I DIVERSI STRATI DELL’ATTENZIONE POLITICA
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 8 Gennaio, 2018 @ 8:51 amDetto altrimenti: ricordate le diverse zone climatiche del Messico?      (post 3016)
A scuola ci insegnavano: tierra caliente, templada, fria a indicare le tre diverse condizioni climatiche man mano che in Messico dal livello del mare si saliva in montagna. Poi siamo cresciuti e chi di noi ha studiato un po’ di meteorologia (ad esempio per il conseguimento della patente nautica) ha imparato che gli strati di aria a temperatura diversa non si mescolano fra di loro ma si sovrappongono nel senso che i più freddi si “appoggiano†via via su quelli più caldi.
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Dice … “Si vabbè … ma che c’azzecca tutto questo con il titolo del post?†C’azzecca, c’azzecca … infatti anche l’attenzione umana pare di organizzi a strati ognuno dei quali non si mescola con gli altri. Vediamo un po’ se riesco a spiegarmi, magari esasperando il ragionamento, tanto per verificarlo, salvo poi riportarlo nella sua dimensione naturale.
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Lo strato più basso, qui vivono i disattenti e disinteressati verso la politica con la p/P minuscola e maiuscola. In questa zona troviamo anche i delusi dalla politica (quella p minuscola). Questo strato tende purtroppo ad essere il più spesso di tutti, ed è un guaio, perché attribuisce un ulteriore ingiusto vantaggio alle oligarchie del potere, le quali già di per sé sono indifferenti rispetto all’esito delle votazioni.
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Strato immediatamente superiore: qui troviamo persone che cercano di fare Politica (la P maiuscola non è utilizzata a caso) per affermare ideali che stanno alla base di idee che stanno alla base di programmi che stanno alla base di azioni che stanno alla base della realizzazione del bene Comune, ovvero di quel Bene che si definisce tale (“comuneâ€, appunto) in quanto “realizzato sin dall’inizio con il contributo diretto e personale di ognunoâ€(la partecipazione!).
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In alto, il “Terzo Strato†(con la “râ€, da non confondersi quindi con il Terzo Stato di Pelizza da Volpedo). In alto … il che non è un bene bensì un male perché è lo strato più lontano dalle esigenze della gente, quello nel quale si muove chi “vola altoâ€. Altezza che non è di per sé un un valore, anche perchè sarebbe ora di finiamola con gli abusati stereotipi bene/male; buono/cattivo; maschio/femmina; alto/basso … nei quali il primo termine ha una connotazione positiva ed il secondo una negativa, non vi pare?
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Ecco i tre strati. Dice … “Ma tu blogger, dove ti collochi?†Dovete capirlo da soli, ecchè … devo dirvi tutto io? “Si, abbiamo capito caro blogger, ma avevi detto che esasperavi il discorso … ora però riportalo nella sua dimensione naturale così capiamo meglioâ€. Ok raga, eccomi a voi: la dimensione naturale è quella nella quale lo strato intermedio cerca di fare proseliti nello strato più basso per poi riuscire a smascherare i volatili rapaci dello strato più alto, tutto qui.
Scrive Giovanni S.: “A proposito del commento di Platone: ma siamo sicuri che, almeno in questa fase storica che stiamo vivendo, il popolo italiano sia proprio migliore del mediocri (per non dire di peggio..) politici che ci governano? Come l’esperienza insegna, al peggio non c’è mai fine… e da come è partita questa campagna elettorale, piena di promesse inattuabili e di accuse agli altri come responsabili dei nostri mali ormai cronici, ho qualche preoccupazione sui prossimi “padroni del vaporeâ€â€¦ Ma forse sono un gufoâ€!
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COLLE DELLA SCALA
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 7 Gennaio, 2018 @ 10:39 pmDetto altrimenti: Col de l’Echelle    (post 3015)
Partivo in bicicletta da Cesana Torinese (m. 1354), salivo il Passo del Monginevro (m. 1860), poi giù finì quasi a Briancon (m.1300) e via a destra nella Val Nèvache. A un certo punto si sale a destra verso il Colle della Scala alias Col de l’Echelle (m. 1762) per poi scendere a Bardonecchia (m. 1312) e quindi a Ulzio (m. 1063). Risalendo la leggera salita della Val di Susa (attenzione ai TIR), rientravo a Cesana Torinese (m. 1354). Avevo 43 anni, 30 anni fa. Bici da corsa, 90 km in totale. All’epoca un giretto medio, da farsi in una mattinata. Oggi, dopo tanti anni, dopo 30 anni di residenza a Trento, sento parlare di quel Colle, percorso in senso inverso, anche ora, in inverno, con la neve, a piedi, da Persone con le scarpe da ginnastica: gli immigrati che vogliono, devono entrare in Francia. Chi me lo avesse detto allora … mai lo avrei potuto immaginare. Ma ora immagino.
