BICI ELETTRICHE 1

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 9 Luglio, 2017 @ 5:17 pm

Detto altrimenti: a pedalata assistita               (post 2772)

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La popolazione invecchia. L’uso della bici elettrica aumenta. Ecco allora, parliamone delle elettriche! Amici mi chiedono: “Come va? Come funziona? Che autonomia ha?” Premetto: io ne una affiancata alle altre due che non ho dismesso: una da strada (da corsa) ed una da montagna. Perché l’ho acquistata? Perché non avrei più potuto fare le grandi salite che fino a qualche anno fa riuscivo a fare (l’ultima: il Bondone via Garniga Terme, 14 settembre 2010, qui a fianco).

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Ben al di sopra della ciclabile del maso Limarò!

La corrente elettrica immagazzinata nella batteria (da 400 o 500 watt) è la “benzina” del motore. Quindi il suo consumo aumenta (e l’autonomia diminusce) man mano che “crescete” di modalità: da eco a tour a sport a turbo. Ma c’è un altro fattore che influisce sulla durata della vostra carica elettrica: poiché la bici è a pedalata assistita (non a pedalata sostituita), se voi incrementate la spinta sul pedale il consumo diminuisce e l’autonomia può addirittura aumentare. Mi spiego: a modalità costante, ad esempio eco, voi spingete sui pedali con forza x: il computer vi dice che avete un’autonomia pari ad esempio a 110 km. Ma se voi inserire un rapporto alla ruota un po’ più “duro” e spingete di più sui pedali ad esempio con forza 1,5 – 2x, vedrete che la vostra autonomia residua salirà anche – ad esempio – anche fino a 130-140 km.

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          La Ponale, a Riva del Garda

Un altro caso: una salita al 7%. Voi usate la modalità eco, spingete forte sui pedali e procedete lentamente con una certa fatica. La vostra autonomia potrà essere ad esempio di 70 km. Potete essere superati da un ciclista anch’egli dotato di bici elettrica che procede a velocità doppia, senza alcuno sforzo apparente. In effetti costui sta usando le modalità superiori (tour, sport, turbo) ma sta usando male la bici perché tende non a farsi “aiutare” bensì a farsi “sostituire” nella pedalata. Evidentemente costui ha programmato un’uscita molto breve, pari ad un’autonomia di 30 km.

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              Un po’ di relax

Il computer di cui dispone la bici vi dà molte info. Soprattutto vi dice il livello del serbatoio attraverso cinque tacche annerite che si scolorano man mano che la benzina (riserva di elettricità) si consuma. Vi dà anche il segnale di quanto è aperto il rubinetto del vostro serbatoio: una colonnina che si colora sempre di più man mano che l’erogazione del momento aumenta. Quindi se avete appena iniziato una salitaccia chessò al 10-12 % e state utilizzando la modalità tour, potreste avere il serbatoio pieno (le cinque tacche annerite), la colonnina a destra tutta annerita (state aprendo molto il rubinetto) e una autonomia residua di 30 km. Se però vi fermate e resettate il valore dell’autonomia residua, il computer vi dirà che in condizioni normali avete ad esempio ancora un’autonomia di 130 km.

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      Sopra il Lago di Cavedine

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Da fermi, per partire utilizzate un rapporto alla ruota molto agevole (da salita) e aumentate man mano. In parallelo utilizzate solo con molta progressione l’aiuto elettrico: infatti le partenze a scatto consumano moltissima energia. Come nelle automobili. Ma allora, a cosa servono le bici a pedalata assistita? Ecco alcune risposte.

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  • A far continuare a scalare salitacce a chi non potrebbe più permetterselo (è il mio caso);
  • a riunire le famiglie: la moglie non ciclista al marito ciclista (è il caso mio e di mia moglie);
  • ad iniziare alla bici persone che altrimenti non lo farebbero mai;
  • a non far dismettere la bici da chi per età dovrebbe dismetterla;
  • ad allungare il raggio d’azione delle singole uscite;
  • ad essere utilizzate quale mezzo di locomozione urbano.

Quindi, viva la bici! Elettrica e non … viva!

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APE SUL FIORE

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 9 Luglio, 2017 @ 7:32 am

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Detto altrimenti: senza parole     (post 2771)

 

La bellezza di avere sempre in tasca una … macchina fotografica, cioè un telefonino!

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200 ANNI DI BICICLETTA

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 7 Luglio, 2017 @ 4:03 pm

Detto altrimenti: commemorati al Muse di Trento   (post 2770)

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Due giorni fa, grande cerimonia. Al banco degli oratori personaggi di tutto rilievo, sportivi e istituzionali. Conduttore, un importante giornalista sportivo de l’Adige, Pietro Gottardi. Delle quasi due ore di interventi che hanno preceduto il taglio del nastro dell’interessante mostra, la maggior parte è stata dedicata allo sport del ciclismo, meno alla bicicletta, alle sue regole e al suo sviluppo. Ed allora mi sono preso la briga di dire io qualcosa (solo qualcosa, per carità, lungi da me voler esaurire l’argomento!) su quattro temi:

  • Bicicletta in città
  • Bici turismo
  • Bici escursionismo
  • Piste ciclopedonali extraurbane
  • Rapporto auto-bici

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Antifurti (per alleggerire il discorso con un po’ di … spirito!)

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Bicicletta in città: questo argomento e questo mezzo di auto-locomozione merita che gli sia attribuita centralità. Non può essere gestito come un quid che “cresce ma disturba l’esistente”. La Presidente Nazionale Fiab Giulietta Pagliaccio auspica che nelle revisioni del codice della strada si dia centralità alla persona, non all’auto.

Bici turismo: la nostra provincia è attraversata da flussi turistici che vanno da – e arrivano a – . Occorre invece puntare maggiormente su strutture e iniziative che inducano questi flussi a fermarsi in – .

Bici escursionismo: per intendersi, spesso in montagna. Rimando alla regolamentazione del CAI Centrale, Quaderni di ciclo-escursionismo, reperibili in internet.

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Piste ciclo-pedonali extra-urbane. Il rapporto pedone-ciclista è difficile. Entrambi le categorie molto spesso si ignorano reciprocamente. Pedoni: tengono la destra anziché la sinistra, alzano braccia ad indicare lontane cime, incrociano altri pedoni senza preoccuparsi che in quel momento occupano l’intera pista; procedono in gruppetti. Ciclisti: talvolta troppo veloci (ma in Sudtirolo ho visto un cartello particolare: “Velocità massima 30 kmh escluse le bicilette”).

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Volare, oh oh … nel blu dipinto di blu …

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Rapporto auto-bici. Prima direi di insistere sul rapporto auto-auto (disciplina nelle rotatorie; distanza di sicurezza, per citare due casi di frequenti violazioni mai sanzionate!). Partendo da questa base educazionale, ci si può ci si può dedicare al rapporto auto-ciclista: basta condurre gli automobilisti a vedere come tale rapporto si configura in Austria, Germania, Olanda, etc..

 

 

Fine

Sono stato abbastanza breve, vero? Ho inteso lanciare sassi nello stagno … poi vedremo se da cosa nasce cosa …

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LUCIA BRUNI, IN BICI PER L’EUROPA …

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 7 Luglio, 2017 @ 12:49 pm

Detto altrimenti: … pro Europa, ovvero per la piena integrazione dell’Europa!   (post 2769)

 

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Il primo contatto a pedali di Lucia con Fiab Trento avvenuto pochi km a nord di Borghetto (qui, insieme al collega Claudio, siamo a Mori): andandole incontro da Trento, io l’ho accompagnata fino a Bolzano (tot. 160 km)

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Questo è un postaltrui, scritto da un carissimo amico collega fiabbino di Bolzano, Fabio Martorano, persona che io stimo moltissimo e che pertanto, essendo io delegato dal Presidente di  Fiab Trento ad assistere Lucia nella tratta regionale, ben volentieri ho coinvolto. Pubblico questo post a sua insaputa (ma poi glie lo dico!). Io ne ho ampiamente parlato alcuni post fa con un LP-Long Post in data 24 giugno. Sono lieto che ora a scrivere sia anche un’altra persona. E che Persona! (Che non me ne vorrà se ho aggiunto io le foto).

