ALLARME ALL’ARMI!
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 20 Maggio, 2017 @ 5:35 amDetti altrimenti: e ci risiamo con la fabbricazione delle armi!  (post 2732)
L’8 febbraio 2013 pubblicai il post “Le crisi economiche negli ultimi 150 anni†che ritrovate cliccando “grande depressioneâ€, la cui rilettura mi permetto di suggerirvi magari insieme ai post immediatamente successivi. Un aspetto che voglio qui riprendere e sottolineare: gli USA uscirono dalla crisi del ’29 e crearono piena occupazione rilanciando l’industria pesante delle armi.
Notizia di ieri: Trump in Arabia Saudita e altri Paese Arabi a vendere armi per 400 miliardi di dollari USA.
Anche noi, nel nostro piccolo, non ci facciamo mancare nulla: la relazione annuale del governo sull’export militare italiano 2015 – appena trasmesso al Parlamento – mostra un aumento del 200% per le autorizzazioni all’esportazione definitiva di armamenti anche verso paesi in guerra, il cui valore complessivo è salito a 7,9 miliardi dai 2,6 miliardi del 2014.
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Dice … ma tu sei un anti militarista? No raga, io ero Sten di Cpl (“Sottotenente di complemento”) degli Alpini, ora mi avranno anche promosso chessò … capitano … maggiore? Ma che volete, una cosa è essere impiegati nella protezione civile; difendere i confini; mantenere l’OP (“Odine Pubblico”) interno ad esempio facendo la guardia a piloni dell’Enel e a dighe; altra alimentare guerre nel mondo, al cui riguardo segnalo quanto qui a fianco.
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“BISOGNEREBBE ESSERE SORDI E CIECHI PER NON …
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 19 Maggio, 2017 @ 6:30 am Detto altrimenti: … uno scritto di Marcello Farina        (post 2731)
Marcello è un filosofo, saggista, storico, persona di grandissima umanità , un amico prezioso … ed è anche Don Marcello Farina. Riporto qui di seguito alcuni passi del suo intervento sulla rivista ACLI trentine n.5/2917 pag. 6:
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“Bisognerebbe essere sordi e ciechi per non accorgerci della stanchezza e delle frustrazioni, talvolta delle paure e anche della collera, che pervadono una larga parte di coloro che abitano il nostro territorio, nazionale e locale, e che esprimono attese e profondo desiderio di cambiamento.- Bisognerebbe essere indifferenti e insensibili, per non venir toccato dalle situazioni di precarietà di esclusione che tanti vivono in questo periodo della storia dell’umanità .
- Bisognerebbe, ancora, essere molto distratti, per non avvertire lo scandalo dell’ avidità e della sfacciataggine nell’esibirla, che a intervalli regolari (ma frequenti) invade le cronache della nostra vita civile, portando con sé sconcerto, amarezza …. E molto altro!â€
Marcello prosegue sottolineando “l’incertezza che pervade la nostra società , la mancanza di una visione comune di futuro, la mancanza di riflessione di ricerca interiore, l’assenza di partecipazione, della cultura del dialogo ormai diventata cultura dello scontroâ€. Conclude il suo prezioso contributo evidenziando “la contraddizione fra la richiesta dell’intervento pubblico e la critica alla sua sempre maggiore ingerenza anche legislativa, per la quale scompare l’etica e cresce (a dismisura) il diritto nonostante le promesse di semplificazioneâ€.
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Cambiamento. Cosa cambiare? E’ semplice: tutto ciò che vediamo se non siamo sordi, ciechi, indifferenti, insensibili e distratti. Semplice. Dicevo che Marcello è “anche†Don Marcello, ovvero un prete, così come Francesco Bergoglio è anche il Papa. Dico questo perché i valori ed i principi che Marcello e Francesco propugnano sono innanzi tutti laico-politici, ovvero hanno una loro grande validità a prescindere da qualsiasi appartenenza e credenza religiosa. Per farmi capire: sono solito dire che vedrei Bergoglio come Presidente degli Stati uniti d’Europa.
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Anche i valori etici (morali) che Francesco e Marcello esprimono, sono laici, in quanto – chiariamoci le idee – la religione, ogni religione, non “è†la morale, bensì “ha†una morale (in particolare la nostra religione – per chi ci crede – “è†Creazione e Resurrezione: the rest are details, per dirla con un tale Einstein). Valori laici, dicevo, che sono anche “politici†nel senso che alla prova dei fatti i disvalori attuali (cioè: l’esatto contrario di quei valori!) stanno dimostrando, alla prova dei fatti, l’inadeguatezza a garantire l’equa distribuzione delle risorse, un futuro accettabile, la preservazione della natura, la civile convivenza, la pace.
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.La pace … già … la pace. E infatti oggi stiamo vivendo la “Terza Guerra mondiale a pezziâ€. Per restare in ambito ACLI, segnalo che mercoledì 24 maggio (ben soverchiante il mormorio dei nostri fanti …) ad ore 18,00, potremo ascoltare la seconda parte del reportage di guerre (guerre, al plurale) nella sala don Pizzoli – Acli Trentine – IV° piano – Via Roma, 57. Ci si parlerà delle guerre in Sud Sudan, Burundi, Repubblica Centrafricana, Zimbawe, Saharawi. L’iniziativa è di IPSIA – Cta_Acli Trentine – Forum Trentino per la Pace e i Diritti Umani & Centro per la formazione alla Solidarietà Internazionale.
