AUTONOMIA O AUTOMIA?
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 6 Giugno, 2017 @ 12:22 pmDetto altrimenti: ma esiste il termine “automia�  No? Be’ allora lo creo io … (Post 2749)
Trentino, terra di Autonomia. Autonomia, darsi le leggi e governarsi da se stessi. Ciò presuppone la partecipazione di tutti alla vita politica. Se invece a questa vita partecipano solo alcuni, ovvero i soliti noti, solo costoro sono “autonomiâ€. Gli altri, i non pensanti e i seguaci a prescindere,  sono soltanto “automiâ€, termine dal quale si può creare il neologismo “automia†(ed ecco spiegato il titolo del post).
Quindi, per non essere automi bensì per essere autonomi, occorre partecipare alla vita politica, ovviamente nei due sensi: eleggere ed essere eletti. Ma … se molti non vanno a votare? “Meglio!â€Â – sostengono le oligarchie del potere (politico) – tanto noi siamo indifferenti all’esito delle urne”. Quanto ad essere eletti? “Intanto blocchiamo la pretesa della parità di genere, visto che sem tuti omeni … Poi, ragazzi, retorica, tanta retorica, che premia sempre, anche perchè la gente è distratta … “. Infatti “quelle le oligarchie†(per dirla con una simpatica ed efficace espressione dialettale partenopea) hanno bisogno di sempre nuove, squillanti campanelle retoriche con le quali addobbare la propria vita e annebbiare quella altrui. Loro parlano e non ascoltano; parlano e non capiscono; parlano e non conoscono; parlano e non sanno dire.
Loro hanno creato il partito macchina, un ingranaggio fine a se stesso, nel quale il singolo appartenente alla base ha solo un compito, quello di ripetere il gesto assegnatogli dal (loro) sistema. La macchina, quella di metallo, usa unicamente forze (mentali) di basso livello: libera sì molta energia ma non stimola, non sprona a capire, a portarsi avanti, a partecipare, a fare meglio, ad essere autonomi, bensì fa diventare automi. La macchina, quella meccanica e quella del (loro) partito, lavora solo per il (loro) presente: “Nessuno maturi, nessuno si azzardi a sottrarre forza alla produzione del (nostro) presente, sostengono loro, sarebbe sabotaggio. Lavorate molto per il (nostro) presente, stancatevi, sostengono loro, che questa è la (nostra) migliore polizia politica, quella che vi impedisce di pensare con la (vostra) testaâ€.
Loro, inoltre, possono far conto anche su di un altro punto di vantaggio: e cioè che la maggior parte della persone è più pigra di quanto non tema le fatiche di una opposizione onesta e autentica (machimmoffafà ?) . Molto meglio seguire il così fan tutti, lo stare nel gruppo (o gregge?), vivere – sia pure inconsapevolmente – immersi in una nebbia di opinioni impersonali, semipersonali, di stime arbitrarie … ciascuno nella testa del vicino etc. etc. a catena, diventando seguaci fantasmi di quell’ipse dixit.
E invece, mi permetto di sostenere io, la prima Autonomia è la capacità e la libertà di ripartire, di maturare ed esprimere un pensiero autonomo, svincolato dall’ ipse dixit di sempre e da sempre e dalla politica di chi vola (troppo) alto. E, si noti, questa autonomia non può limitarsi alla “reazione†di fronte alle provocazioni esterne: essa deve invece essere propositiva di un vero cambiamento, in piena autonomia, libertà e con coraggio (serve anche quello).
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ACCADEMIA DELLE MUSE
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 6 Giugno, 2017 @ 6:17 amDetto altrimenti: seratona di chiusura della stagione 2016-2017Â Â Â Â Â Â (post 2748)
Scorrendo il blog vedrete potrete vedere chi siamo. Ieri sera, Musica e storia cittadina. Partecipazione folta degli aderenti – oltre 45! – nonostante la pioggia!
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Musica. Ogni anno “salgono†da Riva del Garda i migliori alunni del locale Conservatorio Musicale Bonporti. Ieri sera, organizzati ed accompagnati dal M° Corrado Ruzza, direttore del Conservatorio, tre allievi: Maya Parisi, violino; Sebastian Canas, clarinetto; Virginia Benini, pianoforte. Hanno magistralmente eseguito brani di Dmitri Shostakocich (cinque pezzi per violino, clarinetto e pianoforte); Darius Milhaud (Suite per violino, clarinetto e pianoforte, Op. 157b). Quindi, Virginia Benini al pianoforte, L’Elegia op. 3 n. 1 di Sergei Rachmaninov.
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E’ seguita una graditissima sorpresa: accompagnata al pianoforte da Corrado Ruzza, la affermata soprano russa Evgeniya Suranova, cantante in uno dei più centrali Teatri di Mosca, ha eseguito: dalla Carmen di Georges Bizet, l’Aria di Michaela “Je dis que rien ne m’épouvanteâ€; di Pyotr Ilyich Tchaikovsky, dalle Romanze, op. 47, “Come un filo d’erba nel campo†e “Solo tuâ€. Applausi a scena aperta! Evgeniya, spassiba, sei stata bolscioi: Eugenia, grazie, sei stata grande!
Come sapete, io sono solo un musicofilo, amante della Musica, e non un musicologo – suo conoscitore – quindi da me non ci si può attendere una critica musicate delle esecuzioni, tuttavia ben volentieri riferisco dell’assoluto silenzio rapito con il quale sono state accolte le esecuzioni e i cinque minuti di applausi finali! Grazie per la ricchezza di cui avete riempito la nostra serata finale!
