AQUARIUS 2

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 12 Giugno, 2018 @ 4:42 pm

Detto altrimenti: giustizia (internazionale) fai da te       (post 3233)

Immigrati: concordo nel condannare che l’UE ci abbia lasciato soli, tuttavia nella gestione dell’ Aquarius affair denuncio alcuni aspetti:

  1. la decisione di chiudere i porti italiani non è stata del premier ma di uno dei suoi vice;
  2. la decisione rappresenta un caso di giustizia fai da te, oltre le leggi italiane e internazionali;
  3. la decisione assunta determina in molti un atteggiamento antilegalitario: “Bene, era ora, evviva l’uomo forte” (in passato abbiamo già avuto un capo politico a capo del governo, …un uomo forte … e non ci è andata molto bene …);
  4. da un lato (Spagna: evidenzia possibili rischi penali) il capo di un governo e il Presidente della Repubblica (Francia). Da parte nostra un vicepremier-ministro. Dov’è il nostro premier? Chi è il premier?
  5. La decisione ci fa tacciare di essere “vomitevoli, irresponsabili, cinici” anche da chi (Francia) un anno fa aveva chiuso i propri port;  ha bloccato i migranti sulla scogliera di Ventimiglia e al Colle della Scala; ha arrestato un cittadino francese che Colle del Monginevro aveva aiutato una immigrata partoriente che stava cercando aiuto;
  6. forse salta il previsto incontro Macron-Conte

Non è poco

P.S.: si tratta di dividere i piani della valutazione: l’eclatanza dei respingimenti terrestri francesi è inferiore a quella dei nostri “marittimi”, e la Francia se ne approfitta. Tuttavia noi siamo scesi su un piano  criticabile e criticato sotto il profilo umanitario,  legale, costituzionale e internazionale.

 

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FOTOBOLOGNA

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 12 Giugno, 2018 @ 11:27 am

Detto altrimenti: scatti al volo, in zona semicentrale …       (post 3232)

Foto a raffronto, una con l’altra, a coppie, a Bologna (ma potrebbe trattarsi di qualunque altra città).

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Una piccola strada trasversale ad una grande arteria: getto lo sguardo e la vedo delimitata da due palazzi che di fronteggiano. A sinistra, uno è bello, ben intonacato …

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… l’altro, sulla destra, quattro metri di fronte, no.

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Entro in un ufficio e alla parete vedo un Van Gogh (riproduzione).

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Uscendo da qual portone, di fronte, una piccola casetta abbandonata. Rientro e fotografo il quadro (riproduzione) di cui sopra.

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Che vi dicevo? Ah, si … ricordo: “Fotobologna”. Ma anche “Forocontrasti” o “Fotoidee” non vi pare?

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FISCO E ONERE DELLA PROVA

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 12 Giugno, 2018 @ 7:47 am

Detto altrimenti: da un errore all’altro       (post 3231)

  • Tizio reclama denari da Caio. Tizio ha l’onere di provare la propria richiesta.
  • Lo Stato reclama imposte da Sempronio. L’onere della prova di non doverle è in capo a Sempronio. Ecco, questa è l’inversione dell’onere della prova. Ciò ha comportato che un semplice funzionario delle imposte venga a dirvi che la vostra azienda ha evaso 3.000.000 salvo poi accettare di arrivare ad un concordato per 300.000  anche rateizzati. Intanto lui “fa statistica” e si guadagna il premio di produzione.

In Italia c’è un alto tasso di evasione fiscale. Nonostante ciò, taluno dice: “Siete tutti onesti: è lo Stato che deve dimostrare che avete evaso il fisco”. Con ciò, a mio sommesso avviso si cade da un errore all’altro, da Scilla in Cariddi, dalla padella nella brace se preferite!

Cosa mi permetto di suggerire?

  • Che si lasci l’attuale inversione dell’onere della prova, visto che In Italia c’è un alto tasso di evasione fiscale.
  • Che si cancelli la prassi di concordare per 30 milioni il debito fiscale di un motociclista che ne deve 100.
  • Che si sanzioni il funzionario che denuncia strumentalmente per 3.000.000 per poi arrivare a concordare per 300.000 (rateizzati, of course!)

