA
Perché il “mio” candidato sindaco è FRANCO IANESELLI
Perché oltre al mio nome, vi chiedo di votare ELISABETTA ZANELLA e ROBERTO SANI.
Perché a chi mi dà fiducia io dò tutto me stesso.
Perché spero che abbiate fiducia in me.

Grazie!
#piutrentoviva #siamotrento
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UNA PEDALATA FIAB (IN PRIVATO)
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 15 Agosto, 2020 @ 2:36 pmDetto altrimenti: “in privato” perché io sono un “Fiabbino” ma l’uscita non è di quelle organizzate dalla FIAB (messaggio 3985)
Da ex dirigente FIAB (e da iscritto al CAI Sez. Ligure da 55 anni) sto proponendo alla Fiab di creare una rubrica nella quale tutti gli iscritti siano inviati a raccontare le loro pedalate “private”, così come sulla rivista del CAI Ligure, tutti noi “raccontavamo” le nostre arrampicate “private”. In ogni caso, ora vi racconto la mia:
Parto da Riva del Garda centro alle 08,30 con la mia e-mtb (batteria da 400). Per la via più diretta (la SP Riva-Arco), raggiungo e supero Arco (m 91) verso nord e mi trovo al bivio per S. Martino-Falesia Policromuro (km 6.5). Volto a destra e dopo una breve salitella di 200 metri, giro a sinistra ed entro nella deliziosa frazione pianeggiante di S. Martino, superata la quale a destra, inizia la “rampa” (punte del 10-15%).

Mi lascio sulla destra la chiesetta dedicata al santo e salgo. L’aria è fresca, sono in ombra. Il fondo è asfaltato. Percorro i primi 3,5 km di salita dura e continua: supero le rocce della Falesia e sulla destra vedo “abbassarsi” il Castello di Arco e raggiungo il Bosco Caproni. (tot. Km 10,00).


Il bosco Caproni si estende per circa 44 ettari alla base del fianco occidentale del Monte Stivo. L’area prende il nome dalla famiglia di Gianni Caproni, ingegnere areonautico noto come “pioniere dell’aria”, nato nella vicina Massone nel 1866, che acquistò questi ed altri terreni e che, con intento di bonifica e rimboschimento, garantì lavoro a decine di famiglie povere nel periodo fra le due guerre. Attualmente di proprietà del Comune di Arco. Alla fine del bosco un bivio a destra indica “Troiane”.
La salita a Troiane allunga il percorso fino a scavalcare una quota dalla quale di scende per sterrato sino alla chiesetta di Braila (v. dopo)
Io prendo a sinistra e dopo 2 km durante i quali ogni tanto la strada spiana un poco, raggiungo il bivio a destra per Braila, che imbocco. Ora la strada è sterrata e dopo 500 m raggiungo Braila (m 580): una deliziosa piccola frazione di dieci casette ed un minuscolo agritur. La pace in assoluto.


Supero Braile e la deliziosa chiesetta e con una serie di ripidi, ampi tornanti in discesa, mi ricollego alla strada che avevo abbandonato per raggiungere Braile. La strada dirige verso nord. A sinistra, in basso, la valle del Sarca. La strada spiana sino a planare, con altri tornanti, sul paese di Drena (km 15,00).



Sosta per foto al castello e quindi mi lancio nella discesona sulla SP 84 che in pochi km a 45-50 kmh – superato a destra il bivio per il lago di Cavedine – mi porta a Dro (km. 25). Sosta caffè.

Da qui a Riva si può scegliere: la pista ciclopedonale o la strada sulla destra orografica del Sarca dal ponte romano di Ceniga.

