PIANI COMUNICANTI E NON

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 20 Febbraio, 2014 @ 10:09 pm

Detto altrimenti: chi muore nella crisi; chi cerca di risolverla; chi pensa solo a se stesso (post 1392)

Oggi un pizzaiolo, padre di tre figli, non riuscendo a sopportare lo stress di una multa di €2.000,00 comminatagli perchè faceva lavorare “in nero” i suoi familiari. si è ucciso con l’ossido di carbonio della sua auto.

La legge va rispettata, ma. Ma una legge che produce questi effetti è efficiente ma non efficace. Efficace è infatti una legge che ottiene il risultato che si prefigge: in questo caso che quel pizzaiolo regolarizzasse la posizione fiscale dei suoi dipendenti. Non che si uccidesse.

Un ragazzo in piedi di fronte ai carri armati, li ferma; un ragazzo  si dà fuoco a Praga; un cittadino  si dà fuoco in un paese arabo del Mediterraneo; un ragazzo  scaglia un sasso contro i soldati dell’esercito occupante (Che linse?) … Paesi diversi, situazioni diverse … tempi diversi. Singoli gesti che hanno cambiato la Storia.

E la nostra Storia, quando cambierà? Quando la politica darà centralità anche ad un solo episodio quale quello tristissimo del pizzaiolo? Quando la politica cesserà di pensare alla propria rielezione ed inizierà a farsi carico dei problemi della gente?

Ieri uno diceva che “va tutto bene, anche quello che va male: la crisi non c’è”

Oggi un altro dice che “va tutto male, anche quello che va bene”.

La difficilissima governabilità del nostro Paese, dovuta al porcellum. Oggi i creatori del monstrum, cioè della mostruosità, cioè del porcellum (e le loro costole), seduti su di un piano non tangente nè intersecante la realtà, pongono pesanti condizioni a chi operando sul piano della responsabilità e della concretezza, sta cercando di iniziare ad occuparsi dei problemi della gente e di salvare la Nave Italia ed i suoi Passeggeri dal naufragio.

Ed anche chi, seduto nello stesso piano concreto di chi sta cercando di lavorare, magari avrebbe voluto un altro regista, oggi dovrebbe sostenere il regista che si è dato la maggioranza. Hic Rhodus, hic salta … qui, ora … occorre affrontare i problemi … qui, ora occorre lavorare e lasciar lavorare. Basta con i “distinguo”, con i “avrei voluto altrimenti” … “io quello non lo aiuto”. Altrimenti ci si avvicina alle posizioni negative dei creatori del porcellum … e delle loro costole.

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GRILLOCRAZIA

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 20 Febbraio, 2014 @ 7:08 am

Detto altrimenti: grillocrazia? Dicesi “grillocrazia” il contrario della democrazia. Multa paucis. Vediamo un po’ se mi riesce di esprimere molto con poche parole. (post 1391)

Italiani, l’ora delle consultazioni irevocabili è scoccata …

• Grillo: non andremo alle consultazioni con Renzi
• Molti dei suoi: andiamoci
• Grillo: decide la rete
• La rete: andiamoci
• Grillo; ci vado e gli dico “Non ti faccio parlare”. E lo fa.
• Grillo ai giornalisti: “Non c’è democrazia, io voglio una dittatura sobria. Tutti i giorni chiamo Di Maio e gli dico devi fare questo, chiamo i capigruppo… Decido tutto io”.

Ma insomma, non ci sono bastati i due ventenni? Ecchè … vogliamo il terzo?

P.S.: … Grillo? Ma forse invece è democratico … già, perché la rete è composta solo da circa 30.000 “retaioli” su 8-9 milioni di votanti. Quindi, se Grillo ha potuto riscontrare che la maggioranza di queste milionate di persone non voleva che lui “fosse consultato” da quel “carrierista” di Renzi, bene ha fatto ad andare alla consultazione senza farsi consultare. Insomma la sua, in tal caso, è vera democrazia, solo che è una democrazia “occulta”, che non si vede. Bisogna aver Fede in Lui, ecco, avere Fede. Già Uno prima di Lui ha avuto Fede (Emilio), ed ha pervaso di sé il Paese per 20 anni e l’effetto ancor dura (parzialmente). E allora, già che ci sei, Beppe, il tuo movimento chiamalo Forza Frillo!

Frillo? No, ve lo giuro! Volevo scrivere Grillo, ma … sapete … il correttore automatico del computer … e chi ci capisce in queste diavolerie, ti fanno scrivere fischi per fiaschi e Frillo per Grillo … ma vabbè, avete capito … non c’è malizia da parte mia … ! E poi, belandi, u sciu Grillo u’ l’è de Zena cumme mi, che manchieiva atru … E poi, ca … spita, il Signor Grillo è di Genova come me, ci mancherebbe altro …

Repetita iuvant (“giova ripetere le cose”): Democrazia ateniese di Pericle, quinto secolo avanti Cristo: popolazione dell’impero coloniale ateniese: 250.000 persone –  Aventi dirito di voto: 30.000 (come i retaioli di Grillo) – Partecipanti alla assemblea: 5.000 – Intervengono a parlare: 10 – Decide: uno solo, Pericle, il quale avrebbe dovuto redigere il rendiconto ogni anno, il che egli supera facendosi rieleggere anno per anno per ben trent’anni (trentennio? E noi ci lamentiamo dei nostri ventenni? Ma via ….)

