1919 -2013 -…. IERI, OGGI E (SPERIAMO NON) DOMANI

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 14 Marzo, 2013 @ 3:13 pm

Detto altrimenti: a pensar male … 

1919 – Avevamo vinto la guerra ma. Ma fummo specialisti nell’esaltare la nostra unica grande battaglia persa (Caporetto) e non le tante vinte, mentre i Francesi fecero l’opposto: passarono sotto silenzio le loro moltissime “Caporetto” ed esaltarono l’unica loro vittoria (la Marna). Insistemmo per avere la Croazia (che sarebbe stato un debito!) e perdemmo Fiume.  E poi, nonostante il forte substrato elettorale (v’era stato il suffragio universale), il governo non avviò le molte riforme necessarie e possibili che avrebbero evitato all’Italia di cadere preda di Mussolini, cioè di uno che gridava contro tutti e contro tutto, che voleva abolire tutti i partiti, tutti i sindacati, il senato, le spa, le banche il mercato azionario, etc.. Mussolini che trovò seguaci fra i reduci (disoccupati e scontenti) …

2013 – La situazione è ben diversa. Noi non siamo autolesionisti, non abbiamo uno che dice che l’italia è praticamente già fuori dall’euro. No, da noi non c’è stato uno che per 20 anni ha avuto una stragrande maggioranza in parlamento e che non ha fatto riforme perché tanto non ce n’era bisogno …. non c’è oggi uno che grida contro tutto e contro tutti … no. Noi non abbiamo reduci dagli studi o da un  lavoro che siano disoccupati e scontenti, no … ci mancherebbe altro … oggi l’è tut n’autro ciulè, è tutto un altro ciullare (dialetto piemontese doc).

Fine del post

Ceterum censeo … e poi penso che non sia accettabile che parlamentari del secondo partito di maggioranza relativa del paese, violando le regole di accesso (controlli elettronici compresi, tanto per capirsi), invadano il tribunale di Milano cercando di forzare l’andamento della giustizia e interferendo nel principio costituzionale della separazione dei poteri. Inoltre, così come non approvo chi nel passato ha definito il parlamento un possibile “bivacco di manipoli”, non approvo oggi chi lo definisce “una scatola di sardine”. Prendo infine atto che oggi due persone sono purtroppo di ostacolo all’esercizio della democrazia: una, per i suoi problemi giudiziari; l’altra, per la indisponibilità a “partecipare” al governo del paese, essendo disponibile solo al “proprio” governo, benche’ in minoranza, aspirando inoltre essa – nel frattempo – non a raggiungere la maggioranza dei consensi, ma la totalità.

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LA FATTORIA DEGLI ANIMALI (DEL GRILLO PARLANTE) – FAVOLA PER ADULTI

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 14 Marzo, 2013 @ 2:49 pm

Detto altrimenti. No, non quella di Orwell, un’altra … più moderna …

C’era una volta una fattoria con tanti animali e insetti d’ogni specie. Uno di essi era un grosso grillo che aveva imparato a parlare. Per questo lo chiamavano il grillo parlante. Il grillo si era messo in testa di diventare il capo di tutti, animali e insetti, a seguito delle consuete periodiche elezioni che si sarebbero tenute per rinnovare il governo della comunità. Pensa e ripensa, il grillo si consultò con un suo fedele amico che aveva una casetta di legno con dentro un leggìo  (per questo tutti lo chiamavano “Casa-leggio”) e architettarono una singolare procedura. Innanzi tutti contarono gli animali e gli insetti disoccupati. Erano tanti, e il loro numero stava crescendo sempre di più. Ovviamente costoro non erano contenti della loro condizione e comunque sarebbero stati pronti ad afferrare al volo. Ecco che i due amici offrirono loro di inserirli nella lista degli amministratori della comunità, carica che prevedeva un ottimo stipendio ed una altrettanto ottima pensione. Detto fatto. Aderirono in molti, anzi, in moltissimi, e i nostri due amici, pur non vincendo le elezioni, ebbero un consistente numero di eletti nel consesso che avrebbe governato la comunità.

Ma sorse un problema. E se poi gli eletti non avessero seguito gli ordini del grillo e assero poi votato di volta in volta in modo diverso ripsetto alle sue istruzioni? I due eroi trovarono subito la soluzione: convinsero gli eletti a non collaborare alla nascita del governo della comunità, facendo sorgere la necessità di nuove elezioni e minacciarono di non inserire in lista chi non avesse obbedito ai loro ordini.