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Inizia:

IMG-20170705-WA0012Che impresa ragazzi di questa biker Fiab !!!! Si chiama Lucia Bruni, vive a Bologna, è laureata in Culture e Diritti Umani e Relazioni Internazionali; ma più ancora è specializzata negli studi e sulle tematiche della convivenza dei popoli. Ha compiuto qualcosa di eccezionale pur di attirare l’attenzione sui problemi dell’Europa post Brexit: ha percorso in bici un viaggio attraverso le città europee nelle quali risiedono le maggiori sedi amministrative  e politiche dell’Unione Europea. E’ partita da Roma il 19 giugno ed è arrivata a  Bruxelles il 5 luglio. Totale 2050 Km in 16 giorni.  Al di là di ciò, chi ha avuto modo di conoscerla ha capito subito con che persona si ha a che fare e non solo per il suo impegno politico e sociale, ma anche e soprattutto per il suo profondo bagaglio culturale. Come biker Lucia si è dimostrata coraggiosa e preparata, poiché ha compiuto quest’impresa in solitario, senza alcun mezzo di appoggio al seguito. E’ stata scortata solo da qualche ciclista volontario che l’ha attesa al suo passaggio e l’ha accompagnata per qualche chilometro.

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Bolzano, Fondazione Alexander Langer: Edi Rabini, Helmut, Lucia, Fabio, Anna, Walter

Ha pianificato il progetto suddividendolo in 16 tappe, predisposte anzitempo: dai pernottamenti agli incontri con funzionari politici, enti culturali e associazioni volontarie che operano nella rete dinamica europea. Ha mantenuto una media di 130 km al giorno. Una performance  eccellente se si considerano il peso dei bagagli appresso, i dislivelli e le asperità dei territori che ha attraversato come gli Appennini, le Alpi, le montagne bavaresi, la Foresta Nera, le pianure del Nord solcate dal vento e dalla pioggia battente. A ciò si devono aggiungere pure i tempi degli incontri con le personalità, delle visite nelle fabbriche ricostituite grazie ai fondi europei, ai luoghi di lavoro o alle sedi delle associazioni UE.

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Con il suo Schutzenengel (angelo custode) Helmut, che le è stato a fianco nella bufera del Brennero

S’è trovata pure a dover dare conto alla settimana meteo più difficile di questo inizio d’estate: è passata dal caldo torrido padano all’ondata di maltempo e al brusco crollo delle temperature dei giorni scorsi sull’arco alpino e transalpino. Le giornate del 24 e 25 giugno infatti l’hanno messa a dura prova sulla strada per il Passo del Brennero e poi in Austria. Frane, temporali e grandinate violentissime avevano interrotto le strade statali, l’autostrada e la ferrovia. Si è trovata isolata e ha dovuto aggirare gli ostacoli creati dai fiumi di detriti che l’hanno costretta poi a proseguire al buio per chilometri sotto una pioggia battente.

 

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Le strisce! Mettiamole le strisce!

Con questa impresa Lucia ha voluto dare esempio e testimonianza in prima persona dell’importanza dei vincoli europei ai fini della pace nell’ unione europea. Lei sostiene infatti che l’Europa post Brexit è “frastornata” dalle vicende che si susseguono e che i problemi dei rifugiati e migranti stanno mettendo a dura prova non solo i vincoli di collaborazione ma la stessa unità fra gli Stati. Per questo ha voluto ricordare con questo viaggio i 60 anni dei trattati di pace delle Nazioni Unite d’Europa ricordando a tutti che questi avevano consentito di trasformare il Vecchio Continente che per millenni era stato teatro di guerre, massacri e scempi fratricidi in un’Europa di benessere, di sviluppo, di solidarietà e di pace”. Spetta a ognuno di noi l’impegno di riuscire a mantenere vivo e di continuare a credere in questo grande progetto di sviluppo e di crescita civile e democratica.

 Vi accludo un articolo ANSA apparso oggi e a seguire una mia pubblicazione in merito a questo speciale evento:

http://www.ansa.it/emiliaromagna/notizie/2017/07/05/ue-bolognese-fa-roma-bruxelles-in-bici_d867e6fd-19f5-49c7-abc2-a075078d8257.htmlhttp://ilmiocuoreperleuropa.eu/2017/07/04/il-treno-per-leuropa/

Per chi desiderasse conoscere e approfondire il progetto della bolognese Lucia Bruni può trovare nel suo sito (www.ilmiocuoreperleuropa.eu ) il programma e ogni più specifico particolare del progetto da lei ideato e portato a compimento. Un saluto caro a tutti.

Fabio Martorano

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Bravo Fabio! Ecco il mio commento

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16 tappe il 16 giorni, in “quei” 16 giorni, non in uno di più e nemmeno di diverso, qualunque sia stato il meteo. Tutti i bagagli appresso, compresa una mini officina. In ogni tappa la prima cura di Lucia è stata per gli incontri, le commemorazioni, l’arricchimento reciproco della memoria e delle speranze: mai preoccupata dei km ancora da pedalare. Dice Lucia: “La bicicletta è il locomotore ideale, perché porta una persona ma è la persona che è il proprio motore”. E così sia per l’Europa: ognuno di noi salga sulla sua bicicletta ideale e pedali, ci creda, si spenda, “spinga” per il raggiungimento di questo obiettivo. Insieme ce la faremo.

F.to: Riccardo, blogger fiabbino, con la proposta di una serata Fiab Trento con Lucia.

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I SOCI FIAB RACCONTANO : DOMENICA 2 LUGLIO 2017

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 2 Luglio, 2017 @ 7:33 pm

Detto altrimenti: una domenica a pedali   (post 2768)

Amici, questo è un “postaltrui” del mio amico a pedali Fausto Pedrotti – Io ci ho messo le foto e le disascalie

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Fiab Trento oggi pedala in Val di Sole. Alcuni di noi sono al randez-vous con i colleghi bolzanini a Salorno. Io e Riccardo siamo comandati di servizio quali “guide indiane locali” del Gruppo Legambiente di Piove di Sacco (PD) per la ciclabile Canazei-Molina di Fiemme, 48 km). I Veneti, quelli stessi che negli anni scorsi Riccardo aveva già guidato da Lavis a Riva del Garda: già, Fiab è anche questo: fare da ospite e guida a chi ci chiede di essere accompagnato a pedalare nella nostra bella regione!

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Fausto: istruzioni pre-pedalata

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Passo a prendere Riccardo a Trento con il mio furgone ed alle 09,30 ci incontriamo con gli amici Veneti sul piazzale della funivia del Cermis, area di sosta dove noi due siamo arrivati pedalando i 5 km che ci separano da Molina di Fiemme, dove abbiamo parcheggiato il mio mezzo. Insieme saliamo con il pullman a Canazei.

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Venite qui, amici! (Fabio, lato “B”)

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Riccardo mi chiede di fare il cicerone e il capofila, lui in coda, fa la “scopa”.

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2 Veneti e 1 Trentino (ciapà co’ sciop , Riccardo)

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Tempo così e così, a Canazei fa freddino, man mano che scendiamo ci scaldiamo. Ci fermiamo in un parco pubblico a mangiare (al sacco) ed ecco la sorpresa: una … no … due altre bandierone FIAB arrivano sul nostro prato! Riccardo, Fausto! Giorgio! Sono gli amici colleghi Fiabbini di Pordenone che in un recente passato abbiamo accompagnato in una situazione analoga! Festa! 40 noi, 40 loro, un bel Gruppone Fiab!

