POLITICA GIOVANE PER I GIOVANI
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 22 Dicembre, 2017 @ 7:15 amDetto altrimenti: sono così risponderemo alle loro esigenze      (post 2976)
Ieri mattina. Sono stato alla stazione FS alle 07,40. “Valanghe†di giovani in arrivo dalle valli per andare nelle scuole del capoluogo. Impressionante. Mi sono chiesto: e per costruire il futuro di questa generazione continuiamo ad avere uomini politici “vecchiâ€? Come potranno mai essere capiti, aiutati? Evviva la P 50 – Politica under 50, almeno under 50!
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I MIEI REGALI DI NATALE
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 21 Dicembre, 2017 @ 6:55 amDetto altrimenti: quelli ricevuti ….  (post 2975)
Sono i miei amici di ieri e di oggi.
1 -Il mio ex capo in Stet, Ruggero Cengo Romano, classe 1934, mancato immaturamente. Qui sul blog trovate un post dedicato a lui con la prefazione che scrissi per la sua biografia, pubblicata postuma. Una miniera di scienza, umanità e coerenza. Insostituibile. Lo trovate nel mio cuore e qui, nel blog.
2 –L’amico Ruggero Polito Presidente Emerito del Tribunale di Rovereto, anche lui non c’è più … Ruggero, una umanità , una spontaneità , un entusiasmo nella vita e verso le persone, una curiosità creatrice: doti inarrivabili. Insostituibile. Anche lui, nel mio cuore e nel blog.
(di queste due Persone mi restano il ricordo, gli insegnamenti, l’affetto, la mancanza, una grande nostalgia)
3 – 4 – Mia moglie Maria Teresa, mia figlia Valentina, le mie Prime (due) Donne. Per tutto.
5 – 6Â – Le mie due nipotine: Sara (piccola) Â e Bianca, in ordine di apparizione, per la gioia che mi danno.
7 – 8 – Mio genero Daniele Donati. Una certezza. Mia nuora Sara Sacco, altra certezza.
 9 – 10 – Donatella Conzatti e Francesca Ferrari, due Donne (Dominae, padrone … alla latina) che in campi diversi fanno molto per gli Altri nella costruzione del Bene Comune, Persone alle quali io semplicemente cerco di dare una mano.
11 – Marcello Farina o – se preferite – Don Marcello Farina. Marcello? Marcello va al profondo delle cose e delle persone: mezz’ora con lui ed io “campo si rendita” (intellettuale, morale e spirituale) per un mese!
12 – Franco Pavesi o – se preferite – Padre Franco, missionario, temporaneamente parroco di ben sei parrocchie nella Busa del Garda.
13 – Mio figlio Edoardo, figlio, amico e maestro. Maestro? Si, l’allievo ha superato l’ex maestro (ammesso che tale io sia mai stato) e comunque ora il maestro è lui. Vale qui – per la parte intellettuale – la stessa considerazione che ho fatto per Marcello.
14 – Matteo Giuliani, il mio medico … ma “a me mi” pare di avere trovato un figlio in più, da come mi segue …
15 – 16 – Luigi Sardi e Daniela Dalrì. Luigi: testimone del tempo e dei tempi. Un tempio di ricordi e testimonianze, meta di “pellegrinaggio” di chi si vuole orientare nella storia di ieri, oggi e domani. Daniela? Insieme a un Grande Uomo c’è sempre una Grande Donna.
17- 18 -Â Â – Gianfranco Peterlini e Rosetta Iodice, per l’esempio di vita e di famiglia.
19 – Alfonso Masi, “Maestro” di storia, della letteratura e della altre arti che egli rende in forme teatrali: letterato, storico, testimone dei tempi, autore, regista, attore.
20 – Mirna Moretti, la mia “madrina” blog e lei stessa blogger di lettura, con i colleghi di queste sue riunioni.
21 – Maria Lia Guardini, la mia “Prof senza puntino” per la ripresa dei classici “antichi” che poi comprendi molto meglio il presente “moderno” .
22 –– Cristina Endrizzi, creatrice dell’Accademia delle Muse, prezioso ritrovo di amici e di arti varie.
23 – Franco Ballardini, insostituibile presidente dell’Associazione Amici della Musica, ereditata da Ruggero Polito.
