CONDONI
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 12 Ottobre, 2018 @ 4:43 pmDetto altrimenti: “Prima pagina venti notizie / ventuno ingiustizie e lo Stato che fa / si costerna, s’indigna, s’impegna / poi getta la spugna con gran dignità’”. Dai che la conoscete quella famosa canzone di Fabrizio De Andrè, “Don Raffae’ ” … (post 3350)
Ecco, lo Stato getta la spugna sui fondi esportati clandestinamente, sull’evasione fiscale, sull’abusivismo edilizio. L’ultima? Nel decreto per il ponte Morandi (Genova) ha infilato la sanatoria con finanziamento (regalo) al 100 % per la ricostruzione di tutte le case che non siano “del tutto” (1) abusive edificate a Ischia, crollate o non crollate a seguito del terremoto, edificate e/o riedificate anche in deroga alle leggi a tutela del paesaggio.
Sanatorie, condoni = ammissione di incapacità ad incassare il dovuto, a governare i fenomeni illegali, controbilanciata da una grande capacità: la captatio benevolentiae dei beneficiati, ovvero l’approvazione ed il sostegno dei (tanti) beneficiati. I trasgressori ringraziano.
Ma perché mi lamento? Anch’io sono stato beneficiato da una sanatoria: “Paghi subito, ti faccio lo sconto”: un eccesso di velocità di qualche kmh, sconto applicato da circa 70 a circa 40 euri se pagavo subito, cosa che ho fatto. E ’un condono (parziale) anche questo: pochi, maledetti e subito.
Nota 1) In effetti occorre andare a vedere se quella costruzione era vietata, severamente vietata o solo un poco vietata … sapete, occorre distinguere … bisogna conoscere le singole fattispecie … altrimenti si fa presto a dire … che vi credete? Qui mica si scherza!
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12 OTTOBRE 2018
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 12 Ottobre, 2018 @ 1:36 pmDetto altrimenti: 12 ottobre 1492! (post 3349)
Ecchè, raga? Volete che uno come me, residente a Trento da trent’anni “ma” nato, studiato e sposato a Genova dimenticchi questa data, dimentichi l’impresa del mio ante-ante-antenato? Quando mai? Ed allora ecco a voi il mio omaggio al mio bis-cis-tris-avolo Cristoforo:
12 ottobre 1492
C’e calma
dal cielo.
Squassati velieri conducono uomini stanchi
fra ‘l pigro respiro del vento e dell’onda.
Non s’ode parola.
C’è attesa
sul mare.
Qualcuno ha la fede. Un altro, paura.
Ma il vento riaccende la sfida e sposa le vele.
Un grido: la terra!
C’è gioia
nel cuore.
Firmato: il vostro blogger
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COMPRARE O NO?
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 12 Ottobre, 2018 @ 1:15 pmDetto altrimenti: un postaltrui di Gianluigi De Marchi (post 3348)
Spread su, borse giù, un’altalena … e allora che fare dei vostri sudati risparmi? Il governo dice di si … ma che fare? Qualche consiglio dal mio “vecchio” amico Gianluigi De Marchi www.demarketing2008.it
Inizia
Spread alle stelle, BTP a picco, rendimenti in rialzo: conviene comprare i titoli di Stato a questi prezzi? Come sempre in finanza la risposta è una sola: dipende!
Può sembrare strano che non ci sia una risposta chiara e netta, ma il mondo della finanza non è rigidamente regolato da leggi, nonostante alcuni “esperti” affermino il contrario…
Dipende…
Sì dipende da alcuni fattori che è bene considerare, in modo che chi volesse acquistare lo faccia in piena consapevolezza.
