ORRORE A TRENTO
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 29 Marzo, 2017 @ 2:37 pmDetto altrimenti: un papà uccide due figlioletti e si suicida (post 2681)
Poco più che quarantenne, una onorata carriera nell’Arma, si licenzia, si mette a “fare finanzaâ€. Tutto sembra procedere bene (all’inizio). Poi non più. Lui cerca di rilanciare … brucia i risparmi propri, della famiglia d’origine, degli amici. Si indebita, ha lo sfratto. Al momento di confessare alla moglie che il castello è crollato, crolla lui. Uccide i due figlioletti più piccoli e si suicida. Per mia totale incompetenza ma soprattutto per rispetto comunque dei morti e dei vivi, non mi esprimo sugli aspetti soggettivi della vicenda, bensì solo su quelli oggettivi.
“Nulla si crea e nulla si distruggeâ€. E’ una regola della fisica che vale anche in finanza. Se uno guadagna, c’è un altro che perde, magari in un altro paese, lontano da te, ma c’è sempre. In internet: “Era povero, in pochi mesi è diventato milionario. Si fa così …†Ma vi pare che se esistesse veramente questa regoletta, verrebbero a raccontarla a voi? Eppure …. eppure all’inizio ti fanno guadagnare. Tu inizia vivere alla grande, ti ci abitui, rilanci … ed alla fine perdi tutto. Una sorta di roulette diabolica.
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Una conclusione molto generale: la finanza aziendale, quella strumentale all’esercizio dell’impresa, va bene. Anche quella familiare, che ci aiuta a gestire bene le nostre sostanze. Ma la finanza che “gioca†su se stessa … abbiamo già visto quante vittime ha fatto quella dei mutui sub prime in America e nelle “banche facili†tedesche e nostrane. Ora abbiamo purtroppo un “caso personale†di una vittima che ha bruciato tutte le risorse che gli erano state affidate, che si è indebitato, che ha ricevuto lo sfratto, che non sapeva come dirlo alla sua famiglia. Quanto ha perso? Non ne ho idea. Solo per cercare di ragionare, ipotizziamo una somma: uno-due milioni di euro? Be’ da qualche parte questi euro sono andati, nelle tasche di qualcuno. Nulla si crea, nulla si distrugge, si diceva poc’anzi.
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Morale? La finanza per la finanza è fortemente immorale. Andrebbe vietata e sanzionata per legge. Una utopia la mia? Certo, ma intanto poniamoci il problema, anche perché le utopie sono traguardi semplicemente “non ancora†raggiunti. E poi, nella vita, guai a non avere utopie!
Tuttavia, anche la finanza aziendale, talvolta è malata, quando è “speculativa aziendaleâ€. Il Quartiere luogo della tragedia, progettato da un famosissimo architetto, costruito dai migliori costruttori. Progettista e costruttori pagati. Finanziatori a azionisti dell’intrapresa no. Molto l’invenduto, troppo! La Provincia, Società di Assicurazione acquistano alcuni immobili; solo alcuni. Il debito bancario aumenta, gli azionisti lanciano e sottoscrivono aumenti d capitale per “ricapitalizzare†l’impresa (rectius: far fronte alle sue perdite, per pagarne i debiti), etc.. Che dire? Chi ha dato ha dato ha dato, chi ha auto auto auto, scurdammuce o passato, simme Napule, paisà … . Chi mise in piedi il castello, a suo tempo? Chi coordinò, chi manovrò, chi indusse, chi convinse tutti a mettere i soldi sul tavolo da gioco? Sunk fund, dicono in USA, soldi affondati. Acqua passata, diciamo noi. Evvabbè … questa non sarà mala finanza, ma sicuramente è finanza “andata male”.
Altra infatti è la “mala finanza” …  quella di chi è “del mestiereâ€: di chi per anni operando in Italia ha realizzato utili all’estero; di chi subisce (“si fa subire”) una perdita notevole (fiscalmente deducibile) da un soggetto dell’estero che poi verrebbe da pensare che non possa essergli del tutto sconosciuto; di chi evade il fisco per 100 tanto poi concorda per 30; etc. Ma queste sono altre storie …
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COM’E’ ALLEGRA VENEZIA, ANCORA IL GIORNO DOPO …
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 29 Marzo, 2017 @ 6:21 amDetto altrimenti: … nel ricordo di una luminosa e calda giornata di sole di fine marzo! (post 2681)
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Andare (raramente) a Venezia. Non ci vai spesso (l’ultima volta c’eravamo stati per la “Lucia” alla Fenice)  perché proprio perchè è … “troppo†a portata di mano! L’assurda normalità di questa situazione: nemo profeta in patria, anche in questo caso. E invece … invece avere avuto al “fortuna†di un ritardo di un intercity Freccia d’Argento ci ha consegnato un buono di €50,00 da spendere entro l’anno, ed allora … perché non andare a Venezia? A/R per due persone circa €65,00 di cui €50,00 di “buonoâ€. E allora, vai!
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Scrivere su Venezia. Non è facile, si rischia l’eterno ritorno dell’uguale. E allora, scriviamo di aspetti minori, marginali, inusuali. Almeno di provo.