24 – Andrea Bianchi, il mio editore di questo blog, che mi ospita.
Dice … ma hai “solo” questi amici? Be’ raga, scialla … mi dite “solo”? Se ventiquattro vi sembran pochi! Ma poi ne ho ben ancora tanti altri amici, come quelli della FIAB – Federazione Italiana Amici della Bicicletta, fra i quali Manuela Demattè; della FVR– Fraglia Vela Riva; quelli della Associazione Amici dei Senzatetto; i 100 Accademici dell’ Accademia delle Muse; i colleghi dei corsi della Maria Lia Guardini (soprattutto la mia compagna di banco, Emma Pandini); i colleghi del Direttivo dell’Associazione Amici della Musica; il mio socio di barca Gianfranco Busana; i colleghi del Direttivo Restart; il mio collega di bici e di sciate Claudio Colbacchini e quelli di sola bici (Lucia Bruni, Francesco De Stefano, Giovanni Soncini, Fausto Pedrotti); etc..
Chi ho dimenticato? I miei genitori, mio fratello Alberto? Ma quelli i genitori e mio fratello sono impliciti … più “amici” di così … ecchè … c’era bisogno di dirlo? E poi … altri …? Altri mi scuseranno … sapete ad una certa età la memoria inizia a fare qualche scherzetto …
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UNA PASSIONE CHE VIENE DA LONTANO
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 20 Dicembre, 2017 @ 7:19 amDetto altrimenti: lo sci ….  (post 2974)
Io classe ’44. A 17 anni, per caso, una gita scolastica: da Genova alle grotte di Frabosa Soprana, in inverno (!) con le scarpe da città (!). Grotte niente perché erano allagate. Freddo pazzesco ai piedi. Gente che sciava, noi no. Torno a casa, acquisto un paio di scarponi (marca Munari, tre stringhe, ottimi per l’epoca) usati ma in ottimo stato da un socio del CAI. Gli sci …
rimedio un paio di quelli d’una volta, con il dorso gobbato … applico strati di lacca, cambio gli attacchi montando il “formaggino†della Marker, abbigliamento un po’ rimediato qua e là e via! Torno a Frabosa, prendo lo sklift “Punta Croceâ€, arrivo in cima (già un successo!) e… e ora come si fa? Ecco l’esordio. Poi, via via … mi sono attrezzato: gli sci, i Devil Rosso della Persenico parcheggiati in … camera da letto, tanto erano belli (poi White Star della Kneissel, Rossignol Strato, Alu Fischer). Attacchi Nevada cinghia lunga che fa più figo. Per andare sulla neve, gite auto organizzate, sveglia alle 03,50, prima seggiovia alle 10,00 rientro a casa a mezzanotte. In totale fra andata e ritorno, 360 km in pullman.
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Da trent’anni abito anzi vivo benissimo e molto felicemente a Trento. Sveglia alle 07,00, viene un amico a prendermi alle 07,40, alle 08,30 prima funivia ad Andalo per salire in Paganella, prima sciata alle 08,45, rientro a casa per pranzo alle 13,15. Quale differenza abissale! (Qui a fianco, qualcuno ha lasciato una particolare traccia di “fuori pista”!)
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Dice … ma che .. scii sempre e solo in Paganella? No raga, scialla … calma … è che io ormai vado a sciare in Paganella come un cittadino di Roma va a farsi una partita a tennis che fra andare, giocare e tornare a casa gli ci vuole tutta la mattina, gli ci vuole! Poi mi concedo anche altro, soprattutto il Passo del Tonale anche perché. Anche perché cosa? Cosa? Ebbè, perché la Carosello Tonale SpA l’ho ideata (nome compreso) e co-fondata io 30 anni fa, al Passo ho molti amici (fra tutti cito Giuseppe Panizza, v. foto) … e poi … il Tonale, luogo di parte della mia gioventù lavorativa vi pare poco? Ieri è venuto a trovarmi Flavio Mosconi, all’epoca sindaco di Vermiglio, persona con la quale Giuseppe ed io abbiamo lavorato in favore dell’economia del Passo proprio con la Carosello Tonale. Flavio sta per pubblicare un opuscolo commemorativo della nostra azione d’allora. E’ un po’ come rivivere quei tempi. Grazie Flavio, grazie Giuseppe, grazie Tonale!
