TANT’E’ …

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 13 Aprile, 2017 @ 6:41 am

Detto altrimenti: … tant’è non ce la faccio a iniziare la giornata senza scrivere un post     (post 2696)

“Non sanno andare oltre l’affermazione generale, di principio”. Così un mio vecchio amico, (O.T.) quando entrambi non eravamo vecchi, diceva di certi personaggi della “alta” finanza bancaria milanese. Bancaria, ovvero di banchieri che erano solo bancari, i quali per di più praticavano la finanza più che la banca (ed oggi ne abbiamo visto i risultati!). Ma vale anche in politica, eccome!

“Le parole sono pietre” scriveva Don Lorenzo Milani nella sua Lettera ad una professoressa. Dovrebbe valere anche in politica, eccome!

“Non si è mai abbastanza specifici” soleva dire un mio vecchio capo, Ruggero Cengo Romano, Persona che per quanto mi ha insegnato con il suo esempio di vita e di lavoro io considero il mio “terzo genitore”. Dovrebbe valere anche in politica, eccome!

Ecco, oggi, dopo tanti anni, queste tre espressioni sono fra quelle che -fra altre – regolano oggi il mio modo di capire e valutare certi personaggi e certe situazioni. Superficialità, magniloquenzia, retorica, supponenza, arroganza verbale … se Tommaso Moro tornasse in vita, probabilmente nella sua Utopia sarebbero veri e propri reati. Anche in politica, eccome!

Quando noi manager occidentali (io da qualche anno ex manager, per ragioni d’età) commentiamo tutto sommato negativamente l’imperturbabilità orientale ai sentimenti, e quasi irridiamo – fra di noi, s’intende! – quei volti impassibili con i quali ci fronteggiano durante le trattative di lavoro, sbagliamo. Infatti sarebbe come negare valore ai numeri “in valore assoluto”, quelli che in matematica sono scritti fra due sbarrette verticali. Infatti in quelle circostanze ciò che conta non è l’esteriorità, ma i contenuti.

Concludo facendovi sorridere. Lavoravo in Siemens (Milano). Trattativa in inglese con i giapponesi della Fujitzu. Fra di noi italiani e tedeschi, di fronte a loro, qualche breve commento riservato in tedesco. Loro, impassibili. Al momento di accomiatarci, ci salutarono in un perfetto tedesco … con un leggero accento bavarese! (Azzz …..!).

 

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POLITICA “ALTA” E PROBLEMI DELLA GENTE

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 12 Aprile, 2017 @ 5:24 am

Detto altrimenti: politica “alta”? Forse troppo … (post 2695)

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Nello stesso giorno quattro momenti

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1) Rileggo un libro (“Divieni ciò che sei”, F. Nietzsche, pag. 104, ed. Christian Marinotti 2006) che mi induce ad una riflessione: troppo spesso la politica, la morale, la filosofia, talvolta anche la religione ci inducono a “pensare, volare alto”, a riflettere sui massimi sistemi e ci distraggono dal sottoporre a riflessione, manutenzione, aggiornamento e verifica  le questioni concrete del vivere d’ogni giorno: il rispetto delle regole dì ogni tipo quali il risultato del voto di una assemblea; il “non fare agli altri ciò che …” etc.; l’ascolto e l’accettazione dell’Altro, e di tutto ciò che è diverso da noi. Il che determina una abitudine, una superficialità e una negativa assuefazione ” a prescindere”, la quale, nelle persone inesperte (e distratte) e soprattutto nei giovani, induce ad una accettazione rassegnata di un diffuso malcostume.

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Ma … da lassù … si riescono a vedere i problemi della gente?

2) Apro un quotidiano (l’Adige 11 aprile 2017 pag. 18) e leggo una intervista “politica” che mi ricorda le “Domande-risposte” che una primaria società finanziaria si auto-preparava in vista della propria assemblea degli azionisti, nel senso che in quella sede si volevano far emergere i migliori aspetti della gestione, per cui si incaricava taluno di porre alcune precise domande, essendo pronti a dare ad esse precise ed esaurienti risposte. Be’ in questa intervista le domande e le risposte erano mirate a mettere a fuoco i grandi tempi di una politica “alta”, forse troppo alta rispetto ai problemi “minori” quale quello, ad esempio della disoccupazione del futuro delle giovani generazioni. In particolare il titolo “si riparta dalle elezioni politiche, per fortuna con il collegio uninominale” … evidenziava quello che a giudizio della coppia (intervistatrice e intervistato) sarebbe il problema maximo: la sicurezza (uninominale) della “poltrona” di taluno e non il lavoro per i giovani e i meno giovani.

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3) Nello stesso giornale, un inserto (pag. 7): un filosofo (anche storico e sacerdote), Marcello Farina,  parla anzi scrive della rinascita della primavera, una rinascita, una ripartenza che si ripete ogni anno nella natura e che si può e deve ripetere più volte anche nella vita di ogni donna ed ogni uomo, una rinascita che sia una ripartenza, un restart, una fuoruscita da ogni stagnazione e staticità da parte donne e uomini nati non per morire ma per incominciare.

