SLOGAN

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 2 Marzo, 2019 @ 1:39 pm


Detto altrimenti: ormai purtroppo viviamo di quelli ….     (post 3526)

“Via gli Ebrei!” Si, anche noi l’abbiamo detto e applicato, con le “nostre” leggi raziali. Campionati mondiali di calcio: “Forza Italia!”: e diventò uno slogan politico. Torino anni ’50: “Non si affitta a meridionali”; ieri: “Padania libera!”,“Via i terroni!”; oggi: “Via i neri!” “No TAV!”

Slogan assunti a simbolo, cioè ad un quid che unisce tutti coloro che ci si riconoscono. Io mi riconosco nello slogan “TAV si”. Perchè? Perché per anni sono stato Vice Presidente dell’Interposto di Trento e da quella posizione sono stato il promotore della sua trasformazione in centro intermodale; ma soprattutto, perchè per anni sono stato azionista e consigliere di amministrazione del Gruppo Europeo di Interesse Economico ATT3- Alptransfer Consulting Geie/EWIV, Bolzano e quindi – se non altro per esperienza vissuta e lavorata – so quanto ci vuole a redigere e/o a modificare un piano del genere: ragion per cui quando sento un premier o un vicepremier che – oggi – dice che “sta studiando il dossier” e/o che “si potrà realizzare un mini TAV” o ancora che “il TAV non si farà”, mi chiedo su quali basi, su quali esperienze, su quali conoscenze, su quali professionalità costoro basino le proprie loro (irresponsabili) affermazioni.

ATT3 – Il nostro progetto era per un tunnel a tre canne del diametro di sei metri ciascuna (autosostenentesi): due per il servizio treni merci telecomandati ed una di soccorso: i passeggeri sula linea tradizionale rimodernata. Tempi d’esecuzione, costi, rischi molto molto inferiori. Funzionalità molto, molto maggiore. Ma tant’è … (Al riguardo, si veda il mio post del 10 maggio 2013, “Il tunnel di base del Brennero”).

“Io penso che …” Ecco, così spesso inizia una delle prese di posizione dei no Tav. Ma come disse tale Sciascia ad un suo interlocutore che faceva precedere le sue affermazioni da un “Io penso ..”. anche a costoro mi sentirei di dare lo stesso suggerimento: “Prima di pensare, ragiona”.

No TAV. Perchè? Piensa mal y acertaràs, dicono in Spagna, Ed io penso male e la conclusione alla quale arrivo è la seguente: il no al TAV è detto da chi all’interno della coalizione di governo sta perdendo voti rispetto al suo alleato di governo. Ed allora, se si blocca il TAV, si liberano risorse che costui può destinare a molte iniziative minori disseminate sul territorio e recuperare consenso elettorale. Tutto qui.

Torino-Lione? Ma qua’ Torino-Lione, mi facci il piacere, direbbe Totò! Qui si tratta della Lisbona-Kiev! E, come afferma il mio lettore Giovanni S., dire che non si deve fare perché la tratta nel tunnel alpino sarebbe antieconomica, sarebbe come aver detto che l’Autostrada del Sole non s’aveva da fare perchè la tratta Fiorenzuola-Modena sarebbe risultata  antieconomica.

Forza TAV!

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NOTIZIE A CONFRONTO

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 25 Febbraio, 2019 @ 7:24 am

Detto altrimenti: in realtà, fatti a confronto        (post 3525)

Leggo i giornali. 5 anni e sei di carcere mesi inflitti ad un tunisino che ha rubato una borsa da un’auto e nella collutazione con la vittima gli ha procurato la frattura di una mano. 5 anni e 10 mesi per corruzione milionaria ai danni delle casse dello stato. Mi pare di potere dedurre che rubare allo Stato sia meno grave. Un ministro fa visita ad un carcerato per omicidio colposo (ha ucciso un ladro colto sul fatto) e dichiara che va graziato. E’ una ingerenza del potere esecutivo su quello giudiziario.