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Viaggiare verso Venezia. Trentoblog. Scrivo e viaggio da Trento, ed allora: linea Valsugana o Verona? Scelgo Verona (ore 07,09), perché, soprattutto al ritorno, mi offre maggiore scelta d’orario. A Verona si cambia, la coincidenza è sullo stesso marciapiede, binario di fronte: ottimo! Venezia, Stazione FS bella, nuova, moderna, pulita. I WC: €1,00 ma pulitissimi! Bene. Gli annunci treni: solo in italiano: male (a Verona e a bordo dei treni, anche in inglese).
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Essere in Venezia. La folla (dei turisti) già rilevante a marzo: figuriamoci in estate … (ma si trovano anche calli deserte, v. foto). I battelli: biglietto giornaliero €20,00. Conviene se pensate di fare almeno tre corse (€7,00 cadauna). Tuttavia esiste anche un biglietto che “dura†circa un’ora e mezza, molto meno costoso (solo per i residenti?). Ai cancelli di accesso, attenzione: non insistete nel cercare di entrare in quelli riservati ai residenti, sulla sinistra ci sono gli altri. Il vostro biglietto è un contactless che va obliterato prima di salite a bordo. A bordo pochi posti a sedere vuoti, solo quelli per invalidi e oltre 70enni: rifletto, io ne ho 73! Uao! Mi siedo anche se scio 40 giorni e pedalo 5000 km l’anno! Ma nessuno mi chiede di dichiarare tutto ciò: le figure sul manifestino raffigurano una donna incinta e una persona curva appoggiata ad un bastone … evvabbè … quello dovrei essere io? Addavenì …!
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Acquistare in Venezia. Al Lido, al Lido! Il martedì c’è un interessante mercato. Linea 1 o 2 o 5.1- Prendiamo quest’ultima, 40 minuti, forse le altre sono più veloci. Al Lido, camminare verso destra per circa 1,7 km e ci sei. C’è anche il bus, ma è così bello sgranchirsi le gambe al sole! Il mercato con lo fondo di yacht, del mare … unico!
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Mangiare dove. No, non al bancone del “cibo di strada, oggi non facciamoci mancare nulla … la nostra amica Emma, affezionata e frequente “veneziana†ci dà istruzioni telefoniche: di fronte all’imbarcadero, percorrere tutto il Granviale Santa Maria Elisabetta, una rotonda, addentrarsi verso il mare, ristorante sulla spiaggia Blue Moon: non molto elegante, ma le sedie e i tavoli “affondano†i loro piedi nella sabbia! Coperto, frittura di pesce, pane, acqua, vino, caffè, limoncello e WC (a Venezia devi mettere in conto anche questi!)  €25,00 a testa. Se po’ fa’ …
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Girare per Venezia. Ce la facciamo a visitare la mostra del pittore Bosch al palazzo Ducale? Purtroppo no, i “tempi di Venezia†(la durata delle corse in battello, la lentezza del camminare causa folla) non ce lo consentono, Peccato. Sbarchiamo poco a nord dell’Ospedale dei Santi Giovanni e Paolo e attraversiamo le calli fino a S. Marco, scoprendo la residenza veneziana di Ugo Foscolo e  deliziose vecchie trattorie (“inutili†per noi questa volta, ma la prossima …). Indi di nuovo a piedi fino a Rialto. Un gelato, un battello e siamo alla Stazione FS.

In treno: un giovane “srotola” letteralmente una bicicletta che da pacco postale qual era da ripiegata, diventa un citybyke “pedalabile”!
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Tornare a casa da Venezia. In treno: attenti a non sedervi sotto le bocchette dell’aria condizionata! Siamo a casa per le 21,00 circa. 14 ore di Venezia, viaggio compreso. Non va: in un giorno solo ne vedi troppo poca. Occorre trovare modo di pernottare almeno un paio di notti. Vedremo cosa si può fare …
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PRIMA … VERA, PRIMA … BICI
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 27 Marzo, 2017 @ 4:19 pmDetto altrimenti: si, è la prima-vera; è la mia prima-uscita di stagione; è la mia prima-bici-seria.  (post 2680)
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32 anni ancora molto ben portati. Dopo di lei ne ho avuto ben altre, ma che volete, il primo amore … Il costruttore Mario Camilotto (Milano) che me l’aveva fatta su misura me l’avrebbe richiesta in quanto “storicaâ€, ma io non riesco a separarmene. Ai suoi tempi era tutta bianca. Poi decisi (e sbagliai!) di cambiare colore e scelsi colori “brasilianiâ€. Finì anche sulla copertina di una rivista di settore … questa non ve l’aspettavate, eh? La rivista è La Bicicletta, Anno II, numero 18 giugno 1985, copertina e, all’interno, fra le Informazioni Aziendali “Camilotto Expertâ€. Ecco qui a fianco la copertina!
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Confesso: per molti anni l’avevo tradita. No … non per un’altra bici! Per una barca a vela! Poi, un giorno, guardandola così, abbandonata in garage, mi sono detto: ma dai, torniamo a vivere insieme! E allora ho eliminato i cavetti dei freni che prima erano in bellavista a disegnare eleganti volute simili alle sopracciglia di una … bici di gran classe (quale in effetti era!); ho cambiato i rapporti alla ruota e da un 52-39 sono passato al 50-34 (che volete, l’età ! Cosa? La mia raga, 73, non la sua!); ho cambiato i pedali solo perché le scarpette con la scanalatura adatta ai vecchi non le fabbricano più. Il peso? 12 km, contro i 7-8-9 delle sue nipotine, ma fa lo stesso. Il cambio non è al manubrio e le “gomme†sono i vecchi palmer, uno sempre vistosamente legato sotto la sella per cui chi mi sorpassa vede subito l’età (sua e mia). Evvabbè …intanto io alla mia tenera età ci sono arrivato!