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4) Nella mattinata dello stesso giorno partecipo ad una riunione di tipo assolutamente diverso: un gruppo di dirigenti di una associazione culturale si riuniva per domandarsi come meglio organizzare un piano di rilancio dell’occupazione, come diffondere una diversa e più aggiornata cultura del lavoro, come stimolare i giovani ad avere e proporre idee ed i meno giovani ad aiutarli ad organizzarle e realizzarle.

Ed allora ho messo in fila i quattro momenti: volare e pensare alto affinchè tutto cambi anzi no, che niente cambi … … e nel frattempo, in “basso” cosa succede?

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“PERSONALE” DI MARISA POSTAL DE CARLI

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 10 Aprile, 2017 @ 7:38 pm

Detto altrimenti: un’amica, una pittrice …. (post 2694)

(per info: postaldecarli@ahoo.it – 0461 233301-348 2524329)

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Il lampo del  mio flash, sorgente della rete …

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Pittrice da sempre, non anche per professione ma solo per amore. Marisa, una nostra collega dell’Associazione Accademia delle Muse, alla età di 20 anni “compiuti già qualche volta”, espone per la centesima volta. No, non sono state tutte “personali” ma tantè…. Marisa espone nella galleria d’arte il Fogolino in Via Santa Trinità 30 TN, fino al 15 aprile. Qui a fianco. “Il pescatore” . Ma … quella rete … chi pesca chi?

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Il lampo del mio flash: il sogno che giunga qualcuno ad occupare la sedia vuota …

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Mi dice: “Sai Riccardo, io ho disegnato e dipinto da sempre, solo che la vita mi ha portato a fare altri studi, ma io … come i bambini che leggono con la pila sotto le coperte dopo che la mamma ha spento la luce .. io ho sempre coltivato questa mia passione. Da quando sono in pensione poi … mi sono sfogata. Per me la pittura è moltissimo, è un po’ come riflettere su me stessa, sui miei sentimenti … e su quelli altrui: certe volte mi sorprendo ad osservare il viso di una persona sconosciuta fino a farla indisporre, insospettire: ecco, io quel volto io vedo già un mio dipinto. Qui nella sala vi sono alcune opere “matricole”, altre già esposte prima. Trovi un po’ di “Natura” (grazie se la citi e la scrivi con la maiuscola); un po’ di Sogni (v. prima) e molta Umanità – così almeno mi auguro di “averci messo” –  (idem c.s.).

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Io ho scattato qualche foto con il mio telefonino, come sempre senza pretese: questa qui a fianco, della donna prigioniera, mi è venuta con il riflesso della mia immagine. Sulle prime ho pensato “così non va …..” Poi ho riflettuto; quell’ombra (non voluta, casuale, la mia , n.d.r.) e quella luce (del mio flash) qui nel post possono essere lette come l’immagine dell’uomo che l’ha imprigionata o come quella dell’uomo che lei pensa possa venire a salvarla: il lampo di luce fa propendere per questa seconda ipotesi.

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Titolo dell’opera: “L’offerta”

Donna che corre, fra passato e futuro: caduta si rialza e corre, ma il suo spirito correva già da prima davanti a lei. L’opera è stata esposta nella sala delle Conferenze al Mart di Rovereto: essa si completava con una mano dipinta da Marisa su un quadro altrui, esposto alla sua destra, opera di Anna Maria Rosi Zen, e con un piede dipinto su un altro quadro altrui, esposto alla sua sinistra, opera di Coral Torrents.

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Il lampo del flash … un lontano sole oscurato dalla Luna Rossa …

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Luna rossa … (‘a Luna Rossa me parla e te ….). Dice Marisa: “ Mi sono appostata per ore per vederla, per fotografarla nella mia mente e tradurla in un dipinto …”

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Germogli da un tronco … qui proprio non so cosa far dire al lampo del mio flash …

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Qui poi che i lampi sono due … come potrei cavarmela?

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Le ho detto: “Sai Marisa, tu mi conosci … non sono un critico d’arte, solo un semplice blogger … scriverò volentieri un post sulla mostra, su di te … e se mi sbaglio mi corrigerai!”

Complimenti Marisa!

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La nuova procedura “inserimento commenti” è in corso di attivazione. Pertanto trascrivo qui il commento di Giovanni Soncini

“Riccardo, apprezzo la tua sintetica presentazione della mostra di Marisa Postal De Carli, ed apprezzo in particolare le immagini dei dipinti selezionati fra quelli in mostra ed i relativi commenti, direttamente ripresi e ispirati dalle parole dell’autrice. Oltre che complimentarmi con Marisa e con chi la ha aiutata nella non semplice scelta dei dipinti da esporre, che ritengo particolarmente rappresentativi della sua attività artistica, mi sento in obbligo di ringraziare pubblicamente Marisa per avere trasmesso anche a me il piacere della pittura. E’ lei che mi ha suggerito, ormai nel lontano dicembre 2003, quando all’avvicinarsi del mio pensionamento cercavo altri e nuovi interessi da coltivare “da pensionato”, di frequentare il Gruppo Arti Visuali. E’ in questo contesto che, dapprima con qualche incertezza ma poi con crescente assiduità e convinzione, ho ripreso a disegnare ed a dipingere cecando e trovando nuovi stimoli culturali, e così da “vecchio professore” mi sono trasformato in “giovane pittore”. Grazie Marisa, anche per questo.”

