ACCADEMIA DELLE MUSE
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 10 Maggio, 2017 @ 8:20 amDetto altrimenti: serata di lunedì 8 maggio 2017                                 (post 2722)
Accademici delle Muse? Se non ci conoscete, leggeteci sul blog. Nella nostra sede consueta, la bella casa della nostra Presidente Cristina:
Prima parte della serata
il Gruppo vocale e strumentale (fisarmonica, chitarra) composto da Claudia, Silva, Miriam, Marzia, Barbara ed Ermanno hanno eseguito canzoni “di ieriâ€:
Zum zum zum / Un bacio a mezzanotte / Tintarella di luna / Samarcanda / Mamma mia / Peter pan / Rosso relativo / Ti vorrei sollevare / Il cielo d’Irlanda / Quella carezza della sera / Country Roads, Take me home / A la nanita nana / Fratello sole, sorella luna / Seven Bridges Road / Lollipop. E, quale bis, la spiritosa Me fratelo Giacometo.
Inizio di serata leggero, distensivo e divertente … un giovane gruppo autodidatta che merita ogni migliore attenzione: mi sono proposto di dedicare loro un post ad hoc della serie “Incontriâ€.
Angolo delle anteprime “accademiche” (aperte a tutti, accademici e non)
Martedì 9 maggio 201 ore 16,00, RSA S. Bartolomeo: Maria Teresa e Cristina presentano i libri di Nadia Ioriatti “Io tinta di ariaâ€, “Aria che allenta i nodiâ€.
Giovedì 11 maggio 2017 dalle ore 18,00, Palazzo delle Albere: l’Associazione Culturale Restart Trentino (presidente il vostro blogger Riccardo, GRAZIE se partecipate!) organizza il suo terzo evento: “Lavorare†il lavoro.
Sabato 13 maggio 2017 ore 21,00, Sala Sosat, Via Malpaga, 17 – Trento: Katharsis 2017 di Edoardo Bruni, Concerti di primavera. Concerto Jazz.
Lunedì 15 maggio 2017 ore 20,30, Sala del Consiglio Circoscrizionale, Via di Revçlta, 4 – Centro Civico, primo piano, Sopramonte: Tematiche di attualità del Monte Bondone con l’Accademico delle Muse  giornalista Luigi Sardi; l’antropologo Annibale Salsa; Domenico Fadanelli (Presidente Circoscrizione).
Martedì 16 maggio 2017 ore 17,30, Museo Storico Via T. Gar-Via Zanella: Daniela Sardi Dalrì presenta “La grande guerra raccontata dalle donne†; segue recital.
Domenica 21 maggio 2017 ore 09,45 con la Commissione Cultura di Villazzano: in visita a Maria Dolens e alla campana dei caduti in Rovereto (rivolgersi a Emanuela Merlo).
Domenica 21 maggio 2017 ore 10,00, Cappella Ecumenica Via Alfieri, 13: Alfonso Masi legge “Il Vangelo di Matteoâ€.
Mercoledì 24 maggio 2017 ore 15,45, Casa Protetta di Cadine: Cristina e Sergio in concerto.
26-28 maggio, Villazzano in festa, compresa una mostra delle opere di Giovanni Soncini.
Domenica 28 maggio 2017, Forte delle Benne di Levico: Alfonso Masi e altre voci in “Il Piave non mormoròâ€.
Sabato 10 giugno 2017 ore 21,00, Sala Sosat, Via Malpaga, 17, Trento: Katharsis 2017  di Edoardo Bruni, Concerti di primavera. Recital d’autore, Martin Muench, pianista e compositore.
Domenica 25 giugno 2017 ore 20,30, Teatro Valle dei Laghi, Vezzano: “A 30 anni non smetto†– Venti anni di musica e storie vissuti insulsamente.
Appuntamenti riservati ai soci dell’Accademia
Lunedì 5 giugno – Allievi del Conservatorio musicale di Riva del Garda, M° Ruzza – Marisa De Carli, Scorci di Trento.
Gita sociale: con Cristina si è orientati verso la Maremma Grossetana e il Parco dell’Uccellina.
Metà luglio: Festa di Mezz’Estate.
Intermezzo eno-gastronomico
………..
Ripresa dei “lavori†con la seconda parte della serata
La sorella di Cristina, Francesca Endrizzi con il marito Luca Zenatti, rispettivamente in ricordo dei propri padri Italo Endrizzi (n. 3 gennaio 1923) ed Albino Zenatti (n. 31 marzo 1923). Recuperati documenti originali, lettere, pagine di diario, foto di famiglia  e spezzoni dei film luce e di filmati d’epoca, la tragedia successiva all’8 settembre 1943, vissuta da due italiani combattenti su fronti opposti: partigiano Italo, Repubblicchino Albino. Due ragazzi di quasi 20 anni diventati uomini in brevissimo tempo:  idee e ideali diversi, ma stessa sofferenza, stessa umanità . Bellissima l’unione dei rispettivi figli e la loro comune commemorazione.
.
.
.
Comments Closed
PADRE FRANCESCO PATTON IN TERRASANTA
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 8 Maggio, 2017 @ 11:32 amDetto altrimenti: Custode di Terrasanta      (post 2721)
Ricevo e pubblico questo “postaltruiâ€.
Inizia
Â
Caro Riccardo, uno spunto per il tuo blog. Durante il viaggio in Terrasanta abbiamo incontrato il “Custode di Terra Santa” padre Francesco Patton, frate francescano trentino (è nato nel ’63 a Vigo Meano) che dirige la Custodia di Terra Santa. I Francescani sono in Terrasanta dai tempi di San Francesco e la Custodia è oggi una “Provincia” che comprende Palestina, Israele, Giordania, Siria, Libano, Egitto, Cipro e Rodi, con 300 religiosi e 50 luoghi santi da custodire (tra cui il Santo Sepolcro, in condominio con ortodossi greci e armeni; il Getsemani; il Sepolcro di Maria; il Cenacolo; il monte Tabor; il monte delle Beatitudini …). Il tutto in un contesto geo-politico che è quello del Medio Oriente di oggi.
Si tratta di una persona eccezionale, che parla dei problemi più spinosi con obiettività e serenità , che conduce un incredibile (visto il contesto) dialogo interreligioso con Ortodossi, Armeni, Copti ed anche con i Musulmani, che si rapporta con le autorità civili israeliane e palestinesi, che promuove iniziative comuni con università , scuole, governi, che ancora oggi ha 15 confratelli in Siria che gestiscono luoghi santi ma fanno anche i parroci, nella Siria di oggi!
