LA PAZIENZA (anche in politica)
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 6 Agosto, 2016 @ 6:09 amDetto altrimenti: “La pazienza è tutto†scrive Marcello Farina … (post 2446)

Marcello fra alcuni dei suoi tanti libri nella casa di Balbido, il paese dipinto, sulla cui porta spicca la scritta “Le parole sono pietre”
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Non è farina del mio sacco, ma farina di Marcello Farina. Ma d’altra parte, come te le formi le tue idee, le tue convinzioni se non leggendo, rapportandoti ad altri (soprattutto se infinitamente migliori di te)? Uno legge, si rapporta, riflette … poi condivide o meno, poi in questo suo humus può anche nascere un suo pensiero autonomo.
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Ecco, qualche giorno fa, su l’Adige, un intervento di Marcello sulla pazienza. La (virtù della) pazienza intesa come chiave per accedere alla bellezza della vita, ma anche come capacità di reagire pazientemente, con perseveranza ( “festina lenteâ€, affrettati lentamente) a certi aspetti della vita. Infatti, ci ricorda Marcello, “pazienza non è rassegnazione, sopportazione passiva di una condizione di disagio e di sofferenza … non è scappare. Il comportamento paziente si oppone all’opportunismo, allo scaricare su altri ciò che ci compete, al perseguimento del facile successo, al lavoro impreciso, frettoloso e senza scrupolo. Pazienza è ricerca della misura per reagire, non accettazione passiva di una sopraffazione …la pazienza non fa compromessi con l’ingiustizia e la violenza, anzi stimola la ribellione e si esercita nella resistenza, in nome dei valori di civiltà e di convivenza.â€
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Mi è venuto in mente il to be or not to be di Amleto. Il not to be, il porre fine con la rinuncia a se stessi, lo scappare: ecco la non-pazienza. Paziente invece è il to be, l’esserci, l’opporsi nella giusta misura alla palese illogicità di certi ragionamenti; alla sopraffazione concettuale;  alla violenza degli eccessi retorici;  alla manipolazione delle regole; all’imposizione dell’ ipse dixit di turno; al così fan tutti e tu cosa ti credi …; a chi cerca di ammaliarti con sguardi pensosi ed occhi rivolti al cielo ad evocare ragioni e ragionamenti che tu non potresti mai comprendere ma che devi solo accettare fideisticamente. In generale: alle avverse vicende della vita. Anche della vita politica.
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LE DIVERSE “SCALE†: del radar, della politica …
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 5 Agosto, 2016 @ 8:13 amDetto altrimenti: dal titolo non si capisce nulla, ma se leggete avanti ….. (post 2445)
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Naufragio di una nave. Salone Nautico di Genova. Un mio amico ingegnere è addetto a mostrare ai visitatori come funziona un radar. Gira una manopola e in successione vedete rappresentata l’entrata del porto di Genova, oppure, via via che egli “cambia la scala†vi appare il profilo della città , del golfo di Genova, del nord Italia. Ecco cosa è il cambio della scala in un radar, ampliando la quale si ha una migliore veduta dell’insieme ma si perdono i “particolari†importanti, quali ad esempio lo scoglio di Schettino che ferì a morte la “Concordia” nel 2012 o la diga foranea di Genova contro la quale s’infranse la “London Valour” nel 1970.
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Naufragio della democrazia. In un sistema politico democratico, ben vengano il richiamo ad una “logica superioreâ€, il “volare alto†e la “visione d’insieme”, purchè non si perdano di vista “particolari†importanti, quali ad esempio eventuali diverse delibere di un’Assemblea la quale – salvo errore – dovrebbe essere sostanzialmente sovrana e non solo formalmente tale. Infatti, ove si verifichi la scissione fra la logica della base, quella espressa dall’Assemblea, compresa e voluta dai “molti†(i greci polloi) da un lato, e la logica superiore comprensibile solo da chi sa volare alto, cioè da poche menti elette (i pochi, i greci lìgoi), ove ciò deprecabilmente avvenisse la “politica democratica†espressione del demos, ovvero del popolo, dei polloi,  dei “molti†diventerebbe “oligarchiaâ€, ovvero, “lìgoi, pochi al potere”.