Grillini lend me your ears, datemi ascolto! Sapete … – non in particolare di voi, ma in generale – sapete come si dice qui in Trentino? Si dice “L’è pezo ‘l tacon del bus” … è peggio la pezza del buco che si vuole riparare …

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SOLIDARIETA’ SPA

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 19 Febbraio, 2014 @ 10:15 am

Detto altrimenti: solidarietà a due “velocità” … (post 1390)

Quotidiano locale l’Adige di oggi, pagg 1, 14, 15: “Cinque associazioni di volontariato sociale accusate di truffa/malversazione”.

Il dopoguerra …

Guerra in Bosnia appena finita. Insieme ad amici di una Associazione di volontariato, sono stato circa cinque volte nella Repubblica Serba di Bosnia. Ci pagavamo noi stessi il viaggio, il soggiorno, il cibo, gli aiuti che portavamo. Tutto. In Bosnia incontrai personaggi dipendenti di organismi stati e internazionali di volontariato, “gratificati” da stipendi elevati, che vivevano e lavoravano in un paese dove anche il nostro più basso stipendio consentiva una vita da signori. La guerra … una mia poesia, senza maiuscole, senza punteggiatura … capirete … chi l’ha “scritta” non ne ha avuto certo il tempo …

Guerra in Bosnia 

la testa schiacciata / la bocca ricolma / di sangue e sudore / nessuno richiude / la mia ferita / di luce del giorno che fugge / nemici colpiscon da terra / amici dal cielo / vicino al mio viso / un’ape /  senza ricordi / che altri le possan rubare / sugge il suo fiore / respiro il sapore / di guerra / è freddo / il cuscino di terra / mi copre soltanto / la voglia del tempo / un’ape d’acciaio / precipita al suolo / un miele che incendia / svanisce il frastuono / ma no / non cambiate canale / perdono / chi ha regalato / gioielli di piombo e di fuoco / ad un corpo ormai di nessuno / ed esco di scena / in fretta / in silenzio / da solo

Recentemente sono stato invitato ad una cena di sostegno di un’Associazione di volontariato che opera in Africa. Ho pagato la cena, ho versato un contributo, mi sono offerto di fare loro un po’ di propaganda (gratuita, ovviamente!) su questo blog. A tal fine ho chiesto loro qualche dato: quanti fossero ad operarvi, quali investimenti avessero realizzato, quali fossero in progetto, se vi fosse o meno la copertura finanziaria. Non mi hanno risposto.

Concludo. Il volontariato va fatto. La solidarietà va incentivata. Solo, mi permetto di chiedere che i bilanci siano trasparenti, verificati, certificati, che vi siano verifiche puntuali e periodiche sulla raccolta e sull’impiego del denaro. Ciò su tutte le associazioni e fondazioni a finalità umanitarie-socio-assistenziale, grandi e piccole, nessuna esclusa.

Nel frattempo, quando deciderò di contribuire con risorse mie personali a interventi umanitari, lo farò direttamente in favore dell’interessato finale. Come ho fatto quando mi recavo a Prijedor e a Banja Luka, nella Repubblica Serba di Bosnia. Prijedor? Le avevo dedicato una mia poesia:

Prijedor 

Prijedor di pietra / scalzata / bruciata / stupita / perché / ti domandi / e lanci il tuo urlo / di rabbia /al cielo di tutti / ma solo per te / da troppo / lontano …/ perché / mi domando / e ti prendo per mano / e ascolto la voce /di spazi / ricolmi di muto dolore / e mentre sorridi / al piccolo gesto d’amore / io smetto / di esser straniero / a me stesso/ e mi sento più vivo / grato del dono / che offri / al tuo pigro / distratto / amico tardivo.

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SANREMO

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 19 Febbraio, 2014 @ 8:31 am

Detto altrimenti: tanto tuonò che piovve, nel senso che ci sono cascato: ho voluto vedere anch’io qualcosa (post 1389)

Non ne ho visto molto. Sapete, ero stanco … il viaggio di ieri in treno, Trento-Roma-Trento … l’incontro con Renzi … – Il post di ieri è lungo. Oggi voglio essere breve:

1 – Il sipario non si alza, il meccanismo si è inceppato. In Eurovisione. Peccato!