Prima cosa: ricordarsi che ogni investimento, anche quello apparentemente più sicuro e tranquillo (come sono tipicamente i buoni del Tesoro, titoli di Stato) ha un grado di rischio. Nel caso specifico il rischio è rappresentato dall’oscillazione del famoso “spread”, cioè del differenziale tra i rendimenti italiani e quelli tedeschi. Nei momenti di tensione che viviamo in questo periodo il differenziale si è ampliato e ciò ha provocato un calo (in certi casi vistoso) del prezzo dei BTP. Chi acquista oggi è certo che otterrà un rendimento futuro interessante, impensabile fino a qualche mese fa, ma non è detto che sia un affare. Se infatti lo spread continuasse a crescere, i prezzi continuerebbero a scendere e, in caso di necessità di ricuperare i soldi investiti, ciò provocherebbe una perdita. Consiglio per gli acquisti: comprare sì, ma solo se si è ragionevolmente sicuri di non avere necessità di disporre del capitale nei prossimi anni, attendendo quindi la scadenza dei titoli.
Seconda cosa: tenere presente che più la durata del titolo è lunga, più il rendimento è alto ma, parallelamente, più è alto anche il livello di oscillazione dei prezzi. E’ logico che un BTP a due/tre anni abbia quotazioni abbastanza stabili, perché la scadenza ravvicinata consente di riavere il proprio risparmio in tempi ravvicinati, mente le scadenze lunghe (a 10, 15 o 30 anni) espongono i risparmiatori a variazioni di prezzo molto ampie. Un esempio chiarisce subito la situazione: il BTP 4,5% con scadenza febbraio 2020 è sceso da 108 di maggio a 104 di oggi (perdita del 3,7%), mentre il BTP 3,45% con scadenza marzo 2048 è sceso da 113 di maggio a 92 di oggi (perdita 18,6%). Consiglio per gli acquisti: chi punta alla massima sicurezza scelga scadenze brevi (due/ tre anni), chi punta a rendimenti elevati scelga scadenze lunghe.
Terza cosa: ricordarsi che la cedola nominale dei titoli rappresenta un “paracadute” che protegge contro eventuali scivoloni delle quotazioni. A parità di durata, reggono meglio i prezzi di un titolo che paga il 5% di uno che paga il 2%. Consiglio per gli acquisti: chi volesse comprare oggi un BTP dovrebbe orientarsi verso un’emissione a cedola alta, che fra l’altro gli consentirebbe di beneficiare di un flusso cedolare più consistente.
Quarta cosa: la regola base per tutti quelli che investono è la diversificazione, che consente di ridurre il rischio complessivo del portafoglio. Puntare su un solo titolo è come puntare sul 36 alla roulette; si può guadagnare tanto ma si può anche perdere tutto; puntare su un “giardinetto titoli” consente di mediare le oscillazioni dei vari titoli, guadagnando di meno rispetto al migliore, ma perdendo di meno rispetto al peggiore. Solo chi ha le carte truccate può vincere rischiando tutto… Discorso analogo per le categorie di titoli: è bene evitare di concentrare gli investimenti su un solo settore (obbligazioni, azioni, titoli di Stato) ed è meglio sparpagliare il capitale su più tipologie, mescolando (in proporzioni variabili secondo il personale grado di rischio accettato) un po’ di BTP, un po’ di azioni, un po’ di ETF e così via. Consiglio per gli acquisti: se avete finora solo titoli di Stato in portafoglio, astenetevi dall’incrementare la posizione, perché accettate un rischio più elevato; se invece non ne avete è il momento buono per mettere nel dossier un po’ di Buoni del Tesoro.
Insomma, usare il cervello e non farsi trascinare né dalla depressione né dall’entusiasmo.
Finisce
Visto che amici che io, raga?