.hthttp://www.unimondo.org/Notizie/La-pace-mondiale-a-pezzi-165937tp://www.unimondo.org/Notizie/La-pace-mondiale-a-pezzi-165937
https://www.youtube.com/watch?v=QJ_xdG52wHA
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LA STRAGE DEI CICLISTI
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 18 Maggio, 2017 @ 6:05 amDetto altrimenti: in Italia un morto ogni 35 ore        (post 2730)
Olanda. Dopoguerra. PIL annuo oltre il +200%. Enorme sviluppo della motorizzazione. Molti bambini vittime di incidenti stradali. La popolazione scende in piazza e la politica da automobilistica diventa ciclistica. Qui da noi abbiamo ancora molta strada da fare … anche e soprattutto in bicicletta! In questi giorni fa notizia l’investimento di due campioni; uno della bici ed uno della motocicletta. Ma .. gli altri? I tanti, troppi altri?
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La cultura (rectius: discultura) dell’auto, dei tanti CV (ma … a che servono?), l’eliminazione dei trenini (qui in Trentino Alto Adige le vittime illustri sono tante) hanno indotto un disvalore: l’abitudine al rischio-auto a danno proprio ed altrui. In caserma molta cautela: in un angolo uno spazio “luogo per caricare e scaricare le armiâ€. Sulla strada, le armi-automobili non hanno alcun luogo specifico per essere pericolose: lo sono ovunque.
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Armi? Porto d’armi: si concede (giustamente) con cautela. Patente di guida: solo un test tecnico accompagnato da un esame-quiz che poi se oggi io chiedo ad ogni lettore il significato esatto e completo del segnale più elementare, il divieto di sosta, mi ci gioco la mia bici che lo sbaglia. Provate per credere, ma senza barare, ovvero senza prima andare a vedere com’è la risposta. Come se per rilasciare il porto d’armi si richiedesse solo la capacità di smontare, rimontare ed utilizzare l’arma. Ora, qualcosa si è fatto con l’introduzione dell’omicidio stradale, ma non basta. Occorre dare centralità alla regolamentazione della mobilità ciclistica e verso di essa.
Dice … ma che? Vuoi introdurre una super patente per tutto? Anche per sposarsi? Anche per fare figli? No … scialla, calma … no …. (però, per quanto …).
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POLITICA INTERNAZIONALE ED AFFARI
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 18 Maggio, 2017 @ 5:21 amDetto altrimenti: a pensar male si fa peccato ma si indovina      (post 2729)
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Un vecchio proverbio popolare: “Dimmi con chi vai e ti dirò chi seiâ€. Il senatore Razzi si fa un selfie con i dittatori siriano e nord coreano. Ma questo è solo folclore: vediamo invece ora qualcosa di serio. Trump – inspiegabilmente – si comporta in modo molto, forse troppo amichevole con Putin. Ora, il filosofo Friedrich Nietzshe afferma che spesso l’uomo si nasconde a se stesso dietro il ruolo (politico) che ricopre. Al che io mi permetto di aggiungere che quella stessa persona, dietro quel ruolo, si nasconde anche “agli altriâ€. Mi spiego. Mi è difficile pensare che una persona così ricca, da sempre così “imprenditorialeâ€, così aperta al business non abbia preso in considerazione di intervenire anche sulle opportunità che si sono create in Russia a seguito della liberalizzazione, la quale ha prodotto in quel paese masse di persone più povere e nuove classi di persone enormemente più ricche. Il premio Nobel Svetlana Aleksievic ha descritto questo iato nel suo libro “Tempo di seconda manoâ€.
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Dice … ma che vai fantasticando … che prove hai … Prove? Nessuna. Solo che se faccio i collegamenti fra i vari episodi: la dimostrazione reciproca di amicizia e sostegno; la rimozione in USA di persone a lui scomode; le denunce della stampa; i suoi attacchi alla stampa … be’ … sono indotto a “pensar male†che poi – lo sanno tutti – che poi … si fa peccato ma si indovina! In altre parole: non posso immaginare che improvvisamente una persona cambi se stessa solo perché è stata eletta a capo di una nazione.
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Da ultimo: Plutarco aveva scritto “Le vite Parallele”, biografie di coppie di uomini molto conosciuti. Credo che se vivesse oggi (cioè 2000 anni dopo) avrebbe di che scrivere un secondo volume, se solo guardasse ai nostri ultimi 100 anni di vita politica in Germania, Italia, Libia, Siria, Turchia, Nord Corea, Cile, Venezuela, USA.
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VARIE ED EVENTUALI
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 16 Maggio, 2017 @ 10:45 pm
Detto altrimenti: spesso, nei Consigli di Amministrazione, sotto questa voce si trattano argomenti importanti  (post 2728)

       “Lasciate che gli immigrati vengano a me” dice Don Scordio, che si è scord … ato degli insegnamenti del suo Dio!
Ieri: a Isola Capo Rizzzuto (Crotone) una settantina di arresti, clero compreso (Don Edoardo Scordio). Si scopre che da oltre 10 anni la ndrangheta derubava lo Stato e i migranti. Milioni di euro. E’ un po’ come quando ci si accorge “improvvisamente” (?) che da anni si rubava all’interno di una Compagnia di Assicurazioni; che da anni il tesoriere di un partito rubava somme analoghe; o che lo stesso accadeva, da decenni nelle spa comunali di importanti città … Mi chiedo: i capi, che dicono? Non esiste una catena di responsabilità ? Chi ha omesso di dotarsi di sistemi di gestione e controllo efficienti?
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In Europa in numero dei migranti è sceso, in Italia è aumentato! Sarà un caso? O c’è chi si è inventato la BM-Bancomat Migranti SpA, Società per Arraffare? Denari rubati ai contribuenti, latrocinii che intaccano la credibilità dell’Italia proprio nel momento in cui chiediamo che l’UE contribuisca con maggiori fondi! Un danno di immagine e finanziario!
