RADDOPPIO DELLA CICLABILE LIGURE DI PONENTE

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 11 Febbraio, 2017 @ 7:02 am

NEL PONENTE LIGURE, OLTRE AL FESTIVAL, C’È UNA CICLABILE SUL MARE. REGIONE LIGURIA: PRESIDENTE, LASCI O RADDOPPI?

Detto altrimenti: io sono un blogger “a pedali”, nato a Genova …   già dirigente Fiab Trento dove risiedo da 30 anni…          (post 2640)

3 - Andata a pedali (3)

2012: Fiab Trento al mare!

… ben volentieri, quindi, riferisco di un appello di Giulietta Pagliaccio, presidente nazionale di FIAB onlus, la quale ha inviato una lettera aperta al Presidente di Regione Liguria, in merito all’acquisizione delle aree dell’ex ferrovia nel Ponente Ligure. Come è noto infatti, con la dismissione, a dicembre 2016, della ferrovia tra S. Lorenzo al Mare ad Andora si è liberato un sedime ferroviario di circa 20 chilometri che può essere trasformato in pista ciclabile, raddoppiando la lunghezza dell’attuale “Parco costiero del ponente ligure”, già “Area 24”.  La ciclabile del “Parco costiero” è un vero balcone sul mare, lungo oggi circa 24 chilometri, di grande attrattività e importanza per l’economia della Riviera, con un elevatissimo numero di presenze annue.

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f7c6b266b48b52b888acd15686984fae_XL[1]Conosciuto e frequentato da turisti tutto l’anno, è molto apprezzato anche dai tour operator, che tuttavia lo ritengono ancora troppo corto per poterlo vendere in pacchetti turistici di medio e lungo periodo, soprattutto per il mercato internazionale. Come noto, il turismo in bicicletta è in fortissima crescita, muove un bilancio di oltre 530M€ a livello europeo, di cui circa 3,2 miliardi solo per l’Italia. La Presidente di FIAB ritiene che il recupero della ferrovia appena dismessa e il proseguimento della pista ciclabile sia un’occasione importantissima da non perdere e chiede pertanto alla Regione Liguria di attivarsi per l’acquisizione del sedime e la sua riconversione a percorso ciclopedonale con le stesse caratteristiche del parco costiero attuale. Non si può rischiare di perdere non solo l’unitarietà di un polo di attrazione così importante e unico, ma anche i finanziamenti statali che, ormai, vengono concessi solo per la realizzazione di lunghe ciclovie.

Ecco, amiche ed amici del blog e della bici, diffondete e commentate queste righe. ve ne ringrazio!

Goooood biiiiike everybody!

  

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LE “BUFALE” INTERNET E NON SOLO

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 10 Febbraio, 2017 @ 5:53 pm

Detto altrimenti: la post-verità     (post 2639)

imagesNo, raga, non è la verità dei miei post, ma la (pseudo) verità che viene dopo tante “bufale”. Mi spiego. In questi giorni si è data centralità ad un problema: al fatto che notizie false pubblicate in internet ricevano centinaia, migliaia di “like” ed il gioco è fatto: la falsità diventa vera, una post-verità (sparla sparla, diceva quel tale, qualcosa resterà attaccato). Non si tratta di novità, ma di fenomeni amplificati “grazie” al web. Tutto qui. Fenomeno esistente anche nella politica attuale. Infatti, un enunciato, una asserzione, una promessa elettorale tanto più diventa “verità” quanto più è affermata e quanto più è udita: se una corrente di pensiero politico ripete e fa ripetere da anni dalle stesse persone le stesse enunciazioni, esse – indipendentemente da un loro valore reale – tendono ad acquisire valore solo ed in quanto molte persone finiscono per comportarsi come se quelle persone e le loro enunciazioni fossero una verità strategica (strategico = indispensabile e insostituibile).