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NONNE CORAGGIOSE
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 12 Ottobre, 2018 @ 6:28 amDetto altrimenti: ma sì … dai … un bel post di alleggerimento! (post 3347)
“Ma … tua moglie dov’è?” Ed io: “Maria Teresa è a Roma, dal fratello, una riunione di famiglia …” oppure: “E’ impegnata con le nipotine”. Tutte bugie. E siccome che le bugie hanno le gambe corte e per di più io non le so dire, l’amico di turno mi guardava sospettoso, al che io: “No, non ci stiamo separando, cosa stai pensando!?” Capirete … non essere presente ad una riunione di famiglia (io); disdire la partecipazione ad una bella pedalata della Fiab e saltare la serata inaugurale dell’Anno Accademico dell’Accademia delle Muse (lei) … insomma, qualche pensiero poteva ben nascere negli amici.
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Ma allora, dov’era mai Maria Teresa? A Roma, amici, all’insaputa di tutti, anche del fratello “romano”, a partecipare al gioco quiz televisivo L’Eredità condotto da Flavio Insinna. Nonne coraggiose, dicevo. Già, infatti occorre decidere di scrivere; prenotarsi per una preselezione (noi Trentini a S. Giovanni Lupatoto, VR); superare la selezione; studiare bene tutte le istruzioni preparatorie che si ricevono; andare a Roma e … partecipare! Vincere poi è un’altra cosa: lo dimostrano “campioni” finalisti per sei puntate successive che non hanno vinto un centesimo. Ma l’importante è esserci, soprattutto all’età di … eh no, raga, l’età delle signore non si dice. Vi basti sapere che abbiamo due nipotine.
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Roma. Gli studi RAI 1, la loro organizzazione, gli incontri casuali con personaggi dello schermo, un mondo nuovo, complesso, per certi aspetti sorprendente tanto è tutto bene organizzato (brava RAI), la simpatia del conduttore, infine il gioco. La fase preliminare – domande su canzoni moderne – è sicuramente penalizzante per concorrenti che hanno superato i … 18 anni. Evvabbè, d’altra parte la maggior parte dei concorrenti è rappresentata da giovani. Qui Maria Teresa è stata incerta. Tuttavia la domanda sulla quale è caduta è stata sul nome del buddismo tibetano: avrebbe dovuto dire “lamaismo”. Ma va bene così.
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Nel frattempo il silenzio stampa imposto dall’interessata era stato rotto dalla figlia e da un paio di telefonate ed ecco che si sono scatenati i messaggi “uozapp” e le telefonate: “Maccome, non mi avevate avvertito?” oppure “Uei, l’ho visto per caso, complimenti ..” etc. Insomma, siamo famosi, lei per quello che ha fatto alla sua tenera età, ed io perché ”dietro una grande donna c’è sempre un grande uomo … un po’ bugiardo!”
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Buona “Ghigliottina” a tutte e a tutti!
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Riccardo
Un commento: “Il sangue non è acqua e il coraggio non ti manca. Sei caduta in piedi e questo importa. La risposta non era nel tuo grandissimo è ricchissimo vocabolario.
Gian Franco
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MARKETING SUI CERVELLI
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 11 Ottobre, 2018 @ 11:23 amDetto altrimenti: cioè … detto in altro modo? Quello dell’attuale politica! (post 3346)
Il marketing, studio del mercato e dei prodotti che esso può assorbire. Il marketing si divide in marketing operativo (si occupa del mercato e dei prodotti dell’oggi); in marketing strategico (cerca di prevedere la richiesta futura); in marketing diabolico, quello che promette il soddisfacimento di bisogni che altrimenti nessuno avrebbe ritenuto esistenti e/o possibili da soddisfare.
Ecco, mi pare che una certa politica romana odierna sia guidata da … un grande esperto di marketing diabolico! Quanti sono i non laureati che aspirano a …? Molti? E allora togliamo il valore legale alla laurea! Quanti i non-ancora-pensionati che aspirano alla pensione? Quante le partite IVA singole? Quanti gli evasori fiscali? Basta accontentare tutti o almeno, basta promettere di accontentare tutti ed il gioco è fatto.