Questo personaggio ha una visione che non si limita all’attualità o alla storia recente, ma abbraccia otto secoli: infatti nel 2017 ricorrono gli ottocento anni dalla fondazione della sua “provincia”; e se gli chiedi se non teme di essere cacciato via, ti risponde che anche nel 1291 erano stati cacciati ma sono tornati nel 1322 e nell’intermezzo ci andavano da clandestini … e intanto lui dialoga! Sul monte Tabor c’è un negozietto di souvenir (sempre dei francescani) gestito da volontari trentini, che fanno un caffè squisito! Al Getsemani c’è un romitorio, dove si veglia e si prega, in mezzo ad ulivi più vecchi di 2000 anni, sempre gestito da francescani, ma qui i gestori sono un vicentino ed una pugliese … Se vuoi saperne di più va sul sito www.custodia.org.
Un abbraccio – Franco Perasso
Finisce
Grazie Franco!
Comments Closed
TRENTO FIAB, FIABA A PEDALI (A BORGHETTO ALL’ADIGE)
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 7 Maggio, 2017 @ 8:07 pm
Detto altrimenti: … alla Festa della Bicicletta, a incontrare i colleghi Fiabbini di Valpolicella (post 2720)
.
Trento-Borghetto, 55 km di ciclabile. Ieri pioveva. Si va? Per oggi previsione no pioggia. Si va. Come mai Fiab Trento è diventata “amica†di Borghetto? Cliccate, navigate fra i miei post su www.trentoblog.it/riccardolucatti, e lo scoprirete. Per chi preferisce leggere qui direttamente: “2015. Tre Fiabbini tra cui io stesso arrivano a Borghetto. Fame. Ristoranti chiusi. Quelli che poi sono diventati i nostri amici della Proloco, ci salvano con una pastasciuttata regale”. Da qui, una consuetudine di visite, fra cui la nostra partecipazione alla Festa della Bicicletta dei Fiabbini di Valpolicella. Così è stato per il 2016. Così è stato oggi, così sarà per il 2018.
.
.
.
2017. Oggi, trentatrè Trentini … no, non trentatrè … solo 26 ma va bene, va bene lo stesso … visto il tempo che avrebbe potuto bagnarci e invece no, non l’ha fatto. Io ero capogita, il che significa vai più veloce anzi pedala più piano … capogita … inchiodato in testa alla colonna, maccome faccio ad accelerare, fermarmi, scattare foro, riprendere il gruppo? Niente foto quindi oggi, se non quelle del pranzo a Borghetto, metà in piazza, metà nella sala della Proloco.
A Borghetto si pranza, grazie al lavoro del Presidente Proloco Adelio Amadori  e del suo staff, i discorsi dei sindaci, degli assessori, dei nostri due Presidenti Fiabbini Guglielmo Duman e Adriano Piacentini, la benedizione delle biciclette da parte del Parroco di Avio don Luigi Amadori, si apprende che per l’anno prossimo la ciclabile sarà realizzata fino a Domegliara, 75 km da Tn, altri 25 e siamo a Verona! Uaooo! Scambio di doni, gagliardetti, coppe dell’… Amicizia Fiabbina … brindisi con ottimi vini bianco e nero (il nero “più ottimoâ€), caffè nel Ristorante Al Porto andateci che non ve ne pentirete!
Manuela Demattè, la nostra Past President, ci ricorda il bicentenario della nascita della bicicletta:
Inizia da http://www.repubblica.it/venerdi/reportage/2016/12/26/news/bicicletta-154896069/
MANNHEIM. In un giovedì di fine primavera, il figlio del giudice di Baden uscì di casa con il peso dei suoi quattro nomi, un titolo di barone che non vedeva l’ora di ripudiare e un attrezzo di legno che fece ridere i passanti. Aveva due ruote, otto raggi, un sellino e l’ambizione di proporsi come alternativa al calesse. Il 12 giugno prossimo saranno passati duecent’anni dalla prima passeggiata e se questo 2017 nasce nel segno della bicicletta, bisogna tornare dove tutto cominciò, tra il Reno e il Neckar, a Mannheim, città che alle strade del suo centro urbano non ha dato nomi ma numeri e lettere. Karl Friedrich Christian Ludwig Freiherr Drais von Sauerbronn partì dal blocco M4, dove oggi sono disposte decine di uffici dentro cubi di mattoni rossi e bianchi, e dove allora, a poche centinaia di metri, aveva abitato la signorina Constanze Weber, andata in moglie a un ventunenne musicista di un certo talento, di nome Wolfgang e di cognome Mozart.
La bicicletta del signor Karl portava un timone al posto del manubrio, non aveva pedali e per la verità non aveva neanche un nome; lui la chiamò semplicemente per quel che era, Laufmaschine, una macchina per correre, e di corsa – piedi a terra – se ne andò per sette chilometri da Mannheim verso Schwetzingen, fuori città . Un tipo bizzarro questo Drais, così almeno è stato descritto per oltre un secolo e mezzo, uno che aveva lasciato il suo lavoro di guardia forestale per rinchiudersi anima e corpo in un magazzino, perdendosi dietro invenzioni e fantasie. Un estintore, un tritacarne, un periscopio. Finché sette anni fa, con una biografia più accurata, il fisico Hans-Erhard Lessing gli ha restituito tutti i meriti da visionario innovatore.
Eppure, l’uomo a cui venne la brillante idea morì in povertà , dopo aver scansato un tentato omicidio per le proprie idee democratiche. Finanche oggi, nella sua Mannheim, la memoria è soffocata dall’altro grande inventore locale, Carl Benz, l’ingegnere che nell’agosto del 1888 mise sua moglie Bertha alla guida del primo modello d’automobile, facendola viaggiare in compagnia dei figli Eugen e Richard da Mannheim a Pforzheim. Benz ha un monumento in città , Drais no.
La via lungo la quale viaggiò l’auto è segnata dai cartelli Memorial Route, la strada della bici non ne ha. Degli anni dei tentativi di Drais resta un capannone verde acido sperduto tra una coppia di alberi spennacchiati a Luzenberg, periferia nord della città , e come fosse una maledizione: di fronte a un’officina Mercedes. L’industria delle auto del resto dà lavoro in città a cinquemila dipendenti, Drais è un eretico che sbatte contro la religione dei 200 mila motori prodotti in un anno.
Finisce
Scrive Manuela: la mia personale osservazione è stata che la “draisina†è tornata prepotentemente alla ribalta eternandosi nelle biciclettine SENZA PEDALI con cui ora i bimbi imparano ad andare in bici, più efficacemente che con le rotelline !
E brava Manuela! Alla prossima Festa della Bicicletta 2018, dunque! E voi … che aspettate? Joint us, unitevi a noi: iscrivetevi alla Fiab!
