APPELLO DI PADRE ALEX ZANOTELLI …

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 2 Luglio, 2018 @ 5:07 pm

Detto altrimenti: … ai giornalisti italiani       (post 3246)

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Amici, io non sono un giornalista, sono solo un semplice blogger, ma tant’è … questo appello di Padre Alex Zanotelli in favore e in difesa dell’Africa mi è arrivato ugualmente ed io lo divulgo volentieri. Si tratta indubbiamente di un problema morale che coinvolge un contenuto, una parte della nostra religione la quale  non “è” la morale, ma “ha” una morale. Io comunque lo affronto sotto un profilo storico: leggete il libro di Daniel R. Headrick, “Il predominio dell’occidente”, Ed. il Mulino, 2011: la storia secolare della nostra colonizzazione ai danni del resto del mondo. Abbiamo seminato vento ed ora ci lamentiamo della tempesta?

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Inizia

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Padre Alex Zanotelli e Don Andrea Gallo

Scusatemi se mi rivolgo a voi in questa torrida estate, ma è la crescente sofferenza dei più poveri ed emarginati che mi spinge a farlo. Per questo come missionario uso la penna (anch’io appartengo alla vostra categoria) per far sentire il loro grido, un grido che trova sempre meno spazio nei mass-media italiani.

Trovo infatti la maggior parte dei nostri media, sia cartacei che televisivi, così provinciali, così superficiali, così ben integrati nel mercato globale. So che i mass-media , purtroppo, sono nelle mani dei potenti gruppi economico-finanziari, per cui ognuno di voi ha ben poche possibilità di scrivere quello che vorrebbe. Non vi chiedo atti eroici, ma solo di tentare di far passare ogni giorno qualche notizia per aiutare il popolo italiano a capire i drammi che tanti popoli stanno vivendo. 

Mi appello a voi giornalisti/e perché abbiate il coraggio di rompere l’omertà del silenzio mediatico che grava soprattutto sull’Africa. (Sono poche purtroppo le eccezioni in questo campo!) È inaccettabile per me il silenzio sulla drammatica situazione nel Sud Sudan (il più giovane stato dell’Africa) ingarbugliato in una paurosa guerra civile che ha già causato almeno trecentomila morti e milioni di persone in fuga.

È inaccettabile il silenzio sul Sudan, retto da un regime dittatoriale in guerra contro il popolo sui monti del Kordofan, i Nuba, il popolo martire dell’Africa e contro le etnie del Darfur. È inaccettabile il silenzio sulla Somalia in guerra civile da oltre trent’anni con milioni di rifugiati interni ed esterni.

È inaccettabile il silenzio sull’ Eritrea, retta da uno dei regimi più oppressivi al mondo, con centinaia di migliaia di giovani in fuga verso l’Europa.

È inaccettabile il silenzio sul Centrafrica che continua ad essere dilaniato da una guerra civile che non sembra finire mai.

È inaccettabile il silenzio sulla grave situazione della zona saheliana dal Ciad al Mali dove i potenti gruppi jihadisti potrebbero costituirsi in un nuovo Califfato dell’Africa nera.

È inaccettabile il silenzio sulla situazione caotica in Libia dov’è in atto uno scontro di tutti contro tutti, causato da quella nostra (francese, n.d.r.) maledetta guerra contro Gheddafi. È inaccettabile il silenzio su quanto avviene nel cuore dell’Africa, soprattutto in Congo, da dove arrivano i nostri minerali più preziosi.

È inaccettabile il silenzio su trenta milioni di persone a rischio fame in Etiopia, Somalia, Sud Sudan, nord del Kenya e attorno al Lago Ciad, la peggior crisi alimentare degli ultimi 50 anni secondo l’ONU.

È inaccettabile il silenzio sui cambiamenti climatici in Africa che rischia a fine secolo di avere tre quarti del suo territorio non abitabile.

È inaccettabile il silenzio sulla vendita italiana di armi pesanti e leggere a questi paesi che non fanno che incrementare guerre sempre più feroci da cui sono costretti a fuggire milioni di profughi. (Lo scorso anno l’Italia ha esportato armi per un valore di 14 miliardi di euro!).