Sento anche che ci sono volontari italiani che li aiutano, che forniscono loro scarponi vestiti, coperte, cibo, una guida. Se abitassi in zona farei altrettanto. Ma abito lontano, ho i miei anni, chissà se ce la farei nonostante io sia stato un alpinista. Perché scrivo tutto questo? Un ricordo, un invito a tutti coloro che – più giovani di me – possono aiutare queste Persone a superare una sorta di Passo del Klondike in scala minore, il Colle della Scala, appunto … alla ricerca non della miniera d’oro, ma di una vita anziché della morte dalla quale fuggono.
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QUO VADIS EUROPA?
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 7 Gennaio, 2018 @ 9:13 amDetto altrimenti: quo vadis Italia?      (post 3014)
Macron e Merkel, M&M, Francia e Germania, F&D, un imminente (a gennaio) accordo (a due) per il rilancio dell’UE (a due, a tre … a quanti?)… una UE occidentale (per la sovranità dell’UE) che ha aperto all’UE orientale (per la sovranità degli Stati) senza prima verificare questo particolare fra parentesi. Evvabbè … Accordo F&D anche per la fabbricazione di un cacciabombardiere UE in grado di competere con gli F35 della Lockheeed. E noi? Noi no, noi no, no noi …. noi cofondatori dell’UE, elezioni a marzo che se vincono alcuni partiti l’UE ce la scordiamo, noi che intanto acquistiamo gli F35 made in USA ma che no alcune parti le facciamo qui in Italia vuoi mettere la ricaduta occupazionale come quella dei pizzaioli sardi al servizio dei proprietari milanesi dei ristoranti e delle pizzerie sulla Costa Smeralda che se non ci fossero stati loro ad investire …
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Evvabbè … e dire che FD per me fino ad oggi significava una deriva a vela, il Flying Dutchman …
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Scrive Giovanni S.: “Macron e Merkel (e speriamo che quest’ultima presto ritorni sulla scena politica europea) … Francia e Germania… ma chi può in concreto smuovere quel pachiderma burocratico che è ormai diventata l’Europa? L’Italia ha in Europa il peso politico che si merita … e che con la nuova legge elettorale e le nuove elezioni temo si indebolirà ulteriormente. Se dovessimo contare sul nostro apporto decisivo per rilanciare gli ideali europei dei Grandi Fondatori … bè, meglio lasciar perdere, altrimenti mi dite che sono un gufoâ€!
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LA CATENA DELLA CHIAREZZA (E DELLA DEMOCRAZIA)
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 7 Gennaio, 2018 @ 7:55 amDetto altrimenti: le estrazioni della Lotteria Italia    (post 3013)
Premetto: non metto assolutamente in dubbio la correttezza del procedimento di estrazione dei biglietti vincitori, ma formulo alcune osservazioni sul modo con il quale ieri sera la procedura è stata rappresentata al pubblico televisivo.
Il presentatore della trasmissione indica alcuni personaggi seduti ad una scrivania: ecco la Commissione che garantisce la correttezza dell’estrazione.
Poi, nel corso di una successiva fase della trasmissione, un personaggio in giacca e cravatta, molto serioso, passa via via al presentatore cinque buste sigillate, ognuna delle quali contiene un cilindretto rigido dal quale viene estratto un bigliettino scritto a mano con il numero di serie del vincitore. Una scena plateale ma inutile, perchè nulla viene documentato del procedimento che ha portato qualcuno a scrivere quel numero.
La scena mi ha fatto venire in mente una situazione simile, relativa alla gestione del denaro raccolto da una società di parcheggi, la quale testimoniava i propri incassi al Comune concedente mediante la consegna di registri sui quali aveva scritto gli incassi!
Dice … ma che c’azzecca la “democrazia†di cui hai scritto nel titolo di questo tuo pezzo? C’azzecca, c’azzecca, raga, perché vedete … anche nella democrazia non basta essere democratici, occorre anche (anche) apparire tali. Ora succede che taluno, spinto dalla voglia di apparire, si preoccupi di apparire democratico trascurando di esserlo. E invece occorre essere e apparire, apparire ed essere. Il solo essere essere democratico e a maggior ragione il solo apparire democratico non basta.
