CREDERE O PENSARE?
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 13 Gennaio, 2018 @ 10:50 pmDetto altrimenti: di che sto scrivendo? Di religione? Di politica? ….. (post 3029)
Marcello Farina ci ricorda che i Cardinale Martini affermava: “E’ meglio un pensante che un credenteâ€, nel senso che per lui (e molto modestamente mi permetto di aggiungere: anche per me) la Fede è una continua ricerca. La fede poi, quella scritta con la lettera minuscola … si sente dire anche dai tifosi di calcio: “La mia è una fede†(per quella squadra, n.d.r.). Una esagerazione. Infatti quel tale non pensa, crede senza pensare.
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E invece … (dubito ergo) cogito ergo sum, (dubito quindi) penso quindi esisto. Chi l’ha detto? Dai che lo sapete … ed io sono d’accordo anche con lui, così con il cardinale citato sono due.
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In politica. Di un tale comune conoscente sento dire: “Quello lì è dell’estrema …. (non specifico se destra o sinistra, per par condicio, siamo sotto elezioni, n.d.r.). Mi venne spontaneo dire: “Così deve pensare menoâ€. Fui applaudito. Ma il nonpensante tuttaunaparola non è solo chi aderisce ad una estremità . Vi sono molti nonpensanti che aderiscono ad aree intermedie, cosiddette moderate, di destra o di sinistra, di centrodestra o di centrosinistra, di movimenti vari … insomma: ce n’è per tutti i gusti. Ma quando è che si ha fede e si diventa nonpensanti? Quando a capo di quella corrente c’è un guru, un princeps, un ghe pensi mi, uno che dopo di me il diluvio, uno che vieni qui che ti dico come si fa ad avere fede. In politica come nella religione. Dio ce ne scampi, in religione come nella politica. Dio me ne scampi … io preferisco pensare.
The End
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LUCIA BRUNI A TRENTO
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 13 Gennaio, 2018 @ 11:32 amDetto altrimenti: Lucia Bruni? Leggetene nei miei post  (post 3028)
Ormai è un’amica. Testimonial negli Eventi Restart, ciclista transeuropea Fiab, bolognese ora trapiantata per lavoro per sei mesi (poi vedremo …) a Trento. Per chi si fosse messo in ascolto in questo momento l’estate scorsa Lucia – europeista convinta – per celebrare i 60 anni dei Trattati di Roma, quelli che diedero vita al processo di integrazione europea – ha pedalato bagaglio appresso da Roma a Bruxelles (trovate tutto qui fra i miei post). Oggi la collega fiabbina Manuela Demattè scopre e mi segnala il il link di una sua intervista, link che riporto. Per comodità di lettura riporto comunque anche il testo integrale dell’intervista. Brava Lucia e grazie per avere citato il contributo di FIAB Trento!
http://www.taurillon.org/lucia-bruni-un-cuore-e-una-bici-per-ri-unire-l-europa
Inizia
Lucia Bruni: un cuore e una bici per (ri)unire l’Europa.
9 gennaio, di Anita Bernacchia
È sotto gli occhi di tutti che oggi, in Europa come altrove, assistiamo a un progressivo sminuimento dei valori e delle libertà che caratterizzano le nostre democrazie. Talvolta si tratta di veri e propri attentati a tali valori, che ci riportano indietro del tempo, a periodi difficili e conflittuali della storia europea che vorremmo tutti dimenticare. Per porre rimedio a tali fenomeni, purtroppo sempre più frequenti, è necessario ricordare che siamo membri di un’Unione di Stati europei con una storia comune, un percorso cronologico condiviso che fonda la nostra identità e che questa storia si rispecchia concretamente in luoghi visibili, che si possono vedere e toccare con mano. Quale modo migliore per comprendere questo percorso che partire per un viaggio verso i luoghi della storia dell’Europa, che hanno segnato il continente nel bene e nel male?