In tal modo rinascono le corporazioni dei possibili beneficiati, ognuna delle quali difende il proprio status (votando il governo) secondo una percezione sensoriale e senza avere alcuna visione d’insieme. Mi spiego: seduti in cima ad un’alta scogliera, avete il massimo della visione d’insieme del mare e nessuna percezione sensoriale. I due valori si invertono gradualmente man mano che scendete verso il mare, e quando vi immergete, avrete la massima percezione sensoriale e nessuna visione d’insieme. Ecco, ogni corporazione vota quel governo sulla base della propria percezione sensoriale e ciò è logico e comprensibile. Ma che a non avere la visione d’insieme sia chi governa, be’ … questo è molto grave.
Dice … ma lo spread non arriverà a quota 400! Uei, raga … mi pare come quella persona sovrappeso che dovrebbe pesare 70 kg, ne pesa 80 e si promette – rassicurando se stesso, il proprio medico e la sua famiglia – di non arrivate a 90!
(continua alla prossima puntata)
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VAJONT
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 10 Ottobre, 2018 @ 12:36 pm
Detto altrimenti: va giù …. (post 3345, con appenbdice)
9 OTTOBRE 1963 – 10 OTTOBRE 2018
VAJONT (Va-jont)
Va giù …va giù …
dapprima silente
e poi improvviso
cade
pesante nell’acqua ristretta e profonda
un monte ucciso dagli anni
e da un progetto assassino.
Bagliore di cavi tranciati.
“Lampeggia sul monte!
Cos’è? Temporale?”
Valanga di aria compressa
strappa i panni di casa
dai fili distesi
fluido maglio d’annuncio mortale
soffoca i muri indifesi
di una indifesa città.
“Cos’è questo tuono?
Un Foen improvviso?
Chiudete le porte!
Non vedi ch’è solo?
Ormai superato il terzino!
Fa goal lo spagnolo!”
Sibilante
più volte annunciato
maremoto alpino
interrompe violento
azione
partita
la vita.
Dolori scheggiati
infangati
parole ormai mute
non legano più fra di loro
sbriciolati frammenti
di una impazzita ragione.
Pochi oramai gli occhi ancor vivi
tristi cavalli di frisia
a sbarrare la strada ed il passo
al nulla rimasto
svuotati di lacrime
dal troppo dolore
come il lago dal Toc.
Ed io
pellegrino tardivo
posso solo indagare il Ricordo
affinchè il Ricordo non muoia.
Firmato: il vostro blogger Riccardo
Appendice
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La provincia di Belluno era povera (v. Post “RESTART restarts!” del 20 luglio 2018). Negli anni si è molto industrializzata con i risarcimenti erogatile a causa del disastro del Vajont. Nonostante ciò, oggi non è ricca, anzi, è stata impoverita dagli interventi dello Stato sull’assetto delle provincie.
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Genova, ponte Morandi: per fortuna molte, molte vittime di meno ma quanto ai danni forse – anzi, quasi sicuramente – molti molti di più di più all’intera città. In entrambi i casi non si è trattato di una fatalità, ma di malafede (Vajont) o di errori umani per incuranza, disattenzione, irresponsabilità o quanto meno “confusione delle pre-responabilità” : io ho detto, lui ha scritto … ma nessuno ha fatto.
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DEMOAUTONOMIA
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 10 Ottobre, 2018 @ 9:29 amDetto altrimenti: di che si tratta? Dai, leggete qui sotto! (post 3344)
Nei millenni il termine “democrazia” ha significato, in successione: A) potere sul popolo (il democrator (nota 1) era il tiranno); B) strapotere del popolo (così accusato dalle destre escluse dal governo); C) potere del popolo. Oggi, “grazie” alle reti, siamo regrediti dalla terza alla seconda forma, cioè allo strapotere del popolo delle reti. Se non stiamo attenti, con la cosiddetta democrazia diretta, passeremo alla prima forma: dalla democrazia alla tirannide di una oligarchia.