2 – Due cassintegrati-non pagati-senza futuro dal loggione minacciano di lanciarsi nel vuoto. Fazio mantiene la calma. Legge la lettera che i due gli fanno pervenire. “Si, vabbè …” ecco come pare che quel dramma sia accolto dal pubblico … “Non sono mica i soli …” .

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Ormai il dramma di molta gente è una cosa normale . Ecco: l’amoralità della normalità. The show must go on. Anche quello di certa politica, magari proprio al di fuori del teatro in questione …

3 – Fazio mostra (all’Europa!!) le immagini del treno deragliato che, ad Andora, blocca da un mese l’unico binario che collega Genova a Marsiglia! (Altro che TAV! Ecco dove investire!). Invita a dare il via alla più grande opera pubblica mai progettata: la difesa del territorio dai dissesti idrogeologici. Difesa del territorio … ma non certo con gli F 35!

4 – Ligabue canta Creusa de ma’ di de Andrè, in genovese. Bravo. Qualche svarione nella pronuncia, ma bravo il bolognese!

5 – Da quel poco che ho visto mi pare che il Festival della canzone sia stato trasformato i uno spettacolo di varietà. mi sta anche bene.

Ma che saluto è mai il tuo … Beppe?

6 – Grillo? Non l’ho visto, era fuori del teatro … Peccato, alcune cose che dice andrebbero approfondite, non gridate, insultate, senza confronto, senza democrazia: infatti quella dei 30.000 della (sua) rete mi pare la democrazia di Atene ai tempi di Pericle: popolazione totale dell’ “impero democratico” ateniese: 250.000 – Aventi diritto al voto: 30.000 – Partecipanti alle Assemblee: 5.000 – A parlare in Assemblea: 10 – A decidere: 1 (in questo caso, oggi, 2: un certo progresso c’è stato, è indubbio!). Democrazia nella rete?  Ma mi faccia il piacere …

Dissesti idrogeologici? Apro internet, vado sul sito tedesco www.wetterzentrale.de (foto aerea dell’Europa) e vedo una intensa e pericolosissima perturbazione su parte del Marocco, Algeria, Tunisia, parte della Sardegna. Speriamo bene! Già, perchè ormai non ci resta che … sperare, sperare che poi non si debba piangere. Altro che F 35!

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I DIALOGHI DI PLUTONE 1 – (sulla destra italiana, il PD e Renzi)

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 18 Febbraio, 2014 @ 5:15 pm

Plutone incontra Dante e Virgilio

Detto altrimenti: voi forse avete pensato che io volessi dire “di Platone?” No, intendo proprio i dialoghi di quel “diavolo” di Plutone, il Dio dell’Averno! Infatti una commentatrice mi ha definito “diavolo d’un uomo” (leggete il commento al post precedente!). E allora ecco i dialoghi di quel diavolo (Plutone) d’un uomo-blogger che sarei io! (post 1387)

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Trento. Sono andato in treno a Roma. Nella tratta FiRenzi-Roma spero di incontrarlo. Ma ..

sentite il caso, capitato  fresco

a me ch’ivo viaggiando una mattina

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Platone (in arancione), quello dei “Dialoghi”. L’altro è tale Aristotele, un suo amico

Ero seduto in treno, nelle file di sinistra, la poltrona un po’ più al centro, al centro sinistra, insomma. Davanti a me il computer acceso e un piccolo registratore con gli appunti che avevo preso per scrivere e pubblicare un post. A destra tre persone, nei sedili di destra, sì, a destra, avete capito bene. Da come parlavano, era chiaro che si conoscevano da tempo. Io li sento, anzi …  li ascolto e mi dimentico di spegnere il registratore! In tal modo ora posso trascrivervi fedelmente i loro discorsi. Per aiutarvi nella comprensione, vi anticipo che uno era chiaramente berlusconiano (BE); il secondo alfaniano (AL); il terzo di Fratelli d’Italia (FRI). Anch’io sono intervenuto, però solo con i miei pensieri, che nel dialogo che segue sono scritti in rosso.

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Inizia

BE: Bella cosa avete fatto a dividervi da noi, avete visto in Sardegna …

AL: Ma cosa dici … la somma dei tre è maggiore della unità iniziale …

BE: Ma intanto il tuo capo Alfano ha insultato i collaboratori di Silvio …

AL: E’ perché gli vuole bene … ha voluto metterlo in guardia. E poi che dire di quel suo collaboratore molto piccolo di statura che afferma che il governo con il quale Silvio si accinge a definire alcune riforme istituzionali non avrà vita lunga … ci vuole coerenza, diamine!

FRI: hai ragione AL. Il mio vice capo Crosetto invece ha affermato che il nuovo Primo Ministro, soprattutto nei confronti dell’estero, anche se lui è all’opposizione, sarà il “suo” Primo Ministro e lui non lo contrasterà se non su temi specifici e mai con attacchi personali o cercando di delegittimarlo. E si augura, per il bene del Paese, che il Governo Renzi abbia successo. Più di così che si può volere dalla nostra opposizione?