“Il mio cuore per il cuore della UEâ€. Questo il nome del progetto di Lucia Bruni, giornalista, esploratrice, formatrice bolognese con la passione della bicicletta, ma soprattutto europeista convinta. Nell’anno in cui si sono celebrati i 60 anni dai Trattati di Roma, che hanno dato vita al nucleo originario della nostra Unione Europea, Lucia si è messa in marcia, o meglio in bici, per andare a scoprire i luoghi e le città legate ad essi e alle Istituzioni europee, coprendo 2000 chilometri da Roma a Bruxelles, il cuore dell’Europa, appunto. Il suo viaggio ha incluso tappe come Roma, il Brennero, la regione della Ruhr, Strasburgo, Lussemburgo e Maastricht. Scendendo dalla sella, ha incontrato esponenti istituzionali e associazioni come lei appassionati di Europa, nello specifico di “un’Europa giusta, coesa, attenta alla tutela dell’ambiente, accogliente ed inclusivaâ€. “Dalla sella della bici si vede e si può andare lontano in senso geografico e simbolicoâ€, recita il sito del progetto. Proprio di geografia e di simboli abbiamo parlato con Lucia qui a Bruxelles, il giorno dopo il suo arrivo. Luogo d’eccezione dell’intervista, la grande esplanade davanti all’edificio del Parlamento europeo intitolato ad Altiero Spinelli.
Ciao Lucia, siamo qui a Bruxelles davanti al Parlamento europeo e tu sei appena arrivata da un lungo viaggio. Ci vuoi raccontare del viaggio? Come mai hai deciso di farlo?
Certo. Il mio viaggio è cominciato il 19 giugno, sono partita da Piazza del Campidoglio a Roma perché in quel luogo, nel marzo del 1957, sono stati firmati i Trattati di Roma che hanno completato la triade delle Comunità europee originarie, dando inizio all’avventura dell’integrazione europea. Ho deciso di fare questo viaggio perché nei mesi scorsi ci sono state un po’ di manifestazioni di debolezza nel panorama europeo rispetto alle motivazioni, alle visioni di questo percorso, in cui invece io credo. Credo che sia importante ricordarlo, ricordare i motivi per cui è iniziato. Ricordiamo che è nato dopo la seconda guerra mondiale, dopo decenni in cui l’Europa era sconvolta da guerre continue, quando si è deciso di dare una svolta diversa alle relazioni tra gli stati e tra i popoli. Grazie a questo, noi abbiamo avuto settant’anni di pace in Europa, cosa non da dimenticare, perché il resto del mondo non gode di periodi così lunghi di pace tra le nazioni. Quindi credo che sia importante ricordare le ragioni di allora, ma anche e soprattutto riscoprire quelle di oggi, perché anche oggi ci sono sfide molto importanti, alcune sotto i nostri occhi, altre meno e che richiedono una cooperazione tra i popoli. Ecco perché ho deciso di partire in bici, che è un mezzo di trasporto che a me piace molto. Ho la passione della bici e ci vado spesso, per me è sia un hobby che uno sport, trovo che aiuti molto a conoscere i posti dove si va, a conoscere le persone, a entrare in contatto con i luoghi che si visitano. Inoltre, trovo che sia anche evocativa dal punto di vista simbolico: è il mezzo in cui sei sia il passeggero che il motore. Quindi simboleggia il fatto che, per andare avanti, bisogna metterci del proprio. È stata questa la ragione che mi ha spinto a fare questo viaggio da Roma a Bruxelles in bicicletta.
Il progetto si chiama “Il mio cuore per il cuore della UEâ€.
Esatto.
Anche il cuore è un po’ il simbolo di questo viaggio.
Sì, il cuore, il mio cuore inteso in senso sia letterale che metaforico. Il cuore come organo è il motore del corpo, dei muscoli, ma è anche la mia passione, le mie emozioni, motivazioni e ideali messi al servizio di questo cuore dell’Europa. Parlo sia di un cuore che esiste, ovvero i suoi core values, valori chiave, sia di un cuore che si deve un po’ riscoprire, allargare, approfondire nei suoi valori e ideali ed estenderli anche ad altri. I valori chiave dell’Europa, infatti, hanno bisogno di essere condivisi, non tenuti per noi. La libertà , la democrazia di cui godiamo e speriamo di godere ancora a lungo non possono essere tenuti solo per noi, perché sono beni indivisibili: o si condividono o non esistono più.