E invece, almeno qui, in Trentino, alle prossime elezioni amministrative, avremmo la possibilità di passare dal terzo significato ad un quarto, diverso, migliore significato, cioè dalla democrazia alla demoautonomia. Infatti, quando al centro (Roma) ci sono spinte autocratiche e antidemocratiche, maggiormente devono, possono e di fatto nascono istanze autonomiste locali (nota 2), in questo caso per la difesa del terzo tipo di democrazia, almeno a livello locale.
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(1) Who opened the door for the democrator?
And how come he let in the market-conquistadors?
Why is he acting as if he has something to hide?
The privilege of the stupid is to be taken for a ride.
(“ride”: passaggio, corsa, strumento, mezzo , cavalcatura …)
Chi ha spalancato la porta al tiranno? / Come è successo che egli si è inserito nel novero dei conquistatori? / Perché si comporta come se avesse qualcosa da nascondere? / Il privilegio dello stupido è di essere strumento altrui.
(2) Così, il filosofo austriaco del diritto Hans Kelsen in “Teoria generale del diritto e dello Stato”.
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BRASILE COME ITALIA E VICEVERSA
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 10 Ottobre, 2018 @ 7:01 amDetto altrimenti: eppure erano ricchi rispettivamente di petrolio e di democrazia … (post 3343)
Italia-Brasile, e non è una partita di calcio, purtroppo.
Scrive Aldo Cazzullo su Corsera 9.1.18 pag. 29: “Il giorno in cui realizzeremo quale pericolo la rete rappresenti per la democrazia e per le relazioni tra le persone sarà sempre troppo tardi”. Crisi del centrodestra e del centro sinistra e della sinistra. La destra vince, anche in Brasile con Bolsonaro che ha fatto campagna elettorale con slogan e false notizie attraverso la rete. Qui fianco: il prossimo viaggio all’estero di Salvini?
E’ proprio vero che un bene si apprezza quando ti manca. Così mi sta accadendo per il Bene Democrazia.
Io sono nato il 3 febbraio 1944, sul finire della guerra, della quale ricordo solo la carta pressata nelle fessure delle persiane e la luce azzurrata nel vano delle scale. Dopo, Democrazia. Imperfetta, malata se volete, ma pur sempre Democrazia: pluralità di partiti e di idee. Oggi no, oggi mi sento oppresso da un nuovo 1984 alla Orwell, da un nuovo Grande Fratello: la rete manovrata da moderni gladiatori retiarii che “irretiscono” (appunto!) le masse attraverso un’azione di marketing diabolico. Mi spiego: il marketing può essere operativo. studio del mercato e dei prodotti attuali; strategico: cercare di indovinare le future richieste del mercato; diabolico: far nascere richieste da parte del mercato per il soddisfacimento di bisogni che altrimenti i mercati non avrebbe mai avvertito. E le masse, “ignoranti”, ci cascano.
Dice … “masse “ignoranti”, blogger? Ma che, mi fai l’elitario, lo snob, lo “studià”? Dico: no, amici per nulla! Lo dimostra la mia insistenza perché la scuola fornisca più conoscenza e meno capacità; lo dimostra il mio apprezzamento per l’insegnamento di Don Milani, per il quale valeva di più il figlio di un montanaro che avesse meritato un quattro del figlio di un professionista fiorentino che avesse meritato un nove.