 Altrimenti … incidit in Scyllam cupiens vitare Charybdim o se volete meno latinorum e più dialetto trentino, l’è pezo ‘l tacon del bus.

Fine

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EUROPA, EUROPA!

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 12 Giugno, 2018 @ 7:16 am

Detto altrimenti: si, certo, ma per favore un po’ più “manageriale”       (post 3230)

Nel momento in cui l’UE è stata allargata ai paesi dell’Est, non si è chiarito nero su bianco che le nostre regole “simul stabunt aut simul cadent”” e cioè che le regole valgono tutte, non sono utilizzabili alla carta, e che in caso di inosservanza di alcune di esse (accoglimento della redistribuzione degli immigrati) non si possono godere dei vantaggi di altre? Non si è chiarito che non si può attrarre la delocalizzazione delle nostre imprese sulla base di minori costi del lavoro?

Io sono (stato) un manager e come tale ragiono anche ora che sono in pensione. Questa sorta di “irresponsabilità” mi ricorda quella di certo capi-banca (banca, non banda, non è un errore del correttore automatico!) che invece di fare banca (raccogliere risparmio e investire su famiglie e imprese) hanno “fatto finanza” investendo in titoli che nel breve hanno prodotto utili (e rilevantissimi premi in busta paga per loro) ma che poi, nel medio termine, hanno portato le banche ad avere bisogno dell’aiuto dell’UE cioè degli stati cioè nostro cioè anche mio.

Fine

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AQUARIUS

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 12 Giugno, 2018 @ 6:17 am

Detto altrimenti: le leggi son ma chi pon mano ad esse?   (Dante, Div. Comm., Purg., XXI,  97)   post 3229

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La decisione di un nostro ministro vice premier (divieto di attracco per la nave Aquarius) che ha preceduto e sostituito quella del suo premier (v. due post fa “Due papi e tre presidenti …”) oltre ad avere violato molti trattati internazionali e l’art. 95 della nostra Costituzione, ha violato anche le seguenti norme del diritto italiano:

  •  L’Art. 2 della Costituzione: “La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo, sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale”.
  • L’Art. 1113 del Codice della Navigazione prevede la reclusione da un anno a tre anni per chiunque “omette di cooperare con i mezzi dei quali dispone al soccorso di una nave, di un galleggiante, di un aeromobile o di una persona in pericolo”.

La decisione assunta espone inoltre alla seguente ulteriore violazione:

  • L’art. 1158 del Codice della Navigazione prevede pene di reclusione fino a 8 anni laddove una delle persone alle quali non si è prestato soccorso dovesse morire.

Fine

Aggiornamento del 12 giugno: da un lato (Spagna) il capo di un governo o il Presidente della Repubblica (Francia). Da parte nostra un vicepremier-ministro. Dov’è il premier? Chi è il premier?

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LA POLITICA DELL’AGENDA

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 11 Giugno, 2018 @ 9:31 pm

Detto altrimenti: si, avete capito bene, non l’agenda politica che è un’altra cosa!   (post 3228)

La politica vincente non è quella che dice la verità, ma quella che sa prevedere la reazione delle proprie dichiarazioni, vere o false che siano. Questo però ve l’avevo già detto qualche post fa. Ora ve ne racconto un’altra: la politica vincente è quella che riesce a imporre ciò di cui si deve parlare, anche se non è il tema più importante per lo sviluppo della comunità. In altre parole: è quella che stabilisce il palinsesto, l’agenda della rappresentazione: la “politica dell’agenda”, appunto …

Fine

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DUE PAPI E TRE PRESIDENTI DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 11 Giugno, 2018 @ 1:13 pm

Detto altrimenti: passi per i due Papi, ma per quei tre … (post 3227)

Due Papi vabbè, uno è in pensione … Ma quei tre sono in SPE-Servizio Permanente Effettivo! E dei due “affiancati” uno decide: “Porti chiusi per le navi delle onlus con migranti a bordo”.  E prosegue: “Il premier è informato”. Dal premier nessuna preventiva decisione o immediata reazione .

Gli aspetti sui quali occorrerebbe riflettere sono due: il merito è la costituzionalità del provvedimento: in  questa sede mi limito ad una considerazione sul secondo aspetto.