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E la responsabilità oggettiva di un capo supremo, dove la mettiamo? Dice … io avevo predisposto, rafforzato, raccomandato, etc… Ma quando mai? Se fosse capitato a me, manager, a capo di una SpA, l’azionista mi avrebbe detto: “Io la pago perché queste cose non succedano. Lei ne è responsabile e per di più è licenziatoâ€. Fine. Le giustificazioni di quei capi, per quanto mi riguarda, sono un insulto all’intelligenza di ognuno.
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Oggi, caro diario, per sfogare la rabbia e tranquillizzarmi un po’, sono stato in bicicletta da Levico a Bassano del Grappa e giretti vari, 80 km (ma hai letto qui sopra? Non ci si può allontanare e distrarre un sol giorno e guarda un po’ che ti combinano!). Pista ciclabile splendida, in Trentino.
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Poi si arriva al confine fra il Regno d’Italia e l’Impero d’Austria: REGNO con la N alla reversa ma vabbè … solo che poco dopo un cartello avvisa “Pista interrotta”. Interrotta? Ma quando mai? E’ così da anni, perché poco più avanti c’è il pericolo caduta massi. Ma … dico … da anni? E poi … caduta massi? Ma quando questo pericolo c’è sulle carrozzabili mica vi vietano il transito! Noi italiani, anzi, “taliani” passiamo. Ma i turisti soprattutto tedeschi ossequienti ai divieti? Tutti sulla (per fortuna “vecchia”) strada statale! Lì sì che comunque c’è pericolo … di essere investiti dalle auto! Insomma, una vera e propria “talianada”, “italianata” per dirla come di dice qui in Trentino quando una cosa è fatta con i piedi. (Qui a fianco, Claudio, mio collega di pedali).
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Ritorno in treno. Vado alla biglietteria: “No, i biglietti a voi ciclisti li fanno sul treno. Trento? Binario 1â€. Grazie. Andiamo. Sul marciapiede Veniamo avvicinati da una gentilissina Capotreno: “Voi siete quei due che hanno prenotato†… No, non siamo noi. “Vabbè … i posti sono sei, con voi siamo a quattro … ma … eccone altri due: il treno quanto alle bici è completoâ€.
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Pfuiii … è andata! Ma, si deve prenotare? Si, al n. 0461 821000 entro le 16,00 del giorno prima. Poi, in luglio e agosto, i posti bici disponibili saranno 32. Ah … ho capito, grazie. In realtà siamo solo 5: un posto bici è ancora disponibile. Poco dopo, ad una fermata intermedia, due olandesi con due bici: “No, solo una …†Di fronte al loro stupore: “Evvabbè, caricatene due ma una la legate al maniglioneâ€. E’ andata anche per loro.
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Commento: comunque il sistema è migliorato rispetto al passato, quando ti facevano il biglietto dicendo “Non garantiamo che lei possa salire sul trenoâ€. Ed allora, sul marciapiede, scene alla sfida all’OK Corral: tra noi ciclisti ci si squadrava con una grinta aggressiva: io salgo tu vedremo, salgo anch’io non tu no, vedremo chi la vince: rischio di venire alle mani, una vera e propria “istigazione a delinquere”!.
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Qui a fianco: cinque bici, anzi sei non più di sei.
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IL MONTE BONDONE
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 16 Maggio, 2017 @ 6:17 amDetto altrimenti: la montagna in città o la città in montagna?  (post 2727)
Sopramonte (Tn). Ieri sera. Il giornalista e storico Luigi Sardi e l’antropologo Annibale Salsa, nella sede della Circoscrizione Trento Bondone. Moderati da Domenico Fadanelli.
Siamo “saliti†ad ascoltare: è sempre interessante ascoltare l’amico Luigi; è sempre utile conoscere nuovi (per noi) contributi (Salsa). Luigi ha fatto la storia delle idee proposte sul collegamento funiviario della città alla sua montagna: storicamente una montagna di proposte, riunioni, pareri, idee. E basta. L’antropologo … io ne venivo pochi giorni fa dall’avere ascoltato il sociologo De Rita sul rapporto montagna – resto del paese: ne ho tratto due concetti: 1) in montagna la popolazione è cresciuta di numero, in pianura è diminuita; 2) occorre ripartire (to restart) dal “resto†da ciò che ci è rimasto dagli errori del passato e/o da ciò che di buono comunque disponiamo.
Salsa ha evidenziato come – soprattutto sull’ esempio svizzero, tirolese e francese – sia utile e necessario portare la montagna in città e non viceversa e come occorra “regolare†e non “permettere tutto†o “vietare tuttoâ€. Trento, unica città di montagna non collegata alla sua montagna. Ci ha poi spiegato come la natura completamente “libera” uccide la biodiversità , la quale è tale in quanto comprende l’uomo e i suoi interventi: I boschi in ordine, i prati ben rasati del Sud Tirolo non sono “naturali” ma “biodiversi”. Quindi non si tratta – prosegue – di fare o di non fare, ma di “come” fare.
Altri hanno posti l’accento sulla poca incisività e incompletezza dei piani territoriali di rilancio del territorio. Altri sulla necessità dei “piccoli†interventi (il “balcone†di Sardagna dimenticato e inutilizzato! Il non-parcheggio alla base della seggiovia Rocce Rosse, etc.) o della cura per tutte le comunità che abitano le pendici del monte.
Io – da ex istruttore di alpinismo, iscritto al CAI da 53 anni, attuale sciatore e ciclista FIAB Trento – mi sono permesso di fare un breve intervento: “In Trentino abbiamo una risorsa sfruttata solo in inverno: i dislivelli. In Austria (Mountain bike Tirol safari) hanno messo in rete 17 funivie che in estate portano in quota i ciclo escursionisti e li fanno scendere a valle per ben 700 km complessivamente. La funivia del Bondone potrebbe intercettare le decine di migliaia di cicloturisti che annualmente percorrono le ciclabili di fondo valle e contribuire così al pareggio e all’utile della gestione dell’impianto. Regolamentare? Certo! Si vedano i quaderni del CAI Centrale che regolano la pratica del cicloescursionismoâ€.
