ASSOCIAZIONE RESTART TRENTINO – Evento n. 4

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 22 Ottobre, 2017 @ 2:12 pm

Detto altrimenti: a seguito del post del 15 ottobre scorso         (post 2873)

downloadQuarto evento? Dice … e gli altri tre? Uei raga, ecchè … vi devo dire tutto? Cliccate sul blog, cliccate che li trovate. Cosa ci proponiamo? Di far “ripartire” il pensiero libero, indipendente, incondizionato di ognuno per ricoprire, insieme, gli spazi lasciati vuoti dalla disattenzione di una politica preconfezionata. Dice: ah, ecco … vedete … siete politici, fate politica … No, amici, noi non facciamo politica, bensì facciamo Politica (le lettere minuscole e maiuscole non sono utilizzate a caso). Mi spiego: il termine “politica” oggi è un aggettivo sostantivato che però è nato nell’antica Grecia come aggettivo di un sostantivo, la teknè, la tecnica, la capacità, la cultura dì governare la polis (la città, la città stato, lo stato), da cui appunto teknè politika, mirata in allora (e per quanto riguarda noi anche oggi!) al conseguimento della felicità dei cittadini. Questa è a Politica che noi di Restart pratichiamo.

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Restart? In bicicletta, a piedi …ok. Ma soprattutto con la libertà e l’indipendenza del pensiero

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Siamo un’associazione. Io sono fra i suoi fondatori, chiamato a farne il Presidente, ruolo che ho accettato di buon grado, nel senso che mi attivo molto volentieri per diffondere le idee nelle quali credo. Ad esempio, quelle espresse in un libro: “Anna che sorride alla pioggia”.

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 La discussione sul libro è stata preceduta dalla proiezione di un breve filmato, assolutamente da vedere: http://youtu.be/ixl2LDYvhhU.

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Ed è con questo chiarimento – di come noi viviamo la Politica  – che ho voluto ieri dare avvio al nostro quarto Evento dal titolo Top & Down, nel quale è stato presentato un libro attraverso il dialogo fra la nostra Donatella Conzatti ed il suo autore, Guido Marangoni. Poi è stata la volta della presentazione del Progetto Etika per il finanziamento delle strutture di accoglienza delle persone diversamente abili soprattutto dopo che siano rimaste orfane dei genitori.

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La sala era stracolma. L’attenzione vivissima per le intere “quasi due ore filate” dell’evento.

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   Donatella Conzatti  e “La Rete”

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Presente la stampa locale; presidenti e soci di associazioni del sociale (fra le quali l’ANFFAS, La Rete (qui a fianco), Ipsia (Presidente Fabio Pipinato); aderenti ad associazioni culturali e sportive fra le quali ho riconosciuto – per esserne socio io stesso – L’Accademia delle Muse, Fiab Federazione Italiana Amici della Bicicletta, i Gruppi di lettura Mirna Moretti e Maria Lia Guardini (amici tutti che ringrazio anche da queste righe!).

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Donatella Conzatti, papà Guido, la piccola Anna e (purtroppo di spalle) la mamma

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Il significato dell’evento? Testimoniare come ci sia politica e Politica e come ognuno di noi sia un unicum, semplicemente irripetibile e che quindi non esistano “quei” diversi. Da ciò la necessità di “ritrovare in ciascuno di noi tracce di diversità, di accoglierle soprattutto per ricordare che le paure che riusciamo a guardare in faccia si trasformano in coraggio”: in ogni settore degli accadimenti e delle attività umane.

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Qui sotto: gli articoli dei due maggiori quotidiani locali:

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1) Il “Trentino”: grazie al Direttore Alberto Faustini e ai suoi giornalisti che hanno voluto iniziare  citando la nostra Associazione Restart. Resta un piccolissimo appunto: l’avere il titolista inserito nel titolo il cognone dell’Autore “Marangoni” infatti qui da noi in Trentino il nome  “Marangoni”  richiama automaticamente alla mente l’industriale roveretano  Cav. del Lavoro Mario Marangoni. Un po’ sviante. Però in compenso  hanno messo una foto … Grazie!