Il fenomeno è stato già affrontato – fra gli altri – da Michel Foucault (1926- 1984), filosofo, sociologo, accademico, storico e saggista francese, il quale ha enunciato il principio di rarità degli enunciati: egli giunge alla positività di un enunciato in base alla sua singolarità ed alla sua rarità. Oggi questo principio è stato rivoluzionato dall’internet dei computer e dei cervelli: oggi luoghi comuni e (vuote/false) affermazioni tanto più hanno (purtroppo) valore quanto maggiore è la loro non-rarità. Traduco: se affermo “questo tavolo vola”, l’enunciato ha valore se molte persone lo ripetono e/o l’ascoltano e – alla fine – si comportano come se l’affermazione fosse vera, dicendo “Speriamo che non mi cada in testa ”. Ecco, io credo invece che oggi occorra ribellarsi a questa post verità e ridare valore alla rarità, alla differenza ed alla originalità della propria iniziativa di ricerca della verità relazionale, anche perché “Verità è relazione”, ci insegna Papa Francesco.

 

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JUS PRIMAE … NIVIS

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 9 Febbraio, 2017 @ 6:26 am

 

Detto altrimenti: il diritto della prima … neve !                   (post 2638)

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Le Dolomiti di Brenta dalla Malga Zambana, in Paganella

E’ la migliore. Piste ben battute, vergini, deserte. Per godertela, ti presenti al cancelletto di partenza ben prima dell’apertura degli impianti. La cabinovia funziona già: la utilizza solo il personale dei vari rifugi per portare a monte le provviste. Fra questi operatori tuttavia si inserisce uno sciatore normale, uno di quelli che avrebbe dovuto attendere, come stai facendo tu, l’orario di apertura al pubblico. E invece no. Lui passa, lui può. Un amico mi dice: è uno ricco, possiede molti appartamenti, in paese è una potenza. Ho capito. È “il” signorotto del paese. Infatti. Infatti arrivi in cima alla montagna, ti accingi alla prima sciata, quella sulla neve ben battuta, immacolata … o quasi.  Quasi. Infatti “lui” è già sceso, ha già inciso la neve con la sua traccia.

Ecco, mi è venuto in mente quell’odioso privilegio medievale, lo jus primae noctis, quello che consentiva al signorotto locale di passare la prima notte delle nozze altrui con la sposa altrui. Domanda: ma salire sugli impianti quando questi sono aperti solo per il personale di servizio, in Italia è vietato? Risposta: dipende … nel senso che non è severamente vietato né veramente vietato, ma solo vietato. Insomma, come ve lo devo dire? Dipende.

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ACCADEMIA DELLE MUSE A CARNEVALE

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 8 Febbraio, 2017 @ 4:34 pm

Detto altrimenti: una pausa si allegra cultura       (post 2637)

Accademia delle Muse? V. i tanti post pubblicati. L’altra sera, presente il 55% degli aderenti, ovvero 55 Accademici!

_DSF2079 (FILEminimizer)Carnevale? Anche le Muse si concedono un diversivo. Nella prima parte della serata, infatti, la rappresentazione di un grande lavoro “disneyano”: Cristina (al pianoforte), Giovanna, Letizia e Stefano (voci) – pensando ai fanciulli veri e a noi “grandi”, per quel tanto di fanciullo che è in noi – hanno selezionato una serie di brani da film di animazione della Disney Co., li hanno proiettati su di uno schermo con la colonna sonora – integrata al piano da Cristina – senza il canto: infatti le canzoni sono state eseguite in diretta da loro stessi! Un grande lavoro di ricerca e sincronizzazione, assai apprezzato dai bimbi presenti (eccezionalmente) in sala, e anche da tutti noi adulti! Fra l’altro, fa piacere rivedere i cartoni animati “d’una volta”, quelli-non-giapponesi, quelli senza effetti speciali o almeno, se ce ne sono, utilizzati per far ballare la scopa di Topolino, per far volare Poca Onta o per farci “vedere la musica” (Fantasia) … e comunque tutti con una morale educatrice, ben lontana dall’esaltazione della forza bruta e della violenza di una gran parte dei cartoni odierni (soprattutto d’importazione).