Poi, stanco per una giornata molto intensa a faticosa per i molti impegni che l’anno caratterizzata, e dovendo pedalare il giorno dopo (oggi che scrivo) i 100 km da Trento a Bassano ho lasciato la riunione prima della sua fine, e anche in questa sede me ne scuso con gli organizzatori, gli oratori, i presenti.
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E con questo i progetti di montagna che stanno catturando la mia attenzione sono due: questo e il Progetto Tonale, località nella quale il 24 aprile 1987 costituii l’attuale Carosello Tonale SpA (cfr. i numerosi post in materia).
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CONCERTO NELLA CHIESETTA DI MASO ROVER
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 15 Maggio, 2017 @ 8:22 amDetto Altrimenti: su iniziativa dell’Associazione Culturale Lavisana, Lavis TN      (post 2726)
(post in allestimento)
Pressano, “provincia di†LAVIS (TN). Maso Rover? Procedete sulla statale per il Brennero. SS 12. Poco dopo Lavis trovate il paese di Nave San Rocco: immediatamente (sic!) dietro il cartello che ne riporta il nome, svoltare a U a destra seguendo le indicazioni del Maso: in 1,5 km siete arrivati. Maso Rover e annessa Chiesetta. Piccoli grandi tesori ed eventi, riscoperta di gemme di storia e d’arte spesso trascurate. La chiesetta “annessa†al Maso Rover. Daniele Donati, Presidente dell’Associazione Culturale Lavisana, ci illustra la storia del luogo e del manufatto. Subito dopo, un concerto (vedremo fra poco).
Inizia (per libero estratto)
Già in epoca romana Pressano (Per sanum) era un fiorente villaggio ben più importante del borgo di Lavis. Infatti Lavis assumerà un ruolo predominate solo molti secoli dopo grazie:
- alla sua importanza strategica di punto di passaggio sul fiume Avisio;
- al fatto di essere paese di confine e quindi dazio;
- al commercio di legname che dalle valli di Fiemme e Fassa veniva inviato nelle città in forte sviluppo della pianura padana.
Anche il Maso Rover ha origine antiche: il nome deriva anch’esso dal termine latino robur ed indicava i boschi di querce che caratterizzavano questa zona. il primo documento ufficiale che riporta il nome di Maso Rover è del 1429. in un altro documento del 1466 si attesta che a Maso Rover abitava il saltaro Bertolasio fu Jacopo Furlani di Taio, figura amministrativa di origine longobarda a cui era demandato il compito di custodia e protezione dei campi e dei boschi.
Nel documento del 1566 si attesta che il maso è di proprietà della potente famiglia Geremia di Trento. Nel 1704 il maso è di proprietà della famiglia Campi. Nel 1737 questa famiglia nelle persone di Giovanni Antonio e Pancrazio ottenne all’imperatore Carlo VI il titolo barone cambiando il nome della famiglia in Campi Von Rover und Spon. La prima chiesetta era molto piccola (m. 1,75×5). Vi si celebrava la messa nel primo giorno delle rogazioni (25 aprile) con una processione che partiva da Pressano. Secondo i racconti il Viero perse il maso in una partita a carte e pur essendo stato imbrogliato mantenne la parola data cedendone la proprietà . Il maso passò ancora di proprietà fino al 1893 quando venne acquistato dalle famiglie Rigotti Anselmo, Bosetti Marco e Rigotti Cipriano i cui discendenti ancora abitano il Maso. Nel 1917 le campane della chiesa furono requisite dal governo austriaco per scopi bellici: esse furono rimpiazzate a guerra finita con nuove campane ad opera delle famiglie Bosetti e Rigotti. All’esterno la chiesa presenta una facciata neoromanica che si distingue per gli archetti disposti a fascia nel sottogronda. Sul lato ovest svetta l’esile campanile, opera di Ermenegildo Rigotti, caratterizzato dalla parte terminale ottogonale sormontata da una cupoletta a bulbo. Nelle nicchie laterali sono custoditi i quadri con le stampe dei salesiani Suor Maria Mazzarello e Domenico Savio, dono del 1961 e il quadro con la stampa di Giovanni Bosco, dono del 1932.
Nella nicchia laterale centrale è custodita la famosa tela della Madonna dell’Aiuto misteriosamente ritrovata nei pressi del maso della quale abbiamo parlato prima. Si tratta di una tela del ‘700 copia della famosa Maria Hilf dell’artista Lukas Cranah il vecchio, realizzata attorno al 1530. Probabilmente l’originale, ora custodito nella chiesa di S. Giacomo ad Innsbruck, era un ex voto per chiedere l’aiuto della Madonna in occasione dell’assedio di Vienna da parte dei turchi nel 1529.
L’interno era tutto decorato con pitture di angeli e fiori. I soli esempi rimasti di queste decorazioni sono i due angeli posti ai lati dell’abside che ospita la statua lignea di Maria Ausiliatrice, opera di scuola gardenese che risale ai primi anni del 1900.
Durante la seconda guerra mondiale la chiesa fu meta di processioni da parte delle comunità del decanato per chiedere alla madonna la fine della guerra, a fine della quale la chiesa venne restaurata ma anche, per ordine superiore, privata dei numerosi ex voto che conteneva.