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2) l’Adige:  … or incomincian le dolenti note! Infatti l’evento è stato citato, senza alcuna foto (evvabbè ..) ma senza nemmeno citare l’Associazione che lo ha ideato, voluto, organizzato! Sicuramente una dimenticanza, una svista. Comunque anche qui ritorna l’ “Equivoco Marangoni” di cui sopra.

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Ma parlavo anche di un progetto, il progetto “Etika”. Di che si tratta? Ve lo dico subito:

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download (2)ETIKA darà risposta ad una domanda: “Chi si occuperà di mio figlio con disabilità quando io non ci sarò più?” Attraverso ETIKA infatti sono finanziate soluzioni abitative per le persone con disabilità e sono fornite opportunità di sollievo per le loro famiglie nell’intero territorio provinciale.  Ma il futuro non è una cosa da costruire “Dopo di noi”, ma qui e ora, non da soli, ma insieme. Ancor di più oggi perché le risorse pubbliche costantemente in calo non possono finanziare interamente i nuovi servizi.

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download (1)Dolomiti Energia nell’ambito della propria responsabilità di impresa versa 10 euro l’anno (20 se si scelgono sia luce che gas) al progetto Etika. I partner del progetto Etika hanno creato un Fondo Solidale per finanziare la ricerca e la realizzazione di soluzioni abitative per le persone con disabilità  attraverso il coinvolgimento delle famiglie e della comunità. Non si tratta di edificare muri, ma progetti di vita e accompagnare le persone dentro ad un concetto di casa come spazio in cui nascono relazioni, legami per i più deboli. 

THE END (per ora …)

P.S.: appuntamento al Quinto Evento Restart (vi saprò dire)

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VISCO SI – VISCO NO

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 20 Ottobre, 2017 @ 12:36 pm

Detto altrimenti: al riguardo ho una mia idea ben precisa. Tuttavia (par condicio!) riporto due contributi di parere opposto (innocentisti e colpevolisti)    (post 2872)

Innocentisti: (contributo pervenutomi privatamente, quindi non ne cito la fonte) “ … forse Bankitalia avrebbe potuto far meglio … tuttavia la cosa andava avanti da un decennio e nessuno aveva sollevato il problema fino a questo momento … persone vicinissime a chi accusa Visco hanno legami stretti con gli amministratori bancari disonesti (nel migliore dei casi: incapaci. N.d.r.) … forse chi accusa Visco si vuole vendicare dei malanni che Bankitalia aveva scoperto in banche amiche di famiglia … nel frattempo tutti all’estero ridono di noi …”

Colpevolisti: (contributo pervenutomi come fotocopia di articolo di stampa, che quindi riporto senza nasconderne l’autore):

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Taluno dice: “Bisogna garantire l’indipendenza di Bankitalia” – Altri : “Non trascinate Bankitalia nello scontro politico”. Io credo che le due affermazioni sviino l’attenzione dal vero problema: Bankitalia ha funzionato bene o male?

E voi, cosa pensate?

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QUALCHE RIFLESSIONE

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 20 Ottobre, 2017 @ 9:19 am

Detto altrimenti? Qualche riflessione!                         (Post 2871)

Qualche post fa facevo qualche riflessione: parlando dei classici (greci) ricordavo che per loro la “politica” era un aggettivo femminile che definiva una particolare specie di tecnica, la teknè politika – appunto – cioè l’arte (la tecnica) di rendere felici tutti i cittadini, governandoli bene. Aggettivo che noi oggi abbiamo sostantivato.

Ma … i governanti, i politici del mondo, stanno governando bene? Ci stanno rendendo felici? Valutate voi … Il problema è che se per caso stessero governando male, se per caso noi non fossimo “tutti” felici, be’ allora sarebbero di pessimo esempio per le generazioni future. Infatti, cosa mai staremmo trasmettendo loro?