Dice … ma tu, caro blogger, sei proprio sicuro che la gente nella stragrande maggioranza voglia realmente la Democrazia? Non vedi – ad esempio – come anche all’interno dell’Associazionismo e dei singoli partiti la Democrazia sia spesso violata da prepotenze, furbizie, inerzie? E la gente lascia correre …ma sì … che vuoi che sia … non vale la pena … dopo tutto poi …” Vuoi qualche esempio? Un partito politico, il suo Statuto recita che i membri della commissione elettorale non possono candidare e invece candidano e non succede nulla; assemblee condominiali gestite dallo stesso amministratore; assemblee di soci presiedute dal Presidente dell’associazione; un’associazione: si raccolgono deleghe fasulle per vincere un’assemblea, e non succede nulla; un’altra associazione: delibere dell’assemblea ordinaria che modificano quelle dell’assemblea straordinaria … Solo piccoli grandi esempi di eventi di democrazia mancata, ma vabbè …
Rispondo. Esiste un libricino piccolo piccolo, l’ “Anonimo Ateniese” scritto 2500 anni fa da un esule ateniese – rimasto anonimo, appunto, per cui se il libraio vi chiedesse il nome dell’autore … – il quale potè impunemente criticare la (falsa, n.d.r.) democrazia ateniese solo in quanto non perseguibile dal potere della sua città. Ma soprattutto egli ci spiega come mai, nonostante tutti questi suoi difetti, quel regime durasse così a lungo. Ecco, anche noi oggi dovremmo fare un esame dei difetti della nostra ex-Democrazia, delle ragioni del suo lungo perdurare nonostante gli stessi, per arrivare ad una conclusione: preferiamo riavere la nostra Democrazia malata, curarla, risanarla e conviverci, o preferiamo che resti invalida per sempre o peggio che muoia? Perché la malattia è una condizione che conduce ad una delle seguenti conseguenze: guarigione, invalidità, morte.
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FIAB TRENTO NELLA “BASSA” MODENESE
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 8 Ottobre, 2018 @ 5:23 amDetto altrimenti: Fiab, incontrarsi, conoscere (post 3342)
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“Autunno in tavola” pedalare con gusto, iniziativa dell’UCMAN-Unione dei Comuni Modenesi Area Nord. Già, perché la zona “bassa” sta a nord, e quella “alta”, appenninica, a sud. Chiarito questo, noi FB-Fiabbini Trentini siamo stati invitati da Raganella – Centro di educazione alla sostenibilità, a seguito dell’incontro al Bicigrill di Faedo di un anno fa. In località Contre a Caldes con l’ing. Franco Buffa della provincia Autonoma di Trento, insieme ad operatori economici della zona.
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Ci hanno accolto e accompagnato i Sindaci di quei paesi, i rappresentanti della Società Ciclistica Mirandolese e di Fiab Modena “Bacinbici”. Come da programma, accoglienza per la colazione al Ristorante Entrà, Visita al Castello di Carrobbio e al Cimitero ebraico di Finale Emilia con successiva degustazione della Torta degli Ebrei.
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Favoloso buffet con le prelibatezze locali annaffiate da ottimo lambrusco al “Casino del Vescovo”. Nella foto: pranzo “Sandalo al sole”, per chi indossava i sandali …
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Per finire, visita guidata ad una acetaia (“Acetaia del Cristo” info@acetaiadelcristo.it). Qui abbiano imparato a conoscere la differenza fra l’IGP e il Tradizionale. Il primo si produce in 60 giorni mescolando mosto cotto, aceto di vino e caramello. Per il secondo – fatto dal solo mosto – ci vogliono anni: si cuoce il mosto viene cotto, distillato e lasciato riposare per anni (12-24 e oltre) rimboccando anno per anno a cascata una batteria di cinque o sette botticelle in locali sottotetto a temperatura variabile a seconda delle stagioni. Abbiamo visto le botticelle riservate ad una clientela particolare come quella della regina Elisabetta o dell’attore Mickael Douglas.
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Il significato della giornata. Senza la Fiab, ben difficilmente avremmo scoperto questi tesori di accoglienza, umanità, storia, natura. Tesori e Persone fuori dai percorsi autostradali e dai grandi percorsi turistici, economici, culturali, sociali e di vera umanità, ma per questo non meno importanti e significativi.
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Generosa e ottima l’organizzazione, con la Polizia Locale a gestire ognuno dei numerosi incroci. Limitati i km pedalati (io, casa-casa, 35) ma ne valeva la pena: infatti le soste culturali e gastronomiche sono state imperdibili! Non ultimo il tempo: una splendida e calda giornata autunnale che fa il paio con quelle della recente bi-pedalata nella laguna di Venezia. Evidentemente Qualcuno lassù ci ama!