I brani selezionati: Marcia di topolino; Biancaneve e i 7 nani “Heigh Ho”; Cenerentola “Bibidi bobidi”; La carica dei 101 “Crudelia De Mon”; Gli aristogatti “Scale e arpeggi”; Pocahontas “I colori del vento”; Il re leone “Il cerchio della vita”; Gli aristogatti “Romeo”; Gli aristogatti “Tutti quanti voglion fare il jazz”; La sirenetta “In fondo al mar”; La bella e la bestia “Stia con noi”; Aladdin “Grande Alì”; Mary Poppins “Supercalifragilistichespiralidoso”.

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L’inizio della passerella finale, con i due Menecmi gemelli (barbudos) proprio uguali, irriconoscibili!

Intermezzo enograstronomico, durante il quale ben nove “attori” si sono ritirati ed hanno indossato i costumi dell’epoca (Grecia, 250 a. C.) per rappresentare la commedia di T. Maccio Plauto “I Menecmi”, nella (difficile) riduzione da cinque ad un solo atto eseguita da Maria Teresa. La prima “commedia degli equivoci” dalla quale ha poi tratto ispirazione il teatro di De Filippo, di Totò etc.. Entrambe le fasi della serata sono state molto applaudite. Per esigenze di tempo non si è svolto l’angolo delle anteprime con le segnalazioni degli amici delle loro diverse segnalazioni.

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Prossimi appuntamenti dell’Accademia:

  • 6 marzo – Riccardante Lucattieri, brani da La fraglina commedia – Paolo Consiglio, I tre Cristi (diapositive).
  • 3 aprile – Omaggio a Fabrizio De Andre’, Patrick e Co., Riccardo voce recitante – Claudio Fuochi e le sue ninfee (diapositive).
  • 8 maggio – Barbara e amiche in “Altri tempi” revival musicale – Francesca Endrizzi, La figura di Albino Zenatti.
  • 5 giugno – Allievi del Conservatorio musicale di Riva del Garda, M° Ruzza – Marisa Decarli, Scorci di Trento.

Infine,  stiamo ragionando sulla nostra gita sociale: se, dove, quando andare (alcuni propongono di riornare nella Toscana minore … vedremo). Nel frattempo … buon Carnevale a tutte e a tutti!

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RESTART POLITICA

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 6 Febbraio, 2017 @ 7:10 am

Detto altrimenti: ma se il re è nudo! Dai …. che mi venite a raccontare?   (post 2636)

1IMG-20170130-WA0004 – Un’associazione di volontariato. Il gruppo dirigente – quasi al completo – lavora attorno ad un tavolo. Uno di loro no. Sta seduto a cinque metri di distanza, leggermente allungato su una sedia, le gambe accavallate, una mano a sorreggere il mento. Ascolta? Non pare. Interviene? No. Pensa? Sicuramente. A quello di cui si sta discutendo? No. A cosa, allora? Alla prossima assemblea, a come potrà raccogliere molte deleghe dagli autisti dell’associazione per far eleggere un nuovo direttivo che potrà pilotare a suo piacere. Già … perché le associazioni sono anche un “bacino di voti”, anche in politica. Ecco, quel tale stava “facendo politica”: ma quale politica? Quella dei bisogni che l’associazione in discorso voleva soddisfare, oppure  cercava di predisporre un ennesimo centro di potere? Alle lettrici ed ai lettori l’ardua sentenza!

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Ma … e se sulla destra dell’immagine ci fosse la rete che imprigiona … la libertà di pensiero?

2 – Politica … vi è quella di chi si espone sul campo, di chi ci mette la faccia, di chi sa andare anche contro-corrente. Dice … ma perché andare contro corrente? La corrente di un fluido è quella della maggioranza delle sue componenti, ed allora? Al riguardo mi permetto di rimandare al mio post precedente: si tratta di una maggioranza consapevole o semplicemente di una maggioranza attratta da una post-verità, ovvero da quella pseudo verità che nasce dalla “non-rarità” di affermazioni ripetute da anni e anni sempre dalle stesse persone? Enunciati “non-rari” e che acquistano un immeritato valore  proprio per il loro elevato grado di diffusione.