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Tempeste improvvise: un mercantile turco si incaglia a pochi metri dalla spiaggia di Bari: l’equipaggio tratto in salvo. Il fatto mi ricorda la tragedia della London Valour naufragata contro la diga foranea del porto di Genova il 9 aprile 1970, naufragio che costò la vita a 20 persone dell’equipaggio e del quale scrissi nel post “Naufragi e non” del 14 febbraio 2012. Quel pomeriggio stavo tornando a casa dal lavoro con la mia vespa, una poderosa Rally 180 con parabrezza e facevo fatica a tenerla in posizione, tanto forte era il vento. Giunto in zona “Foce”, cioè di fronte all’entrata est del porto, mi fermai per guardare – impotente – quel tragico spettacolo.

Al riguardo mi chiedo che in entrambi i casi ci può essere stata distrazione e/o sottovalutazione delle previsioni meteo, oppure io sono stato solo molto fortunato, quando per sei volte, anche da solo e anche di notte, con la mia barchetta a vela – un Fun da regata di 7,5 metri che “pesa” 1000 kg ed ha un dislocamento di 2,8 tons di stazza – ho compiuto la traversata a vela da S. Vincenzo (LI) alla Sardegna (Palau). Per tutelarmi mi ero abbonato a Meteo Mursia che – dalla loro centrale di Portofino – mi teneva aggiornato in tempo reale via telefono sulle condizioni meteo

Vento forte, cadono alberi nei boschi e in città, si scoperchiano tetti, cinque morti a Roma. Qualcosa sta cambiando, anzi, è già cambiato. Ma Mr. Trump ci scherza su e di fronte all’ondata di gelo (-50° C.!) che ha colpito alcuni Stati USA invoca il riscaldamento globale! E bravo Trump!
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REFERENDUM PROPOSITIVO? NO GRAZIE!

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 23 Febbraio, 2019 @ 8:17 am


Detto altrimenti: dalla democrazia all’oligarchia        (post 3524)

La rete, un’arma micidiale

No grazie, perché credo che questo strumento trasformi la democrazia in una oligarchia. Infatti esso prevede che la proposta di una nuova legge sia presentata da almeno 500.000 elettori. Ora io credo che sia inimmaginabile che 500.000 elettori si radunino e riescano ad elaborare tecnicamente una univoca proposta di legge da sottoporre all’approvazione (solo formale) del Parlamento. Che poi se il Parlamento non approva o anche solo la modifica, la proposta diventa oggetto di un referendum approvativo secondo quorum ridotti. Da quanto sopra discende che a fare le leggi saranno poche persone, i moderni retiarii, quelli che hanno in mano il controllo della rete attraverso la quale poi cattureranno il consenso delle masse. Leggo i giornali, anche quelli di parte avversa alla proposta, e vedo che al caso Formigoni è dedicata un’intera pagina, mentre il referendum propositivo è purtroppo relegato in un articoletto  a piè di pagina. E a Roma si discute … sui dettagli! Quali siano le modifiche parlamentari accettabili e quali no; a che livello debbano essere fissati i vari quorum, etc..

Mi viene in mente un famoso passaggio delle Storie di Tito Livio: dum Rome consulitur, Saguntum expugnatur: la frase è l’amaro commento dello storico in merito alle incertezze del Senato romano di fronte alla richiesta di aiuto degli ambasciatori di Sagunto, città alleata di Roma, assediata dai Cartaginesi del generale Annibale Barca, che durante questo tergiversare romano rase al suolo quella città. Oggi la frase suona così: mentre a Roma di discute, la democrazia è espugnata.

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Mi piace citare un piccolo grande libro di Umberto Eco, un libretto di cinquanta paginette scritto vent’anni fa e oggi ripubblicato da La nave di Teseo (€5,00, mai così ben spesi!):  “Il fascismo eterno” nel quale Eco ci mette in guardia contro il populismo qualitativo, attraverso il quale la volontà di un leader viene fatta passare come volontà dell’intero popolo: piccolo grande libro nel quale ci avverte che presto saremo governati da chi avrà il controllo delle reti web e TV. Al che mi viene in mente l’evoluzione che nei millenni ha successivamente avuto il termine “democrazia”: 1) potere sul popolo (il democrator era il tiranno); 2) strapotere del popolo; 3) potere del popolo. Oggi mi pare che si stia regredendo dal terzo al secondo significato: strapotere del popolo delle reti, cioè di chi governa le reti. Quanto al democrator, ho scovato una lirica illuminante:

Who opened the door for the democrator? / And how come he let in the market-conquistadors? / Why is he acting as if he has something to hide? / The privilege of the stupid is to be taken for a ride.

