LA PIENA DEL FERSINA
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 31 Dicembre, 2017 @ 7:32 amDetto altrimenti: il Fersina o la Fersena in dialetto, affluente di sinistra dell’Adige, dalla Valle dei Mocheni Mochenthal in città …  (post 2999)
… le lettere maiuscole, la punteggiatura … niente di tutto questo, niente, onde di sentimenti scritti imprevedibili come le onde della piena de la fersena scritta minuscola perché maiuscolo è solo il sentimento di ognuno che scrive o che legge …
la piena de la fersena
impregna di sé
erba paziente
rocce assetate
erosa montagna
disciolta da un cielo
colore di terra
galoppo sfrenato
liquidi pensieri
spazio scolpito
forme sospese nel nulla
lingua di acqua
attrae lo sguardo
al pari
di onda di fuoco
danzante
dal ceppo
e invita il tuo corpo
a librarsi
in una vertigine alpina
sfuggono a valle
saltando
tronchi rubati alle sponde
avulse membra stillanti
dal corpo indifeso del mondo
tratti bizzarri
su perenne dipinto vivente
e tu
vorresti che l’onda di piena
dei tuoi sentimenti
non passasse mai
sotto i ponti di trento
ove fersena scorre
oggi
violenta
.
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LIBRI IN POESIA
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 31 Dicembre, 2017 @ 7:30 amDetto altrimenti: dedicato a Mirna Moretti  (post 2998)
Mirna, la blogger di lettura, la mia madrina blogger, lei che mi ha presentato all’editore di Trentoblog … il blog di Mirna e i libri della “sua†biblioteca mi portano a raccontare come io stesso, da quando sono in pensione, non sia più la stessa persona. Nel senso che sto vivendo una nuova vita. Migliore. Ombre, libri … che prima erano solo ombre. Ora sono realtà , bellissima. Davanti a casa mia, oltre il fiume Fersina, anni fa un cantiere, illuminato la notte. E una notte, alzandomi …
Ombre
La luce del cantiere
penetra la stanza
e disegna sulla parete
la danza delle foglie
incontrate
nel suo breve cammino.
Mobili dita
accarezzano i libri
a svegliare pagine assonnate
che s’aprono liete
all’invito.
E mentre le osservi
raccontare
le mille piccole fiabe
alla notte
ti sembra di rubare
ciò che avevi abbandonato
per la fretta di vivere
e che quindi da tempo
non era più tuo.
.
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VAJONT (VA-JONT, va giù …)
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 30 Dicembre, 2017 @ 9:04 pmDetto altrimenti: per non dimenticare                        (post 2997)
 VAJONT
Va giù …va giù …
dapprima silente
e poi improvviso
cade
pesante nell’acqua ristretta e profonda
un monte ucciso dagli anni
e da un progetto assassino.
Bagliore di cavi tranciati.
“Lampeggia sul monte!
Cos’è? Temporale?â€
Valanga di aria compressa
strappa i panni di casa
dai fili distesi
fluido maglio d’annuncio mortale
soffoca i muri indifesi
di una indifesa città .Â
“Cos’è questo tuono?
Un Foen improvviso?
Chiudete le porte!
Non vedi ch’è solo?
Ormai superato il terzino!
Fa goal lo spagnolo!â€
Sibilante
più volte annunciato
maremoto alpino
interrompe violento
azione
partita
la vita.
Dolori scheggiati
infangati
parole ormai mute
non legano più fra di loro
sbriciolati frammenti
di una impazzita ragione.
Pochi oramai gli occhi ancor vivi
tristi cavalli di frisia
a sbarrare la strada ed il passo
al nulla rimasto
svuotati di lacrime
dal troppo dolore
come il lago dal Toc.
Ed io
pellegrino tardivo
posso solo indagare il Ricordo
affinchè il Ricordo non muoia.
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IL CANTO DI TRENTO A LA FERSENA
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 30 Dicembre, 2017 @ 8:56 pmDetto altrimenti: mia anche questa … e dai che ci arrivo a 3000 entro il 2017!  (post 2996)
 Il canto di Trento a la Fersena
(tre foto di Manuela Dematte)
Sei vivo.
Mi parli col suono di luce
dei tuoi mille occhi di rivo
splendenti nel verde.
Dapprima
mi sembri annoiato
nel lento rigiro
che sempre conduce
al tuo limitato infinito
eletta dimora
di anatre urbane
ed aironi
in morbide anse di steli
ov’acqua
fra ‘l fiore che odora
con tenue sospiro si perde.
Ma ecco
improvviso
uno slancio
al pari del cervo brunito
che hai visto saltar le tue rive
braccato dal cane
ed hai ristorato
offrendoti invito alla sete
ed alle corse un po’ schive
del giovane re incoronato.
