S’I’ FOSSE FOCO …
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 21 Aprile, 2017 @ 11:27 amDetto altrimenti: … hai capito, quel toscanaccio (senese) del Cecco Angiolieri … (post 2702)
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Un suo sonetto: …. “S’i’ fosse foco arderei lo mondo!” Ma dai che lo conoscete! Comunque in internet trovate l’intero testo. Io qui riporto solo gli ultimi versi: “S’i’ fosse Cecco, com’i’ sono e fui, torrei le donne giovani e leggiadre: e vecchie e laide lasserei altruiâ€. Mica male, il ragazzo! Comunque scherzavo … dai … ho citato Cecco (compaesano del mi’ babbo) perché … s’i’ fosse il capo di certi impiegati … O senti il caso avvenuto di fresco / a me che girellando una mattina / capito in cert’uffici un po’ lontano / a Trento là , un po’ fuori di mano … che stavo dicendo? Ah sì … ecco: s’i’ fosse il capo di certo impiegati darei loro una raddrizzattina da nulla, darei! Ed ecco i fatti:
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- Telefono al Centro Servizi Punto Blu di Trento per chiedere come volturare il mio Telepass da un’auto ad un’altra. Mi risponde l’Autobrennero (?) che mi passa Punto Blu. Attendo tre minuti di musichetta + 2 minuti di squilli fino a che la linea viene interrotta. Richiamo altre due volte: idem. L’ultima volta: “Saranno occupati agli sportelli, richiami più tardiâ€. Evvabbè …
- Vado in un negozio che vende targhe ad acquistare le lettere adesive da apporre sul portabici “a gancio†della mia auto. Ne hanno di due misure. Quale serve? (confesso: io avrei ben potuto prendere le misure della targa): “Signore, venga con la targaâ€. Ma, dico io, se voi vendete queste lettere adesive da una vita … non sapete quali sono quelle giuste? Evvabbè …
- Vado alla Polizia Locale per la voltura del permesso di sosta. L’addetto (“piantoneâ€) in perfetta divisa, manette e revolver al fianco (ma a che servono!?): “Forse al piano di sopra, forse le sanno dire …â€. Evvabbè …
- Telefono in banca per sapere se e come posso pagare un bollettino postale (multa per superamento di 5Kmh la velocità consentita, Polizia Locale di Livorno): mi succede come al n. 1. Evvabbè …
La raddrizzatina di cui parlavo? S’i’ fosse … il capo di costoro, che farei?
- Disporrei che un addetto risponda al telefono, almeno dopo due minuti di musichetta con un sistema di controllo gestione e qualità sulla durata delle messa in attesa telefoniche;
- imporrei ai commessi di conoscere le caratteristiche e l’uso della merce che vendono;
- imporrei ai “piantoni†e agli impiegati di essere informati (e di informare) almeno sulle operazioni fondamentali.
Dice … aho! A blogger … ma che stai a spacca’ er capello! Nun t’applica’ tanto … (traduco dal romanesco: non essere così cavilloso, non insistere che fai fatica). Evvabbè … ragazzi, ho capito, ho capito … ma mi sono capitati ben quattro “Evvabbè” nella stessa mattina, che poi con questo qui sopra (quello in rosso) fanno cinque … ed allora …
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NAUFRAGI
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 20 Aprile, 2017 @ 6:18 amDetto altrimenti: a ridosso del porto …  (post 2701)
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Una tragedia già vista, almeno da me, sia pure in scala diversa e contro un altro molo, la diga foranea di Genova: 9 aprile 1970, dopo l’ufficio passavo in Vespa (una Rally 180) alla Foce (del Bisagno) a Genova. Avevo il parabrezza montato e a causa del forte vento facevo fatica a “tenere la rottaâ€. Ma … cosa succede là , in mare? Una nave contro la diga foranea! Avrei saputo che si trattava della London Valour (v. post “Naufragi e non†del 14 febbraio 2012). Ancorata in baia, aspettava il turno per entrare in “officina†(il cantiere navale), trainata dai rimorchiatori. Per guadagnare tempo, avevano iniziato a smontare parti del motore, quand’ecco arriva la libecciata: l’ancora non tiene, i motori non possono essere azionati e la nave finisce sugli scogli della diga. Molte le vittime.
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In questi giorni una barca a vela (sembra si tratti di un “Bavaria†di 15 metri, barca solida, pesante, robusta) che sta cercando di entrare nel porto di Rimini per ripararsi dalla tempesta, finisce sugli scogli: quattro vittime. Come può essere successo? Probabilmente avevano ammainato le vele e procedevano a motore, un motore che non è stato sufficientemente potente a vincere la forza delle onde frangenti. Oppure un motore che per un qualche motivo si è “fermatoâ€.