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ANCORA SULL’INFORMAZIONE
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 7 Gennaio, 2018 @ 7:47 amDetto altrimenti: riprendo il discorso di cui al post del 4 gennaio “Iran 3â€Â      (post 3012)
Quel mio “pezzo†è stato pubblicato su tutti i tre giornali locali. In esso mettevo in guardia contro il pericolo che certe notizie internet fossero – come sono – non veritiere e quindi disinformanti, rispetto alle notizie dei giornali di carta, riportate da giornalisti che le verificano prima di diffonderle. Tuttavia, “in cauda venenumâ€, ovvero alla fine del mio intervento alludevo al fatto che certa stampa di carta – non tutta, per carità – pur non essendo formalmente schierata politicamente – “faccia politicaâ€, ovvero sia “di parte†e non obiettiva. Alcuni esempi:
- Un’Associazione culturale organizza un convegno su un tema molto sentito e partecipato che riscuote una rilevante presenza di pubblico. Relatori di estremo livello, partecipazione del Presidente del governo locale. Un giornale cita l’intervento del presidente e di alcuni relatori senza nemmeno nominare l’Associazione organizzatrice.
- Per converso lo stesso giornale dedica mezza pagina al compleanno con 500 invitati di un politico di una certa corrente non favorevole a quella Associazione culturale.
- Due politici sono in accordo. Vengono ritratti uno sdraiato sul divano, in atteggiamento serio. L’altro seduto su una sedia sorridente, accondiscendente (lieto dell’accordo vigente). Dopo un anno l’accordo si rompe per opera e a vantaggio del politico del divano. Il giornale pubblica la notizia a fianco di quella vecchia foto come se il politico della sedia fosse lieto di essere stato sconfitto.
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Ecco che l’informazione diventa “infornazione†delle menti … menti che da parte di taluno si vuole siano “cotte, cucinate†al punto giusto … E invece no: ci sono i free blogger, cribbio!
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LO STATO DI ECCEZIONE
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 7 Gennaio, 2018 @ 7:44 amDetto altrimenti: ne parlava Carl Schmitt …..  (post 3011)
Chiariamo subito: lungi da me approvare le tesi di un filonazista che ha rischiato di essere processato a Norimberga. Morto nel 1985, resta tuttavia un “terribile giurista†un filosofo del diritto, un giurista internazionalista. Egli – fra l’altro – teorizzò che il sovrano, il tiranno, il capo di tutti e di tutti è colui, valutate le circostanze, può decretare e applicare lo stato di eccezione, la sospensione del diritto e delle regole generali.
Richiamo questa sua teoria in relazione al mio post del 1 gennaio scorso, quando, parlando della laicità (= pluralismo), a proposito delle “eccezioni di legge†rispetto alla “legge uguale per tuttiâ€, mi chiedevo chi avesse il potere di stabilire la linea di confine fra le eccezioni di legge da un lato e le violazioni della legge, dall’altro.
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Mi (ri)spiego con esempi: chi ha il potere di decidere che una “gestione separata INPS†che garantisca pensioni super d’oro ad una classe di privilegiati, sia una eccezione di legge e non una violazione della regola generale che stabilisce un tetto massimo ed un livello minimo per tutti? E chi ancora ha il potere di decidere che il “diritto acquisito†a gestire al proprio interno una fetta ragguardevole di fondi pubblici assicurati per più anni indipendentemente dall’evoluzione del quadro delle priorità nazionali, sia una eccezione alla legge di una equa e soprattutto aggiornata distribuzione delle risorse pubbliche e non una violazione di tale norma?
Ecco, la sospensione della validità generale di un principio, di una legge, lo stabilire eccezioni … ecco il punto sul quale soffermarsi e ragionare un po’ di più.
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EPIFANIA, BEFANA
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 6 Gennaio, 2018 @ 10:08 amDetto altrimenti: solo il nome (parzialmente) in comune …. (post 3010)
- Natale le tredicesime, la corsa a spendere e a far spendere in cose utili (evvabbè) ma anche in tante cose inutili (“… questo lo riciclo alla prima occasione …â€) e dannose (gli imballaggi!).
- Capodanno. In internet gira una storiellina di Mafalda che si rivolge ad un famoso mago televisivo esperto in previsioni ed auguri: “Iil 2015 doveva essere migliore; il 2016 fantastico; il 2017 l’anno della svolta. Per il 2018, caro mago, per favore: fatti i fatti tuoiâ€. Solo che lei non dice “fatti†bensì usa un altro termine figurato molto più efficace.