(Maggiori dettagli nei miei post, cliccando Tonale, ISA)
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P.S.: Evvabbè, lo confesso, dopo avere pubblicato questo post sono andato a farmi le mie tre ore di sci in Paganella. Era qualche giorno che “mancavo” … se ne sono accorti gli addetti agli impianti (“Eri in ferie?” Mi chiedono, tanto siamo amici … In ferie … evidentemente quando io sono a sciare mi considerano al lavoro … uao!) e anche il gestore della Malga Zambana, Mirko: “L’è un pez che non ne vedem … eri malato?” Insomma, mi controllano (amichevolmente!). Eppoi (eppoi) a sciare mica ero da solo! Intanto c’è Claudio, un nonno come me eppoi (v. sopra) in questi giorni ci sono anche Alessandro, nato a Bologna e residente lavorante in Venezuela e la bella Erica di Legnago (ciao Erica, le spalle … le spalle sempre a valle e le mani avanti! Dice … “La fai facile tu che … quanti giorni hai detto che scii all’anno? Quanti? Cosa? 50? Vergognati!”  Naturalmente ho dato loro il mio bigliettino da visita-blogger … vedremo se mi leggono: domani si replica, appuntamento alla funivia alle 08,45!
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PROFUGHI A NATALE
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 19 Dicembre, 2017 @ 6:29 amDetto altrimenti: una mia poesiola per non dimenticare                      (post 2973)
Natale … e gli Altri?
E’ solo per caso che vivi /in questa tua piccola / ingiusta / riserva di gioia / che invano / a te stesso / vorresti celare.
E gli Altri / (son tanti) / innalzano voci / a incidere il marmo / di un mondo / che ha chiuso le porte / per non farli entrare.
E gli Altri / (son tanti) / percorrono tristi / usuali sentieri di morte / e dolore / insieme a speranze / lacerate da scogli / che strappan dal cuore / brandelli di fede / e di futuro.
E gli Altri / (son tanti) / seguono muti la rotta / di chi li precede / e guardano avanti / ben oltre quel liquido muro.
Il tuo sguardo li vede / e subito tendi la mano / a chi ti è vicino / e un poco lo aiuti /nel suo lungo / insicuro / cammino.
E gli Altri? / (Son tanti) / a quale destino?
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NATALE A RIVA DEL GARDA
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 19 Dicembre, 2017 @ 6:09 am
Detto altrimenti: una mia poesiola …. (post 2972)
Le Pietre / antiche di storia / sfiorano passi curiosi all’ascolto / di voci / di sguardi / di vele.
 Lo Spazio / del Lago /distende il suo ampio mantello / al cammino / e regala più tempo / al Natale.
 L’Acqua / smorzata dal molo / applaude il concerto di sartie / che il Vento tintinna / al Bambino.
 Le prue / d’intorno non vedo / ricurve / di gondole o gozzi / adornati all’Attesa / in calli ristretti o in creuxe del ma’.
Non sono sul Mare / io sto camminando all’Incontro / sulla Riva del Garda.
Buon Natale e tutte e a tutti!
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NATALE CONDOMINIALE
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 18 Dicembre, 2017 @ 9:33 pmDetto altrimenti: mica tutti ce l’hanno …    (post 2971)
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E’ proprio così. Ogni Natale noi del Condominio Magnolie festeggiamo un momento natalizio in comune, nell’atrio di uno dei nostri portoni. Una sera prestabilita, ognuno porta qualcosa di buono da mangiare e da bere … ma tutti la disponibilità allo “zusammen bleibenâ€, allo stare insieme. Impariamo a conoscerci meglio, a darci del tu, a sorridere mentre ci scambiamo il saluto. Ogni anno si aggiunge qualche new entry, un nuovo condomino, e ogni anno il nostro gruppo sia arricchisce di Umanità . Quattro chiacchere, ricordi comuni, una storiella, una poesia. Il freddo dell’atrio dell’entrata sparisce ben presto cancellato da qualche buon bicchiere di vino e dal calore umano dell’Amicizia. Di solito io fotografo il gruppo dei convitati. Quest’anno ho voluto cambiare e pubblico la foto del vialetto di accesso al palazzo, con una magnolia innevata. Condominio Magnolie, appunto … Buon Natale anche a te!