Il Gufo saggio

Tutto sembrava filare liscio, ma intervenne un gufo saggio che disse agli eletti: “Ma siete pi sicuri che poi lui vi ricandiderà, o che invece non candiderà altri al posto vostro? E poi, ora siete nel gruppo che deve far nascere il governo e se tutto va liscio, ci resterete per cinque anni, maturando stipendi e pensione. Chi ve lo fa fare di non far sorgere il governo, o, successivamente, di farlo cadere?”.Molti non accettarono, ma una certa parte si convinse, e quando si trattò di votare la fiducia al nuovo governo composto dagli animali che non erano nel gruppo del grillo parlante, i voti ci furono, il governo ricevette la fiducia e si insediò. Il grillo parlante era furioso e radiò dal suo gruppo i “traditori” che però formarono un gruppo a parte, indipendente, disposto a discutere di volta in volta con il governo i punti del programma.

Il grillo era molto arrabbiato e pensò: “La colpa è tutta dell’art. 67 del regolamento della fattoria, che prevede che i singolo animali votino senza vincolo di mandato. Alla prima occasione devo cercare di modificare questa regola e poi ritentare la scalata al potere”. Ma nel frattempo tutti gli animali della fattoria avevano capito quale fosse la sete di potere del grillo, e a seguirlo nei suoi progetti furono sempre di meno …. E fu così che di votazione in votazione, la fattoria fu ben governata, senza che nessuno provasse a modificare quel famoso articolo 67. E vissero tutti felici e contenti.

Fine del post e della favola

Ceterum censeo … e poi penso che non sia accettabile che parlamentari del secondo partito di maggioranza relativa del paese, violando le regole di accesso (controlli elettronici compresi, tanto per capirsi), invadano il tribunale di Milano cercando di forzare l’andamento della giustizia e interferendo nel principio costituzionale della separazione dei poteri. Inoltre, così come non approvo chi nel passato ha definito il parlamento un possibile “bivacco di manipoli”, non approvo oggi chi lo definisce “una scatola di sardine”. Prendo infine atto che oggi due persone sono purtroppo di ostacolo all’esercizio della democrazia: una, per i suoi problemi giudiziari; l’altra, per la indisponibilità a “partecipare” al governo del paese, essendo disponibile solo al “proprio” governo, benche’ in minoranza, aspirando inoltre essa – nel frattempo – non a raggiungere la maggioranza dei consensi, ma la totalità.

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LA SQUADRA NAZIONALE POLACCA DI SCI … VERY JUNIORES

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 14 Marzo, 2013 @ 2:09 pm

The Polish Olimpic National Ski Team (very juniores, of course!), with their instructor

Questa mattina presto ero a sciare in Paganella. Da bravo nonno qual sono, non mi sono persa questa istantanea. E poi … I promised them … avevo promesso loro un post! Ecco, this is all, questo è tutto. See you tomorrow, ci vediamo domani, sempre sulle stesse nevi, on the same snow … and have a good training for next Olimpic Games!

Buone vacanze, e auguri per le Olimpiadi!

Nonno (grandfather) Riccardo

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GRILLO: ” IL 15% DI VOI MI POTRA’ TRADIRE”

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 14 Marzo, 2013 @ 1:51 pm

Detto altrimenti: solo il 15%?

Grillo, hai imbarcato molti ex disoccupati. Pensi che vogliano correre il rischio di elezioni anticipate, il rischio di non essere rieletti, di non maturare stipendio e vitalizio?

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Ceterum censeo … e poi penso che non sia accettabile che parlamentari del secondo partito di maggioranza relativa del paese, violando le regole di accesso (controlli elettronici compresi, tanto per capirsi), invadano il tribunale di Milano cercando di forzare l’andamento della giustizia e interferendo nel principio costituzionale della separazione dei poteri. Inoltre, così come non approvo chi nel passato ha definito il parlamento un possibile “bivacco di manipoli”, non approvo oggi chi lo definisce “una scatola di sardine”. Prendo infine atto che oggi due persone sono purtroppo di ostacolo all’esercizio della democrazia: una, per i suoi problemi giudiziari; l’altra, per la indisponibilità a “partecipare” al governo del paese, essendo disponibile solo al “proprio” governo, benche’ in minoranza, aspirando inoltre essa – nel frattempo – non a raggiungere la maggioranza dei consensi, ma la totalità.