Raggiungo il centro di Riva e la relativa spiaggia per un tuffo nel lago dopo 35 km. Tempo totale impiegato: 2 ore e 15 minuti più 20 minuti di soste per le foto e un caffè al Bar di Dro. Consumo elettrico: 40% (due tacche) di una batteria da 400. Temperatura dell’acqua del lago: 16° (ieri ha piovuto ed oggi sta arrivando nel lago l’acqua fresca dalle montagne!).
Riassumendo: pedalata breve, intensa, ricca di emozioni in salita ed in discesa, di piena soddisfazione, consigliata per e-bike o per ciclisti molto, molto allenati. Qualche Fiabbino la vuole fare? Tel. 335 5487516 !
Good bike & good Fiab everybody!
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VI CHIEDO IL VOTO – 1
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 15 Agosto, 2020 @ 7:07 amDetto altrimenti: per le prossime elezioni comunali (post 3983)

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Pier Luigi Celli, nel suo bellissimo libro qui a fianco, afferma (giustamente, n.d.r.) che per conoscere una persona occorre guardare alla sua storia più che al suo curriculum. Ed ecco allora la mia storia “trentina”. La mia mamma negli anni 30 era stata insegnante a Bolzano. Mio babbo carabiniere in Trentino. La mia famiglia d’origine “basata” a Genova. Io venivo in Trentino per le vacanze e per fare scalate sul Brenta. Poi un giorno mi offrirono di lavorare a Trento. Ed eccomi arrivato, 33 anni fa. Mia moglie è stata insegnante alla Scuola Media di Povo. Due figli, tre nipotine.
Le mie “passioni”, i miei interessi? Partecipo a due gruppi di lettura; leggo molto, soprattutto saggistica; sono un appassionato blogger; scrivo poesie in italiano ed in tedesco; sono stato nel Direttivo della FIAB (e sono appassionato ciclista); scio molto (discesa: sono un VIP-Vecchietto In Paganella!); sono presidente dei Probiviri della Fraglia Vela Riva (ed ho regatato per 25 anni); sono tesoriere dell’Associazione Amici della Musica in Riva; amo la musica classica; sono iscritto all’ UNUCI (già Sten di cpl della Brigata Alpina Tridentina, ex istruttore sezionale di alpinismo, recentemente promosso Ten.).
Solo recentemente ho deciso di fare politica attiva. Attualmente sto lavorando al progetto del collegamento del centro città con tutte le sue circoscrizioni (Funivia Trento-Bondone); a quello del cicloturismo e cicloescursionismo; a quello dell’economia mista pubblico-privata e al riassetto della finanza pubblica. Ove eletto, porterei in Comune la mia esperienza di manager d’azienda e finanziario. Nel sociale mi batto per dare visibilità agli invisibili.
Grazie se mi darete la vostra fiducia
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UN AMICO SE NE E’ ANDATO
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 13 Agosto, 2020 @ 6:52 amDetto altrimenti: lo so che prima o poi tocca a tutti, ma … (post 3982)
… ma quando capita, ti pare che sia sempre troppo presto. Poco più di vent’anni a testa, c’eravamo conosciuti per caso, due alpinisti solitari al Rifugio Rosetta, sulla Pale di S. Martino, in quegli anni gestito da Michele Gadenz detto Micel. Ed ecco formata una cordata di scalatori e di amici: in due, si sa, arrampicare è molto più sicuro.

Per ogni scalata, Micel ci dotava dei suoi “schizzi”, piantine più preziose di qualsiasi guida, disegnate da chi di quelle pareti conosceva ogni pietra, ogni fessura, ogni strapiombo.

E noi via … in salite più impegnative o in quelle più semplici, tipo quelle la cui vetta finiva … sull’altipiano, a poche centinaia di metri dalla pastasciutta che ci aspettava al Rosetta, salvo poi, nel, pomeriggio … che si fa? Un’altra salitella, tanto per non farci mancare nulla!

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Fine delle vacanze, ci si ritrova l’estate prossima, sempre al Rosetta. Poi in Brenta. Poi le nostre strade si sono separate. Luciano fotografo professionista io manager nelle grandi città. E invece, un giorno, queste strade si sono di nuovo in crociate. Io ciclista Trento-Verona, lui una bella villetta a Bussolengo, quasi sulla pista ciclabile. Una bella moglie – la sua fa subito amicizia con la mia – tre splendidi figli, mille interessi che una sopravvenuta malattia non gli impediva di coltivare.
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Non più scalate per entrambi, ma vela sul Garda, camminate sul Brenta, incontri conviviali.