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Questa mattina l’ho scelta fra le tante sue sorelle per la prima uscita della stagione: sapete, lei era molto contenta di mostrare alle “altre†(una da montagna; una elettrica; una da città ) chi era ed è la preferita. Solo 35 km di pianura, un paio d’ore (lento pede … anzi, lento pedale!) ma le prime uscite, si sa, occorre rifarsi un po’ la gamba, che da gamba-sci-da-discesa deve convertirsi in gamba-prima-da-pianura-poi-da-salita. Domani a piedi, anzi in treno a Venezia. Vi saprò dire. Dice … ma non lavori mai? Uei, raga, non avete letto sopra la mia età ? 73 suonati! Ormai sono un V.I.P., Vecchietto In Pensione! Comunque non che non lavoro, il fatto è che faccio un “lavoro†(uso il termine nel significato della fisica moderna) non retribuito, ovvero sono occupato in tante iniziative anche serie (sociali, politiche, culturali, sportive …). Il mio è l’ otium dei latini, per i quali il negotium era il lavoro che si doveva fare per vivere e l’ otium erano tutte le attività nelle quali ti impegnavi per tua scelta, non retribuite. Ecco, questo è il caso mio.
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Good byke everybody!
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S. MESSA E ALTRO NELLE GIUDICARIE ESTERIORI
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 26 Marzo, 2017 @ 1:57 pmDetto altrimenti: una domenica mattina … (post 2679)
Il pont de l’era … il ponte dell’aria, l’accesso ai solai pieni d’aria, di “era“, appunto, là  dove si conservava il fieno … ma andiamo con ordine. Quando siamo nei paraggi, la domenica mattina alle ore 10,00 “saliamo†a Balbido, il Paese Dipinto (da molti murales)  delle Giudicarie Esteriori, per assistere alla Messa celebrata dall’amico Don Marcello Farina, Messa che Marcello celebra volentieri nel suo paese natìo. Dalle sue parole porti sempre a casa qualcosa, perché le senti provenire direttamente da un Altro, senza arricchimenti di sorta.
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Ogni volta poi Marcello ci regala una preghiera diversa. Oggi una che – afferma – ci aveva già offerto in altra occasione (v. mio post “Cavrasto” del 6.11.2016), un vecchio inno Gujarati che Ghandi si fece recitare all’incontro di preghiera nell’ultimo giorno della sua vita. (Marcello, dopo le parole “o uomo†aggiunge “o donnaâ€. N.d.r.)
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Anche stanco e spossato
Anche se stanco e spossato, o uomo / non ti riposare. / Non abbandonare la tua lotta solitaria, / continua, non ti riposare. / Batterai sentieri incerti e aggrovigliati, / non salverai, forse, che qualche povbera vita, / ma non perdere la fede, o uomo, / non ti riposare. / La tua stessa vita ti consumerà e ti sarà ferita, / crescenti ostacoli sorgeranno sul tuo cammino: /o uomo, caricati questi pesi, / non ti riposare. / Salta al di là delle pene e degli affanni / pur se fossero alti come montagne. / E se anche non intravedi che campi / aridi e sterili, / ara, o uomo, questi campi, / non ti riposare. / Il mondo sarà avvolto nelle tenebre. / sarai tu a gettarvi luce, / disperderai l’oscurità che lo circonda. / Anche quando la vita ti abbandoni, / o uomo, non ti riposare. / Non darti mai al riposo, / dona riposo agli altri.

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Ciao Marcello, mi dai il testo della preghiera di Ghandi? Grazie della bella predica … hai visto il Papa … che bagno di folla (ieri. Monza, Milano n.d.r.): sai … in un mio post ho scritto che vedo il Presidente dello Stato Città del Vaticano, a causa dei valori laici che esprime, come il miglior capo degli Stati Uniti d’Europa … Marcello mi risponde accondiscendendo e sorridendo: hai ragione, il Papa fa politica ai massimi livelli. Ci salutiamo e ci dirigiamo a Bivedo.
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Bivedo, altro paesino giudicariese, frazione di Bleggio Superiore, poco distante da Balbido, sulla strada che si diparte dalla SP “cornice” 222 che da Cavrasto conduce a Ponte Arche. Abbiamo un appuntamento con Laura ed Arrigo (Azienda Agricola Arrigo Iori, 347 4818974 ilportico.iori@gmail.com) per acquistare alcune bottiglie del loro eccezionale aceto di mele.
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Avevamo conosciuto i loro prodotti lo scorso novembre alla festa delle noci di Cavrasto, della quale eravamo venuti a conoscenza alla Fiera “Fa la cosa giusta” in Trento, dove io – fiabbino ciclista – faccio lo standista per lo stand della FIAB-Federazione Italiana Amici della Bicicletta.
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Accolti con amichevole familiarità , scopriamo un tesoro locale: la loro casa. L’esterno? Un quadro! Piano terra, oggi magazzino e tavernetta, una volta per gli animali. Primo piano, l’appartamento, ieri e oggi.