Sei partita da Roma il 19 giugno, dopo sedici giorni sei arrivata a Bruxelles. Forse con un giorno d’anticipo?
Ho dovuto fermarmi un giorno a Lussemburgo per il cattivo tempo. Quindi ho tagliato un paio di tappe olandesi perché sarei stata in ritardo sulla tabella di marcia. Come città dei Trattati, in Olanda sono passata solo da Maastricht, quindi sono arrivata il 4 luglio sera, anziché il 5. Qui a Bruxelles ho avuto una bella accoglienza dall’Ufficio della Regione Emilia-Romagna e anche delle altre regioni che lavorano nello stesso palazzo. È stato un bel momento di incontro e di condivisione sul mio progetto e sulle attività che loro portano avanti qui.
Durante il viaggio hai incontrato dei sostenitori? È stato un viaggio in solitaria oppure c’è stato qualcuno che ti ha assistito ogni tanto, nelle varie tappe?
Entrambe le cose. Ho avuto dei tratti, specie in Italia, di grande sostegno e partecipazione, soprattutto in alcune tappe a Bologna con il mio gruppo ciclistico, che mi è venuto a prendere in Toscana e mi ha accompagnato fino a Verona. Sono venuti a incontrarmi il presidente della Regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, che ha dato il patrocinio a questo progetto. Anche a Verona un’amica della FIAB (Federazione Italiana Amici della Bicicletta), che mi ha accompagnata per un tratto. A Trento ho avuto una persona che fin dall’inizio mi ha appoggiato con tutte le sue forze, membro del Movimento Federalista Europeo da una vita e anche di FIAB, che si è molto speso e ha trovato qualcuno che mi accompagnasse fino alla tappa del Sudtirolo. Io gli dicevo di non preoccuparsi, invece è stato fondamentale, perché in Sudtirolo ho trovato il temporale, e se fossi stata da sola sarei stata veramente nei guai. Insomma, non so se sarei riuscita ad arrivare alla tappa di quella sera. Quindi fino a quel punto sono stata molto sostenuta. Dopo quella tappa non ho avuto molti contatti con persone conosciute. Questo fino in Lussemburgo, dove ho incontrato degli amici di Dario Vassallo, presidente della Fondazione Vassallo, che ha dato anch’essa il patrocinio a questo progetto. Queste persone mi hanno accolto e portato a visitare la Corte di Giustizia dell’Unione europea, dove ho incontrato il giudice Perillo, un anziano signore molto simpatico, con cui abbiamo chiacchierato sul ruolo della Corte nel portare il diritto e i diritti europei in mano ai cittadini, non solo ai governi e agli Stati. Poi, qui a Bruxelles, ho incontrato varie altre persone, amici vecchi e nuovi, tra cui alcuni membri della sezione belga dei Giovani Federalisti Europei, come Alessandro Zunino, Sebastiano Putoto e Anita Bernacchia.
Portare il diritto nelle mani dei cittadini. Quando ci siamo incontrate hai parlato anche di portare la storia europea, i monumenti europei “in mano†ai cittadini, in particolare più vicini a bambini e ragazzi. È essenziale far conoscere ai bambini la storia europea come se fosse quella del loro paese. Quanto è importante questo viaggio per realizzare questo obiettivo, hai dei progetti in mente?