Non conoscendo tutto questo è chiaro che il popolo italiano non può capire perché così tanta gente stia fuggendo dalle loro terre rischiando la propria vita per arrivare da noi.  Questo crea la paranoia dell’“invasione”, furbescamente alimentata anche da partiti xenofobi. 

Questo forza i governi europei a tentare di bloccare i migranti provenienti dal continente nero con l’Africa Compact, contratti fatti con i governi africani per bloccare i migranti. Ma i disperati della storia nessuno li fermerà. 

Questa non è una questione emergenziale, ma strutturale al sistema economico-finanziario. L’ONU si aspetta già entro il 2050 circa cinquanta milioni di profughi climatici solo dall’Africa. Ed ora i nostri politici gridano: «Aiutiamoli a casa loro», dopo che per secoli li abbiamo saccheggiati e continuiamo a farlo con una politica economica che va a beneficio delle nostre banche e delle nostre imprese, dall’ENI a Finmeccanica. E così ci troviamo con un Mare Nostrum che è diventato Cimiterium Nostrum dove sono naufragati decine di migliaia di profughi e con loro sta naufragando anche l’Europa come patria dei diritti. Davanti a tutto questo non possiamo rimane in silenzio. (I nostri nipoti non diranno forse quello che noi oggi diciamo dei nazisti?).

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Don Lorenzo Milani, Scuola di Barbiana: “I care” io mi prendo cura di, l’opposto del “Me ne frego” fascista.

Per questo vi prego di rompere questo silenzio-stampa sull’Africa, forzando i vostri media a parlarne. Per realizzare questo, non sarebbe possibile una lettera firmata da migliaia di voi da inviare alla Commissione di Sorveglianza della RAI e alle grandi testate nazionali? E se fosse proprio la Federazione Nazionale Stampa Italiana (FNSI) a fare questo gesto? Non potrebbe essere questo un’Africa Compact giornalistico, molto più utile al Continente che non i vari Trattati firmati dai governi per bloccare i migranti? Non possiamo rimanere in silenzio davanti a un’altra Shoah che si sta svolgendo sotto i nostri occhi. Diamoci tutti/e da fare perché si rompa questo maledetto silenzio sull’Africa.

Alex Zanotelli (missionario italiano della comunità dei Comboniani, profondo conoscitore dell’Africa e direttore della rivista Mosaico di Pace).

Finisce

Mi permetto di aggiungere che il fenomeno immigrazione, lungi dal dividerli dovrebbe indurre gli Stati europei a costituire gli Stati Uniti d’Europa, sola via per potere dire la nostra sulle derive mondiali targate USA, Cina, etc..

P.S.. Il cardinale: “Ma lei, Don Gallo, sta nei vicoli del porto con le prostitute, i drogati, gli immigrati irregolari …“. Don Gallo: “Gesù ci ha insegnato a stare vicini agli ultimi“. Cardinale: “Ah … ma allora se lei la mette su questo piano …” Don Gallo: “E su quale altro piano dovrei metterla?”

 

 

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LUCIA BRUNI A BRUXELLES

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 1 Luglio, 2018 @ 7:51 pm

Detto altrimenti: su di lei rileggete i molti post ….. (post 3245)

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© Elodie Timmermans.

Lucia, bolognese, socia di FIAB Trento. L’anno scorso nel mese di giugno … be’ raga, leggete i post che ho scritto all’epoca. Veniamo all’oggi: Lucia è stata a Bruxelles a ritirare il secondo premio della Commissione UE intitolato ad Altiero Spinelli, per la sua azione (a pedali, con il cuore e con l’intelligenza) in favore del processo di integrazione europea.