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Sopra, due piani di solai-sottotetto ai quali si accede dall’esterno dal pont de l’era, il ponte dell’aria, l’accesso (una volta ponte di legno?) che conduce a due piani molto arieggiati (era, l’aria), nei quali si ricoverava il fieno, le pannocchie ad essiccare, le castagne e le noci ad … aspettare di essere consumate.
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Il secondo solaio, quello proprio sotto il tetto, è il più ricco di sorprese: lunghissime canne (“servono per battere le noci, per farle cadere dai ramiâ€), molti pali a rinforzare la tenuta del tetto … sai Riccardo, se nevica … quest’anno poca a dir il vero ma chi lo può mi sapere?
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Qui a sinistra, la “valutazione” delle pannocchie da parte di Laura, un’orafa della natura esperta e di una scolara cittadina. Colori intensi, forme diverse: le migliori (per la polenta) sono quelle più scure e con i chicchi a punta, della serie non si finisce mai di imparare! Care lettrici e cari lettori: consideratela una preziosa consulenza culinaria!
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P.S.: in estate Marcello dice Messa nella chiesetta parrocchiale di S. Giustina, a 200 metri dalle “sede invernale”.
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Ecco, fine di una mattinata diversa.
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OGGI EUROPA 60 ANNI
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 25 Marzo, 2017 @ 9:17 amDetto altrimenti: ma come si fa a non capire …..?      (post 2678)
United States of Europe / États-Unis d’Europe / Stati Uniti d’Europa …
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… a non capire che uniti si vince, separati si perde? Si vince o si perde una nuova guerra, quella della globalizzazione selvaggia; delle ondate dell’imperialismo di ritorno; della conservazione delle risorse naturali; della convivenza civile; dell’equa distribuzione della ricchezza; della “basta epidemie-fame-schiavitù-terrorismoâ€; del rispetto reciproco; della diversità -risorsa; della democrazia; della costruzione del futuro; della pace … Dice: ma chevvordì USE? Vordì esercito, fisco, banche, polizia, burocrazia, elezioni, regole sull’immigrazione, etc. uniche e comuni!
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Per vincere questa guerra, il capo politico migliore in assoluto sarebbe  il Presidente dello Stato Città del Vaticano, il Signor Francesco Bergoglio. Per i suoi valori laici. Un  milione di persone al Parco di Monza, lo stadio di San Siro pieno come un uovo, tutte le TV del mondo presenti: dove troviamo un altro Capo di Stato con un tale consenso?
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Dice … ma la GB? Dico: la GB sta cercando di fare concorrenza alla Svizzera, stato finanziariamente canaglia ben mascherato. Comunque … GB exit? E noi da bravi manager della politica europea trasformiamo una negatività in una opportunità : non stipuliamo alcun “accordo di uscita”, non accettiamo che la GB sia “europea alla carta: questo si, questo no”. Isoliamo l’isola. Saranno gli Inglesi a chiederci di riammetterli in UE. E poi, non dimentichiamo un particolare: la Scozia ci sta aiutando …
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E’ stato calcolato: probabile perdita complessiva di tutti i paesi UE in 10 anni: o,50 % del PIL. Per la sola GB, 1,0% all’anno!
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VOUCHER ABOLITI e varie ed eventuali
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 23 Marzo, 2017 @ 12:46 pmDetto altrimenti: paura di referendum          (post 2677)
1) VOUCHER
Voucher. Spesso sono stati utilizzati male. Che fare? Abolirli? No, regolamentarne l’uso! E invece, la paura di una bis-sconfitta referendaria (della serie: a pensar male …) ha indotto a cancellare tout court questo strumento, nel senso che però ora  l’è pezo ‘l tacon del bus, per dirla in dialetto trentino: è peggio la pezza del buco che si voleva rattoppare, perché altrettanto “spesso†i voucher sono serviti e servono: infatti, come potrà cavarsela chi li stava utilizzando in modo corretto?
2) VARIE ED EVENTUALI
Una medicina a caso, un tranquillante che non nomino per non fare pubblicità al prodotto. Se lo uso male ma soprattutto se lo assumo in dosi altissime, muoio: che fare? Vietarne la vendita? No, bensì regolamentarne vendita e utilizzo.
UE, imperfetta, non ancora compiuta: che fare? Abolirla? No, bensì correggerla, completarla.
Politica italiana, imperfetta: che fare? Astenersene? No, bensì parteciparla e correggerla.
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LA VOCE DELLA PIAZZA: NADIA IORIATTI
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 23 Marzo, 2017 @ 7:16 amDetto altrimenti: al Museo “Museâ€, letture “in piazza “   (post 2676)
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Nell’ambito della mostra PIAZZA del pittore Matteo Boato, inaugurata il 24 febbraio scorso, alle 17.30, tutti i giorni (dal martedì al venerdì e lunedì 27.02 alle 17.30, il sabato e la domenica, alle 18.30) il MUSE si è aperto al racconto e alle emozioni personali, ospitando le performance dei 27 scrittori selezionati per prendere parte al progetto “La voce della piazzaâ€, i quali, ognuno dal proprio punto di vista, condividono con i presenti le loro esperienze, le idee di città , emozioni e passioni. Come in un vero spazio cittadino, dove dal chiacchiericcio dei passanti emergono stralci di conversazioni, confronti e istantanee di vita, il MUSE ha messo a disposizione il proprio spazio non solo alle opere pittoriche, ma anche a quanti hanno voglia di condividere in pubblico un messaggio, un ricordo, un tema a loro caro.
