VIDEOGIOCHI DI CORALLO
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 13 Dicembre, 2016 @ 7:56 pmDetto altrimenti: bravo blogger, c’avevi azzeccato … c’avevi!  (post 2583)
(Me lo dico da solo: Die Welt ist schlecht, Jeder denkt an Sich, nur Ich denke an Mich … e se non ci penso io a tenermi un po’ su …, chi c’ha da’ penzà ?)
Erano tanti anni e tanti post che denunciavi la cosa … non che l’avessi scoperta tu, per carità , ma quel “promoveatur†del Colonnello della Guardia di Finanza Umberto Rapetto – “promoveatur” che lo portò alle dimissioni –  (cfr. miei post); quello che aveva scoperto il giro mafioso dei denari delle slot machine e relative evasioni fiscali milionarie a decine; quei (sospetti) concordati fiscali al risparmio (per l’evasore); quella banca di Milano che gli prestava soldi che poi quel presidente è andato in galera; quel mio post che dice “dove vanno a finire le monetine†etc. (v. ad esempio il post del 5 agosto 2013, “La mafia dei videogiochi”) … finalmente! Smascherata la banda di delinquenti che attraverso una rete di società fantasma evadeva il fisco ed esportava clandestinamente centinaia di milioni di euro!
Accendo la TV, Rai 3, hanno arrestato Francesco Corallo, capintesta del sistema. E che, ci voleva tanto!? Restano alcune domande:
- Come mai il sistema ha permesso tutto questo? Cui prodest? Cui bono? Chi era responsabile di quel colabrodo?
- Come è possibile che il signor Corallo, in odore di evasore fiscale da milioni e milioni, avesse vinto la gara pubblica del Min. Tesoro per l’esercizio del 90% delle slot machine in Italia? Cui prodest? Cui bono?
- Chi cambiava camionate di monetine in banconote? L’API, Associazione dei Parroci Italiani? Non credo proprio …
- Hanno arrestato anche il politico che lo aiutava. Mi chiedo: può fare tutto ciò un politico da solo o deve poter contare anche lui sulla sua “banda†di collaboratori ai vari livelli politici e amministrativi?
- A quando i nomi delle decine di altre società che si servivano del “Sistema Corallo” per compiere tali reati fiscali e valutari?
- Quando verranno sequestrate e disinstallate le decine di migliaia di macchinette mangiasoldi del Sistema Corallo?
- I successi di oggi di cui al post odierno, di quali precedenti insuccessi sono testimonianza? (Un mio vecchio capo in una Spa mi disse: “Questa è la situazione attuale, molto difficile. Lei è il direttore. Raddrizzarla è il suo obiettivo. Se ci riesce le dirò bravo. Quella è la porta, si metta al lavoro”. Io realizzai i miei obiettivi. Andai dal capo … mi aspettavo quel “bravo”. Ma egli mi disse: “Ma si rende conto lei che i suoi successi sono la testimonianza dei miei precedenti insuccessi? Quella è la porta”).
- Quali soni le fasi della programmazione anche di questo successo della legge? Eccole: entusiasmo, perplessità , ritorno alla realtà , ricerca del colpevole, punizione dell’innocente, lode ad estranei.
- Non è il caso di andare dal Colonnello Rapetto, chiedergli scusa e reintegrarlo con il grado di Generale del Corpo della Guardia di Finanza?
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Questa sera io andrò a letto più sereno, dormirò meglio, molto meglio!
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P.S.: fra tutte le lettrici e tutti i lettori che avranno risposto ad almeno cinque delle domande di cui sopra, sarà estratto un sacchetto di 50 monete da €2,00 da giocare alle slot machine …
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“IL PANE DI FARINA” di Piergiorgio Cattani
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 13 Dicembre, 2016 @ 8:46 am(Non è una riflessione su di un libro – che peraltro non ho ancora letto – bensì un “incontro” – Molto di più dell’ “Incontro” con Marcello Farina di cui al mio post del 6 dicembre 2012, mio primo anniversario di blogger).
