ACCADEMIA DELLE MUSE
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 9 Gennaio, 2018 @ 2:49 pmDetto altrimenti: dai che ci conoscete … basta navigare un po’ fra i postieri, i post del passato!  (post 3019)
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Ciao raga … cosa? Sono in ritardo con la pubblicazione di questo post resoconto della serata Accademica di ieri? Ecchè … vi ho abituato male, vi ho abituato! Ecco cosa si guadagna ad essere solerti, una volta che uno la prende un po’ più comoda … Ecco infatti cosa mi ha scritto Giovanni S.:
“Un rimprovero: sono le 10 del mattino e non trovo ancora il resoconto sulla serata poetico-musicale di ieri sera da Cristina! Un tempo ti mettevi al lavoro alle 6 di mattina … ed ora che si fa? Non mi dirai che si dorme fino alle 7 e poi si fa colazione … questo un grande blogger non può permetterselo!â€
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Ed allora mi sono detto: mettiamoci al lavoro. Ieri sera, prima parte, le liriche di Francesco Paolo Tosti (chi era costui? Maccome … se proprio non lo sapete, cfr. in internet … no …non è Francesco Totti, no … è tutt’altra cosa!) Voce Sergio Runchel, al pianoforte Cristina Endrizzi, voce narrante Giovanna Laudadio. Ecco i brani eseguiti:
Ridonami la calma – L’ultima canzone – Non t’amo più – Malia – Vorrei morire – Ideale. Fuori programma, di Denza, Occhi di fata.
Arie che stanno alle grandi opere come il cartellone colorato al concerto che sarà eseguito; arie che rilassano, che avvicinano la gente alla musica, alla melodia; arie che regalano serenità … anche quelle apparentemente tristi, come Vorrei morire … in autunno, in inverno, alla fine del giorno come invece non è capitato a Piero, quello della Guerra di Piero di Fabrizio De Andrè che invece morì a maggio … Bravò a tutto il Trio!
A seguire il consueto intermezzo enogastronomico, sul quale lode adeguata mai fu scritta …
Seconda parte, “I nostri poeti†cioè otto di noi in ordine alfabetico, hanno letto due poesie proprie a testa.
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Annibaldi Anita: “’n Anzoletâ€; “Campagna di Russiaâ€
- Endrizzi Francesca: “En dì al lacâ€; “Calicantusâ€
- Lucatti Riccardo: “Accademia delle Museâ€; “Bici, perché?â€
- Moretti Mirna: “Riccioli di Soleâ€; “Un’improvvisa capriola del cuoreâ€
- Perasso Maria Teresa: ‘Sogno;, “Amoreâ€
- Peterlini Gianfranco: “Vitaâ€; “Rimembroâ€
- Postal Marisa: “1954â€; “Era biondo e allegroâ€
- Sangiorgi Elena: “Ho colto un fioreâ€; “Ciao mammaâ€
In un primo tempo avevo detto che avrei pubblicato tutti i testi ma il lavoro sarebbe stato troppo lungo … e poi una cosa è sentirle recitare, altra leggerle. Mi scuseranno i poeti …
Le nostre prossime riunioni? Be’ … le trovate nel post calendario, quello che compare in prima posizione aprendo il mio blog. Buon Anno a tutte e a tutti & Buona Accademia delle Muse too …
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PLURALISMO E MOLTEPLICITA’
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 8 Gennaio, 2018 @ 4:40 pmDetto altrimenti: dai … sembrano concetti per lettori “studiati†.. per “lezù†… e invece …  (post 3018)
Pluralismo. In post recenti ebbi a sottoscrivere una affermazione: “Laicità , grazie a Dio†ove per laicità si intende pluralismo, ovvero presa d’atto dell’esistenza ed accettazione della pluralità diversa da me stesso, per cui “laico†non si contrappone a religioso, bensì a fondamentalista, assolutista, ad ogni “ipse dixit”, per intendersi. La “dimensione†della pluralismo può essere espressa con la formula n+1, ovvero un +1 più volte accanto a me, anzi, più volte accanto ad ognuno di noi che siamo gli “n†dell’umanità . Pluralista è quindi chi prende atto che esistono anche molti altri senza però necessariamente con-partecipare con sim-patia (sun-pazos greco) alla dimensione altrui.