Intermezzo enogastronomico, indi la seconda parte della serata
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Marisa De Carli Postal, “Scorci di Trentoâ€. Con la sua solita passione di ricercatrice della vita della città , ci ha illustrato “vita, morte e miracoli†di un importante complesso edilizio cittadino. Esposizione molto seguita e soprattutto “partecipata” da chi in quegli edifici ci ha vissuto, lavorato e anche – udite udite - trovato moglie! L’esposizione storica ha riguardato il Polo Scolastico V. Barbacovi, ex Scuole Medie Bronzetti, ad iniziare dal 1880 quando era ospedale militare dell’Impero Austroungarico, e via via sede del comando militare tedesco nella seconda guerra mondiale, scuole diverse, palestra ed oggi in parte anche nido d’infanzia e posteggio dell’ospedale S. Camillo.
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E’ seguito l’angolo delle anteprime
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Giovedì 8 giungo, or 17,00, Associazione Culturale Antonio Rosmini in Via Dordi; l’Accademico Alfonso Masi con le voci di Federica Marzili, Bruno Vanzo e sua stessa presenta “Don Milani, il disobbediente obbedientissimoâ€, nei 50 anni dalla morte, avvenuta il 26 giugno 1967. Nel maggio 1967 fu pubblicata la “Lettera a una professoressaâ€. Inoltre, nel dicembre dello stesso anno, vi fu la sentenza definitiva del processo che vedeva indagato il priore di Barbiana per incitamento alla diserzione e alla disobbedienza militare. Il recital intende ricordare i tre avvenimenti e contribuisce a riportare alla luce una figura forse in parte dimenticata, ma le cui battaglie hanno portato frutti ancora goduti nella nostra società .
- Sabato 10 giugno ad ore 21,00 nella Sala Sosat di Via Malpaga: Concerto Katharsis 2017, Recital d’autore: Martin Munch, pianista e compositore.
- Domenica 11 giugno, molti Accademici anche pedalatori FIAB, in pedalata sociale nella valle dell’Inn, da Hall in Tirolo fino Wattens, Schwaz, Kramsach, Rattenberg (gita riservata ai soli iscritti Fiab e … chi non è ancora “fiabbinoâ€, cosa aspetta ad aderire?).
- Domenica 11 giugno, dalle ore 14,00 alle 22,00 in Piazza Duomo, MSS-Musica, Sport e Solidarietà , “AnDante di Piazza in Piazza”, festa no-alcol,  (waterball, simulatore di vela, truccabimbi, tunnel del basebakk, etc.).
Mercoledì 14 giugno, ore 20,30, Cortile della Rocca in Riva del Garda, solisti in concerto (locale Conservatorio Musicale Bonporti).- Giovedì 15 giugno, ore 17,00, Associazione Culturale Antonio Rosmini in Via Dordi, conferenza di Umberto Sancarlo “Le grandi religioni d’Orienteâ€.
- Sabato 24 giugno, ore 08,30, Piazza Duomo, Riccardo biciaccompagna nella sua tappa trentina-sudtirolese la Fiabbina Bolognese Lucia Bruni, nel suo viagginbici da Roma a Bruxelles per celebrare il 60 anni dell’UE: venite numerosi!ilmiocuoreperleuropa.eu (nella foto con la divisa ciclistica della squadra della Commissione UE)
- Domenica 25 giugno 2017 ore 20,30, Teatro Valle dei Laghi, Vezzano: “A 30 anni non smetto†– Venti anni di musica e storie vissuti insulsamente.
- Lunedì 26 giugno ore 20,30, Cortile della Rocca in Riva del Garda, concerto del locale Conservatorio Musicale Bonporti.
- Lunedì 24 luglio, dalle ore 16,30, Festa di mezz’Estate nel giardino della Presidente Cristina
- … settembre, gita sociale dell’Accademia in Austria (organizzata da Monika Giacomozzi e dal sottoscritto)
Ancora un GRAZIE alla nostra ospite Presidente Cristina, e a tutti buona estate, buone vacanze, arrivederci ai vari appuntamenti e soprattutto all’inizio di ottobre per la programmazione della stagione 2017-2018!
Scrive Maria Teresa:
La serata di ieri è stata davvero un’eccellenza. L’Accademia che Cristina ha generosamente fondato e che coltiva da ormai nove anni è cresciuta via via in numero di partecipanti, varietà di interventi e altezza nel livello dei medesimi. Ieri sera, voglio ripeterlo, abbiamo avuto eccellenze. Il maestro Ruzza, che ci onora della sua presenza, cultura e grande cordialità , mi ravviva sempre il ricordo dell’indimenticabile amico Ruggero Polito, a lui legato da reciproca stima e grande amicizia. Questo fa sì che ascoltare le sue esecuzioni e quelle degli ottimi allievi che porta alla nostra Accademia sia per me fonte di emozione intensa. Il tutto ieri sera è stato ulteriormente arricchito dalla presenza del soprano russo, la cui voce ha incantato tutti. Grazie anche, e non di meno, a Marisa che sempre con passione ci racconta aspetti di Trento interessanti e coinvolgenti!