Comments Closed
MUSICA A RIVA DEL GARDA: MIDORI KUHARA
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 7 Maggio, 2017 @ 6:03 amDetto altrimenti: ieri, 6 maggio 2017, al pianoforte per l’Associazione Amici della Musica          (post 2718)
Midori. Lei stessa fa parte del direttivo dell’Associazione, nata in Giappone, vincitrice di tutto ciò cui ha partecipato, insegnante di musica, sposata, marito italiano diplomato in pianoforte e composizione, laureato in sociologia, insegnante, due figli, vive in Val di Ledro.
Concerto preceduto dalla illuminante introduzione del Prof. Franco Ballardini, già direttore del Conservatorio rivano e presidente dell’Associazione organizzatrice. Oltre un’ora e mezza di concerto, ovviamente tutto a memoria. Mozart e Schumann. Mozart, 1756-1791; Schuman, 1810-1856. Cento anni fra la nascita del primo e la morte del secondo. Per 19 anni il mondo fu privo di entrambi.
In questi cent’anni la Musica cambia: classica con Mozart, romantica con Schuman.
Cambia anche lo strumento, il pianoforte, che si allontana dalle sue origini priomordiali (clavicembalo, fortepiano) e sempre più si avvicina allo strumento attuale.
.
Mozart. Lo ascolti e ti accorgi che quell’ “Allegro maestoso (quasi drammatico) primo movimento della Sonata in la minore KV 310 lo conoscevi, solo che non sapevi che si chiamava così. Lo stesso vale per l’ “Adagio†secondo movimento della Fantasia in re minore KV 397. Figurarsi poi se non conoscevi l’ “Allegretto Alla Turcaâ€, terzo movimento della Sonata in la maggiore KV 331!
Schumann. Geistervariationen, Variazioni dei fantasmi in mi bemolle, Anh. F39. Schumann la compose due anni prima della morte, anni in cui, malato e ricoverato, nulla più scrisse. Egli stesso raccontava di essere stato ispirato in sogno (ecco il riferimento ai fantasmi) da Schubert e da Mendelssohn. A seguire Arabesque op. 18; Faschingsschwank aus Wien, op.26.
.
.
Chopin, Improvviso-Fantasia: il bis non poteva mancare, come i meritatissimi, scroscianti applausi!
Una mia considerazione “tecnicaâ€: l’enorme capacità della mente del musicista di gestire a memoria una combinazione di milioni di variabili, ovvero l’intrecciarsi delle note, la loro velocità , intensità … ha dell’incredibile. Il risultato, per noi che ascoltiamo, è il “rapimento†in una dimensione oltre l’umano.
.
Grazie Midori, grazie Associazione, grazie Conservatorio (che ci ospiti). Firmato: il vostro blogger, tesoriere di quella Associazione da 10 anni.
.
Comments Closed
INCONTRI: DONATELLA CONZATTI
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 5 Maggio, 2017 @ 9:27 pm Detto altrimenti: l’ “Incontro†precedente è tato con un uomo (Matteo Boato, 30 marzo, post 2684). Questo con una Donna                                     (post 2718)
Ho conosciuto Donatella per caso. Poi l’ho ascoltata in un convegno. Poi siamo diventati amici. Una Donna impegnata su più fronti: il sociale, il lavoro, la famiglia, la politica. Da ultimo promotrice dell’Associazione Culturale Restart Trentino, che i miei colleghi fondatori mi hanno chiamato a presiedere (ma in questa sede io sono solo un blogger: le domande sono autenticamente mie e le risposte autenticamente sue).Â
Inizia
Inizio con una domanda quadro: i diversi piani del nostro vivere: lavoro, famiglia, quali altri?
Mi piace pensare che viviamo facendoci ispirare da obiettivi immateriali, che per me come per l’Associazione RESTART Trentino, sono libertà , coraggio e cambiamento. La mia missione nella vita, in famiglia, sul lavoro, in politica è l’essere una testimone dei valori in cui credo di più.
Per una donna … è possibile districarsi fra tutti questi impegni al pari di un uomo?
Non vedo differenze tra uomini e donne nelle capacità , nell’intelligenza, nella determinazione. Se mai a carico delle donne vedo molti condizionamenti sia materiali che culturali. E sono questi condizionamenti che dobbiamo eliminare con la diffusione di una cultura paritaria e con l’offerta di servizi per la famiglia e per la realizzazione dei singoli.
I tuoi impegni per la parità di genere.
Sono cresciuta nella sicurezza che nella nostra democrazia, una donna possa essere apprezzata e valorizzata al pari di un uomo. Nel tempo ho visto che era una illusione. Oggettivamente non è così. E concretamente ho creato gruppi di lavoro e portato avanti azioni affinché ciò che è previsto in natura e nella nostra Costituzione – la parità tra uomo e donna – diventi una realtà quotidiana.
 Impegno politico: come è nato?
Il mio impegno in politica è nato grazie a quelle donne e uomini che prima di me hanno creduto nel valore della parità facendo modificare la Legge elettorale provinciale e introducendo le quote di genere in lista. Non mi avrebbero probabilmente chiesto di candidare, se non fosse “servita†una donna, e non sarei stata eletta. Ho iniziato il tutto con grande energia e credendoci fino in fondo.
Ritorniamo ai “pianiâ€: nella politica, piani alti o bassi?
Vedo tre piani: la politica ideale, la politica apparente e quella reale. Ideale quella dei valori fondamentali, dei progetti a medio lungo temine e delle diverse visioni del mondo. La politica apparente quella della comunicazione, dei quotidiani dei social, degli slogan e dei personaggi. E finalmente la politica reale quella che tiene conto degli uomini, dei loro limiti, della difficoltà a stare in gruppo ed a riconoscere le ragioni dell’altro. Quella degli egoismi e delle carriere, anche delle scorrettezze e quella delle cose da fare, delle conquiste e degli errori. Vedo anche una distinzione tra politica degli istituzionali (eletti) e politica dei militanti (i cittadini). E tra chi fa politica per carriera e chi la interpreta come missione. La politica è nella vita e quindi, come nelle cose della vita, bisogna far attenzione a distinguere il buono dal meno buono. E a scegliere (e votare) bene. Non si può non interessarsi delle cose della vita.
 La democrazia nella politica
Un tasto dolente. La politica apparente veicola il messaggio di congressi democraticamente condotti, di decisioni democraticamente assunte etc. Nella politica reale il far rispettare comportamenti democratici è invece troppo spesso una battaglia quotidiana e poco compresa da chi non è in prima linea. Chi osserva si limita a constatare: “litiganoâ€. Senza chiedersi il perché. Ma per cambiare le cose, migliorandole invece non si può far altro che prendere posizione e crederci nonostante tutto.
 Politica mestiere o spirito di servizio?