Detto altrimenti: un libro-inchiesta, un uomo, un filosofo, un sacerdote anche …    (POST 2582)
(Marcello Farina, autore di molti libri, cfr. in internet)
Don Marcello Farina: “Una domanda che Piegiorgio non mi ha fatto? Sullo sport, sono tifoso della Sampdoria … (scoppia un applauso) … ho smesso di giocare a calcio solo a quarant’anni …â€. Al che il conduttore dell’evento, Alberto Faustini, direttore del quotidiano Il Trentino: â€Ci devono essere molti Liguri in salaâ€. “Sandoriani dico io!” L’osservazione ci sta tutta, visto che siamo a Trento. Gianantonio Stella è solito dire che per fare una buona intervista ci vogliono due persone intelligenti, capaci: l’intervistatore e l’intervistato. E’ quello che è accaduto in questo caso, visti i due nomi: Piergiorgio Cattani e Marcello Farina, i quali hanno scritto a quattro mani il libro intervista “Il pane di Farinaâ€.
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Faustini apre le danze: “Don Marcello, storico, filosofo, insegnante … dalle elementari in su … fino alle Università … ti è mancato l’asilo! Ah, in Curia si sono dimenticati che sei anche un prete …â€. La sala ride, apprezza questo modo umano più che sconsacrante di avviare il discorso. La sala del Theodosianum è piena. Molta gente in piedi. Come sempre Marcello “attiraâ€. A vincere è la sua umanità . Il volumetto in vendita è esposto su un tavolino, all’ingresso: un saggio? Un romanzo? Una biografia? Il frutto di otto sedute di una sorta di “psicanalisi†… “Chiamatemi contemporaneo!†… Chi lo ha detto? Un vivente di fronte alla sua biografia non-postuma …
Riflessioni. Marcello cita Cartesio per superarlo: “Cogito ergo sumâ€, gli sta stretto quel penso dunque sono … una ragione semplicemente “calcolanteâ€, individualista alla quale lui oppone la delicatezza della “ragione materna†di Maria Zambrano.
E’ con questo spirito che il filosofo (spesso ci ricorda: â€No, semplice storico della filosofiaâ€. Ma non è vero, dico io: filosofo, filosofo! N.d.r.) Marcello affronta la confessione di se stesso.
Cattani sottolinea in Marcello la pacatezza, la non cattedraticità , i sassolini tolti dalla scarpa, la istintiva capacità di “spiazzare†attese troppo scontate, l’attaccamento al “natìo borgo selvaggioâ€, Balbido, nelle Giudicarie Esteriori: centocinquanta persone “galline comprese – aggiunge Marcello†– Marcello che in estate fa il parroco in Germania, che la domenica dice Messa al paesello, “luogo di quiete prima e dopo la tempestaâ€, affacciato sull’ampia valle soleggiata, “dove ho passato la fanciullezza lavorando nei campiâ€.
Cattani: “Anche a Balbido ti registrano le prediche?†Marcello sorride … “Il tempo preziosissimo di certi vescovi … a ricercare eresie nelle prediche dei preti …â€. Incalzato da Faustini: “Marcello, tu di solito scrivi, non parli: qui parli di teâ€. “Ecco, io non avrei voluto che fosse scritto questo libro  … già tanti carissimi amici mi dicono e scrivono che sono un presuntuoso … figuriamoci cosa dicono i “nemiciâ€! Ma Piergiorgio mi ha interrogato con pazienza e profondità , mi ha obbligato a tirar fuori angoli reconditi di me stesso, della mia psiche, una sorta di psicoanalisi …â€
Faustini: “Qual è stato il tuo ’68?â€. “E’ stato l’11 ottobre 1962, Giovanni XXIII, il suo discorso della luna e anche questa sera abbiamo una splendida luna piena … ecco, allora ho deciso che sarei stato prete per coltivare quel progetto, il “Vaticano II°â€. Ed eccomi cappellano in quel di Arco, a “respirare realtà †in bicicletta dopo cinque anni di imbalsamatura teologica in seminario. A respirare la freschezza della brezza del Vangeloâ€.