Ecco la sua dichiarazione:

© Elodie TimmermansGrazie Presidente Signora Themis Christophidou (Direttrice della Direzione Generale giovani e cultura della Commissione UE, n.d.r.). è un grande onore per me ricevere questo premi e sentire che il mio impegno per far conoscere l’Unione Europea e sensibilizzare ai suoi valori è stato riconosciuto e considerato meritevole.Quello che volevo dire con il mio progetto è che noi cittadini non siamo vittime di ciò che accade sopra le nostre teste: abbiamo la responsabilità di vivere le nostre vite lasciando una traccia della nostra esistenza. Dobbiamo credere che possiamo fare la differenza, che ognuno di noi può dare il suo contributo per il bene comune.Perciò sono molto felice di essere di nuovo qui a Bruxelles, un anno dopo il mio arrivo con la mia bici. Sono molto contenta perchè questo premio incoraggia me – e spero tutti i cittadini europei – a combattere per costruire un’Europa migliore per i cittadini di domani. C’è un piccolo bambino con me a Bruxelles questi giorni, Lorenzo, il figlio della mia amica Silvia, che ringrazio per essere stata al mio fianco dall’inizio di questa avventura: è a motivo dei bambini che vogliamo lasciare un’Europa migliore e un mondo migliore.

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        Le strisce! Mettiamole le strisce!

Sono convinta che i beni più importanti siano impossibili da privatizzare e dividere. Non possiamo possedere la pace, l’aria pulita, la sicurezza. Possiamo preservare questi beni, che sono comuni per loro intrinseca natura, solo se li condividiamo con i nostri vicini. Come aveva detto Robert Schumann nel suo famoso discorso del 9 maggio, l’Europa unita ha una missione da compiere non solo nei confronti dei suoi cittadini, ma anche verso i suoi vicini, Africa e Medio Oriente in primo luogo. Per questa ragione, e grazie anche a questo premio, partirò di nuovo per attraversare i confini dell’Europa e affermare che noi non possiamo salvarci contro l’Africa e il Medio Oriente, ma solo con loro. Pedalerò insieme a Cesare, che ringrazio per essere qui con me oggi, attorno al perimetro del mar Mediterraneo, che è la culla delle nostre civiltà, per affermare che noi, popoli che viviamo attorno alle sue sponde, condividiamo una storia e un destino, come anche abbiamo visto poco fa nella visita al Museo della Storia Europea, dove si racconta il mito greco di Europa, ambientato nell’attuale Siria. O sapremo prosperare insieme, o perderemo la sfida. Grazie.

 Null’altro da aggiungere se non “Brava Lucia”!

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BICINFAMIGLIA

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 1 Luglio, 2018 @ 4:28 pm

Detto altrimenti: quando è la moglie a chiederti di pedalare …   (post 3244)

Lessico familiare: “Dai, voglio farmi ‘sta pedalata, due giorni, mandata e ritorno Trento-Riva del Garda”. Niente di speciale, direte voi (se siete ciclisti), ma se a chiedere questa gita è vostra moglie che usualmente non pedala moltissimo (anche se recentemente si è fatta la Trento-Borghetto), be’ … la soddisfazione di un marito (pedalatore) è molta!

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All’andata Maria Teresa elettrizzata (bici Lombardo, con pedalata assistita); io mtb Wilier normale. Giro largo a sinistra su Mori, così ci rientra una sosta a quel bar pasticceria (Snack Bar, Via della Terra Nera) famoso per le brioches farcite di marmellata casareccia. Poi, dopo il Passo S. Giovanni, subito prima di Nago, saliamo a sinistra orografica (un breve strappo al 18%) e planiamo sulla Busatte e quindi su Torbole. Subtotale 1 = Km 53.

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Prima mattina successiva:  al lago.

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Pomeriggio: una visita in Fraglia Vela Riva per festeggiare il nuovo campione europeo Optimist (segue post dedicato)

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Ritorno: entrambi elettrizzati (devo riportare la mia mtb a pedalata assistita a Trento, lascio quindi la Wilier a Riva).  Qui a fianco: ore 08,00 della seconda mattina successiva.

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Saliamo per la Vecchia Torbole-Nago (10-15%), indi sulla nostra sinistra (ovvero sulla destra orografica) saliamo al passo S. Giovanni, per proseguire Lago di Loppio – Mori Paese Gelato.