BE: Ma cosa dici FRI, mentre Crosetto diceva queste cose i vostri erano in piazza a reclamare elezioni subito … dai che si è capito … volete comunque rimescolare le carte sperando di scavarvi il ruolo di ucia della balanza …

Ucia della balanza … ago della bilancia … ma allora quel li l’e dei nossi…

FRI: Già, caro BE … perché Silvio cosa sta facendo? Solo che ora a lottare per essere l’ago della bilancia siete in due, voi e il gruppo di AL … quindi vedi un po’ di cambiare discorso … e pensare piuttosto alle legnate sarde che avete preso.

BE: si, vabbè…. succede, ma tanto adesso c’è il Festival di Sanremo …

AL. Che c’azzecca il Festival di Sanremo con le legnate sarde?

Anch’io me lo chiedo

BE: C’azzecca, c’azzecca … perché i media e quindi il popolo sarà attratto e distratto dalle canzonette e il nostro insuccesso non avrà poi quella grande risonanza …

AL. Ah … ho capito, devo dire che questa non l’avevo proprio pensata.

Questa proprio nemmeno io l’avevo pensata …

FRI: E poi, voi due, credete di stare tranquilli? Renzi farà un accordo con BE per le modifiche istituzionali e con AL per il governo del paese …

BE: Ma il nostro piccolo di statura dice che ciò non sarà ammesso …

FRI: Si, tanto poi chi conta è Silvio che lo può smentire da un momento all’altro … il tuo piccoletto …

BE: Lascia stare Silvio, che con la sua politica del dìvide et ìmpera, con il suo parlare con Renzi, sta disfando il PD …

FRI: Ma che dici? Il dìvide et ìmpera lo ha applicato a se stesso,  ha diviso se stesso ma non ìmpera … e poi.. il PD … prima o poi lo capiranno anche loro che conviene a tutti loro appoggiare Renzi, dopo tutto si chiamano “democratici” … ecchè … poi si smentiscono, si fanno auto goal … contestano il capo che loro stessi hanno democraticamente eletto? Mica sono fessi o suicidi …

Ecco questa l’avevo pensata anch’io: anche i “nemici interni” di Renzi, anche chi non lo ha votato, anche chi  fra i PD non lo avrebbe voluto, anche chi non ha approvato l’operazione a danno di quel Galantuomo di Letta, ora sicuramente capirà che è suo dovere e convenienza politica accettare e sostenere il risultato delle scelte fatte a maggioranza, cioè sostenere Renzi.

Pro futuro, non rimescolando il passato. Il passato sono SUNK FUND (1) soldi affondati. Sicuramente  penserà agli investimenti futuri, non alle azioni acquistate in borsa  (politica) a prezzo esoso.  Piuttosto dovrà ragionare partendo dalla situazione nella quale egli si trova oggi. Anche se diversa da quella che – ieri – egli avrebbe voluto, per l’oggi. Con realismo, senza sentimentalismi o spirito di rivincita.  Machiavelli docet (leggete il Machiavelli analizzato da Paolo Mieli nel suo libro “I conti con la Storia, n.d.r.)

(1) in Borsa. Hai acquistato 100  azioni a 300 euro. La azioni scendono a 150 euro. E’ errato acquistarne altre 100 a 150 euro per abbassare il prezzo medio delle 200 azioni a 225 euro. Quei 300 euro spesi inizialmente ti hanno procurato una perdita di 150 euro che ormai  sono sunk fund, soldi affondati, persi. Acquisterai altre azioni a 150 euro solo se pensi che poi possano risalire, non per altro motivo. Cioè: pensa da qui al futuro, non al passato.

Finisce

Ma … dove siamo? Stazione di FiRenzi! Chissà … forse … ma sì, eccolo … sale su questa carrozza … cerca un posto tranquillo … l’unico libero è quello di fronte a me. Si siede, mi saluta con un cenno. Io sorrido, gli stringo la mano “In bocca al lupo, Sindaco!” Mi ringrazia. Vorrei avvisarlo di quei tre che siedono a destra … ma come faccio? Intanto spengo il registratore, poi tiro fuori un libro a caso … “Le origini del fascismo in Italia” di Gaetano Salvemini. I tre di destra lo vedono. Messaggio chiaro. Renzi lo vede. Messaggio chiaro. Mi sorride e mi dice: “Buona lettura!”. Poi, con grande delusione di tutti, appoggia la testa allo schienale, chiude gli occhi, cerca di appisolarsi. Messaggio chiarissimo. Io continuo a tacere e a riflettere. I  tre di destra iniziano a tacere e – spero – anche a riflettere.