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I ROMANZI DEI NUMERI
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 18 Dicembre, 2017 @ 6:17 amDetto altrimenti: i numeri affascinano, anche i romanzieri …      (post 2970)
- 2008: Paolo Giordano ci ha regalato la sua prima opera “La solitudine dei numeri primi†(Mondadori): i dolori della vita dall’infanzia all’età adulta.
- 2015: Umberto Eco con “Numero zero†(Bompiani): le deviazioni della stampa e della storia.
- 2017: Marco Paolini e Gianfranco Bettini: “ Le avventure di Numero Primoâ€(Einaudi).
Ecco, i primi due si, li ho letti. Il terzo no, non ho ancora fatto in tempo. Tuttavia ieri mi sono stato al Teatro Sociale ad ascoltare Paolini nel suo monologo di ben due ore sul tema del libro: il rapporto fra l’uomo e la tecnologia, fra la fiducia e la speranza, fra il naturale e l’artificiale (“la sbarra del telepass: vi ispira fiducia o speranza … che si apra?â€)
Naturale cosa? Paolini afferma che per lui è naturale tutto ciò che esisteva al momento della sua nascita … al massimo anche tutto ciò che è stato inventato fino ai suoi vent’anni. Dopo esiste il “difficilmente accettabile.
Il monologo. Un super cervello elettronico ha ricevuto addirittura il Premio Nobel ma nel frattempo la sua coscienza interna di è sdoppiata: una genera un figlio, l’altra lo vuole sezionare per carpirne la tecnologia. E l’uomo? L’uomo diventa preda se non addirittura schiavo della tecnologia che lo perseguita perché egli vuole difendere quel “figlioâ€.
Fuori del paradosso, già oggi l’uomo è schiavo della tecnologia. Se gli rubano o smarrisce lo smartphone; se non riesce a collegarsi in internet; se dimentica a casa le carte di credito entra in ansia. Ma, ancora, se telefona alla sua compagnia di assicurazioni e viene fatto passare attraverso una stringa di successivi “digiti tal numero†… fino a quando esausto, rinuncia a risolvere il proprio problema. O infine è schiavo quando si sente dire “la procedura non lo prevede, non lo consenteâ€.
Ecco, siamo già arrivati all’uomo-procedurato, al legislatore-per-schemi, ai tagli-e-agli investimenti-lineari, all’uomo disumanizzato. Termino con un esempio virtuoso: il Sindaco di Firenze Giorgio La Pira stava assegnando le case popolari. I suoi gli fecero osservare che i criteri di equità che egli stata applicando non corrispondevano quelli previsti dalle leggi. Rispose: “Io assegno le case, voi andate a cambiare le leggiâ€.
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CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 17 Dicembre, 2017 @ 1:29 pmDetto altrimenti? Contro la violenza sulle donne … e come dirlo altrimenti sennò?  (post 2969)
Giovedì 21 dicembre ore 18,00 – Urban Center Rovereto, Corso Rosmini 58 – Rovereto
Un appuntamento importante. Ovviamente l’ho inserito nel post degli avvisi, ma non basta, ho sentito la necessità di farne un post apposito. Infatti la conferenza dibattito – al quale tutte e tutti voi siete caldamente invitati – ben si inserisce in un clima luccicante e festoso, proprio perchè tale non è per tutte, per tutte le Donne vittime di maltrattamenti e violenze intendo, per le quali il Natale aumenta – per il contrasto che esse vivono – la propria sofferenza. Quindi non siamo “fuori temaâ€. Violenza che non è solo fisica, ma – altrettanto grave – anche psicologica, di isolamento culturale e affettivo, di parole gridate e non dette, di palese diseducazione della prole, di insulti e minacce … spesso di fronte ai figli piccoli.
Ma la violenza sulle donne è testimoniata anche dal fatto che si debba ricorrere ad una legge per stabilire la parità di genere nelle liste elettorali; che il lavoro delle donne sia mediamente retribuito meno degli uomini; che la politica fatta da una donna possa essere impunemente (ecco il punto!)  definita con espressioni al livello della peggiore volgarità adolescenziale.