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Una ulteriore considerazione: chi si pone troppo in alto, chi rifiuta di “coinvolgersi” con il suo stesso staff, chi vuole sottrarsi al lavoro di gruppo e di confronto delle idee e delle posizioni altrui… che fa? Arretra solo formalmente, nomina all’interno di quel gruppo un suo rappresentante-filtro senza i propri poteri decisionali, al quale impartisce un solo ordine: “Ascolta, raccogli e riporta: non decidere nullaâ€. In tal modo si sottrae al confronto privando  i suoi del momento della partecipazione. Una figura aiuta a chiarire: due imbuti soprapposti che combaciano con la parte estrema del loro beccuccio: uno con la base in basso, uno con la base in alto: ecco chi si vuole porre (troppo) in alto raccoglie solo le istanze che provengono dall’alto e utilizza l’imbuto inferiore non per raccogliere istanze dalla base, ma per distribuire top-down quanto “piove” dall’alto.
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IMMUNITA’ PARLAMENTARE
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 5 Agosto, 2016 @ 6:30 amDetto altrimenti: e ci risiamo …… (post 2444)
E ci risiamo. E’ di ieri il voto del senato che autorizza l’arresto di un senatore. Lui dice: io non ho commesso il fatto. Chi vota a suo favore idem. Chi vota contro, ritiene che invece quel fatto il collega l’abbia commesso. Insomma, il senato e i senatori si pronunciano nel merito, con ciò illegittimamente sostituendosi al magistrato ordinario. E invece l’art. 68 della Costituzione prevede che il senato si esprima sul “fumus persecutionisâ€, ovvero non sulla perpetrazione o meno del reato ascrittogli, bensì valuti se l’accusa mossa al collega sia stata formulata con lo scopo di impedirgli di esercitare la funzione parlamentare. Il che è una cosa ben diversa.
Detto ciò, a mio sommesso avviso persone che ricoprono quei ruoli dovrebbero contemporaneamente “essere” ed anche “apparire” oneste al 100%. Ma questa è un’altra storia …
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BIKE NEWS
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 4 Agosto, 2016 @ 7:14 am Detto altrimenti: vacanze r …. ane      (post 2443)
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Rivane, non romane! E per di più in bicicletta, non in vespa! Ma sì, lo confesso, sono in vacanza in quel di Riva del Garda con “le†bicilette: da strada (corsa); mountain bike; da città ; elettrica. “Le†bici? Non te ne basta una? No, raga, eccome si farebbe, altrimenti?
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- Quella da corsa … ha 35 anni and still going strong! A suo tempo agli onori della copertina di “Bicicletta†tant’era al top della gamma. Ecchè … dovrei tradirla? Quandomai!
- La mtb, una Wilier 18 carati, ottima casa produttrice, modello quanto basta.
- E-bike, per scalare S. Giovanni al Monte, 1000 metri di dislivello in 11 km, altrimenti ecchiccelafapiù?
- Infine la cenerentola ma mica tanto: una onorevolissima bicicletta con i cambi solo alla ruota, da donna, con il suo bravo cestino davanti, di quelle che “speriamo che non me la rubinoâ€, per girare in città .
E le news? Eccole!
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Un nuovo bicigrill a Riva del Garda, sulla strada che si diparte, verso nord, dal Porto S. Nicolò.
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Un modo un po’ singolare di sistemare le rastrelliere portabici sulla ciclabile a lago, a Riva del Garda.
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Un accogliente bici-bar in località Pilcante (Ala), sulla pista ciclabile a 45 km da Trento e 10 km prima di Borgetto. Dice … ma dopo altri  5 km c’è un bicigrill vero, il Ruota Libera Bicigrill in Località Vo’ Destro. Si, vabbè, ma per me che pedalo la Trento-Borghetto quello – pur ottimo, invitante e accogliente – è già un po’ troppo vicino alla sosta di arrivo a Borghetto.
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Borghetto all’Adige, piccolo borgo di “frontiera†(dopo c’è l’ …â€Italiaâ€, ovvero il Veneto). Se andate indietro negli … altri post, troverete il resoconto della prima (ottima) accoglienza ricevuta a Borghetto (post n. 2034 del 29 aprile 2015). La piazzetta: alcune donne, sulle loro sedie, all’ ombra, a fare salotto, come di sti ani … tanti anni fa. La piazza è (anche) loro: la vivono. Sono le stesse signore che puliscono la chiesa, aiutano nelle feste paesane, si aiutano fra di loro.