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Lungo il percorso: molti ci salutano: “Ah … la Fiab” … “Di quale Fiab?” … “Gli angeli Fiab” (mentre sistemavamo una caduta di catena) … “Io sono di Fiab Verona” … etc.. Cose belle che fanno piacere.

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Riprendiamo la marcia. A Predazzo un gatto soriano dal pelo lungo targato Predazzo taglia la strada ad una del gruppo: caduta senza grandi conseguenze. Sono le 14,30, il Museo Dolomitico di Predazzo è chiuso e la nostra visita programmata salta: non possiamo aspettarne l’apertura per via degli orari che l’autista del pullman deve assolutamente rispettare. Si riparte, altra amica, altra caduta (una buca sulla strada all’altezza di Masi di Cavalese) anche questa senza apparenti gravi conseguenze.

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La responsabile della foto “lato B” di cui sopra e di questa stessa

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All’altezza della funivia del Cermis ci fermiamo a guardare la cascata. Indi tutti a Molina dove alcuni di noi, fra i quali io e Riccardo, facciamo un salto a salutare Guido, il proprietario dell’Hotel Italia, ormai un appuntamento d’obbligo, anche per berci una sana meritata birra. Il mio tachimetro segna 48 km, quello di Riccardo 58: lui ha fatto alcune marce indietro per recuperare alcuni ritardatari.

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Ci lamentiamo con Guido: manca la sistemazione del raccordo ciclabile verso il passo S. Giovanni … un tratto di ciclabile è stato fatto, ma in alto …  finisce nel nulla o quasi. Non a fondo valle … dove andrebbe fatto. Vedremo se potremo in qualche modo sollecitare questo intervento. Salutiamo i nostri amici e torniamo a Trento. Che altro dire se non Bici unisce, Fiab Unisce?

Nota tecnica: solo pochi amici usavano il casco. Gruppo ciclisticamente eterogeneo: alcuni possono ulteriormente migliorare  nell’uso del cambio. Prossima meta dichiarata per il 2018: Val Venosta, con pre-pernottamento il sabato sera, causa … 80 km di percorso con “avvicinamento in pullman” da Piove di Sacco (PD)

Firmato Fausto Pedrotti

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TEMPESTA DI PONALE, A RIVA DEL GARDA

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 29 Giugno, 2017 @ 3:03 pm

Detto altrimenti: folaghe, un aspetto …”minore”                    (post 2767)

Sulle tempeste del vento “Ponale” a Riva del Garda, leggete il post del 25 aprile 2012 relativo alla tempesta del 7 agosto 1999. Ieri ne abbiamo avuta un’altra. Vento a 55 nodi (100 kmh) e pioggia “orizzontale”. Molti i danni agli alberi, qualche smottamento, nessun ferito fra gli umani. Ma …

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In passato avevano nidificato sulla poppa della mia barca, ed io fermo, per quaranta giorni …


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.2 - Covare oh ...oh ...

Questa volta sulla scaletta dell’ormeggio del vicino di barca, al secondo gradino fuor d’acqua. Erano quaranta giorni che lei stava covando, assistita dal compagno, pronto ad accorrere in sua “difesa” ogni volta che io mi avvicinavo alla mia barca.

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In questi giorni ha piovuto molto. Il livello del lago si è alzato, il loro gradino è diventato il primo fuor d’acqua. La tempesta di ieri ha fatto il resto: nido semidistrutto, le uova sparite. Già da giorni di due ne era rimasta una sola. Mentre controllo i miei ormeggi, loro due si avvicinano ed iniziano a cercare di riparare il nido.

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Un aspetto “minore” della tempesta di vento? Non direi: ne abbiamo da imparare noi umani, molto bravi a sganciare bombe “intelligenti” che di “nidi e uova umane” ne distruggono a migliaia in un sol colpo …

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LA POLITICA SOCIALE DI PAPA FRANCESCO

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 29 Giugno, 2017 @ 12:25 pm

Detto altrimenti: io lo vedrei – quanto meno – Presidente degli Stati uniti d’Europa           (post 2766)

downloadIeri Papa Francesco ha detto:

  • Fate lavorare di meno gli anziani e di più i giovani.
  • I sindacati sono purtroppo diventati molto simili a partiti politici.
  • Le pensioni d’oro offendono la povertà al pari delle pensioni minime.

Mi permetto di condividere. E voi … care lettrici e stimati lettori, che ne dite?

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UNO, TANTI …? ALLORA NESSUNO!

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 28 Giugno, 2017 @ 2:56 pm

Detto altrimenti: come nella pila dell’acqua santa, che tutti ci mettono la mano … (post 2765)

imagesCastel Romano, 30 km “vicino Roma”. Campo ROM di 1000 persone alloggiate in container predisposti dal Comune su area predisposta dal Comune che vi ha installato anche un “Ufficio Comunale” in un container sempre chiuso e mai presidiato dal Comune (in burocratichese dicesi “sportello impresenziato”). Da 40 giorni manca l’acqua (!!??). L’ACEA ha fatto un sopralluogo ed ha “scoperto” (!?) che l’acqua veniva fornita da un privato (!?) e che comunque non era potabile (!?) per inquinamento da amianto (!?). Nel campo ci sono circa 500 bambini, alcuni malati di scabbia, altri di tumore. Container a temperatura costante: 40 gradi!

Mi chiedo: come si snoda la catena dei compiti, delle autorizzazioni, dei controlli, degli interventi, delle omissioni, delle responsabilità? Mi pare di essere di fronte al naviglio di Bereguardo, che, pieno d’acqua si stacca dal naviglio grande e man mano che scende verso Pavia tutti “ci mettono la mano” (derivano acqua per le risaie): lui si assottiglia fino a scomparire! Così la responsabilità in questa catena di inciviltà: molti se ne occupano, alla fine il risultato non c’è. E nemmeno il responsabile.

Dice … la fai facile tu … ma le strutture operative sono complesse … Rispondo: quando trovo cicche di sigaretta spente dentro gli ascensori di un grande ospedale e mi lamento, mi dite la stessa cosa. Al che replico: ho imparato in Siemens che un Capo di un certo livello deve avere non più di cinque persone alle sue dipendenze. Ed allora prendiamo questa struttura:

  • Direttore Generale
  • Sotto di lui due VDG di cui uno per la Gestione Non Medica (VDG-GNM)
  • Sotto di lui cinque direttori, di cui uno per i Servizi Generali (DSG)
  • Sotto il DSG cinque Capi Servizio (CS) di cui uno per la pulizia (CSP)
  • Sotto il CSP cinque Vice Capi Servizio (VCS) di cui uno per ascensori (VCSA)
  • Sotto il VCSA cinque controllori di cui uno per i controlli, un altro per la pulizia, un altro per la prevenzione, …. Etc.

Insomma, se io trovo cicche si sigaretta negli ascensori, so chi deve provvedere a che ciò non accada, chi a ripulire, chi a sanzionare. Ovviamente la mia è solo una indicazione di metodo, non ho certo la pretesa di avere disegnato l’organigramma di un grande ospedale.

Ma torniamo al campo ROM. In questo caso, noi italiani ci stiamo dimostrando (disumani, incivili, inadempienti e) incapaci managerialmente.

Mi scrive un lettore (G.L.) e mi prega di pubblicare: “Caro blogger, io non sarei d’accordo nell’investire ulteriore denaro pubblico in favore dei Rom. E’ già molto quello che facciamo”.

Rispondo: innanzi tutto la mia osservazione è di metodo, ovvero mi sono permesso ci osservare che l’organizzazione di cui sopra è una cialtronata inaccettabile, in favore (si fa per dire, in favore!) di chiunque essa sia stata  attuata. Essa è indice di una inaccettabile superficialità, incompetenza, disattenzione … per non dire di peggio (mi chiedo: il privato che dovrebbe fornire l’acqua, è pagato dal Comune per l’acqua che … non fornisce?).