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GRILLO REGATANTE A VELA

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 14 Marzo, 2013 @ 1:44 pm

Detto altrimenti: ligure lo è … e allora forse è anche un velista …. anzi, un regatante!

Goletta “Italia”: 10 persone bastano, per regatare, se “governano” tutte, però …

 

Grillo vuole diventare skipper del veliero Italia, che ha un equipaggio di 10 persone. Tanto ha fatto e tanto ha detto che è riuscito a farvi imbarcare quattro marinai di sua fiducia, ai quali ha detto: “Non partecipate alle manovre per il governo del veliero Italia. Vedrete che senza il vostro apporto il veliero Italia perderà la regata. A quel punto arrivo io, incolpo lo skipper attuale e assumo  il comando”.

 

 

 

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Ceterum censeo … e poi penso che non sia accettabile che parlamentari del secondo partito di maggioranza relativa del paese, violando le regole di accesso (controlli elettronici compresi, tanto per capirsi), invadano il tribunale di Milano cercando di forzare l’andamento della giustizia e interferendo nel principio costituzionale della separazione dei poteri. Inoltre, così come non approvo chi nel passato ha definito il parlamento un possibile “bivacco di manipoli”, non approvo oggi chi lo definisce “una scatola di sardine”. Prendo infine atto che oggi due persone sono purtroppo di ostacolo all’esercizio della democrazia: una, per i suoi problemi giudiziari; l’altra, per la indisponibilità a “partecipare” al governo del paese, essendo disponibile solo al “proprio” governo, benche’ in minoranza, aspirando inoltre essa – nel frattempo – non a raggiungere la maggioranza dei consensi, ma la totalità.

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GRILLO …UN REATO?

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 14 Marzo, 2013 @ 1:32 pm

Detto altrimenti: forse si …

Diffondere notizie che turbino il regolare andamento delle quotazioni di borsa è un reato.
Grillo ha diffuso presso la stampa estera il seguente messaggio: “L’Italia di fatto è già fuori dall’Euro. Appena gli stati e la finanza estera si saranno liberati dei nostri titoli di debito pubblico, lasceranno andare l’Italia alla deriva” . Cito a memoria, ma il concetto è questo. Mi domando: le sue affermazioni non contribuiscono a far diminuire la fiducia dei mercati e quindi a fare aumentare il rischio Italia, a far diminuire il valore dei nostri titoli e quindi a far aumentare gli interessi che noi tutti paghiamo a fronte dell’indebitamento pubblico?
E’ lecito e legittimo da parte sua parlare così? Non vi è alcuna sanzione di legge o almeno sociale?

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Ceterum censeo … e poi penso che non sia accettabile che parlamentari del secondo partito di maggioranza relativa del paese, violando le regole di accesso (controlli elettronici compresi, tanto per capirsi), invadano il tribunale di Milano cercando di forzare l’andamento della giustizia e interferendo nel principio costituzionale della separazione dei poteri. Inoltre, così come non approvo chi nel passato ha definito il parlamento un possibile “bivacco di manipoli”, non approvo oggi chi lo definisce “una scatola di sardine”. Prendo infine atto che oggi due persone sono purtroppo di ostacolo all’esercizio della democrazia: una, per i suoi problemi giudiziari; l’altra, per la indisponibilità a “partecipare” al governo del paese, essendo disponibile solo al “proprio” governo, benche’ in minoranza, aspirando inoltre essa – nel frattempo – non a raggiungere la maggioranza dei consensi, ma la totalità.

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LA GIUSTIZIA SECONDO BERLUSCONI

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 14 Marzo, 2013 @ 7:02 am

Detto altrimenti: giustizia? (Ecco un altro open post dell’open blog, firmato GFP)

Tutti siamo innocenti davanti alla legge fino a prova contraria e la prova contraria la può stabilire solo il giusto processo. Fino a qui penso che tutti siamo d’accordo. Non è però d’accordo Silvio Berlusconi e i parlamentari che “non istigati la lui” (?) , come dicono loro, si sono precipitati a Milano alla sede del Tribunale dove si celebrano alcuni suoi procedimenti penali (ripeto, penali!) a manifestare contro la Giustizia Italiana. Pacificamente, dicono loro. A me è sembrata una minaccia. Minaccia ventilata più volte da esponenti di rilievo del PDL (come quella di ricorre all’Aventino). Non posso pensare che i cittadini che hanno votato PDL siano tutti contenti di aver visto una simile aberrante manifestazione. Ho parlato con alcuni di loro a Rovereto e tutti hanno stigmatizzato negativamente l’avvenimento. Perché Alfano non fa sondare il pensiero dei pidiellini?
Certamente bisogna stare bene attenti alla deriva che potrebbe portarci un acuirsi della situazione tragica nella quale ci troviamo.