- Epifania tutte le feste le porta via. Ma ricordiamola per quello che è, l’Epifania, la presentazione del Bambinello ai tre Re Magi, ovvero al suo ingresso nella TV d’allora, nella mondovisione d’allora.
- Poi è arrivata la Befana, una vecchietta dea volante di derivazione pagana – che con l’Epifania proprio non c’azzecca per nulla – a portare dolci o carbone ai bimbi buoni -“cattiviâ€. Ma può mai essere “cattivo†un bimbo? E per di più, un bimbo che ancora crede nella befana? Via … siamo seri! Ecco, voglio prendere le mosse da qui, da questo controsenso di noi adulti che poi non è il più grave ( e poi … il carbone, … oggi è tornato di moda “grazie†alla befana Trump che riapre le “centrali a –“. Chissà se lui ne regala una calza piena ai suoi fedelissimi).
Il più grave controsenso, comunque, è il consumismo che ha travolto il significato del Natale solo in parte recuperato perché con la scusa dei regali (do ut des, oppure se non do che figura fo?) va a finire che ci si reincontra fra amici e fra parenti (e questo sì che è un Natale, una Nascita, una Rinascita).
Ma torniamo alla Befana. Ai miei tempi … io sono del 1944, nella casa genovese di Albaro, quartiere “alto†in collina vista mare nella Genova-bene-est-verso-oriente, la cucina aveva la cappa e lì trovavamo le famose calze piene di dolci. Carbone mai, si vede che non eravamo stati cattivi, i miei fratelli ed io. Poi arrivava la Befana dei Carabinieri, perchè il babbo era Maresciallo dei CC, Ufficio Matricola della Legione Territoriale di Genova, situata nel bellissimo Castello Mackenzie, nel quartiere Castelletto (circonvallazione a monte) a 100 m sul livello del mare. E qui la vera sorpresa: ci si aspettava molto, arrivava poco ma la felicità era tanta.
Oggi, è sabato: se ne deduce che domani sarà domenica poi fine. Ah … ci riposiamo un poco. In internet gira un’altra storiella: una “videata†internet di un tale che aveva cliccato nel motore di ricerca “Come smaltire il sovrappeso acquisito nelle festeâ€, alla cui ricerca il sistema rispondeva: “Forse cercavi l’orario dei treni per Lourdesâ€.
Cosa? Volete una poesia? Una mia? Una sul Natale? Ma si … dai … evvabbè … se proprio insistete, eccola:
NATALE SURREALE
E’ questo il Natale?
Scoppiettan parenti sul fuoco
e rossa la neve dal forno
inonda la casa di un caldo profumo di arrosto.
Farina nel cielo:
bei fiocchi giganti
sprigiona la terra per l’aere spandendo rintocchi argentini.
La gente s’incontra, si scontra
si chiede permesso
poi s’urta, si scusa
prosegue la corsa.
Regalan le merci al super mercato:
tu prendi dei doni, li scarti
li cedi agli amici
a prezzo d’usura.
Un bel pino acceso
in mezzo alla sala
dà fuoco al palazzo.
Accorron pompieri
e inondan l’incendio
di fresco Clicquot.
Un’ostrica, sola, s’aggira sparuta in cucina:
poi, ratta, si tuffa nel biondo vin franco
s’asconde al tuo sguardo
e corre nuotando al suo mare.
Tu resti da solo a pensare
a questo sì strano Natale
a quanto di bene v’è intorno
a quanto di male.
Ma ecco che in mezzo al frastuono
di luci e colori
compare una bella cometa
s’accende una stella
ed ogni altra cosa si spegne.
Risplende per tutti, sol quella.
Adesso è Natale!
                                           Ciao, alle prossime Feste!
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LE SCATOLE CINESI ENTRANO IN POLITICA
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 6 Gennaio, 2018 @ 7:45 amDetto altrimenti: può accadere, può accadere …  (post 3009)
Le scatole cinesi: la prima contiene la seconda e così via … L’idea è stata utilizzata per avere il controllo di un’impresa molto grande pur possedendo un capitale limitato. Vediamo un po’ come accade fra quattro SpA: le società A, B, C ,D:
- Capitale azionario sociale di A = 1000; capitale azionario sufficiente per controllare A = 505.