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NOTE DI COSTUME
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 5 Giugno, 2017 @ 2:16 pm
Detto altrimenti: fino ad oggi non ci avevo fatto caso, ma in questi giorni … (post 2747)
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… in questi giorni ero a pedalare nel Ravennate: strade poderali, pinete, tutto molto very good! Ogni giorno poi trovavo anche il tempo di fare un tuffo in mare, così, per rinfrescarmi un poco, per sentire il sapore di sale che ho sulle labbra … Ed allora, in questo mega ponte di inizio giugno, eccomi sulle spiagge dei Cervia e Milano Marittima affollate come a ferragosto. A notare note di costume.
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1 – Prima nota di costume. Tu hai diritto di sostare sotto la verticale del tuo ombrellone o invece puoi seguirne l’ombra che come è noto si sposta da ponente verso levante? Nel primo caso dopo un po’ resti esposto al sole. Nel secondo caso esiste un’alternativa: se i tuoi vicini confinanti a ovest ti concedono di usufruire della “loro†ombra che si è spostata sotto la verticale del tuo ombrellone, sei a posto, ovvero tu resti materialmente sotto quella “tua†stessa verticale. Ma se i suddetti vicini “seguono†la loro ombra ed occupano la “tua†verticale, allora tu devi fare lo stesso rispetto ai vicini confinanti ad est ed invadere materialmente il loro spazio verticale per seguire, a tua volta, la “tua†ombra nel suo cammino, e così via di seguito da ombrellone a ombrellone. Ecco, io credo che la questione dovrebbe essere regolamentata con un apposito avviso: “Si affittano ombrelloni con/senza diritto di sequela della rispettiva ombraâ€.
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2 – Seconda nota di costume. I giovani papà (trentenni) o i maturi ragazzi (trentenni), tutti “in divisaâ€, nella stessa divisa. Mi spiego: innanzi tutto la barba, quella da sciupafemmine, rasata all’altezza di un paio di millimetri: scurisce il volto, conferisce un non so che di interessante, di misterioso, l’aria di uno che non deve chiedere mai (“tanto – commenta sarcastico e ironico un mio amico – i ghe dise sempre de no!†Ma questa è un’altra storia) … o no? O no, dico io perché sono tutti barbudos! Dice … è la moda … vabbè, ma come pretendi di essere notato (dalle ragazze, n.d.r.) se sei uguale a tutti gli altri? Ecco la mia proposta: rasati bene … vedrai che ti noteranno! Innanzi tutto la barba, dicevo … ma poi, cos’altro? Cos’altro? I tatuaggi, cribbio! Di tutti i soggetti, forme e dimensioni, in ogni parte visibile del corpo (in quelle invisibili non saprei dire). Anche in questo caso vale il suggerimento di prima: non tatuarti e sarai notato!
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3 – Terza nota di costume. Il costume delle ragazze. Dante in occasione dell’incontro con Farinata degli Uberti, fa dire a Virgilio: “ Volgiti, che fai … dalla cintola in su tutto il vedraiâ€. Ecco cosa mi hanno richiamato alla mente quei costumi-non-costumi indossati dalle giovani e non più tali d’oggi: quei costumi che “dalla cintola in giù tutto il vedraiâ€! Ma vedrai cosa? Il loro lato “Bâ€, s’intende! Evvabbè , dice … omnia munda mundis, tutto è puro per i puri d’animo. Concordo. Tuttavia da figlio di un toscanaccio Doc qual era il mi’ babbo, una cosa lasciatemela dire: vuoi che si veda tutto il tuo lato “Bâ€? fai pure, ma per lo meno non essere ipocrita, non indossare quei costumi che riproducono all’altezza della schiena quella copertura che fino a qualche anno fa era un po’ più bassa! Inoltre eviterai di avere una schiena abbronzata a zone, ovvero tutta bella scurita fatta salva quella parte che è ricoperta alla vista ed ai raggi solari da quei centimetri di stoffa prima deputati a nascondere parte del tuo lato “Bâ€.
Fine.
(Cosa? Volevate una foto di una schiena diversa, femminile, quella con il bikini parte retrotreno inferiore modello “alto”? Eh no, raga, cercatevela voi … mica posso fare tutto io, cribbio!)
P.S.: le mode … scrive Friedrich Nietzsche ” … gli schiavi tormentati dalle tre “M”: il Momento, le Mutevoli opinioni, le Mode.
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CERVIA LA NUIT E NON SOLO
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 4 Giugno, 2017 @ 6:55 am
Detto altrimenti: si scrive Cervia e “Zirvia” ma si legge “Ziria”    (post 2746)
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In queste zone una puntata l’anno la facciamo sempre: incontro con la cugina del cuore (mia moglie), acquisti ai mercatini (idem), cene di pesce (noi due), tanta bicicletta (io). Partenza da Cervia o Milano Marittima, i percorsi sono obbligati: verso nord alle foci del Bevano, a/r 20-25 km; Basilica di S. Apollinare in Classe, a/r 45 km; Ravenna, Lido di Dante e ritorno, 60 km. A ciclisti allenati possono sembrare percorsi brevi, ma .. raga … sono tutti su sterrato ed erba ed allora valgono di più! E poi ci sono le soste, volete mettere le soste? Start and go è più faticoso! Ma allora perché ti fermi? Chi te lo fa fare? Per scattare fotografie, cribbio! Una natura così bella te la vuoi portare un poco a casa!