Luciano poi al parkinson proprio non si era arreso: pescava nei torrenti, andava per funghi alla faccia degli orsi, arricchiva i suoi preziosi album fotografici, girava il mondo con l’adorata moglie orgoglioso dei successi dei figli. Fino a quando, tre giorni fa, la telefonata: Luciano se ne è andato, improvvisamente. Luciano, questo ricordo è per te.
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70 KM IN BICI
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 12 Agosto, 2020 @ 7:30 pmDetto altrimenti: ma che caldo fa … ma che caldo fa … (post 3981)

FIAB Trento, Amici della Bicicletta, aderente a FIAB – Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta. Quest’anno, causa pandemia, la nostra attività sociale, proseguita per la parte “mobilità urbana sostenibile”, è stata molto rallentata per quanto concerne le gite sociali. Ma … ma noi Fiabbini non ci siamo arresi: ci accordiamo e in piccoli gruppi pedaliamo fuori porta. Ad esempio, un gruppetto è stato in Valsugana (Renata, Rosa, Franco, Claudio) e pochi giorni dopo un altro gruppetto è andato a “scalare” Passo S. Lugano da Ora (Claudio, Mara, Umberto). Di entrambi i gruppi ha fatto parte Claudio Colbacchini con il quale oggi abbiamo vagabondato nella “busa” del Garda. Ecco il resoconto.

Partiamo da Riva centro. Percorriamo i meravigliosi 3 km della ciclabile lungolago che ci conducono alla foce del Sarca, da dove risaliamo verso Arco-Ceniga.

Deviazione al ponte romano di Ceniga e ci inoltriamo nello sterrato dei primi 2 km della pista Le Cavre che però abbandoniamo a Drò, per riprendere la ciclabile (prossimi giorni: salirò in ciclabile fino a Pietramurata e scenderò lungo la pista fuoristrada Le Cavre).

Si sale con lo spettacolo degli strapiombi che sovrastano la Valle del Sarca sulla destra orografica (nostra sinistra).

Crediamo di essere abituati a questa bellezza e invece ogni volta ne siamo rapiti. Centrale Fies, strappo al 20% ma le e-bike ci aiutano e lo superiamo di slancio. Pietramurata, ancora 3,5 km costeggiando un fiume di verde e di acqua e siamo a Sarche. In totale, 30 km. Grazie al marciapiede ed alla pista pedonale raggiungiamo e superiamo quel gioiello che è il Lago di Toblino.


Risaliamo molto velocemente a 21 kmh (Claudio dice “Così con il vento in faccia fa meno caldo!” Te possino …) verso la Valle dei Laghi sotto un bel sole (anca massa!) ci fermiamo alla fontana di Cavedine per una rinfrescatina (uao!!), superiamo il brevissimo strappo al 35% che ci consente di scollinare (qui sotto lo scollinamento) …

Nota tecnica: incontrate lo strappo al 35% solo se attraversate il paese girando dietro la Chiesa; lo potete evitare se salite allo scollinamento per la strada che si diparte dalla SP “prima” del paese per chi proviene da nord.
… e finalmente planiamo sul Lago di Cavedine.


Sosta enogatronomica presso Best Wind dell’amico Andrea Danielli e riposino sull’erba.

Ripartiamo verso sud con una bell’ Ora in faccia, superiamo le marocche (la ruina dantesca), planiamo a 53 kmh su Dro, ma giunti in pianura, prima del paese prendiamo a sinistra per alcune veloci solitarie poderali (zona Maso Giare) che ci accompagnano fin quasi ad Arco. Sosta acqua e caffè nel giardino del casinò, ciclabile verso il Garda fino all’altezza del monte Brione, lo aggiriamo a nord (lasciandocelo a sud) e per veloci poderali solitarie raggiungiamo Riva del Garda centro (le “poderali” sono veloci perchè non si incrociano ciclisti e bagnanti, come invece sarebbe accaduto se avessimo ripercorso – a quest’ora del pomeriggio – le consuete piste ciclabili).
Partecipanti: noi due. Somma dell’età dei due: 155 anni, but still going strong. Bici usate: due e-mtb. Partiti da Riva alle 08,30 – Arrivati a Riva alle 16,00. Km totali, 70. Consumo elettrico: Claudio, batteria da 500, 75%; io, batteria da 400, 85%.
Good e-bike & good FIAB everybody!
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