IL CANTO DI TRENTO A LA FERSENA
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 30 Dicembre, 2017 @ 8:56 pmDetto altrimenti: mia anche questa … e dai che ci arrivo a 3000 entro il 2017!  (post 2996)
 Il canto di Trento a la Fersena
(tre foto di Manuela Dematte)
Sei vivo.
Mi parli col suono di luce
dei tuoi mille occhi di rivo
splendenti nel verde.
Dapprima
mi sembri annoiato
nel lento rigiro
che sempre conduce
al tuo limitato infinito
eletta dimora
di anatre urbane
ed aironi
in morbide anse di steli
ov’acqua
fra ‘l fiore che odora
con tenue sospiro si perde.
Ma ecco
improvviso
uno slancio
al pari del cervo brunito
che hai visto saltar le tue rive
braccato dal cane
ed hai ristorato
offrendoti invito alla sete
ed alle corse un po’ schive
del giovane re incoronato.
Ancora …
hai negli occhi il ricordo
di una prudente marmotta
del falco
che lento
si libra nel cielo in agguato …
di un movimento …
di vita che lotta …
di tenero nido violato.
Tu nasci ove aria rinfresca.
Poi …
scendi la cima
scoscesa di valle tedesca
qual liquido velo nuziale
che adorni la Sposa Atesina
e rechi in pianura
la figlia del suolo innevato
i fulgidi pesci d’opale
il tenue lenzuolo
che dona ristoro all’arsura
di ninnula cuna
il manto di brezza
che stendi alla luna
ed olezza.
E dolce assopisci il bambino
cantandogli la ninna nanna
che i monti ti hanno affidato.
Tu sei Poesia
il capolavoro scolpito
del grande Pittore Trentino
che ascolto
rapito all’oblìo
insieme alle fronde
degli ippocastani
che sopra le spalle
ti fan capolino ondeggiando
e curioso
protendono il volto
sull’armonioso spartito
del tuo gorgoglio.
Ma ora prosegui il tuo viaggio
e mentre ricevi altre sponde
le mie vecchie mura imperiali
riflesse
ti rendono omaggio
più belle pe’ i grandi regali
che porti di piccole onde.
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GATTO DI MARE
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 30 Dicembre, 2017 @ 8:49 pmDetto altrimenti: dopo Boccadasse, i suoi gatti    (questa è mia)  (post 2995)
Gatto di mare
Non insegui il Tempo
e grato
il Tempo
non ti rincorre.
Immobile sulla tela di un gozzo
assapori l’amico profumo di pesce
il caldo insperato del sole invernale
e mi osservi
col nobile sguardo
del marinaio antico
al quale ogni giorno tu presti la barca.
Voglio indossare
pantaloni di tela
colore del mare profondo
sfumati di bianco salino
sedere in silenzio al tuo fianco
su questo gradino
dal bordo ormai liso e rotondo
per non disturbare
segreti
ricordi
speranze
e tesori
dei gatti del posto
e dei pescatori.
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BOCCADASSE
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 30 Dicembre, 2017 @ 7:43 pmDetto altrimenti: una poesia di mio figlio Edoardo      (post 2994)
BOCCADASSE
Degli anziani pescatori e di reti più ruvide,
appress’al varco uman
de l’abisso,
sottile serba l’eco antica
Boccadasse, e quell’innomato odor
d’anni votati alla pira.
nell’abito scomodo pei tetti tuoi sorpresi.
Ti vidi quando i sassi balzellavo
sul blu che t’appaga.
E ti vedo adesso, anfiteatro sul tardo mover
de’ gozzi,
ti vedo.
Son l’alieno.
son io il mondo che,
pria del tempo,
pur fu.
Al freddo bagno di luce,
seguo l’onde a macchia fuggir
via via più scure;
d’intorno, piangono secche sorti
quei legni traditi, or di raminghi felini
un soppalco.
Nel volger le spalle
al caro fraseggio de l’acque
saluto il guscio d’origine,
ma ‘l ligure mar a sua grand’arte
queta dei ciottoli gli spigoli,
e ‘l mio passo fa mesto.