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Ma se prendi l’auto e ti spingi un po’ fuori, ad esempio a nord, a S. Alberto, poi a pedali traghetti e arrivi a Comacchio ed oltre. Oppure da Cesena sali sui colli con pendenza mica male (15%!) fino a Bertinoro, Polenta (quella di Francesca da Rimini, lei Francesca era una Da Polenta), per scendere a Forlimpopoli. Oppure lasci l’auto a Forlì e Sali a Predappio, Premilcuore fino ai parchi naturali del Casentino a Stia, la capitale delle famose  lane casentinesi!
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Milano Marittima la nuit, movida artificiale. Cervia la nuit, movida naturale. Cervia (si legge Zirvia!) … ci siamo venuti di giorno e di notte. Di giorno per visitare le saline e il Museo del sale, per ammirare le barche a vela dei pescatori, per passeggiare nel suo vecchio “Quadrilateroâ€. La sera (notte per noi, vecioti che nottambuli non siamo più) per vedere e vivere la “movida naturaleâ€, la gente che vive le strade e le piazze, che mangia per strada, che acquista nei mercatini per strada, che cerca disperatamente un parcheggio e che lo trova lontano, sempre più lontano.
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Ecco, ho voluto fermare questa realtà con due foto “a casoâ€, non studiate, non ritoccate, fatte d’istinto, niente di che, niente di speciale … così come l’occhio le ha viste. Quella sopra, la fila dei ristorantini all’aperto lungo il porto canale. Questa qui a fianco un negozio di gastronomia, in uno degli accessi al Quadrilatero, un negozio alla Van Gogh: “Scusi, posso scattare una foto†“Prego si accomodi, ma io non sono fotogenico†“Fa lo stesso, tenga … il biglietto del mio blog così si rivede†. Grazie prego ma le pare.
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Dopodomani si rientra a Trento: in programma l’11 giugno a pedali nella Valle dell’Inn, in Austria, con la nostra FIAB-Federazione Italiana Amici della Bicicletta. Da Innsbruck a Kufstein, il confine con la Germania: dalle “piramidi†(di sale) alle Alpi, si potrebbe dire così …
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Good Bike everybody e … joint us, iscrivetevi alla FIAB, anzi a Fiab Trento!
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P.S.: un genovese come me … poteva fare a meno di fotografare un “gozzo” ligure? No di certo!
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LE TRE METAMORFOSI DELLO SPIRITO
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 3 Giugno, 2017 @ 5:29 pmDetto altrimenti: fra una pedalata e l’altra …. (post 2745)
Ebbene si, lo ammetto: fra una pedalata e l’altra leggo. Cosa? Un libro impegnativo, poche pagine alla volta, un libro di un tale Friedrich Nietzsche, “Così parlò Zarathustra†ovvero Also sprache Zarathustraâ€. Forse la maggior parte di noi ha più familiarità con il “Così parlò Bellavistaâ€, divertente ed intelligente film di Luciano De Crescenzo … ma veniamo a Zarathustra … uei, raga, non a tutto il libro! Ci mancherebbe! Solo ad alcune paginette: oggi quelle delle tre metamorfosi dello spirito che diventa cammello, leone, fanciullo.
Prima metamorfosi: lo spirito diventa cammello. Kamal in arabo significa “portatore†e infatti lo spirito paziente piega le ginocchia come un cammello e si fa caricare di umiliazione per punire la propria alterigia; della rinuncia alla sua vittoria benchè appena raggiunta; della conoscenza superficiale e non di quella della verità ; del rifiuto dell’aiuto altrui; dell’amore verso chi lo disprezza .
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Così stracarico lo spirito corre, corre e si trova solo, solo nel deserto. E qui avviene la seconda metamorfosi: il cammello diventa leone e smette di dire “io devo†e dice “io voglioâ€. Il leone vuole crearsi valori nuovi ma non ne è ancora capace. Tuttavia è capace di darsi la libertà per cercare di ripartire e diventare “creatore†di nuovi valori.
Ed ecco la terza metamorfosi: il leone diventa un fanciullo il quale, con la sua spontaneità ed innocenza, dà vita ad un nuovo gioco, un nuovo inizio: crea un nuovo mondo.
Fine della citazione
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A me viene in mente quella favoletta nella quale tutti – per compiacere al proprio re – ne elogiavano le vesti anche se il re era nudo. Tutti tranne un fanciullo che invece gridò: “Ma il re è nudo!â€
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ICH BIN EIN DABLAIBER
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 2 Giugno, 2017 @ 6:47 amDetto altrimenti: Dableibe, io resto qui
Questo è un postaltrui a sua insaputa, nel senso che l’autrice non ne è (ancora) informata. Si tratta di Lucia Bruni, “quella ragazza che la†… che la ritrovate in questi miei recenti post, quella che sta per celebrare i 60 anni dell’UE pedalando da Roma a Bruxelles …
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Inizia
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Una terra con due nomi è indizio di una ferita, una contesa, memoria di sradicamenti, di tentate assimilazioni, o tentate pulizie etniche. Succede nei Balcani, succede in Medio Oriente, succede in Italia, dove una provincia si chiama Alto Adige e Südtirol. Patria di un popolo antico e caratteristico, oggetto di dolorosi spostamenti di confini e brame predatorie. L’ennesima violenza viene loro imposta nel 1939, quando l’Italia fascista e la Germania nazista firmano l’accordo sulle Opzioni, perverso strumento per realizzare l’idea dello Stato etnico, fratello marcio e sanguinario dello Stato-Nazione. Una Germania tedesca e un’Italia italiana, confine pulito, nessuna sovrapposizione identitaria. Tirolesi scegliete da che parte stare, se scegliete l’Italia dimenticate il vostro cognome, la vostra storia, la lingua di vostra nonna; se scegliete la Germania abbandonate la vostra casa, la terra su cui siete nati e che vi ha nutrito, la chiesa dove vi siete sposati. In molti “optanoâ€, con il nazifascismo c’è poco da scherzare. Altri si ispirano al “Generale Barboneâ€, cresciuto come oste e trasformato in comandante della resistenza tirolese contro Napoleone e contro gli Asburgo.