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La tempesta di vento poi, improvvisa? Sicuramente segnalata da Meteomar, vento da nord, 50 nodi al minimo (90 kmh). L’entrata del porto è protetta dai venti di scirocco. Per ripararla dai venti da nord, è stato realizzato un “pennelloâ€, un molo di rocce e cemento che la protegge per circa 200 metri e che deve esser aggirato per potere entrare nel “canale†di accesso che ha una direzione grosso modo nord-sud. La barca si è incagliata contro questo molo, non riuscendo a scapolarlo. Le ondate e il vento hanno fatto il resto: quattro le vittime.
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Un altro naufragio, anzi, un post-naufragio: navigavo a vela con il mio Fun “Whisper” (7 metri da regata, 1000 kg di dislocamento, motore fuoribordo da 4 CV) dalla Toscana a Palau (qui a fianco: il mio Whisper in regata a Riva del Garda).
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All’altezza della baia di Pinarella (Corsica) emerge dal mare una piramide di scogli. A ridosso di essa, dall’acqua, ho visto emergere, perfettamente paralleli, due alberi in legno di un veliero affondato evidentemente con mare calmo, altrimenti le onde lo avrebbero sbriciolato e i suoi alberi non sarebbero emersi, tanto meno perfettamente paralleli. Che dire? probabilmente avevano impostato il timone automatico e il sistema di guida non ha potuto tener conto di quell’ostacolo contro il quale il veliero ha naufragato (la foto è dell’anno successivo: infatti al momento non avevo con me la macchina fotografica).
Che dire? In mare occorre conoscenza, attenzione, abilità , prudenza e anche fortuna!
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ITAS, POLIT … AS
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 19 Aprile, 2017 @ 6:02 amDetto altrimenti: meccanismi, non moralismi nelle assicurazioni come nella politica    (post 2700)
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Itas Assicurazioni: dalla stampa “improvvisamente†si scopre che Zeus e i Divini (così venivano chiamati quelli del cerchio magico societario, il top management ed il CDA della compagnia) si “trattavano beneâ€, anzi troppo, nel senso di autoretribuirsi a livelli faraonici e autoregalarsi ogni ben di Dio.
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Itas, Polit …as: nessuno al mondo – a meno che non sia imprenditore in proprio – dovrebbe potersi fissare da se stesso i propri emolumenti, come invece è accaduto in Itas e come accade ai nostri parlamentari. In entrambi i casi occorre intervenire su questi meccanismi perversi.
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Itas: se sei assicurato, sei socio. Come tale vai in assemblea a votare, ad approvare i bilanci etc.. Mi chiedo: le Assemblee Itas sono state tutte regolarmente convocate, nel senso di essere portate preventivamente e debitamente a conoscenza degli “azionisti� Se la risposta è no, male; se la risposta è si, peggio ancora, perché vuol dire che l’azionariato diffuso se ne è disinteressato, e le oligarchie hanno fatto ciò che hanno voluto.
Itas: dice … la compagnia si può costituire parte civile contro certi amministratori che l’hanno danneggiata. Ok, ma io vedrei bene altre due azioni: una class action promossa dagli assicurati-soci ed una seconda promossa dalla Provincia per il danno di immagine.
Itas: ma oltre all’assemblea dei soci, c’erano i revisori, il sindaci … Loro erano i custodi di ogni “meccanismo†societario. Già , dico io, ma … quis custodiet ipsos custodes? Chi custodirà i custodi? (Giovenale, VI Satira, 100 anni dopo Cristo).
Polit …as: se sei cittadino, sei elettore e se da elettore te ne disinteressi per un qualsiasi motivo (troppo occupato, distratto, stanco, sfiduciato, etc.) anche in questo caso le oligarchie fanno semplicemente quello che vogliono.
Polit …as: custodi dei politici siamo noi, cittadini elettori. Altro che allontanarsi dalla politica, altro che disinteressarsi, delegare al buio, acclamare “a prescindere” …
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LUNEDI’ DI PASQUA IN BICI
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 17 Aprile, 2017 @ 5:13 pmDetto altrimenti: segue da due post precedenti    (post 2699) .