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APRILE, DOLCE RIPARTIRE, SWEET RESTARTING!

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 10 Aprile, 2017 @ 6:12 am

Detto altrimenti: Aprile  … altro che “dolce dormire”!     (post 2693)

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Unica foto mia

Un week end da “ripartenza”, in particolare “da bosco e da riviera”, anzi, da mare e monti, anzi, da lago trentino e valli del Sud Tirolo. Infatti, sabato nell’Altogarda Trentino, a rimettere in moto le vele della mia barchetta da regata (7 metri lft). Stranamente, pur previsto, non c’è stato Vento (“Vento” a Riva del Garda è vento da nord) ma subito un’oresella, ovvero una leggera Ora da sud che via via rinforzava. Uscita rilassante, così, per riprendere contatto con l’”amata”.

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Foto Edoardo P.

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E domenica? Una DOMENICA FIAB! Ovvero, eravamo quasi 50 pedalatori nella prima uscita della stagione, a pedalare nel Burgraviato. Cos’è il Burgraviato?

L’attenzione a prevenire e combattere gli effetti negativi dei cambiamenti climatici (il fiume Adige passato da 80 a 30  m3 al sec causa scarsità di piogge e di neve): i meleti sono irrigati “a goccia”  e non a pioggia”, con un notevole risparmio di acqua! Bravi! Da imitare in tutta Italia!

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Foto Edoardo P.

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Burgraviato

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Burggrafenamt in tedesco, Burgraviat in ladino, è la zona attorno a Merano (Alto Adige) nonché il nome della comunità comprensoriale con capoluogo la stessa Merano. Il nome deriva dal “Burggraf” della Contea del Tirolo, ovvero dal burgravio del conte tirolese e il di lui distretto amministrativo che formò il nucleo antico di questa contea. La forma italiana del comprensorio si deve all’adattamento fonetico del termine tedesco originario. Ne fanno parte: la Val Passiria, la Val d’Ultimo, l’Alta Val di Non e l’area meranese della Val d’Adige. Confina a ovest con la Val Venosta, a sud con la comunità comprensoriale Oltradige-Bassa Atesina, a nordest con l’Alta Valle Isarco e a sudest con la comunità comprensoriale Salto-Sciliar (sull’altipiano del Salto). Dopo Merano, il principale comune è Lana.

Fabio ci spiega: il Burgraviato funziona come organo amministrativo intercomunale. Gestisce coordinandoli tutti i problemi della zona e i Comuni … eseguono! Una sorta di “macroregione comunale”, di interreg comunale” che si occupa di tutti gli aspetti concreti della vita di ogni giorno, degli aspetti sociali, della pianificazione, realizzazione e gestione degli investimenti. da studiare e da imitare!

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Foto Monika G.

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Ottimamente “guidati ed “illustrati” dall’amico consocio Fabio Martorano di Bolzano, abbiamo pedalato per circa 45 km fra i meleti del Burgariato partendo  ed arrivando a Frangarto, dove abbiamo lasciato le auto ed il pullman. Qui a fianco, fabio ci illustra un importante biotopo, un pezzo di “Alto Adige antico”, com’era una volta, prima della “melizzazione”, oggi assai importante per la riproduzione della fauna locale. In particolare per il ripopolamento ittico dell’intera provincia (oltre 1.250.000 circa avanotti rilasciati ogni anno di cui circa 300.000 sopravvivono ai predatori naturali).

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Foto Edoardo P.

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Terlano,  Chiesa di S. Maria Assunta, del 1200-1300, con affreschi originali!

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Foto Edoardo P.

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Salitella a Nalles, sosta per spiegazione sulla dimensione del comprensorio (100.000 abitanti), dell’origine ed ella evoluzione glaciale della valle (fronte ghiaccio alto 2 km!),sul significato socio economico politico del comprensorio.

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Foto Francesco  D.S.

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Fra Vilpiano e Gargazon, sosta pranzo all’aperto alla Jausenstation di Haini & Marianna (0473291614) (un ottimo e abbondante piatto unico, acqua, vino, dolce, da 16 a 18 “euri”).

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Foto Francesco D.S.

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Indi a Vilpiano a visitare il nuovissimo parco serra “Raffeiner Orchideen Welt”, 6000 mq con oltre 500 varietà di orchidee.

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Foto Francesco D.S.

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…. e quindi, nachause! Verso casa!

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downloadFIAB – FEDEDAZIONE ITALIANA AMICI DELLA BICICLETTA. Fiab Trento, circa 250 associati (dico circa perché stiamo continuamente crescendo di numero!). Fiab è stare insieme, pedalare insieme, amare la natura, l’arte, la cultura, la vita all’aria aperta, il turismo, la bicincittà, etc. Vi pare poco? Per iscriversi? Cliccate Fiab-trento.it! Joint us! Unitevi a noi!