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Poi viene il problema di fondo: immigrati si/no; Rom si no. Sugli immigrati ti invito a leggere il libro di un  professore universitario canadese che insegnava negli USA, Daniel R. Headrick: “Il predominio dell’Occidente” Ed. Il Mulino. Capirai come le ondate di immigrati siano il frutto della nostra esportazione plurisecolare di colonialismo. I Rom? Su di essi lo confesso non sono preparato, ma se tutti li respingono … che facciamo? Una nuova marcia (della morte) degli Armeni? Ma – ripeto – in questa sede io ne ho fatto soprattutto una questione di metodo. Grazie per essere intervenuto nel dibattito.

Riscrive G. L.: “Migranti? Ma vedi bene che anche il nostro governo ha detto che non se ne può più …”. Rispondo: “Il nostro governo ha detto che anche gli altri Stati devono partecipare … gli altri Stati che invece stanno aderendo all’UE “alla carta”, ovvero questo sì, questo no. La mia proposta sarebbe che l’UE sanzionasse non solo chi sfora il deficit, ma anche chi NON partecipa all’accoglimento (non solo al salvataggio in mare) dei migranti.”

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GLI ECCESSI DEL “FAI DA TE”

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 25 Giugno, 2017 @ 4:36 pm

Detto altrimenti: il rovescio di una medaglia                  (post 2764)

Dal 2006-2007 (nascita di Facebook?) ad oggi (e anche al domani?) il cittadino sperimenta per la prima volta nella storia l’illusione di potere accedere a tutto lo scibile umano … semplicemente cliccando sui tasti del suo computer. Perché scrivo (e penso) “illusione”? Perché da internet, ben che vada, si può conoscere solo una parte del tutto mentre si crede di avere appreso il tutto: il risultato è che si perde di vista la complessità del reale. In altre parole, l’intermediazione internet ci induce ad un eccessivo e fuorviante “fai da te” in molti campi. Vediamone alcuni:

  • IMG-20170625-WA0003Nella politica. A che servono i partiti? So ben io come si fa a fare politica direttamente … Cosa? Viene fuori una seconda Torre di Babele? Evvabbè …
  •  Nell’insegnamento. I professori non capiscono mio figlio. So ben io come si fa ad istruire, ad insegnare … (o no?)
  • Nella medicina. I vaccini? Io dico no. Io so tutto sui vaccini, da sempre. Che bisogno avrò mai io delle direttive del Ministero? Io so tutto …. (o no …?)
  • Nell’alimentazione. Le diete del dietologo? No, so ben io quello che ci vuole, anche nell’alimentazione sportiva … Io sì che so come si fa ad alimentarsi nel modo migliore … o no?).

 

 

E allora, buttiamo a mare tutti gli intermediatori! … O no?

 

 

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DA ROMA A BRUXELLES (IN BICI) PER GLI STATI UNITI D’EUROPA

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 24 Giugno, 2017 @ 4:32 am

Ho mantenuto a lungo  in prima pagina questo post per aggiornare e  valorizzare il biciviaggio di Lucia Bruni da Roma a Bruxelles, intrapreso  per festeggiare i 60 dei Trattati di Roma, quelli che diedero l’avvio al processo dell’integrazione europea. Nel frattempo pubblico altri post che trovate subito sotto questo, scorrendo con il mouse puntatore.

Detto altrimenti: accompagnando Lucia Bruni, pedalatrice “Fiabbina” …     (post 2763)

http://www.ansa.it/emiliaromagna/notizie/2017/07/05/ue-bolognese-fa-roma-bruxelles-in-bici_d867e6fd-19f5-49c7-abc2-a075078d8257.html

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        Lucia, Associata Fiab

Sono stato delegato dal Presidente Fiab Trento, Guglielmo Duman, ad assistere Lucia Bruni nella sua tappa Trentino-Sud Tirolese, mandato che ho accettato ben volentieri anche perché sono un europeista convinto da quasi quarant’anni, quando mi iscrissi al MFE-Movimento Federalista Europeo di Altiero Spinelli.

Seguire  Lucia per parte di due tappe: il 23 giugno, Claudio Colbacchini ed io le siamo andati incontro da Trento fin quasi a Borghetto e l’abbiamo accompagnata a Trento (95 km). Il 24 da Trento a Bolzano con Franco Ianeselli (65 km). Altri amici (Walter Rollandini, Helmut ed Anna Lansbergen) da Bolzano fin quasi al Brennero (80 km). Molti altri amici, per tratti minori. Lucia, una forza fisica e soprattutto d’animo non indifferente. Pedala una bici stracarica di bagagli con una leggerezza incredibile. Le sue idee, chiare, forti, determinate in favore dell’integrazione europea dei popoli in genere. La ritrovate in alcuni post precedenti.

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La simpatica accoglienza al Ristorante Caffetteria Moja di Borgo Sacco a Rovereto

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Ieri 23 giugno, Lucia da Verona a Trento, con alcune deviazioni (fra Domegliara e Ceraino) per evitare una salitaccia della ciclabile, alcuni giri in Rovereto, ed ecco che Lucia si è fatta 120 km. Con il caldo che faceva! Base intermedia: l’accogliente Ristorante caffetteria Moja di Borgo Sacco a Rovereto che ringraziamo vivamente: ormai è diventato un PRAF-Posto Ristoro Amici Fiab!

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Ieri, 23 giugno, a Rovereto, tappa presso l’Osservatorio Balcani e Caucaso in Piazza S. Marco, accolti dalla Direttrice scientifica Luisa Chiodi, sua “compagna di scuola” (Università).

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04-11-2015 12.20.25_0084Oggi 24 giugno alle 08,30 si riparte da Piazza Duomo (Trento) per Bolzano-Mules, totale per Lucia 145 km! Noi della Fiab-Federazione Italiana Amici della bicicletta, associazione che a livello centrale ha ha patrocinato Lucia, la affianchiamo suddividendoci la tratta come indicato sopra. Lungo il suo percorso Lucia è intervistata dalla stampa locale, visita e “celebra” i luoghi del “Percorso Europeo”, contribuisce a risvegliare la coscienza europea.

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IMG_0507Lucia nata, studiata e cresciuta a Bologna, è ormai anche un po’ trentina: infatti è stata una dei testimonial dell’ultimo Evento dell’ Associazione Restart Trentino (altra patrocinante), quello sul lavoro, al Palazzo delle Albere l’11 maggio scorso e a novembre sarà ospite (associata di diritto!) dell’ Accademia delle Muse. Infine  l’aspettiamo per accompagnarla nelle nostre splendide piste ciclabili di valle (dell’Altogarda, di Ranzo-Molveno, del Maso Limarò, delle Giudicarie e della Val di Genova, della Valsugana, della Val di Non) e per farla veleggiare sul Garda.

(Patrocinata da Regione Emilia Romagna, Granarolo, Trentoblog, Fiab Centrale, Restart Trentino, Commissione UE, etc.)

 RIPRESA DEL 25 GIUGNO

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Fiabbini bonorivi! (mattinieri)

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Ieri, 24 giugno, seconda giornata “regionale” di Lucia. Appuntamento in Piazza Duomo a Trento alle 08,30 ma noi eravamo già sul posto mezz’ora prima. Alla spicciolata arriva una dozzina di associati FIAB. Leggiamo l’articolo su Il Trentino circa l’arrivo di Lucia a Rovereto. Nel frattempo Lucia è intervistata da Trentoblog. Ore 08,37: dopo ben sette minuti di tolleranza si parte, destinazione Bolzano – Mules (27 km circa prima del Passo del Brennero), una tappa di ben 145 km circa di cui la metà in salita!