Senza dubbio alcuno: spirito di servizio nella politica militante e impegno a termine nelle Istituzioni. Due mandati ai vertici sono più che sufficienti per dare un contributo significativo e per non assuefarsi al potere consolidando lobby poco trasparenti. Vedo, come obiettivo, politici istituzionali che vengono da un lavoro con delle competenze da offrire, che danno tutto quello che possono e che poi serenamente ritornano alla loro vita. Vedo partiti che tornano ad essere laboratori di democrazia e confronto, che sanno scegliere chi supportare come proprio rappresentante nelle Istituzioni. Quindi vorrei un limite alla politica del solo consenso ed alla politica dei carrieristi a vita.
 I tuoi risultati alla guida dell’UPT
In UPT con la nostra Segreteria è nato un movimento politico innovativo, libero, civico, coraggioso. Che si è impegnato per valorizzare i talenti e per rimettere al centro le scelte democratiche degli Organi. Un movimento che oggi vive in Maggioranza libera UPT, in RESTART e nelle nostre battaglie. Un movimento che si è scontrato e che si confronta con i conservatori del potere, con chi vede nel cambiamento un pericolo per i propri “già dettiâ€, più che una necessità di evoluzione per una Comunità . Con chi non è concreto nell’affrontare i problemi nel merito ma tende a muoversi per convenienza. Un movimento che sta crescendo in libertà , coraggio e con idee per cambiare migliorando.
Perché non hai terminato il tuo mandato in Segreteria UPT?
Se guardo le mie ragioni, rispondo perché troppo innovativa e perché donna in un partito che nelle Istituzioni provinciali non ne ha mai eletta una. Se guardo ai miei limiti, per la troppo scarsa propensione a scendere a compromessi.Â
Rimpiangi quella modifica dello Statuto che ha consentito di cumulare ruoli?
Con il senno del poi rimpiango, e molto, la scelta di non ricandidare all’ultimo Congresso. Io e molti altri con me, non avremmo dovuto rinunciare a portare avanti le nostre ragioni in prima persona. Delegarle a chi non le sente con così tanta forza, non ha portato al raggiungimento degli obiettivi politici che avevamo condiviso.Â
Il cambiamento in politica e in ogni altro settore: se troppo frequente è negativo, ma ogni tanto fa bene?
Lo vedo come una goccia di curiosità , di sguardo divergente che deve costantemente essere presente nella giusta misura. Non deve essere una rivoluzione che sconvolge ma una evoluzione convinta, in idee ed interpreti.
Politica romana, sud tirolese e trentina, quali i rapporti e i reciproci condizionamenti?
Un filo rosso imprescindibile lega progetti politici e amministrativi dal locale al globale. L’Autonomia non si difende isolandola ma mettendola in relazione e confrontandola. Una Autonomia, che alla luce degli ultimi fatti, deve ripartire, recuperando il senso di sé: cittadini autonomi e valori forti di onestà prima di tutto intellettuale e di intraprendente laboriosità .
 Europa si/no?
Europa Si. Valorizzando le ragioni dello stare assieme in un mondo globalizzato e iracondo, rimettendo al centro i valori di chi l’ha fondata e che scelga di incamminarsi verso una dimensione più politica e di responsabilità collegiale. Una Europa che diventi veramente Europa.
 Futuro: la tua visione europea, statale, locale?
Vedo un mondo un po’ a pezzi, sia nel piccolo che nel grande e credo davvero che si debba ripartire dall’uomo. Dal ragionare sul sé, sullo stare assieme, sulle ragioni filosofiche e psicologiche più profonde. Senza la centralità ell’intelligenza e dell’umanità dell’uomo non ripartiamo ma ci autodistruggiamo.
 L’Iniziativa Restart
Restart è una rinascita che mette al centro l’uomo (donne e uomini), il talento, le doti migliori, i pensieri più costruttivi. Uno spazio esclusivo che esige per vivere e crescere di persone che sanno scegliere di fare del proprio meglio, nonostante tutto. L’11 maggio dalle 18 alle 22 al palazzo delle Albere di Trento, come III appuntamento, parleremo di come il talento singolare di cui ciascuno è dotato possa trasformarsi in un modo di lavorare e di dare un senso ai propri progetti. Giovedì, l’evento sarà una sorta di expo. Sarà davvero molto interessante.
 Programmi per l’immediato futuro e per quello non tanto immediato?
Continuerò a militare per creare un progetto politico che risponda ai valori in cui credo: libertà , coraggio e cambiamento. E poi parità , intraprendenza, cura (attenzione al contesto, approfondimento dei temi, delicatezza nei rapporti umani etc). L’Unione per il Trentino è il partito a cui abbiamo ridato vita negli ultimi anni e che mi auguro scelga di non privarsene. C’è poi il “progetto liberal†che sto coltivando in Direzione nazionale. C’è una generazione nuova da far emergere. Se ci sarà qualche impegno anche nelle Istituzioni ce lo dirà la storia. Ciò che non verrà meno è la mia missione, essere una entusiasta e a volte scomoda testimone, di libertà , coraggio e cambiamento.
Finisce
Al prossimo “Incontro”, dunque. Anticipo che sarà con altre due Donne: l’artista Gloria Zeni e l’imprenditrice Idea Agitu.
.
.
Comments Closed
METTERSI IN DISCUSSIONE
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 5 Maggio, 2017 @ 6:15 amDetto altrimenti: c’è chi lo fa e chi no ….. (Post 2717)
Il 2 maggio scorso pubblicavo “Il coraggio di cambiareâ€. Oggi – con il “mettersi in discussione†– proseguo sulla stessa traccia In altre parole, con l’essere disponibili a rivedere ed eventualmente a modificare le proprie idee. Il che fa sì che si possano rispettare anche le idee altrui. E fra le nostre idee e le altrui alla fine comprendiamo meglio il presente, un’epoca, la nostra.
.

Febbraio 1519: Herman Cortès brucia le sue navi in Messico: indietro si potrò tornare solo con le navi catturate al nemico sconfitto
La nostra epoca, assolutamente di transizione nel senso che in parte sopravvivono le vecchie visioni e tradizioni del passato mentre quelle “nuove†non sono ancora abbastanza solide, diffuse, affermate. Che fare? Taluno (Mirella Carbone, Joachim Jung) ha scritto: “Abbiamo bruciato le navi: non possiamo fare ritorno al passato, ci resta che essere coraggiosiâ€. Ma … coraggiosi per andare dove? Verso quale prospettiva, se ogni prospettiva è “relativaâ€? Il relativismo, un bene o un male? Papa Ratzingher lo condannava (ma non quando, a capo della commissione che doveva redigere per il Papa d’allora il documento di scuse della Chiesa per i roghi del Medio Evo, scriveva che se l’opinione pubblica quei roghi in allora li aveva voluti, be’ … sì … di quelli non c’era di che scusarsi). Papa Francesco inverte la rotta: “Verità è relazioneâ€. Relazione, relatività , parole con la stessa radice.