Molteplicità . Essa individua una pluralità al mio interno, una dimensione n-1 (una sottrazione che arricchisce!) ovvero la molteplicità esiste quando io rinuncio ad una parte di me stesso e accetto di pormi – almeno in parte – dal punto di vista dell’Altro di turno, arricchendomi di parte dell’Io altrui. Ecco che allora io sono anche un “Molteplice†(in filosofia, la molteplicità è la caratteristica propria di ciò che è costituito da un insieme di componenti varie e distinguibili).
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LA POLITICA DELLA FORESTA
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 8 Gennaio, 2018 @ 10:59 amDetto altrimenti: l’Italia, una foresta politica con alberi di età molto, molto avanzata …  (post 3017)
La foresta, luogo della biodiversità : alberi che son lì da secoli, alberi giovani, cespugli. Nella foresta politica no: alberi sempiterni la cui ombra ha impedito la crescita di alberi giovani. Ma nel frattempo l’humus politico non utilizzato da nuovi alberi si accumula, acquista sempre più forza e alimenta cespugli i quali all’inizio sembrano innocui ma poi dilagano finendo per ostacolare anch’essi la cresciuta di alberi nuovi. Da una foresta di alberi si tende a passare ad una di cespugli. Ma ecco che arrivano i fulmini, colpiscono gli alberi più alti e vecchi, li abbattono … si crea spazio per alberi nuovi. Dice … e i cespugli? Be’ raga, quelli i cespugli ci saranno sempre.
Dice: “Ma, blogger, sii più chiaro …quelli i fulmini … su quale delle due foreste si abbattono?†Ma su entrambe, cribbio!
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I DIVERSI STRATI DELL’ATTENZIONE POLITICA
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 8 Gennaio, 2018 @ 8:51 amDetto altrimenti: ricordate le diverse zone climatiche del Messico?      (post 3016)
A scuola ci insegnavano: tierra caliente, templada, fria a indicare le tre diverse condizioni climatiche man mano che in Messico dal livello del mare si saliva in montagna. Poi siamo cresciuti e chi di noi ha studiato un po’ di meteorologia (ad esempio per il conseguimento della patente nautica) ha imparato che gli strati di aria a temperatura diversa non si mescolano fra di loro ma si sovrappongono nel senso che i più freddi si “appoggiano†via via su quelli più caldi.
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Dice … “Si vabbè … ma che c’azzecca tutto questo con il titolo del post?†C’azzecca, c’azzecca … infatti anche l’attenzione umana pare di organizzi a strati ognuno dei quali non si mescola con gli altri. Vediamo un po’ se riesco a spiegarmi, magari esasperando il ragionamento, tanto per verificarlo, salvo poi riportarlo nella sua dimensione naturale.
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Lo strato più basso, qui vivono i disattenti e disinteressati verso la politica con la p/P minuscola e maiuscola. In questa zona troviamo anche i delusi dalla politica (quella p minuscola). Questo strato tende purtroppo ad essere il più spesso di tutti, ed è un guaio, perché attribuisce un ulteriore ingiusto vantaggio alle oligarchie del potere, le quali già di per sé sono indifferenti rispetto all’esito delle votazioni.
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Strato immediatamente superiore: qui troviamo persone che cercano di fare Politica (la P maiuscola non è utilizzata a caso) per affermare ideali che stanno alla base di idee che stanno alla base di programmi che stanno alla base di azioni che stanno alla base della realizzazione del bene Comune, ovvero di quel Bene che si definisce tale (“comuneâ€, appunto) in quanto “realizzato sin dall’inizio con il contributo diretto e personale di ognunoâ€(la partecipazione!).