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Ieri ci sono tornato, in bici elettrica, da Riva (a/r, 90 km) per accordami sulla gira Fiab biregionale (TN-VR) dell’ 11 settembre. Mi accoglie il Presidente della Proloco Adelio Amadori. Cheffai, Riccardo, mangi un boccone? Si, grazie. Passano un paio di suoi amici. Vi fermate? Si grazie. Due telefonate e il gruppetto aumenta: alla fine siamo in sette a tavola: salame, un risotto (2 kg!)  ben condito, formaggio, uva, vino bianco fresco e caffè. Semplicemente al costo della materia prima: mi godo a cucinare, dice Adelio. Ma non basta. Passa il parroco. Don Luigino, l’11 settembre (Gita Bi-Fiab TN_VR)  sei dei nostri? La mattina sono pieno di Messe … Ma io la conosco, padre, lei era parroco ad Arco! Si … Come è piccolo il mondo … Un commensale è Rudy, titolare del ristorante che si affaccia sulla piazzetta, appena arrivato da 17 ore di guida (ha una casa in Spagna). Il ristorante: si si gustano ottimi spaghetti mare e monti (provare per credere!). Concorrenza dalla Proloco? No, perché della Proloco siamo soci regolarmente iscritti. E poi lui stesso si siede con noi per gli spuntini. Rudy. Nomino Don Marcello Farina: lo conosco, esclama, salutamelo, come lui ve ne sono pochi. Pochissimi aggiungo mio. Parliamo. Di fronte a me Franco, fratello di Don Luigino, parente di una tizia che ha sposato Goller, l’autista del mio ex capo Bruno Kessler. Come è piccolo il mondo!
Borghetto: andateci. In bici da Trento sono 55 km. Mangiate e bevete al ristorante e poi … se non avete la bici elettrica – a pancia piena tornate in treno che prendete nella stazioncina del paese a 100 metri di distanza dai vostri spaghetti!
Good bike everybody!
P.S.: i miei nuovi amici commensali hanno fatto a gara per illustrarmi le bellezze della “loro terra geografica”. “Geografica” vi chiedete? Sì, infatti si tratta perloppiù di bellezze venete, sui monti Lessini: località Fosse, il Ponte di Veia (ponte naturale in roccia), località Tomasi, Stube de la Preta, Corno d’Aquilio, etc. Mi riprometto di andare a visitare queste “perle nascoste”.
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DAGLI USA CON AMORE
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 2 Agosto, 2016 @ 2:11 pmDetto altrimenti: no, non è una foto presa da internet, me l’ha mandata una persona che si trova a Los Angeles, appena scattata personalmente  … (post 2442)
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“ARIE” A RIVA DEL GARDA (post 2441)
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 2 Agosto, 2016 @ 6:43 amDetto altrimenti: e non sono i famosi venti di Riva: l’Ora, il Balin, il Sarca, il Peler, bensì …
… arie d’opera, nella splendida cornice del Cortile della Rocca, nell’ambito di MusicaRivaFestival, la rassegna musicale estiva firmata da decenni dalla (giustamente osannata) Signora Mietta Sighele, che presenta i giovani talenti del bel canto “Nella notte dei Musei – Arte nell’Arteâ€. Nove cantanti, due pianisti, sei compositori, molte nazionalità rappresentate.
Il tempo – finalmente clemente - il cortile stracolmo di gente d’ogni età , applausi a non finire. I giusti tributi alla forma d’arte più coinvolgente: la Musica!
I cantanti: tutti bravi, ovviamente chi più e chi meno. Non sta a me premiare con una sottolineatura chi io abbia reputato migliore di altri. Mi limito a citare i due brani che maggiormente mi hanno coinvolto: al primo posto, “Che gelida manina†dalla Boheme di G. Puccini, cantata da Naoki Miyasato e a pari merito “Die Zauberfloete – Der Hoelle Rache†di W.A. Mozart cantata da Claudia Sasso.
Questa sera la serata conclusiva del Festival, sempre in Rocca.
Riva del Garda, riva lacustre alla quale approda tanta bella Musica: questo Festival, i Concerti del Conservatorio Bonporti, quelli organizzati dall’ Associazione Amici della Musica, le trasferte rivane dell’ Orchestra Regionale Haydn, solo per citare alcune fonti. Manca solo una piccola cosa: che l’intera offerta musicale (e non solo musicale) della zona della “Busa†dell’AltoGarda Trentino, sia proposta al pubblico locale e turistico con un unico programma, in molte lingue.