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Come le pecorelle escon del chiuso /  a una, a due, a tre, e l’altre stanno /  timidette atterrando l’occhio e ‘l muso; / e ciò che fa la prima, e l’altre fanno, / addossandosi a lei, s’ella s’arresta, / semplici e quete, e lo ‘mperché non sanno; (Divina Commedia, Purg. III, vv. 70-84)

3 – Contro corrente. Ricordi. S’era un gruppo di giovani impiegati ad un corso di formazione di una grande società. Venne un esponente della direzione generale e ci chiese se in lui preferissimo vedere un esponente ufficiale della direzione generale o un quasi collega con cui scambiare alcune considerazioni. Tutti scelsero la forma del “quasi collega”. Io chiesi la parola ed affermai il contrario: preferivo vedere quella persona per quello che era: un inviato della direzione generale. Uno dei colleghi mi interruppe e disse: “Riccardo, che dici? Ma se tutti noi abbiamo detto …”. Ecco, per me fu facilissimo ribattere: “Il fatto che il vostro pensiero sia non-raro (cioè molto diffuso), non lo trasforma automaticamente in un valore assoluto”. Anni dopo fui chiamato a lavorare all’Ufficio Centrale del Personale di quella grande SpA. Curioso, andrai a leggere le mie note caratteristiche: vi trovai citato positivamente a mio favore quell’episodio (mi scuso: perdonate l’auto-citazione, non è bello, lo so … ma quando la se ghe vol, la se ghe vol! Ovvero quanno ce vo’ ce vo!).

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RESTART FILOSOFIA

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 4 Febbraio, 2017 @ 10:29 pm

Detto altrimenti: Associazione Culturale Restart Trentino, la ribellione all’internet dei cervelli            (post 2635)

imagesIl filosofo Michel Foucault (1926- 1984) è stato un filosofo, sociologo, accademico, storico e saggista francese. Fra le sue riflessioni mi permetto di citare il “principio di rarità degli enunciati” secondo il quale un enunciato ha tanto più valore quanto più è raro.

Oggi questo principio è stato rivoluzionato dall’internet dei computer e dei cervelli: oggi luoghi comuni e (vuote) affermazioni tanto più hanno (purtroppo) valore quanto maggiore è la loro non-rarità. Traduco: se affermo “questo tavolo vola”, l’enunciato ha valore se molte persone si comportano come se l’affermazione fosse vera, dicendo “Speriamo che non mi cada in testa ”. Ecco, l’Associazione Culturale Restart Trentino vuole invertire questo meccanismo perverso, nel senso di ribellarsi a questa sorta di “post verità” ridando valore alla rarità, alla differenza ed alla originalità della propria iniziativa relazionale (“Verità è relazione”, ci insegna Papa Francesco. Non è  “vieni qui che ti dico io …”)

IMG-20170130-WA0004Ulteriore traduzione del concetto: se una corrente di pensiero (economico, sociale, filosofico, politico, etc.) ripete e fa ripetere da anni dalle stesse persone le stesse enunciazioni, esse tendono ad acquisire valore – indipendentemente da un loro valore reale – solo ed in quanto molte persone finiscono per comportarsi come se quelle persone e le loro enunciazioni fossero una verità strategica (strategico = indispensabile e insostituibile).

Restart, al contrario, utilizza la tecnica dello zero base budget: rimettiamo in fila tutte le persone e tutti i valori reali o presunti tali; diamo ad ognuno la possibilità di esprimersi su di essi; valutiamo ogni affermazione alla luce dei risultati che ha prodotto, che produce e che si prefigge, e non sulla base della frequenza con la quale essa viene propinata da decenni da parte di quelle  stesse, immutabili persone.