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PER I CICLISTI TRENTINI

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 7 Aprile, 2017 @ 6:19 am

Detto altrimenti: una mia lettera al quotidiano Il Trentino …. (post 2692)

(Primavera, andiamo, è tempo di pedalare …)

Da ciclista “fiabbino” (iscritto alla FIAB-Federazione Italiana Amici della Bicicletta, di cui sono stato per anni dirigente), attraverso una mia lettera ad un quotidiano locale segnalo a tutti i colleghi pedalatori tre situazioni di pericolo,  nella speranza che il Comune intervenga.

Inizia

“Egregio Direttore, da ciclista urbano ed extra, tramite il Suo giornale segnalo (ai colleghi pedalatori ed) al Comune tre interventi affinchè intervenga ad eliminare situazioni di pericolo nella circolazione ciclistica.

  1. Lungo la pista ciclopedonale urbana in discesa che scende dal Ponte dei Cavalleggeri fino all’incrocio con Via Milano, regolato da semaforo, i ciclisti procedono a velocità troppo levata e spesso giungono in quel punto ad una velocità pericolosa, per cui talvolta rischiano di investire i pedoni fermi in attesa del verde o di attraversare comunque l’incrocio anche con il rosso. Sarebbe utile collocare su detta discesa dei “rallentatori di traffico”.
  2. Parco Lungo Fersina, parallelo alla sottostante Via Cauriol. Esistono due piste separate: pedonale (adiacente al fiume) e ciclabile (parallela e sopraelevata rispetto detta via). Tuttavia spesso pedoni anche con cani al guinzaglio spesso troppo lungo percorrono arbitrariamente la pista ciclabile, la quale verso la Via Cauriol è protetta solo da una ringhiera troppo bassa (la si confronti ad esempio con quella a protezione della stessa pista, un po’ più a valle, lungo la passerella sul Fersina). Ora, se un ciclista fosse urtato da un passante o da un cane e dovesse cadere verso la ringhiera, non sarebbe trattenuto e cadrebbe nella sottostante Via Cauriol con un salto di una decina di metri. Occorre quindi sostituire quella ringhiera con una più alta, almeno nei tratti tangenti alla pista ciclabile.
  3. Stessa direzione verso valle. La pista ciclopedonale supera a sinistra la concessionaria BMW. In quel punto, dove la Via Fersina diventa Via Ragazzi del 99, la pista ciclabile attraversa una bretella autostradale che conduce le auto alla tangenziale sud. Orbene, quell’attraversamento, utilizzato al 99% da ciclisti (!), è dotato solo delle “strisce” pedonali e non anche dei “quadrati” che le affiancano quando si vuole prescrivere che le auto debbano dare la precedenza anche a ciclisti in sella alla rispettiva bicicletta. Sarebbe utile completare detta segnaletica al pari di come è stato fatto per l’attraversamento da parte della stessa ciclopedonale della Via De Gasperi.

Grazie se riterrà di pubblicare. Cordiali saluti. Riccardo Lucatti, Fiab Trento”.

Finisce

Bood Bike everybody!

P.S.: presto aggiungerò tre foto. Nel frattempo potete vedere in Google Maps le tre zone sopra citate.

 

 

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“NE’ POTERE NE’ GLORIA”

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 6 Aprile, 2017 @ 6:06 pm

Detto altrimenti: da questo romanzo di Ferruccio Parazzoli, Alfonso Masi ….. (post 2691)

(l’orario qui sopra, 6,06 pm … non tiene conto dell’ora legale: in realtà ho pubblicato alle 19,06: vabbè che sono veloce, ma quando è troppo è troppo!)

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Alfonso Masi (foto di archivio)

… Alfonso, un amico, ha tratto un “monologo a quattro voci”: “L’indagine su di un Uomo chiamato Jeshua”. All’Associazione Rosmini di Via Dordi in Trento, oggi poco fa, cioè alle 17,00. Con lui le voci, oltre la propria,  di Beatrice Ricci, Tiziano Chiogna e Fiorenzo Pojer. Normalmente in queste occasioni io scatto qualche foto. Questa volta no, sono stato troppo “preso” dall’esposizione-racconto di una vicenda vista e narrata secondo l’ottica della gente comune, di un popolo prima d’allora-d’ora non ascoltato, un ponte fra la visione di un Cristo Storico e di un Cristo vero Dio.

Recitazione: ottima, tal che non si è avvertita la mancanza di scene, costumi e musica. Ottimi gli intervalli a significare il cambio di scena.

download (1)Uno storico romano si imbatte per caso nella crocifisisone di Gesù, e, incuriosito, inizia a ripercorrere le tappe del Cristo interrogando la gente per capire il perché di tale pena, per capire l’Uomo. Una indagine assolutamente laica. Molti gli episodi dei Vangeli ripresi in questa riproposizione. I miracoli, soprattutto, interessanti nella loro rilettura laica. Inutile rielencarli. Quello che mi preme sottolineare è che alla domanda dello storico romano che interroga Maria chiedendole chi era, chi è Jeshua e chi è lei, Maria, nel libro Maria risponde: “Io sono la porta”, ma Alfonso ha voluto modificare con: “Io sono la Resurrezione e la Vita”. Con ciò consapevolmente o meno, da laico o da credente – non è questa la sede per approfondire l’aspetto – ha comunque evidenziato uno dei due pilastri della nostra religione, che sono la Creazione e la Resurrezione. The rest are details.