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POESIA
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 30 Dicembre, 2017 @ 7:39 pmDetto altrimenti: dai che devo arrivare a 3000 post entro domani! Anche questa è mia    (post 2993)
POESIA
Ascolta.
Lascia che il vento
accarezzi la mente
e magico incanto
fecondi la vela
dei sogni.
Poi
come per gioco
scolpisce silente
il tuo sentimento
ammaliante polena
che apre la via
fra onde d’amore.
E’ tua?
E’ di tutti?
Non sai di chi sia
questa vaga sirena
che chiami Poesia.
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ANAUNIA
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 30 Dicembre, 2017 @ 7:34 pmDetto altrimenti: mio ero imposto di pubblicare 3000 post entro l’anno ed allora me la sto cavando con alcune mie poesie …. (post 2992)
Anaunia (Val di Non)
T’adorna corona di monti
tu stessa diadema regale
a smeraldi lacustri
di verde.
Ti apri allo sguardo
che insegue i gonfi altipiani
ondeggianti
qual giovane petto al respiro
plasmati da un vento
che scala le cime
e si perde.
curiosa
più attenta ti scruta
e profonda
ov’acque percorron segrete
le nobili rughe
che segnan l’altero tuo viso
d’ antico lignaggio
e indagan
leggendo il passato
il tuo storico viaggio.
Risuonan le selve
di ferri e armature
latine
che scuotono i passi
per le aspre montane
tratture.
Tu, ramnus, romano,
tu, uomo del fiume
pagano
ora un altro è il dio che tu onori,
ma l’acqua è la stessa che bevi
del cervo
sacrifica preda
di principi vescovi
e di senatori.
E senti vibrare le note
di orda cruenta
le grida di donna
che arman lo sposo
a difender le messi
il figlio che piange
furor di Tirolo
equestre rimbombo
sul suolo
operoso
che viene a predare
ma inerme
di fronte ai castelli
s’infrange.
Munifica Rocca di luce
saluto lo Spazio
che scende
dal Tempio maestoso del Brenta
e dopo che t’ha generato
dall’alto di crine boscoso
cascata di pietra
a sponda atesina conduce.
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CAMPAGNA TOSCANA
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 30 Dicembre, 2017 @ 6:49 pmDetto altrimenti: entro l’anno mi ero imposto di arrivare a 3000 post, ed allora pubblico mie poesiole …  (post 2991)
Campagna toscana
 La luce accecante
sprigiona profumo di terra
da zolle rimosse ne’ campi.
Le pietre a contorno son ricche
di more spinose e di fichi:
in siepi sinuose costeggiano il bianco tratturo
che porta ad antico podere.
Ascolti cicale.
Sull’aia
un popolo gaio rincorre il mangime.
All’ombra d’un fitto pagliaio sonnecchiano cani.
C’è acqua nel pozzo
e lunga catena stridente vi cala una brocca di rame.
Profumano i pani appena sfornati
e ‘l fuoco rallegra la propria fascina.
Un fiasco di vino sul desco richiuso con foglie seccate.
Nell’aria le mosche.
La stalla è vicina: giumente imponenti frantuman pannocchie,
corone regali sovrastano candidi corpi giganti
e gran carri stanchi riposan le ruote dal duro lavoro.
Filari frequenti ed ulivi perforan la coltre del grano.
Colori:
la terra di Siena
il giallo del sole
il verde d’olivo.
Prezioso convivio, colture scomparse,
memorie scolpite per sempre da tratti d’amore.