P.S.: se mi vedesse il mi’ babbo, dare la mano a uno di Fiore … il mi’ babbo che gl’era di Montalcino, Montalcino che manco i Senesi riuscirono a conquistare, figurati quelli di Fiore! Eppoi, noi Senesi, a codesti costì  di Fiore e gli si diede una bella strigliata da ridere a Montaperti, in quella battaglia che e fesce l’Arbia colorata in rosso … ma questa gli è un’altra storia … ovvia … gnamo … cittini … un ci confondiamo le idee … che ‘sta mattina un è serata …

(IL DIALOGO N. 2 ALLA GIORNATA DEL 13 NOVEMBRE 2014)

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IL PROBLEMA ANTROPOLOGICO

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 17 Febbraio, 2014 @ 3:47 pm

Detto altrimenti: ancor prima del Problema Lavoro … (post 1386)

Senso di appartenenza: la natura è mia, lo Stato è mio, mia è la città, io sono uno dei comproprietari. Io possiedo tutto ciò. Io sono parte di tutto ciò. Come sarebbe bello!
E invece … invec: non vado a votare; lo Stato è tutto ciò che è al di fuori del mio privato; i furti del denaro pubblico … sì, sono gravi, ma meno dei furti nel mio appartamento; la mia casa? Deve essere pulita, ci mancherebbe altro. Un bel pacchetto di piatti di plastica sporchi? Che problema c’è? Li butto nel torrente Fersina, tanto … non è mica casa mia …

Lo so, lo so … sono dettagli … c’è ben altro cui pensare … e poi … forse … lì dietro c’è un Liceo … forse sono stati i ragazzi … una ragazzata … si sa … la gioventù . mica vorremmo processarla per queste piccole cose …

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Sì, avete ragione … ma io questo post lo pubblico lo stesso. Testa dura, sono! E poi … gutta cavat lapidem!

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DIETRO E DENTRO LE PAROLE

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 17 Febbraio, 2014 @ 12:08 pm
Al “Me ne frego” fascista, Don Milani opponeva il suo “I care”, “Mi prendo cura” (degli altri).

Detto altrimenti: “Le parole sono pietre”, firmato Don Lorenzo Milani. (post 1385)

Ieri pomeriggio un mio vecchio conoscente che non incontravo da anni, riferendosi alle richieste di molte parti sociali, mi dice: “Chiedono questo e quello … ma con quali soldi?” E sorride, sereno, rassicurato dalle sue stesse parole di superburocrate in pensione, sposato ad altra super burocrate in pensione.

Io leggo dentro e dietro le sue parole e penso: “Ma i soldi per le tue due mega pensioni, quelli sicuramente devono continuare ad essere trovati. E gli altri si arrangino … vero? Chissene …”.

Poi mi immagino la sua risposta: “Ma si tratta di diritti acquisiti!”.

E immagino la mia duplice risposta: “ … acquisiti e quindi garantiti da quale articolo di quale legge? E che mi dici dei diritti acquisiti di ogni disoccupato ad “avere” un lavoro, alla dignità, ad un futuro, diritti garantiti e acquisiti – questi sì – dalla nostra Costituzione? Si tratta dello scontro fra i tuoi diritti acquisiti al mantenimento di una situazione di forte benessere contro i diritti acquisiti di altri a raggiungere e a vivere una situazione di benessere almeno sufficiente. Quale dei due diritti dobbiamo privilegiare?”

Ma taccio, sorrido a mia volta, non rispondo, lo saluto e me ne vado. Tanto sarebbe stato inutile. Poi rifletto sulla sua domanda. “Con quali soldi?”  E cerco di rispondermi. Oggi si parla in termini di alternativa fra “politica dei tagli” e “politica degli investimenti”. Io mi permetto di sottoporre all’attenzione delle lettrici e dei lettori una sottolineatura: proviamo a specificare un po’ meglio.

Tagli di cosa?

Di sprechi? Di furti? Di evasioni fiscali? Di privilegi di casta? Mi sta bene.
Del welfare? Non mi sta bene.

Investimenti in cosa?

In una politica industriale (Fiat ha trattato con gli USA la sua entrata in USA ma non con l’Italia la sua uscita dall’Italia)? Mi sta bene! Nello studio dell’adeguatezza dell’attuale modello di sviluppo? Mi sta bene! Nel finanziamento dello start up di decine di migliaia di piccolissime imprese e/o cooperative nei settori dell’artigianato, agricoltura, risparmio energetico, turismo, custodia dei siti naturalistici e/o archeologici? Mi sta bene! Nella confezione di un modello (anche solo teorico, per ora) di Stati Uniti d’Europa? Mi sta benissimo!

In mega opere superate dai tempi (TAV) mentre la linea Genova- Ventimiglia, ad un solo binario, è interrotta da quanto … da oltre un mese? Non mi sta bene!
Nella difesa del territorio con gli F35 e non con opere di ingegneria contri i disastri idrogeologici? Non mi sta bene!