Per chi non conoscesse l’inglese, traduco: “Chi ha aperto la porta al democrator? / E come è accaduto che egli si sia collocato nel novero dei conquistadores? / Perché egli si sta comportando come se avesse qualcosa nascondere? Il privilegio dello stupido è quello di essere preso in giro”.

IL COMMENTO DI UN LETTORE

Caro blogger, non avevo seguito la vicenda, quindi mi sono documentato. Premetto che “idealmente” fin dai banchi della mia università di Giurisprudenza ero favorevole alle leggi di iniziativa popolare, poi me le sono perfino dimenticate, sono scomparse dal panorama politico e culturale italiano. Provo a fare qualche considerazione sulle tue tesi, non per polemica, ma per amore ella discussione.

Certo, chi ce le vede 500.000 persone a elaborare un DDL … però in quale altro modo si può fare? Qualcuno lo prepara, lo si fa girare… anche in rete, ovviamente, la rete bisogna conoscerla e saperla usare, dobbiamo essere tutti retiarii, meglio così che andare senza rete! Non lasciamo la rete in mano a nani, ballerine, comici e amici di comici! Certo il problema è sapersi muovere nella rete, vedi tutta la questione delle fake news (= panzane), ma ne parliamo un’altra volta. 

Sulla qualità di una legge di iniziativa popolare, si potrebbe anche essere ottimisti … vista poi la qualità delle leggi di iniziativa parlamentare di questo Parlamento! Anche i quorum vanno visti con attenzione: nel disegno dei M5S non ce n’erano e allora sì che sarebbe stato possibile approvare una legge con una manciata di voti (ma allora andiamo a votare, caspita!). Con l’emendamento del PD (approvato) è richiesto il 25% degli aventi diritto, cioè degli iscritti alle liste elettorali, cioè della popolazione italiana in età di voto. Oggi la partecipazione ai referendum raggiunge a fatica il 50%, per fare il 25% degli aventi diritto perciò ci vuole almeno il 50% dei votanti. Insomma, basta che qualche Schettino torni a bordo … pardòn, che qualche cittadino faccia il suo dovere e la faccenda diventa una cosa seria: alle ultime elezioni un partito o una coalizione con il voto del 25% degli aventi diritto avrebbe stravinto! Comunque ci rifletto ancora. E hai fatto bene a sollecitare opinioni su questa faccenda.

Firmato PF

MIA RISPOSTA AL LETTORE PF

Caro PF, grazie dell’attenzione che dedichi alle mie sudate carte. Ecco, io sono preoccupato innanzi tutto da quel tuo iniziale “non avevo seguito la vicenda” detto da una persona “studiata” (come si dice qui in Trentino) e capace di ragionamenti seri e maturi. Infatti se tanto mi dà tanto, mi domando: cosa sta capendo la massa della popolazione? Avrà la capacità di esprimere un pensiero originario o sarà strumento del pensiero altrui? Io credo che il popolo italiano non sia maturo per una gestione così diretta. Il problema centrale a mio avviso è che si svuota il parlamento della sua funzione e di fatto si introduce il vincolo di mandato per i parlamentari, che diventano soldatini ubbidienti alle decisioni dei manovratori della rete. The rest are details, per concludere  con le parole di quel tale Einstein dopo che aveva affermato di volere conoscere il pensiero di Dio. Comunque il dibattito, grazie al tuo intervento, è aperto.

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FOTOPOST

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 21 Febbraio, 2019 @ 10:14 am


Detto altrimenti: oggi parlano (anzi, scrivono”!) le foto!       (post 3523)

Anteprima

Mia moglie dice che ho sbagliato mestiere: avrei dovuto fare il giornalista foto-reporter. L’ho preso come un complimento, ma se avessi fatto quella carriera, forse qualcuno mi avrebbe detto perchè non avevo fatto il manager! Le fotografie … un amico che se ne intende mi dice che ho l’occhio fotografico, che so scegliere le inquadrature: altro complimento. Solo che non mi sono mai dedicato alla tecnica della macchina fotografica e quindi … uso quasi sempre il telefonino. Evvabbè … Da fotoignorantone qual sono mi piace dividere le foto in due categorie: quelle fatte a persone e oggetti così come sono, rubate al volo, e quelle fatte a persone e oggetti mesi in posa. Io preferisco le prime. Ed allora ecco il post di questa mattina, un “fotopost”: infatti mi sto dedicando a ripulire i miei files da molte foto prive di significato. Nel far ciò, ne estraggo altre che forse qualche significato ce l’hanno. Vedete voi.