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Il movimento antinazista Lega di Andreas Hofer diventa il baluardo di coloro che rifiutano le Opzioni, e ad esso aderisce in segreto anche Josef Mayr-Nusser, un giovane di Bolzano proclamato beato poche settimane fa. Credeva nel primato della coscienza, inconciliabile con i regimi totalitari, per questo quando fu arruolato forzatamente nell’esercito del Reich si rifiutò di giurare a Hitler. Spedito a Dachau, morì ancora prima di arrivarci per i maltrattamenti subiti.
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Apro gli occhi mentre il treno rallenta sui binari di Verona Porta Nuova, vedo una scolaresca schiamazzante in attesa di salire. Mi ero appisolata poco fa, se questi salgono nel mio vagone addio pisolo. Chiaramente salgono nel mio vagone, le maestre cercano di domare il loro sciamare ma occupano misteriosamente molto più posto di quanti non siano in realtà . Ma c’è una strana dissonanza nel loro dialogo strillato con le maestre. Questi ragazzini parlano tedesco, le maestre rispondono loro in italiano. Sono stregata da questo scambio, lo seguo avidamente finchè non devo scendere dal treno per incontrare gli amici della FIAB di Trento. Bambini con gli occhi azzurri, le chiazze rosse sulle guance in perfetto stile Heidi, capelli biondi, chiacchierano, mangiano e si stuzzicano per tutto il tempo. Maestre sfinite sui sedili che si raccontano le traversie della scuola italiana, accettano le caramelle gommose offerte dai mocciosi biondi e di tanto in tanto cercano di moderare il clamore nel vagone. Questo spaccato di bilinguismo mi rende fiera del mio Paese, dimostra che l’italianità , sebbene molto sia ancora da fare a livello giuridico per abbandonare le scorie dello Stato etnico, può essere pluralistica, variegata, di tanti colori. Grazie ai dableiber, a coloro che nonostante il pericolo scelsero di rimanere.
Finisce
E brava Lucia! Non di sole pedalate vive l’uomo e soprattutto la Donna! Brava! E … dimmi Lucia: hai letto “Eva Dorme” della Melandri? Te lo consiglio … sul Sudtirol …
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SOLO E PENSOSO …
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 1 Giugno, 2017 @ 4:42 pmDetto altrimenti? Si, certo, altrimenti da come lo aveva scritto qualche anno fa tale Francesco Petrarca nel suo Canzoniere …. (post 2743)
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“Solo e pensoso i più deserti campi
vo pedalando a giri tardi e lenti
e gli occhi porto per fuggire intenti
ove la ruota uman quest’erba stampiâ€
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No raga, non sono un misantropo-misogeno, ma ogni tanto una pedalata in solitaria fa bene. Fa bene perchè mantieni la tua andatura; perché parli con te stesso; perché ti puoi fermare a scattare tutte le foto che vuoi. Sono nelle campagne e nelle pinete che da Cervia (si scrive Cervia ma si legge Zirvia) si stendono fino a Ravenna. Conosco sentieri, viottoli, stradine, pinete, laghetti (artificiali) ex cave ora biotopi, per cui mi posso concedere il lusso di “perdermi†con la mia mountain bike Wilier, posso lasciarla andare dove lei mi conduce.
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Uccelli bellissimi, colorati, un airone, un lucertolone, un serpentello … tutti sorpresi da questo intruso che pedala dove di solito nessuno pedala. E poi i colori: dal rosso dei papaveri alle varie sfumature di verde e giallo intervallate a strisce di grigio. Una tavolozza. Insomma, vai e vieni, per fare 20+20 km (A/R Milano Marittima-S. Apollinare in Classe) sono riuscito a farne 50 che però nelle gambe ne sentivi 70, a pedalare sull’ erba e su sentieri non battuti … che quando sono entrato in pineta mi pareva velluto!
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Il mare? Si, qui vicino c’è anche il mare: vado a trovarlo domani … domani la porto io al mare la mia Wilier, magari alla foce del porto canale di Cervia. Lei c’era già stata al mare, a quel mare, ma sulla battigia si era fermata (v. foto a fianco) e non c’è stato verso di farla proseguire: non sa nuotare e non le piace che si sappia in giro, sapete, la bicicletta di uno nato a Genova … non farebbe una bella figura!
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POSTINBICI DA ROMA A BRUXELLES!
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 1 Giugno, 2017 @ 6:40 amDetto altrimenti: … si, questo è un postaltrui, anzi … un post copiato …  (post 2742)
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FIAB Trento, Federazione Nazionale Amici della Bicicletta. Il mio presidente Guglielmo Duman mi ha delegato ad assistere Lucia Bruni nella sua tappa TAA del viaggio a pedali Roma-Bruxelles, per celebrare i 60 anni della UE. Questo post? Avrei potuto semplicemente metterci il link qui sotto … ma copiarlo è più bello, e poi il link ce l’ho messo ugualmente! (Qualche post fa: la mia intervista a Lucia).
