PIERGIORGIO CATTANI – 2
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 9 Novembre, 2020 @ 7:55 amDetto altrimenti: un mio amico “a sua insaputa”. E’ mancato, ieri … (post 4058)
Questa mattina, mi sono alzato … ancora con il pensiero rivolto a Piergiorgio e alla sua vita dedicata allo sviluppo del suo Pensiero per se stesso e soprattutto per gli Altri. Gà, perchè Piergiorgio apparteneva alla categoria dei POLITES, cioè era uno di quelli che fanno Politica nel senso che si occupano e preoccupano degli e per gli Altri, innanzi tutto sollecitandone arricchendone il pensiero.
Contributo strategico il suo, ovvero letteralmente “necessario e insostituibile” in un mondo che invece pare si stia abituando a farne a meno del pensiero, come quando, questa estate, non si è pensato alla seconda ondata Covid, pur prevista; come quando non si pensa che pretendere di fare di un simbolo (la federazione USA) una proprietà personale, si trasforma il simbolo da fattore di unione in causa di divisione e di guerra (mi ha shoccato vedere in USA molte persone manifestare per strada armate con armi da guerra!).
Prima citavo i POLITES, ai quali si contrappongono gli IDIOTES, ovvero coloro che pensano solo a se stessi. Al riguardo, sono maliziosamente contento che oggi quel termine, italianizzato, abbia assunto il significato negativo che tutti noi gli riconosciamo: infatti non fare Politica oggi non è molto intelligente in quanto non si costruisce futuro. Per contro fare Politica oggi significa più che mai pensare agli Altri e soprattutto agli Altri del domani cioè alle prossime generazioni: significa costruire futuro. Ecco, io non sono un politico nel senso superficiale del termine, bensì lo sono nel senso che cerco di sviluppare il pensiero. E lo faccio aprendomi agli Altri, esponendomi al giudizio altrui, positivo o negativo che sia: purchè prima di agire, si pensi. Da parte di ognuno.
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PIERGIORGIO CATTANI – 1
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 8 Novembre, 2020 @ 7:36 pmDetto altrimenti: un mio amico “a sua insaputa” (post 4057)
Telefono a Don Marcello Farina per un saluto ed entrambi siamo costernati per la morte di Piergiorgio, suo carissimo amico, persona che io conoscevo solo dal suo pensiero. Oggi la notizia della sua morte, oggi sul quotidiano Trentino, il suo ultimo contributo: “Il concetto di legge naturale”.
Io sono un ladro, ladro del pensiero altrui, del Pensiero che mi arricchisce come quello di Don Lorenzo Milani quando scrive ad una professoressa che “le parole sono pietre” nel doppio senso che occorre lasciare loro “il” significato proprio ed inoltre che, essendo pietre, se scagliate con disattenzione, possono fare del male. E le parole “legge naturale” sono pietre. Nel senso, spiega Piergiorgio, che devono essere usate “per definire le leggi biologiche e fisiche che culturale non hanno nulla a che vedere con un processo di riflessione civile e culturale capace di sancire, almeno sulla carta, l’uguaglianza degli esseri umani. In questo senso la natura non ha un fine”. Quindi non esistono comportamenti umani “secondo natura” ed altri “contro natura”: l’ambiente non ci fornisce alcuna indicazione etica su ciò che è più giusto fare”. E una religione che basi le sue regole su una legge naturale intesa come disegno divino per l’uomo, e quindi come legge morale da seguire, sbaglia.
Piergiorgio si rifà alla posizione di Papa Francesco circa il riconoscimento civile delle unioni omosessuali, di chi non è “intrinsecamente” contro natura e quindi non è immorale. E qui io – ladro – rubo il pensiero a Don Marcello Farina: la religione non “è” la morale, bensì “ha” una morale: la nostra religione è Creazione e Resurrezione. Il resto – qui è farina del mio sacco – sono dettagli. Ora, posto che la religione ha una morale, questa non è la legge naturale che invece regola non i comportamenti umani bensì – casualmente e senza alcun fine etico – l’ambiente naturale.