Ieri da Trento a Bologna: Pasqua con i tuoi (in questo caso figlio e nuora) come Natale! A Messa nella parrocchia di S. Teresa del Bambin Gesù. La predica: “Non una religione chiusa, uscire … uscire senza timore, con speranza … verso l’Altro” e il sacerdote (Don Massimo) cita F. Nietzsche che scriveva (cito a memoria): “Come potrei essere cattolico se i cattolici sono tutti con quei musi lunghi, tristi …”
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Lunedì. Sono a Riva del Garda con un’unica bicicletta: quella di due post fa. Tempo incerto. Che fare? Una pedalata in salita che se poi il tempo cambia, fai presto a rientrare, e salite, si sa, qui in Trentino non mancano di certo! Allora deciso: il “Giro del Passo del Ballinoâ€. Riva del Garda, km 0 – 65 m sul livello del mare – Passo del Ballino, km 15 – 765 slm. Sono salito lentamente con il contributo del primo livello elettrico (“ecoâ€), velocità media, 10 kmh. Appena superato il passo, prendo a sinistra la vecchia strada romana (v.foto), un agevole leggera discesa sterrata di 3 km, che conduce a 2 km (650 slm) dal Paese di Balbido (750 slm), paese che si raggiunge dopo avere risalito quei 100 metri del nuovo dislivello, subito dopo Cavrasto.
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Balbido, il Paese Dipinto da tanti bei murales. Vado a suonare alla casa del mio amico Marcello Farina (sotto il campanello, una scritta “Le parole sono pietreâ€): non c’è, è prevedibile, il lunedì Santo, lui che è sacerdote … Cavrasto: sosta con succo di frutta al Bar Ristorante Panorama (che su richiesta mi regala una copia della Gazzetta dello Sport di ieri così la inserisco sotto la ventina e mi riparo meglio dall’aria) e via, inizia la discesa verso Ponte Arche. Il cielo si rannuvola, qualche gocciolina di pioggia mi impensierisce. Ponte Arche, 3 km di leggera risalita su strada trafficata veloce (azzz… questi corridori da formula 1 della domenica anche di lunedì!) e posso riprendere la pista ciclabile che costeggia il canyon e il Maso Limarò, portantomi a quattro tornanti sopra Sarche, che raggiungo di volata.
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Il tempo peggiora: ho saltato la visita ai miei amici gestori del Maso Limarò:(nella foto a fianco, il Maso visto dalla strada che conduce a Ranzo. Sulla sinistra, si nota la ciclabile di cui al resoconto odierno)
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Sarche, si gira a destra, ciclabile Sarche – Pietra Murata – Dro – Ceniga – Arco – Riva del Garda, complessivamente e ovviamente in discesa: tuttavia … ci crederete? Qui in discesa ho dovuto azionare il secondo livello elettrico (“tourâ€) a causa della forte Ora contraria che mi faceva sentire impegnato in salita!
Partenza da Riva del Garda, ore 09,00. Arrivo ore 13,30. Totale 63 km. Velocità media 17 kmh. Consumo elettrico 70% pari a 280 Wh (sui 400 disponibili), ovvero lo stesso consumo di due post fa (cfr. ivi) per un percorso di 102 km! Perchè? Perché anche la parte discesa, a causa del forte vento contrario, è di fatto risultata in … salita! Alimentazione: il citato succo di frutta e mezza borraccia di acqua e sali. Peso corporeo smaltito: kg. 1,5. Foto? Nessuna … non volevo tardare ed espormi al rischio di un acquazzone. Quelle pubblicate sono “di repertorioâ€. Domani? Se non piove ripedalo da Riva a Trento, una cinquantina di km agevoli a parte la salitaccia iniziale sulla “vecchia Torboleâ€: 1,5 km al 20%. Evvabbè, mi farò “aiutare†(intanto ho ricaricato la batteria!). E poi domani sarò a favore di vento! (La mattina del 18 aprile: no, vento da nord tutto il giorno, rientro in auto).
Freddo? Oggi pomeriggio la notizia: sui monti di Merano registrata la temperatura di -11 gradi! (Undici gradi sotto lo zero!). Previsioni per la settimana in Trentino: anche sotto zero di notte a fondovalle, neve a 1000 metri! Ecchè? Non poteva arrivare un mese prima ‘sto freddo e neve che avrebbe salvato la Pasqua sciistica ai nostri albergatori! Ma si sa: “il tempo, le done e i siori i fa quel che i vol lori!”
 Good bike everybody! . .
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ITAS? TASI!