Garantire a Berlusconi la partecipazione alla complessa fase politica in pieno svolgimento non era doveroso.
Respingere l’ipotesi del complotto dei giudici richiamato insistentemente da lui e dai suoi sostenitori più accaniti era doveroso.
Censurare lo squallido comportamento dei parlamentari riunitisi al tribunale di Milano era d’obbligo.
La giustificazione di tale atto è politicamente scorretta. Non è pensabile di giustificare un gruppo di persone elette dal popolo che si ribella contro un potere dello Stato.
Fortunatamente il CSM si è astenuto dall’ interpretarlo.
Cosa vogliono i pidiellini? Un legittimo impedimento “perpetuo e ad personam”?
Con questa manifestazione a dir poco sediziosa e intollerante vogliono far tacere la Giustizia? Vogliono assicurare al loro leader un salvacondotto perpetuo?
Devono invece mettersi bene in testa che chi sbaglia paga.
Se non si interviene in tempo – e questo lo devono capire subito Bersani, Monti e Grillo – rischiamo di balcanizzare la nostra cara e amata ITALIA.

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Ceterum censeo … e poi penso che non sia accettabile che parlamentari del secondo partito di maggioranza relativa del paese, violando le regole di accesso (controlli elettronici compresi, tanto per capirsi), invadano il tribunale di Milano cercando di forzare l’andamento della giustizia e interferendo nel principio costituzionale della separazione dei poteri. Inoltre, così come non approvo chi nel passato ha definito il parlamento un possibile “bivacco di manipoli”, non approvo oggi chi lo definisce “una scatola di sardine”. Prendo infine atto che oggi due persone sono purtroppo di ostacolo all’esercizio della democrazia: una, per i suoi problemi giudiziari; l’altra, per la indisponibilità a “partecipare” al governo del paese, essendo disponibile solo al “proprio” governo, benche’ in minoranza, aspirando inoltre essa – nel frattempo – non a raggiungere la maggioranza dei consensi, ma la totalità.

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PER UNA POLITICA COME PROFESSIONE (da narcolessico)

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 13 Marzo, 2013 @ 9:06 pm

Detto altrimenti: ridurlo e controllarlo, si. Abolirlo, no. Cosa? Il finanziamento pubblico ai partiti.

“Non fidarti di chi non vuole soldi, di chi non vuole essere pagato, di chi afferma di fare le cose per puro spirito di servizio (Casalegno, n.d.r.).
Che certe cifre vadano riviste al ribasso è cosa ovvia, dunque è cosa non interessante: lo si faccia e basta.
Tuttavia, anche e soprattutto in tempi di crisi, bisogna riservarsi la lucidità necessaria a capire che fare le leggi per un intero Paese costituisce un compito di enorme responsabilità, che non può e non deve essere retribuito come se si trattasse di un impiego qualunque.
Un elettore maturo deve fare attenzione a preservare le ragioni del professionismo e della professionalità, perché queste sono le sole che lo autorizzeranno a chiedere conto di quanto è stato fatto. Di sicuro non potrai pretendere nulla da uno come Franco Battiato, che fa l’assessore per la Regione Sicilia ma rifiuta lo stipendio per tenersi le mani libere e levare le tende alla prima difficoltà.
Se però sei interessato a prendere il 50% dei voti, allora la cosa è molto più semplice e te la cavi con poco: urla più forte degli altri, brucia qualche strega, taglia i fondi. E tagliati i fondi, cambia la moneta, vestiti con abiti di stoffa riciclata e non dimenticare di trovare un momento per dichiarare a qualche microfono spento che anche tu, a tuo modo, credi in Dio. A tuo modo, mi raccomando. Altrimenti sei uno del sistema.”

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… a meno che … i  “politici” non siamo ragazzi alle prime armi … (n.d.r.)