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In alto, il “Terzo Strato†(con la “râ€, da non confondersi quindi con il Terzo Stato di Pelizza da Volpedo). In alto … il che non è un bene bensì un male perché è lo strato più lontano dalle esigenze della gente, quello nel quale si muove chi “vola altoâ€. Altezza che non è di per sé un un valore, anche perchè sarebbe ora di finiamola con gli abusati stereotipi bene/male; buono/cattivo; maschio/femmina; alto/basso … nei quali il primo termine ha una connotazione positiva ed il secondo una negativa, non vi pare?
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Ecco i tre strati. Dice … “Ma tu blogger, dove ti collochi?†Dovete capirlo da soli, ecchè … devo dirvi tutto io? “Si, abbiamo capito caro blogger, ma avevi detto che esasperavi il discorso … ora però riportalo nella sua dimensione naturale così capiamo meglioâ€. Ok raga, eccomi a voi: la dimensione naturale è quella nella quale lo strato intermedio cerca di fare proseliti nello strato più basso per poi riuscire a smascherare i volatili rapaci dello strato più alto, tutto qui.
Scrive Giovanni S.: “A proposito del commento di Platone: ma siamo sicuri che, almeno in questa fase storica che stiamo vivendo, il popolo italiano sia proprio migliore del mediocri (per non dire di peggio..) politici che ci governano? Come l’esperienza insegna, al peggio non c’è mai fine… e da come è partita questa campagna elettorale, piena di promesse inattuabili e di accuse agli altri come responsabili dei nostri mali ormai cronici, ho qualche preoccupazione sui prossimi “padroni del vaporeâ€â€¦ Ma forse sono un gufoâ€!
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COLLE DELLA SCALA
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 7 Gennaio, 2018 @ 10:39 pmDetto altrimenti: Col de l’Echelle    (post 3015)
Partivo in bicicletta da Cesana Torinese (m. 1354), salivo il Passo del Monginevro (m. 1860), poi giù finì quasi a Briancon (m.1300) e via a destra nella Val Nèvache. A un certo punto si sale a destra verso il Colle della Scala alias Col de l’Echelle (m. 1762) per poi scendere a Bardonecchia (m. 1312) e quindi a Ulzio (m. 1063). Risalendo la leggera salita della Val di Susa (attenzione ai TIR), rientravo a Cesana Torinese (m. 1354). Avevo 43 anni, 30 anni fa. Bici da corsa, 90 km in totale. All’epoca un giretto medio, da farsi in una mattinata. Oggi, dopo tanti anni, dopo 30 anni di residenza a Trento, sento parlare di quel Colle, percorso in senso inverso, anche ora, in inverno, con la neve, a piedi, da Persone con le scarpe da ginnastica: gli immigrati che vogliono, devono entrare in Francia. Chi me lo avesse detto allora … mai lo avrei potuto immaginare. Ma ora immagino.
Sento anche che ci sono volontari italiani che li aiutano, che forniscono loro scarponi vestiti, coperte, cibo, una guida. Se abitassi in zona farei altrettanto. Ma abito lontano, ho i miei anni, chissà se ce la farei nonostante io sia stato un alpinista. Perché scrivo tutto questo? Un ricordo, un invito a tutti coloro che – più giovani di me – possono aiutare queste Persone a superare una sorta di Passo del Klondike in scala minore, il Colle della Scala, appunto … alla ricerca non della miniera d’oro, ma di una vita anziché della morte dalla quale fuggono.
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QUO VADIS EUROPA?