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Amici Emiliani, vi aspettiamo in Trentino!
FIAB- FEDERAZIONE ITALIANA AMICI DELLA BICICLETTA
ISCRIVETEVI A FIAB TRENTO O A QUELLA DELLA VOSTRA CITTA’: VI ASPETTIAMO!
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MALA TEMPORA CURRUNT
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 6 Ottobre, 2018 @ 6:34 amDetto altrimenti: la nostra Autonomia Speciale sta vivendo un gran brutto periodo … (post 3341)
Imminenti elezioni amministrative in Trentino. Ho assistito ad una riunione di presentazione dei candidati di un partito e del relativo candidato presidente, il quale, in difesa della nostra Autonomia, ha messo in guardia contro il meccanismo perverso insito nella politica dello Stato di riduzione delle imposte. In sintesi: alle regioni a statuto ordinario la riduzione delle imposte provocherà minori entrate fiscali, bilanciate però da maggiori trasferimenti da parte dello Stato che sua volta farà fronte ai maggiori esborsi aumentando il proprio indebitamento. Le Provincie Autonome del Trentino Alto Adige non beneficiano di trasferimenti da parte dello Stato, ma vivono del loro, trattenendo la maggior parte delle imposte statali. In tal caso, la riduzione fiscale comporta minori entrate pubbliche di 500 milioni di euro l’anno per ognuna delle due Provincie Autonome. Primo nostro impoverimento. Ma successivamente subiremo un secondo impoverimento, quando saremo chiamati a contribuire a saldare il maggior debito pubblico statale. La sua conclusione: occorre una presidenza provinciale non “dipendente” dai partiti centrali, la quale possa opporsi con forza a tali manovre.
Per inciso: la minore tassazione favorirà maggiormente i redditi privati più elevati, i cui titolari poi non è detto che reinvestano quanto risparmiato nel sociale e nel pubblico, come invece avrebbe fatto la PA con quei denari: ci si augura quindi che quei privati reinvestano nel settore produttivo privato. Vedremo.
Ed ecco le mie osservazioni. L’ideale sarebbe che la funzione tributaria fosse una funzione “autonoma” e rientrasse nelle competenze dell’Autonomia. Ma le competenze sono determinate per legge ordinaria e costituzionale e la funzione legislativa – ove si attuasse la cosiddetta democrazia diretta – sarà nelle mani di poche persone, i nuovi oligarchi (si legga al riguardo il post precedente).
L’unica salvezza ci può venire dall’UE la quale non si può permettere di perdere uno degli Stati fondatori, uno dei maggiori consumatori dei propri prodotti: l’Italia. Già, perchè è questo il braccio di ferro in corso: “Io tiro dritto, io non mollo, tanto alla fine a mollare sarete voi!”. Italiani consumatori, questa è la verità, e se noi si tornasse alla lira, sarebbero ben pochi i prodotti UE che potremmo permetterci di acquistare.
La moneta questa sconosciuta. Parliamone un poco. Essa rappresenta il valore del bene-nazione: “Io ti pago con questa moneta nazionale (per l’euro, plurinazionale) e tu la accetti perché è come se io ti pagassi con un bene concreto, in quanto tu hai la garanzia di poterla convertire in beni concreti o in oro: te lo garantisce lo Stato (o gli Stati) che l’hanno emessa”. Orbene, l’Euro rappresenta la ricchezza europea, cioè un mix di quella tedesca, francese, italiana etc.: un mix di ricchezze più forti e di quelle più deboli. Ma se tornassimo alla lira, essa rappresenterebbe solo la nostra ricchezza e nei confronti dell’estero varrebbe meno. In breve: aumenterebbe di molto il costo in lire delle materie prime, dell’energia e del ripianamento del nostro debito pubblico. E lo Stato, per far fronte, aumenterebbe tasse e imposte. E noi? Noi tutti molto più poveri. E’ questo che vogliamo? Per fortuna nostra, l’UE non ha proprio interesse a che noi si esca dall’Europa! Ed è questa la ragione-scommessa-sfida di chi “tira dritto e non molla”.