“Io assegno le case. Voi andate a cambiare la legge”

Alcuni mi dicono: “Ma la legge prevede …” Ed io rispondo: “Voi ragionate de iure còndito (sulla base delle leggi esistenti), io de iure condendo (sulla base delle nuove leggi che è necessario emanare)”. Cioè, se una legge crea tensioni sociali, non adempie alla sua funzione sociale di equa distribuzione della ricchezza, privilegia investimenti non più prioritari, la si cambi! (congiuntivo esortativo). Un Sindaco di Firenze (Giorgio La Pira, non Renzi!) stava assegnando case popolari secondo equità. I suoi gli fecero osservare che la legge prevedeva diversamente. Lui rispose. “Io assegno le case. Voi andate a cambiare la legge”.

Dice … ma le situazioni da correggere sono troppe, troppi i casi …  migliaia sarebbero gli interventi, anzi, decine di migliaia, centinaia di migliaia … Al che io rispondo: “Dov’è il problema? Fatevi aiutare da Telecom, dalla TRE, da Wind, da Infostrada … gruppi che gestiscono miliardi di informazioni … Dai che oggi non è questo il problema …”.

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PARLAMENTO SCIPPATO?

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 17 Febbraio, 2014 @ 9:28 am

Detto altrimenti: … scippato perchè la crisi di governo non è stata formalizzata in quella sede?  (post 1384)

Questo si che è uno scippo ... non quello che dite voi ...

No. Il parlamento non è stato scippato, si è scippato da solo. Da tempo. Tante volte. Infatti i parlamentari sono ben contenti di esserci, in PARLAMENTO (il corsivo, le maiuscole e le minuscole non sono utilozzate a caso!) e ci sono in quanto scelti dai capi partito, in PARLAMENTO, e sono ben contenti di “non lavorare”, nel senso che le leggi vengono definite nelle sedi dei partiti e poi in sede governativa. Loro … poi, ma solo poi … in PARLAMENTO i parlamentari  ratificano (ma quanto ra-ti-faticano!) e/o procedono a colpi di (non faticoso) voto di fiducia.

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Tutti, parlamentari in testa, contestano l’attuale legge elettorale. Da anni. E da anni non la cambiano. Chevvordì? Ora pare veramente che la si voglia cambiare (Renzi). Al che io mi e vi domando:

• solitamente dopo una nuova legge elettorale si va a votare. O no?
• Renzi afferma: “Al 2018! Al 2918!” …  O no?
• E allora … avremo legge nuova e eletti (rectius: nominati) vecchi?
• E poi, si chiamano a votare la nuova legge i parlamentari che con il cambiamento e nuove elezioni potrebbero perdere il vitalizio … ops, scusate, volevo dire potrebbero perdere il pesante ed impegnativo, responsabile ruolo di rappresentanti del capo partito … ops, scusate, volevo dire del popolo?
• Come voterebbero i senatori sull’abolizione del SENATO?

Diice … si …vabbè … ma i parlamentari intanto protestano di essere stati scippati dalla “manovra” Renzi a danno di Letta e dalla necessaria conseguente azione (assolutamente costituzionale, n.d.r.) del Presidente Napolitano …

Protestano? E’ la protesta di un assente contro chi è stato sempre presente, dico io.

Dice … ma il PARLAMENTO è sovrano, “è” la sovranità del popolo …

Dico io: ma qua’ sovranità del popolo, ma mi faccia il piacere … (firmato Totò) … se manco noi vi abbiamo eletti  a voi! Eppoi, vi sta bene vivacchiare protestando con cartelli, litigando, votando fiducie a raffica, uscendo dall’aula, non salendo al Colle … tanto “stipendium decurrit”, cioè scorre lo stipendio e matura il vitalizio! Ecchè, siete mica fessi, siete! Del resto uno di voi che non nomino per rispetto della “praivaci”, lo dice spesso e chiaramente “Io penso ai c… miei … - A me che me ne f … – Tu pensa ai c… tuoi …” (sic!). Uno solo lo dice, ma voi .. dite la verità … voi … quanti di voi pensano la stessa cosa? Dai, siate sinceri, almeno con voi stessi … non dico di scriverlo come commento al mio post, ma di fronte alla vostra coscienza, nel segreto del Vostro ampio e bel arredato ufficio. Cosa? Mi chiedete cosa è la coscienza? Ve lo dico subito: la coscienza è quella “cosa” che dovrebbe indurvi a dimettervi di fronte a quello che voi ritenete essere uno scippo ai vostri danni. Dimettervi, come ha fatto quel Galantuomo di Letta che io stimo moltissimo. Oppure, almeno, non gridate allo scippo, grazie.