Le domande, le provocazioni si susseguono: oggi non ci sono più le figure del passato, i Kessler, i Rogger. “C’è ancora l’ultimo dei Moicani”: Marcello, appunto, dice Piergiorgio.
Politica? Non se ne è parlato. Cooperazione? Si, quella di Don Lorenzo Guetti. 1803, cade il Principato Vescovile di Trento, per poco tempo il Trentino diventa parte della Principesca Contea del Tirolo, la Chiesa perde molto del suo potere temporale, si deve riconvertire al cristianesimo (espressione mia, n.d.r.). E qui interviene Don Lorenzo Guetti, come Marcello sempre vissute nelle Giudicarie Esteriori (nato a Vigo Lomaso, una parentesi di otto anni a Terragnolo, in mezzo alla povertà vera). Don Guetti – su informazioni raccolte da Don Lorenzoni – ha realizzato il principio delle Raiffaisen tedesche: le Coop (1890, S. Croce di Bleggio) e la Banca Cooperativa, al fine di dare dignità ad ogni singola persona, come persona e come cittadino, liberandola dalla condizione di schiavitù di fatto. Il suo progetto, ucciso poco dopo dalla sua realizzazione, nel 1898, anno della sua morte e della nascita del Comitato di Azione Cattolica, il quale decideva su tutto: spiritualità , economia, politica. Una idea pervasiva che ancora oggi induce una certa parte della Chiesa a pensare che la Chiesa sia ancora “maggioritaria†mentre invece è “minoritariaâ€. Marcello cita il teologo Karl Rahner: “Si va verso l’inverno della Chiesaâ€.
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“Marcello, il tuo rapporto con Papa Francescoâ€. “Ecco, io lo apprezzo, ma non adoro nessuno se non il mio Dio. L’idolatria è l’unico peccato condannato dalla Bibbia e invece oggi taluni ne hanno fatto una virtùâ€. Di Francesco apprezzo soprattutto una cosa, che per lui la verità è relazione, che la verità è umile, ti aspetta non ti sospinge: in quanto relazione supera e sconfigge il mondo dell’etica: la nostra religione non è morale, ha una morale, è molto di più di una morale (è Creazione e Resurrezione, n.d.r., cito altro passaggio di Marcello espresso in altra sede).
Faustini: “Marcello, il dentro e il fuori? Come comunichiamo? Come “tiriamo fuori il nostro dentro?†La risposta ricorda Don Lorenzo Milani (“Le parole sono pietre”): “Le parole devono essere usate semanticamente in favore di una comunicazione autentica. Dobbiamo recuperare il sono vero delle parole. Ad esempio, la Cooperazione di Don Guetti “solidarietà â€, “bene comuneâ€, “socio†sono le stesse utilizzate dalla cooperazione di oggi ma oggi non vogliono più dire nulla”.
In politica poi … abbiamo i maestri dell’flatus voci, del dire, dire … nulla!
Insomma, care lettrici e lettori di questo post, per me è stato difficile seguire la profondità dei ragionamenti di Marcello, di Piergiorgio e di Faustini e ancora di più riportarne qui parte per voi. Cerco di cavarmela, congedandomi citando alcune gocce di saggezza (non mia, ci mancherebbe altro! Bensì di Marcello):
- La nascita? Se ne parla poco … si parla sempre di morte …
- Il compimento? La morte? Ognuno riassuma ciò che ha compiuto nella sua vita, la morte terrena è un “compimento” un fare sintesi, fare inventario (termini miei, n.d.r.), con serenità , ognuno come ha potuto/saputo fare.
- Libertà ? E’ nel Vangelo, che non “è†una morale ma fornisce indicazioni.
- La Storia? E? maestra di relatività : nessuna istituzione è immutabile. Così insegnava lo stesso Mons. Rogger.