Associazione Culturale Restart Trentino, tre parole: libertà, coraggio, cambiamento. Le parole sono pietre, scriveva Don Milani. Ed allora approfondiamo cosa significano queste tre parole per Restart.

Libertà

  • dalla post-verità (vedi sopra), cioè da quella (pseudo) verità generata da una ripetizione da parte delle stesse persone degli stessi concetti, anno dopo anno, in una sorta di “diabolico internet del cervello”: una post verità che assume valore solo perché non-rara.
  • dal bisogno. Non solo fisico, ma anche libertà del pensiero. Potere esprimere le proprie idee anche diverse da quelle dell’altro senza che esse siano interpretate come “idee contro”;
  • di scegliere fra soluzioni diverse, ad esempio con il proprio voto, e di vedere attuate le proprie scelte quando esse siano risultate scelte di maggioranza.

Coraggio. Il coraggio delle proprie idee.

Cambiamento. Una normale successione generazionale portatrice di idee. Idee, il che significa già di per sé qualcosa di nuovo … il che già la dice lunga … (in cauda venenum …)

 Riccardo Lucatti – Presidente Restart Trentino

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RESTART TRENTINO

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 4 Febbraio, 2017 @ 3:12 pm

Detto altrimenti: riparti, Trentino!         (post 2634)

downloadOggi, il “varo” della nuova associazione culturale. Presso il Polo del Verde, Via delle Ischie, 59, Romagnano (TN). La location si è mostrata assolutamente all’altezza: facile da individuare e da raggiungere, ampio parcheggio, a piano terra una serra, sopra un salone ristorante (trentino-siciliano) utilizzabile anche per riunioni. Come la nostra, una Associazione culturale non partitica.

Associazione culturale per fare cultura. Cultura = insieme di conoscenze. Quindi “fare cultura in associazione” significa “mettere insieme le conoscenze di ognuno”. Ecco una delle motivazioni che ha indotto alcuni amici a costituire questa Associazione. Un’altra spinta è arrivata dalla necessità di uscire dal loop della politica poltrone e sofà, della politica gridata, della politica della contrapposizione per passare a occuparci dei problemi e delle potenzialità della polis, della nostra società. Quindi: massimo spazio al contributo di ognuno; positività dell’agire; nessun ipse dixit. Eravamo … chessò, un centinaio, ma forse anche di più, il che non è male di questi tempi.

IMG-20170130-WA0004Un moderatore, la presentazione dello spirito dell’iniziativa da parte del Presidente, interventi singoli della durata di uno-due minuti ciascuno. La conclusione ai due “ideatori” dell’Associazione, Roberto e Donatella.

Cosa è emerso: la voglia, il coraggio, la capacità, la libertà, la possibilità di “cambiare”. Dice … ma il cambiamento … può anche essere un peggioramento. Si, è vero, ma il primo cambiamento che vogliamo fare è quello generazionale, e in questo, quanto si punta sui giovani, non si sbaglia mai.

Taluno ha osservato che a fare il Presidente di una associazione-largo-ai-giovani è stato chiamato un ultra settantenne (il vostro blogger). Già … sembrerebbe un controsenso ma tale non è. Una persona di esperienza che saprà catalizzare l’adesione di forze giovani, le saprà motivare, le inviterà ad esprimersi, attribuirà loro il massimo grado di centralità. D’altra parte se c’è un giovane che vuole il mio posto, che si faccia avanti …

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IMG-20170130-WA0003Cambiamento. Da un sistema gerarchico basato su organigrammi politici non solo concettuali ad uno basato su funzionigrammi progettuali, con la riunificazione del potere e della responsabilità. Traduciamo: chi ha un ferro l’affili, scriveva Giovanni Berchet nel suo Giuramento di Pontida. E noi diciamo: chi ha un’idea, l’esponga! L’idea, anche la più apparentemente irrealizzabile, è sicuramente una Utopia, ovvero un progetto non ancora realizzato. E ogni utopia può diventare progetto ed ogni progetto realtà. E ognuno deve avere la possibilità di fare il Capo Progetto della sua idea. Ma se non si incomincia …non si va da nessuna parte.