E voi invece rientrate dal vostro stato di letargo/assenza per protestare contro il Grande Scippo! Già, dite voi, siete “sovrani” … eh … siete sovrani come quel presidente di una Spa che se ne stava assente dalla “sua” SpA per mesi, si curava  i suoi (altri) interessi e poi improvvisamente rientrava nella SpA e pretendeva di criticare, giudicare e modificare l’azione del suo Amministratore Delegato (l’Amministratore Delegato ero io, n.d.r.), il quale invece era stato a farsi il mazzo nella SpA tutti i santi giorni … quel presidente che sparava le sue improvvisate nella Assemblea degli Azionisti e che avrebbe voluto che il suo Amministratore Delegato gli dicesse “Bravo, è proprio così” . E invece no, io non lo dissi quel bravo, esposi le mie (diverse dalle sue) idee ed alla fine io fui confermato e lui se ne andò via (per dimissioni, ecco … almeno quelle!)  dalla SpA. Ecco cosa mi richiamate alla mente, voi parlamentari oggi gridanti allo scippo.

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UNA DOMENICA DIVERSA

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 17 Febbraio, 2014 @ 8:23 am

Detto altrimenti: Musica “sacra” e spettacolo “profano” (post 1384)

1 – MUSICA “SACRA”

Trento, Sala Filarmonica, “I concerti della Domenica” ore 10,30 – quintetto:

Stefania Neonato

Stefania Neonato, pianoforte antico, alias fortepiano
Miriam Caldarini, clarinetto
Elisa Bognetti, corno libero
Magdalena Karolak, oboe
Michele Fattori, fagotto

Pianoforte antico o fortepiano, lo trovate ai post del 26 gennaio e 1 febbraio 2012. Gli strumenti musicali utilizzati per il concerto sono riproduzioni di originali. Per i fiati, infatti, l’invecchiamento è “deterioramento”, a differenza dei violini che “migliorano nel tempo come il vino”. Il pianoforte del concerto? Una copia di un originale del 1810!

Le musiche eseguite? Brani di Mozart e Beethoven. Mozart, il primo a “nobilitare” i fiati, sino ad allora quasi esclusi dai salotti. Beethoven, ponte fra l’ultimo settecento e il primo romanticismo.

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Stefania Neonato, poi ha eseguito da solista la fantasia op. 77 in sol min. di Beethoven, lasciandoci letteralmente a bocca aperta e ad occhi chiusi! Stefania, docente di Fortepiano alla Musikhochschule di Stoccarda e sempre più impegnata in ambiti internazionali!
La sala, stracolma. Conviene infatti arrivare molto prima, per assicurarsi i posti migliori. L’orario. L’inizio è fissato per le 10,30, il che comporta che alle 12,00 – a concerto in corso – giunga il suono delle campane …. Forse si potrebbe anticipare l’inizio alle 10,15 …

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Una considerazione non strettamente “musicale”. La bellezza del concerto è consistita anche nell’incontrare in sala tanti amici, appartenenti a circoli e a gruppi con interessi diversi: circoli sportivi di ciclisti o di amanti della montagna; frequentatori di gruppi di lettura; soci di circoli culturali; etc… tutti accomunati dall’amore per la Musica, tutti palesemente felici nel riscoprirsi accomunati anche per questo motivo, quasi un ri-conoscersi, un conoscersi nuovamente, sotto un ulteriore piacevolissimo profilo.

E’ difficile per un non-musicologo quale sono io, semplice musicofilo, commentare i brani e la loro esecuzione, se non con la magìa del lasciarsi trasportare dai suoni settecenteschi in un altro mondo, nel quale i suoni di un quintetto di fiati e pianoforte avevano l’esclusiva rispetto all’affollata distrazione odierna di radio, tv, cd, etc, etc.. Mi auguro che i miei lettori musicologi vogliano commentare queste mie poche righe con interventi ben più significativi delle mie poche, dilettantesche righe!

Che dire? Evviva la Musica!

2 – SPETTACOLO “PROFANO”

Trento-Villazzano, Circolo Bonporti, ore 17.00.

La Presidente Daniela Dalrì, con il marito, il noto giornalista-storico-politologo Luigi Sardi

Daniela Dalrì Sardi organizza e presenta lo spettacolo musicale e di arte varia dialettale e non del gruppo PoeMus, “Poema” di Poesia e Musica.  Autori ed interpreti, Antonia Dalpiaz (voce), Alessio Di Caro (pianola e voce), Piergiorgio Lunelli (chitarra e voce), Lino Roccabruna (voce).  Voci, chitarra, pianola. Anche qui, sala stracolma. Brani di prosa dialettale, poesie, musiche popolari e non (fra cui brani di De Andrè e Dalla).

“Il Gruppo, cositutito nel 1976 da Piergiorgio Lunelli, musicista ed attore, offre ad più di 15 anni un viaggio nella cultura popolare trentina. sia attraverso al musica, il canto, la poesia ed il teatro. La finalità è quella di istruire divertendo o se volete di divertire istruendo attingendo ad un patrimonio ricchissimo che vede in prima fila autori di rilevante spessore che hanno raccontato il Trentino con sensibilità, arguzia ed ironia”.