Qualche giorno fa uno storico-filosofo (Marcello Farina, inserto “Spiritualità”, su l’Adige) osservava che si è generata una cesura fra generazioni, nel senso che i più “grandi” non riescono più ad insegnare nulla ai giovani. Nel senso che l’insegnamento si fa solo con l’esempio: così (Friedrich Nietzsche, Aslo sprache Zarathustra, n.d.r.) Paolo VI, 2 0ttobre 1974. Orbene, quale esempio stiamo dando ai giovani noi adulti?

E invece, prosegue il filosofo, ognuno di noi deve essere ponte, allenatore e poeta. Ponte, nel senso di far transitare un messaggio, ovvero “trasmettere la certezza che la vita umana è vivibile ed amabile grazie alle leggi e ai fondamenti, non nonostante quelli”; allenatore, “non indulgendo in complimenti, bensì ricordando la necessità di migliorarsi, di rialzarsi dopo ogni caduta”; poeta, nel senso di “vedere ciò che non si vede e di apprezzare ciò che non si vende”.

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Fine delle citazioni. E di mio … nulla? Si, eccomi: quanto sopra è un’utopia? Certo, è un traguardo semplicemente non ancora raggiunto ma raggiungibile. E poi … nella vita … guai a non avere utopie!

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 The end

 

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I NUOVI SCHIAVI

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 19 Ottobre, 2017 @ 6:24 am

Detto altrimenti: a un anno dalla legge ……. (post 2870)

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     Totò spiega chi siano i caporali …

….. dalla legge sul caporalato. E allora mi sono detto: dai, raccontali questi tre casi che ti hanno esposto. Ricordate quel vecchio film di Totò “Siamo uomini o caporali?” … Ecco, i caporali sono tornati. Quelli che vi descrivo “gestiscono” due donne venute in Italia come badanti ed un uomo autoctono.

  1. Una grande fabbrica. Da un anno lei lavora con contratti settimanali, rinnovati ogni settimana. In un caso il contratto è stato di un mese intero (!). I turni? Di notte, sempre. Ma almeno qui i contributi sono regolari … e poi, sabato e domenica liberi, ecchessivorràmaidipiù?
  2. Lei avrebbe dovuto fare la badante ad un anziano. Invece gli anziani sono due, un uomo ed una donna, anziani ai quali deve fare anche da infermiera (visto che lei è anche infermiera diplomata): fare le iniezioni, chiamare e assistere il medico, dosare e somministrare medicine, mettere i pannoloni,  fare  la doccia, vestirli, accudirli giorno e notte, cucinare, pulire la casa. Talvolta i familiari si presentano per cena, così il suo lavoro aumenta. Tempo libero? Sei ore … alla settimana! Però è ben pagata: €1100 al mese (!!). I contributi? Ma se lei è una immigrata lavoratrice irregolare, cosa pretende?
  3. L’uomo? Un tecnico. Lavora in una fabbrica. Turni regolari, tutti i pomeriggi e le mezze nottate, tutto l’anno. Vacanze? Sette giorni all’anno. Paga in nero. Evvabbè …

Ecco, ieri … un anno dalla legge contro il caporalato. Bene … ma c’è ancora tanto altro lavoro da fare …

P.S.: chi sono queste persone? Persone incontrate per caso … mi hanno raccontato … i loro nomi? Non li ricordo … sapete … un blogger incontra tanta gente …

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FOTOPOST

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 17 Ottobre, 2017 @ 4:35 pm

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Detto altrimenti:  controluce in Piazza del Duomo a Trento      (post 2869)

 

Oggi, 17 ottobre 2017 ad ore 09,30 …

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I CLASSICI A TRENTO

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 17 Ottobre, 2017 @ 1:10 pm

Detto altrimenti: nella Biblioteca Comunale, Prof Maria Lia Guardini       (post 2868)

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      Ed io fui nono fra cotanto senno …

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Ogni alterno martedì, oggi sì il prossimo no e così via). A scuola. A studiare i classici latini e greci sotto la guida della nostra Prof con la lettera maiuscola e senza puntino. Oggi è stato il primo martedì del corso 2017-2018. Si è parlato … anzi, soprattutto ascoltato da Maria Lia (Guardini) della nascita della polis, cioè della città stato cioè dello stato nell’antica Grecia.