Il maso ha poi altri passaggi di proprietà fino ad arrivare a Carlo Viero che nel 1825 decide di far costruire la prima chiesetta del maso, costruita per custodire la tela della Madonna dell’Aiuto trovata da un pastore appesa ad una quercia nei pressi del maso. La tela fu portata nella chiesa di Pressano ma la leggenda vuole che il giorno dopo questa fosse nuovamente appesa alla quercia. Il Viero decise di costruire quindi la piccola chiesetta per custodire la tela nei pressi del suo ritrovamento.
I nuovi proprietari, viste le dimensioni ridotte della chiesa e visto il suo stato di decadimento decidono di costruire nelle immediate vicinanze una nuova chiesa più grande. i lavori iniziarono nel 1905 e nel 1907 (il 5 maggio) la nuova chiesa venne benedetta. Con una processione da Pressano venne portata la statua lignea della Maria Ausiliatrice che ora è collocata nell’abside della chiesa.
In conclusione mi permetto di sottoporre alla vostra attenzione due sottolineature:
- il forte spirito religioso che animava le nostre comunità in passato;
- il forte senso di appartenenza ad una comunità . Allora era frequente che ci si dedicasse, ognuno in base alle proprie possibilità , alla realizzazione di opere usufruibili dall’intera comunità . Numerosi sono gli esempi di donazioni in denaro o in mano d’opera che si possono riscontrare in quegli anni (il Cav. Peratoner a Lavis, con le donazioni per la chiesa Arcipretale, la raccolta fondi per il monumento di Don Grazioli, la realizzazione della casa di riposo ecc), senso di appartenenza che forse ai nostri giorni va rinfocolato.
Finisce
A seguire, il concerto. Il Musicista Filologo Professore Simone Weber con il suo clavicordo, strumento papà del clavicembalo, nonno del fortepiano, bisnonno del pianoforte. Simone è organista compositore, opera e spazia dal Giappone alla Svizzera etc., abita a Pressano, ma soprattutto è innamorato di quello che fa: la Musica, soprattutto antica.
La sua esposizione, pur molto erudita, è assolutamente comprensibile da tutti, se non altro quale indicazione della strada da seguire per arrivare alla piena comprensione della musica e della storia della musica del tempo.
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Simone ha eseguito brani di Bach e Haydn. Gli ho chiesto di inviarmi un estratto del suo intervento esplicativo, una vera e propria lectio magistralis, che pubblicherò appena l’avrò ricevuta. Grazie, Simone!
Fine (per ora).
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UN’OTTIMA INIZIATIVA IN FAVORE DEL LAVORO GIOVANILE E DEL TURISMO
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 14 Maggio, 2017 @ 6:12 am
Detto altrimenti: Il ministero del Beni culturali e del turismo, tramite l’Agenzia del Demanio, presenta con mibact e mit il progetto “Valore paese – Cammini e Percorsiâ€Â  (post 2725)
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Nel corso dell’ evento RESTART “Lavorare” il lavoro di cui al post precedente, gli organizzatori hanno segnalato un’ottima iniziativa ministeriale che potrà portare lavoro agli under 40, incrementerà il turismo e il cicloturismo, e darà un segnale forte circa il recupero degli immobili pubblici dismessi e la valorizzazione delle bellezze artistiche e naturalistiche del nostro paese, attraverso al promozione del Turismo Lento. Riporto stralci del testo di cui al link seguente, e, da ciclista FIAB-Federazione Italiana Amici della Biciletta qual io sono, mi sono permesso di grassettare quelli “a pedaliâ€
Inizia
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Parte la consult@zione pubblica online che porterà al bando di gara per la concessione gratuita, agli under 40, di immobili pubblici sui tracciati storico-religiosi e ciclopedonali. Ciò al fine di recuperare oltre 100 immobili pubblici lungo i cammini e i percorsi ciclopedonali e storico-religiosi che attraversano tutta l’Italia per trasformarli in ostelli, piccoli hotel, punti ristoro, ciclofficine, punti di servizio e assistenza per tutti i pellegrini, i turisti, i camminatori e i ciclisti che ogni anno percorrono questi tracciati.
Favorire e sostenere lo sviluppo del turismo lento …. l’Agenzia  punta ancora una volta su una nuova concezione di turismo più consapevole, rispettoso del territorio e dell’ambiente e capace di far emergere le bellezze locali. Cammini e Percorsi si inquadra infatti nell’ambito del Piano Strategico del Turismo 2017–2022 e del Sistema Nazionale delle Ciclovie Turistiche/Piano Straordinario della Mobilità turistica.  Gli immobili coinvolti nel progetto si trovano lungo la Via Appia, la Via Francigena, il Cammino di Francesco e il Cammino di San Benedetto, lungo le ciclovie VEnTO, SOLE e Acqua (Acquedotto Pugliese), e lungo altri itinerari riconosciuti a livello locale. Si tratta di 103 beni, 43 dello Stato, 50 degli Enti territoriali e 10 di Anas, che attraverso bandi di gara pubblicati entro l’estate, saranno affidati in concessione gratuita (9 + 9 anni) “ad imprese, cooperative e associazioni, costituite in prevalenza da soggetti fino a quaranta anni†(come previsto dal D.L. Art Bonus e Turismo) oppure in concessione di valorizzazione fino a 50 anni ad operatori che possano sviluppare un progetto turistico dall’elevato potenziale per i territori, in una logica di partenariato pubblico-privato, a beneficio di tutta la collettività .