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 15 Aprile, 2017 @ 4:31 pmDetto altrimenti: Venerdì di … passione: lo scandalo ITAS. Il direttore generale (“lui”) ne usava uti princeps, come se fosse cosa sua (post 2698)
Adesso non è il tempo di parole vuote quali “occorre ristabilire la fiducia nelle istituzioniâ€, “vicenda inquietante che allarma la comunità â€, etc.. Adesso è il tempo di un’analisi seria delle responsabilità , qui elencate in ordine di “apparizioneâ€:
Lui, chi lo ha scelto? Gilberto Govi nella commedia “Colpi di timone† afferma: “Se il timoniere fa una manovra sbagliata perché ha un occhio pollino (malato), la colpa è del comandante: vuol dire che non doveva imbarcare un timoniere con l’occhio pollinoâ€.- Chi ha organizzato un sistema di gestione e controllo che ha permesso a lui anni e anni di furti?
- Chi, in sede di revisione e approvazione dei bilanci per anni non si è accorto di nulla di quanto lui stava facendo?
- Infine lui, cui non bastava uno stipendio di 450.000 euro lordi l’anno, oltre il premio di rendimento, auto di servizio e “retention instruments†vari, chi altri “beneficiava”?
- Lui, in quali CDA sedeva? Se tanto mi dà tanto, vale la pena di esaminarne il comportamento anche in quelle sedi.
Ora, sia chiaro … non mi illudo che sia possibile risalire a tutti i beneficiati di regalie fuori misura ma almeno – a fianco della società che probabilmente si costituirà parte civile contro il suo stesso amministratore – vedrei bene una class action dei piccoli azionisti (in Itas ogni assicurato è automanticamente azionista) ed una della Provincia per il danno di immagine, esperita anche contro chi si è macchiato di culpa in vigilando.
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GIOVEDI’ SANTO IN BICI
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 14 Aprile, 2017 @ 8:54 amDetto altrimenti: per capire la bici elettrica …. (post 2607).
Dovevo trasferirmi da Trento a Riva del Garda, casa-casa, 50 km. Che faccio? Ci vado in bici, magari allungandola un poco. Allungandola? Dice: ma se hai appena 320 km nelle gambe! Vabbè, allora prendo la elettrica. Dice: traditore! Ma che? Io le altre due (corsa e mtb) le curo e le uso! Solo che l’elettrica, data l’età , mi serve
- per le grandi salite (Bondone, Manghen ,etc.);
- per i percorsi troppo lunghi, soprattutto quando non sono ancora allenato (come quello di ieri)
E veniamo ai dati tecnici di ieri:
- Bicicletta: mtb, peso kg. 27 a pieno carico.
- Percorso: km 102: Trento- Borgo Sacco (Rovereto) – Mori – Lago di Loppio  – Nago – Arco – Dro – Lago di Cavedine – Pergolese – Sarche – Lago di Toblino – Sarche – Pietramurata – Dro – Arco – Riva del Garda (in rosso i percorsi fuori pista ciclabile).
- Salite: corte nella Mori-Nago; 3 km nel tratto Dro – Lago di Cavedine.
- Soste: Mori, Lago di Cavedine.
- Consumo elettrico: 70%, ovvero 280 Wh sui 400 disponibili.
- Ore di pedalata effettiva: 6,00.
- Alimentazione: 2 briosche, 2 succhi di frutta, 1/2 litro di acqua con i sali.
- Diminuzione peso corporeo: kg. 2,00.
- Cena dopo la pedalata: una pizza gigantesca e 2 birre! (recuperato 1 kg!)
Good bike everybody!
Appendice pisana
Poco a nord di Arco mi fermo a guardare uno scalatore sulla parete a strapiombo che quasi sovrasta la pista ciclabile. Mi fa eco un giovanotto dall’accento toscano. Mi chiede una cosa … Ed io: “Occhè te tu se’ toscano? Di dove?” “Di Pisa” risponde, ed io: “Il mi’ babbo di Montalcino … ma tu … di Pisa … meglio un morto ‘n casa ch’un Pisano all’uscio … non dicono così di voi”?  Si, risponde, e noi gli si risponde “Dio t’ascolti”. Ah …ah … Piacere Riccardo, Dario piacere. Amicizia fatta. Era partito in bici da Comano Terme per Riva del Garda. Solo che c’era un “orazza” (brezza termica da sud, n.d.r.) fortissima. Chi te lo fa  fare, gli dico, vieni in su con me verso nord col vento nel …. fondo schiena, che io di laghi te ne faccio vedere due! Accetta, anche perché è allenato a correre e non a pedalare (comunque poi se l’è cavata benissimo). Si parte, lo faccio pedalare fino ai Laghi di Cavedine (con sosta a centro velico di un altro amico, Andrea Danielli, Wind Valley) e Toblino. E’ entusiasta.