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BICICLETTA, DA STRUMENTO DI SOLO SVAGO E SPORT A MEZZO DI TRASPORTO
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 30 Dicembre, 2017 @ 6:17 amDetto altrimenti: veni, vidi, … bici!      (post 2990)
(questo è un “postaltrui”, di Manuela Demattè)
Inizia
Per noi della FIAB – Federazione Italiana Amici della Bicicletta – da sempre impegnati per la diffusione di questo mezzo di trasporto,  per noi della FIAB che avvertiamo un gran trasporto nei confronti della bicicletta, è stata una grande soddisfazione quando il 21 dicembre è stata approvata la prima Legge Quadro sulla Mobilità Ciclistica : “Disposizioni per lo sviluppo della mobilità in bicicletta e la realizzazione della rete nazionale di percorribilità ciclisticaâ€.
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Il merito va sicuramente alla FIAB, che ne ha scritto il testo già qualche anno fa – con tutti i contenuti delle sue battaglie – ma anche alla tenacia dei due primi firmatari, on. Gandolfi e Decaro. “Lo straordinario traguardo raggiunto con l’approvazione della Legge sulla mobilità ciclistica – dichiara la presidente nazionale FIAB – premia le tante città che faticosamente portano avanti politiche per la mobilità sostenibile e che, oggi, possono avere il supporto di una politica nazionaleâ€. Siamo in periodo di regali e questo è probabilmente il più grande che si potesse fare a tutti quelli che – instancabili ed inarrestabili – usano la bici da sempre, ma anche a chi – incoraggiato dal cambiamento – la userà in futuro!
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Nel link trovate un’intervista esplicativa sull’importanza di questa legge:
Finisce
Gooood Biiiike everybody!
P.S.: al testo della legge io avrei aggiunto un articoletto: “E’ costituito un fondi di € …. alimentato dalle sanzioni di €… cadauna a carico dei Comuni che entro la data del … non abbiano dato precisa e completa esecuzione alla lettera ed allo spirito della presente legge, e dal quale sono attinti singoli uguali contributi in favore dei Comuni che invece abbiamo adempiuto a tale loro dovere. Il controllo e l’esecuzione di quanto sopra è demandato alle Associazioni Fiab locali con la supervisione della locale Agenzia delle Entrate“. Castigat ridendo mores .… direte voi, al nostro blogger piace scherzare … ma il concetto è serio, ovvero introdurre la motivazione “politica” per i Comuni a non essere accusati dalla popolazione (votante) di essere stati multati anzichè sovvenzionati! C’est l’argent qui fait la … mobilitè, non pare anche a voi?
Allego qui il testo integrale della legge, che non è più un “disegno d legge”, bensì una legge!
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IO, UN LIBRO?
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 29 Dicembre, 2017 @ 6:28 amDetto altrimenti: dai blogger, scrivine uno …                                (post 2989)
Alcuni amici mi chiedono perché non scrivo un libro. Perché no? Perchè ne ho già scritti due, diamine! Due, direte voi? Si certo, due dico io. Uno è la somma degli ormai 3000 post pubblicati in 6 anni. L’altro … la mia vita, quella della mia famiglia, oltre 350 pagine …Cosa? Lo volete leggere? No raga, cosa privata è, cosa intima. Comunque, visto che insistete, qualche brano ve lo posso riportare, come ad esempio quello che segue, con il quale ho cercato di capire quale emozione si provi ad imitare i lunghissimi periodi di tale Marcel Proust. Per ambientare storicamente il brano, tenete presente la mia data di nascita: 3 febbraio 1944. Buona lettura (ma prima prendete fiato per bene!):
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Inizia