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Fra poco è Pasqua. La rappresentazione di oggi ci aiuta a riflettere un poco, sicuramente, sul suo significato cristiano ed allo stesso tempo laico di una Resurrezione di Cristo (per alcuni) e di una resurrezione delle coscienze e del senso di umanità a livello planetario, per tutti (le maiuscole e minuscole non sono utilizzate a caso). Un momento di riflessione per tutti: credenti, laici, non credenti e agnostici. Grazie amici del pomeriggio che ci avete regalato!

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PATENTE NAUTICA (segue da due post prima)

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 6 Aprile, 2017 @ 2:48 pm

Detto altrimenti: vogliamo farci una riflessione sopra?         (post 2690)

(Primavera andiamo, è tempo di veleggiare)

Garda, inverno, in solitaria

Sul Garda, la mattina presto … in estate

Anni fa – il mio reato è prescritto – per sei volte, anche di notte e anche in solitaria, compii a vela la traversata da S. Vincenzo (LI) in Toscana a Palau, a bordo nel mio “natante” modello Fun, di nome Whisper, numero velico ITA 526. Parlo di reato, perché – secondo la nostra legge – è stato un po’ come andare in autostrada con un cinquantino. Infatti la mia barca non era e non è “omologata” per traversate simili. Qui sul blog trovate la descrizione puntuale delle sei traversate (v. “I post delle vacanze”, il primo è dell’8 luglio 2012 ma le traversate di anni prima).

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Neve fra le vele

Sul Garda, in inverno – Il bianco è  neve, non guano!

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La barca era attrezzata “di fatto”, ovvero aveva tutte le dotazioni di bordo necessarie alla traversata (e previste per legge), solo che era “lei” a non essere “omologata”. Io avevo ed ho la patente nautica abilitante al comando di un natante e di una imbarcazione a vela e/o motore fino a 25 m di lunghezza, anche in oceano. Inoltre sapevo e so gestire Whisper anche da solo ed anche con vento forte. Tuttavia sono stato un “fuorilegge”, mentre sarei stato assolutamente entro la previsione di legge se, con la mia limitatissima esperienza di conduzione di un’imbarcazione a motore, con quella mia patente mi fossi messo al comando di un’imbarcazione di 25 m con motori da migliaia di cavalli e mi fossi avventurato in oceano! Io, di persone così – di quelle che “con la barca hanno avuto anche la patente” – ne ho incontrate e come! Ora ve ne racconto alcune.

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  1. Pinarella Corsica

    Piramide di Pinarello (Corsica) – Il bianco è  guano, non neve!

    Sono ormeggiato nella darsena di Palau. Da un traghetto esce un SUV gigantesco trainante un motoscafone “a punta”, uno di quelli della serie James Bond. Il guidatore mi si avvicina e mi rivolge la parola: “Che c’hai la mappa?” “La carta nautica?” dico io “Si, eccola, la vuoi vedere?” Gliela porgo, la guarda, mi indica alcuni “puntini” tracciati vicino ad una costa e mi chiede: “E questi chessò?” “Sono secche”, rispondo. “E che m’importa, io dò una sgassata e le salto!” Peccato che quelle secche fossero di granito a 10 cm sotto il pelo dell’acqua!

  2. All'abbordaggio ...

    Incontri nell’arcipelago della Maddalena

    Sto veleggiando da solo con venti nodi (vento fresco, conduzione divertente che inizia ad essere anche un po’ impegnativa, occorre essere pronti). Mi si avvicina un grosso “ferro da stiro” (così noi velisti chiamiamo i motoscafoni a più piani). Da bordo uno mi urla: “Scusa, per andare a Palau … da che parte?”

  3. Colta al volo: “Si, son partito da Genova, ho seguito un traghetto, solo che ho sbagliato traghetto e mi sono ritrovato a S. Teresa di Gallura anziché a Palau”.
  4. Sono ormeggiato a Campoloro. La mattina presto sento il mio vicino di barca che, messa fuori la testa dal tambuccio, parla al telefono: “Allora, senti un po’ se ho capito bene: per andare in Toscana … vado su diritto fino a Bastia a poi giro a destra”.
  5. Sempre a Campoloro. Con mio figlio Edoardo arrivo con il mio piccolo Fun dall’Italia dopo una bellissima traversata di 12 ore con vento fresco (15-20 nodi) e andatura “larga”. Ormeggio a fianco di un grosso ferro da stiro (v. n. 2) di qualche tonnellata con motori presumibilmente di 800-100 cavalli. Il suo “lui” (sono una coppia) mi dice: “Speriamo che il mare si calmi, con questa burrasca non posso certo uscire in mare”.
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Campoloro

Basta, dai … avete capito. Una cosa è sapere andare per mare, altra avere semplicemente (molti soldi e) una patente ed una (grossa) barca. In Francia queste limitazioni non ci sono e la marineria a da diporto è sviluppata in misura multipla rispetto alla nostra. E poi loro hanno un altro approccio. Ecco un esempio: ti avvicini all’entrata del porto di Campoloro (Corsica). Un tale, seduto su una sdraio sotto un ombrellone in testa ad un molo, si alza e ti fa segno “tre”. Al molo tre, dunque. Ormeggi e ti rechi al posto di polizia per registrare il tuo arrivo. Il poliziotto di servizio ti registra e con l’occasione ti vende i gettoni per accedere alle docce (da noi!!?? Non sarebbe ammissibile un tale “svilimento” della divisa!). Vai alle docce: ogni doccia ha un suo pre-camerino nel quale puoi appendere gli abiti. In Italia (non dico in quale marina che sennò mi querelano!) le docce sono in un container in fondo al porto, metà per le docce, metà per i WC. Niente pre-camerino, nessuna possibilità di appendere abiti: ci devi andare con un amico-appendiabiti al seguito e augurarti che non ti capiti la doccia adiacente al WC.