Fine dell’anteprima. Ora possiamo cominciare.

Trento: Viale Trieste con la neve
Trento: Viale Trieste con il buio
Trento: Piazza Duomo
Pista ciclabile patriottica: tricolore!
Bici al migliore ristorante mantovano
Bici in preghiera
Antico e moderno
Bici in salotto
Un amico fuori pista
Neve e vele
Neve e musica
Gatto e musica
Salto nel fiume
Salto nel mare
Basilico

E per oggi può bastare, raga, non vi pare?

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VIP – Vieni In Paganella

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 19 Febbraio, 2019 @ 3:24 pm

Detto altrimenti: … lo so, lo so che VIP può avere anche altri significati ….. (post 3522)

Primi alla prima, con la nipotina

VIP – Very Important Person. Chi, io? Ma noooo … piuttosto Vecchietto In Pensione o, se preferite, Vecchietto In Paganella: ecco, si … questi ultimi due significati mi si addicono. D’altra parte, che volete, per lavorare mi hanno detto che sono troppo avanti con gli anni (75) ed allora via, in Paganella! Una volta ero un “bondonero”, cioè  sciavo in Bondone: della montagna di Trento ne parlerò in coda a questo articolo. Ma veniamo alla Paganella. Normalmente “salgo” da Andalo: oggi la mia auto ha deciso diversamente e si è parcheggiata a Fai. Nessun problema: primi alla “prima” (risalita in seggiovia, of course!).

Acc … questa volta ben tre sciatori mi hanno preceduto!

Già, perchè le prime discese del mattino sono impagabili: piste deserte, intatte, ben battute (a noi vecioti i ne ciama i strazzapiste, quelli che segnano per primi le piste vergini, appena battute dai gatti). Le seconde discese già non sei più solo: poi gli sciatori aumentano e a qualche impianto, in qualche momento della giornata, si “fa” un po’ di coda. Ecco, vengo al dunque: stazione a valle della Funivia Paganella 2001, ad Andalo. La gente si accalca e in mezzo alla calca vengono quasi sommersi i gruppetti di bimbi al seguito dei rispettivi maestri di sci. Mi chiedo: perché nei momenti di grande affollamento non viene organizzato il pre incolonnamento degli sciatori con transenne e percorso “a serpente”? Perchè non viene riservato un corridoio protetto, preferenziale, per questi gruppetti di bimbi al seguito dei loro maestri? I maestri si danno un gran daffare a tenerli uniti, a rincorarli, a contarli … e loro, i cuccioli, abbracciati ai loro piccoli sci, che cercano di seguire ognuno il proprio Maestro.

La Paganella appalude le Dolomiti di Brenta
Anche i Sioux vengono a sciare in Paganella!

Poi finalmente, arrivano a “imbarcarsi” sulla cabinovia: e qui un altro problema: loro sono piccoli, non è pensabile che riescano ad infilare i loro sci negli appositi spazio all’esterno della cabina, entrano rimanendo “abbracciati” ai loro attrezzi, qualche “scio” si mette di traverso, una racchettina cade per terra … ogni maestro si sforza di farli sistemare in ordine: alla fine sono entrati! Si controlla il loro numero, i loro sci, le loro racchette. Una faticata! E che rischio, anche, lasciatemi dire; che un piccolino sia schiacciato dalla folla, che perda il contatto con il proprio maestro, che si scoraggi. Insomma, cosa ci vuole a prendere atto di questo aspetto?