.
Passato, presente. Diversamente giovani, giovani. Noi della prima categoria citata tutto sommato viviamo di una certa qual rendita culturale e culturalmente ci contrapponiamo alle nuove culture del clicca e naviga. E ai giovani … ai giovani cosa insegnamo? Cosa diciamo? Insegnare? Nulla, per carità ! Nulla, semplicemente presentiamo loro i molti casi, le molte esperienze della nostra vita: starà ai giovani decidere se e come prenderle in considerazione. In particolare un insegnamento dovremmo evitare: quello di inviarli ad apprezzare e stimare tutti coloro che la pensano al loro stesso modo, anziché i sostenitori di idee diverse. Infatti, se la verità è relazione, essa emerge dal confronto e dalla relazione di idee diverse, non dall’autoreferenzialità di un’idea: né della nostra, né di quella altrui. Il premio Nobel (sepolto a Venezia) Josif Brodskij nella prefazione del suo libro “Il canto del pendolo†si rivolge a studenti, invitandoli a dubitare delle opinioni unanimi, delle folle osannanti, dei bilanci ben assestati, degli eserciti oceanici, se non altro perché entro i grandi numeri più facilmente può nascondersi il male.
Dice … ma a coloro che non si mettono in discussione, che dici, caro blogger? Che dico? Nulla, tanto sarebbe inutile.
.
.
Comments Closed
UN’ETIOPE IN TRENTINO E I NOSTRI NUOVI BARBARI
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 4 Maggio, 2017 @ 8:31 pmAPPRENDIAMO IERI, 29.12.20 CHE AGITU, 42 ANNI, E’ STATA UCCISA NELLA SUA CASA, CON COLPI ALLA TESTA. RIPRENDO I POST CHE LE AVEVO DEDICATO E MI AUGURO CHE I COLPEVOLI SIANO PRESTO ASSICURATI ALLA GIUSTIZIA
AGGIORNAMENTO 30.12.20: ARRESTATO IL COLPEVOLE, UN DIPENDENTE DEL GANA (AFFERMEREBBE PER MOTIVI ECONOMICI) – v. SUL MIO PROFILO FB LA SUCCESSIONE DEI POST E DEGLI EVENTI.
Detto altrimenti: pochi minuti sul terzo canale TV … (post 2716)
(POST DEL 4 MAGGIO 2017 RIPRESO NELL’AGOSTO 2018 – LEGGERE L’APPENDICE: http://www.ildolomiti.it/cronaca/2018/agitu-la-regina-delle-capre-felici-minacciata-di-morte-brutta-negra-io-ti-uccido
Inizia
Lettera ad un marziano? Una neo trasmissione strana anzi no. Ci sono capitato per caso. Lei, 38 anni, etiope, laureata a Trento in sociologia, torna in Etiopia, manifesta pacificamente contro il governo militare che svende enormi aree agricole alle multinazionali. Denunciata, ricercata, scappa e si rifugia in Italia nel 2010. Dalle “piramidi” alle Alpi …
Osservo: una delle cause delle emigrazioni per loro e immigrazioni per noi: le “nostre” multinazionali che vanno a depredare i loro territori. E poi ci lamentiamo …
Lavora come barista per cinque anni, parallelamente riesce a seguire un corso da formaggiaia in Francia e a mettere su una piccola impresa di allevamento capre “da formaggio” a Frassilongo (Valle dei Mocheni), si fidanza con il suo assistente Ettore Franzon (geometra). Come è stata accolta dalla popolazione locale? All’inizio con un “Non dura miga …”. Poi, dopo poco, con simpatia e approvazione (le sue caprette tengono puliti prati e boschi). Vacanze? Lei non ne fa da cinque anni, le caprette si, ogni anni: infatti in estate le porta in montagna, a 2000 metri, a piedi. In valle si muove in auto: una Panda vecchio modello “che puzza”. Orario di lavoro? Dalle 04,00 di mattina in poi, a letto alle 22,00. Il suo prodotto? Formaggio venduto a km zero. Una volta al mese circa riceve la visita di amici con i quali passa la sera. Cosa sottolinea? Che in un Paese si può arrivare anche per “dare”, non solo per “ricevere”. Cosa suggerisce? Di conservare al meglio il territorio per le prossime generazioni. Intervistata, risponde con un ottimo italiano; parla al suo cane in dialetto trentino; talvolta utilizza qualche espressione mocheno-tedesca, ma soprattutto sorride felice della sua vita. Felice lei e le sue caprette, circa 80, che conosce e chiama tutte per nome. Un rammarico? Quando deve sostituire i capretti maschi “vecchi” con altri più giovani e i “vecchi” vengono avviati al macello: “Se qualcuno li volesse … chessò, per tenere puliti i prati … io li regalerei volentieri”. Lei, un esempio per tutti noi.
Oggi giovedì. Dopodomani, sabato, andrò a Frassilongo: spero di riuscire ad incontrarla.
Ripresa. Oggi 6 maggio 2017 quel “dopodomani”. In auto vado da Trento a Pergine Valsugana … scusi, per Frassilongo … sempre diritto poi c’è il bivio … grazie. Vado. Intorno a me il deserto (di persone), qualche rara auto. Rarissimi i passanti. Quasi una caccia al tesoro, un po’ in macchina, un po’ a piedi. Faccio abbaiare diversi cani da guardia. Finalmente trovo la sua casa … ovviamente lei al lavoro. Lascio un biglietto nella bussola della posta e proseguo. Alla fine la trovo! La sua impresa in una casa immediatamente sovrastante il Filzerfof, Museo Mocheno. La prima cosa che vedo, il cane (lo riconosco, avendolo visto in TV). Poi la Panda (idem). Mi dico: dai, ce l’hai fatta!
Infatti ecco lei. Subito dopo il suo compagno Ettore. La approccio con un “Finalmente ti ho trovato!” Lei ovviamente non mi conosce, ma mi accoglie con un sorriso. Ottimo inizio. Spiego il motivo della mia “caccia al tesoro”: invitarli all’ Evento dell’Associazione Culturale Restart dell’11 maggio 2017 p.v. ad ore 18,00 presso il Palazzo delle Albere a Trento. Verranno, arriveranno alle 19,00! Molto very good! Le parlo anche del mio blog. Mi chiede se tratto anche dell’immigrazione. Risposta: si. Le cito un libro da me più volte citato nel blog: “Il predominio dell’Occidente” del prof. Daniel R. Headrick, Ed. Il Mulino (la storia della colonizzazione degli europei a danno del resto del mondo). Qualche foto, un caffè e ci salutiamo. All’11 maggio, Agitu! Con il tuo compagno, ovviamente!