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L’appuntamento trentino-sud tirolese è per il 24 giugno ad ore 08,30 in Piazza Duomo a Trento, destinazione Bolzano e oltre: chi viene con noi? Dico “noi†perché fino a Bolzano ci sarò anch’io …
Inizia
DA “blog rivista ciclismo in bici†del 31 maggio 2017, a cura di “Redazione INBICI†– INBICI MAGAZINE – SARA FALCO EDITORE | Via delle Scalette nr. 431, 47521 Cesena (FC)
DA ROMA A BRUXELLES IN SOLITARIA
Sono Lucia, ho 34 anni e vivo a Bologna, la mia città . Ho sempre amato la bicicletta, e il mio rapporto con il ciclismo è stato un climax progressivo. L’ho sempre usata per andare a scuola, poi al lavoro, e per sciacquarmi di dosso stress e stanchezze. Quando ho iniziato a usare la bici da trekking per esplorare i colli bolognesi è scoppiata un’altra passione. Le colline verdi, il cielo azzurro, il sole e l’aria, il panorama di Bologna dall’alto. Salire e scendere, impararne nel corso del tempo le strade, scoprirne i colori e gli odori nelle quattro stagioni. Poi qualche anno fa la bici da corsa, il primo ciclocomputer, iniziare a guardare distanze e velocità . Ricordo ancora la prima volta che mi sono avventurata da sola in Val di Zena e ho scollinato da Botteghino di Zocca a Pianoro. Mi sembrava di essere chissà dove, ero un po’ intimorita e insieme esaltata dallo scoprire posti nuovi e sconosciuti. Oggi Botteghino Pianoro è un giro da “giorno ferialeâ€, un giretto per quando ho poco tempo e voglio comunque “portare a spasso la biciâ€, è diventato poco più che il retro di casa.
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La bicicletta ha cambiato la mia concezione dello spazio, mi ha reso familiari mille angoli dell’Appennino bolognese. Grazie alla bicicletta ho conosciuto tante persone, ho fatto incontri occasionali, condiviso qualche chilometro e un po’ di scia senza scambiarci una parola, ma anche stretto amicizie durature e importanti. Non sono diventata una ciclista da competizione, ma ho imparato a conoscere il ciclismo. Ho conosciuto i miei limiti e ho imparato a sfidarli, a cercare di superarli. Ho fatto alcuni viaggi, da sola o in compagnia, scoprendo che le lunghe distanze fanno più impressione a dirsi che a farsi. Così è nato nei mesi scorsi questo progetto di andare in bici da Roma a Bruxelles, in occasione dei 60 anni dei Trattati di Roma, da cui ha avuto origine l’Unione Europea. Partirò da Piazza del Campidoglio lunedì 19 giugno, per dirigermi verso il lago di Bracciano e poi Acquapendente. Il giorno dopo la val d’Orcia, la val d’Arbia, posti di bellezza mozzafiato, cartoline viventi dai colori smaglianti; Siena, il Chianti, fino a Greve. Il terzo giorno Firenze, Bologna, e poi dal quarto giorno l’attraversamento della pianura padana, scavalcare il Po, arrivare a Verona. Dal quinto giorno lambire le coste delle Alpi, entrare in Trentino, in Alto Adige. Dal sesto giorno avvicinarmi alla frontiera, al passo del Brennero, e poi dalla seconda settimana sarò in Austria, Germania, Francia. Fino a Strasburgo, Schengen, Lussemburgo; e poi l’Olanda, con Maastricht, Amsterdam, Rotterdam, Breda, e infine a Bruxelles, nel cuore dell’Europa.
Sarà dura, immagino, perchè avrò le borse sulla bici, e il peso dei chilometri aumenta molto; andrò per luoghi ignoti, ma so che la bicicletta mi aprirà strade, incontri, accoglienze. So che ogni salita si può affrontare, so che ogni discesa mi farà divertire come le prime volte; so che la pioggia non scioglie il corpo umano, nè il sole lo fa evaporare, e so che il vento che non si vede spesso è l’avversario più insidioso. Mi sto ancora preparando, ho ancora tante cose da definire, ma ci siamo quasi, il giorno della partenza si sta avvicinando, tra pochi giorni si parte!
Finisce
Brava Lucia … e allora, dai raga … che ci vediamo il 24 mattina prossimo: tutti in Piazza del Duomo a Trento alle 08,30 e poi, via, con Lucia almeno fino a Bolzano!
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EURIPIDE CONTRO LA GUERRA
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 30 Maggio, 2017 @ 1:29 pmDetto altrimenti: Euripide, chi era costui?      (post 2741)
E dopo il postinbicicletta eccomi di nuovo a scuola di … classici! La mia prof Maria Lia Guardini oggi ci ha condotto in una marcia della pace. Avrei potuto intitolare il post “L’attualità di Euripideâ€, purtroppo! Vediamone un poco il perché.