 Appendice: i fratelli Shkreli
A Toblino poi … si va al Bar Castel Toblino a salutare i gestori, due fratelli albanesi Shkreli di tre: (Xhoan, mio amico da tempo,  diplomato in violino al Conservatorio Monteverdi di Bolzano, è fra i primi violini alla Fenice di Venezia) Toni (gestore del bar),  diplomato in clarinetto al Conservatorio di Adria Antonio Buzzolla. Il terzo fratello,  Lorin,  laureato in legge all’Università di Trento.   Dario aspetta la moglie per la sera … “E’ avvocato … arriva ‘sta sera … col cane … no, sia chiaro, con l’auto “e” il cane! Le voglio far vedere i due laghi e poi … al ristorante di Toblino … occhettipare?” Ciao, ciao, salutami la Toscana … e tu tutto il Trentino! Dario ripedala verso nord, io verso sud.
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Di Ruggero Polito, che dire? Una per tutte. Presidente del Tribunale di Rovereto e della Associazione Amici della Musica di Riva del Garda (di cui io ero e sono il Tesoriere), pianista e violinista, un giorno si trovava a pranzo in un ristorante a Trento, insieme ad amici musicofili. Il gestore lo riconosce e gli dice che il cameriere ventitreenne che lo sta servendo a tavola studia violino al conservatorio di Bolzano. Detto, fatto! Ruggero lo vuole conoscere.
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Lo invita a casa sua a Riva del Garda. Apprende che da anni il giovane, un Albanese giunto a Bari all’età di 18 anni e dopo due anni trasferitosi a Trento, dorme quattro ore per notte per conciliare lavoro e studio del violino. Apprende che il giovanotto ha già vinto un concorso e come premio ha ricevuto l’uso di un violino per quattro anni e che i quattro anni stanno scadendo. Quindi gli presta prima uno, poi due dei suoi preziosi violini (fra i quali un modello Tononi del 1728), da restituirsi “quando ti sarà possibileâ€. Oggi, quel giovanotto, Xhoan (Gioan) Shkreli è fra i primi violini alla Fenice di Venezia, è venuto a Riva del Garda per suonare nella Messa funebre di Ruggero, mancato il 18 marzo 2014 e vuole tornare a Riva per offrire un concerto in memoria di Ruggero.
Perché ho insistito tanto sul successo di lavoro dei fratelli Shkreli? Innanzi tutto perché se lo meritano … e poi anche perché l’11 maggio ad ore 18,00 presso il Palazzo della Albere a Trento, l’ Associazione Culturale Restart Trentino di cui sono presidente, terrà un evento sul Lavoro-Lavorare soprattutto dei giovani, evento al quale siete tutti inviatati. E il loro è un modello di volontà , capacità , determinazione etc., etc.. Bravi, ragazzi! Siete un esempio per tutti noi!
Della serie: mia moglie mi dice: “Ma vai a pedalare da solo?” “Si, rispondo io, solo …  i primi cinque minuti” (in questo caso a dire il vero i primi 55 km!) … perché  la bici unisce!
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TANT’E’ …
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 13 Aprile, 2017 @ 6:41 amDetto altrimenti: … tant’è non ce la faccio a iniziare la giornata senza scrivere un post    (post 2696)
“Non sanno andare oltre l’affermazione generale, di principioâ€. Così un mio vecchio amico, (O.T.) quando entrambi non eravamo vecchi, diceva di certi personaggi della “alta†finanza bancaria milanese. Bancaria, ovvero di banchieri che erano solo bancari, i quali per di più praticavano la finanza più che la banca (ed oggi ne abbiamo visto i risultati!). Ma vale anche in politica, eccome!
“Le parole sono pietre†scriveva Don Lorenzo Milani nella sua Lettera ad una professoressa. Dovrebbe valere anche in politica, eccome!
“Non si è mai abbastanza specifici†soleva dire un mio vecchio capo, Ruggero Cengo Romano, Persona che per quanto mi ha insegnato con il suo esempio di vita e di lavoro io considero il mio “terzo genitoreâ€. Dovrebbe valere anche in politica, eccome!