Per questo l’Agenzia del Demanio, con il supporto del Touring Club italiano, ha pubblicato una consult@zione pubblica su www.agenziademanio.it che da oggi fino al 26 giugno prossimo permetterà di esplorare i diversi aspetti connessi all’iniziativa, raccogliendo idee, suggerimenti e l’indice di gradimento espressi dal grande pubblico, dai giovani, dal terzo settore e dall’imprenditoria in vista della pubblicazione dei bandi di gara. Nelle prossime settimane l’Agenzia del Demanio organizzerà , assieme ad alcuni partner del progetto, degli Openday in movimento Lpost ungo i tracciati che costeggiano gli immobili inseriti in Cammini e Percorsi. Roma, 9 maggio 2017 www.agenziadeldemanio.it  |  Partecipa alla consultazione pubblica  |  scarica le foto  |   Cartella Stampa  |  Comunicato Stampa  |
Link: Servizio Fotografico Conf. Stampa Cammini e Percorsi (link esterno al sito – www.fotoweb.beniculturali.it)
Finisce
Mio commento: bene, molto bene! Let’s Restart! Ripartiamo! (Anche da qui)
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RESTART, IERI SERA
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 12 Maggio, 2017 @ 4:49 amDetto altrimenti: Associazione Culturale RESTART TRENTINOÂ Â Â Â (post 2724)
RESTART, RIPARTENZA; TO RESTART/RESTARTING, RIPARTIRE … da dove? Da quello che abbiamo, da quello che è “restato” dal passato, dalla vita precedente, dalle inerzie precedenti, nostre o altrui che possano essere (il che comunque è pur sempre una buona base di ripartenza, non ci lamentiamo!). Ma … ripartire verso dove? Verso il luogo del CAMBIAMENTO, della LIBERTA’, del CORAGGIO.
Il cambiamento. Panta rei, tutto scorre … affermava il filosofo Eraclito già “qualche anno fa” … tutto si evolve. Il cambiamento non è una scelta: è un modo imprescindibile dell’essere. Guai abbandonarsi alle “abitudini durature quasi permanenti”: ci si troverebbe “fuori dal tempo e dai tempi”.
La libertà . Già , bisogna potersi esprimere, occorre avere la “libertà di cambiare”, in questo talvolta ostacolati da chi professa il quieta non movère e il tacere e sopire, sopire e tacere: tutto ciò in difesa del suo status quo ante, della sua posizione acquisita, del suo fermi tutti (gli altri) che ghe pensi mi. E la prima libertà da conquistare è quella del pensiero, del pensiero di ognuno, prezioso come la più rara gemma al mondo, visto che ognuno di noi sulla terra è un quid di unico, di irripetibile e quindi di prezioso.
Il coraggio. Eh già … ci vuole anche questo per accettare di misurarsi con l’immobilismo del passato-presente e ancor di più con il futuro, con il nuovo, con una scommessa, con la dichiarazione del proprio obiettivo, con un progetto dichiarato (infatti il rischio esiste: e se poi non ce la faccio che figura faccio?).
Questi i tre “fondamentali” di RESTART. In questa sede mi piace aggiungerne un quarto: la passione non nel senso di “sofferenza” bensì nel senso di entusiasmo.
La passione, l’amore per ciò in cui si crede … ieri sera ognuno si è potuto esprimere, Già … “ognunoâ€. Ognuno di noi – come dicevo poc’anzi – è un irripetibile concentrato di sentimenti, idee, desideri, voglia di libertà , di esserci in prima persona.
L’evento si è svolto al Palazzo delle Albere, in Trento. Eravamo oltre ottanta “fissi” oltre gli intervenuti “a rotazione”: quattro laboratori (hi tec; turismo; agricoltura; welfare); altre “centrali del pensieroâ€: i progetti (Progetto Tonale); la consulenza; l’angolo incontro idee-imprese; l’angolo video; quello mica poi tanto angolo dell’ottimo  buffet, apprezzatissimo.
Ognuno allo stesso tempo irripetibile parte di un tutto. Un tutto che vuol far ripartire il pensiero dalla gente, non più vieni qui che ti dico cosa devi pensare e cosa devi fare. Inoltre, un’immediatezza di sintonie tale che mi ha fatto venite in mente un’orchestra classica: ogni suonatore la una individualità , il risultato è una armonia “collettivaâ€. Ragazzi o quasi poco di più, intraprese di vita e di lavoro, il desiderio ed il piacere di comunicare se stessi agli altri e di ascoltare l’Altro: si sta creando la “Comunità Restartâ€.
Un simbolo della “ripartenza”, uno per tutti: Lucia Bruni (Bologna, laurea in Culture e Diritti Umani e in Relazioni Internazionali, specializzazione in Mediazione con i Balcani, Master in Economia della Cooperazione), che partirà in bicicletta da Roma alla volta di Bruxelles per celebrare i 60 anni dell’UE e contribuire in tal modo a far “ripartire” il processo di riunificazione europea (nella tratta trentina sarà accompagnata da FIAB Trento). Questa e molte altre “ripartenze” … come quella di Matteo Boato, già ingegnere e insegnante di chitarra classica, ora pittore; o quella di giovani ingegneri albanesi che stanno aprendo una piccola catena di laboratori hi tec; o quella di un architetto, Giovanni Toldo, ora anche uomo marketing e guida turistica; la prima e unica Srl sociale Le formichine;  etc.. Ripartenza del lavoro, del pensiero libero, dell’iniziativa individuale, della politica.  Chi ne vuol sapere di più … qui sul blog oppure su fb. Oppure telefonandomi o scrivendomi.
Un’opportunità segnalata da RESTART: lavoro per gli under 40:
Grazie a tutte e a tutti (Donatella, Roberto, Viviana, Maria Teresa …) gli “artefici artificieri” di questi fuochi di artificio che illuminano il buio della piattezza del quieta non movere e … grazie, Restart!
Firmato il vostro blogger Riccardo, Presidente di Restart.