Lungo i percorsi di rientro al Cermis

Le piste: loro, i piccolini, superata la fase “camposcuola” perloppiù sciano sulla pista azzurra S. Antonio, servita da una seggiovia che avvisa che i bimbi alti meno di m. 1,25 devono essere accompagnati da un adulo: bene, allora c’è questa sensibilità, allora si avverte l’esigenza della sicurezza! Bene. Sciano su una pista azzurra, cioè facile. Tuttavia, per rientrare dalla S. Antonio ad Andalo, devono sciare su piste rosse. E qui mi viene in mente … perchè non copiare dal Cermis, località attrezzata con stradelli facili facili per il rientro a valle degli sciatori in erba? Stradelli lungo i quali per di più hanno collocato animali selvatici imbalsamati, che fanno la gioia dei piccoli sciatori! (Il rientro verso valle dai campi scuola Meriz, intermedia 2001 e Prati di Gaggia è comunque assicurato da una seggiovia e da due cabinovie).

Funivia Trento-Trento 2000

Ma veniamo al Bondone: ne parlo per un motivo specifico: la auspicata funivia Trento-Trento 2000 (come mi piace chiamarla) la quale valorizzerebbe il “dislivello Bondone” anche nelle stagioni no-neve, a vantaggio delle migliaia e migliaia di cicloturisti che percorrono ogni anno la valle dell’Adige. Già, perché il vostro blogger qui sottoscritto è anche un ciclista appassionato (socio FIAB – Federazione Italiana Amici della Bicicletta, Tn) e sta immaginando quale grande afflusso di ciclisti sarebbe attratto dalla salita in funivia sul Bondone, per poi planare su Trento, sulla Valle dei Laghi, sul Lago di Garda. Ecco, con questa mia “sponsorizzazione” in favore del Bondone, spero di essermi fatto perdonare il passaggio da “Bondonero” a “Paganellero”.

Buone sciate e buone pedalate a tutti!

Da Cima Paganella al Lago di Garda in sci: l’unica “misssion impossible”

P.S.: altri interventi in Paganella consigliati da un utente che nel passato è stato a capo di un’imporante complesso di impianti di risalita al Passo del Tonale (sul Tema Tonale, trovate molti post, qui sul blog, cliccando Carosello Tonale. Infatti il nome “Carosello Tonale” che scelsi per quella nuova società impiantistica è indice del concetto al quale volle che si ispirasse l’intera località sciistica, cosa che si deve cercare di fare anche in Paganella):
1 – trasformare da sentiero in “pista” il tratto da Cima Paganella della sommità della seggiovia S. Antonio;
2 – da Malga Terlaga rendere raggiungibile la stazione di arrivo della telecabina Paganella 2001 senza costringere gli sciatori a scalettare in salita;
3 – dalla base della seggiovia Salare aprire un passaggio verso la seggiovia Paganella 2: praticamente una sorta di “ritorno” rispetto al collegamnento inverso – già esistente – denominato Lo Scoiattolo che dalla pista Paganella 2 conduce alla base della Salare;
4 – Nello spirito di creaare un Carosello mi chiedo se non sia possibile tracciare un sentiero (non una pista) che da Malga Zambana conduca a Meriz, aggirando la montagna.

Senza parole …!

Sino a qui interventi “minori”. Ma ve ne è un altro, “maggiore” del quale si parla da tempo, e cioè una nuova seggiovia che dalla stazione intermedia della cabinovia Paganella 2001 salga fino alla Selletta, con la creazione di una nuova pista “rossa” e l’eliminazione della vecchia seggiovia due posti che sfiora la Malga Zambana.

Paganella, mon amour!
Primi anche da Andalo!

Si sa, la montagna è quella che è, non è un tremila metri e gode/soffre della vicinanza di una città e dell’autostrada, ciò che la rende appetibile a molti turisti il che, nell’alta stagione, provoca un certo afffollamento delle piste e qualche coda agli impianti. Quindi, senza aumentare i posti letto negli alberghi della zona, occorre fluidificare la circolazione degli sciatori e ampliare la loro possibilità di distribuirsi su un numero maggiore di percorsi.
Infine, nei mesi “caldi” (da febbraio in avanti), quando la neve migliore – stante la limitatezza della quota – è quella fino alle ore 11,30-12,00, si potrebbe anticipare l’apertura degli impianti al pubblico dalle ore 08,30 alle ore 08,00.

Buona Paganella a tutti!