La stessa esigenza si avverte per l’intera offerta culturale e turistica in genere trentina: che essa proposta attraverso un unico strumento web consultabile da tutti i supporti della comunicazione (telefonini, tablet, computer, etc.) in modo che ognuno possa “estrarre†l’offerta alla quale è interessato secondo il criterio prescelto: di data, territoriale, di genere. Lo strumento comunicativo che auspico sua adottato presuppone, a monte, il coordinamento della programmazione e del finanziamento, se non altro per evitare sovrapposizioni di offerte analoghe.
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Fine: il vostro blogger che poi è anche il tesoriere della citata Associazione Amici della Musica in Riva del Garda, smette di tediarvi con le sue “derive gestionali assai poco musicaliâ€.
Good Music everybody! (continua)
(Continua dal post di cui sopra)
Infatti la sera dopo, la conclusione del Festival con il “Gran Gala dell’Opera”: Tamara Kalinkina, soprano; Naoki Miyasato, Tenore; Eung Kwang Lee, baritono – Direttore Marco Boemi; Orchestra Lviv Philharmonic.
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Programma ricchissimo, oltre due ore di concerto: abbiamo fatto saltare fuori scala l’applausometro!
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CICLISTI INVESTITI, FERITI, DANNEGGIATI E DILEGGIATI
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 2 Agosto, 2016 @ 6:04 amDetto altrimenti: sabato scorso, a Lodi                                (post 2440)
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Un pirata della strada investe e ferisce alcuni ciclisti. Le bicilette sono gravemente danneggiate. Il pirata fugge (sennò che pirata è?). I commenti sul web: “Olè! E vai! I ciclisti se la sono cercata, così imparano, era tempo che accadesse, evviva, li asfaltano e si lamentano pure, facciamo sempre così, etc.â€.
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Osservo:
Fuggire, dopo avere investito taluno con l’auto, è un reato (“Omissione di soccorso” Art. 593 C.P.) che prevede l’arresto immediato (Inneggiare e istigare a questo comportamento configura il reato di istigazione a delinquere (Art. 115 C.P). Entrambi puniti con anni di reclusione.- Noi ciclisti, evidentemente, siamo gli “immigrati†della mobilità , gli ultimi arrivati, quelli arrivati da “fuoriâ€, da fuori dei canoni che vedono i cittadini divisi in sole due categorie: gli automobilisti ed i pedoni. Noi siamo di troppo, noi disturbiamo entrambi costoro, sulla strada e sulle piste ciclopedonali. Eppure qualcosa sta cambiando, la pratica della bicicletta sta investendo (“investendoâ€? Dice … ecco, vedi che anche voi “investiteâ€!) l’Europa: se ne stanno accorgendo l’industria, il turismo, i media: il Sole XXIV Ore ha iniziato a tradurre in miliardi di euro ciò che noi muoviamo a pedaliâ€.
- Al di là di ogni altra considerazione, il comportamento di chi approva l’operato di quel pirata della strada non è meno grave di quello dell’investitore stesso.
- In mancanza di un Codice Morale, mi aspetto che chi ha inneggiato al comportamento del pirata e sul websi è firmato, sia perseguito secondo il Codice Penale.
Ne abbiamo ancora di strada da fare verso …  la civiltà !
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DEMOCRAZIA, MAGGIORANZE E MINORANZE
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 1 Agosto, 2016 @ 6:02 amDetto altrimenti: qualche riflessione sulla logica illogica dei comportamenti di certa politica (post 2439)
Democrazia, demos-kratos, il potere, la forza, il governo del popolo, quello che deriva dalla cosiddetta “baseâ€, ovvero dalla espressione dei cittadini votanti. Ma poiché non si può pretendere che tutti la pensino allo stesso modo, si è creato il meccanismo del “governo della maggioranzaâ€: democrazia è il governo della maggioranza dei votanti, ovvero del gruppo che conta più “molti†(politica, dal greco polloi, i molti, da cui la polis, la città (stato), il luogo dei molti).