I ricordi più lontani che conservo, ancora vivissimi come il buon sapore di una caramella appena sciolta in bocca, il calore di una stretta di mano, l’abbraccio di un amico o il bacio dell’innamorata, sono una lampadina azzurrata che si sforzava con poca convinzione di illuminare, con un effetto a metà fra l’oscuramento di una luce e l’illuminazione di una tenebra, una piccola parte del vano monumentale delle due scale interne del palazzo ove abitavo, una a destra ed una a sinistra, che si snodavano con rampe di una lunghezza tale che avrebbe consentito a noi ragazzi, qualche anno più tardi, di sfidare la sorte nel saltarle con un unico balzo di alcuni metri, illuminate ciascuna, di giorno, dal rispettivo lucernario a vetri, completamente comunicanti al centro dell’edificio su pianerottoli siti a livello intermedio rispetto a quelli sui quali si affacciavano, dalla nostra parte, formata da una sola ala del palazzo, due appartamenti, e quattro su quelli della scala destra, la quale era quindi al servizio di due ali dell’edificio, quella centrale e quella destra, e le ante delle persiane, dipinte da babbo di un marrone scuro, con un cerimoniale quasi sacro da quanto era solenne nelle sue decisioni di pennellare ora qua ora là , di ripassare un parte e non l’altra, di scostarsi per controllare il risultato da una posizione più confacente, inclinando la testa ora a destra ora a sinistra, e che avrei poi scoperto si sarebbe ripetuto ogni due anni, e nel quale egli svolgeva il ruolo di sacerdote domestico e di maestro, persiane le cui fessure erano state ostruite con carta di giornale che lui stesso vi aveva pressato per rispettare l’oscuramento notturno e che noi bambini, cioè io ed il mio fratello Beppe, che aveva tre anni ed era maggiore di me di due, cercavamo di strappare via con le piccole dita curiose, dopo che, una sera, quasi per caso, avevamo scoperto la cosa, non senza essere interrotti nell’operazione non appena, a nostra volta, venivamo sorpresi dai carabinieri (cioè da babbo stesso) a collaborare con il nemico alla sconfitta militare del Paese ad opera dei bombardieri alleati, che poi che alleati erano se ci bombardavano?
Finisce
La casa in questione: un appartamento al terzo piano di un palazzo con ascensore, vista mare, in Via Rodi 10 interno 11 scala sinistra a Genova, quartiere la collina di Albaro, a 2 km dal mare. Tre corpi, noi si stava in quello di sinistra, separato dagli altri due dal grande vano scale doppie: le scale di destra servivano due corpi. La bomba “alleata” aveva colpito il corpo di destra (che c…!). Fra il secondo e il terzo corpo, all’esterno, un portone “finto†per garantire la simmetria della costruzione. Sul portone “veroâ€, il nostro, una scritta: “Labor omnia vincit†(sarà pur vero … cheppalle però!). L’ascensore, un Otis: le porte esterne in ferro battito, quelle interne a doppie antine vetrate: roba d’altri tempi, appunto! Riscaldamento non ce n’era. Lo misero dopo, con i tubi a vista e poiché i soffitti erano alti tre metri, io sperimentai le mie prime scalate!
Ed ora una mia poesiola sulla mia città d’origine, quella d’allora:
 Ricordo di Genova
Pensavi ad un mondo inventato
ed alto volava il pensiero
che prima era tuo.
Il corpo restava seduto
davanti ad un libro di scuola
e dentro di te
esplodeva la gioia
per quella tua fuga segreta.
Ricordi? Ti vedi?
di legno e l’inchiostro ti sporca le dita.
La guardi segnare con tratti azzurrini
la coltre di neve
del bianco quaderno.
Raccolto nel caldo d’un’unica stanza
da un cielo segnato dai graffi
dell’ombra nascente
da piccola luce sospesa ad un filo ritorto
del vecchio apparecchio sonoro.
Conservi da giorni
la carta stagnola del cioccolatino
e credi che possa brillare
da sola
nel buio che attende silente l’evento
appena al di fuori dell’uscio
di questa cucina.
Ti vesti, vai fuori.
C’è buio in inverno, fa freddo.
Tu, speri che piova.
Ti piace che lavi le strade, i palazzi
che spazzi la costa
quell’acqua che il vento impetuoso
solleva ancor prima
che baci la terra.
Ti piace vedervi riflesse
le luci stradali ed i fari.
Il tram è stracolmo:
tu resti schiacciato ad un vetro
e soffi il calore del corpo
sui molti colori dei neon
che adornan fuggenti il tuo finestrino
a Natale.
dal peso che ondeggia del corpo,
del tram che ora scende ora sale
conosci l’intero percorso.