AZIENDA AGRICOLA BIOLOGICA LA CAPRA FELICE http://www.lacaprafelice.com/
Finisce
APPENDICE DEL 27 AGOSTO 2018
La TV in estate si sa riprende vecchie trasmissioni. Per caso ho rivisto l’intervista di PIF Caro Marziano ad Agitu. Poi un’altra coincidenza: l’amica senatrice Donatella Conzatti mi segnala da Il Dolomiti, cronaca 2018, che Agitu da oltre un anno sta subendo violenze fisiche, materiali psicologiche da un vicino di casa che le grida “Sporca negra torna a casa tua”, l’aggredisce fisicamente, ne disperde le capre lanciando i suoi cani, danneggia i macchinari della sua azienda. Recentemente è stata trovata una capra morta, con le mammelle recise da una lama, come accertato dalla Guardia Forestale. Ho scritto una mail ad Agitu offrendole la nostra comprensione, il nostro aiuto per quanto possibile, dicendole che non è sola, di non sentirsi sola: infatti, a fronte di un delinquente vi sono per fortuna anche tante, tante persone che delinquenti non sono. Ecco, scrivo questa appendice per chiedere la solidarietà, la partecipazione, l’aiuto ad Agitu di tutte le mie lettrici ed i miei lettori. L’ho scritta per denunciare il clima di odio razzista che da “sporchi ebrei” è passato a “sporchi meridionali” per arrivare oggi allo “sporchi negri”, roba da KKK. La razza, già, la razza, la difesa della razza: concordo, solo che al mondo esistono molte razze: quelle animali e una sola di Persone: quella umana. L’aggressore, il persecutore di Agitu appartiene ad una delle prime (che poi spero che gli animali non si offendano: nessuno di loro fa il male per il male, nessuno di loro uccide per uccidere); tutti noi – Agitu in testa – alla seconda.
Vien da chiedersi: da chi, da cosa sta rinascendo questa nuova criminalità? Da quali frasi, da quali affermazioni se non “Prima gli Italiani”, “Riportiamoli a casa loro”, “Se sei senza lavoro la colpa è degli immigrati”. Tutti slogan, tutte frasi ad effetto, affermazioni ingiuste, false. Ma … attenzione: la superficialità dilagante fa sì che abbia successo non chi dice la verità ma chi fa affermazioni – vere o false che siano – atte a provocare un tipo di reazione (in primis il voto a lui favorevole).
Dice … ma allora tu blogger stai cercando di utilizzare l’episodio a fini particolari … Rispondo: si, ai fini della difesa e del mantenimento della Democrazia, della Libertà, della Civiltà, del Rispetto delle Persone contro i nuovi barbari.
COMMENTI del 27 agosto 2018 e sgg.
- Scrive la Sen. Donatella Conzatti di Restart Trentino – VICINANZA A AGITU IDEO GUDETA E MOZIONE AL GOVERNO – Vicinanza ad Agitu Ideo Gudeta per le minacce ed aggressioni subite, ancor più gravi perché a sfondo razziale. Mozione al Governo per chiedere messaggi di pacificazione sociale. Non è escluso infatti che le persone più fragili subiscano suggestioni negative dall’attuale veemenza e durezza nei messaggi politici, ritenendo che insultare e minacciare sia atteggiamento accettabile.
- Scrive Giovanni Soncini : “Ne ha parlato – per fortuna – il TG3 regionale e questo obbligherà le forze dell’ordine ad intervenire … almeno si spera! E speriamo che i magistrati non aspettino anni prima di condannare i colpevoli…che nel frattempo…temo…verranno rimessi in libertà per consentire loro di continuare a delinquere. Apprezzo il tuo intervento e…sui magistrati spero di sbagliarmi!”
- Scrive Gigliola Gavazzoli: “Ciao Riccardo! Pensa che con una collega avevamo messo in preventivo, e lo faremo a breve, di fare una visita ad Agitu perchè mi interesserebbe passare alcuni giorni delle mie ferie presso la sua azienda, lavorando. Condivido perfettamente il tuo dispiacere, non ho parole da aggiungere. Fortunatamente fatti di violenza verso le persone prima o poi emergono e rimangono inaccettabili. Inoltre, quello che non dovrebbe essere del nostro caro Trentino, è il livello alto di violenza e maltrattamento nei confronti degli animali domestici e non, che spesso non emerge. Ti auguro una buona giornata”.
- Scrive Fabio Pipinato: “Ciao Riccardo, trattasi di uno squilibrato. Ed il Trentino non ne difetta”. Ho fatto anch’io un post su Facebook invitando gli amici ad andare ad acquistare i buonissimi formaggi di Agitu.
- Scrive Carlo Fierens: “Cosa stiamo diventando? Che vergogna e che rabbia… La nostra responsabilità è dimostrare che l’imbecillità sarà sempre minoranza (che purtroppo eradicarla del tutto è impossibile), ma il compito si dimostra sempre più difficile…”
- Scrive Ernesto Rosati: “Ciao Riccardo. Benemerito il tuo interessamento per Agitu! Grazie. Esprimo la mia piena Solidarietà, molto colpito dal fatto e molto preoccupato per il razzismo che aumenta, purtroppo alimentato da irresponsabili che cercano di lucrarci politicamente. Buon pomeriggio con cari saluti”.
- Scrive Gloria Zeni: “Grazie Riccardo per il tuo articolo!! Piena solidarietà a Agitu! Fa male sapere che anche in Trentino ci siano persone che fanno parlare la pancia piena di veleno invece che il cervello e il cuore”.
- Scrive Raffaella Masera: ” Concordo pienamente con quello che hai scritto. Confermo che il clima che stiamo vivendo in questi ultimi mesi sta diventando sempre più intollerabile anche nei confronti della mia ragazzina (indiana, n.d.r.) che vive indirettamente questo razzismo serpeggiante, questa paura del diverso, assolutamente infondata, che spesso si tramuta in violenza. Anche se lei per fortuna non me ha mai sperimentato la forza. Certo che se non ci si rimette rimedio, ed in fretta, succederà anche a lei è questa è la mia paura. Speriamo che le cose cambino, che le persone intelligenti si rendano conto del grosso errore che stiamo commettendo calcando la mano sul tema degli immigrati mentre nascondiamo problemi più grossi e diffondiamo solo una cultura ed una mentalità razzista, anzi … solo mentalità direi, perché di cultura non si può certo parlare in capo a certi soggetti …
- Scrivo io: “Raffaella, cultura è l’insieme delle conoscenze e quei tali conoscono bene solo questo: la loro barbarie.