Grazie, in ordine alfabetico a Alberto (Faustini), Marcello (Farina), Piergiorgio (Cattani).
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MARIANGELA D’ABBRACCIO IN FILUMENA MARTURANO
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 11 Dicembre, 2016 @ 9:39 pm(Il 6 dicembre 2012, giorno del mio primo compleanno di blogger, pubblicai il post-intervista “Incontri - Marcello Farina”. Domani, 12 dicembre 2016 viene presentato il libro-intervista di Piegiorgio Cattani su Marcello Farina: “Il pane di Farina. Conversazioni al tramonto di un mondo”. Appuntamento al Vigilianum, Via Endrici, 14 ad ore 17,30).
MA VENIAMO A FILUMENA MARTURANO: UNA COMMEDIA AL FEMMINILE
Detto altrimenti: protagonista Geppy Gleijeses (post 2581) Â 
Maccome, direte voi, quella l’attrice … non è lei, Mariangela D’Abbraccio  la protagonista? In senso moderno sì. In senso â€classico, tecnico, teatrale†protagonista è lui, ovvero “colui che, nel corso della vicenda, cambia atteggiamento, senso del sentire, umanità â€. E’ fondamentale infatti la metamorfosi del personaggio, da ricco viveur “campatore” di professione a responsabile padre di famiglia.
La grandezza di Eduardo ha sempre meritato grandi attori. Dopo la coppia Loren-Mastroianni, ecco quella D’Abbraccio -Gleijeses.
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Geppy Gleijeses, l’allievo prediletto di Eduardo, “colui per il quale Eduardo revocò il veto alle sue opere”. Trento, Teatro sociale. Questo pomeriggio. Regia di Liliana Cavani, più grande registra cinematografica del mondo, che debutta nella prosa con questa opera e con questi attori. Eduardo De Filippo, “Filumena Marturanoâ€, scritta e rappresentata per la prima volta nel 1946. Attualissima.
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Attuale? La Donna in Trentino … ancora nun c’avimme a legge sulla parità di genere, ma … adda murì mamma si nu la facimme e pure ‘mpressa … ma chista è n’ata storia …
La trama? Ma dai che la conoscete … non voglio offendere nessuno dicendo “quanto meno andate a leggerla in internetâ€. Filumena Marturano, una commedia al femminile. La forza di una donna e di una attrice tanto, tanto immedesimata: contro l’opportunismo, la superficialità , l’egoismo, l’egocentrismo, il maschilismo, l’incosciente-colpevole disattenzione maschile. Sono convinto che Mariangela D’Abbraccio sia come si rappresenta. Non è possibile fingere su questi temi: una donna vera nel vero senso della parola (e scusate il gioco di parole).
In sala anche molti napoletani. Li riconoscevi da come apprezzavano le battute in dialetto più stretto, quelle delle quali invece i Trentini facevano un po’ più fatica a capire le sfumature. Io no, Trentino ciapà co’ sciop da trent’anni, prima ho vissuto e lavorato in Italia Nord-Centro-Sud, quindi capimme tutte ‘e cose …
La commedia. Di un amore grande, quello della mamma per i propri figli, quello di due persone, dopo tanti anni. Una commedia per il Natale, un Natale d’Amore. Bravissimo Eduardo!
Il monologo – anzi, il dialogo – di Filumena con la Madonna: un capolavoro! Bravissima Mariangela!
Geppy … recita anche nelle sue pause molto espressive, negli ammiccamenti che invitato lo spettatore ad anticipare la battuta … Bravissimo Geppy!
La regia, ineccepibile. Bravissima Liliana!