Orbene, questo sistema può essere violato in modo più o meno apparente, ma sempre – purtroppo – sostanziale. Ecco alcuni esempi:
Prima violazione sostanziale della democrazia: il non andare a votare, il sottrarsi al voto, in qualunque ambito (elezioni politiche, amministrative, assemblee e riunioni di partito, etc.). Infatti, chi non va a votare, chi si sottrae al voto (uscendo dall’aula, dalla sala della riunione, etc.) fa sì che “al limite†la maggioranza che esce dalle urne o dalla delibera assembleare o anche di una semplice riunione politica, sia una maggioranza “meno numerosa†o – al limite – una minoranza dell’intera popolazione degli aventi diritto al voto, con il che la democrazia politica (governo del popolo dei “moltiâ€) tende a trasformarsi in una democrazia poco rappresentativa che lascia spazio al “deus ex machina†di turno, il quale si inserisce sulla base di una micidiale affermazione “si è venuta creando una situazione per cui ora ghe pensi miâ€. Pertanto, il non andare al voto, qualunque sia l’occasione, anche una semplice assemblea di iscritti, è un attacco al sistema democratico, perché ogni voto, anche quello contrario, ha un grande valore in quanto testimonia il rafforzamento del metodo democratico.
Seconda violazione sostanziale della democrazia: prendiamo il caso in cui tutti gli aventi diritto abbiano votato. La minoranza si deve adeguare alle decisioni della maggioranza o deve auto escludersi da quel sistema. Tertium non datur. E invece in questi casi spesso assistiamo ad un secondo tipo di violazione della democrazia: al boicottaggio attivo dell’operatività della maggioranza, con il che si tende a fare inceppare la funzionalità del sistema democratico, che resta tale solo a parole. Orbene, non si pretende certo di togliere voce a chi non la pensa come la maggioranza, ma si vuol fare un distinguo fra chi pretende di trasformare il suo diritto a pensarla diversamente in una contestazione della legittimità stessa della maggioranza ad operare: ovvero da parte di chi scrive ci si permette di contestare la pretesa di deligittimare chi è stato legittimamente eletto, nominato, scelto dai “molti†(polloi).
Terza violazione sostanziale della democrazia: l’Assemblea degli iscritti delibera “A”? Nessuna paura: si fanno sub assemblee, parlamentini vari e di delibera “B”!
Quarta violazione sostanziale della democrazia: chi ha commesso la prima e/o la seconda e/o la terza  delle tre violazioni precedenti accusa la maggioranza di antidemocraticità .
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A LEZIONE DI CICLOPEDONALE – 2
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 31 Luglio, 2016 @ 5:58 pmDetto altrimenti: hai visto mai che forse, batti e ribatti, gutta cavat lapidem …?    (post 2438)
Amici pedoni, vi sottopongo alcuni quiz:
- attraversereste mai le strada sulle strisce pedonali senza nemmeno un sguardo al traffico?
- Attraversereste mai le strada fuori dalle strisce pedonali senza nemmeno un sguardo al traffico?
- In presenza del marciapiede, preferireste camminare sulla strada?
- Sareste contenti se gruppi di altri pedoni ostruissero il marciapiede per chiaccherare fra di loro? (Comportamento punito dal Codice della Strada)
- Se incrociate un altro pedone, cercate di capire se vi passerà a destra o a sinistra o tirate diritto ignorandolo, succeda quel che succeda?
Oggi ho percorso – fra andata e ritorno – una decina di km in bici sulla pista ciclo pedonale da Riva del Garda a Torbole. Mi è capitato più volte di vedere che:
- i pedoni impegnano improvvisamente la pista ciclopedonale senza guardare minimamente se vi sono ciclisti in arrivo;
- in presenza di una pista ciclabile affiancata da una pista pedonale, i pedoni impegnano la pista ciclabile, per di più comportandosi come al precedente punto 1), arrivando anche ad ostruirla completamente;
- Pur in occasione di incrociare un ciclista, non si preoccupano minimamente di prevedere una propria rotta non in collisione con quella della bicicletta;
- Evidentemente pensano che la loro velocità (ovviamente lenta) li esima da tutto quanto sopra;
- Si offendono e si arrabbiano se il ciclista suona il proprio campanello.
Termino qui con una proposta: provate ad andare a Monaco di Baviera e – da pedone – mettere anche un solo piede in una pista ciclabile … poi ne riparliamo.
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SPA E POLITICA
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 31 Luglio, 2016 @ 5:40 pm
Detto altrimenti: la politica vista attraverso l’esperienza delle SpA (post 2437)
Piove. In vacanza. Che fare? Leggo, penso, scrivo. Nell’ordine.
1 – Leggo
Leggo anzi rileggo Utopia di Thomas More nella traduzione di Maria Lia Guardini.