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(Le opere di Boato? Da vedere per credere!)
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Nadia Ioriatti. Da anni combatte una grave malattia, da anni vive contemporaneamente anche una seconda, diversa vita: quella della scrittrice, “nella quale – dice – non c’è la malattiaâ€. Ieri Nadia, scrittrice con i racconti su “Trentino Mese†e i due libri “Io tinta di aria†(titolo che è anche l’anagramma del suo nome) e “Aria che allenta i nodiâ€. Libri dai quali la lettrice Stefania Tarter ha letto due racconti: “Finestre†e “Tullioâ€, mentre il disegnatore-pittore Umberto Rigotti dello Studio d’Arte Andromeda, in tempo reale, disegnava sintetiche immagini rappresentanti le scene di ogni passaggio letto.
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1 – Alla finestra, “Finestreâ€, la vita degli altri … che poi per tanti aspetti … tutti, direi – è un’immagine della propria – l’altro siamo noi – l’altro che nelle parole scritte, o nelle scritture parlate, se preferite – di Nadia, diventa l’Altro, ovvero un Se Stesso. Qualcuno ha detto: “Un’ altra Finestra sul cortile, un’altra Rear window. Un po’ diversa, più ricca dico io: infatti nel racconto di Nadia c’è immedesimazione, auto indagine, non solo “indagineâ€.
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2 – “Tullio”, un disabile, analisi introspettiva dall’esterno, sottolineatura di una umanità prorompente che “buca†il muro della malattia del personaggio descritto, così come Tullio stesso, credo, avrebbe voluto essere rappresentato.
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Ieri noi c’eravamo. Alcuni amici, alcuni estranei, il personale del Muse, il saluto del direttore Michele Lanzinger. Tutti nella “piazza†aperta, luogo di incontro di voci e di sentimenti: le città senza piazze non vivono, le città vivono in piazza, luogo nel quale la gente si incontra e sente propria la cosa-casa comune, cioè di tutti. Agorà , agorazein, la piazza, passeggiare, stare in piazza, comunicare anche se non si parla. La piazza è un essere vivo, che respira e parla: ve ne accorgete soprattutto a Venezia: la musica delle parole e dei passi di tutti che non sono più di ognuno ma di tutti, appunto (evviva l’assenza dei motori!). Io stesso, in questo preciso momento che sto scrivendo q u e s t a parola, ho percepito il “valore veneziano†e quindi umano della piazza del Muse. Grazie al Muse quindi, e grazie all’amica Nadia. Ah … e ovviamente grazie anche a Matteo Boato, che con le sue opere ha arredato la “sua” piazza!
(Si sa, un post tira l’altro:  M. Boato … spero che accetti una mia intervista sulla sua arte, opere le sue a metà fra pittura, scultura, intarsio, mosaico, architettura, poesia. Dimenticavo: anche fra musica e ingegneria … già … perché Matteo è diplomato in chitarra classica – disciplina che ha insegnato per anni –  ed è ingegnere civile!)
Appendice scritta il 24 marzo 2017, ovvero the day after il post di cui sopra.
Tant’è non ce la faccio. Dopo avere passato un’ora in Piazza Matteo Boato ad ascoltare i racconti di Nadia sono stato ad ascoltare altri “racconti”, quelli di Mozart (Sinfonia 29 K201); di Ferrante (Way to Infinity); di Beethoven (Sinfonia n. 5 op, 67), “racconti” letti ovvero suonati dall’orchestra Haydn. Soprattutto Mozart: ascolti e in te nasce un sentimento, una commozione, una gioia … e ti chiedi: cos’altro potrebbe suscitare in te un simile arricchimento? Ecco, sia pure con intensità e curiosità diverse, guardare un’opera d’arte – in questo caso mi riferisco ovviamente alle opere di Boato – suscita in me … qualcosa, un sogno, un desiderio, un’ “immagine immaginata” … la curiosità (e l’invidia!) sul come l’artista sia arrivato a concepire quella “creatura” (preferisco il termine “creatura” a “creazione”). Già … creatura, essere che vive in chi la osserva, che fa vivere chi la osserva. Per certi aspetti osservare le opere di Boato mi fanno venire in mente il film “Fantasia” di Walt Disney, nel quale si poteva “vedere la musica” e ascoltare i disegni”.
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BICI, SI RICOMINCIA!
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 20 Marzo, 2017 @ 2:43 pmDetto altrimenti: da Cadine a Riva del Garda in bicicletta (45-50 km circa)
Mi chiede un amico: “Mia moglie vuole andare in bicicletta da Cadine a Riva del Garda … è tutta pista ciclabile?†E io, a domanda, rispondo:
Salendo in auto da Trento, dopo l’ultima galleria, l’auto si ferma in tratto pianeggiante. Si scarica la bici. Si pedala sulla Strada al Lago in discesa (poco traffico) per circa 1 km, indi la strada compie un tornante a sinistra, discesa per altri 400 m. e a destra si arriva sul ponte, superato il quale si sale al 2-3% per circa 900 m e si arriva a Terlago. Subito a sinistra inizia in discesa la ciclabile-poderale che porta a Vezzano (due strappetti all’8%).