Rispetto a viaggi in bici che tessano trame e relazioni, ho sicuramente un’aspirazione, da vedere quanto fattibile, per il bacino del Mediterraneo che è un luogo cruciale per i destini dell’Europa, come sempre, ma oggi ancora di più. Poi, pedalando nelle zone del Nord Europa dove si è combattuto durante le guerre, la linea Sigfrido, le Ardenne, poi nelle città che portano un nome francese e uno tedesco, dove si parlano due o tre lingue, passate da una parte e dall’altra nel corso dei decenni e che portano i segni visibili dei conflitti, mi sono resa conta di come esse siano diventate delle vere e proprie faglie della storia europea. Quindi penso che sia un’occasione da sfruttare. L’ho sperimentato io e voglio proporre di portare bambini e ragazzi di vari stati europei a riscoprire le origini di questo progetto, organizzare degli incontri reciproci, conoscersi, dare un volto a nomi di posti che magari si leggono sui libri, come Schengen, Maastricht e scoprire che sono anche posti belli e interessanti.
Quanto ci è voluto per organizzare questo viaggio? Immagino ci sia dietro molta preparazione.
Ci son voluti diversi mesi. Ho iniziato a pensarci a fine gennaio. I mesi successivi sono stati tutti un po’ pieni, sia per la preparazione dell’attrezzatura, perché ho dovuto pensare a tutto quello che riguardava la bici, i bagagli e la tecnologia che mi serviva, prevedere gli attrezzi in caso di bisogno o di danni alla bici. Quindi l’aspetto tecnico e materiale, la mia preparazione fisica, l’allenamento, cercare di arrivare alla partenza in condizioni di salute il più possibile stabili. Infine l’organizzazione delle tappe del percorso, delle soste, degli incontri, dei contenuti di cui riempire questo “contenitoreâ€, che era pensato per essere aperto anche ai contributi di altri, invitarli a scrivere, raccontare, mettere foto su quello che rappresenta per loro l’Europa, le ragioni per cui questo progetto è importante e da sostenere.
Hai incontrato persone che sull’Europa la pensano come te, oppure anche resistenze?
Ho incontrato opinioni diverse, più o meno convinte, e più o meno tiepide. Ho incontrato anche molte persone che mi hanno detto “bellissimo, io sono un europeista convinto, questo progetto mi piace un saccoâ€. E allora ho pensato “ma allora gli europeisti ci sono!â€. Ebbene, vengano allo scoperto, perché in questo momento ce n’è bisogno, sennò le sirene che sentiremo saranno solo quelle che dicono che l’Europa è brutta e cattiva, burocratica, ci schiaccia…
Hai in progetto altri viaggi del genere, pensi che sia un’esperienza da ripetere?
Sicuramente ogni viaggio è un patrimonio per quello successivo. Si imparano cose nuove, si mettono in deposito per il viaggio che verrà . Questo è il mio terzo o quarto viaggio in bici abbastanza lungo, ogni volta ho aggiunto qualcosa, quindi sicuramente continuerò a farlo. È una mia passione e mi piace molto il tema del viaggio, inteso come viaggio-studio, ovvero coniugare la bici con l’incontro, la ricerca storica e così via.
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Riempie il cuore di gioia constatare che esistono appassionati e promotori di Europa e di Unione europea come Lucia Bruni. Speriamo di seguirla anche in altri progetti futuri, che contribuiscano non solo a preservare gli ideali europei, ma anche a dar loro nuova linfa. – Intervista condotta in italiano – pubblicata originariamente su InsidEU © Anita Bernacchia, Bruxelles, luglio 2017. Le foto qui sul post sono del mio archivio.
Finisce
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Ecco, raga, che ne dite? Benvenuta in Trentino, Lucia!
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COSA MANCA ALL’ITALIA?
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 13 Gennaio, 2018 @ 10:58 amDetto altrimenti: All’Italia o all’Alitalia? Io non lo so, dite un po’ voi ….. (post 3027)
All’Italia … ALITALIA … i miei ex colleghi della Siemens, in tono canzonatorio, scandivano A.L.I.T.A.L.I.A., Always Late In Takeoff Always Late In Arrival. Evvabbè … lasciamoli scherzare. Eppure … eppure il nostro Paese, il maggiore MCA-Museo a Cielo Aperto del Mondo, non è riuscito ad organizzare voli da tutto il mondo tramite la propria compagnia di bandiera in numero sufficiente a farla prosperare … o è stata la compagnia di bandiera a non averci nemmeno provato?