Art. 95 della Costituzione

“Il Presidente del Consiglio dei Ministri dirige la politica generale del Governo e ne è responsabile”.

Al che mi domando: il premier “dirige la politica” o “ne è informato”? Il premier ed altri hanno parlato solo dopo: “Il Governo è compatto”, “Siamo stati in  contatto” etc.. Tutte dichiarazioni postume, tutte “a ratifica”.

Aggiornamento del 12 giugno: da un lato (Spagna) il capo di un governo o il Presidente della Repubblica (Francia). Da parte nostra un vicepremier-ministro. Dov’è il premier? Chi è il premier?

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SEMPLIFICAZIONE E SINTESI

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 10 Giugno, 2018 @ 6:25 am

Detto altrimenti: due “cose” molto diverse     (post 3226)

Le parole sono pietre, scriveva Don Lorenzo Milani ad una professoressa … ed allora stiamo attenti ad usarle con cautela perché se ci sfuggono di mano possono farci male. Un esempio:

  • Semplificazione: rendere immediatamente comprensibile una parte del tutto, ma non il tutto.
  • Sintesi: rendere immediatamente comprensibile il tutto.

Detto ciò, quali messaggi sta utilizzando una parte della politica attuale? Quelli che passano subito, cioè i messaggi semplicistici, del tipo “introduciamo il vincolo di mandato per i parlamentari eletti: non è accettabile che dopo l’elezione cambino bandiera alla Scilipoti”.

Più difficile invece è far passare  i messaggi sintetici, quale “il referendum popolare propositivo senza quorum unito al vincolo di mandato parlamentare trasforma la democrazia delle promesse elettorali  in una oligarchia della  condizione meramente potestativa: farò ciò che vorrò”.

Ecco, spero che questo mio breve post non sia una negativa  semplificazione bensì sia una positiva  sintesi ed aiuti a capire il tutto.

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IL VANGELO SECONDO MARCO (3, 20-35)

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 10 Giugno, 2018 @ 6:21 am

Detto altrimenti: ecchè blogger … ora ci fai le prediche?       (post 3225)

No raga, scialla calma, nessuna predica, solo che quel testo ha anche valori non religiosi. Per intenderci: in questa sede facciamo che parliamo di un Gesù personaggio storico, così nessuno si sente “predicato” (= destinatario di una predica). D’accordo?

Dal testo citato traggo due spunti:

1 – La reazione spesso violenta di chi ha paura di cambiare. Gesù fu un rivoluzionario. E per questo fortemente osteggiato fino alla crocefissione. Tuttavia si è poi preso una bella rivincita, nel senso che i suoi insegnamenti hanno costituito la base di una fede-credenza popolare diffusa, in quanto alla base dei essi vi era l’Amore per il prossimo e la Verità.

2 – l’indicazione che il rifiuto della Verità (o della verità con la minuscola, fate voi) è un peccato non perdonabile. Prima di Lui l’aveva già detto un avvocato, tale Cicerone, quando accusava Catilina di essere simulator et dissimulator omnium rerum, cioè di far apparire vere tutte le falsità e false tutte le verità.

Veniamo ai giorni nostri.

La politica sta cambiando sulla base di un forte consenso, e ciò comporta anche una forte reazione da chi questo cambiamento proprio non lo vorrebbe. E la reazione è basata sulla verifica dei contenuti del cambiamento: e cioè se rispettino i due principi di “rispetto e amore per l’Altro” e se siano “veri”.

1 – Il rispetto dell’Altro in politica è il rispetto della demo-crazia, cioè della volontà dell’altro, di tutti gli altri, anche di chi non la pena come te, il che non avviene di certo ove si mettessero in atto una serie di decisioni dal cui combinato disposto discenderebbe una democrazia formale ma una oligarchia sostanziale. Ciò accadrebbe ove si inserissero nel nostro sistema democratico il referendum propositivo senza quorum e vincolo di mandato. Infatti in tal caso, alcuni pochi capi politici potrebbero fare votare qualsiasi legge, anche costituzionale, in modo formalmente democratico ma sostanzialmente oligarchico.