Evvabbè …

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UCCIDIAMO PURE, MA CON ARMI “PULITE”, PER CARITÀ

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 6 Aprile, 2017 @ 6:28 am

Detto altrimenti: indignazione selettiva       (post 2689)

Siria: il regime uccide la popolazione con i gas nervini (Sarin), quelli della prima guerra mondiale (Tabun, Sarin, Soman). Il mondo insorge: “Non si uccide così!” Uno scrittore siriano esule, Muhammad Dido (“E se fossi morto”) direttore di Syria Untold, la Siria non raccontata (da nessuno) osserva (Corsera 5 aprile 2017 pag. 3): “Tutta questa indignazione per l’uso del Sarin? Ma quando Assad uccide nelle carceri, con bombe tradizionali, convenzionali, etc.. allora … va bene”?

Indignazione selettiva, dicevo …

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BUROCRAZIA NAUTICA

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 5 Aprile, 2017 @ 1:36 pm

Detto altrimenti: … per il rinnovo della patente nautica       (Post 2688)

(PRIMA PUNTATA)

Da Whisper nelle Bocche - Copia

In solitaria nelle Bocche di Bonifacio

Io, nato, cresciuto, nuotato, navigato, studiato e sposato a Genova … volete che non abbia la patente nautica? Ma anche questa scade, e va rinnovata. E già qui il mio primo errore: non va “rinnovata”, bensì “convalidata”. Dice … ma scrivi come parli! Avete mai sentito dire a qualcuno “Mi è scaduta la patente, devo convalidarla? “ O piuttosto, la lingua italiana non suona forse così: “Mi è scaduta la patente, devo rinnovarla”? Evvabbè … sono particolari minori … (1). E allora dai … smettiamola una buona volta de volè spaccà er capello ed elenchiamo i vari passaggi del BO- Buropercorso ad Ostacoli:

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  1. WP_20170405_004La mia patente è scaduta da due anni. Voglio accertare se sia ancora rinnovabile (e ci risiamo: avrei dovuto scrivere “convalidabile”!).
  2. Prima telefonata. Chiamo la Capitaneria di porto: le passo l’ufficio. Pronto, no, l’addetto è fuori stanza, richiami fra un po’.
  3. Seconda telefonata: si. È convalidabile. Bene. Leggo all’addetto l’elenco dei documenti richiesti per il precedente rinnovo: si vanno bene. I moduli sono sul sito. Grazie, prego.
  4. Vado sul sito: la domanda va fatta con marca da bollo €16,00. Ma … manca il modulo “Dichiarazione sostitutiva del certificato amnestico” e quello “Dichiarazione sostitutiva del certificato del casellario giudiziale”.
  5. Trentanodi sulle Bocche

    Trenta nodi di vento a nord dell’isolotto di Spargiotto (in solitaria nell’Arcipelago della Maddalena)

    Terza telefonata: il primo lo rilascerà il medico della ASL. Il secondo “è facoltativo” (facoltativo!?). Comunque dico: bene.

  6. Rivado sul sito che recita: “Alla domanda, allegare foto, certificato medico e fotocopia della CI. E’ possibile non allegare la patente in originale ma solo fotocopia e si riceverà il bollino di validazione”.
  7. Quarta telefonata: no, i bollini non li abbiamo e poi … allegare busta affrancata con €6,00. Va bene. Chiedo: ma servono le foto che richiedete? No, non servono per la convalida, non ne mandi. Grazie. Chiedo: ho il certificato medico della ASL per il mio recente rinnovo patente guida cat. BE (auto con rimorchio, prove di reazione comprese): no, non va bene: devo fare la visita apposita (uguale a quella appena fatta, n.d.r.).
  8. Eurpean Championship Fun 2007 - Fraglia Vela Riva

    In regata, nell’Alto Garda Trentino (qui con l’equipaggio al completo) (2)

    Modulistica. Intestazione: “Documentazione da allegare alle domande concernenti: a) Ammissione agli esami”. Segue elenco. Io cerco “Documentazione per il rinnovo-convalida”. Niente, la lettera “ b) “ non esiste. Rileggo: è tutto sotto la lettera “ a) “. Evvabbè …

  9. Quinta telefonata (la prima alla ASL): mi prenotano fra un mese e mezzo. Occorre: un’altra marca da bollo da €16,00 – Versamento alla cassa di €55,00 – Fototessera (quante? Non lo sanno, chiedere all’Ufficio Igiene pubblica, meglio di mattina, grazie, prego ma le pare). Carta di identità. Certificato dell’ottico … Chiedo: non basta la certificazione medica della stessa ASL di un mese prima  che NON mi prescrive lenti durante la guida? Risposta: non so … veda lei, grazie, prego ma le pare. Io comunque mi procuro questo certificato.