Siamo geniali, creativi ma poi … poi io ho due amici che hanno creato piccole e dinamiche imprese con una fortissima potenzialità . Poi si sono trovati di fronte ad una scelta, imposta dalla loro stessa crescita: la necessità di forti capitali di investimento che loro non avevano: accettare pochi soldi e diventare azionisti di minoranza del pescecane finanziario italiano di turno o vendere tutto ad un prezzo molto elevato a finanzieri stranieri e diventare consulenti strapagati della loro stessa ex società . Indovinate voi quale è stata la loro decisione.
Ma cosa manca a noi Italiani per prosperare? Una penisola splendida; 8000 km di coste; in poche ore dai quasi 5000 metri del Monte Bianco alle scogliere della Liguria e agli aranceti siciliani: storia, arte, bellezze naturali, cibo, sole, cultura, ingegno, industria … Ecco, io proprio non arrivo a capire cosa ci manchi. Grazie se qualche mia lettrice o qualche attento lettore me lo spiega.
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QUI SI LAVORA …
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 13 Gennaio, 2018 @ 10:38 amDetto altrimenti: qui si lavora, non si fa politica!      (post 2036)
Frase fascista. Io non sono un nostalgico, anzi! Solo mi piace leggerla sotto due angolazioni diverse:
- Storicamente: lavorate gente … che alla politica ghe pensi mi!
- Oggi: magari lavorassero tutti, innanzi tutto i disoccupati ma ovviamente anche i politici!
Fine di un post super corto.
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VANGELO ATTUALE
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 13 Gennaio, 2018 @ 9:04 amDetto Altrimenti: la “politica†del Vangelo    (post 3025)
Matteo, 23: …. fate e osservate ciò che vi dicono, ma non quello che fanno. Poiché dicono ma non fanno. Legano infatti pesi opprimenti, difficili a portarsi, e li impongono sulle spalle degli uomini; ma essi non li vogliono muovere neppure con un dito. Fanno tutto per essere visti dagli uomini … amano essere salutati nelle piazze ed essere chiamati dalla gente “maestroâ€.
Attualità del messaggio di 2000 anni fa. Non vi pare infatti che l’invito potrebbe essere uno di quelli rivolti ai cittadini oggi? Oggi infatti abbiamo alcuni politici (solo alcuni, per fortuna!) che si pongono come “maestri†di tutto: ci dicono come fare, come pensare, come votare, come sopportare gravi pesi ma loro – ad esempio – lasciano scadere i termini per la riduzione dei loro esagerati appannaggi (non sia mai!).
Dice … “Quello il messaggio di ieri. Ma il messaggio di oggi … quello di oggi, chi lo manda?†Dico: lo manda, al mondo, il capo politico di uno stato, lo Stato Città del Vaticano, quando invita alla concordia; all’equa distribuzione delle risorse; al rispetto della natura; all’abolizione delle guerre, della sopraffazione, della strumentalizzazione dei propri simili; all’accettazione dell’Altro e della sua religione, etc.. Tutte indicazioni “laiche†non “religioseâ€: infatti non lo abbiamo mai sentito dire che tutti “devono†credere nei fondamentali della sua religione (che – detto per inciso – sono la Creazione e la Resurrezione). Ecco, in questo credo che consista la laicità della (sua, nostra) religione: nel pluralismo e nella molteplicità , concetti che ho cercato di chiarire in miei recenti interventi qui sul blog (cfr. ivi).
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TORINO AMARCORD, etc.