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Al biciconfine provinciale!

La tratta fino a Bolzano è “tranquilla”. Il caldo si fa veramente sentire da circa metà percorso, il  vento da nord è debole, l’Ora ci aiuta negli ultimi km. Mai così tanto apprezzate le varie fontanelle lungo il percorso: l’ultima poi, quella al bivio per Appiano … ci è parsa acqua benedetta! Il caldo: il Ministero della Sanità ha avvisato: dalle 11,00 alle 18,00 nessuna attività fisica all’aperto per nessuno, figuriamoci poi per gli anzianotti quale siamo in genere noi,  i suoi accompagnatori! In effetti l’altro ieri uno di noi ha avuto un problema (una crisi presto risolta da stanchezza-caldo) poi risolto con una sosta: tutto è ben ciò che finisce bene.

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2 -IMG_3215Durante il tragitto Lucia ammira, si stupisce, benevolemente  invidia, apprezza … la qualità delle nostre piste ciclabili, i “cartelli di civiltà (Cani al guinzaglio “corto”), i cartelli tipo “siamo precisi alla tedesca” nei tratti nei quali sulla ciclabile sono ammesse anche le automobili autorizzate (Velocità massima 30 kmh escluse le biciclette). Ma soprattutto ha ammirato l’alta qualità del Bicigrill di Faedo (altro PRAF-Posto Ristoro Amici Fiab), una struttura a sei stelle (non scrivo “cinque” per non essere frainteso politicamente!).

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73 e 34: due generazioni a pedali!

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Bolzano, Piazza Walther. Ci aspetta la giornalista del Dolomiten e alcuni amici fiabbini (Walter e Helmut) che sono disponibili ad accompagnare Lucia sino a destinazione e – Helmut, il giorno dopo – anche fino a Innsbruck. Ci riceve anche Fabio Martorano, collega fiabbino bolzanino custode e prodigo della cultura locale, ciclistica e non, benchè con la spalla ingessata a seguito di un incidente. Sono le 14,00. Io saluto e vado a prendere il treno regionale veloce delle 14,31 per Trento – binario 4, €9,90 per me e la bici -  in quanto in serata devo essere a Riva del Garda per impegni familiari.

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La prima a sinistra, la Fiabbina Cristina, Presidente dell’Accademia delle Muse

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Uno di noi (Franco Eccel, l’ultimo a destra nella foto di gruppo qui sopra, merita la citazione!) riparte in bici per Trento: altri 65 km con un caldo terribile e controvento! Gli altri ci avevano lasciato strada facendo. Lucia si appresta a scalare la tratta calda Bolzano-Fortezza. Dopo la pendenza ed il caldo sono assai minori. In bocca al lupo, Lucia, nei giorni successivi mi dirai …

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Edi, Helmut, Lucia, Fabio, Anna, Walter

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A Bolzano, visita alla Fondazione Alexander Langer in Via Bottai, grazie alla disponibilità di uno dei due responsabili, Edi Rabini.

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imagesIo 25 aprile: mentre sto scrivendo qui, a Riva del Garda, temporalone. Anche in Sudtirolo piove. Speriamo non troppo. Oggi Lucia deve salire da Mules al Brennero, scendere a Innsbruck e poi risalire per un paesino (Freienfeld) dove sosterà per la notte. Hoffen Wir, speriamo … Nel frattempo alcune considerazioni: la bici e la Fiab uniscono. E non solo fisicamente, nella pratica di un slow sport, ma soprattutto uniscono pensieri e persone; idee e progetti; conoscenze e sentimenti. E quindi … joint us, unisciti a noi, iscriviti alla Fiab  (come? V. in internet!) e … FORZA LUCIA! FORZA STATI UNITI D’EUROPA!

Oggi, 25 giugno: bollettino delle ore 08,52 da parte dell’amico collega FIAB, l’ olandese Helmut naturalizzato sudtirolese (da me pubblicato ad ore 09,05)

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                   Pesantissima!

Ieri sera arrivati a Freienfeld (località dell’hotel prenotato da Lucia, n.d.r.) ore 21,30. Maltempo da Bressanone, fulmini, raffiche di vento, pioggia forte … Anna (compagna di Helmut, n.d.r.) e io eravamo a casa  mezzanotte. Anna ha preso il treno da ponte Gardena a Freienfeld, Walter Rollandini ha pedalato fino a Brixen. Adesso (mattina del 25, n.d.r.) piove forte, partiamo a Innsbruck mezzogiorno. Adesso non fa senso partire. Temporali e pioggia fortissima fino ore 11,30.  Ieri sera mentre la pedalata Brixen-Freienfeld il cielo era illuminato dai fulmini. Un bel spettacolo, ma le circostanze erano umide fino a Mezzaselva. Gli ultimi 12 chilometri eravamo arrivati al pensione Wieser ore 21, purtroppo abbiamo dovuto andare al albergo del fratello, ancora 5 chilometri nel buio. 140 chilometri fatto ieri … Anna ci ha aspettato … Ok … siamo a casa mia , Lucia in albergo. Partiamo fra un mezzo ora a Freienfeld in macchina, poi riprendiamo la pedalata, Anna porta il bagaglio di Lucia in treno sul passo Brennero (Grazie, Anna! N.d.r.). Secondo meteo Austria Svizzera miglioramento del tempo dopo mezzogiorno. Qua terribile, piove fortissimo da ore e ore, ma in montagna può esser un fenomeno locale. Ieri notte a Bolzano grande problemi con l’ acqua …. sottopassaggi, cantine, viadotti, tutto sotto aqua. Ieri era a Bolzano il giorno in giugno più caldo da 12 anni. 37,2 gradi scrive la stampa… Pedalando, avevo mal di testa da Ponte Gardena, ma da Brixen le temperature sono cadute 15- 20 gradi entro 20 minuti, poi , con vento in faccia, 17 gradi e pioggia mi ho sentito come in Olanda, ho trainato Lucia a Freienfeld senza problemi.

ANZI, NON E’ ANDATA COSI’ PURTROPPO!

imageSalve, Ecco il servizio nel quotidiano “Z”, il Dolomiten Zeitung di domenica. Reise Lucia Bruni 25.6.17 Bozen. Anche una descrizione del tempo wetter 25.6 Bozen. Pedalando, da Chiusa avevo sentito che era in arrivo un fronte di freddo, con temporali violenti. Adesso a Chiusa e avvenuta una frana, anche la ferrovia del Brennero era colpita. Gli ultimi 25 chilometri erano buio, freddo e umido, … Oggi non potevamo arrivare da Vallarga a Trens. La strada Pusteria era un Chaos, con migliaii di turisti. Abbiamo deciso prendere il treno, in vano. Linea Pusteria partialmente bloccata per causa dei fulmini , guasti elettrici, siamo arrivati a Fortezza dopo 90 minuti, per 15 chilometri. Poi abbiamo aspettato il treno per Trens, la linea era a capacità 50 %….3,5 ore per arrivare a Trens. Eravamo già 3 ore in ritardo, la notte e mattina erano terribile, un alluvione. Poi, Lucia ha deciso che ha dovuto partire,  Allora, da 37 a 17 gradi entro 20 minuti, un esperienza alpina  Buon viaggio e grazie a tutti. Helmut & Anna.

Grazie a voi, Anna ed Helmut! A voi che comunque vi ci siete dedicati con tanto impegno: grazie da parte di Lucia e – credo di poter dire –  di tutta Fiab Trento!