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Dopo il bicigrill di Nomi, all’altezza di Besenello, sorpresa: una gelateria a pedali: si impone sosta con foto. Subtotale 2 = Km 50.

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Tempo: splendido, tre giorni filati! Wir haben Schwein gehabt! Abbiamo avuto fortuna! A dire il vero noi Italiani al posto di “fortuna” usiamo un altro termine. Che strano. Eppure … pensate un po’ … per dire abbiamo avuto fortuna i Tedeschi dicono “abbiamo avuto maiale”.

Good family bike everybody!

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IL GRULLO PARLANTE

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 29 Giugno, 2018 @ 7:09 am

Detto altrimenti: ma … grullo o grillo ?       (post 3243)

Scusate, volevo scrivere “grillo” ma … sapete … il correttore automatico …. Comunque, oggi il Grillo Parlante lancia un’idea: il senato dei cittadini, estratti a sorte. Non sono d’accordo. Si tratterebbe di una ammucchiata di gente che usa una logica diversa o nessuna logica. Un esempio? Domanda: “Che ore sono?” Risposta : “Fuori piove”.

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“I senatori sorteggiati? Ma dai … sai che caos!”

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Molte volte mi è capitato di far parte di riunioni di tipo diverso fra persone troppo diverse per cultura, sensibilità, preparazione sull’argomento all’ordine del giorno … insomma, una fatica di Sisifo a condurre e/o a partecipare alla riunione. Il rimedio? Livellare non verso il basso bensì verso l’alto, cioè puntare sulla scuola della conoscenza e non principalmente della capacità; sulla preparazione sociale e politica; sulla sensibilizzazione verso i problemi comuni, verso la realizzazione del Bene Comune che poi è quello realizzato con l’apporto sin dall’inizio di tutti.

Last but non least, un Senato sorteggiato a maggior ragione sarebbe in balia di quei pochi che gestiscono la rete-crazia e i referendum propositivi senza quorum.

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BICINCIDENTI

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 28 Giugno, 2018 @ 5:32 pm

Detto altrimenti: evviva la bici, ma … attenti ragazzi! (post 3242)

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No! Quando è troppo è troppo! Rispettiamo la montagna!

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Si sta diffondendo molto rapidamente l’uso della bicicletta. Non altrettanto veloce però è la diffusione della percezione che anche la bici può essere pericolosa. E non mi riferisco ai ciclisti acrobati né ai ciclisti alpinisti che percorrono in bici il sentiero delle Bocchette nel Gruppo delle Dolomiti di Brenta (questi ultimi andrebbero arrestati!). Mi riferisco ai ciclisti urbani e soprattutto ai colleghi delle piste ciclabili. E’ di oggi uno scontro fra ciclisti sulla ciclopedonale al palaghiaccio a Trento. Si tratta di una pistarella di accesso alla ciclabile vera e propria, la percorrono decine di volte al mese, è incredibile che in un tratto così facile sia dovuta intervenire l’ambulanza a raccogliere i feriti.

Credo di poter affermare che alcuni ciclisti (solo alcuni, per fortuna!) percorrono la ciclabile come se esistessero solo loro. Lo stesso dicasi di alcuni pedoni. Ciclisti troppo veloci; altri non proprio sulla destra anche in curve cieche; pedoni lenti ma ugualmente pericolosi che camminano a destra e a sinistra; che si incrociano senza lasciare il minimo varco a chi sopraggiunge in bici; che impegnano la sede della pista senza guardare se stanno sopraggiungendo bici.