Il significato della commedia: “I figli sono figli” (piezze ‘e core, n.d.r.) ma molto altro ancora: basta con “figlio di n.n.â€, basta con la criminalizzazione di colei che, costretta dalla povertà , ha conosciuto “il mestiereâ€; basta con l’ipocrisia di chi condanna la prostituzione ma poi ne consuma. Ovvero, quelle le donne, anzi le Donne, rispettiamole! Dai … che valgono più di noi maschietti … E poi … “Dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fior†ci insegna il mio compaesano Fabrizio De Andrè in Via del Campo. Infine, come è bello … “piangereâ€. Già , perchè alla fine Filumena piange, di “liberazione di e da se stessaâ€. Il protagonista (in senso tecnico teatrale) Geppy Gleijeses non me ne vorrà , se centro il mio post su Mariangela. Mariangela, una parte in una nota soap televisiva (Un posto al sole), ma ha meritato, attualmente merita ed ancora meriterà molto, molto di più! Applausi da standing ovation (“Per favore si sieda, non ci fa vedere nulla†ho dovuto dire ad uno spettatore davanti a me).
Dopo, una corsa ai camerini. Foto, un abbraccio ai due (io mi sono abbracciato Mariangela, ovviamente!). Ho dato loro il mio biglietto da visita di Blogger VIP (Vecchietto In Pensione). Mariangela, se ci inviti (lo puoi fare con un commento a questo post!) Maria Teresa ed io veniamo a trovarti sul set di “Un posto al sole” a Napoli! Dai … io sono solo un genovese traferito al nord, ma quando vado a Napoli il minimo che mi sento dire è “Signurì vuie site nu napuletano mancato!†Lo prendo come un grande complimento. A presto Mariangela … (spero): ti dedicherò “Un post a te sola”  …  basta che nu v’intalliate innanzi a’ porta ch’aggio a fa’ l’intervista …
Note tecniche.
Recita il programma di sala: … pochi mesi dopo l’uscita della commedia, l’Assemblea Costituente approvò l’articolo che stabiliva il diritto-dovere dei genitori di mantenete, istruire ed educare anche i figli nati fuori dal matrimonio, mentre otto anni più tardi, nel febbraio del 1955, venne approvata la legge che abolì l’uso dell’espressione “figlio di n .n.”
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Nel testo: il primo matrimonio di Filumena viene annullato perché così la legge (art. 122 C,C.) prevede (e prevedeva all’epoca dei fatti riferiti)  per matrimoni il cui consenso fosse stato ottenuto a seguito di errore sulla qualità della controparte, timore reverenziale di eccezionale gravità o violenza. Non si parla di dolo. E il primo matrimonio di Filumena è frutto di un vero dolo, quindi, a mio sommesso avviso, non sarebbe stato impugnabile. Mi sbaglio? Può essere … ma che vvulite, signurì … sono tanti anni da che mi sono laureato in giurisprudenza …
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TRENTO – CITTA’ – NATALE
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 11 Dicembre, 2016 @ 6:42 am
Detto altrimenti: Natale a Trento      (post 2580)
Trento – Città – Natale
Â
Trento di acqua e di vino
Trento adottiva
Schiva – Schiava – Surgiva.
Trento in verticale
Bondone si sale
In Vigolana l’Orsa s’inchina
A Trento – al Concilio – A birra alla spina.
Trento la Torre Verde
Trento si tiene
A valle Fiume si perde.
Trento Fersena un rivo
Trento dove io vivo
Trento un nome
Un sostantivo.
Trento illividita
Inverno delle mie dita
Trento dolomia scolpita
Trento invita.
Trento le mille voci
Città Provincia Confini
Trento i mercatini.
Trento due volti
Trento in molti
Trento da solo
Trentino – Tirolo.
Trento mai stanca
Di Autonomia
Di Sociologia.
Trento corona di monti
Trento traversano i ponti
Trento la Vigolana
l’Orsa – la maglia – di lana-
Trento colori
Bandiere Governatori
Trento viva diletta
Salita – Povo – Spalletta.
 Trento la mala voce
Trento delizia e croce
Trento Piazza del Duomo
Campana – Fulmine – Tuono.
Trento i Senatori
Curia – Silenzio – Pastori
Trento caccia nei boschi
Politica – Cervi – Umori.