Tempo impiegato: due ore. Un’altra ora la impiegherò per la visita alla ASL + costo vivo, €93,00. Evvabbè … Mi piace sognare – all’altro estremo, ovvero senza alcuna burocrazia – una procedura alternativa, possibile ed “umana”:

“Spedite domanda per e-mail con allegati scannerizzati e firmati: copia patente scaduta; copia CI; certificato medico relativo a rinnovo patente auto minimo BE,  ovvero con controllo tempi di reazione. Riceverete bollino di validazione/rinnovo”.

Sognavo … ma poi mi sono svegliato, purtroppo!

Buon Vento a tutti!

NOTE

(1) Convalidare … che volete mai che sia in un Paese nel quale occorre “obliterare” i biglietti e tenerli pronti per il servizio di “controlleria” come vi hanno spiegato agli sportelli “presenziati” dal personale che in quelli “impresenziati” non si poteva che mentre guidate in autostrada vi avvisano che c’è una “conversione di mezzi operativi” che un tedesco – vocabolario alla mano – traduce che metà degli operai si sono convertiti al cristianesimo … che poi se voi scrivete a quella amministrazione vi rispondono che la vostra lettera è stata “acclarata” (ricevuta, n.d.r.) presso questa amministrazione in data …? Chevvoletemaicchessia?

Eurpean Championship Fun 2007 - Fraglia Vela Riva

Fun “Whisper” ITA 526 – Lft 7,07; stazza 2,8 Tons; dislocamento (peso) 1 Ton. (3)

(2) la mia barca – che vedete nelle foto – è tecnicamente un “natante” e non richiede il possesso della patente nautica, che invece mi serve per condurre “imbarcazioni” a vela e a motore sino a 25 m di lft (lunghezza fuori tutto: oltre sono “navi”) anche in mare aperto e in oceano (!)  senza limiti dalla costa. Le traversate dalla Toscana in Sardegna sono state comunque  “fuori legge” perché pur avendo io la patente, navigavo con un natante non abilitato a spingersi oltre le sei miglia (oggi forse 12?) dalla costa (per la legge italiana è un po’ come andare in autostrada con un cinquantino, pe intendersi). In Francia non si richiede la patente nautica. L’assurdo qui da noi è che per conseguirla, per la parte a motore, mi è stata fatta fare una sola manovra di attracco di un barcone ad un molo, praticamente un pro-forma. Per le regate di cui alla foto invece occorre un altro tipo di “patente”: l’esercizio e l’esperienza dei ventoni dell’Alto Garda Trentino.

(3) Lft = lunghezza fuori tutto (senza il motore fuoribordo appeso a poppa); Stazza: la tonnellata di stazza è una misura di volume, non di peso!; dislocamento: è il peso dell’acqua spostata, ovvero della barca. Velatura, in metri quadrati: randa, 16; fiocco, 8; genoa, 16; spinnaker, 40. Deriva: 33% del peso totale. Carena: planante.

(CONTINUA FRA DUE POST)

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BITCOIN, ATTENTI A NON ABBOCCARE!

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 5 Aprile, 2017 @ 7:48 am

Detto altrimenti: “ATTENZIONE, CADUTA MASSI … FINANZIARI!”   (Post 2687)

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Uno dei molti libri-saggi (saggi, anche nel significato di “sapienti”) di Gianluigi

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Amici, questo è un “postaltrui”, ovvero non l’ho scritto io, bensì un mio vecchio amico, Gianluigi Demarchi, Ligure d’origine Torinese d’adozione, autore di molti saggi sulla finanza e sulla banca. Mi ha indotto a recepirlo qui, fra le mie sudate carte elettroniche, il recente, tristissimo episodio di omicidio-suicidio familiare accaduto qui a Trento (post “Orrore a Trento”, 29 marzo) e motivato dal tracollo finanziario del responsabile (ma almeno il grassetto, l’impaginazione e le foto sono mie, ecche!?)

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Inizia

images (1)Molti adulti amano ancora giocare a Monopoli, lottando fino all’ultimo per costruire case o alberghi in Bastioni Gran Sasso o in Vicolo Stretto. E per ore passano di mano migliaia di bigliettoni colorati con i quali ci si sente ricchi. Se però i giocatori, una volta alzatisi dal tavolo da gioco, continuassero a battersi per conquistare quei bigliettoni, usandoli per comprare un appartamento o un’automobile, sarebbero considerati dei poveri dementi. Eppure c’è gente che si comporta così, anche se in maniera un po’ diversa (e sicuramente più pericolosa): sono coloro che comprano i “bitcoin”, la moneta elettronica inventata da un estroso giapponese (tale Satoshi Nakamoto; ma non è sicuro che il nome sia reale, nessuno l’ha mai conosciuto di persona…) che ha rapidamente conquistato un vasto numero di utilizzatori.

BITCOIN, CHI ERA COSTUI?

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Carneade .. chi era costui?