- Capitale azionario di B = 600; B investe 505 in A, ne possiede il 51% e ne decide la politica; capitale azionario sufficiente per controllare di B = 301 (51% di 600).
- Capitale azionario di C = 350; C investe 301 in B, ne possiede il 51% e ne decide la politica; capitale azionario sufficiente per controllare C = 176 (51% di 350).
- Capitale azionario di D = 200; D investe 176 in C, ne possiede il 51% e ne decide la politica; capitale azionario sufficiente per controllare D = 101 (51% di 200).
In sintesi, io possedendo (o legando a me con un patto di sindacato) azioni di D per 101 ho il controllo sulla società A.
Un esempio pratico: Tronchetti Provera, tramite la GPI, possiede il 52% della Camfin. La Camfin, a sua volta, possiede il 25,5% delle azioni di Pirelli. Con un patto di sindacato con scadenza 2010, Tronchetti ha federato il 25,5% di Camfin con le azioni di altre aziende che non sono di sua proprietà , arrivando al 46,2%. La catena portava la GPI a controllare Telecom con un 2% effettivo delle azioni Telecom.
E veniamo alla politica. La scalata può avvenire all’interno di un partito o di una coalizione di partiti.
- All’interno di un partito vi siano due gruppi: A e B. Al congresso A vince e B perde. B crea sottogruppi che condizionando “dal basso†riunioni di livello via via sempre più elevato, secondo una “cascata†che abbia il proprio flusso invertito rispetto alla “forza di gravità †della logica e delle regole, e arriva a condizionare il livello più elevato, cioè la politica del gruppo A.
- All’interno di una coalizione di partiti può avvenire – di fatto – la stessa cosa, quando una componente minoritaria chiede-impone-vuole-ottiene di rappresentare l’intera compagnie.
 Mi domando: è corretto tutto ciò?
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LA LOTTA PER LA PROPRIETA’ DI UN SIMBOLO
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 4 Gennaio, 2018 @ 12:10 pmDetto altrimenti: dello modo e del perché taluno vuolsi appropriare di un simbolo con il che farebbe lo male proprio et eziandio quello altrui …  (post 3008)
Ricordate? “Dello modo ..” … così iniziavano racconti nella lingua del nostro “duecento†… Ma veniamo all’oggi, al simbolo ed alla pretesa sua privatizzazione. E’ di questi giorni infatti qui in Trentino (ma non solo) una contesa sulla proprietà privata di un simbolo da parte di chi a suo tempo lo ideò e creò. Ora, questa pretesa di privatizzare un simbolo mi sollecita alcune considerazioni
Infatti il simbolo (politico, nel caso in esame) è la rappresentazione grafica di significati in norme e contenuti accettati da chi vi si riconosce. Esso è un “ponte verso†ed ha valore in quanto “conduce a” valori: non ha valore “in se stesso”. Esso è un “elemento di passaggio, di trasmissione per la condivisione  di un significatoâ€. Se invece taluno vuol fargli acquisire il valore di ciò che invece dovrebbe essere rappresentato, il simbolo da apertura alle energie spirituali si trasforma in gabbia, in prigione … il simbolo non vive di vita propria, ma di quella di coloro che vi si riconoscono. Esso è un bene collettivo, di tutti in generale e quindi di nessuno in particolare, nemmeno del suo creatore. Esso è obbligante: nessuno può impadronirsene come cosa solo propria, espropriandone gli altri. Ciò infatti distrugge la fiducia reciproca e la speranza comune e diventa segnale di guerra. Al contrario, il vero uomo politico ha verso il simbolo un atteggiamento di umiltà , quello di chi sa servire qualcosa più grande di se stesso. Il simbolo-proprietà -privata cessa di essere tale e diventa diabolon, strumento di dominio sui simili più vicini  e di trasformazione delle persone in masse fanatizzate.
Ora, un simbolo politico. quando è veramente tale, non ha bisogno di essere protetto da misure giuridiche repressive. Per converso quando queste misure intervengono, ciò accade perché il simbolo ha iniziato a non essere più un vero simbolo e la sua repressione non fa altro che testimoniare questa sua dammerung, (caduta) esaltandone il carattere conflittuale. La politica di un simbolo privatizzato è solo valorizzazione di alcune persone al posto delle idee e degli ideali. A questo punto la  Politica è solo politica, la quale, nell’ipotesi peggiore, è una corsa all’acquisizione del potere fine a se stessa; in quella migliore è attività tecnico-esecutiva per l’amministrazione dell’esistente.Â
E ciò indipendentemente dal significato originario (greco) del termine “politica”, che all’inizio era un aggettivo di un sostantivo, la “capacità “, ovvero la teknè politika, la capacità politica (cioè, di governare la polis), aggettivo che noi oggi abbiamo sostantivato e che utilizziamo per definire l’azione politica anche a prescindere da una valutazione sulla teknè … per cui c’è politica e Politica.