Ecco, oggi, dopo tanti anni, queste tre espressioni sono fra quelle che -fra altre – regolano oggi il mio modo di capire e valutare certi personaggi e certe situazioni. Superficialità , magniloquenzia, retorica, supponenza, arroganza verbale … se Tommaso Moro tornasse in vita, probabilmente nella sua Utopia sarebbero veri e propri reati. Anche in politica, eccome!
Quando noi manager occidentali (io da qualche anno ex manager, per ragioni d’età ) commentiamo tutto sommato negativamente l’imperturbabilità orientale ai sentimenti, e quasi irridiamo – fra di noi, s’intende! – quei volti impassibili con i quali ci fronteggiano durante le trattative di lavoro, sbagliamo. Infatti sarebbe come negare valore ai numeri “in valore assolutoâ€, quelli che in matematica sono scritti fra due sbarrette verticali. Infatti in quelle circostanze ciò che conta non è l’esteriorità , ma i contenuti.
Concludo facendovi sorridere. Lavoravo in Siemens (Milano). Trattativa in inglese con i giapponesi della Fujitzu. Fra di noi italiani e tedeschi, di fronte a loro, qualche breve commento riservato in tedesco. Loro, impassibili. Al momento di accomiatarci, ci salutarono in un perfetto tedesco … con un leggero accento bavarese! (Azzz …..!).
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POLITICA “ALTA†E PROBLEMI DELLA GENTE
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 12 Aprile, 2017 @ 5:24 amDetto altrimenti: politica “alta� Forse troppo … (post 2695)
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Nello stesso giorno quattro momenti
1) Rileggo un libro (“Divieni ciò che seiâ€, F. Nietzsche, pag. 104, ed. Christian Marinotti 2006) che mi induce ad una riflessione: troppo spesso la politica, la morale, la filosofia, talvolta anche la religione ci inducono a “pensare, volare altoâ€, a riflettere sui massimi sistemi e ci distraggono dal sottoporre a riflessione, manutenzione, aggiornamento e verifica  le questioni concrete del vivere d’ogni giorno: il rispetto delle regole dì ogni tipo quali il risultato del voto di una assemblea; il “non fare agli altri ciò che …†etc.; l’ascolto e l’accettazione dell’Altro, e di tutto ciò che è diverso da noi. Il che determina una abitudine, una superficialità e una negativa assuefazione ” a prescindere”, la quale, nelle persone inesperte (e distratte) e soprattutto nei giovani, induce ad una accettazione rassegnata di un diffuso malcostume.
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2) Apro un quotidiano (l’Adige 11 aprile 2017 pag. 18) e leggo una intervista “politica†che mi ricorda le “Domande-risposte†che una primaria società finanziaria si auto-preparava in vista della propria assemblea degli azionisti, nel senso che in quella sede si volevano far emergere i migliori aspetti della gestione, per cui si incaricava taluno di porre alcune precise domande, essendo pronti a dare ad esse precise ed esaurienti risposte. Be’ in questa intervista le domande e le risposte erano mirate a mettere a fuoco i grandi tempi di una politica “altaâ€, forse troppo alta rispetto ai problemi “minori†quale quello, ad esempio della disoccupazione del futuro delle giovani generazioni. In particolare il titolo “si riparta dalle elezioni politiche, per fortuna con il collegio uninominale†… evidenziava quello che a giudizio della coppia (intervistatrice e intervistato) sarebbe il problema maximo: la sicurezza (uninominale) della “poltrona†di taluno e non il lavoro per i giovani e i meno giovani.
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3) Nello stesso giornale, un inserto (pag. 7): un filosofo (anche storico e sacerdote), Marcello Farina,  parla anzi scrive della rinascita della primavera, una rinascita, una ripartenza che si ripete ogni anno nella natura e che si può e deve ripetere più volte anche nella vita di ogni donna ed ogni uomo, una rinascita che sia una ripartenza, un restart, una fuoruscita da ogni stagnazione e staticità da parte donne e uomini nati non per morire ma per incominciare.
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4) Nella mattinata dello stesso giorno partecipo ad una riunione di tipo assolutamente diverso: un gruppo di dirigenti di una associazione culturale si riuniva per domandarsi come meglio organizzare un piano di rilancio dell’occupazione, come diffondere una diversa e più aggiornata cultura del lavoro, come stimolare i giovani ad avere e proporre idee ed i meno giovani ad aiutarli ad organizzarle e realizzarle.
Ed allora ho messo in fila i quattro momenti: volare e pensare alto affinchè tutto cambi anzi no, che niente cambi … … e nel frattempo, in “basso†cosa succede?