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Una moneta virtuale che si può acquistare solo su Internet cedendo dollari o euro “veri” ed aprendo un deposito che può essere utilizzato per fare acquisti presso tutte le aziende che accettano la nuova valuta o per trasferire liquidità ad altre persone od aziende. L’idea alla base dei bitcoin è quella di creare una valuta indipendente da ogni tipo di autorità e di effettuare pagamenti elettronici a livello globale senza controlli, in maniera istantanea e anonima. Dal 2009 (quando ufficialmente il bitcoin si è affacciato sulla ribalta) la diffusione è stata esponenziale; a fine 2012 ne erano stati creati alcuni milioni, nel 2013 si era arrivati a 12,2 miliardi di dollari, oggi ne circolino circa 16 miliardi.

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images (2)La breve storia del bitcoin è stata accompagnata da gravi scandali ed ancora oggi è avvolta in una coltre di misteri. I misteri più fitti riguardano la “creazione” della valuta che pare sia “regolamentata” dal suo inventore con sistemi rigidi che impediscano una circolazione eccessiva e non controllata (ma nessuno conosce esattamente il cosiddetto algoritmo, cioè la formula che crea il bitcoin). Altri misteri riguardano il valore della moneta, che non è legata a fattori economici come avviene ad esempio per il dollaro, l’euro, la sterlina e qualunque altra moneta nazionale, ma agli umori di chi compra e vende. E le quotazioni di questi anni hanno dimostrato quanto il cambio del bitcoin sia inaffidabile, o per lo meno pericolosamente volatile: nel 2012 “valeva” 14 dollari, nel 2013 739 (con una punta massima, rimasta ad oggi non più uguagliata, di 1.100), a fine 2014 era crollata a 315 per risalire poi a 430 a fine 2015 ed agli attuali livelli intorno a 770.

Chi ha guadagnato e chi ha perso. Probabilmente nessuno (tranne il fantomatico Nakamoto) ha acquistato il bitcoin a 14 tenendolo fino ad oggi e guadagnando qualcosa come il 5.500%; pochi l’hanno acquistato ai minimi tenendolo come in vestimento (guadagno teorico 144%), mentre qualche pollo l’ha comprato durante il boom del 2013 e perde il 30%!

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Miiii … e come mai non ci abbiamo pensato prima, ahhh?

A cosa servirebbero i bitcoin? Secondo i suoi faut-autori, è uno strumento utilissimo per chi vuole fare acquisti in rete, perché consente trasferimenti immediati, senza costi e senza controlli (non esiste alcuna autorità che possa ficcare il naso su questi movimenti, né alcuna regolamentazione). Nei siti che ne caldeggiano l’utilizzo si leggono frasi come: “Le transazioni Bitcoin sono rese sicure grazie alla crittografia a livello militare. Nessuno può addebitare il tuo denaro o effettuare pagamenti sul tuo conto.”, oppure “Non c’è alcuna banca che rallenti il processo, che pretenda spese esorbitanti o che blocchi il trasferimento. È possibile trasferire dei bitcoin ai propri vicini di casa esattamente allo stesso modo in cui si può trasferirli ad un membro della propria famiglia, che viva in un altro continente.” E infine: “E’ anche possibile inviare un pagamento senza rivelare la tua identità, proprio come avviene con i soldi veri.” Ecco alcuni “vantaggi” che sono stati sfruttati, secondo i detrattori del bitcoin, per alimentare enormi transazioni illegali legate alla droga o al commercio di armi; la frase magica “senza rivelare la tua identità” stimola sicuramente più un criminale che un normale risparmiatore …Anche per questo motivo in Cina e in Giappone la valuta è stata vietata. In Italia in vece tutto tace ed il bitcoin prende sempre più piede, tanto che nel 2013 è nata anche l’associazione, senza scopo di lucro, Bitcoin Foundation Italia (!?).

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Piuttosto fatevi legare, ma non cedete a queste ammalianti sirene!

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Avviso per i lettori: state alla larga, se volete acquistare un libro su Amazon o un frullatore da Expert, usate la vostra cara, vecchia, ma tranquilla carta di credito, oppure usate un sistema “primitivo” ma sicuramente efficace andando in un negozio e portando via il pacchetto pagando (se volete l’anonimato) in contanti. E i miliardi continuate ad accumularli, senza rischi, giocando a Monopoli … quello originale, incruento! Per non fare la fine di “un vaso di terracotta costretto a viaggiare fra vasi di ferro …”

www.demarketing.it

Finisce

 Due mie considerazioni:

  • Una “nuova”: i bitcoin di fatto si presentano sotto una duplice natura: vengono offerti quale strumento di pagamento ma in realtà sono strumenti di speculazione. In altre parole: vengono offerti per acquistare beni e servizi, ma in realtà acquistano … se stessi!
  • Una “vecchia”: la trovate nel post circa la mala-finanza (“Orrore a Trento”, del 29 marzo u.s.): in finanza, come in natura, nulla si crea nulla si distrugge, ma tutto si trasforma (o si sposta!): se uno guadagna improvvisamente grosse somme, c’è chi quelle stesse somme improvvisamente le perde. E’ una guerra al massacro, senza prigionieri. E’ questo che vogliamo?

 

 

 

 

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