Ricordate Pericle … la sua (cosiddetta) repubblica di Atene …? Siamo nel V° secolo a. C.. La politica all’epoca era guerra tout court e Pericle di guerre ne aveva fatte tante … tutte perse (evvabbè … mica tutte le ciambelle riescono col buco, per quanto … almeno una …). Il suo storico Tucidide aveva inventato per lui il termine di “princepsâ€, pur di evitare di chiamarlo con il suo vero nome (dictator). Prima guerra contro Sparta (la prima del Peloponneso), praticamente persa, anche se in Zona Cesarini Pericle aveva chiesto e ottenuto la pace. Non così nella spedizione contro Siracusa e in quella in Egitto. La seconda guerra contro Sparta (la seconda del Peloponneso) dal 430 al 404. A metà la peste in Atene, in due tornate: Pericle sopravvisse alla prima e non alla seconda: se non fosse morto forse avrebbe chiesto la seconda pace a Sparta. Cosa che il suo successore Cleone non fece.  Ma tant’è …la storia non è fatta da  “se” e da “ma”.
E all’incirca a metà della seconda guerra contro Sparta, nelle sue tragedie Euripide dichiara formalmente di abbandonare l’ambito politico e pare dedicarsi agli affetti familiari. E invece … invece di “Politica†ne fa eccome! Ne fa condannando la guerra senza quei “se” e senza quei “ma” di poco prima. Quindi condannando “quella†politica, della serie “abbiamo inventato la democrazia che formalmente è la cosa migliore, ma i cui risultati sono tremendiâ€. L’unica guerra che pare ammettere è la guerra “giustaâ€, ovvero “secundum jus, ovvero secondo la legge, e trattandosi di una democrazia (almeno formalmente tale) egli la fa enunciare da Teseo nella tragedia Le supplici: “ … voglio che tutta la città acconsenta … concedendo al popolo il diritto di parlareâ€.
Del resto Tucidide, lo storico del capo, aveva ben condannato la guerra come disvalore assoluto ma. Ma cosa? Ma però (ma però!) quando si fondono tre componenti micidiali quali la difesa dell’onore, la paura dell’altro, la ricerca di un’utilità , ecco che la guerra facilmente scoppia, sostiene Tucidide.
Nelle “Troiane†(La misera fine dei vincitori): “gli dei puniranno lo stolto che distrugge la città e abbandona alla desolazione i templi e le tombe … violando le agrafa nomina, le leggi non scritteâ€. Euripide smitizza gli eroi omerici, e si concentra sulle conseguenze negative della guerra soprattutto sui più deboli: le donne e i bambini.
In “Andromaca†Euripide mette a nudo la meschinità dei cosiddetti grandi eroi, forti solo della ragione della forza: l’arrogante Menelao pone l’aut-aut  ad Andromaca, la moglie dello sconfitto Ettore: “Uccido te e o tuo figlio: scegliâ€.
E’ la volta di “Ecubaâ€, ovvero della perfidia della parola (del potente di turno). Qui l’Odisseo omerico (Ulisse) fa una figuraccia: parlando a Ecuba le annuncia che sacrificherà la di lei figlia Polissena sulla tomba di Achille. E bravo …! E insulta gli sconfitti Troiani: “Se è sbagliato il nostro costume di onorare i valorosi (Achille, n.d.r.), ci saremo meritati l’accusa di essere degli idioti crudeli. Voi barbari però, voi continuate pure a non trattare da amici gli amici e a non rispettare chi è caduto in modo valoroso: così che la Grecia continuerà a prosperare e voi avrete una sorte che rispecchia le vostre decisioniâ€. In Ecuba molto marcata è la denuncia del (cosiddetto) onore-in-della-dalla guerra. Guerra che è solo  stravolgimento e orrore.
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Nelle Supplici Euripide si scaglia contro il popolo che si lascia abbindolare e contro la politica compiacente. Ma il colmo dell’orrore lo troviamo nelle Troiane, nelle quali si cerca di convincere una madre, Andromaca, della necessità di uccidere (smembrandone il corpo) il suo figlio Astianatte, “per non far crescere il figlio di un padre così valoroso” (Ettore, n.d.r .).
Concludo: Euripide, un rivoluzionario. Non siamo ancora all’ “ama il tuo nemico … porgi l’altra guancia …†di 430 anni dopo, ma siamo sulla buona strada. Nel frattempo, oggi,  chi fabbrica armi continua a fabbricarle e a venderle a chi le usa: dagli USA all’uso! A 400 miliardi di dollari alla volta. Ma … allora la historia magistra vitae non è più vero?
 P.S.: E qui da noi, a Taormina, Trump intima all’UE di dedicare il 2% del PIL all’acquisto di armi … da chi? Ma dalle sue fabbriche, cribbio, cacciabombardieri F35% in testa! Miliardi di dollari che girano; decine di guerre nel mondo; centinaia di migliaia di morti qua e là … milioni di persone che soffrono la fame, la sete, le malattie, la mancanza di libertà , etc.  Ma vabbè … purchè not in my garden!
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FIAB TRENTO & LEONARDOINBICI
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 29 Maggio, 2017 @ 7:09 amDetto altrimenti: pedalando il Bel Paese              (post 2740)
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FIAB – si sa – è la Federazione Italiana Amici della Bicicletta. Siamo alcune decine di migliaia di aderenti in Italia. A Trento oltre 250. Cosa ci proponiamo? Di riacquistare e far riacquistare la dimensione umana, iniziando dal … pedalare: in città e fuori. In linea con ciò, il nostro obiettivo è anche quello di una riedizione del Codice della Strada incentrato non più sull’auto, ma sulla Persona: Persona a piedi, in bici, in auto, ma sempre lei prima di tutto, la Persona (la lettera maiuscola non è utilizzata a caso).