Ma… la gente … la nostra gente … capisce tutto ciò? Capisce l’inganno della cosiddetta democrazia diretta? Capisce l’inganno del canto ammaliante delle sirene che offrono tutto a tutti, costi quel che costi? Capisce la trappola dei nuovi Mangiafuoco e del loro Paese dei Balocchi che ci sta facendo diventare tutti tanti asinelli? No, la gente non lo ha capito ed infatti ha votato le sirene che ci stanno dando bastone e carote: il bastone … quello di chi tira dritto e non molla; le carote di chi in TV, con toni dolci e ammalianti, dichiara di volere realizzare la felicità di tutti, una felicità che lui ha promosso a fattore della produzione.
Che fare? Ricominciamo almeno da qui, dalle nostre elezioni amministrative, rispetto alle quali – e qui esagero, ma una provocazione ci vuole – dovrebbero essere esclusi i partiti nazionali oppure si dovrebbe cambiare loro il nome e definirle non più elezioni amministrative ma elezioni politiche locali.
Chiudo con una parola sull’Autonomia. Don Lorenzo Guetti, il padre della Cooperazione, fondò la sua azione su un principio: corresponsabilizzazione di ognuno, ovvero coincidenza fra potere e responsabilità nel fare, nel fare qualcosa di concreto, cioè nel realizzare il Bene Comune che è tale non perché usufruito da tutti ma perché costruito sin dall’inizio con l’apporto di ogni singolo cittadino. Ecco la nostra diversità: noi non diciamo “Lo Stato ci deve dare, lo Stato deve fare …”, bensì diciamo “Noi ci governiamo, noi produciamo e diamo una percentuale allo Stato a fronte delle sue competenze” che a mio sommesso avviso dovrebbero essere solo Giustizia e Difesa. Non altro. Evviva la Demoautonomia!
E se mi sbaglio mi corrigerete.
P.S.: la “nuova politica”? Semplicemente disorientante! Sono venuti meno gli ideali e le idee. Tutto è stato buttato dentro un calderone e rimescolato. Ingredienti contraddittori, teoricamente singolarmente incompatibili fra di loro si sono trovati a stretto, reciproco contatto dentro il pentolone della retorica e del populismo qualitativo. E il cliente (l’elettore) dapprima è disorientato. Poi non volendo apparire tale, accetta con decisione e (finta) convinzione il menù che gli viene offerto, mostrando di apprezzarlo, visto che lui sì che è un intenditore!
Mi viene in mente un fatto vero: un mio amico (burlone) invita a cena due suoi amici entrambi sommellier. In cucina travasa di nascosto vino da un cartone molto ma molto economico in una bottiglia di pregiato vino francese. Arrivato in sala, al cospetto dei due ospiti finge di stappare la bottiglia “francese” e ne offre in assaggio ai due. Il primo beve e tace: evidentemente è perplesso, non approva, non cade nella trappola ma educatamente si astiene. Il secondo – al pari dell’elettore che non capisce ma vuole apparire come quello che ha capito tutto – esamina il vino in controluce, ne valuta l’aroma, sorseggia, riflette e proclama: “Ah, i Francesi bisogna lasciarli stare: retrogusto di mandorla, profumo di viola, morbido al palato, caldo, etc. “ (Alla fine il burlone svela il trucco e perde un amico, ma questa è un’altra storia).
Solo che, il giorno dopo, al falso esperto di vini e all’elettore sono venuti bruciori – rispettivamente – di stomaco al primo e in altra parte del corpo assai meno nobile, al secondo.
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