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“PERSONALE†DI MARISA POSTAL DE CARLI
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 10 Aprile, 2017 @ 7:38 pmDetto altrimenti: un’amica, una pittrice …. (post 2694)
(per info: postaldecarli@ahoo.it – 0461 233301-348 2524329)
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Pittrice da sempre, non anche per professione ma solo per amore. Marisa, una nostra collega dell’Associazione Accademia delle Muse, alla età di 20 anni “compiuti già qualche volta”, espone per la centesima volta. No, non sono state tutte “personali†ma tantè…. Marisa espone nella galleria d’arte il Fogolino in Via Santa Trinità 30 TN, fino al 15 aprile. Qui a fianco. “Il pescatore” . Ma … quella rete … chi pesca chi?
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Mi dice: “Sai Riccardo, io ho disegnato e dipinto da sempre, solo che la vita mi ha portato a fare altri studi, ma io … come i bambini che leggono con la pila sotto le coperte dopo che la mamma ha spento la luce .. io ho sempre coltivato questa mia passione. Da quando sono in pensione poi … mi sono sfogata. Per me la pittura è moltissimo, è un po’ come riflettere su me stessa, sui miei sentimenti … e su quelli altrui: certe volte mi sorprendo ad osservare il viso di una persona sconosciuta fino a farla indisporre, insospettire: ecco, io quel volto io vedo già un mio dipinto. Qui nella sala vi sono alcune opere “matricoleâ€, altre già esposte prima. Trovi un po’ di “Natura†(grazie se la citi e la scrivi con la maiuscola); un po’ di Sogni (v. prima) e molta Umanità – così almeno mi auguro di “averci messo” –  (idem c.s.).
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Io ho scattato qualche foto con il mio telefonino, come sempre senza pretese: questa qui a fianco, della donna prigioniera, mi è venuta con il riflesso della mia immagine. Sulle prime ho pensato “così non va …..†Poi ho riflettuto; quell’ombra (non voluta, casuale, la mia , n.d.r.) e quella luce (del mio flash) qui nel post possono essere lette come l’immagine dell’uomo che l’ha imprigionata o come quella dell’uomo che lei pensa possa venire a salvarla: il lampo di luce fa propendere per questa seconda ipotesi.
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Donna che corre, fra passato e futuro: caduta si rialza e corre, ma il suo spirito correva già da prima davanti a lei. L’opera è stata esposta nella sala delle Conferenze al Mart di Rovereto: essa si completava con una mano dipinta da Marisa su un quadro altrui, esposto alla sua destra, opera di Anna Maria Rosi Zen, e con un piede dipinto su un altro quadro altrui, esposto alla sua sinistra, opera di Coral Torrents.
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Luna rossa … (‘a Luna Rossa me parla e te ….). Dice Marisa: “ Mi sono appostata per ore per vederla, per fotografarla nella mia mente e tradurla in un dipinto …â€
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Germogli da un tronco … qui proprio non so cosa far dire al lampo del mio flash …
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Le ho detto: “Sai Marisa, tu mi conosci … non sono un critico d’arte, solo un semplice blogger … scriverò volentieri un post sulla mostra, su di te … e se mi sbaglio mi corrigerai!”
Complimenti Marisa!
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La nuova procedura “inserimento commenti” è in corso di attivazione. Pertanto trascrivo qui il commento di Giovanni Soncini
“Riccardo, apprezzo la tua sintetica presentazione della mostra di Marisa Postal De Carli, ed apprezzo in particolare le immagini dei dipinti selezionati fra quelli in mostra ed i relativi commenti, direttamente ripresi e ispirati dalle parole dell’autrice. Oltre che complimentarmi con Marisa e con chi la ha aiutata nella non semplice scelta dei dipinti da esporre, che ritengo particolarmente rappresentativi della sua attività artistica, mi sento in obbligo di ringraziare pubblicamente Marisa per avere trasmesso anche a me il piacere della pittura. E’ lei che mi ha suggerito, ormai nel lontano dicembre 2003, quando all’avvicinarsi del mio pensionamento cercavo altri e nuovi interessi da coltivare “da pensionatoâ€, di frequentare il Gruppo Arti Visuali. E’ in questo contesto che, dapprima con qualche incertezza ma poi con crescente assiduità e convinzione, ho ripreso a disegnare ed a dipingere cecando e trovando nuovi stimoli culturali, e così da “vecchio professore†mi sono trasformato in “giovane pittoreâ€. Grazie Marisa, anche per questo.”
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APRILE, DOLCE RIPARTIRE, SWEET RESTARTING!