Fine
Corsivo liberamente tratto da “â€Simboli al potere – Politica, fiducia, speranza†di Gustavo Zagrebelsky, Einaudi Ed. Novantadue paginette di grandissimo valore, per soli €10,00.
Concorso a premi: fra tutti coloro che avranno indovinato chi oggi reclama la proprietà privata di un simbolo politico sarà sorteggiata una copia del libro sopra citato. Parola di blogger.
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IRAN 3
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 4 Gennaio, 2018 @ 7:55 am(terza ed ultima puntata)
Detto altrimenti: rivolta domata? Dall’inforMazione all’inforNazione (Erdogan docet)            (post 3007)
Iran, una rivolta, improvvisa, violenta, liberatoria … liberatoria anche del velo, simbolo dell’oppressione dell’estremismo islamico e maschilista; anche contro la corruzione e il carovita. Eppure, in un giorno, “domataâ€: hanno vinto i Guardiani della Rivoluzione, i quali nei primi giorni “stavano a guardare†… per poi, una volta che la situazione a loro giudizio era maturata al punto giusto, far scattare la loro contro-rivoluzione-Âpre-organizzata-con-software EDG (Erdogan).
I Guardiani della Rivoluzione, una polizia parallela, un po’ come le nostre camice nere d’un tempo rispetto alla Polizia di Stato.
Lo so, raga, la mia è solo una lettura personalissima, poco suffragata da fatti, esperienze, notizie attuali e dirette, ma che volete di più da un semplice blogger? Mica ho uffici studi, inviati speciali, corrispondenti esteri io! Solo ricordo le immagini prese dall’alto (drone?) dei militari turchi ribelli (per finta, n,d,r,) che si arrendevano sdraiandosi pancia a terra, allineati e coperti secondo le migliori regole della “libretta†militare, sull’asfalto di un ponte: sembrava (ed era, n.d.r.) una recita. Una ribellione miliare quella? Quando mai!
E ora, in Iran, la farsa pare ripetersi. Ripeto, queste sono solo le mie deduzioni e se mi sbaglio mi corrigerete … Dice … ma, caro blogger, anche noi tue lettrici e tuoi lettori, le notizie vere dove le apprendiamo? Ecco, cerco di rispondervi: io direi che la fonte migliore sia la stampa italiana ed estera, quella dotata appunto di corrispondenti esteri locali. Però a questo punto sorge un problema, e cioè il “danno†che internet sta facendo al conto economico dei giornali, per cui molti hanno chiuso e molti altri potranno chiudere i battenti. Dice … ma allora che succederà ? Succederà che informare, non informare e disinformare sarà internet e chi lo saprà manovrare: una sorta di Grande Fratello, una droga universale elargita gratuitamente da  una nuova multinazionale: la multinazionale dell’infornazione. No, non mi sto sbagliando, non volevo scrivere informazione, bensì proprio INFORNAZIONE, nel senso che ci inforneranno tutti, cuoceranno a fuoco più o meno lento il nostro cervello, la nostra capacità di analisi e di critica: insomma, saremo proprio “cucinati a dovereâ€.
Dice … ma anche tu, caro blogger stai utilizzando internet. E’ vero raga, ma solo per mettervi in guardia da internet! E poi questo mio “internet†è di COMUNICAZIONE cioè è DIALOGO, di INFORMAZIONE BIDIREZIONALE nel senso che potete scrivermi, contestare, approvare, integrare, correggere, ed io vi pubblico. Non è di INFORNAZIONE UNIDIREZIONALE del tipo venite-a-me-che-io-vi-dico-cosa-dovete-credere-e-pensare.
Comunque, oltre alla inforNazione internazionale ve esiste anche una inforNazione nazionale, soprattutto politica, la quale nasce innanzitutto all’interno degli organi di governo e politici, per poi inquinare anche (certa) stampa. Ma questa è un’altra storia che vorrò trattare in un appoosito post.
Buona inforMazione a tutte e a tutti e … non fatevi inforNare, né a fuoco rapido né a fuoco lento, mi raccomando!
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