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 7 Gennaio, 2018 @ 9:13 amDetto altrimenti: quo vadis Italia?      (post 3014)
Macron e Merkel, M&M, Francia e Germania, F&D, un imminente (a gennaio) accordo (a due) per il rilancio dell’UE (a due, a tre … a quanti?)… una UE occidentale (per la sovranità dell’UE) che ha aperto all’UE orientale (per la sovranità degli Stati) senza prima verificare questo particolare fra parentesi. Evvabbè … Accordo F&D anche per la fabbricazione di un cacciabombardiere UE in grado di competere con gli F35 della Lockheeed. E noi? Noi no, noi no, no noi …. noi cofondatori dell’UE, elezioni a marzo che se vincono alcuni partiti l’UE ce la scordiamo, noi che intanto acquistiamo gli F35 made in USA ma che no alcune parti le facciamo qui in Italia vuoi mettere la ricaduta occupazionale come quella dei pizzaioli sardi al servizio dei proprietari milanesi dei ristoranti e delle pizzerie sulla Costa Smeralda che se non ci fossero stati loro ad investire …
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Evvabbè … e dire che FD per me fino ad oggi significava una deriva a vela, il Flying Dutchman …
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Scrive Giovanni S.: “Macron e Merkel (e speriamo che quest’ultima presto ritorni sulla scena politica europea) … Francia e Germania… ma chi può in concreto smuovere quel pachiderma burocratico che è ormai diventata l’Europa? L’Italia ha in Europa il peso politico che si merita … e che con la nuova legge elettorale e le nuove elezioni temo si indebolirà ulteriormente. Se dovessimo contare sul nostro apporto decisivo per rilanciare gli ideali europei dei Grandi Fondatori … bè, meglio lasciar perdere, altrimenti mi dite che sono un gufoâ€!
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LA CATENA DELLA CHIAREZZA (E DELLA DEMOCRAZIA)
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 7 Gennaio, 2018 @ 7:55 amDetto altrimenti: le estrazioni della Lotteria Italia    (post 3013)
Premetto: non metto assolutamente in dubbio la correttezza del procedimento di estrazione dei biglietti vincitori, ma formulo alcune osservazioni sul modo con il quale ieri sera la procedura è stata rappresentata al pubblico televisivo.
Il presentatore della trasmissione indica alcuni personaggi seduti ad una scrivania: ecco la Commissione che garantisce la correttezza dell’estrazione.
Poi, nel corso di una successiva fase della trasmissione, un personaggio in giacca e cravatta, molto serioso, passa via via al presentatore cinque buste sigillate, ognuna delle quali contiene un cilindretto rigido dal quale viene estratto un bigliettino scritto a mano con il numero di serie del vincitore. Una scena plateale ma inutile, perchè nulla viene documentato del procedimento che ha portato qualcuno a scrivere quel numero.
La scena mi ha fatto venire in mente una situazione simile, relativa alla gestione del denaro raccolto da una società di parcheggi, la quale testimoniava i propri incassi al Comune concedente mediante la consegna di registri sui quali aveva scritto gli incassi!
Dice … ma che c’azzecca la “democrazia†di cui hai scritto nel titolo di questo tuo pezzo? C’azzecca, c’azzecca, raga, perché vedete … anche nella democrazia non basta essere democratici, occorre anche (anche) apparire tali. Ora succede che taluno, spinto dalla voglia di apparire, si preoccupi di apparire democratico trascurando di esserlo. E invece occorre essere e apparire, apparire ed essere. Il solo essere essere democratico e a maggior ragione il solo apparire democratico non basta.