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Pedalare fuori città . Negli ultimi due giorni per 110 km. Accompagnati e guidati dagli Amici dei Leonardoinbici “capeggiati†dall’ormai amico Ermanno, abbiamo visitato territori del Milanese e del Pavese. Trentasei noi, una decina loro, quasi una cinquantina in tutto. In questa sede solo un resoconto stringato delle nostre tappe, perché l’intento è un altro, poi vi dico.
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Innanzi tutto quindi un ringraziamento ai nostri amici Lumbard, per il tempo e l’attenzione che hanno dedicato nel preparare la nostra bigiornata e nell’accompagnarci. Ovviamente se e quando vorranno venire a pedalare in TAA, Fiab Trento sarà lieta di fornire loro ottime “guide indiane”!
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Magenta, la battaglia, la sua commemorazione.
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Indi verso nord, nel Parco Naturale del Ticino e del Lago Maggiore, oltre 1500 ettari (due volte il parco di Monza), metà in Piemonte e metà in Lombardia, il quale nella parte lombarda si estende da nord (Sesto Calende, Lago Maggiore) a sud oltre Abbiategrasso. Pedalare nel parco ma soprattutto a lato dei navigli: il naviglio “grande”, quello che collega il Lago Maggiore a Milano centro (!) e che fu la via d’acqua lungo la quale fu trasportato il marmo e le pietre necessarie alla edificazione del Duomo di Milano.
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Vòlti i guardi al varcato Ticino, tutti assorti nel novo cammino, con al piè del pedal la virtù
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E l’altro, quello che a Castelletto si diparte verso Pavia fino a … non raggiungerla, visto che man mano la sua acqua viene derivata per le esigenze delle risaie. Sul primo, una chiusa per far superare ai barconi un dislivello di circa tre metri (progettata da Leonardo da Vinci); lungo il secondo, un dislivello complessino di oltre 20 metri suddiviso in oltre 20 cascatelle ovviamente non navigabili.
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E durante il percorso, abbazie, cappelle medievali, cascine “autenticheâ€, castelli, ville, risaie … abitanti che si godono il week end in faste paesane o al sole sui margini della “loro acquaâ€, ragazzi che ci tuffano dai ponti nel “loro naviglioâ€, altri colleghi ciclisti che ci chiedono strada.
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Già , infatti una colonna di cinquanta ciclisti procede necessariamente abbastanza a rilento, chessò … a 17-20 kmh mentre i solitari (o quasi) sono sui 20-25 ed oltre. Spesso: “Da dove venite?” “Da Trento!” Ed io aggiungo, dai raga … basta così … non specifichiamo che i primi 300 km li abbiamo fatti in pullman … sai che figurone.
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Alla fine della bigiornata, Pavia e la sua Certosa: c’ero stato da ragazzino (prima media?) e ricordo … ricordo …â€Quando finisce? Che caldo? Dove vendono i gelati? …†Ieri invece la cosa è stata totalmente diversa. Accompagnati da una guida Frate Cistercense (“Ora et labora”), ci siamo letteralmente persi (“rapiti”)  nella storia, nell’arte nella pittura, nell’architettura, nella spiritualità : roba da togliere il fiato. Ingresso gratis, poi se vuoi fai un’offerta al frate. Non sono d’accordo: quello che è gratuito (o quasi) viene apprezzato di meno. Guarda in Francia, prova ad entrare a gratis nella Sacra Cappella, poi mi dirai …
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… e iscrivetevi al Cicloconcorso Trentino pedala, come soci Fiab ovviamente! Donate i vostri km alla … causa Fiab!
Dice … ma avevi anticipato che le cose che volevi sottolineare erano altre … Altre? Be’ già alcune le ho dette. Ma vediamo cosa mi resta da sottolineare … ah … si … eccomi: Fiab Rete, unisce e istruisce, in amicizia: unisce nel senso che unisce Persone e istruisce nel senso che riceve – e a sua volta offre – la  “guida locale†per la conoscenza dell’Italia-non-dalla-della-autostrada. Al ritorno, sul pullman, un gruppo di noi si è spontaneamente riunito per cantare. Come si faceva da ragazzi, in gita, come si faceva “sti ani†(negli anni passati): ed infatti eccoci ritornati ragazzi. Ma … diamo un nome al nostro ensamble … come ci potremo chiamare? Bike Singers? Qualcuno propone Bike Band. Sono al microfono: “Che ne dite? Volete … Barabba o Bike Bandâ€? E tutti all’unisono: “(Fiab) Bike Band!†Io allora “batto†l’offerta: “Bike Band uno, Bike Band due, Bike Band tre … aggiudicato!†Per la prossima gita sono stato incaricato di portare copie dei testi delle canzoni, così da rinfrescare la memoria a tutti.
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Prossime attività a pedali Fiab:
- Domenica 4 giugno, Famiglie in Bici, “L’Ades en Festaâ€, pedalata eno-gastronomica da Trento a S. Michele all’Adige.
- Dal 22 al 25 giugno: 29° Cicloraduno Nazionale: i laghi di Varese.
- Domenica 11 giugno: in Tirolo lungo la ciclabile dell’Inn
- Etc. etc..
Cosa? Volete sapere di quell’eccetera? Dai … andate a leggervi il nostro sito www.fiab-trento.it!
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Good Bike (Fiab) everybody!
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