2 – La verità è un’Utopia, ovvero un bene al quale tutti tendiamo e che nessuno ha ancora mai raggiunto, un po’ come la Fede. Quindi si può legittimamente dubitare di chi affermi di possederla. Personalmente io – anche in politica – preferisco un onesto dubbio ad una verità certa.

Fine (sennò sai cheppalle …)

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COLORI D’ITALIA

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 8 Giugno, 2018 @ 8:22 am

Detto altrimenti: siamo un Paese colorato, non c’è che dire!       (post 34224)

  • Nero Fascista
  • imagesRosso e Azzurro Partigiano
  • Bianco Balena
  • Rosso Togliatti
  • Bianco Rosso Moro
  • Azzurro Silvio
  • Verde Lega
  • Giallo Grillo
  • Giallo Verde Governo
  • Bianco Rosso e Verde Bandiera

Italia tavolozza per dipingere quale quadro? Il quadro di vari stili sovrapposti, uno sull’altro a coprire il precedente. Se dovessi sceglierne uno direi lo stile impressionista, si … quello, perché mi fa “impressione” il passaggio improvviso da uno stile troppo vecchio ad uno troppo giovane. Già, perché per dipingere non basta la volontà, l’ispirazione, il desiderio: occorre anche aver frequentato una scuola, essere maturati almeno un poco, avere imparato la tecnica: solo dopo si può lasciar libero corso al sentimento.

“Politica”: nell’antica Grecia era un aggettivo che definiva un sostantivo: la “tecnica” da cui “teknè politika, ovvero la capacità di governare la polis che poi era lo stato. Noi oggi utilizziamo questo termine come aggettivo sostantivato: politica tout court.

Ma direi che nemmeno a quel punto si è maturi. Infatti oltre alla capacità (di affrontare e risolvere i tanti aspetti (sono trenta, descritti in un manuale di 57 pagine reperibile on line) della tecnica pittorica, occorre avere la conoscenza, cioè  un’idea del “modello” di pittura che si vuole realizzare, un’idea di futuro, e non mi riferisco al futurismo, per carità! Oggi purtroppo la scuola insegna solo  capacità: ti fa leggere un brano e ti chiede di ripeterne il contenuto con parole tue. Invece dovrebbe insegnare la conoscenza, ovvero il fare raffronti e collegamenti, l’esprimere giudizi di valore. E invece gli industriali chiedono a gran voce la scuola delle capacità, quella che genera ottimi-operai-non-troppo-pensanti: mi viene in mente una vecchia scritta sbiadita dal tempo che ho letto recentemente su una fabbrica dismessa: “Qui non si fa politica: si lavora”.

E non basta avere autorità, cioè un potere che ti hanno dato gli altri, quelli che apprezzano la tua pittura. Occorre avere autorevolezza che invece è una “cosa” che uno ce l’ha di suo o non ce l’ha, non c’è niente da fare. Un’autorevolezza che presuppone una giovinezza matura o una maturità giovane: il troppo giovane  non funziona, così  come ha smesso di funzionare il troppo maturo.

Ma tu, caro blogger, che ormai sei un V.I.P.-Vecchietto In Pensione, quale esperienza hai di tutto ciò? Rispondo: studi classici; laurea in giurisprudenza; servizio militare; una moglie e due figli; cinque anni in dieci filiali di una grande banca (tutti i servizi):  a 30 anni dirigente d’azienda privata con rapporti internazionali; a 32 anni dirigente capo della finanza Italia di una grande finanziaria pubblica; a 37 anni direttore di una Spa multinazionale, poi Direttore Generale e/o Presidente e/o Amministratore Delegato di altre SpA etc.  etc.. Capirete che quando vedo certe improvvise  emergenze giovanili, quanto meno sono un po’ perplesso …

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Ma torniamo ai colori. Dice … ma tu, caro il nostro blogger, quali colori preferisci?  Ecco, ve lo dico subito: io preferisco un gran campo bianco, con un riquadro interno in alto a sinistra a fondo azzurro con tutte le stelline della bandiera UE. Nella parte rimanente tante belle strisce orizzontali: insomma, una bella bandiera. Gli Usa quelle strisce le hanno messe rosse, noi potremmo usare chessò … di nuovo l’azzurro: strisce azzurre in campo bianco. Che ne dite?

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