Lucia (ore 09,52 di domenica 25 giugno): “Avevi ragione Riccardo a insistere di farmi accompagnare: non ce l’avrei mai fatta senza l’aiuto di Helmut ieri”.

neveFabio (domenica 25 giugno, 19,28): Incredibile stato di avversità improvviso. Amici siete stati preziosi: avete messo anima e cuore per accogliere, scortare  e sostenere Lucia in questa doppia giornata trentina e altoatesina.  Purtroppo in Tv oggi ho visto alle 14,00 che al Brennero e in tutta la Val d’Isarco sono successe grandi calamità: frane che hanno invaso strada e ferrovia, pioggia e grandine battenti che hanno riversato sulle strade quantità industriali di detriti. Temperature a picco. Traffico nel caos più completo.  Come non bastasse, in ultimo, mi è arrivata questa foto dai miei amici in Austria.  (Il Fernpass dove domani dovrebbe passare Lucia). Ma mi rassicurano sia sul meteo che sullo stato delle strade. Tutto dovrebbe sciogliersi in fretta e passare via velocemente. Ma io vi lascio presagire la preoccupazione che ho nel sapere Lucia per strada da sola. Le ho scritto sms e le ho chiesto di aggiornarmi alle 13,00. Ma di lei ancora nessuna nuova. Per favore chiunque avesse notizie pregherei farmi pervenire via sms. Riccardo, quanto agli articoli dei quotidiani locali, ieri era presente solo la stampa di lingua tedesca. Quello che ti ha inviato Helmuth è tutto ciò che possiamo avere. Altrimenti bisogna preparare qualcosa ad hoc e inviarlo alla redazione di Bolzano nella speranza che poi lo pubblichino. Vediamo cosa si può fare. Saluti a tutti. Fabio

Helmut, domenica 25, ore 20,30: Lucia è arrivata in albergo a Nasereith (circa 10-11 km prima del Passo Fernpass che oggi appariva innevato. Domani sole, 22 gradi, temporale ore 20,00,  n.d.r.)

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Insieme al Fiabbino Helmut che ha avuto un peso determinante nel superamento della tempesta.

Fabio, lunedì 26 giugno: Nessuno – tranne Lucia – può avere idea di quanto sia stata utile e cosa abbia rappresentato la scorta di questi due “angeli di sostegno” a fronte della catastrofe causata dal maltempo improvviso in Val d’Isarco. Pensate che ancora oggi si sta lavorando a pieno regime per ristabilire la normalità (Vedi foto, scattate ieri 26.06. a Chiusa da Fabio Di Villa. Nessuno crederebbe che trattasi della SS12. Immaginatevi cosa non c’era al passaggio dei ns bikers 48 h. prima!) http://altoadige.gelocal.it/bolzano/foto-e-video/2017/06/25/fotogalleria/maltempo-due-frane-sulla-statale-del-brennero-1.15535132#1 C’erano  bombe di pioggia ingrate e implacabili, torrenti impazziti per la carica di detriti e acqua. Onore dunque a Lucia per il suo ardore e tempra sopraffina, alla caparbietà di non recedere di un cm. dal sostituire le rotaie ai pedali. Ma bisogna anche dire che la stessa non ce l’avrebbe potuta fare se si fosse trovata sola e al buio in una zona del tutto devastata e irriconoscibile per via delle strade orrende, delle linee e del traffico nel caos più totale. Quindi mi unisco al grazie di cuore inteso da Riccardo ai due biker che si sono comportati da veri Cavalieri nella serata di sabato e per la giornata di domenica. Hanno fatto qualcosa di eccezionale. Anche questa è una dimostrazione di un’ Europa che coopera e che conta. Infatti la responsabilità della quale si sono investiti tutti i protagonisti di questa vicenda è frutto di grande altruismo e amore per il prossimo.

 Io, lunedì 26 giugno: la tappa di oggi, da Nassereith (838 mlm) a Fernpass (1212 mlm) e a Leutkirch im Allgau (D), in totale 125 km. Meteo all’arrivo: 15 gradi, vento 3 kmh da sud ovest, umidità 80%, nessuna precipitazione. Lucia pedala in solitaria.

Lucia, 26 giugno ore 07,39: Ciao a tutti e grazie mille! Sì ieri un po’ di avversità meteo, ma poi andata tutto bene. Purtroppo non sono riuscita ad attivare la rete cellulare in Austria quindi sono senza telefono! Mi riesco a collegare con wifi dove c’è. Oggi faccio il Fernpass e poi passo in Germania, tappa a Leutkirch. Un abbraccio e grazie a tutti del vostro appoggio! A presto.

Lucia, 26 giugno ore 16,45 : Ciao Riccardo, sono in Germania. Ieri in Austria non avevo nessuna connessione telefonica, mi dispiace che vi siate preoccupati. Un abbraccio a tutti e a presto.

downloadIo, 27 giugno: Caro marziano, ti seguo nelle trasmissioni TV di Pif e mi sono detto: perché non gli scrivo anch’io una letterina? Eccola. Caro marziano, quando atterrerai su questa nostra terra, potrai vedere una sorta di piccoli dischi non volanti, una serie di due ruote accoppiate, una davanti all’altra, spinti da noi umani che facciamo girare i pedali: sono le biciclette. In particolare te ne segnalo una, quella spinta da una giovane terrestre. Si chiama Lucia e sta pedalandando da Roma a Bruxelles. Perché fa questo? Per celebrare i 60 anni dei Trattati di Roma, quelli che diedero vita al processo di integrazione europea. Cosa? Mi chiedi perché vogliamo integrarci? Semplice: perché è finito il tempo nel quale lo Stato nazionale era un valore. Infatti esso oggi è un ostacolo ad un confronto mirato al reciproco miglioramento; una sorta di acropoli dell’autoreferenzialità; un volere mettere la testa sotto la sabbia per non vedere le difficoltà del nostro tempo. Un vero e proprio disvalore. Ma dirò di più: oggi questo disvalore è la paura dell’altro, del diverso sia che egli abbia la pelle nera o sia di carnagione chiara, alto e con gli occhi azzurri. E invece la diversità, quella sì che è un valore! Nel senso … confrontiamoci e quando ci vediamo “diversi”, cogliamo, ognuno, ciò che di meglio c’è nell’Altro. Cosa? Mi segnali che ho usato in modo improprio la lettera maiuscola per scrivere “Altro”? Be’ … complimenti per la tua conoscenza della nostra lingua ma … no, non mi sono sbagliato, l’ho fatto a bella posta: l’Altro, ogni Altro, tutti gli Altri meritano attenzione, rispetto e “una risposta da noi”, come ci insegna Emmanuel Levinas, il filosofo del Volto (dell’Altro!). Che dici? Sarei troppo altruista? Eh no, caro marziano, anche questa volta hai toppato: in realtà io sono egoista, nel senso che innanzi tutto io stesso sono un Altro per milioni di Altri! E poi, come ci insegna un altro filosofo, tale Friedrich Nietzsche, l’amore per l’Altro inizia dall’amore per noi stessi: se non sappiamo fare il nostro stesso bene, come mai potremmo farlo per l’Altro? E viceversa, mi permetto di aggiungere io. Ti saluto, caro marziano,  comprati anche tu una bicicletta e targala USE, EUE, SUE, insomma, purchè siano UNITI questi nostri stati mi va bene in ogni modo …

Lucia, 27 giugno ore 21,20: Ciao Riccardo, sono a Tuttlingen, oggi buona giornata, e domani a Strasburgo! Voi come state? Un abbraccio a te e a Maria Teresa. (oggi 28 giugno, Lucia troverà pioggia e all’arrivo temporali! N.d.r.).