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 10 Aprile, 2017 @ 6:12 amDetto altrimenti: Aprile  … altro che “dolce dormireâ€!    (post 2693)
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Un week end da “ripartenzaâ€, in particolare “da bosco e da rivieraâ€, anzi, da mare e monti, anzi, da lago trentino e valli del Sud Tirolo. Infatti, sabato nell’Altogarda Trentino, a rimettere in moto le vele della mia barchetta da regata (7 metri lft). Stranamente, pur previsto, non c’è stato Vento (“Vento†a Riva del Garda è vento da nord) ma subito un’oresella, ovvero una leggera Ora da sud che via via rinforzava. Uscita rilassante, così, per riprendere contatto con l’â€amataâ€.
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E domenica? Una DOMENICA FIAB! Ovvero, eravamo quasi 50 pedalatori nella prima uscita della stagione, a pedalare nel Burgraviato. Cos’è il Burgraviato?
L’attenzione a prevenire e combattere gli effetti negativi dei cambiamenti climatici (il fiume Adige passato da 80 a 30  m3 al sec causa scarsità di piogge e di neve): i meleti sono irrigati “a goccia”  e non a pioggia”, con un notevole risparmio di acqua! Bravi! Da imitare in tutta Italia!
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Burgraviato
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Burggrafenamt in tedesco, Burgraviat in ladino, è la zona attorno a Merano (Alto Adige) nonché il nome della comunità comprensoriale con capoluogo la stessa Merano. Il nome deriva dal “Burggraf” della Contea del Tirolo, ovvero dal burgravio del conte tirolese e il di lui distretto amministrativo che formò il nucleo antico di questa contea. La forma italiana del comprensorio si deve all’adattamento fonetico del termine tedesco originario. Ne fanno parte: la Val Passiria, la Val d’Ultimo, l’Alta Val di Non e l’area meranese della Val d’Adige. Confina a ovest con la Val Venosta, a sud con la comunità comprensoriale Oltradige-Bassa Atesina, a nordest con l’Alta Valle Isarco e a sudest con la comunità comprensoriale Salto-Sciliar (sull’altipiano del Salto). Dopo Merano, il principale comune è Lana.
Fabio ci spiega: il Burgraviato funziona come organo amministrativo intercomunale. Gestisce coordinandoli tutti i problemi della zona e i Comuni … eseguono! Una sorta di “macroregione comunale”, di interreg comunale” che si occupa di tutti gli aspetti concreti della vita di ogni giorno, degli aspetti sociali, della pianificazione, realizzazione e gestione degli investimenti. da studiare e da imitare!
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Ottimamente “guidati ed “illustrati†dall’amico consocio Fabio Martorano di Bolzano, abbiamo pedalato per circa 45 km fra i meleti del Burgariato partendo ed arrivando a Frangarto, dove abbiamo lasciato le auto ed il pullman. Qui a fianco, fabio ci illustra un importante biotopo, un pezzo di “Alto Adige antico”, com’era una volta, prima della “melizzazione”, oggi assai importante per la riproduzione della fauna locale. In particolare per il ripopolamento ittico dell’intera provincia (oltre 1.250.000 circa avanotti rilasciati ogni anno di cui circa 300.000 sopravvivono ai predatori naturali).
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Terlano, Â Chiesa di S. Maria Assunta, del 1200-1300, con affreschi originali!
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Salitella a Nalles, sosta per spiegazione sulla dimensione del comprensorio (100.000 abitanti), dell’origine ed ella evoluzione glaciale della valle (fronte ghiaccio alto 2 km!),sul significato socio economico politico del comprensorio.
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Fra Vilpiano e Gargazon, sosta pranzo all’aperto alla Jausenstation di Haini & Marianna (0473291614) (un ottimo e abbondante piatto unico, acqua, vino, dolce, da 16 a 18 “euriâ€).
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Indi a Vilpiano a visitare il nuovissimo parco serra “Raffeiner Orchideen Weltâ€, 6000 mq con oltre 500 varietà di orchidee.
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…. e quindi, nachause! Verso casa!
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FIAB – FEDEDAZIONE ITALIANA AMICI DELLA BICICLETTA. Fiab Trento, circa 250 associati (dico circa perché stiamo continuamente crescendo di numero!). Fiab è stare insieme, pedalare insieme, amare la natura, l’arte, la cultura, la vita all’aria aperta, il turismo, la bicincittà , etc. Vi pare poco? Per iscriversi? Cliccate Fiab-trento.it! Joint us! Unitevi a noi!
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