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Teknè politica, la capacità tecnica di governare la polis per la felicità di tutti. Ma quando e come nasce la polis? Essa nacque di pari passo con lo sviluppo del pensiero logico e astratto e della scrittura. Le riflessioni sulla polis iniziano da Platone (V sec. a. C.). Dopo un diluvio universale i pochi sopravvissuti operano insieme, si aiutano, non litigano per la sparizione di ricchezze inesistenti. Si forma un villaggio, più villaggi si riuniscono in una entità autosufficiente: la polis (molte Polis hanno un nome “plurale” a indicare la loro composizione al plurale). A differenza del mondo romano, le polis greche mantengono ognuna una specifica identità, un loro specifico dialetto, unite però tutte dalla Ellenikon, la “grecità”. Ma come sono/possono essere governate le polis? Aristotele cataloga tre forme di governo:

  • la monarchia, che degenera in tirannide;
  • il governo dell’aristocrazia, che degenera in oligarchia;
  • la democrazia, che degenera in populismo,

per cui il miglior governo sarebbe un mix temperato delle tre forme. (pensate che sciagura sarebbe avere sempre gli stessi politici! Una oligarchia populista! Dio ce ne scampi! N.d.r.).

Nella mitologia greca due città u-topiche, due non-luogo: l’isola dei Feaci sulla quale naufraga Ulisse, completamente ignaro di dove sia arrivato. Isola ben organizzata, con leggi umane e divine, agricoltura, pastorizia, capacità marinare, etc.. Isola che abbandona nel sonno così da non sapere non solo dove fosse arrivato ma anche da dove stesse partendo. E poi l’opposto, l’isola dei Ciclopi, terra fertile e generosa di tutto che non è necessario coltivare. I ciclopi, ognuno re nella sua grotta. Altro non-luogo. E Omero, Omero che cantava di Troia e delle altre città “tradizionali” ha sentito il bisogno di inventarsi/riprendere antichi miti sulla forma della polis … proviamo a metterci nei suoi panni: perché l’avrà fatto?

Mi permetto di sottoporre all’attenzione delle lettrici e dei lettori una sottolineatura: a mio parre, si potrebbe considerare un successore di Omero un santo, San Tommaso Moro con la sua Utopia, altro Non-Luogo, altro Stato ideale, possibile, augurabile etc..

Ma “iniziamo dall’inizio”: in primis, c’era la parola-logos, ovvero la parola verità, l’ipse dixit sia essa del monarca/tiranno o dell’aristocratico. La sua evoluzione fu verso la parola-dialogo che però regredirà verso la (attuale, n.d.r.) demagogia (riflettiamo, amici, riflettiamo!).

In secundis: il carattere di pubblicità alle manifestazioni più importanti della vita pubblica, fra cui la definizione delle leggi. Nella Polis le decisioni, le regole, le leggi vengono prese e definite pubblicamente. La sua evoluzione (rectius, involuzione): leggi che aspettano per anni i loro decreti attuativi; leggi fatte dal Governo e non dal Parlamento; accordi nelle segrete segreterie dei partiti; l’assenza di un vincolo di mandato; il voto segreto (riflettiamo, amici, riflettiamo!).

Tertium, questa volta datur: l’uguaglianza. Tutti sono uguali, uguali di fronte alla legge, la legge è uguale per tutti. Involuzione: … per tutti, salvo le eccezioni di legge! (Riflettiamo, amici, riflettiamo!).

Oltre a ciò la polis si è formata, anzi, tras-formata quando sono sorte nuove forze che si sono imposte come forze politiche: la forza economica (cioè commerciale); le società di navigazione (cioè i marinai); gli opliti, la nuova “arma di reparto” che determinò la fine delle battaglie corpo-a-corpo. Oggi diremmo così, che la politica è stata trasformata dalle multinazionali, dalla globalizzazione, dall’e-commerce, dalla forza armata nucleare.

In sintesi: mitologia, letteratura, storia, filosofia … per arrivare a cercare di capire e di valutare l’attualità. Segue alla prossima puntata, martedì 31 ottobre ore 10,00 Biblioteca Comunale di Trento.