Vezzano: attraversare la strada SS 45 bis che proviene da Trento, entrare in paese (fontanella) e attraversarlo verso sud. All’uscita stare sul marciapiede di sinistra (sinistra orografica). Poco dopo avere superato sulla sinistra il grande mobilificio vetrato, prendere verso sinistra la strada (traffico medio-basso) della Valle dei Laghi SP 84, in leggera veloce discesa per circa 2 km. Indi a destra il bivio in discesa più ripida per Padergnone. Dentro il paese quasi subito altro bivio a destra in discesa per il Lago di S. Massenza.
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Pochissimo prima della fine della discesa, curvetta secca a sinistra e si riprende la ciclabile che costeggia il lago che resta sulla sinistra. Si arriva quindi alla rotonda che incrocia la SS45 bis che arriva da Trento e ci si immette su sentiero sterrato che costeggia tutto il Lago Toblino.
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Alla fine del lago, stare sul marciapiede e si arriva a Sarche. Due possibilità :
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Attraversare il paese di Sarche, prendere sul marciapiede sinistro (destra orografica) la strada per Tione, e dopo 300 m a sinistra inizia la ciclabile che porta a Pietramurata. In paese, 300 m a sinistra, indi a destra si riprende la poderale poi ciclabile per Dro.
- Sarche: stare a sinistra, costeggiare il cimitero per strade interne, inserirsi verso est in via Vallonga (marciapiede pedalabile), curva a 90° e destra, costeggiare il cementificio, procedere su strada poco frequentata costeggiando il bel fiume che fa compagnia, superare località Pergolese, raggiungere il Lago di Cavedine: Centro velico, Bar, WC dal mio amico Andrea Danielli (presentarsi: siamo amici di Riccardo!). Sosta. Indi due possibilità :

“Qual è quella ruina che nel fianco / di qua da Trento l’Adige percosse / o per tremoto o per sostegno manco … (Dante, Inf. XII, 3-7)
- si torna indietro verso nord di 1 km e a sinistra (verso ovest) si prende una bretellina ciclabile che si riallaccia a quella che esce da Sarche (percorso consigliato);
- oppure si finisce di costeggiare verso sud il lago di Cavedine su strada poco frequentata, si sale per circa 1,6 km al 3%, indi discesone costeggiando le marocche (discesa leggera, strada non molto larga – foto a fianco); indi seguendo la strada (larga e molto veloce) che scende dal castello di Drena, si plana su Dro.
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Dro. Attraversare il paese centro storico (piazzetta con fontanella) fino alla piazza della chiesa (fontana, due bar, WC), strada centrale del paese verso sud, Ceniga. Indi due possibilità :
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- a destra verso il Ponte Romano (cartello), indi una quasi ciclabile che porta a Arco;
- superare il bivietto di cui al precedente n. 1 e dopo 300 m prendere a destra (cartello) la ciclabile che porta ad Arco.
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Arco. Le due soluzioni di cui sopra conducono al ponte presso la Casa del Pittore arcense Segantini. Qui la soluzione più semplice è percorrere e la strada trafficata (1) verso sud per 300 metri, indi lungo la stessa strada-direzione, salire sul marciapiede destro (destra orografica) per 150 m, costeggiare l’area parcheggio e prima della curva secca a 90° a destra che conduce nel centro della città , scendere dalla bici, attraversare a sinistra sulle strisce (*) e prendere stradello verso destra per 50 m, indi a sinistra, ponticello, destra e via diretti verso sud, la ciclabile per Torbole-Riva. Indi giunti al Lago di Garda, ciclabile lungo lago: procedere piano per cani, pedoni, passeggini etc. fino a Riva del Garda.
(1) per evitare il traffico, dal ponte Segantini entrare nel centro storico e alla fine verso sinistra aggirare l’area parcheggio e trovarsi allo stesso attraversamento pedonale di cui alla nota (*).
Good bike! (ottima una mtb; bene una buona citybyke; meglio no bici corsa, anche se io …).
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SI E’ VENUTA CREANDO UNA SITUAZIONE PER CUI …
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 20 Marzo, 2017 @ 6:53 amDetto altrimenti: frase da allarme rosso!    (post 2674)
… per cui capirà anche lei … lo richiedono le esigenze della società , dell’Associazione, del partito, del momento … lei stesso converrà … se ci pensa bene …
Frasi micidiali utilizzate quando si vuole violentare un percorso logico, legale, legittimo, regolamentato, istituzionale, contrattuale, democratico etc., insomma quando si vuole forzare una situazione senza “firmare†la forzatura, quando – metaforicamente – si vuole giocare a tennis dicendo al proprio avversario come deve tirare la pallina, violando in tal modo una regola di comportamento che ho definito “la regola del campo da tennisâ€, la quale già applicava inconsciamente il mi’ babbo, toscanaccio doc, che soleva dire: “Un mi date consigli che so sbagliare dammèâ€.
Un dipendente chiede l’aumento. Lui crede che la risposta migliore che potrà ricevere sarà un “si†e la peggiore un “noâ€. Invece, ok sulla risposta migliore. Tuttavia la peggiore sarebbe un’altra: “Un aumento? Ci pensi bene, vedrà lei stesso che ha fatto male a chiederlo, se ne convinca … ecco … vede che mi dà ragione? Comunque non si preoccupi, non le porterò rancoreâ€..