.
Comments Closed
FOTOPOST
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 4 Maggio, 2017 @ 12:58 pmDetto altrimenti: foto senza parole      (post 2715)Â
.
.
..
.
.
.
.
.
.
Comments Closed
LA NOSTRA CULTURA BIMILLENARIA: NON ABBANDONIAMOLA
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 4 Maggio, 2017 @ 12:26 pmDetto altrimenti: non interrompiamo le letture dei classici alla Biblioteca Comunale di Trento (post 2714)
Questa volta “mi†sono copiato e vi riporto una mia lettera inviata poco fa al quotidiano “Il Trentino”.
Inizia
Alla mia tenera età di pensionato, da anni e per anni ho seguito da “alunno†le conversazioni tenute sugli autori classici latini e greci dalla Prof Maria Lia Guardini presso la Biblioteca Comunale di Trento, letture che hanno spaziato dalla poesia alla commedia, alla tragedia, alla storiografia, alla lirica, alla filosofia, alla politica, all’epica, alla morale, etc.. Orbene, recentemente mi par di cogliere nell’aria che non si intenderebbe più, da parte della Biblioteca, proseguire oltre la serie di incontri. Al che, innanzi tutto desidero ringraziare il Comune di Trento, la Biblioteca Comunale e Maria Lia (così siamo autorizzati a chiamarla, noi suoi “scolariâ€, oppure prof senza puntino) per quanto è stato fatto fino ad oggi: infatti da ogni incontro siamo usciti arricchiti di ricordi, esperienze, riflessioni che ci hanno aiutato a comprendere e vivere l’oggi e ci hanno condotto a dare un sia pur piccolo contributo a che non si disperda un patrimonio enorme: quello della nostra cultura d’origine, più che bimillenaria.
.
Grazie Maria Lia. Infatti, poiché “natura non facit saltusâ€, la conoscenza del passato ci aiuta a vivere il presente e a prepararci al futuro. E questo è vero in ogni campo: in quello del sviluppo del pensiero, della comprensione politica, del gusto estetico. Rinunciare a conoscere e a godere di questi tesori è un po’ come metterci alla pari dei paesi i quali, come “cosa†più vecchia, hanno le pantofole della nonna! Erasmo da Rotterdam: “Se ho qualche soldo, prima compero libri, poi cibo e vestiti”.
.
.
Un esempio? A scuola ci avevo osannato la “grande†democrazia ateniese, senza però suggerirci la lettura dell’ “Anonimo Ateniese†o dei libri di Luciano Canfora, dai quali emerge che sì, formalmente era una democrazia, ma in realtà si trattava un “principatoâ€, termine inventato dallo storico Tucidide per non essere costretto a definire “dictator†Pericle, che era a capo di un impero coloniale di 250.000 persone di cui 30.000 cittadini di cui 5.000 si recavano all’Assemblea di cui 5 prendevano la parola di cui uno solo decideva. Si, è vero, le arti fiorirono, ma la politica dell’epoca era per tutti solo politica di guerra, e quella firmata Pericle fu fallimentare: in Egitto, a Siracusa, fino alla sconfitta micidiale ad opera di Sparta. Come non fare un parallelo fra il colonialismo di allora e gli effetti del colonialismo dei nostri secoli appena trascorsi?
.
Concludo con un invito al Comune di Trento ed alla sua Biblioteca di non far interrompere questi preziosi cicli di lettura, ma anzi di fare in modo che essi siano sempre più portati a conoscenza della popolazione, giovane e diversamente giovane.
Finisce
La sensazione che se ne trae è che “la scuola facileâ€, il “a cosa servono latino e greco†e  l’invadenza della rete, possano trasformare menti potenzialmente pensanti in menti non pensanti. Io ho amici in tutte le classi sociali. Recentemente sono stato invitato ad un matrimonio di una coppia di giovani al top. Ho sentito i genitori di altri top-figli dirsi in quale scuola-università estera stanno (seriamente) studiando i propri rampolli. Ma … gli altri? I figli non top?
.
.
.
Comments Closed
FFF – FIAB DA FIABA NEL FERRARESE!
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 3 Maggio, 2017 @ 5:57 amDetto altrimenti: con la federazione Italiana Amici della Bicicletta, 29 aprile – 1 maggio 2017    (post 2713)
(foto mie R, di Adriana AÂ e di Edoardo E)
Lui, un giovane sportivissimo sui 30 anni, Valtellinese. Lavora a Rovereto. Si iscrive a FIAB-Trento. Regala analoga iscrizione a Mariangela e Lorenzo, i suoi giovani e giovanili genitori che abitano a Sondrio. I due nuovi amici il 29 aprile mattina vengono in auto da Sondrio a Ferrara (dove arriviamo col pullman magistralmente guidato dall’ottimo ormai amico Piero) per unirsi a noi che arriviamo da Trento alla nostra TGR-Tre Giorni Ravennati! Ecco i presupposti per la costituzione di Fiab Sondrio, Presidente Mariangela, visto che Lorenzo afferma di essere ciapà via mal, ovvero già stracarico di impegni. I due amici si offrono per illustrarci gli oltre 100 km delle ciclabili nella loro zona: Tirano, Sondrio, Como. Benissimo, grazie, accettato! Andremo a fare un sopralluogo. Da parte nostra saremo lieti di portarli nelle ciclabili trentine per loro meno “immediateâ€, quali quella del Maso Limarò o la Ragoli – Val di Genova, cascate del Nardis. Affare fatto. Ma veniamo alla nostra tripedalata che potremmo chiamare, in loro onore, “da Como a Comacchioâ€. Qui a fianco: “Dalle Alpi alle … saline!”
.
.
.
1° giorno, 77 km. – Massimo, la nostra “guida Fiabbina locale†che non ringrazieremo mai abbastanza, ci guida a pedali alla visita della Città : il mercato, il Castello Estense, la casa di Ludovico Ariosto, Palazzo dei Diamanti, il giro delle mura. Indi verso nord, a raggiungere la destra Po, fino a Mulino del Po. Sosta pranzo e visita al mulino galleggiante, montato su di un barcone che veniva ancorato al centro del fiume per sfruttare la forza della corrente più forte.
.
.