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 12 Gennaio, 2018 @ 3:05 pm- Detto altrimenti: le due Torino e la trumpata di turno      (post 3024)
Ieri, un compagno di seggiovia, torinese. Strano … con tutta la neve che avete in Piemonte … Si ma la mia ragazza è di queste parti … ah … ho capito …
Torino mia moglie, molti anni della sua giovinezza. Torino io, qualche mese da Sergente AUC nella Brigata Alpina Taurinense. Torino noi due, quarant’anni fa, per cinque anni: io dirigente alla Stet-Società Finanziaria Telefonica per Azioni Spa e lei insegnante di scuola media in Via Artom: le due Torino. La mia Torino, affacciata sulla Piazza Solferino, una palazzina stile ‘900 vetri azzurrati (poi anche antiproiettile), moquette. La sua Torino in Via Artom, all’estrema periferia sud. Alessandro Artom, scienziato astigiano. Via Artom … i ragazzi della Via Artom… anche loro “in guerra†come quelli della Via Paal … solo in guerra non fra di loro ma con la povertà . Infatti in quelle classi i “ricchi†erano i figli degli operai della FIAT. Poveri gli altri. Mia moglie ricorda: alcuni molto bravi nonostante tutto. Altri anche finiti male, anche in galera. Le due Torino. La seconda invisibile alla prima. La seconda abitata da gente proveniente dal nostro meridione. Dopo decenni, il Comune riqualifica il quartiere, abbatte i dormitori ghetto, avvicina i due mondi.
Anche oggi, i due mondi, due grandi “Torinoâ€, il secondo invisibile al primo. Ma non vi preoccupate, ci pensa lui, ci pensa Trump ad … allontanare i due mondi. Infatti ha detto: “Perché dobbiamo continuare a far arrivare qui gente da questi Paesi di m ….? (Altra fonte: “da quei cessi di Paesi”)â€. Il presidente, racconta il Washington Post, stava discutendo nello Studio Ovale con alcuni parlamentari sui programmi di protezione a favore dei migranti provenienti da Haiti, El Salvador e alcuni Paesi africani.
Le reazioni a questa ennesima gravissima trumpata? Leggetele in internet e sulla stampa mondiale. Le conseguenze sul piano mondiale? Gravissime.
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DIMAGRIRE DOPO LE FESTE
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 11 Gennaio, 2018 @ 6:01 pmDetto altrimenti: volere è potere                      (post 3023)
Vi siete pesati prima e dopo le feste? Bene. Ora dovete riparare le malefatte. Ma procediamo con ordine. Peso ante feste = a // Peso post feste = b = (a+x). Ora, poichè già con il peso “a†avreste dovuto intervenire, adesso non vi adagiate: non vi basta tornare a quel valore, bensì al valore “c†= (a-y).
Come fare?
- Cominciamo dal vino. Già … perchè il vino fa dimagrire. Cosa? Non ci credete? Ora vi spiego. Se voi usualmente bevete vivo e poi smettete di colpo, dimagrite. Ma se usualmente non bevete vino, come fate a smettere e quindi a dimagrire?
- Acqua: bevetene tanta, tanta, durante tutte le ore della giornata. Il rovescio della medaglia sono le alzate notturne per necessità “idraulicheâ€, ma ne vale la pena.
- Cibo: iniziate con insalata, tanta, d’ogni tipi, poco condita. Poi fate fuori i “vanzerotti†ovvero gli avanzi dei pranzi e cene luculliane dei giorni di festa: ogni giorno che passa sono sempre meno appetitosi e quindi voi mangiate di meno!
- Spumanti, bollicine varie: portate tutto in cantina: lontano dagli occhi, lontano dal … bere.