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IMG_20170629_102424139-169x300Lucia, 29 giugno ore 11,00: “Tutto bene”. Scrive sul suo blog: “Sono arrivata in dieci giorni da Roma a Strasburgo. Ho pedalato per regioni italiane, austriache e tedesche. Ho attraversato il clima rovente di metà giugno e i temporali alpini. Ho visto panorami mediterranei, mitteleuropei, montuosi. Ho visto persone di lingue diverse e anche atteggiamenti diversi, aperti o chiusi, curiosi o diffidenti. Quanto sono lontane Roma e Strasburgo? Solo quanto lo sentiamo noi. Questa città è una tappa importantissima del mio viaggio, è la sede del Parlamento europeo, unica istituzione comunitaria direttamente eletta dai cittadini. Ci sono venuta in bici per affermare che l’Europa cammina sulle gambe dei cittadini, che ognuno di noi ha l’onore e l’onere di portarla avanti e realizzare i suoi ideali fondamentali. Proprio questa regione, l’Alsazia, è stata per secoli luogo di contesa tra Francia e Germania, che poi hanno liberamente scelto la strada della pace. Questa strada, come tutte le strade, si costruisce passo dopo passo. La strada per un’Europa migliore, solidale, ambientalista, libera, giusta e democratica, passa per la scelta di ognuno di noi. Ogni giorno rifaccio le borse e mi metto sui pedali, così ogni giorno l’Europa si deve rimettere in viaggio, e noi con lei. Buon viaggio Europa, buon viaggio a tutti”.

Io, 30 giugno: oggi Lucia parte da Kleiblittersdorf e raggiungerà Schengen, il luogo del Trattato sulla libertà di circolazione delle persone. Indi si recherà in Lussemburgo, dove visiterà la Corte di Giustizia Europea e sarà ospite dell’Associazione degli Italiani all’estero. Da ultimo raggiungerà Clausen, luogo di nascita di Robert Schuman.

INTERVISTA di Andrea Bonetti di Trentoblog a Lucia  :  http://www.trentoblog.it/da-roma-a-bruxelles-in-bici-intervista-a-lucia-bruni/

Io, 2 luglio 2017 – Amiche ed amici, ieri Lucia è stata alla Corte di Giustizia Europea. Sul suo sito ilmiocuoreperleuropa.eu al quale potete “logarvi”, ha pubblicato il pezzo che trascrivo qui sotto. Si, lo trascrivo, preferisco fare così anziché semplicemente riportare il link. Lo trascrivo perché è veramente significativo del significato e  dello spirito del suo viaggio. Brava Lucia!

Lucia, 1 luglio. Il racconto di Kafka “davanti alla legge” è alquanto enigmatico e contraddittorio. A chi non lo conosce consiglio di leggerlo se non altro per godere dello stile critico e visionario del grande scrittore praghese. Io ne trattengo comunque due elementi di interesse; il fatto che la Legge, e quella porta specifica, fosse lì per l’uomo di campagna. E il fatto che dalla Legge uscisse una luce sfolgorante.

IMG_20170630_1912296682-300x177In questi tempi a volte difficili ho riflettuto spesso su questo fulgore della legge. Quando le cose non vanno bene emergono pretesi soggetti salvifici, che dovrebbero risolvere le situazioni critiche in virtù di un loro valore personale superiore a quello degli altri. Ma lo Stato di diritto ha un’esperienza di secoli. Conosce il fenomeno dei “soggetti salvifici”. Sa che non si può fare affidamento nel soggettivismo della singola persona o del singolo partito. Per questo ha costruito un sistema che consenta alle istituzioni di funzionare democraticamente pur senza eccezionali qualità e virtù delle persone. È la procedura che garantisce la tenuta democratica, non la figura mitica. Perché la figura mitica può sempre degenerare. Sembra freddo, invece è il fulgore della legge. È imperfetto, è il reame dell’imperfezione e anche delle idiosincrasie. È anche un reame che costantemente deve andare avanti e migliorare. Ma lo ritengo ancora uno dei vertici della civiltà. La legalità, lo Stato di diritto, sono l’unico strumento plausibile per puntare a garantire diritti e uguaglianza a tutti. Dentro questo reame, i diritti possono e devono camminare, aggiornarsi, incrementare.

Per questo ho trovato molto bella e interessante la visita alla Corte di Giustizia europea. Ho chiesto al giudice Perillo in che modo questa istituzione abbia creato e crei più Europa, un’Europa migliore. Mi ha risposto che la Corte ha portato per prima il diritto comunitario nelle mani e alla portata dei cittadini. Ha ritenuto che il diritto costituito dai Trattati riguardasse direttamente i cittadini e non solo i governi degli Stati membri. E ha così aperto la strada alla Carta dei diritti fondamentali che si applicano a tutti i cittadini europei e che si vanno ad aggiungere a quelli di cui godono in virtù dell’appartenenza a uno Stato membro.

IMG_20170630_1928052312-300x169Una delle sue segretarie, una abruzzese giovane e in gamba, ha poi commentato che ama lavorare per lui, perché il giudice Perillo crede in quello che fa, sa di poter cambiare il mondo in meglio e si impegna per farlo. Forse non tutti sono così, ma mi sembra importante testimoniare che dalle porte di questo immenso edificio di Lussemburgo può uscire il fulgore della Legge.

Io, 2 luglio: Bravissima, Lucia, e non solo come ciclista! Il tuo intervento di “filosofia del diritto”, del Diritto ha esaminato – con rara sintesi – la ragione più profonda. Lo Stato di Diritto … io mi permetto di dire anche lo stato del Diritto …, un “stato” nel quale dobbiamo credere, perchè esso vive non in quanto “scritto” ma in quanto ci si creda e soprattutto lo si applichi. Come un libro, che non nasce quando viene scritto bensì quando viene letto. E il tuo credere nel Diritto e quindi applicarlo è un esempio per tutti noi. Buon proseguimento del tuo viaggio!

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Lucia, 2 luglio: Ciao Riccardo, sono a San Vito (Sankt Vith) in Belgio. Ora che mi sono asciugata e riscaldata e sono davanti a un mega panino tutto bene!

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Scrive Lucia sul suo sito: “

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Lucia, qui eri a Mori, 15 km a sud di Trento. Il “bello” (la tempesta sudtirolese) doveva ancora venire!

Ieri sono arrivata a Sankt Vith, nelle Ardenne, in Belgio. Al bed and breakfast ho trovato un pieghevole che ne riassume la storia e illustra com’era questa città prima della distruzione della seconda guerra mondiale. Mi sono resa conto di trovarmi su una faglia storica importantissima per la vicenda europea. Una regione strategica, contesa e passata di mano molte volte durante i decenni delle guerre europee, e poi rasa al suolo dai bombardamenti alleati. Oggi il mio percorso passerà anche lungo la linea Sigfrido, la fortificazione che i tedeschi iniziarono durante la Prima Guerra Mondiale e poi completarono nel corso della Seconda. Anche vicino a casa mia ci sono i resti di una linea del fronte, la linea Gotica. Sono luoghi segnati da violenze e ferite, in alcuni casi ancora sanguinanti. Sono luoghi particolarmente vocati alla riflessione e alla aspirazione alla pace, alla costruzione di una memoria condivisa che sia fondamento di un futuro migliore.Oggi arriverò a Maastricht, nel nono Paese toccato dal mio viaggio, l’Olanda. Vado a Maastricht per ricordare il Trattato che là fu firmato venticinque anni fa, nel 1992, che istituiva l’Unione Europea. Erano anni in cui si discuteva del salto di qualità da dare al progetto di integrazione europea, creare una vera unione politica. In parte questo salto fu effettuato, alcuni elementi di unione più forte presero forma, fu rafforzato il ruolo e l’identità del Parlamento europeo. In parte le divergenze tra vari Paesi continuarono a segnare il compromesso. l’Unione Europea è ancora collocata su una faglia in movimento, tensioni varie continuano a provocare scosse e smottamenti. Su questa faglia storica io pedalo, in memoria del sangue versato nelle tante inutili stragi del nostro continente, in pro-memoria delle promesse fatte e degli impegni presi per dire mai più alla guerra, mai più il calpestare la vita, la dignità, la convivenza. Ma per fare questo non bastano le firme e gli accordi tra i governi, serve la partecipazione e la passione di tutti, una visione comune che orienti i passi dei singoli e delle comunità civili e politiche. Buon viaggio.