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Tre parole: libertà. Dal bisogno fisico e libertà intellettuale; libertà di scegliere fra soluzioni diverse e di vedere realizzata la propria scelta. Coraggio: semplice possibilità di esporre le proprie idee anche se diverse da quelle degli altri. Cambiamento, ne ho già parlato.

Dice … ma chi è intervenuto? Be’ … trovate un resoconto completo su Facebook Restart Trentino e su Twitter restart.trentino. Volete scriverci o iscrivervi? Ecco qui: info@restart.trentino.it o anche contattando qui il vostro blogger.

Dice … ma … concretamente, che fate? Be’ … venite al prossimo appuntamento: sabato 4 marzo, a ridosso (non per niente!) della Festa della Donna.

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3 febbraio 1998 LA STRAGE DEL CERMIS

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 3 Febbraio, 2017 @ 9:39 am

Detto altrimenti: per non dimenticare             (post 2633)

CERMIS

Sospese nel vuoto

arroganti contraddizioni

ubriacano menti ribelli

salde al buon senso

ed alla ragione.

 

Inutile verità

sui metri da terra

veloci,

inutile rotta

del libro di bordo.

Verrà anche il tempo della giustizia.

 

Fredde le mani protendono

a stringere un corpo

per dare calore

agli ultimi istanti.

Pavide

altre

nascondono

la scatola nera dei dati

turpi alla vista.

 

Leggiamo violata

la legge

da scritte di sangue

su fogli di neve.

Urliamo

in faccia all’abisso profondo

schiacciati

fra i piccoli atti

del nostro dovere

e l’osceno dispregio assordante

alla vita.

 

Vis legibus inimica …

 

 

Riccardo Lucatti, nato a Genova il 3 febbraio 1944

 

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I CORSI E I RICORSI DELLA STORIA

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 2 Febbraio, 2017 @ 3:23 pm

Detto altrimenti: ogni 70 anni circa …. (post 2632)

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downloadE ci risiamo: l’Isis; le molte guerre; le migrazioni di popoli interi; l’esasperata globalizzazione anzi no; la Turchia; i muri europei; la Brexit ed ora Trump. In Italia: partiti che si dividono; movimenti vaffday; altri che ce l’hanno duro; libertà di votare chi subito dopo da l’eletto si trasforma in casta … Sta per iniziare un nuovo ciclo storico, un nuovo corso della storia, anzi, un ricorso. Giambattista Vico “quello dei corsi e dei ricorsi della Storia”, dicevamo al liceo, divideva la storia in tre differenti età:

  • l’età degli dei, in cui gli uomini interpretano il mondo come un gigantesco organismo di forze incommensurabili;
  • l’età degli eroi, in cui un gruppo si impone con la forza sugli altri, arrogandosi quelle qualità che prima spettavano agli dei. È il tempo in cui si formano i governi aristocratico-oligarchici, fondati sul dominio dei pochi sui molti;
  • l’età degli uomini, in cui si impone il principio dell’uguaglianza degli uomini di fronte alla legge, che è la garanzia sia delle repubbliche popolari sia delle monarchie.

Per Vico, le tre età si susseguono ciclicamente, in un percorso in cui allo sviluppo razionale dell’ultima età subentrano, per degenerazione, germi di corruzione e crisi che fanno crollare le istituzioni sociopolitiche, fino alla tirannide e all’anarchia. Tra le cause principali che affliggono l’età degli uomini e della civilizzazione, Vico individua lo scetticismo e il relativismo etici, che fanno preferire all’uomo il proprio tornaconto rispetto al bene comune. 

download (1)Dice … ma tu, blogger, sei un pessimista? No, raga, no. Semplicemente non ignoro la concomitanza dei molti avvenimenti citati: tanti, troppi per non essere una “categoria storica”. Ed allora che fai, blogger? Che faccio? Faccio la goccia, quella che “cavat lapidem”, quella che contribuisce a riempire un mare: cerco di fornire il mio umile e piccolissimo, infinitesimale contributo di presa di coscienza, di consapevolezza, di responsabilità, di impegno civile. E poi, què serà serà, cantava Doris Day …