Piergiorgio conclude citando la Bibbia che non aveva alcuna legge naturale e che condannava l’omosessualità non in quanto “contro natura” bensì in quanto “rinviava a riti politeistici fenici, simili a quelli di Dioniso e Cibele, esecrati come idolatri” ed esalta l’amore omosessuale al pari dell’amore eterosessuale in quanto entrambi “mirati alla costruzione di qualcosa di buono e di duraturo, desideri questi perfettamente in linea con la visione biblica e cristiana. Lasciamo il concetto di “natura” alle questioni ambientali … e non utilizziamolo per guidare le nostre scelte morali”.
Spero di non avere travisato il pensiero di Piergiorgio e di Marcello: ho voluto correre questo rischio solo perché ho inteso cercare di rendere un estremo saluto a Piergiorgio, a questo per me “amico a sua insaputa” che non ha potuto vedere pubblicata la sua ultima riflessione.
Ciao, Piergiorgio, mio caro amico “a tua insaputa”: buon viaggio! Tu sei partito ma molto di te resta in noi.
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COVID? IL RISTORANTE IN CASA
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 8 Novembre, 2020 @ 2:49 pmDetto altrimenti: risotto alle pere (post 4056)
E’ più arduo concedersi un pasto al ristorante? E noi ci facciamo il ristorante in casa. Oggi “Risotto alle pere” e quelle le pere si sa stanno bene con il formaggio! Si fa così.

Preparate un buon brodo di carne mista (pollo e manzo) con sedano, carota e cipolla e tenetelo ben caldo sul fornello (poi a bollore). In una padella saltapasta soffriggete poca cipolla. Indi mantenete a fuoco medio, poi medio alto, e spargetevi due pugnetti di riso carnaroli a testa, 18 minuti di cottura da adesso. Indi ricoprite il riso dolcemente di brodo bollente e aggiungetene pian piano man mano che il brodo si consuma e il riso si scopre. FINO A QUI, NON RIMESCOLATE IL RISO.
Al 12° minuto versate una decina di quadretti di formaggio duro (ad esempio Fontal di Cavalese) e rimescolate fino al min. 18. Impiattate e inserite al centro una mezza pera william precedentemente scottata in microonde. Guarnite con chicchi di melograno e servite. C’è chi guarnisce ulteriormente il piatto di portata con una linea sottilissima di olio extra vergine di oliva, tutt’intorno al bordo piatto.
Tdempo di preparazione (avendo il brodo già pronto): 20 minuti.
N.B.: la mezza pera (qualcuno la vuole sbucciata) di norma va inserita nel piatto di portata. Io me ne sono presa una metà con la buccia e tutta per me.
Buon appetito!
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Protetto: SVILUPPIAMO IL PENSIERO
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 6 Novembre, 2020 @ 7:39 pmComments Closed
MULTA PAUCIS
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 6 Novembre, 2020 @ 3:36 pmDetto altrimenti: dire molto con poche parole (post 4054)
Le premesse: i molti (troppi) tipi di contratto di lavoro. Non sono tutti gestibili dalle norme del soccorso anti Covid. Interveniamo sulle premesse.
Prorogare scadenze, divieti di licenziamento, cassa integrazione, etc.. … ma poi? Io sono distratto e sicuramente mi è sfuggito il piano governativo di riconversione delle persone interessate da questi provvedimenti.
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LA TERZA GUERRA MONDIALE
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 6 Novembre, 2020 @ 6:41 amDetto altrimenti: una caratteristica la rende uguale e diversa dalle precedenti (post 4053)
Nelle guerre precedenti ci saranno anche stati sciacalli, profittatori, borsari neri ma c’era anche molta gente che si aiutava, molte persone che si stringevano le une alle altre, molti eroi che hanno rischiato la propria vita ad esempio per salvare quella di appartenenti ad altre religioni. In questa attuale abbiamo una situazione analoga e diversa. Analoga, perché anche oggi ci sono gli eroi: medici e infermieri che rischiano la vita per salvare la nostra. Diversa, perché adesso c’è il distanziamento fisico, personale (non chiamiamolo sociale, per favore!), parentale: nonni che devono stare lontani dai nipotini; associati che non possono riunirsi nelle loro associazioni sportive e culturali; amministratori e politici che non possono confrontarsi di persona e così via: un nuovo Far from the madding crowd, romanzo del 1874 di Thomas Hardy, Via dalla pazza folla, folla che se continuasse a riunirsi – come purtroppo ancora taluno vorrebbe fare – sarebbe davvero “pazza”.