Anticipo che si tratta di un evento inedito, fra i primi che affronta il tema della violenza alla radice: ovvero come prevenire e modificare il comportamento dei maltrattanti. Un invito a seguire le indicazioni della Convenzione di Istanbul del 2011: solo 6 Comuni in Italia si sono adeguati a tali indicazioni, e Trento e Bolzano sono tra questi.
Introdurrà la conferenza Donatella Conzatti. Relazioneranno Anna Conigliaro Michelini, Direttrice della Fondazione Famiglia Materna e Emanuela Skulina, Responsabile della Segreteria Organizzativa RELIVE.
Scrive Donatella Conzatti
“La violenza sulle donne è un problema che parte dagli uomini e che solo gli uomini possono risolvere.  La conferenza promossa dal Forum Parità mira a fare una prima presentazione ed una valutazione delle iniziative in atto a quattro anni dall’entrata in vigore della Convenzione di Istanbul, che prevede la rieducazione dei maltrattanti quale parte integrante della strategia per il contrasto alla violenza di genere. Il nuovo punto di vista introdotto dalla Convenzione per affrontare il troppo diffuso problema della violenza – che si aggiunge al lavoro di sensibilizzazione dell’opinione pubblica e ai sostegni concreti a favore delle donne che hanno subito forme di violenza - è quello di una maggiore consapevolezza del maschile. E si traduce in interventi sui maltrattanti per la loro rieducazione e per evitarne l’impunità . Ma anche in un messaggio di cambiamento che parta dalla maggioranza degli uomini e rivolto agli uomini maltrattanti. L’Associazione Relive è la Rete nazionale dei Centri per autori di violenza. Centri che a diverso titolo operano nei confronti degli uomini autori di violenza sulle donne, sia gestendo servizi, sia svolgendo attività di promozione culturale sul tema della violenza maschile. Per il Trentino ne fanno parte, Fondazione Famiglia Materna e Associazione ALFID che esprimono le relatrici di questo inedito momento di confronto. La rete Relive si eÌ€ costituita nel 2014 ed eÌ€ stata accreditata dal Dipartimento per le Pari Opportunità al Tavolo di lavoro sul Piano d’azione nazionale straordinario contro la violenza sessuale e di genere. Inedita è la data della conferenza, volutamente non inserita nella settimana contro la violenza sulle donne ma in un periodo per molti luccicante e per alcuni sacro, perché ogni giorno le donne che soffrono e muoiono per “mano†altrui.
La vostra presenza sarà un regalo natalizio di solidarietà . “
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UNA STORIA VERA
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 17 Dicembre, 2017 @ 8:04 amDetto altrimenti: “Carmelinaâ€Â      (post 2968)
Questo è un POSTALTRUI, ovvero non è farina del mio sacco, bensì farina che ho letteralmente estorto all’autrice. Un racconto leggero ma. Ma cosa, direte voi …? Ma non tanto leggero, se lo si sa leggere. E poi c’è la neve, che se non fosse per quella citazione del mese di febbraio avrei potuto “vendervelo†come racconto di Natale, ma vabbè, fa lo stesso, va bene così … fa istess, va bin parei … visto che la storia si svolge in Piemonte!
Inizia
“E’ vero che la bellezza di una persona può favorire il suo successo in molte circostanze della vita? E se è vero, è giusto che sia così?â€Â Era questo il tema di un dibattito semiserio che ricordo di aver ascoltato tempo fa alla radio, durante una mattinata trascorsa in casa, mentre ero occupata in attività di non forte impegno cerebrale. A quella domanda mi ero data una mia risposta: sì, è vero ed è anche giusto, a patto però di intendere la bellezza non tanto come quella qualità che viene solo dalla natura, perché allora ben pochi (solo i nati belli) avrebbero buona sorte. Piuttosto, mi pareva che fosse importante avere cura di sé, del proprio aspetto, anche dal punto di vista estetico, così da suscitare in se stessi e negli altri una sensazione di gradevolezza. Ne ero proprio convinta, cercavo di metterlo in pratica e ci pensavo spesso, specie quando mi trovavo a trattare con chi, a mio parere, non dedicava sufficiente attenzione alla propria persona.