E’ tua la città che ti parla
e suo il ricordo che scrivi.
Ciao, Zena!
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QUALCUNO ME LA PUO’ SPIEGARE?
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 28 Dicembre, 2017 @ 5:42 amDetto altrimenti: la legge finanziaria, intendo. Grazie                  (post 2988)
Siamo sul finire della legislatura. Il Capo dello Stato, il Presidente Mattarella, sta per ricevere i Presidenti di Camera e Senato, quindi scioglierà le Camere e porrà i presupposti per nuove elezioni. Sul filo di lana, in Zona Cesarini direbbero gli appassionati di calcio, “non†è stata votata la legge sullo jus soli per mancanza del numero legale (!?) ed “è†stata votata la finanziaria che ammonta a 20 miliardi di euro (sulla vergogna dell’omissione mi sono espresso qualche post fa nel giorno del Natale).
Renato Cesarini, 1930, mezzala juventina, specializzato nel segnare goal negli ultimissimi minuti delle partite di calcio, sul filo di lana.
Ma veniamo a quei 20 miliardi. 20 miliardi solo? Ma … scusate … ma non sono stanziati, ogni anno, altri 25 miliardi per le spese militari? Allora vuol dire che la finanziaria è solo una legge di aggiustatura, di impiego delle somme disponibili (non precedentemente impegnate) o di quelle che si rendono disponibili a valere sull’aumento dell’indebitamento pubblico. Ed allora ecco che noi, cittadini comuni, non capiamo il vero significato della manovra, il suo peso specifico, il suo “valore relativo”(v. post del 16 dicembre scors0: “In valore assoluto e in valore relativo”).
Proviamo a rifare il ragionamento all’interno di un bilancio familiare. Ipotizziamo una situazione del genere: i due genitori guadagnano complessivamente €3000,00. Da qualche anno hanno stanziato €2000 al mese, per molti anni, per il noleggio a lungo termine di una lussuosa quanto inutile auto da fuori strada a disposizione del padre. Quindi, dando tacitamente per scontato che questo impegno non sia derogabile, riuniscono l’intera famiglia e alla presenza dei cinque figli discutono come distribuire nel mese i 1000 euro disponibili.
Orbene, poiché le necessità dei figli e della famiglia nel suo insieme sono molte, di fronte alle proteste ed alle necessità dei figli, i genitori decidono di aumentare di ulteriori 1000 euro il loro indebitamento bancario, peraltro già elevato. “No buono”, direte voi e anch’io con voi. Spero e mi auguro che l’esempio della famiglia possa aiutare a capire quale sia il mio giudizio verso la politica dei fondi impegnati e vincolati “a prescindere”, i quali spesso in un bilancio pubblico rappresentano la voce di gran lunga maggiore, per cui chi subentra al governo si trova a poter gestire somme marginali.
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Ma diciamola tutta, per amore di verità . Vi sono somme vincolate per ovvia necessità , quali quelle per il pagamento della struttura pubblica (gli impiegati pubblici nel caso dello Stato e il fitto e le bollette di casa, nell’esempio della famiglia), e queste vanno bene, salvo – nei due casi citati – rispettivamente razionalizzare e ridurre il costo dell’apparato e eventualmente cambiar casa.
Vi sono poi somme vincolate a progetti pluriennali: anche in questo caso esse sono legittimamente vincolate. Tuttavia esiste una motivazione in senso opposto, la quale imporrebbe di eventualmente rivedere il “piano dei vincoli†e “l’ordine delle priorità “, anche a costo di svincolare somme vincolate e modificare la pianificazione pluriennale.
Mi spiego iniziando dall’esempio della famiglia. Se due figli hanno bisogno dei denari per iscriversi all’università ed un terzo si ammala di una grave malattia, si imporrebbe la disdetta di quel contratto di noleggio auto per destinare diversamente quelle risorse. Se nello Stato cresce la massa dei disoccupati, le pensioni minime sono troppo basse, i danni idrogeologici sono rilevanti, potrebbe essere il caso di non destinare più – come invece sta avvenendo – 65 milioni di euro al giorno (al giorno!) agli armamenti ed investire quelle risorse in altre direzioni (per inciso: per la difesa idrogeologica si spendono 65 milioni di euro all’anno, non al giorno! E non sono significative le 1000 o 2000 casette per i terremotati che la TV continua a propinarci!)