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ANCORA SULL’INFORMAZIONE
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 7 Gennaio, 2018 @ 7:47 amDetto altrimenti: riprendo il discorso di cui al post del 4 gennaio “Iran 3â€Â      (post 3012)
Quel mio “pezzo†è stato pubblicato su tutti i tre giornali locali. In esso mettevo in guardia contro il pericolo che certe notizie internet fossero – come sono – non veritiere e quindi disinformanti, rispetto alle notizie dei giornali di carta, riportate da giornalisti che le verificano prima di diffonderle. Tuttavia, “in cauda venenumâ€, ovvero alla fine del mio intervento alludevo al fatto che certa stampa di carta – non tutta, per carità – pur non essendo formalmente schierata politicamente – “faccia politicaâ€, ovvero sia “di parte†e non obiettiva. Alcuni esempi:
- Un’Associazione culturale organizza un convegno su un tema molto sentito e partecipato che riscuote una rilevante presenza di pubblico. Relatori di estremo livello, partecipazione del Presidente del governo locale. Un giornale cita l’intervento del presidente e di alcuni relatori senza nemmeno nominare l’Associazione organizzatrice.
- Per converso lo stesso giornale dedica mezza pagina al compleanno con 500 invitati di un politico di una certa corrente non favorevole a quella Associazione culturale.
- Due politici sono in accordo. Vengono ritratti uno sdraiato sul divano, in atteggiamento serio. L’altro seduto su una sedia sorridente, accondiscendente (lieto dell’accordo vigente). Dopo un anno l’accordo si rompe per opera e a vantaggio del politico del divano. Il giornale pubblica la notizia a fianco di quella vecchia foto come se il politico della sedia fosse lieto di essere stato sconfitto.
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Ecco che l’informazione diventa “infornazione†delle menti … menti che da parte di taluno si vuole siano “cotte, cucinate†al punto giusto … E invece no: ci sono i free blogger, cribbio!
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LO STATO DI ECCEZIONE
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 7 Gennaio, 2018 @ 7:44 amDetto altrimenti: ne parlava Carl Schmitt …..  (post 3011)
Chiariamo subito: lungi da me approvare le tesi di un filonazista che ha rischiato di essere processato a Norimberga. Morto nel 1985, resta tuttavia un “terribile giurista†un filosofo del diritto, un giurista internazionalista. Egli – fra l’altro – teorizzò che il sovrano, il tiranno, il capo di tutti e di tutti è colui, valutate le circostanze, può decretare e applicare lo stato di eccezione, la sospensione del diritto e delle regole generali.
Richiamo questa sua teoria in relazione al mio post del 1 gennaio scorso, quando, parlando della laicità (= pluralismo), a proposito delle “eccezioni di legge†rispetto alla “legge uguale per tuttiâ€, mi chiedevo chi avesse il potere di stabilire la linea di confine fra le eccezioni di legge da un lato e le violazioni della legge, dall’altro.
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Mi (ri)spiego con esempi: chi ha il potere di decidere che una “gestione separata INPS†che garantisca pensioni super d’oro ad una classe di privilegiati, sia una eccezione di legge e non una violazione della regola generale che stabilisce un tetto massimo ed un livello minimo per tutti? E chi ancora ha il potere di decidere che il “diritto acquisito†a gestire al proprio interno una fetta ragguardevole di fondi pubblici assicurati per più anni indipendentemente dall’evoluzione del quadro delle priorità nazionali, sia una eccezione alla legge di una equa e soprattutto aggiornata distribuzione delle risorse pubbliche e non una violazione di tale norma?
Ecco, la sospensione della validità generale di un principio, di una legge, lo stabilire eccezioni … ecco il punto sul quale soffermarsi e ragionare un po’ di più.
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EPIFANIA, BEFANA
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 6 Gennaio, 2018 @ 10:08 amDetto altrimenti: solo il nome (parzialmente) in comune …. (post 3010)
- Natale le tredicesime, la corsa a spendere e a far spendere in cose utili (evvabbè) ma anche in tante cose inutili (“… questo lo riciclo alla prima occasione …â€) e dannose (gli imballaggi!).
- Capodanno. In internet gira una storiellina di Mafalda che si rivolge ad un famoso mago televisivo esperto in previsioni ed auguri: “Iil 2015 doveva essere migliore; il 2016 fantastico; il 2017 l’anno della svolta. Per il 2018, caro mago, per favore: fatti i fatti tuoiâ€. Solo che lei non dice “fatti†bensì usa un altro termine figurato molto più efficace.