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FANTAPOLITICA

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 2 Febbraio, 2017 @ 8:02 am

Detto altrimenti: que serà serà?   (post 2631)

Trumpolitik: alcune tracce per aspiranti scrittori di libri gialli

  1. Trump. Il complotto. “Lo sparano”, voce del verbo meridionale “sparare a”. Gli subentra il suo vice Pence, della serie l’è pezo ‘l tcon del bus, è peggio la toppa del buco ovvero dalla padella nella brace (segue come al successivo n. 2).
  2. Trump (se non lo sparano)/Pense (se sparano Trump). Si va avanti nella “politica” improvvisamente anti-globalizzazione. Negli USA aumentano i posti di lavoro ma anche – di molto – i prezzi dei prodotti non più made in China. La sanità solo per i ricchi. Aumentano le tensioni interne: scioperi, scontri con la polizia. Trump/Pence cerca di distrarre l’attenzione spostandola verso le questioni internazionali, che non mancano. Infatti: Cina, india, Pakistan, Indonesia etc. a causa del blocco delle esportazioni verso gli USA diminuiscono la produzione e licenziano centinaia di migliaia di schiavi-lavoratori il che fa aumentare il numero dei disoccupati e quindi dei  migranti verso l’UE. L’UE contesta fermamente la politica di Trump/Pence, i rapporti USA-UE si deteriorano. Putin fa l’ucia de la balanza (l’ago della bilancia), si barcamena far i due blocchi e in oriente e medio oriente fa quello che vuole e inizia a introdurre al potere il proprio figlio, il figlio di Putin, quel figlio di … Putin.
  3. Per uscire dalla depressione, gli USA – come già fatto in analoga occasione – rilanciano l’industria pesante (armamenti). Putin idem. Guerre qua e là, che quelle armi le devono ben vendere a qualcuno, tanto poi si ricostruisce e riparte lo sviluppo. Solo che qualcuno preme il bottone delle atomiche, ed è la fine.
  4. Scenario di cui al n. 2). In USA applicano lo scenario n. 1 e “sparano” anche Pence. Si va alle urne. Vince Condoleezza. L’UE si trasforma in USE-United States of Europa e si accorda con gli USA per fare rispettare in tutto il pianeta i diritti umani, civili, del lavoro,  il corretto utilizzo delle risorse naturali, etc.
  5. Ma non si poteva fare subito come nella seconda parte dello scenario 4?
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Una iniziativa di Pence

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P.S. 1: Trump o Pence? Dionigi, feroce tiranno di Siracusa, venne a sapere che una vecchietta pregava ogni giorno per la sua salute. La fece condurre al suo cospetto e le chiese come mai lei – unica fra tutti – pregasse per la sua vita e non – come faceva tutto il popolo – per la sua morte. La vecchietta rispose: “Prima di te avevamo un tiranno crudele. Alla sua morte venisti tu, molto più crudele del tuo predecessore. Ora io prego per ritardare al massimo la venuta del tuo successore, che non abbia ad essere peggiore di te”. Dionigi la lasciò andare libera.

P.S. 2Elenco dei presidenti USA “sparati”

  • Abraham Lincoln (1861-1865) ucciso da un colpo di pistola sparato da un attore al Ford’s Theatre a Washington il 14 aprile del 1865;
  • James Abraham Garfield (4 marzo-2 luglio 1881). Fu ucciso lo stesso anno della sua elezione da un disoccupato, Charles Guiteau, che gli sparò ferendolo gravemente. E’ morto dopo due mesi di agonia.
  •  William McKinley (1897-1901) ucciso dall’anarchico Leon Czolgosz il 6 settembre 1901;
  •  John Fitzgerald Kennedy (1961-1963) ucciso a Dallas 1122 novembre del 1963.

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