Ceterum censeo … e poi penso che non sia accettabile che parlamentari del secondo partito di maggioranza relativa del paese, violando le regole di accesso (controlli elettronici compresi, tanto per capirsi), invadano il tribunale di Milano cercando di forzare l’andamento della giustizia e interferendo nel principio costituzionale della separazione dei poteri. Inoltre, così come non approvo chi nel passato ha definito il parlamento un possibile “bivacco di manipoli”, non approvo oggi chi lo definisce “una scatola di sardine”. Prendo infine atto che oggi due persone sono purtroppo di ostacolo all’esercizio della democrazia: una, per i suoi problemi giudiziari; l’altra, per la indisponibilità a “partecipare” al governo del paese, essendo disponibile solo al “proprio” governo, benche’ in minoranza, aspirando inoltre essa – nel frattempo – non a raggiungere la maggioranza dei consensi, ma la totalità.

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COALIZIONI O PARTITI?

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 13 Marzo, 2013 @ 8:53 pm

Detto altrimenti: dobbiamo rifarci alle coalizioni o ai partiti, per capire chi ha vinto, come distribuire i ruoli istituzionali e chi deve condurre le danze?

La legge elettorale vigente. Brutta, orrenda, tutto quello che volete, ma vigente. Da essa noi elettori siamo penalizzati due volte:
1) i candidati parlamentari sono scelti dai partiti e non da noi elettori;
2) il premio di maggioranza su base su base regionale (senato) snatura il peso specifico del voto.

Inoltre occorre dire che il premio di maggioranza va alla coalizione. Ora accade che un partito non coalizzato (M5S) che al Parlamento ha ricevuto più voti del partito appartenente alla coalizione di maggioranza relativa, la quale come tale ha ricevuto il premio di maggioranza ed è diventata di maggioranza assoluta, chieda per sé la presidenza della camera dei deputati.
Ecco, io credo che occorra modificare la legge elettorale, ma fino a quel momento, non ritengo accettabile la motivazione a base della richiesta del partito che accampa per sé detta presidenza. Ciò perché in tal caso noi elettori saremmo “violentati” una ulteriore volta, cioè non potremo nemmeno fare affidamento sulla legge vigente, la quale, per quanto detestabile, deve invece poter rappresentare un punto di riferimento fisso e non opinabile o interpretabile da ciascuno “pro domo sua”.

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Ceterum censeo … e poi penso che non sia accettabile che parlamentari del secondo partito di maggioranza relativa del paese, violando le regole di accesso (controlli elettronici compresi, tanto per capirsi), invadano il tribunale di Milano cercando di forzare l’andamento della giustizia e interferendo nel principio costituzionale della separazione dei poteri. Inoltre, così come non approvo chi nel passato ha definito il parlamento un possibile “bivacco di manipoli”, non approvo oggi chi lo definisce “una scatola di sardine”. Prendo infine atto che oggi due persone sono purtroppo di ostacolo all’esercizio della democrazia: una, per i suoi problemi giudiziari; l’altra, per la indisponibilità a “partecipare” al governo del paese, essendo disponibile solo al “proprio” governo, benche’ in minoranza, aspirando inoltre essa – nel frattempo – non a raggiungere la maggioranza dei consensi, ma la totalità

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LA RAGIONE ED IL TORTO … in Grillo

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 13 Marzo, 2013 @ 9:23 am
Don Lisander”

 

Detto altrimenti? Non c’è modo che dirla con il Manzoni: “La ragione e il torto non si dividono mai con un taglio così netto che ogni parte abbia soltanto dell’uno o dell’altra” 

 

 

 

E allora proviamo a vedere se e cosa ci sia di buono nel Movimento5Stelle. Siamo in aereo. Improvvisamente una perdita di quota. Poi si riprende regolarmente. Un passeggero, “tirandosela” da esperto: “Il solito vuoto d’aria”. Eh no, caro mio, nel nostro sistema fisico terrestre (e politico) i vuoti d’aria ( e di politica) non esistono, anzi, nella nostra natura non esiste il vuoto. Si è trattato di una corrente d’aria discendente o del rallentamento di una corrente ascendente.

Lo spazio, fisico e politico, è sempre “pieno” in quanto sempre “riempito”. La storia non ci ha insegnato nulla, evidente,ente. Infatti, se nel 1919, grazie al potenziale elettorale aumentato a seguito del suffragio universale si fossero attuate le necessarie riforme, non sarebbe arrivato il fascismo a riempire quei vuoti.

Ed oggi? Nel “secondo ventennio” quello berlusconiano, non sono state fatte le riforme di cui il Paese aveva bisogno. Ed ecco Grillo. E’ un fatto fisico, prima che politico, né intendo dare del fascista a nessuno, sia chiaro.