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2016: inaugurazione del Bicigrill di Faedo. A destra il Presidente Fiab Trento, Guglielmo Duman

Oggi io ho schivato di essere investito solo per puro caso. Sentite come è andata. Il mio amico Giovanni con una e-bike davanti, io con una bici da corsa dietro: infatti c’era un forte vento contrario nel nostro percorso sud-nord da Trento al bicgrill di Faedo, ed io mi sono fatto “tirare”  mangiandogli la ruota e sfruttando al sua scia (al ritorno, vento a favore, io davanti con l’ordine di Giovanni di non superare i 25 kmh!) . Un gruppo di ragazzi scatenati, una specie di gara di fine scuola, in senso contrario. Evidentemente non hanno visto che dietro Giovanni c’era un altro ciclista, per cui, incrociato lui, uno di loro si è subito allargato sulla propria sinistra per superare un compagno con il risultato di stringermi sulla mia destra: 22 kmh io, almeno 25 kmh lui, sarebbe stato un frontale da 47 kmh. Per fortuna istintivamente mi sono ritrovato scansato di qualche cm (è stata un’iniziativa della mia bicicletta, non mia!) ed ho evitato l’impatto. Il ragazzo non si è accorto di nulla. Nemmeno l’amico Giovanni ha avuto la percezione di quanto era accaduto.

Proposta: che siano inviate pattuglie della polizia locale sulle piste ciclabili, per farsi vedere e quindi prevenire e anche per eventualmente sanzionare i trasgressori. E a tutti noi ciclisti: prudenza, ragazzi, prudenza!

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BASILICO!

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 28 Giugno, 2018 @ 5:29 am

Detto altrimenti: altro che marjuana o altre erbacce!     (post 3241)

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btyEbbene si, lo confesso: coltivo! Coltivo in vasi sul terrazzo. Preparo i vasi, cambio la terra, compero cento mini piantine, le “salgo” in casa, le trapianto in zona in penombra (mai in pieno sole!), le annaffio e faccio ben tre-quattro raccolte a stagione. L’ultimo record era stato di otto etti di foglioline ripulite dai gambi. Ieri nuovo record: nove etti che poi se consideriamo che ho lasciato un vaso intatto per esigenze di insalata e di spaghetti al pomodoro, posso dire di essere arrivato al kg sano sano! Che facciamo di tutto ‘sto basilico? Ma pesto alla genovese, naturalmente! La ricetta? 1) non lavare le foglioline; 2) metterle nel “Bimbi”; 3) unire olio, pinoli, pecorino stagionato, sale, aglio. 4) Le dosi? Eh no, cari, miei, questo è un segreto che magari vi svelo quando vi spiegherò come si cucina un bel piatto di lasagne al pesto alla genovese. Alla prossima puntata, dunque!

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PICCOLE CICLABILI CRESCONO

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 23 Giugno, 2018 @ 11:52 am

 

davDetto altrimenti: si comincia così, poi …. (post 3240)

Two hours biking

BicinRivadelGarda! Già, non più solo vela: Riva del Garda, paradiso anche per i ciclisti! I circuiti “terrestri” dell’Altogarda Trentino fra i suoi laghi di Garda, Toblino, S. Massenza, Cavedine, Tenno, Ledro. Le grandi salite: al Monte Baldo, al Passo Bordala, al Passo S. Giovanni; al Rifugio S. Giovanni; alla Malga Grassi; la Ponale. La ciclabile “sul lago” da Capo Tempesta verso sud, quasi fino a Bardolino e oltre … Questi i GP-Grandi Percorsi. Ma ve ne sono altri, minori ma bellissimi. Ve ne racconto uno. Questa mattina avevo due ore di tempo, poi volevo essere disponibile per andare al lago con la mia nipotina di quasi otto mesi. Che fare? Fino alle 10,00  Bianca si prepara, quindi alle 08,00 … via!

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Da Riva, all’altezza della cosiddetta Area Cattoi, si diparte verso nord una “ciclabile minore” di 4,5 km, quasi tutta “sopraelevata” per cui vedi la città un pochino dall’alto, soprattutto da un angolo visuale diverso. Pendenza limitata, pochi ciclisti, molti oleandri, ti conduce alle Cascate del Varone. Qui si passa sulla SP che sale al Lago di Ledro. Di solito io proseguo fino al passo del Ballino per poi scendere a Fiavè, Ponte Arche, Sarche, Pietramurata, Drò, Arco, Riva.