Ancora …
hai negli occhi il ricordo
di una prudente marmotta
del falco
che lento
si libra nel cielo in agguato …
di un movimento …
di vita che lotta …
di tenero nido violato.
Tu nasci ove aria rinfresca.
Poi …
scendi la cima
scoscesa di valle tedesca
qual liquido velo nuziale
che adorni la Sposa Atesina
e rechi in pianura
la figlia del suolo innevato
i fulgidi pesci d’opale
il tenue lenzuolo
che dona ristoro all’arsura
di ninnula cuna
il manto di brezza
che stendi alla luna
ed olezza.
E dolce assopisci il bambino
cantandogli la ninna nanna
che i monti ti hanno affidato.
Tu sei Poesia
il capolavoro scolpito
del grande Pittore Trentino
che ascolto
rapito all’oblìo
insieme alle fronde
degli ippocastani
che sopra le spalle
ti fan capolino ondeggiando
e curioso
protendono il volto
sull’armonioso spartito
del tuo gorgoglio.
Ma ora prosegui il tuo viaggio
e mentre ricevi altre sponde
le mie vecchie mura imperiali
riflesse
ti rendono omaggio
più belle pe’ i grandi regali
che porti di piccole onde.
.
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GATTO DI MARE
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 30 Dicembre, 2017 @ 8:49 pmDetto altrimenti: dopo Boccadasse, i suoi gatti    (questa è mia)  (post 2995)
Gatto di mare
Non insegui il Tempo
e grato
il Tempo
non ti rincorre.
Immobile sulla tela di un gozzo
assapori l’amico profumo di pesce
il caldo insperato del sole invernale
e mi osservi
col nobile sguardo
del marinaio antico
al quale ogni giorno tu presti la barca.
Voglio indossare
pantaloni di tela
colore del mare profondo
sfumati di bianco salino
sedere in silenzio al tuo fianco
su questo gradino
dal bordo ormai liso e rotondo
per non disturbare
segreti
ricordi
speranze
e tesori
dei gatti del posto
e dei pescatori.
.
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BOCCADASSE
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 30 Dicembre, 2017 @ 7:43 pmDetto altrimenti: una poesia di mio figlio Edoardo      (post 2994)
BOCCADASSE
Degli anziani pescatori e di reti più ruvide,
appress’al varco uman
de l’abisso,
sottile serba l’eco antica
Boccadasse, e quell’innomato odor
d’anni votati alla pira.
nell’abito scomodo pei tetti tuoi sorpresi.
Ti vidi quando i sassi balzellavo
sul blu che t’appaga.
E ti vedo adesso, anfiteatro sul tardo mover
de’ gozzi,
ti vedo.
Son l’alieno.
son io il mondo che,
pria del tempo,
pur fu.
Al freddo bagno di luce,
seguo l’onde a macchia fuggir
via via più scure;
d’intorno, piangono secche sorti
quei legni traditi, or di raminghi felini
un soppalco.
Nel volger le spalle
al caro fraseggio de l’acque
saluto il guscio d’origine,
ma ‘l ligure mar a sua grand’arte
queta dei ciottoli gli spigoli,
e ‘l mio passo fa mesto.
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POESIA
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 30 Dicembre, 2017 @ 7:39 pmDetto altrimenti: dai che devo arrivare a 3000 post entro domani! Anche questa è mia    (post 2993)
POESIA
Ascolta.
Lascia che il vento
accarezzi la mente
e magico incanto
fecondi la vela
dei sogni.
Poi
come per gioco
scolpisce silente
il tuo sentimento
ammaliante polena
che apre la via
fra onde d’amore.
E’ tua?
E’ di tutti?
Non sai di chi sia
questa vaga sirena
che chiami Poesia.
.
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ANAUNIA
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 30 Dicembre, 2017 @ 7:34 pmDetto altrimenti: mio ero imposto di pubblicare 3000 post entro l’anno ed allora me la sto cavando con alcune mie poesie …. (post 2992)
Anaunia (Val di Non)
T’adorna corona di monti
tu stessa diadema regale
a smeraldi lacustri
di verde.
Ti apri allo sguardo
che insegue i gonfi altipiani
ondeggianti
qual giovane petto al respiro
plasmati da un vento
che scala le cime
e si perde.
curiosa
più attenta ti scruta
e profonda
ov’acque percorron segrete
le nobili rughe
che segnan l’altero tuo viso
d’ antico lignaggio
e indagan
leggendo il passato
il tuo storico viaggio.
Risuonan le selve
di ferri e armature
latine
che scuotono i passi
per le aspre montane
tratture.