Moto: no, non motocicletta bensì movimento! Chi come me è un V.I.P. (=Vecchietto In Pensione) può andare a sciare in Paganella: prima salita ad ore 08,30 (ma conviene arrivare al girello alle 08,15 così siete sicuri si salire per primi!). Alle 08,45 siete a quota 2200, che vista putei, il sole che sorge libero e giocondo, il Lago di Garda, le Dolomiti del Brenta che se stendi fora un brazo te che tochi le so zime … dall’altra banda il Cimon de la Pala per chi lo sa riconoscere … e a nord la Val de Non, chiusa a nord dalle Maddalene che dietro c’è la Val d’Ultimo, lo savem ben noialtri. Uno spetacolo. Nella foto: è molto importante essere alla partenza della funivia quando ancora stanno caricando i rifornimenti per i rifugi in quota …
La neve è ottima, la pista intatta. A noi vecioti i ne ciama i strazapiste, quei che segnan per primi le piste ancora immacolate ben batute dai gati de le nevi … Ancoi ho pensà de siar fino a Fai che l’ultimo trato de pista l’è stat slargada che l’è na meraviglia … solo che l’han batuta tardi, verso sera, per ultima, quando che la nef l’è za sfredida e alora su la piste ne resta i scalinoti … che lo san tuti che le piste van batute coi gati quando la nef l’è ancora calda che la resta ben lissada che la par un veluto …
 Alora, co ‘sto dimagrimento … convinti? Dai che ne vedem in Paganela che l’è la zima la pù bela che pu bele no ghe n’è … Insomma, chiedo scusa ai Trentini veri del me dialet che i lo san tuti che son un Talian da Genova anca se l’è trent’ani che son a Trent. E grazie se me correge li erori!
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POLITICA FACIT SALTUS
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 11 Gennaio, 2018 @ 7:25 amDetto altrimenti: la natura no, ma la politica si ….  (post 3022)
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Natura non facit saltus, la natura si sviluppa in modo continuo, progressivo. La classe politica no, vuole essere eterna ed immutabile. Non accetta che al proprio interno crescano germogli nuovi. E allora questi germogli crescono al di fuori di essa e non sono germogli, bensì cespugli invadenti, spinosi, soffocanti. Ed allora … allora si è costretti a sperare che il vecchio resista, quale minore dei due mali.
Ecco la grande responsabilità della politica vecchia, dei vecchi della politica: impedire una crescita progressiva, un ringiovanimento progressivo … quel suo non volersi ritirare a qualsiasi costo, costi quel che costi … da parte sua, nessuna evoluzione progressiva: e si generano saltus, salti improvvisi, laceranti … per cui la Politica Giovane di trova schiacciata fra il vecchio e il troppo nuovo … praticamente fra Scilla e Cariddi: i latini direbbero: incidit in Scyllam cupiens vitare Caribdim …
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FREGOLI, CHI ERA COSTUI?
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 10 Gennaio, 2018 @ 1:42 pmDetto altrimenti: trasformisti , prestigiatori, varie ed eventuali (in politica)Â Â (post 3021)
Trasformisti. Leopoldo Fregoli (Roma 1867 – Viareggio 1936) attore comico soprattutto conosciuto come trasformista. Abbiamo anche oggi dei bravissimi trasformisti. In politica. Alcuni lo sono di se stessi, nel senso che cambiano partito a secondo lo spirare del vento, così come un velista cambia le vele a seconda dei venti che incontra. Altri no … non cambiano partito … semmai lo ridisegnano, lo aggiornano un po’ nel look. Costoro tuttavia fanno come un regatante particolarissimo che, vistosi superato, cambia rotta e pretende che il traguardo sia fissato proprio davanti alla sua prua. Vi è poi un terzo tipo di trasformisti, quelli che si travestano da lavoratori. Cosa? Non è chiaro? Avete ragione, mi spiego: si tratta di quelli che si travestono da lavoratori di un cappellificio, chessò … di uno tipo Borsalino. Cosa? Non è ancora chiaro? Avete ragione, mi spiego meglio: si travestono in quel modo per poi … mettere il proprio cappello sul lavoro altrui, sulle idee altrui, sui rapporti personali altrui.

Quo usque tandem, Catilina, abuteris patientia nostra? Fino a quando insomma, Catilina, abuserai della nostra pazienza?
Prestigiatori. Il più antico, celebre e abile fu Catilina, un politico che qualche anno addietro fu definito (da un avvocato, tale Cicerone) “simulator et dissimulator omnium rerumâ€, ovvero simulatore e dissimulatore di qualsiasi cosa nel senso che era abilissimo nel far apparire vere le cose false e false quelle vere.