Il simpatico magazzino dei costumi dei quattro attori

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Co-autrice, co-recitatrice e presentatrice la dinamica Antonia, allo stesso tempo anche ottima regista dei tempi serrati ed incalzanti dei vari momenti, che non lasciano spazio allo spettatore di riprendersi dalle emozioni di ogni singolo pezzo che si trova calato in quello successivo.

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La bellissima sala della Villa Mersi che ha ospitato la rappresentazione

Un intelligente e ricco mix di rispolverature dialettali, di musica, di scherzi dal Veneto al Sud Tirolo, intervallate da brani musicali e vocali, sempre comunque con il sottofondo “orchestrale” della miracolosa pianola tuttofare di Alessio Di Caro.

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Ed alla fine, gentilmente offerti dall’ospitale Daniela Dalrì, grostoi e smaccafam.

(www.poemus.net – Piergiorgio Lunelli, Via Marnighe, 21/2 – 38121 Cognola Trento TN)

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PER VEDERE ALTRE FOTO, ECCO IL LINK:

https://drive.google.com/folderview?id=0B0KJPd_XoznSc0Z5N1g3blNHMFk&usp=sharing

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GIOVINEZZA, GIOVINEZZA …

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 16 Febbraio, 2014 @ 9:22 am

Detto altrimenti: nostalgia fascista? No, raga, bensì … (post 1383)

Quant’è bella giovinezza,
Che si fugge tuttavia!
Chi vuol esser lieto, sia:
di doman non c’è certezza

(Lorenzo de’ Medici, Canti Carnascialeschi, Canzone di Bacco)

Quant’è bella giovinezza? Per i giovani disoccupati? Per i giovani che hanno addirittura perso la fiducia nella ricerca di un lavoro? Per i giovani che non hanno futuro? Certo che in parte Lorenzo De’ medici ragione l’aveva, quando affermava che del doman non v’è certezza ….

Già nel passato, tale Signor De Michelis (1), Ministro del lavoro: “I giovani devono inventarselo, il lavoro”.
Ieri, altro Ministro (ma allora è un vizio!), la Signora Fornero: “I giovani sono choose”, schizzignosi, troppo esigenti …
Oggi, tale Lapo Elkann (figlio di FIAT): “I giovani sono pigri, preferiscono stare in casa con i genitori”.

Ecco, finalmente ho capito di chi è la colpa! Eppure tale Fedro, qualche millennio fa, ce l’aveva insegnato con la favoletta del lupo e dell’agnello:

Un lupo e un agnello, spinti dalla sete, vanno allo stesso ruscello. Il lupo sta più in alto e, un po’ più lontano, in basso, l’agnello. Allora il malvagio, incitato dalla gola insaziabile, cerca una causa di litigio. “Perché – dice – mi hai fatto diventare torbida l’acqua che sto bevendo? E l’agnello, tremando: “Coma posso – dice – fare quello che lamenti, lupo? L’acqua scorre da te alle mie sorsate!” Quello, respinto dalla forza della verità: “Sei mesi fa – aggiunge – hai parlato male di me!” Risponde l’agnello: “Ma veramente… non ero ancora nato!” “Per Ercole! Tuo padre – dice – ha parlato male di me!” E così, lo afferra e lo uccide dandogli una morte ingiusta. Questa favola è scritta per quegli uomini che opprimono gli innocenti con false accuse.

La volete in latino? Eccola!

Ad rivum eundem lupus et agnus venerant, siti compulsi. Superior stabat lupus, longeque inferior agnus. Tunc fauce improba latro incitatus iurgii causam intulit: “Cur – inquit – turbulentam fecisti mihi aquam bibenti?” Laniger contra timens : “Qui possum – quaeso – facere quod  uereris, lupe? A te decurrit ad meos haustus liquor.” Repulsus ille veritatis viribus: “Ante hos sex menses male – ait – dixisti mihi”. Respondit agnus: “Equidem natus non eram!” “Pater, hercle, tuus – ille inquit – male dixit mihi!” Atque ita correptum lacerat iniusta  nece. Haec propter illos scripta est homines fabula qui fictis causis innocentes opprimunt.

Ecco, raga, chi ha oppresso chi? I giovani, nati dopo di noi, nati dopo che il debito pubblico era già elevato, nati dopo che l’immoralità era stata sconfitta dall’amoralità … i giovani hanno oppresso e violentato noi anziani e/ figli di Fiat oppure siamo noi anziani e/o figli di Fiat ad opprimere e violentare loro?

(1) De Michelis, ricordate? Amante dei night club … ma con quali soldi ci andava? Se oggi riusciamo appena appena a scorgere la punta dell’iceberg dei furti dei fondi assegnati ai partiti politici, in allora … forse …. ma no, cosa penso mai? Queste cose allora non succedevano! No … no di certo che non succedevano solo oggi, oggi, non ieri … ci mancherebbe altro! Certo però che a pensar male …

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