Voglio liberarmi di un presidente? Voglio licenziare una persona? Non dico “sei delegittimato per questo motivo†o “Io ti licenzio per questo motivo …â€, bensì, impersonalmente, “si è venuta creando una situazione per cui …â€. Impersonalmente, io non c’entro, la mia “coscienza di Zeno†è salva. Ma prima, molto prima anzi non tanto prima, questa “situazione†bisogna che “si sia creataâ€, anzi – però, che non si sappia in giro, per carità , che resti fra di noi, mi raccomando! – che io stesso l’abbia creata. E allora, come faccio a creare la situazione ad hoc? Rossini nel suo “Barbiere†se l’era cavata con la calunnia, la quale è un venticello che però poi cresce, cresce e sparla sparla qualcosa alla fine resta attaccato: “Ma insomma, se se ne (s)parla tanto, vorrà ben dire che qualcosa di vero ci sarà , non vi pare?†Ecco, vedete? Il primo passo è fatto. Poi, anzi prima, ci sono i giornali. Vera o falsa che sia l’allusione, legittimo o meno che sia il sospetto, l’accenno, la frase dubitativa, resta il titolo. Già , perché ormai spesso la gente legge solo il titolo dell’articolo. E la vittima designata resterà “servita†dalla superficialità , dalla retorica, dalla noia: “Evvabbè, dai, basta, non insistere, vedi bene anche tu che si è venuta creando una situazione per cui …â€.
E invece no.
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MUSICA IN RICORDO DI RUGGERO POLITO
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 19 Marzo, 2017 @ 8:57 amDetto altrimenti: un ricordo prezioso quasi come la sua presenza    (post 2673)
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RUGGERO POLITO. Per tutti era “semplicemente” il Presidente del Tribunale di Rovereto. Per molti, quelli che lo avevano incontrato, una persona rara. Per coloro che avevano la fortuna di essere suoi amici, una Persona arricchente di umanità , entusiasmo, gioia di vivere e di comunicare. Per noi dell’ Associazione Amici della Musica – della quale sono il tesoriere a “sua” chiamata diretta - un Presidente entusiasta. Per i suoi familiari, un marito, un padre, un nonno insostituibile.
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Tre anni fa, il 18 marzo 2014 ci ha lasciato. Tutti noi lo ricordiamo mantenendo viva la “sua†Associazione, quella che ha presieduto per 45 anni; la “sua†musica, soprattutto quella del violino e del pianoforte, i “suoi†strumenti che suonava in parte da autodidatta (pianoforte), in parte (violino) come allievo del nono anno del Conservatorio alla tenera età di ottant’anni! Se “cliccate†il suo nome nel mio blog, troverete molti post su Ruggero. Tuttavia mi piace qui ricopiare un passaggio di uno di essi:
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Di Ruggero, che dire? Una per tutte. Un giorno si trovava a pranzo in un ristorante a Trento, insieme ad amici musicofili. Il gestore lo riconosce e gli dice che il cameriere ventitreenne che lo sta servendo a tavola studia violino al conservatorio di Bolzano. Detto, fatto! Ruggero lo vuole conoscere. Lo invita a casa sua a Riva del Garda. Apprende che da anni il giovane, un Albanese giunto a bari all’età di 18 anni e dopo due anni trasferitosi a Trento, dorme quattro ore per notte per conciliare lavoro e studio del violino. Apprende che il giovanotto ha già vinto un concorso e come premio ha ricevuto l’uso di un violino per quattro anni. Apprende che i quattro anni stanno scadendo. Quindi gli presta prima uno, poi due dei suoi preziosi violini (fra i quali un modello Tononi del 1728), da restituirsi “quando ti sarà possibileâ€. Oggi, quel giovanotto, Xhoan (Gioan) Shkreli è nei primi violini alla Fenice di Venezia, è venuto a Riva del Garda per suonare nella Messa funebre di Ruggero e vuole tornare a Riva per offrire un concerto in memoria di Ruggero.
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Ma veniamo al concerto di ieri pomeriggio, organizzato dalla “sua†associazione, nel “suo†Conservatorio, da “suo†successore, il Professor Franco Ballardini, eseguito dal “suo” vecchio amico Prof. M° Edoardo Maria Strabbioli al piano e dalla violinista Bin Huang, la numero uno in Cina e probabilmente nel mondo. Presenti in sala la moglie Maria Grazia, una delle tre figlie, Elisabetta con tre dei cinque nipoti.
Concerto monotematico, tutto Brahms, nato nel 1833, ovvero 100 anni prima di Ruggero: Sonata n.1 op. 78 in sol maggiore (1879) – Sonata n. 2 op. 100 il la maggiore (1886) – Sonata n. 3 op. 108 in re minore (1888). Come ci ha illustrato il Prof. Ballardini, si tratta di opere della piena maturità del compositore.
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L’esecuzione, splendida. Della violinista Bin Huang, famosissima a livello mondiale e sposa a Fabio Macelloni, musicista italiano, esiste la registrazione live del Concerto per violino di Beethoven eseguito – fatto unico al mondo – con lo stesso violino di Paganini, il “Cannoneâ€. Bin ha suonato non solo a memoria, ma anche a occhi chiusi, e le note scaturivano dalle sue mani, dal violino e dal movimento sinuoso di un corpo “animatoâ€. Una frase in inglese di Bin colta al volo, lei che ha visto Riva del Garda per la prima volta: “Ma perché mio marito non ha scelto di vivere con me a Riva del Garda?â€.