Dice … “Ma caro blogger … la politica è tutta così?†Dico: no raga, no di certo! Vi sono anche Persone che fanno Politica (le P non sono maiuscole a caso), quelle che pensano alle future generazioni e non alle future elezioni. Queste Persone si muovono all’interno di un Partito. Solo che quando il Partito viene trasformato in partito (la p minuscola non è utilizzata a caso) può capitare che queste Persone si trovino in minoranza! E allora … cosa possono fare? To be or not to be, si domandava Amleto, ovvero se sia più nobile opporsi alla aversa sorte o se, preso un pugnale, farla finita. Ovviamente qui non si tratterebbe di suicidio fisico, ma di rinuncia alla lotta (politica).
Dice … “Ma se i Partiti sono retti da regole democratiche, come è possibile che un Partito diventi un partito (la p minuscola … v. sopra)â€? Dico: purtroppo è possibile, perché in genere quelle violazioni (della democrazia vera, n.d.r.) non sono passibili di sanzione immediata; perché l’informazione spesso è di parte; perché molta gente è distratta; perché la vecchia politica ha costituito una rete oligarchica di potere di fatto; perché … insomma diciamola tutta: perché la Politica gioca pulito e onestamente contro la politica che utilizza accorgimenti “particolari” d’ogni tipo, come ad esempio quello di spostare la linea di traguardo della regata (v. sopra).
Dice … “Ma allora caro blogger, cosa suggerisci? Di non andare a votare? Di non aderire ad un partito?†Dico: mai, raga, mai! Il non- voto è proprio quello che le oligarchie del potere vogliono! Anche l’adesione ad un partito serve … sin tratta di vedere a quale e – se mi permettete un contributo – se proprio non vi va di restare nel vostro perchè da Partito lo hanno trasformato in partito, be’ … allora uscitene ma spiegando bene, molto bene le ragioni. Poi potete aderire ad un’altra forza politica, oppure rimanere attivi in altro modo, chessò … con una Associazione che si occupi di pre-politica, cioè di approfondire quei temi e quelle metodologie mirate alla maturazione sociale e politica della gente, fiduciosi che gutta cavat lapibem …
Dice … â€Ma e se invece io volessi restare comunque in quel partito?â€. Dico: si può restare ma bisogna essere “più realisti del reâ€. Dice …â€Ecchè, vuoi dire che bisogna comportarsi peggio di quegli altri? Superarli in scorrettezze? Rinunciare alla democrazia?†Dico: no, mai! Solo bisogna esser maliziosi,  bisogna pensar male che si fa peccato ma si indovina, ricordandosi cosa diceva il sacerdote Laocoonte ai suoi concittadini Troiani, per dissuaderli dall’introdurre in città il famoso cavallo: “Timeo Danaos et dona ferentesâ€, ovvero temo i Greci anche quando mi offrono doniâ€. In pratica, nessuna anche se piccola concessione all’avversario in tema di apparentemente minima modifica o particolare interpretazione della norma e della prassi generale: infatti sarebbe come far entrare un moderno cavallo di Troia dentro le mura della Democrazia.
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LO STATO DI ECCEZIONE 2
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 9 Gennaio, 2018 @ 3:40 pmDetto altrimenti: a seguito della prima puntata del 7 gennaio scorso n. 3011 delle ore 07,44Â Â Â Â Â Â (post 3020)
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Nel post citato (per favore … andatelo a leggere o a rileggere, dai … ne vale la pena ve lo assicura il vostro blogger preferito) vi dicevo che il vero potere lo ha chi può decidere se una decisione è contro la legge oppure se essa è una eccezione della legge. Un esempio ulteriore: una legge stabilisce che nessun lavoratore RAI possa essere pagato più di 240.000 euro l’anno (e già mi sembra molto!), con eccezione degli artisti. Ma allora, se si vuole violare questa norma, cosa si fa? A due notissimi presentatori TV si fa un contratto da “artistaâ€.
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