Mi trovai a pensarci anche quel martedì di Febbraio in cui, sotto un cielo ed un sole limpidissimi, nella piazza del paese di montagna vestito di neve abbagliante, aspettavo la corriera delle tredici. Con quella avrei raggiunto la stazione ferroviaria che distava dieci chilometri ed avrei poi proseguito in treno per Milano. Accanto a me c’era una donna del luogo, che conoscevo appena di vista e sapevo chiamarsi Carmelina. Avrà avuto circa sessant’anni, ma forse cinquanta o anche meno: chi poteva dirlo? Era brutta, proprio brutta: un po’ gobba, il viso paonazzo per le troppe giornate trascorse a lavorare all’aperto e al freddo, le grosse labbra screpolate, gli occhi piccolissimi che appena si indovinavano sotto un paio di rozzi e sporchi occhiali a lenti spesse e scure. In testa portava un consunto fazzoletto di lana annodato senza alcuna grazia sotto il mento. Era avvolta in un cappottone grigio informe, troppo corto sulla gonna scura che pendeva dietro. Portava spesse calze grigie e grosse scarpe in cui aveva camminato per troppi inverni.
Certo, pensai, Carmelina purtroppo non aveva mai potuto neppure porsi il problema della bellezza! Il suo aspetto denunciava una vita fatta di fatiche, in cui non c’era spazio per certe considerazioni… La corriera tardava. Anche lei, mi disse la donna, avrebbe dovuto viaggiare sul mio stesso treno per andare a far visita ad una nipote che abitava in città . Aggiunse poi, preoccupata e piuttosto innervosita, che nei giorni lontani dalle festività l’autista, se non prevedeva clienti sulla linea, si prendeva talora la libertà di non effettuare la corsa. Mi invitò quindi a fare l’autostop insieme a lei per raggiungere in fretta la stazione.
Inutile dire quello che – lo confesso – pensai tra me e me: chi mai si sarebbe fermato? Quella donna era troppo brutta! Le risposi con garbo che c’era il rischio che a quell’ora non passasse nessuno e a mia volta le proposi di chiamare l’unica auto a noleggio del paese per farci portare a valle. Ma lei mi fece notare vivacemente che la spesa sarebbe stata eccessiva e subito dopo senza troppi complimenti si avviò a piedi, brontolando ad alta voce contro la mia follia e ribadendo la sua intenzione di cercare un passaggio strada facendo. La vidi allontanarsi col suo passo sgraziato e rimasi sulla piazza, a questo punto sola.
A casa avevo impegni pressanti, non potevo non partire e mancava ormai meno di mezz’ora al treno. Fortunatamente, con l’aiuto dei gestori di un vicino bar, riuscii ad avere quasi subito il taxi ed arrivai così in tempo alla ferrovia. L’atrio della piccola stazione era affollato, perché vi convenivano viaggiatori da parecchi paesi delle valli vicine. Ebbi appena il tempo di acquistare di corsa il biglietto mentre il treno veniva annunciato e mi avviai in fretta al binario. Solo in quel momento osservai le persone che si muovevano frettolosamente insieme a me e… non vidi la donna brutta! Mi sentii un verme: non avevo più pensato a lei e non avevo guardato lungo la strada durante la discesa in taxi, occupata com’ero a spiegare all’autista che rischiavo di perdere il treno.
Salii, sedetti in uno scompartimento e con vero dispiacere immaginai la rozza montanara sfortunata ancora in corsa lungo la strada. Il paesaggio ed i colori a poco a poco mutarono: al di là del finestrino, un velo biancastro, poi grigio, si sostituì alla limpidezza dell’azzurro ed allo scintillìo della neve. I contorni si sfocarono e via via mi immersi nell’atmosfera ovattata e sgradevole della pianura invernale senza cielo.
All’arrivo scesi intorpidita e mi ritrovai tra una folla molto più numerosa e frenetica di quella della partenza e tra le mille voci anonime della grande stazione. Ad un tratto… fu come il trillo di una sveglia: “Zia! Sono qui!â€. Mi volsi e vidi, barcollante nella confusione, Carmelina, la “brutta†donna dei monti, che era scesa dal mio stesso treno perché evidentemente aveva trovato un passaggio con l’autostop! Mi sbaglierò, ma… mi parve che mi guardasse e mi dicesse con gli occhi: “Povera scema, tu credevi che nessuno mi caricasse ed invece sono arrivata al treno prima di te!â€
Non ho cambiato idea sull’importanza di avere un aspetto curato, ma sono davvero contenta che quella volta la mia teoria sia stata smentita.