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LA FESTA DEI GATTI

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 17 Febbraio, 2019 @ 10:49 pm


Detto altrimenti: oggi è la loro festa        (post 3521)

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L’ho appreso tardi che oggi è la loro festa, e tardi pubblico questo post che poi arricchirò domani. Dorian, che da anni non è più con noi … era diventato uno di famiglia. Dorian era arrivato in casa da piccolino, un regalo di mio figlio Edoardo.

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Dorian, una sedia per lui, sempre, accanto alla mia: a pranzo, al computer, alla TV e se non la mettevo, reclamava. E … a letto? Quando capiva che Maria Teresa ed io stavamo per andare a dormire, si sedeva dignitosamente sulla soglia della camera. Appena noi due eravamo sotto le coperte, aggirava il letto, saltava sopra dalla parte di Maria Teresa la quale sollevava le coperte meno di me, la aggirava e veniva ad accocolarsi vicino a me.

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Il risveglio? Erano le sue fusa a dare la sveglia e non se ne andava se prima non avevamo preso il caffè insieme.

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Nel pomeriggio, dopo la siesta, amava ascoltare musica classica.

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Dorian ci ha dato molto. Cinque anni fa, un brutto giorno, un blocco intestinale – forse un tumore – e Dorian, nonostante ogni migliore cura, ci ha lasciato: la nostra casa è piena di sue foto … Chissà, esiste un paradiso per i gatti?

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SARDEGNA COME AFRICA

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 16 Febbraio, 2019 @ 3:50 pm


Detto altrimenti: proteste dei pastori sardi                                                       (post 3520)

Il formaggio pecorino sardo … eccezionale! Ne so qualcosa io che è quello che noi Genovesi utilizziamo per il nostro pesto: infatti se usate il pecorino romano, il pesto che ne risulta è “spento”. Se poi il pecorino sardo è invecchiato, meglio mi dice! E che prezzi! Peccato che ai pastori sardi il latte sia pagato solo €0,60 al litro, ragion per cui in questi giorni la loro protesta con versamento del latte sull’asfalto. Poco pagato il lavoro di produzione del bene di base: il loro latte.

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Ma la successiva filiera di caseari, trasportatori, distributori, supermercati non mi risulta che siano in perdita o in sciopero: vorrà ben dire qualcosa, o no?  La situazione – mutatis mutandis – si può paragonare allo sfruttamento del lavoro nero (fatto dai neri d’Africa) che lavorano per le molti-multi-nazionali europee, USA, Cinesi etc. in quel continente; o anche a quella dei lavoratori che producono il carbone da legna in Romania (v. qualche post fa). Al riguardo mi permetto di suggerire la lettura del libro qui a fianco.

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LA SHELL IN NIGERIA

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 15 Febbraio, 2019 @ 11:47 am


Detto altrimenti: immigrati? Sento dire “aiutiamoli in casa loro”: questa sarebbe un’occasione  per farlo (post  3519)

Da decenni la Shell inquina fortemente parte della Nigeria, stato in cui il 50% dei 98 milioni di abitanti è alla fame: l’aria, le acque, il terreno sono diventati veleni per gli abitanti locali che cercano di opporsi fondando movimenti di protesta. La Shell invita il governo a farli tacere. Il governo ne impicca i capi. Dopo 25 anni quattro vedove riescono a portare la Shell davanti al Tribunale dell’Aja.

Mi chiedo: quante “Shell” e quante “Nigerie” ci sono in Africa? Il primo aiuto a tutta l’Africa sarebbe quello di fare un censimento e mettere ogni multinazionale ed ogni Stato (europeo, USA, cinese, etc.) di fronte alle proprie responsabilità. Il resto sono dettagli, pura ipocrisia.

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TAV SI/NO

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 14 Febbraio, 2019 @ 8:29 am

Detto altrimenti: Cambiare rotta? Forse si, ma … con juicio!  (post 3518)

“Adelante, Pedro, con juicio …”

Cambiare, migliorare, peggiorare, rivoluzionare. Fra tutti questi verbi il più comprensivo è sicuramente “cambiare”. Un cambiamento che a me piacerebbe sarebbe quello dell’ordine delle priorità di spesa, di tutte le priorità di spesa. Mi spiego. Ogni governo, al momento della sua elezione, si trova di fronte al fatto che l’80% circa delle risorse finanziarie sono “bloccate” per impegni pluriennali assunti dai precedenti governi, quindi la sua possibilità di incidere con politiche efficaci è limitata.