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LETTURE D’ESTATE E OLTRE

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 17 Ottobre, 2017 @ 5:31 am

Detto altrimenti: libri sul comodino                            (post 2867)

IMG_4496Ciao amici! Qualche post fa ebbi a scrivere che io leggo “le località che visito, la gente che incontro …” Insomma, leggo il Libro della Vìta anzi del Vivere. Confermo. Ma a fianco di questo Gran Libro sul mio comodino ve ne sono anche altri, quelli “tradizionali”, di carta stampata. Solo che la velocità di ingresso è maggiore di quella di uscita, così questi Libri tendono ad accumularsi. Eppoi (eppoi) vi sono anche le dispense della mia Prof Maria Lia Guardini. Già, perché alla mia tenera età vado ancora a scuola (di classici latini e greci): si vede che mi hanno rimandato! Questa mattina la lezione vertirà sulla nascita della polis, ovvero della città stato ovvero dello stato, da Platone (680 a. C.) a O. Murray (1950 – …).

Dice … maccome (maccome) fai a leggere tutti questi libri “insieme”? Semplice: ognuno di noi mica mangia ogni giorno lo stesso cibo! Sai cheppalle! E con i libri è la stessa cosa: come con l’altro cibo, anche con loro a me mi (a me mi) piace alternare (varietas delectat!)

P-.S.: I puristi della lingua non si scandalizzino per quegli “eppoi”, “maccome”, “a me mi”, “cheppalle”: è un piccolo vezzo, consentitemelo, quello di scrivere come (da parte di molti) si parla: l’ho imparato dai latini che definivano questo stile “sermone”. Un’ultima notazione: quell’ “e oltre” del titolo? Solo perché un libro, quello dell’amico Giovanni Straffelini è uscito in autunno.

Good reading everybody!

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“UP & DOWN” – EVENTO RESTART

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 15 Ottobre, 2017 @ 7:10 am

 

Detto altrimenti: un invito alla partecipazione     (post 2866)

Buongiorno amiche ed amici, il vostro blogger è Presidente dell’ Associazione Culturale Restart Trentino e in tale veste si permette di invitarvi a partecipare al nostro quarto evento dal titolo Up & Down, che di terrà sabato 21 ottobre prossimo alle ore 10,00 presso la sala Depero del Grand Hotel Trento.

downloadRestart Trentino, riparti Trentino: la nostra è un’associazione culturale che promuove la “ripartenza” di ogni Persona – in tutti i campi – lungo le strade di un pensiero originario, libero, indipendente, coerente con la propria azione, rispettoso delle regole e rispettoso delle idee e del ruolo altrui. L’Evento Restart al quale vi invito è il quarto dopo quelli del febbraio, marzo e del maggio scorsi nei quali rispettivamente abbiamo “coltivato pensiero e generato futuro”; abbiamo dato vita ad un “evento pari genere” e abbiamo “lavorato il lavoro”.

Il 21 ottobre presenteremo un libro e un progetto, entrambi  del Terzo Settore:

  • download (1)Preceduto da un breve filmato, il libro, “Anna che sorride alla pioggia”, scritto da un papà, Guido Marangoni, per la sua piccola figlia: Guido, che ringrazio per il meraviglioso modo in cui egli si rapporta con la diversa abilità della figlia. Dialoga con l’Autore Donatella Conzatti.
  • Le cooperative sociali, il settore rispetto al quale occorre ovvero occorre “ripartire ogni giorno”, come ci verrà illustrato alla fine della riunione, quando sarà presentato da Fabio Pipinato il Progetto ETIKA che darà risposta ad una domanda: “Chi si occuperà di mio figlio con disabilità quando io non ci sarò più?” Attraverso ETIKA infatti sono finanziate soluzioni abitative per le persone con disabilità e sono fornite opportunità di sollievo per le loro famiglie nell’intero territorio provinciale.

Grazie se vorrete fare al vostro blogger il regalo della vostra presenza.