Finisce
Vi è piaciuta? Dai, dopo il post precedente … questo allenta un po’ la tensione!
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IL BISOGNO VICINO
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 17 Dicembre, 2017 @ 7:04 amDetto altrimenti: vicino, toccato con mano … non visto al cinema o alla TV ….  (post 2967)
La guerra dei Balcani. Nell’immediato dopoguerra, con un’Associazione Umanitaria andai più volte nella Repubblica Serba di Bosnia (Prijedor, Banja Luka) a portare aiuti. Era la prima volta che “toccavo con mano†gli effetti di una guerra. Molto diverso che vederli alla TV. Era estate, gli occhiali da sole nascondevano la commozione che non riuscivo a trattenere alla vista di tanto scempio di persone, cose e case. Quella è stata la mia prima esperienza di un “bisogno vicinoâ€.
In questi giorni sto vivendo una seconda esperienza simile con l’apertura della Casa Maurizio, una struttura operante grazie alla disponibilità delle Suore Paoline, della Provincia Autonoma, del Comune e dell’Associazione Amici dei Senzatetto (Presidente Giuseppe Pino Palatucci, si veda il post n. 2864 “Casa Maurizioâ€). La Casa Maurizio, nome che richiama “Il caso Mauriziusâ€, un romanzo giallo-psicologico di tale Jakob Wassermann. Ero stato tentato di sfruttare questa coincidenza per dare il titolo al post. E invece ho preferito “Il bisogno vicinoâ€. Vicino per tanti motivi.
1 – Innanzi tutto Vicino, perché la Casa (posso chiamarla della Carità Umana?) è vicina anzi è all’interno di una particolare ZTL – Zona a Traffico “Limitato†… limitato ai cittadini della Trento Bene, visto che siamo in una ZB – Zona Bene di Trento. La casa, quindi, è vicina – anzi, è “dentro” – alla zona nella quale abita chi si trova ad appartenere a una di due opposte categorie: una prima, quella dei no, chissà ora cosa succede e poi vuoi mettere … dobbiamo aspettarci un aumento dei furti … e poi si svaluta la zona, i nostri appartamenti … L’altra, quella dei va bene così, la casa è così vicina a me che ora – se non altro – prendo coscienza del problema e potrò più facilmente dare una mano anch’io, nei ritagli di tempo.
2 – Ma Vicino anche per un secondo motivo: i Senzatetto (le lettere maiuscole non sono utilizzate a caso) non sono solo “Barboni†(mi perdonino queste Persone per il termine che sto usando) o Immigrati, ma anche Gente Nossa per dirla en dialet trentin, Gente Nostra, Persone che hanno perso in un colpo lavoro, famiglia, casa, Persone “vicine†a ciascuno di noi, Persone che alla slot machine della sfortuna hanno fatto bingo, costrette a dormire in auto (chi ancora ce l’ha) o – peggio – all’addiaccio.
3 – Vicino, ancora, perché tale da potersi toccare con mano. Vicino, tanto da rompere – volenti o nolenti – il muro della indifferenza … anzi no, il muro della non-conoscenza. Già , perché è più comodo non conoscere un problema anziché conoscerlo e rimanerne indifferenti, hai visto mai che prima o poi la mia coscienza mi crei un qualche problemino. No, ecco, meglio non conoscere.
4 – Vicino, infine, perché ti consente di guardare il Volto dell’Altro, quel Volto tanto richiamato dal “filoso del Voltoâ€, Emmanuel Levinas, il cui pensiero centrale può essere riassunto in poche parole: “Il Volto dell’Altro ti guarda, di domanda, si aspetta una risposta da teâ€. Certo che se tu sei lontano e non vicino, quel Volto non può nemmeno vederti. Né tu puoi vedere lui.
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Infine, per chiudere, rileggo un mio vecchio post “Solidarietà SpAâ€, il n. 1390 del 19 febbraio 2014 e mi viene in mente una frase di Don Lorenzo Milani nella sua “Lettera ad una professoressaâ€: “Fai strada ai poveri senza farti strada†e mi domando: c’è qualcuno fra le mie lettrici e i miei lettori che può dare una mano in questa intrapresa vicina … semplicemente per fare strada ai poveri e dare anche a Loro un po’ di Natale?
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