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Oggi non ho tutto questo tempo, quindi dall’Hotel che sovrasta il lago di Tenno ho preso a destra, verso sud, una stradina in pianura che poi diventa sentiero ed ho raggiunto Canale di Tenno, un piccolo borgo medievale intatto. Da qui sono sceso velocissimo a Riva. 30 km, due ore, comprese molte fermate per guardarmi intorno e scattare foto.

Two hours biking, che vi dicevo?

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The day after, cioè oggi domenica, a Riva del Garda: Pan, bondola e vin! E che bondola!

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Due giorni dopo, da un lago all’altro: qui sono al Kalternsee, il bellissimo lago di Caldaro (percorso: Ora- periferia sud di Bolzano – salita ad Appiano – discesa sul lago – Ora. Tot. km 47). Foto scattata dal nuovo amico Andrea. Andrea? Pedalava davanti a me a 22 kmh. Stante il leggero vento contrario mi accodo. Dopo un po’ gli dò il cambio: amicizia è fatta! “Sei della Fiab?” mi dice … vista la mia bandierina gialla … “Si certo, dai iscriviti anche tu o – comunque – se vuoi fare qualche pedalata insieme, puoi unirti alle nostre uscite “singole”, cioè a quelle personali, fuori programma … E poi, per farti un’idea della Fiab, puoi navigare nel nostro sito Fiab Trento per il programma annuale e in particolare nella rubrica “I soci raccontano” per i resoconti di molte nostre uscite. Dai, Andrea, ti aspettiamo!”

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Attenzione: arrivati in cima alla salita, ad Appiano, là dove è collocata una vecchia locomotiva a ricordo del trenino d’un tempo, molti non sanno come procedere. Vanno avanti, cercano la prosecuzione della pista ciclabile, etc. Io suggerisco, per chi vuole tornare ad Ora, di superare la locomotiva  lasciandovela a sinistra e di girare immediatamente a destra dietro la siepe che si trova sul lato opposto della locomotiva e di scendere lungo veloci e bellissime strade poderali.  Nella foto (di due anni fa) a lato, la mia bici è orientata in senso opposto alla direzione di discesa che vi ho descritto.

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MUSICA IN SOSAT

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 23 Giugno, 2018 @ 6:01 am

Detto altrimenti: chi musica incomincia è a metà dell’opera … (post 3239)

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Un ottimo modo di iniziare l’estate: in Musica! Cristina Endrizzi, già cantante lirica, pianista sempre. Dieci anni fa fonda l’ Accademia delle Muse e ospita a casa sua 80 riunioni per 160 eventi culturali. Dell’Accademia vengono invitati a far parte anche amici della FIAB-Federazione Italiana Amici della Bicicletta; della SOSAT; dell’Associazione Amici della Musica di Riva del Garda e della FVR- Fraglia Vela Riva: viribus unitis, quindi, provenienti da “origini” diverse ci ritroviamo accomunati dalla Musica. In particolare ieri, accomunati per iniziativa della SOSAT, grazie ad un’idea di Tino Sangiorgi, che ha proposto questo (ormai terzo!)  concerto inter-Associazioni.

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Siamo nella splendida sala della sede della SOSAT. Sotto le nostre finestre musiche e balli in occasione delle Feste Vigilane e noi … anche noi diamo un contributo a questa ricorrenza con il Concerto dell’Amicizia: Cristina Endrizzi al pianoforte, Giovanna Laudadio mezzo soprano, Sergio Runchel basso.

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Il programma di sala: Rimskj-Korsakov, “Canto indù per solo pianoforte”;  W. A. Mozart, “Ave verum”; Pisiello, “Nel cor più non mi sento”;  Shostakocich, “Valzer per pianoforte solo”;  Lehar, “Fox trot delle gigolettes”; Denza, “Occhi di fata”;  Canzoni napoletane, per solo pianoforte; Sieczynski, “Vienna, Vienna!” W.A. Mozart, “Madamina il catalogo è questo”;  G. Verdi, Variazione su arie della Traviata, per solo pianoforte; Gibb, “Woman in love”; De Curtis, “Non ti scordar di me”; A grande richiesta: bis, Marchetti, “Fascination”.