Ora accade che si prenda uno di questi casi, ad esempio il TAV, e si dica: “Blocchiamo i lavori, sblocchiamo la finanza: potremo finanziare priorità più impellenti”. Mi potrebbe anche star bene se questo ragionamento fosse fatto – quanto al metodo – su tutti gli impegni – fra i quali, in testa, i miliardi “impegnati” per l’acquisto dei cacciabombardieri F35 (no, non sono un anti militarista, sono stato Sotto Tenente di cpl della Brigata Alpina Tridentina ed ora alla tenera età di 75 anni sono stato promosso Tenente: pensate un po’ quanti muli potremmo comperare con il costo anche di un solo F35!).

Altra condizione che vorrei vedere esaudita è che il riallineamento delle priorità rispondesse ad una politica complessiva caratterizzata da obiettivi di portata generale: ad esempio, “Liberiamo tutte le somme bloccate che sono liberabili e dedichiamoci alla difesa idrogeologica dei Comuni italiani” (il 90% del totale).

In caso contrario, l’intervento su una sola delle priorità “bloccate” (nell’esempio il TAV) sa di politicamente strumentale. Dice … “Ma il calcolo “costi-benefici dice che …”. Ma qua’ calcolo? Quello fatto sulla tratta Torino Lione? E quello sulla tratta Lisbona – Kiev non lo considerate?  

Credo di poter dire che ogni “regime” ha bisogno dei suoi nemici, siano essi di volta in volta, i comunisti, i capitalisti, i meridionali, gli Ebrei gli immigrati, le grandi opere, etc. Un nemico che funzioni da anti-simbolo da combattere sotto la comune bandiera del simbolo “Io contro”. A prescindere dal merito. Peccato.

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DEMOCRAZIA FRANCESE, MILLENARIA?

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 13 Febbraio, 2019 @ 2:14 pm

Detto altrimenti: colta al volo una discussione fra due Napoletani veraci    (post 3517)

Luigi di Maio ha scritto alla stampa francese che i Francesi hanno una tradizione democratica millenaria: Gennaro e Totò, due pescatori napoletani, pensionati, abitanti in due casette condonate, commentano la notizia seduti al tavolino di un bar nell’isola di Ischia, davanti ad un bicchiere di vino

Gennaro: Ue’ cumpa’ e sentut l’urtam e Giggino?

Totò: No, che è succiess ?

Gennaro: Chill Giggin a ritt che è francis tennen na tradizion di democrazia millenaria.

Totò: O’vero?

Gennaro: Si, o’vero l’ha ritt propr’iss.

Totò: E allora che problema c’è ? Forse qualch malament dic che non l’ritt?

Gennaro: Ma  nun stai  capenn? Si, l’ritt, ma chill ch ritt nun e’ o’vero.

Totò: Ma addosta’ o problema? Si, isso l’ha ritt, avrà avuto le so raggion. E po lavrann frainteso.

1789, “dopo” Cristo!

Gennaro: Ma qual’e frainteso? Chill l’ha  scritt n’copp a nu giurnale francese important assaie, nero su bianc. E po i Francesi la democrazia la tengono colla loro rivoluzione che è dello 1789, ma roppo Crist, no primma.

Totò: E vabbuo’ ma che sta a spacca’ o capill: primma o ropp Crist che sarà mmai!

Gennaro: Cumpa’, ma intant noi italiani facimm na’ bell figura e merda da ignorantoni.

Totò: E se è ver c’ ha Giggino  nun tene o compiutèr, che si o tenev bastava che iesse a guarda’.

Gennaro: Ma, dai, chill e’ vicepremièr vuoi che nun ten  o compiutèr?

No, non “Caro Gigino”. Scrivi: Eggreggio Onorevole Luigi … con quattro “g”!

Totò: Facimm acussi’: gli scrivimme na bella letter, comm quell e Totò e Peppin e l’ricimm che gli regaliamo nu compiutèr …….vabbuo’?

Gennaro: Vabbuo’

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Totò: Ma rimm nu poco cumpa’, amme’ lo po di’: ma è o’vero sol a ropp’o Crist?

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