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COVID: POTERE E RESPONSABILITA’
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 4 Novembre, 2020 @ 8:31 amDetto altrimenti: dovrebbero essere sempre uniti (post 4052)
Norberto Bobbio, nel suo prezioso libro “Democrazia e segreto” (G. Einaudi Ed., 53 paginette, €9.00) individua come carattere essenziale della democrazia la mancanza di “segreti”: infatti ove non vi siano segreti, i cittadini possono adempiere alla loro funzione di controllo e valutazione dell’operato degli organi istituzionali e di governo. Tuttavia accade che anche quando non vi sia alcun segreto, i cittadini non utilizzino questo loro dovere di controllo.
Alcuni esempi:
- il governo ha rifiutato i fondi MES. Praticamente ha rifiutato un regalo di 37 miliardi per investimenti nella sanità; adesso ne stanzia 10 (presi altrove, a debito!) dei quali peraltro risulterebbero assegnati e utilizzati solo 3 o 4.
- Il governo ha deliberato in marzo/aprile un bando per assunzione di infermieri (e/o medici?) e il bando è stato lanciato in ottobre. Nel frattempo si soffre e si muore all’interno nelle ambulanze in coda per entrare al Pronto Soccorso.
- Si sapeva che sarebbe arrivata la seconda ondata Covid ma nei mesi estivi non si è ritenuto di acquistare (almeno) un cacciabombardiere F35 in meno (€150 milioni euro) per acquistare (almeno) 750 autobus urbani in più (€200.000 cadauno).
Tre fatti gravi non segreti rispetto ai quali tuttavia è ancor più grave la giustificazione
- che viene data per il caso 1): “Accettarli aumenterebbe il debito e quindi dovrei aumentare le tasse” (doppiamente falso, n.d.r.); “ I 5S non vogliono” (e allora dimettiti, ministro!);
- che non viene data per i casi 2) e 3).
Giustificazione/non giustificazioni gravi, ma ancor molto più grave è la mancanza di una specifica reazione dei cittadini, alcuni dei quali protestano contro i provvedimenti restrittivi della libertà personale ma non contro le omissioni di cui ai tre esempi sopra.
A mio sommesso avviso, la “sanzione politica” (più o meno voti raccolti a fine mandato da chi governa) è intempestiva e insufficiente. Occorre una sanzione più immediata, attraverso una ferma presa di posizione da parte di chi, all’interno della coalizione di governo, può chiedere una verifica.
Vi domanderete perchè non auspico l’intervento-avvento dell’opposizione? Perchè l’attuale opposizione antieuropeista e sovranista, per rimanere al primo degli esempi citati, avrebbe impedito persino l’assegnazione dei 37 mildi MES (e dei 209 del Recovery Fund) per cui sarebbe pezo ‘l tacon del bus (peggio la toppa del buco che si vuole riparare) e si cadrebbe dalla padella nella brace: incidit in Scyllam cupiens vitari Caribdim!
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ELEZIONI USA …. E GETTA (LO) VIA!
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 3 Novembre, 2020 @ 8:08 amDetto altrimenti: niente di personale, naturalmente (post 4051)
Se proprio fosse necessario ….

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LA DEMOCRAZIA (DIRETTA) COME VIOLENZA
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 2 Novembre, 2020 @ 3:30 pmDetto altrimenti: anno 429 a. C., nella Grecia di Atene. (post 4050)

La democrazia diretta gia’ 429 anni a. C., ovvero la democrazia come violenza. Un breve testo non firmato, di un autore conosciuto da chi ama i classici come l’Anonimo Ateniese. L’Autore si propone di dimostrare come il cieco egualitarismo democratico, la DEMOCRAZIA DIRETTA praticata ad Atene, abbia dato vita al sistema più lesivo della libertà dei migliori “(la gente per bene”) vantaggio dei “peggiori” (“la gente del popolo”, “i poveri”, “la canaglia”). Per l’autore, la democrazia ateniese si configura come il “predominio della canaglia”.