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Quella di Cristina è stata una scelta “eclettica” (e com’altrimenti, se no?) di brani alcuni molto noti, altri meno, tutti leggeri, accattivanti: arie rinfrescanti la calura estiva. Applausi, fiori alle Signore e brindisi finale per tutti. Termino questo mio breve post come l’ho iniziato: esaltando il concetto di “fare rete”, in questo caso rete di associazioni, rete di condivisioni della stessa passione: la Musica, ma soprattutto rete di Amicizia. E ce n’è proprio bisogno di Amicizia in questo mondo un po’ impazzito.

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Al momento del commiato, un invito: a ripetere il concerto presso la Sede della Fraglia Vela Riva a Riva del Garda, dove peraltro Cristina si è esibita già due volte. Viribus unitis, dicevo …. Buone Feste Vigiliane, Buona Musica e soprattutto Buona Amicizia a tutte e a tutti!

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SOLIDARIETA’ ANCHE IN ESTATE

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 21 Giugno, 2018 @ 6:05 am

Detto altrimenti: non li dimentichiamo …   (post 3238)

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downloadScrivo ad amici ciclisti, li invito in Trentino a pedalare insieme. “Grazie – mi dicono – ma stiamo caricando un container per le isole Salomon … sai, assistiamo una missione …”. Questa frase mi suona come un rimprovero. Oggi è il 21 giugno, inizia l’estate ma “quale” estate? Non certo una uguale per tutti. Molto diversa per i bambini in gabbia negli USA; diversa per i Rom che taluno vuole censire come fece l’imperatore romano quando nacque Gesù; diversa per chi lavora nei “campi pacchia”, 12 ore per 20-30 euro e poi “si rilassa” in comodi camping di lamiera e cartone; diversa per i minori non accompagnati che sbarcano sulle nostre coste; diversa per un padre di famiglia “nostro” che ha perso o sta perdendo il lavoro; diversa per un giovane “nostro” che non trova lavoro; etc.

Concordo: non è giusto che l’UE scarichi su di noi tutto il peso dell’immigrazione. Ma ci sono modi e modi per farla ragionare. Ad esempio, detraendo dalle somme dovute dall’Italia all’UE il costo sopportato per l’accoglienza e il mantenimento degli immigrati.

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Dice: fermiamoli a casa loro, aiutiamoli a casa loro … Eh già, belle parole, ma noi occidentali nei secoli abbiamo seminato vento e ora raccogliamo tempesta. Prima abbiamo colonizzato (leggi: “sfruttato”) il sud del mondo (si legga il libro a fianco). Poi gli abbiamo “regalato” democrazie di facciata. Ora continuiamo a sfruttarlo con le multinazionali. Da oriente poi arriva la Cina che sta comperando il terreno del mondo (in Africa e in Sud America) dove però ci sono già gli Olandesi che coltivano rose pagando i neri con 70 dollari al mese che così il business è conveniente che ci rientra anche il trasporto in aereo dei fiori freschi in giro per il mondo … volete mettere?

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La Cina? 150 anni fa noi europei le abbiamo fatto ben due guerre (le guerre dell’oppio) perché si era rifiutata (senti senti … ma come si è permessa?) di importare l’oppio che la PA-Perfida Albione (leggi: GB) faceva coltivare dai suoi coolies (leggi: schiavi) nella sua colonia India. La Cina che solo 50 anni fa era un paese povero, ed ora ci sta comperando tutto.

WP_20170506_004La terra, venduta alle multinazionali dagli Stati poveri. Deforestazione della foresta amazonica, svendita dei terreni in Etiopia. Etiopia? Rileggete il mio post “Un’etiope in Trentino”, il post n. 2716 del 4 maggio 2017: vedrete come una donna etiope, Agitu Ideo Gudeta sia dovuta fuggire dal suo paese per evitare l’arresto in quanto “colpevole” di cercare di persuadere i contadini a non vendere il terreno alle multinazionali … e che ora ha impiantato una piccola azienda pastorizia-casearia in Valle dei Mocheni.