In sintesi: occorre uscire dalla politica e dalla visione dei “fondi bloccati e intoccabili a prescindere”, delle “gestioni separate intoccabili a prescindere” (delle super pensioni da decine di migliaia di euro al mese, esistono!) per ricominciare secondo la tecnica dello zero base budget: riportiamo tutto e tutti a zero e ricominciamo a considerare una redistribuzione delle risorse secondo un ordine aggiornato delle priorità . Ordine aggiornato delle priorità , aggiornato, ripeto … altrimenti il legislatore e il governante non si comporterebbero come un buon padre di famiglia.
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LA NOSTRA COSTITUZIONE, 70 ANNI
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 26 Dicembre, 2017 @ 8:45 pmDetto altrimenti: 27 dicembre 1947!    (post 2987)
Siamo quasi coetanei, lei ed io, io che sono nato il 3 febbraio 1944! Io che per ben quattro anni sono rimasto senza costituzione, anzi, senza Costituzione!
Da tempo aspettavo l’occasione per sfoderare la copia a mie mani dello Statuto del Regno d’Italia (4 marzo 1848), una vecchia edizione della editrice Adriano Salani di Firenze, edita nel 1922 e per fare un raffronto fra i due testi (ve lo risparmio, tranquilli!). Vi dico solo che lo Statuto Albertino era composto da articoli molto brevi: i primi 23 riguardavano la figura del re; ne seguivano 9 “Dei diritti e doveri dei cittadini”; 6 erano dedicati al Senato; 9 alla camera dei deputati; 17 comuni alle due Camere; 3 “Dei Ministri”; 6 “Dell’Ordine Giudiziario; 8 disposizioni generali e 3 Transitorie. Totale 84 articoletti firmati da Carlo Alberto. La nostra attuale Costituzione è composta da 139 articoli oltre a 18 disposizioni transitorie, ed è firmata dal Presidente della Repubblica Enrico De Nicola e controfirmata dal Presidente dell’Assemblea Costituente Umberto Terracini, dal Presidente del Consiglio dei Ministri Alcide Degasperi e dal Guardasigilli Giuseppe Grassi.
Ma le differenze sono ben altre e molto, molto sostanziali: infatti ben altro è il cammino democratico, politico e sociale che nel frattempo si era percorso. So che anni fa in una scuola media è stato fatto fare ai ragazzi un esercizio molto istruttivo: il raffronto fra articoli simili dei due ordinamenti. Perché non ripeterlo oggi?
Cosa manca ancora? A mio sommesso parere – e so di dire una bestemmia giuridica – che le violazioni delle norme della nostra Costituzione siano direttamente sanzionate. Nel senso che se “la costituzione tutela la famiglia …†e “garantisce la parità dei sessi …†e poi invece vi sono leggi o disposizioni che violano tale dettato per azione o per omissione, succede che – talvolta – queste leggi sono impugnate di fronte alla Corte Costituzionale che ne può dichiarare l’illegittimità costituzionale … ma che succede a chi quelle leggi ha promulgato o a chi ha emanato quelle disposizioni? Nulla. Insomma, occorrerebbe dare una maggiore efficacia a norme legittime e valide ma non sempre immediatamente efficaci. Già , perchè c’è anche quell’ “immediatamenteâ€, nel senso che i risultati della loro corretta applicazione dovrebbero essere garantiti “immediatamenteâ€. Ma questa è un’altra storia …
Intanto, godiamoci questo anniversario, il compleanno della nostra diversamente giovane Carta Costituzionale: auguri, Costituzione, buon Compleanno! Dai che sei ancora di sana e robusta costituzione, nonostante l’età …
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