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INCONTRI – GLORIA ZENI 2, ARTISTA DELLA MATERIA
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 11 Maggio, 2017 @ 5:10 amDetto altrimenti: a seguito dei post “Incontro†del 18 marzo 2016, n. 2317   e  del post 10 gennaio 2017 (“Accademia delle Muse”)                    (post 2723)
E’ la prima volta che dedico due “Incontri†alla stessa persona, ma sono stato incuriosito da due fatti: il viaggio-studio che l’interessata e le sue allieve hanno compiuto in Boemia, per vedere come nascono I famosi cristalli; la sua mostra nel bosco a Spormaggiore.
E ricominciamo dall’ ….â€inizioâ€: Gloria, nata a ….? Studiata†a …?
Sono nata a Trento il 29 del 9 del 1958. Ho frequentato prima l’Istituto d’Arte a Trento e poi l’Accademia di Belle Arti di Bologna, sotto la guida di Concetto Pozzati. Ora insegno Arti Figurative all’Istituto delle Arti  “A. Vittoria” di Trento.
La tua attuale produzione artistica
Nel mio laboratorio faccio nascere opere pittoriche e in vetro con tecniche che spaziano dal mosaico alla fusione del vetro, molatura e casting. Personalmente ha esposto in diverse mostre collettive e individuali e realizzato scenografie per enti e privati in provincia di Trento e in Italia.
La creatività della Zeni si manifesta anche nell’ambito del vivere quotidiano, in oggetti d’uso. Segno e colore diventano protagonisti frantumandosi nelle mille rifrangenze del vetro. L’identificazione prima con la materia scelta dà i risultati quando l’artista si libera dal disegno e dalla rappresentazione, ricicla materiale povero, pezzi di vetro levigati dall’acqua e dal vento, precedenti scarti di lavorazione, frammenti votati alla morte che ridiventano parte essenziale dell’intero. La forma coincide allora con l’illimitato al quale la vita aspira.( Nicola Loizzo)
Lei ama definirsi “artista accattona†a me piace considerarla artista “maga†pensando a quelle figure femminili dotate di straordinario potere creativo che ricorrono nelle tradizioni popolari: donne che conoscono i segreti della natura, e li utilizzano a fini rigenerativi. Di ciascun oggetto raccolto Gloria sa valorizza le tracce lasciate dallo scorrere del tempo, le forme curiose plasmate dalla natura, che non cancella ma integra nel suo processo creativo per un risultato finale che è appunto sintesi del lavoro del tempo e dell’intervento dell’artista.( Manuela Cescatti)
Gloria, ma .. l’arte … è una malattia di famiglia?
Ho due figlie: Martina e Michela Dal Brollo. Entrambe hanno studiato nel campo dell’arte, senza che io abbia spinto in tal senso, forse da sempre hanno respirato questa aria. Martina ha frequentato l’Istituto d’arte prima e poi la Facoltà di Belle arti a Barcellona ora si trova in Cina a Pechino come insegnante in una scuola d’arte per bambini. Michela prima la scuola d’arte e ora sta frequentando l’Accademia di Belle arti ad Anversa. Tutte e due hanno già esposto in mostre collettive e individuali le loro opere.
Come mai risiedi a Spormaggiore?
Mi sono trasferita da due anni a Spormaggiore, paese natale di mio padre (v. post citato e il suo libro: “Patrum domus revirescit” (cfr. post citato, n.d.r.) . Inizialmente pensavo fosse un disagio, poi ho scoperto che qui ci sono le mie radici e mi sento a casa, questo è il mio rifugio Il paesaggio attorno mi da calore. Svegliarsi la mattina e poter girare lo sguardo dal Piz Galin (Dolomiti del Brenta) …
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… fino alle cime innevate delle Maddalene mi riempie e mi esalta“Poi si ritorna e basta poco per ritrovarsi, un odore che si intrufola nelle narici, un rumore noto, un passo scricchiolante tra le foglie, il vento nei capelli, il sapore consolante e protettivo di casa. Il ritorno solido e aspro tra le montagne, le mie montagne e i miei sentieri sempre lì,  sempre diversi nel susseguirsi delle stagioni e delle ore. Tra verdi di muschio e rossi di foglie, sdraiata mi incanto di blu struggenti, dove rami dalle punte luminescenti si protendono verso l’impossibile†… questo è un passaggio del mio libro del quale hai parlato nel post del 18 marzo 2016 n. 2317.
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Non potendo per natura star ferma ho trasferito qui anche il mio laboratorio. Con le varie macchine per la lavorazione del vetro. La macchina per molare e il forno per la fusione del vetro. Non mancano le attrezzature per il mosaico, un banchetto da orafo e tutto per la pittura. Inoltre legni sassi e altro raccolto nelle mie passeggiate in montagna che mi servono come ispirazione per futuri lavori. Il laboratorio mi serve anche come deposito di tutte le opere mie e delle mie figlie. Spero che in seguito mi dia l’opportunità di vendere qualche lavoro se non altro per recuperare almeno le spese dei materiali. (Il libro qui a fianco è stato presentato, fra l’altro, all’Accademie delle Muse, cfr. post del 10 gennaio 2017 “Accademia delle Muse”).
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Gloria … nel bosco? Dimmi un po’ …
Si, quella che ti ho mostrato l’altro giorno … si tratta di una mostra itinerante permanente denominata: “Di ramo in ramoâ€: opere e installazioni naturali lungo il sentiero che dal Parco Faunistico di Spormaggiore arriva al Castel Bel Fort, allestimento di un percorso artistico nel bosco di Spormaggiore. Progetto delle Biblioteche della Paganella referenti Graziano Cosner, Sandro Osti.  l’Amministrazione comunale di Spormaggiore e la Società Parco Faunistico di Spormaggiore, dalla Fondazione Caritro. Questo progetto si propone di prolungare e collegare il percorso che dal paese di Spormaggiore e in particolare dal museo “la casa dell’orso†dedicato all’orso bruno, animale simbolo del Parco Naturale Adamello Brenta, passa per il Parco Faunistico, per terminare nel luogo storico dove è situato Castel Bel Fort. In questo contesto si intende arricchire il percorso con installazioni artistiche che evidenzino il rapporto tra la natura e l’ambiente che circonda l’uomo.