downloadLa terra, dicevo, E anche il ghiaccio e quindi  l’acqua. Oggi ne abbiamo molta anche se non è per tutti. Pensate un po’ che la più grande multinazionale mondiale dell’alluminio con le navi porta fino in Islanda il materiale estratto nelle miniere in giro per il mondo, perché in Islanda ha costruito la più grande fonderia del mondo, alimentata da energia idroelettrica a bassissimo costo, energia generata dagli enormi flussi di acqua che derivano dalla fusione dei ghiacciai. Una pacchia! Una pacchia che durerà al massimo qualche decina di anni. Poi no ghiaccio, no acqua; no acqua, no energia. Ed allora? Allora cosa faranno le popolazioni locali che nel frattempo hanno disimparato a fare i pescatori e gli allevatori?

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       Le strisce! Regaliamole le strisce!

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Io credo fermamente nella assoluta necessità di dare vita agli Stati Uniti d’Europa per avviare un discorso culturale e morale con il resto del mondo in favore di tutta l’umanità. Solidarietà anche in estate, dicevo. Ma verso chi? Ma verso noi stessi, dove quel “noi” comprende tutta la (unica) razza umana per evitare di ritrovarci in un mondo da “day after” che non potrebbe più sopravvivere come accadeva una volta  “grazie” a guerre riequilibratrici, visto che con le migliaia di bombe atomiche che sarebbero fatte esplodere distruggeremmo il pianeta. E’ questo che vogliamo?

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VIAGGIO IN … BICICLETTA

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 20 Giugno, 2018 @ 7:19 pm

Detto altrimenti: questa volta per necessità … (post 3237)

Dovevo portale la mia e-mtb da Trento a Riva del Garda. Un problema all’impianto elettrico del portabici e allora? Allora si lascia l’auto e il portabici all’elettrauto e si va a Riva in bicicletta. Niente di speciale, per carità, anche perché si tratta di un percorso abituale che per di più questa volta sono stato “costretto” a fare con la mtb a pedalata assistita, insomma, troppo facile, come rubare in chiesa! E allora mi sono gustato questo regalo: nessuna fatica, nessuna urgenza, nessun limite di tempo, nessun problema di orario. Sono solo, pedalo in scioltezza, spesso senza alcun aiuto elettrico.

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        Oh fons Leni splendidior vitro …

Una prima sosta alla fontanella di Borgo Sacco, prime chiacchere con un collega ciclista. Riparto, supero ilo ponte delle Zigherane (foto) sfilo lungo la riva sinistra Leno, supero il ponte di ferro di Mori e nella successiva discesina un sobbalzo. Controllo lo zainetto assicurato al portapacchi, tutto regolare. Due km dopo mi fermo per bere ma … la mia borraccia è sparita! Dietrofront e la ritrovo sul posto del sobbalzo: evviva! Proseguo. Un gruppo di tedeschi fermo sul bordo: “Probleme?” Chiedo. Nein danke. Sosta pranzo al bicigrill di Loppio: una fetta di strudel, una macedonia di frutta, coca cola e caffè. Arrivano i miei “amici” tedeschi: birrazze da mezzo litro, mogli comprese! Supero il lago di Loppio e mi trovo di fronte il disboscamento necessario all’avvio del traforo stradale che taglierà via il Passo S. Giovanni. Provo un po’ di disorientamento nel vedere tutto quello sconquasso, ma si sa … il progresso …

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Dopo il passo prendo le strade poderali a sinistra e scavalcato un piccolo contrafforte plano sulle Busatte di Torbole e quindi su Torbole.

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Indi, per la litoranea (attenzione; tratti di ciclabile con bici alla mano!) a Riva del Garda.

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            B & B, Bici e Barca

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Un saluto alla mia barca Il mini tour è finito. 55 km in 3 ore e mezzo, (molte) soste comprese anche per foto. Consumo elettrico: 40% del totale della batteria da 400 W.

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Appena l’auto sarà riparata, salirò a Trento a riprenderla. In bici  naturalmente e con l’ Ora del Garda in poppa!

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