2 – Penso
Penso che almeno lui, Thomas,  aveva avuto la coerenza e la forza di non scendere a compromessi. Dice: “Dai … ma che politico era mai … la politica non è forse fatta di compromessi?” Allora – dico io – forse il vostro assioma non è sempre vero … Infatti in questo caso la sua politica non fu fatta di compromessi! (Uao, raga! Ho inventato i “falsi assiomi! n.d.r.â€). Agli occhi di molti (per quel poco che può contare, fra i tanti ci sono anch’io!) la sua indisponibilità al compromesso è un merito, tant’è che l’hanno fatto Santo (1935): sarà stato per dare uno schiaffone postumo di 400 anni  alla perfida Albione … chi può dirlo? Comunque Santo è. Non ci piove.
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Sir Thomas a me piace anche per un secondo motivo: per avere delineato , ipotizzandolo, “sistema integrato di un possibile governo e dei suoi contenutiâ€: ecco, un sistema completo + i suoi contenuti, come utopia, ovvero come un quid non ancora raggiunto ma come modello completo (metodo + contenuti) da perseguire. E se tutto ciò vi pare poco … Dice … ma che c’azzecca quel titolo “SpA e Politicaâ€? C’azzecca, c’azzecca, perché io, da quando io sono un V.I.P. (Vecchietto In Pensione), dopo avere vissuto e lavorato una vita nelle SpA, ho iniziato a fare un poco di politica attiva e vedo la politica con occhi “da SpAâ€.
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Per inciso; non mi fraintendete: ormai solo le menti più arretrate affermano che obiettivo di una SpA sia il conseguimento del massimo utile di bilancio “a prescindere”. Tant’è che io, che non sono certo fra i più aggiornati ma nemmeno fra gli ultimi retrogradi, credo fermamente che l’obiettivo di una Spa sia la cresciuta delle persone che ci lavorano e di quelle con le quali esse si rapportano. Ma questa è un’altra storia.
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Dice: “Ma insomma, politica e Spa, che c’azzeccano? Ancora non ce lo hai detto anzi scritto”. Scialla raga, eccomi a voi, mi spiego. In politica talvolta si assiste a voltafaccia, a interventi non inseriti in alcuna strategia collettiva di lungo periodo (1), a interventi distruttivi di un sistema in fieri, animati solo da un tornaconto personale … della serie “così o così, altrimenti muoia Sansone con tutti i Filisteiâ€, interventi privi di contenuti, tutte cose che in una SpA porterebbero al licenziamento immediato del manager di turno. Assito a invenzioni di nuovi strumenti politici (contenitori, partiti, movimenti) spesso mono-ideati dal creatore (con la “c†minuscola, per carità !) di turno, anzi, dal creaideatore di simboli che egli dichiara essere mirati – a prescindere dai contenuti – alla riunione del consenso di molti, ma di cui poi egli stesso si appropria trasformando il simbolo – che esiste solo in quanto proprietà di tutti – in una sua personalissima proprietà privata. Il che trasforma il simbolo da fattore di unione a strumento di divisione.
Le minoranze dissidenti: io assimilo gli elettori votanti  e i politici eletti rispettivamente agli azionisti “proprietari” di una SpA e agli amministratori da costoro nominati per la sua gestione.  Orbene, gli amministratori di una spa non possono disattendere le decisioni dell’assemblea, pena il licenziamento. Analogamente, le minoranze in un sistema politico (contenitore, partito, movimento),  non possono pretendere di disattendere le decisioni della maggioranza: meglio se escono dal partito, ovvero se “si auto licenziano”.
Ora chiudo il cerchio del mio ragionamento: se una iniziativa politica è incompleta, priva di contenuti e per di più diventa strumento di divisione, essa ha tre volte fallito nel risultato tipico della politica, che è quello di dare risposte complete, concrete e di unire, riunire, rendere compatibili i diversi contributi. In una SpA un capo, per quanto animato dalle migliori intenzioni, non crea coesione e motivazione sotto di sè e per di più nemmeno si pone l’obiettivo di conseguire risultati di sistema e concreti, viene licenziato. In politica non sempre ciò avviene. Non avviene nemmeno quando la “scissione del pensiero†provocata dal creaideatore avviene a monte, a livello dei contenitori e a prescindere dai contenuti e dai risultati che altri – invece – stanno faticosamente realizzando.
3 – Scrivo
Scrivo il post che avete appena letto.
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(1) Alcide De Gasperi: “Il politico pensa alle prossime elezioni, lo statista alle prossime generazioni”
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