 

P.S. “Che ne sarà di me, quando non ci saranno più mamma e papà? Con chi andrò a vivere?” – “Che ne sarà di mio figlio quando non avrò più le forze per aiutarlo?” Sono queste le domande che centinaia di persone con disabilità e i loro genitori in Trentino si fanno ogni giorno. Ma il futuro non è una cosa da costruire “Dopo di noi”, ma qui e ora, non da soli, ma insieme. Ancor di più oggi perché le risorse pubbliche costantemente in calo non possono finanziare interamente i nuovi servizi. Dolomiti Energia nell’ambito della propria responsabilità di impresa versa 10 euro l’anno (20 se si scelgono sia luce che gas) al progetto Etika. I partner del progetto Etika hanno creato un Fondo Solidale per finanziare la ricerca e la realizzazione di soluzioni abitative per le persone con disabilità  attraverso il coinvolgimento delle famiglie e della comunità. Non si tratta di edificare muri, ma progetti di vita e accompagnare le persone dentro ad un concetto di casa come spazio in cui nascono relazioni, legami per i più deboli. 

 

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AMERICA FIRST? (FILOSOFIA POLITICA – 3)

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 14 Ottobre, 2017 @ 6:24 am

Detto altrimenti: ma la Storia … proprio non gli ha insegnato nulla?       (post 2865)

Nel post precedente ho fatto cenno al duplice aspetto dell’ “identità”, ovvero di quel sentirsi uguali a certi ma – insieme a tutti costoro – assolutamente diversi dagli altri. I cittadini della polis (città stato) dell’antica Grecia si sentivano accomunati da questo collante, da questa forza di coesione interna che però non era anche forza di adesione verso l’esterno: l’esterno era altro, il diverso, il potenziale nemico, il nemico reale, effettivo. E furono le guerre (del Peloponneso).

Per cercare di capirsi meglio, pensiamo all’Italia. Nei secoli è stata avvertita l’esigenza di ampliare l’ambito entro il quale applicare la forza di coesione: dai piccoli regni, ducati, principati, comuni e signorie medievali allo Stato unitario, ai Trattati di Roma (60 anni fa), all’UE, agli accordi transatlantici. Si è cercato, per riutilizzare termini della fisica, di trasformare la forza di adesione ad un quid esterno (per quanto forza pur essa stessa  – quando presente – assolutamente positiva!)  in una forza ancora migliore, quella di coesione fra simili: in altre parole si è cercato di ampliare il numero dei “noi” e di ridurre il numero degli “altri”.

Ma lui no. Trump no. Lui sta restringendo il numero dei (suoi) “noi”: automaticamente si ingrossano le fila degli “altri”. Inevitabilmente nascono le contrapposizioni. E bravo Trump!

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Le strisce! Mettiamole le strisce!

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L’ accordo USA-IRAN oggi denunciato da Trump (e che “regala” l’Iran a Putin), fu partecipato e sostenuto anche da tutti noi dell’UE. La sua denuncia unilaterale USA è quindi anche – allo stesso tempo – uno schiaffo all’UE. E allora noi, cosa aspettiamo a far nascere gli Stati Uniti d’Europa? Se non ora, quando?

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FILOSOFIA POLITICA – 2

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 13 Ottobre, 2017 @ 4:06 pm

Detto altrimenti: a seguito della prima puntata, quella del post dell’11 c.m.       (post 2864)

“Politica”, aggettivo sostantivato che presuppone il termine “capacità“: capacità politica di governare la polis, la città stato.

Le persone si riuniscono in famiglie, villaggi, città stato (la Polis greca), nazioni (quella greca, appartenenza comune definita Ellenikòn da Erodoto, la Grecità).  Oggi qui in TAA abbiamo l’Heimat. Siamo in Grecia a cavallo dell’VIII – VII secolo a. C. – Comanda l’aristocrazia, con la sua Parola Verità (l’ipse dixit, potremmo dire così).