- Epifania tutte le feste le porta via. Ma ricordiamola per quello che è, l’Epifania, la presentazione del Bambinello ai tre Re Magi, ovvero al suo ingresso nella TV d’allora, nella mondovisione d’allora.
- Poi è arrivata la Befana, una vecchietta dea volante di derivazione pagana – che con l’Epifania proprio non c’azzecca per nulla – a portare dolci o carbone ai bimbi buoni -“cattiviâ€. Ma può mai essere “cattivo†un bimbo? E per di più, un bimbo che ancora crede nella befana? Via … siamo seri! Ecco, voglio prendere le mosse da qui, da questo controsenso di noi adulti che poi non è il più grave ( e poi … il carbone, … oggi è tornato di moda “grazie†alla befana Trump che riapre le “centrali a –“. Chissà se lui ne regala una calza piena ai suoi fedelissimi).
Il più grave controsenso, comunque, è il consumismo che ha travolto il significato del Natale solo in parte recuperato perché con la scusa dei regali (do ut des, oppure se non do che figura fo?) va a finire che ci si reincontra fra amici e fra parenti (e questo sì che è un Natale, una Nascita, una Rinascita).
Ma torniamo alla Befana. Ai miei tempi … io sono del 1944, nella casa genovese di Albaro, quartiere “alto†in collina vista mare nella Genova-bene-est-verso-oriente, la cucina aveva la cappa e lì trovavamo le famose calze piene di dolci. Carbone mai, si vede che non eravamo stati cattivi, i miei fratelli ed io. Poi arrivava la Befana dei Carabinieri, perchè il babbo era Maresciallo dei CC, Ufficio Matricola della Legione Territoriale di Genova, situata nel bellissimo Castello Mackenzie, nel quartiere Castelletto (circonvallazione a monte) a 100 m sul livello del mare. E qui la vera sorpresa: ci si aspettava molto, arrivava poco ma la felicità era tanta.
Oggi, è sabato: se ne deduce che domani sarà domenica poi fine. Ah … ci riposiamo un poco. In internet gira un’altra storiella: una “videata†internet di un tale che aveva cliccato nel motore di ricerca “Come smaltire il sovrappeso acquisito nelle festeâ€, alla cui ricerca il sistema rispondeva: “Forse cercavi l’orario dei treni per Lourdesâ€.
Cosa? Volete una poesia? Una mia? Una sul Natale? Ma si … dai … evvabbè … se proprio insistete, eccola:
NATALE SURREALE
E’ questo il Natale?
Scoppiettan parenti sul fuoco
e rossa la neve dal forno
inonda la casa di un caldo profumo di arrosto.
Farina nel cielo:
bei fiocchi giganti
sprigiona la terra per l’aere spandendo rintocchi argentini.
La gente s’incontra, si scontra
si chiede permesso
poi s’urta, si scusa
prosegue la corsa.
Regalan le merci al super mercato:
tu prendi dei doni, li scarti
li cedi agli amici
a prezzo d’usura.
Un bel pino acceso
in mezzo alla sala
dà fuoco al palazzo.
Accorron pompieri
e inondan l’incendio
di fresco Clicquot.
Un’ostrica, sola, s’aggira sparuta in cucina:
poi, ratta, si tuffa nel biondo vin franco
s’asconde al tuo sguardo
e corre nuotando al suo mare.
Tu resti da solo a pensare
a questo sì strano Natale
a quanto di bene v’è intorno
a quanto di male.
Ma ecco che in mezzo al frastuono
di luci e colori
compare una bella cometa
s’accende una stella
ed ogni altra cosa si spegne.
Risplende per tutti, sol quella.
Adesso è Natale!
                                           Ciao, alle prossime Feste!
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