E poi, d’altra parte … le caste, la corruzione, l’evasione e l’elusione fiscale! Non se ne poteva e non se ne può più! Le caste … i privilegi … non li abbiamo ancora “scoperti” tutti … ci sono i “centri logistici (rectius, centri vacanze) dell’esercito; settori dell’impiego pubblico nei quali si va i pensione a 50 anni, perchè “i periodi fuori sede valgono il doppio”; pensionati definiti “personale di riserva” e pagati con stipendi pieni; assicurazione auto privata pagata dal datore di lavoro (pubblico); etc.. Ma c’è ben altro, direte voi. Si lo so, ma tant’è … Come dare torto su questo aspetto al novello Savonarola?

Caste e privilegio ci hanno impoverito. Ma Silvio dice: a fronte dei 2.000 miliardi di debito pubblico ci sono 8.000 miliardi di ricchezza privata. Premesso che questi dati confermano che alcuni privati si sono arricchiti sottraendo ricchezza al “pubblico” (è un fatto matematico, finanziario, fisico, non politico (anche se … per quanto .. a ben guardare ……), non è che l’assistenza sanitaria, gli stipendi e le pensioni li puoi pagare con quegli 8.000. A meno di tassarli (e ci risiamo, vedete … chi ha di più dovrebbe dare di più, molto di più).

Ma tutto ciò non servirebbe se non si tappassero tutti i buchi da cui la finanza pubblica è sottratta al finanziamento del bene comune. Ed allora ecco il “Grillo Controtutto Controtutti”, il Grillo trascinatore, come altri prima di lui. Dal fascino al fascismo di Mussolini; da lì  al  fascino di Berlusconi e poi al fascino di Grillo. Purchè non si vada allo “sfascio” dell’Italia!

Ma cosa c’è di buono nell’ondata tzunami di Grillo? A mio avviso l’averci fatto salire in piedi sui banchi per avere dell’aula Italia una visione “da un punto di vista” diverso, da “un diverso angolo visuale”. Ricordate il film “L’attimo fuggente”?

Cos’altro c’è di buono in Grillo? La “possibilità”, l’”occasione” che Grillo ha di accettare il dialogo e la partecipazione al governo. Ha voluto “entrare nel sistema”. Ora è dentro il sistema. Lo vuole cambiare? Ok, secondo le regole del sistema, non boicottando la formazione del governo, con un atteggiamento che provocherebbe (quanto meno nel breve periodo) ulteriori danni ai cittadini che sono già alla canna del gas!. Io credo che se Grillo accettasse di contribuire a votare la fiducia ad un governo PD aumenterebbe la sua credibilità e la sua forza attrattiva verso fasce sempre maggiori di elettorato. In caso contrario, vista la coincidenza di molti punti programmatici del PD con quelli del 5stelle e la comune opposizione del PD e del 5Stelle nei confronti di Berlusconi (“Che si faccia condannare e scappi sulle spiagge africane come Craxi”; “Il 5Stelle voterà a favore del suo arresto”,  firmato Grillo. Più di così non si può, n.d.r.), la gente non potrebbe che ricondurre alla responsabilità di Grillo gli ulteriori danni che il Paese sarebbe chiamato a sopportare.

BEPPE, GIA’ OGGI LA MAGGIOR PARTE DEGLI ITALIANI NON “SCENDE” NEI 5 STELLE: AL MASSIMO IN UNA LOCANDA O IN UN OSTELLO … E TU CHE FAI? LA VUOI RIDURRE A DORMIRE IN AUTO? DAI, FACCIAMOLO ‘STO GOVERNO! SARAI PIU’ CREDIBILE TU STESSO!

Fine del post

Ceterum censeo … e poi penso che non sia accettabile che parlamentari del secondo partito di maggioranza relativa del paese, violando le regole di accesso (controlli elettronici compresi, tanto per capirsi), invadano il tribunale di Milano cercando di forzare l’andamento della giustizia e interferendo nel principio costituzionale della separazione dei poteri. Inoltre, così come non approvo chi nel passato ha definito il parlamento un possibile “bivacco di manipoli”, non approvo oggi chi lo definisce “una scatola di sardine”. Prendo infine atto che oggi due persone sono purtroppo di ostacolo all’esercizio della democrazia: una, per i suoi problemi giudiziari; l’altra, per la indisponibilità a “partecipare” al governo del paese, essendo disponibile solo al “proprio” governo, benche’ in minoranza, aspirando inoltre essa – nel frattempo – non a raggiungere la maggioranza dei consensi, ma la totalità.

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