Tu, ramnus, romano,
tu, uomo del fiume
pagano
ora un altro è il dio che tu onori,
ma l’acqua è la stessa che bevi
del cervo
sacrifica preda
di principi vescovi
e di senatori.
E senti vibrare le note
di orda cruenta
le grida di donna
che arman lo sposo
a difender le messi
il figlio che piange
furor di Tirolo
equestre rimbombo
sul suolo
operoso
che viene a predare
ma inerme
di fronte ai castelli
s’infrange.
Munifica Rocca di luce
saluto lo Spazio
che scende
dal Tempio maestoso del Brenta
e dopo che t’ha generato
dall’alto di crine boscoso
cascata di pietra
a sponda atesina conduce.
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CAMPAGNA TOSCANA
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 30 Dicembre, 2017 @ 6:49 pmDetto altrimenti: entro l’anno mi ero imposto di arrivare a 3000 post, ed allora pubblico mie poesiole …  (post 2991)
Campagna toscana
 La luce accecante
sprigiona profumo di terra
da zolle rimosse ne’ campi.
Le pietre a contorno son ricche
di more spinose e di fichi:
in siepi sinuose costeggiano il bianco tratturo
che porta ad antico podere.
Ascolti cicale.
Sull’aia
un popolo gaio rincorre il mangime.
All’ombra d’un fitto pagliaio sonnecchiano cani.
C’è acqua nel pozzo
e lunga catena stridente vi cala una brocca di rame.
Profumano i pani appena sfornati
e ‘l fuoco rallegra la propria fascina.
Un fiasco di vino sul desco richiuso con foglie seccate.
Nell’aria le mosche.
La stalla è vicina: giumente imponenti frantuman pannocchie,
corone regali sovrastano candidi corpi giganti
e gran carri stanchi riposan le ruote dal duro lavoro.
Filari frequenti ed ulivi perforan la coltre del grano.
Colori:
la terra di Siena
il giallo del sole
il verde d’olivo.
Prezioso convivio, colture scomparse,
memorie scolpite per sempre da tratti d’amore.
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BICICLETTA, DA STRUMENTO DI SOLO SVAGO E SPORT A MEZZO DI TRASPORTO
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 30 Dicembre, 2017 @ 6:17 amDetto altrimenti: veni, vidi, … bici!      (post 2990)
(questo è un “postaltrui”, di Manuela Demattè)
Inizia
Per noi della FIAB – Federazione Italiana Amici della Bicicletta – da sempre impegnati per la diffusione di questo mezzo di trasporto,  per noi della FIAB che avvertiamo un gran trasporto nei confronti della bicicletta, è stata una grande soddisfazione quando il 21 dicembre è stata approvata la prima Legge Quadro sulla Mobilità Ciclistica : “Disposizioni per lo sviluppo della mobilità in bicicletta e la realizzazione della rete nazionale di percorribilità ciclisticaâ€.
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Il merito va sicuramente alla FIAB, che ne ha scritto il testo già qualche anno fa – con tutti i contenuti delle sue battaglie – ma anche alla tenacia dei due primi firmatari, on. Gandolfi e Decaro. “Lo straordinario traguardo raggiunto con l’approvazione della Legge sulla mobilità ciclistica – dichiara la presidente nazionale FIAB – premia le tante città che faticosamente portano avanti politiche per la mobilità sostenibile e che, oggi, possono avere il supporto di una politica nazionaleâ€. Siamo in periodo di regali e questo è probabilmente il più grande che si potesse fare a tutti quelli che – instancabili ed inarrestabili – usano la bici da sempre, ma anche a chi – incoraggiato dal cambiamento – la userà in futuro!
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Nel link trovate un’intervista esplicativa sull’importanza di questa legge:
Finisce
Gooood Biiiike everybody!
P.S.: al testo della legge io avrei aggiunto un articoletto: “E’ costituito un fondi di € …. alimentato dalle sanzioni di €… cadauna a carico dei Comuni che entro la data del … non abbiano dato precisa e completa esecuzione alla lettera ed allo spirito della presente legge, e dal quale sono attinti singoli uguali contributi in favore dei Comuni che invece abbiamo adempiuto a tale loro dovere. Il controllo e l’esecuzione di quanto sopra è demandato alle Associazioni Fiab locali con la supervisione della locale Agenzia delle Entrate“. Castigat ridendo mores .… direte voi, al nostro blogger piace scherzare … ma il concetto è serio, ovvero introdurre la motivazione “politica” per i Comuni a non essere accusati dalla popolazione (votante) di essere stati multati anzichè sovvenzionati! C’est l’argent qui fait la … mobilitè, non pare anche a voi?
Allego qui il testo integrale della legge, che non è più un “disegno d legge”, bensì una legge!
Â
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