Si riparte in pullman direzione est fino a Serravalle. Indi in bici – Castello di Mesola (sosta alla Fiera dell’asparago!) – verso sud fino al nostro Hotel Rurale Ristorante Oasi. Cannevié. Si, una vera oasi di verde e di acqua: si dorme in casette del ‘700, quelle che una volta erano dei pescatori. La proprietaria Maria Teresa ed il marito sono ospiti premurosi ed attenti e – intuendo la nostra voglia di pedalare – sono sempre pronti agli appuntamenti delle colazioni mezz’ora prima dell’orario previsto: come noi, del resto! Il nostro presidente Guglielmo Duman regala loro il vessillo-targa della Fiab, a significare che il luogo è “Amico degli Amici della Biciclettaâ€. Altre note positive: l’ampio spazio per la manovra del nostro bus+rimorchio; ampio locale per il ricovero delle biciclette; stanze ben riscaldate.
.
.
2° giorno, 43 km. – Si va con il bus fino a Goro. Indi in barca al Faro di Goro e in laguna, a vedere aironi, falchetti, i cavalieri d’Italia, le volpoche, etc.. Quindi si ripedala verso nord sulla destra orografica del Po di Goro– Oasi Bosco di S. Giustina – Castello di Mesola (sosta pranzo) – Verso sud – Codigoro – Abbazia di Pomposa (dell’anno 1000, con guida!) – Oasi Cannevié. Qui a fianco, come se avessimo utilizzato il campanile dell’Abbazia quale pennone di una nostra gigantesca bandiera!
.
.
.
.
.
.
Qui a fianco: acquisti di frutta al Castello di Mesola
.
.
.
.
.
.
.
.
.
3° giorno, km 30. Si parte in bicicletta da Cannevié verso sud per tratti boscosi e sterrati costeggiando Valle Bertuzzi e i Lidi di Comacchio fino a Porto Garibaldi. Indi verso est fra le saline fino a Comacchio dove ci spaparanziamo a tavola per un sontuoso pranzo d’addio presso la Trattoria della Pescheria, nel centro storico.
.
.
.
.
.
.
Partecipanti: 38. Condizioni metereologiche: ottime fino al terzo dopopranzo, quando ha un po’ rannuvolato. Forature: due. Incidenti: nessuno. Morale: altissimo! Bici utilizzate: mtb, da città . Grazie Fiab, grazie Massimo, grazie Guglielmo! La prossima? Da Trento a Borghetto all’Adige per la Festa della Bicicletta insieme ai colleghi fiabbini di Valpolicella: 55 km, ritorno pochi in bici molti in treno, capogita il sottoscritto blogger.
.
.
E allora, cosa aspettate? JOINT US, UNITEVI A NOI, ISCRIVETEVI ALLA FIAB (v. in internet).
P.S.: i dislivelli … al contrario! Noi Trentini, abituati ai “dislivelli all’insù” delle nostre montagne, qui ci siamo confrontati con i “dislivelli all’ingiù” della campagna al di sotto del livello del mare!
RICEVO E PUBBLICO IL CONTRIBUTO DELLA NOSTRA GUIDA LOCALE, IL FIABBINO MASSIMO:
Ferrara : un pentagono nell’acqua
Ferrara è città nata sull’acqua del Po e dal fiume ha ricevuto ricchezza e difesa. Nei secoli il fiume ha cambiato corso e la città ha dovuto adeguarsi riuscendo ogni volta a migliorare ed a trasformare le sciagure in opportunità . Così è stato al termine del XV secolo quando il Duca Estense Ercole I ha aggiunto alla città un largo tratto della campagna posta a nord tra il nuovo corso del Po e le antiche mura . Le nuove mura ,quelle ancor oggi esistenti, furono tracciate formando un pentagono –figura magica per gli Estensi- ed oggi servono da parco e attrezzatura sportiva per i cittadini. La nostra escursione è partita da qui ed è proseguita toccando i luoghi più significativi ( Castello Estense, Cattedrale , Palazzo dei Diamanti) per poi lasciare l’abitato in direzione nord per raggiungere il fiume ,che è posto a 7 km dalle mura. La ciclabile “Destra Po†che abbiamo percorso rientra nel tracciato della Eurovelo n.8 , corre sulla sommità dell’argine del  Po Grande seguendone il tracciato fino a Serravalle per poi seguire il Po di Goro (primo ramo sud del delta ) fino alla foce posta a Gorino Ferrarese .Nel nostro percorso in barca il secondo giorno abbiamo visto il faro che sancisce il termine del Po di Goro nel mare .
Il paesaggio ferrarese è del tutto orizzontale : un territorio generato dalle sabbie e dal limo portati dai fiumi che hanno “colmato†nei secoli le lagune costiere dove l’acqua dolce si confondeva con quella marina formando un mix indispensabile alle anguille per maturare e riprodursi negli stessi luoghi dove gli uccelli di palude migranti o stanziali hanno da sempre un habitat strepitoso. Qui nelle poche emergenze tra le acque della palude e specialmente sulle dune costiere sono nati dei boschi dove daini e cervi hanno fatto la felicità dei cacciatori. Qui però hanno trovato posto anche comunità di monaci che nella solitudine delle “valli†hanno potuto esercitare le loro regole lontani dal “secoloâ€. E’ spettacolare il campanile dell’abbazia di Pomposa con la sua verticalità che all’origine doveva essere un punto di riferimento per tutti i viandanti , pellegrini o altro, che si recavano a Roma dal nord Europa o che ritornavano. Gli Estensi esercitarono la loro potenza in questi luoghi provocando la decadenza dell’Abbazia ma erigendo nei pressi –a Mesola – un castello elegantissimo che secondo le loro intenzioni doveva essere base per una espansione verso nord e sul mare , cosa ovviamente malvista dalla Repubblica di Venezia che approfittò dell’allontanamento degli Estensi da Ferrara per procedere alla costruzione di un canale che ha completamente cambiato il corso terminale del Po creando il delta attuale ,liberando la laguna veneziana dalle sabbie e insabbiando la parte sud del delta creando la “Sacca di Goro†. Oggi il paesaggio è molto influenzato dalla regimentazione delle acque che ha separato i fiumi dalle lagune ma rimane comunque una parte di “selvatico†sulla costa dove il mare confina con la campagna e la pineta ,dove non ci sono stabilimenti balneari e gli uccelli di palude continuano a trovare spazi per nidificare. Come ad esempio presso le saline di Comacchio, non più utili per produrre il sale ma oggi sede di una numerosa colonia di fenicotteri ormai stanziali.
In mezzo a tutto questo sta Comacchio, una cittadina costruita su dossi divisi da canali superati da ponti in mattoni, che scolano le acque e permettono il rapido spostamento delle “batane†: le barche di palude utili alla pesca delle anguille . L’economia di questa città è vissuta interamente su quel pesce fino all’ultimo conflitto poi è arrivato il turismo che ha una parte non secondaria nella gastronomia dai sapori decisi ed unici.
GRAZIE, MASSIMO!
Comments Closed









