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Cercando di ritrovare quel sottile equilibrio in cui uomo e natura interagiscono, senza che l’uno predomini sull’altra. Le opere sono state realizzate con elementi naturali che sottoposti all’usura del tempo e ai ritmi della natura si modificheranno e diventeranno un tutt’uno con l’ambiente circostante. Il percorso itinerante si svilupperà in più fasi: prima installazione eseguita da un gruppo di artisti da realizzarsi entro la fine dell’anno 2016. Opere realizzate dagli studenti dell’Istituto delle Arti A. Vittoria di Trento, progetto da realizzarsi entro l’anno scolastico 2016/17. Componenti Progetto: io stessa; altri contributi: Claudio Cestarolli, Marco Cestarolli, Laura Cestarolli, Mauro Zeni. Collaboratore per allestimento: Silvano Zeni. Mappa percorso: Martina dal Brollo.
Progetti futuri
Per il futuro mi basta avere occhi per cogliere ciò che ogni giorno mi viene offerto, voglio avere sempre la capacità di meravigliarmi e di estasiarmi davanti alla magia della vita e tradurre attraverso il “fare”. “Fare” come piccolo omaggio e tributo e perché solo attraverso il “fare” mi sento appagata.
 E … che mi dici del vostro viaggio in Boemia?
Si tratta del gemellaggio dell’istituto delle arti di Trento e Rovereto (organizzato dal dirigente Roberto Pennazzato, Antonio Bari, Cristina Gerola, Maria Grazia Brunelli, Manuela Cescatti. E dalla sottoscritta) con la scuola superiore di specializzazione del vetro di TÅ™eboň e la scuola superiore statale di specializzazione ceramica di BechynÄ›, nella Boemia meridionale, dal 02.04.2017 al 09.04.2017. Organizzatori del gemellaggio: Dirigente Roberto Pennazzato, Antonio Bari, Gloria Zeni, Cristina Gerola, Maria Grazia Brunelli, Manuela Cescatti.
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Il gemellaggio della nostra scuola in Repubblica Ceca è un’esperienza e una collaborazione ormai consolidata negli anni. Questa splendida attività negli anni scorsi ci ha dato l’opportunità di maturare una grande amicizia sia con i colleghi che tra gli studenti delle rispettive scuole. Si sono inoltre approfondite conoscenze, tecniche e scambi culturali che hanno arricchito sicuramente le realtà di entrambe i paesi. Un incontro positivo sia per noi insegnanti che per gli studenti, un occasione di socializzazione e, perché no, di adattamento.
L’accoglienza che ci è stata riservata è stata ineccepibile. Gli operatori scolastici, e le persone incontrate per caso sono state squisitamente gentili cercando sempre di venire incontro alle nostre difficoltà anche prevenendole. La lingua più usata in Boemia oltre quella locale è il tedesco e un po’ di inglese. Nella nostra esperienza avuta con entrambe le scuole boeme interessate all’iniziativa, abbiamo constatato che il lavoro degli insegnati non è unicamente quello di accompagnare gli studenti durante il corso di laboratorio, ma di condividere con gli stessi le aspettative, a volte inattese, nelle realizzazioni degli oggetti progettati con il valore aggiunto dell’esperienza relazionale in un contesto diverso da quello territoriale tradizionale.
Nella Scuola di Ceramica di Bechyne e la Scuola del Vetro di Třeboň, situate nella Regione della Boemia Meridionale appartenente alla Repubblica Ceca, i nostri studenti hanno potuto approfondire le tecniche tipiche della tradizione Boema (laboratori di molatura e incisione, laboratori di pittura e decorazione del vetro, laboratori di tornitura e pittura su ceramica.)
Nelle due cittadine abbiamo avuto l’opportunità di godere dell’atmosfera intima e particolare dei paesaggi, della tranquillità e della bellezza delle architetture tipiche locali. Le cittadine che ospitano le due scuole sono in una zona tutelata sia paesaggisticamente che dal punto di vista idrogeologico, con laghetti, canali, dighe dove l’allevamento di carpe è prevalente. Offrono anche momenti ludici: terme, passeggiate nei parchi, visita a locali tipici.
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Molto importante per noi Docenti è stato poter ricambiare l’ospitalità ricevuta nella settimana che studenti e professori Boemi hanno trascorso in Trentino. Ci siamo attivati per organizzare un programma che potesse soddisfare le loro attese sia nei laboratori scolastici che in visite guidate per ammirare le bellezze culturali e paesaggistiche del nostro territorio. Nei laboratori scolastici hanno frequentato corsi laboratoriali nel dip. di Design del Gioiello, nel dip. di Arti Figurative laboratori di stampa e mosaico, nel dip. Multimedia e nel lab. di Plastica. In questo percorso sono sempre stati seguiti dai docenti della scuola e dai nostri studenti.
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In conclusione questo gemellaggio rimarrà sicuramente nel cuore dei ragazzi e anche nel nostro di insegnanti, crediamo che esperienze di questo tipo abbiano una grossa valenza per un apprendimento diretto e costruttivo nonché per iniziare una dialettica con altre popolazioni che è premessa ad un futuro europeo delle relazioni interpersonali.
Grazie, Gloria, per essere stata disposta a questa intervista e complimenti per la tua, la vostra attività .
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