Alcuni passaggi significativi: “Il popolo non vuol essere schiavo delle leggi in una città retta dal buongoverno, ma essere libero e comandare: del malgoverno non gliene importa nulla … il Popolo di Atene sa ben distinguere i cittadini dabbene dalla canaglia. Ma, pur sapendolo, predilige quelli che gli sono benevoli ed utili, anche se sono canaglie e odia la gente dabbene proprio in quanto per bene: pensano infatti che la virtù, nella gente per bene, sia nata per nuocere al popolo, non per giovargli … la democrazia ateniese è dominata dall’ incompetenza, con l’irresponsabilità eretta a sistema …. l’edonistica passione per le feste finanziate dal denaro pubblico …”
CONTESTUALIZZIAMO. Non voglio fare polemiche e tralascio il riferimento alla “canaglia” (per quanto anche oggi c’è chi ruba denaro pubblico a 50 milioni di Euro al colpo). Inoltre mi sento ovviamente in dovere di precisare che oggi – per fortuna – la gente del popolo e i poveri non devono e non possono essere considerati di serie B. Tuttavia della testimonianza dell’antica Grecia salvo la critica avanzata contro la DEMOCRAZIA DIRETTA che consentiva già 2500 anni fa l’ascesa al potere di chi non aveva alcuna preparazione. Oggi da parte di taluno c’è una sorta di RIVENDICAZIONE DELL’IGNORANZA che si esprime con tre parole micidiali: “UNO VALE UNO”.
Per completezza, ricordo che nei millenni il termine “democrazia” ha assunto in successione, tre significati diversi: 1) potere sul popolo: il democrator era il dittatore; 2) strapotere del popolino (ad esempio del popolo della democrazia diretta ateniese); 3) potere del popolo. Oggi, ove trasformassimo la nostra democrazia parlamentare in un democrazia diretta, retrocederemmo dal terzo al secondo significato e consegneremmo il potere al popolo della rete, anzi, ai gestori del popolo della rete: quasi un’ulteriore retrocessione al primo significato.
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E IL COCCODRILLO COME FA?
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 1 Novembre, 2020 @ 10:45 amDetto altrimenti: e la Svizzera, come fa? (post 4049)
Dai, si vede che ho tre nipotine, con le loro canzoncine! Nessuno conosce la voce del coccodrillo. Nemmeno quella della Svizzera. Già, perchè i movimentisti la citano come un esempio di democrazia diretta da copiare, riferendosi però solo ai molti quesiti referendari che vi si tengono ogni anno.
E … la Svizzera come fa? Fa che utilizza il sistema proporzionale per eleggere parlamento e governo e il governo non è sfiduciabile. Quindi, di fronte alle frequenti difficoltà di trovare un accordo e al rischio di una paralisi di governo, le forze politiche si buttano sui referendum popolari.
Mappoi (mappoi) c’è da dire che da decenni in Svizzera non si butta a terra nemmeno la carta di una caramella; che se entri in Svizzera con un camper te lo pesano al volo per controllare che non sia fuori peso come accade spesso ai nostri, a causa dei molti accessori montati dal proprietario; che in Svizzera il car sharing ha un grande sviluppo e che le ferrovie montane sono molte mentre da noi sono poche; che in Svizzera se esiste il limite di 50kmh, il limite è di 50kmh mentre da noi è almeno di 60; che la Svizzera è uno Stato federale trilingue mentre noi siamo uno stato pluriregionale a 20 dialetti; etc..
Dice … ma fosse che vuoi trasferirti in Svizzera? No raga, scialla, non ci penso nemmeno. Solo che sul non gettare a terra la carta di una caramella e sulle ferrovie montane concordo in pieno. Poi, ognuno si tenga il proprio sistema: noi, quello democratico parlamentare rappresentativo; loro quello non parlamentare, non presidenziale, bensì quello consensualistico.
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