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L’insorgere di una classe media (cioè, del potere economico e di quello militare) fa sì che la Parola Verità si trasformi in Parola dialogo-strumento di discussione e di confronto che però degenera in parola mezzo di comando e di dominio sugli altri: si vedano i dialoghi fra gli Ateniesi colonizzatori imperialisti e le isole che avrebbero voluto evitare di essere colonizzate: “E’ nel vostro interesse: diventate nostri alleati, ci pagate tributi in denaro, guerrieri e belle fanciulle. Altrimenti sbarchiamo e vi distruggiamo. Siete liberi di scegliere” (Tucidide, i dialoghi di Atene con i Melii).

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download (1)In parallelo viene data pubblicità alle manifestazioni più importanti della vita pubblica (formazione e divulgazione di leggi scritte, ad esempio), l’assunzione delle decisioni in luogo pubblico. Lo sviluppo del sistema da stato “selvaggio” a “stato di diritto” avviene infatti di pari passo con lo sviluppo della scrittura, della comunicazione, della comprensione di ciò che è scritto. Non per niente Don Milani voleva che i suoi allievi diventassero in grado di “leggere e capire” non solo la pagina sportiva dei quotidiani.

Infine, i cittadini si scoprono simili fra di loro anche se fra loro diversi: la vera diversità c’era rispetto alle altre polis, ad esempio fra Atene a Sparta: una guerra che alla lunga porterà al dominio macedone.

E oggi? Cosa accade oggi, dopo 2500 anni? In campo politico, a fianco della aristocrazia politica – politici di professione si sforza di emergere un nuovo ceto medio (politico): quello di chi – avendo di che vivere del proprio lavoro – pensa con la propria testa. La parola verità dell’aristocrazia si trasforma quindi in parola dialogo. Oggi, però, occorre evitare quell’ulteriore passo “avanti” (avanti, si fa per dire!) e cioè che dalla parola dialogo si ri-passi alla parola strumento di comando e dominio soprattutto in danno di chi vuole “entrare” per partecipare alla discussione. Insomma, l’ipse dixit, cacciato dalla porta, non deve rientrare dalla finestra, con le micidiali specificazioni:  “si è venuta creando una situazione per cui …” ed anche  “con me o contro di me”.

La pubblicità delle decisioni poi non deve essere violata dalle riunioni politiche “parallele”, dagli accordi segreti fra alcuni partiti e dal voto segreto dei parlamentari.

Resta da vedere che fine ha fatto il fattore identitario. Come una fisarmonica si allarga e si restringe. Il mondo occidentale stava sperando in una Europa Unita quale primo livello di aggregazione identitaria e in un rapporto stretto con gli USA (secondo livello di aggregazione identitaria). Poi invece abbiamo avuto paesi UE che, sì’… vabbè … ci stanno ma però (ma però) costruiscono muri con filo spinato; la Brexit ed ora la USEXIT (dall’UNESCO, dall’accordo sulla tutela dell’ambiente, da … etc. etc.).

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downloadE noi, qui, in Trentino? Io personalmente spero – quanto meno – nella Euregio in cui tre culture simili si integrino a vicenda. In ambito internazionale mi auguro che gli USA ci ripensino e si diano un altro Presidente. Dice … e la perfida Albione? La voglio vedere alla prova dei … suoi conti dopo che noi non gli avremo più fatto sconti.

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imagesDice … ma hai visto mai che tu sia anti USA? Ci hanno salvato dal nazismo regalandoci la democrazia. Si, è vero, va questo regalo è stato un effetto collaterale della loro necessità di impedire che la guerra arrivasse sul loro territorio. O no? Timeo Danaos et dona ferentes, diceva quell’uno: tempo i Greci anche quando mi portano regali … in compenso noi … sai quanta Coca Cola gli abbiamo comperato!

E io nemmeno sono contro la democrazia, che è il migliore dei sistemi imperfetti al cui interno alcuni – fra i quali mi colloco – cercano di migliorarne la sostanza ed il funzionamento; altri si muovono furbescamente traendo vantaggi dalle sue imperfezioni.

Nel frattempo stanno accendendosi alcuni fuochi pericolosi: Corea del Nord; Iran; Israele-Palestina; Cuba; nuove dittature (Turchia, Venezuela); immigrazioni senza limiti (né potrebbe essere altrimenti).

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