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Fabio Macelloni (genovese come me!), Maestro Direttore di Coro, Docente di Esercitazioni Corali, dieci anni fa circa ha diretto al Carlo Felice di Genova “Quem vidistis pastores” brano composto dal M° Riccardo Giavina – piemontese naturalizzato a Riva del Garda – esecuzione poi replicata ad Arco e a Riva del Garda. M° Giavina, presente al concerto, ovviamente!
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Ottima anche la prestazione del M° Strabbioli, degna consonanza a tanto violino. Strabbioli, che per decenni ha insegnato in questo Conservatorio, ha testimoniato un ricordo affettuoso di Ruggero e del suo entusiasmo per la musica e la convivialità , regalandoci insieme a Bin due bis: una romanza di Clara Schumann ed uno scherzo di Brahms.
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Ed ecco l’intero programma 2017 della stagione musicale dell’Associazione Amici della Musica in Riva del Garda:
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Domenica 22 gennaio, ore 15.30, Arco, Casinò municipale, con la Camerata musicale Città di Arco, direttore Giorgio Ulivieri.
- Sabato 11 marzo, ore 17.30, Riva del Garda, Auditorium del Conservatorio, con i solisti dell’Orchestra Haydn e i pupazzi di Luciano Gottardi.
- Sabato 18 marzo, ore 17.30, Riva del Garda, Auditorium del Conservatorio: Duo Bin Huang – Edoardo Strabbioli, violino e pianoforte, musiche di Brahms.
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Sabato 8 aprile, ore 20.45, Arco, Chiesa Collegiata, con la Camerata Musicale Città di Arco, direttore Giorgio Ulivieri, Pasqua musicale arcense.
- Sabato 6 maggio, ore 17.30, Riva del Garda, Auditorium del Conservatorio: recital pianistico di Midori Kuhara.
- Sabato 20 maggio, ore 20.45, Arco, Palazzo Panni, con il Gruppo Concerti Bolognano, recital del pianista Giulio Potenza.
- Giovedì 8 giugno, ore 20.45, Arco, Chiesa Collegiata: Orchestra Haydn, Festival regionale di musica sacra.
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Domenica 30 luglio, ore 21.00, Bolognano (Arco), Chiesa parrocchiale, con il Gruppo Concerti Bolognano, duo Francesca Temporin – Kim Fabbri, violino e organo.
- Venerdì 4 agosto, ore 21.00, Bolognano (Arco), Chiesa parrocchiale, con il Gruppo Concerti Bolognano, Une journée à Versailles Yan Ma violino, Anne-Sophie Eiselé violoncello, Marie Breillat liuto e tiorba, Bruno Rattini organo e cembalo.
- Sabato 5 agosto, ore 21.00, Bolognano (Arco), Chiesa parrocchiale, con il Gruppo Concerti Bolognano, duo Marino Bedetti-Andrea Macinanti, oboe/corno inglese e organo.
- Sabato 16 settembre, ore 20.45, Riva del Garda, Auditorium del Conservatorio, recital pianistico del vincitore del Premio Roberto Melini.
- Lunedì 23 ottobre, ore 20.45, Arco, Casinò municipale, Orchestra Haydn di Trento e Bolzano, concerto sinfonico.
- Mercoledì 8 novembre, ore 20.45, Riva del Garda, Auditorium del Conservatorio, omaggio al M° Riccardo Giavina.
- Sabato 25 novembre, ore 17.30, Riva del Garda, Auditorium del Conservatorio, Concerto dedicato ai migliori diplomati del Conservatorio.
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Venerdì 8 dicembre, ore 18.00, Arco, Chiesa Collegiata, con la Camerata musicale Città di Arco, direttore Giorgio Ulivieri, concerto sinfonico.
- Domenica 17 dicembre, ore 16.00, Bolognano (Arco), Chiesa parrocchiale con il Gruppo Concerti Bolognano, concerto di Natale.
- Sabato 30 dicembre, ore 16.00, Bolognano (Arco), Chiesa parrocchiale, con il Gruppo Concerti Bolognano, concerto fra Natale e Capodanno.
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 Grazie, Ruggero! Grazie Bin, grazie Edoardo! E grazie a Franco Ballardini e Corrado Ruzza, past Direttori del Conservatorio e all’attuale suo Direttore Giovanni Giannini che ci ha ospitato.
Appendice
Mattina dopo, a Riva del Garda. Passeggio. Incontro il M°  Riccardo Giavina che ascolta con interesse tre suonatori di strada. Tre giovani moldavi che per me “suonavano bene” ma per Riccardo (un amico, ci chiamiamo così) suonavano ottimamente. Mi fermo, ascolto, applaudo, faccio un’offerta, scatto due foto.
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Riccardo li interroga: no, non hanno studiato, sono suonatori autodidatti-spontanei. Soprattutto il trombettista, dice Riccardo, è semplicemente perfetto: tecnica naturale e creatività , genialità che lo porta ad avvicinarsi agli schemi musicali più sofisticati, senza rinunciare alla propria genialità creativa. Ogni miglior augurio, ragazzi!
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