 

Tappa odierna, 3 luglio 2017: Sankt Vith – Maastricht: Partenza da Sankt Vith – Chaudefontaine; Nouvelles équipes internationales  – Arrivo a Maastricht; visita al luogo della firma del Trattato del 1992. Tot. 93 km, poco nuvoloso, da 13 a 22 gradi, vento moderato da sud ovest.

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Lucia, 3 luglio, ore 21,40: Un saluto da Maastricht. “Oggi” il clima è stato dalla mia. Cittadina peraltro molto bellina. Un abbraccio a voi”.

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Io, subito dopo: domani Maastricht – Bruxelles, incontro con rappresentanza della Regione Emilia-Romagna, con rappresentanza di AREPO,  con rappresentanza di AREFHL, con rappresentanti di istituzioni europee. 104 km direzione est-ovest, in mare diremmo rotta 270 gradi. Pioggia nel pomeriggio, temperatura da 12 a 22 gradi, vento da 5 a 15 kmh da sud est, quasi a favore (almeno quello!). Forza Lucia!

N.B.: Lucia non sta facendo questo viaggio di 2200 Km  in 15 giorni, ma in quei 15 giorni, nel senso che non può fermarsi ad esempio per tirare il fiato per un giorno o per aspettare un giorno che la tempesta (del Brennero!) sia passata. E ciò per tre validi motivi: Lucia  ha pre-concordato incontri e appuntamenti con personaggi e istituzioni e non se ne vuole perdere nemmeno uno; ha dovuto pre-pagare gli alberghi fuori dall’Italia e se non si presenta, addio soldi;  ha preso solo tre settimane di ferie. Ragion di più per dire: brava Lucia.

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Lucia, 4 luglio 2017: Saluti dalle Fiandre!Sono arrivata a Leuven oggi. Mi fermo qui stanotte e poi domani a Bruxelles.

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Io, 5 luglio 2017: nel frattempo accadono fatti spiacevoli: Junker critica e quasi litiga con Tajani per l’assenteismo dei parlamentari alla discussione sugli immigrati. L’Austria minaccia di inviare l’esercito con i blindati al Brennero. Francia e Spagna negano alle navi salva-profughi l’accesso ai loro porti. E noi? Noi … quanto meno potremmo continuare a pagare le nostre quote di contribuzione all’UE, “al netto delle spese per l’accoglimento, la sistemazione e  la gestione degli immigrati”.

davIo, 6 luglio 2017: ieri pomeriggio con una nutrita delegazione FIAB siamo stati all’inaugurazione della mostra per i 200 anni della bicicletta, al Muse di Trento. Peccato che non ci sia venuto in mente di avvisare per tempo l’organizzazione che in quello stesso momento Lucia aveva raggiunto Bruxelles. Ho provato, all’ultimo momento, a fare inserire l’evento, ma giustamente Pietro Gottardi, il giornalista sportivo de L’Adige conduttore dell’evento, mi ha fatto notare come esso fosse già affollatissimo di interventi (durati complessivamente quasi due ore!). Comunque non è escluso che Gottardi – come mi auguro – prenda l’iniziativa di dare anche un rilievo anche trentino all’impresa di Lucia, la quale verrà spesso a Trento ospite nostra. Infatti il ruolo dei Fiabbini Trentini e Sudtirolesi durante la tappa regionale di Lucia non è stato da poco (si vedano sopra i resoconti).

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Molti gli ospiti famosi al desk del convegno: fra tutti i fratelli Moser e Gilberto Simoni che peraltro conosco personalmente poiché abbiamo una cosa in comune: andiamo dallo stesso parrucchiere! Grazie agli organizzatori, grazie ancora a Lucia! Lucia … la mostra dura fino al 9 luglio … chissà se riesci a venire a Trento a visitarla … ospite nostra, naturalmente!

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        SALUTI DA BRUXELLES!

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200 anni di vita della bicicletta, 60 anni di vita del processo di integrazione europea. Nel frattempo Lucia è arrivata alla meta! BRAVA!!! Ti aspettiamo a Trento per celebrare anche qui da noi il tuo successo, per condurti a pedalare (con una bici leggera!) nelle nostre bellissime piste ciclabili e per presentarti ai nostri campioni (Moser, Simoni, etc.)

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http://www.ansa.it/emiliaromagna/notizie/2017/07/05/ue-bolognese-fa-roma-bruxelles-in-bici_d867e6fd-19f5-49c7-abc2-a075078d8257.html

Purtroppo: ieri, vertice di Tallin dei ministri degli interni UE: Germania, Olanda etc.: no all’utilizzo di “altri” (leggi: non italiani) porti per lo sbarco dei migranti. E noi? Noi deduciamo dai contributi che paghiamo all’UE le spese per questa missione che svolgiamo da soli ed esigiamo che gli Stati che erigono muri (d’ogni sorta; cemento, filo spinato, chiusura dei porti) siano sanzionati dall’UE. Solo che mi pare che ci sia un problema di conflitto di interessi: il controllore è anche il controllato che dovrebbe sanzionare …

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Una relatrice della mostra sui 200 anni della bici mi ha colpito: Carola Gentilini di Lavis (TN), Direttrice del Museo del Ghisallo di Magreglio (CO), per tre motivi: il Ghisallo l’ho saluto tante volte (a pedali!); mia figlia ha sposato un Lavisano e vive a Lavis; ho citato il Ghisallo in una mia poesiola che trovate riportata nel sito di Lucia ilmiocuoreperleuropa.eu o anche qui nel blog … da qualche parte.

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Io 10 luglio: Lucia, sei a casa, anzi, al lavoro a Bologna. Ed io voglio chiudere questo post con un pensiro colore azzurro bandiera UE:

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16 tappe il 16 giorni, in “quei” 16 giorni, non in uno di più e nemmeno di diverso, qualunque sia stato il meteo. Tutti i bagagli appresso, compresa una mini officina. In ogni tappa la prima cura di Lucia è stata per gli incontri, le commemorazioni, l’arricchimento reciproco della memoria e delle speranze: mai preoccupata dei km ancora da pedalare. Dice Lucia: “La bicicletta è il locomotore ideale, perché porta una persona ma è la persona che è il proprio motore”. E così sia per l’Europa: ognuno di noi salga sulla sua bicicletta ideale e pedali, ci creda, si spenda, “spinga” per il raggiungimento di questo obiettivo. Insieme ce la faremo.

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COMMENTI

10 luglio 2017, scrive Donatella:

FullSizeRender (1)“Lucia Bruni ha raggiunto la tappa di Bruxelles con la piena ammirazione  di tutti noi di RESTART che l’abbiamo avuta quale testimonial al nostro evento del maggio scorso e che  l’abbiamo seguita sin dalla sua partenza! In bici per l’Europa, in favore dell’Europa! In occasione dei 60 anni dei Trattati di Roma che hanno avviato l’avventura dell’integrazione europea, Lucia Bruni, bolognese, “impegnata nella cooperazione sociale ed esploratrice di mondi e di culture”, come lei stessa si definisce, ha deciso di ripercorrere le tappe fondamentali di questo percorso partendo il 19 giugno da Roma per arrivare il 6 luglio a Bruxelles, cuore pulsante dell’Unione Europea. Come? In bicicletta. 2.050 chilometri in 16 giorni in solitaria per raccontare e promuovere un’Europa migliore. Brava Lucia!”

10 luglio 2017, scrive Luciana:

“E poi dicono che siamo il sesso debole! La tua impresa merita ogni migliore visibilità. Spero di poterti incontrare di persona per stringerti la mano”.

 

 

 

 

 

 

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