Dante Degasperi addita
Trento in sordina
Trento stupita
Trento studenti bolletta
Ragazze sci bicicletta
Trento giovane e bella
Amore in Camporella.
Trento lo smaccafam
Nonesi Pedavena
Birra Solandri
Polenta – La cena.
Trento la Via Grazioli
Vino – Dolci – Pinoli
Trento soffonde le luci
Il Natale gli Amici.
Trento il Viale Trieste
Trento le Buone Feste
Trento le Buone Intenzioni …
… ed i panettoni.
(RicBlogger)
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LA VELA NOVA, BICI PERCHE’
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 10 Dicembre, 2016 @ 11:56 amDetto altrimenti: ho fatto il cambio degli armadi …  (post 2579)
… che significa – data la stagione – che ho quasi smesso di veleggiare e di pedalare ed o tirato fuori gli sci … Ma prima … prima ho voluto salutare barca e bici, con due poesiole:
LA VELA NOVA
Tanto sottile e tanto lesta pare
la barca mia se vela ha sostituta,
ch’ogne altra sen sta ormeggiando muta
e contra non ardisce regatare.
Ella si va, sentendosi volare
dall’apparente vento sostenuta,
e par che sia cosa venuta
da cielo in laco a miracol mostrare.
Mostrasi sì planante a chi la mira
che dà per li occhi tale ebrezza al core,
che ‘ntender no la può chi no la prova;
e par che da la sua prua si mova
un’onda soave pien d’ardore,
che va dicendo al timonier: su, vira!
BICI, PERCHE’
Perché
in una chiesetta al Ghisallo
riposa sospesa
antica reliquia a pedali.
Perché
insieme a lei
tu scali la vetta
compagno soltanto a te stesso.
ti ha insegnato
ad alzare più spesso lo sguardo
a scrutare che cielo farà .
Perché
sempre incontri qualcuno
che non ha timore
di aprire la sua vita al vicino.
con il vento dei sogni
giocando
ritorni un poco bambino.
Perché
restituisce
ad un uomo affannato
profumi di suoni e colori.
Perché
in salita
ricorda ad ognuno
che volendo e insistendo si può.
E poi, … perché no?
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Ecco, ora ho la coscienza a posto: posso iniziare la stagione sciistica! In Paganella. Non nevica su tutto l’arco alpini ma la neve c’è! Sullo sfondo il Brenta. Da sinistra: Cima Tosa, Brenta Alta, Campanil Basso, Sentinella, Campanile Alto, Sfulmini, Torre, etc..)
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A parte le scherzose rime, si prova un po’ di vera emozione quando riponi la compagna a due ruote della bella stagione per il letargo invernale. Per un certo verso pare una sorta di abbandono, ti sembra di essere ingrato verso colei che ti ha … sop-portato per 3850 km. Sì, quest’anno sono stati pochi rispetto al solito, ma chevvolete, tante coincidenze “avverse” … tipo vacanze al mare senza bici! .
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In compenso, da un armadietto nel box tiri fuori i tuoi sci. Sono avvolti in una custodia di panno elastico colore azzurro, un regalo di mia figlia Valentina che vi ha fatto scrivere sopra “Riccardo- Whisper delle nevi”. E se in estate la bici “vive in casa” (“Maccome? Tieni in casa la bici?” “Si, tranquillo, la casa è ben pulita, la bici non ne patisce!”), i miei sci in inverno “vivono” in auto, così faccio prima ad andare in montagna!
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LA LEGGENDA DEL NATALE DEL GARDA
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 10 Dicembre, 2016 @ 7:47 amDetto altrimenti: per i più piccini    (post 2578)
Ecco, mamme e papà che leggete i miei post, questo dovete leggerlo ai vostri bambini … una favoletta, una leggenda … sì, una mia invenzione … ma invece … sarà veramente accaduto? Perché non crederlo?
Tanti, tanti anni fa, un pastorello pascolava il suo gregge lungo i fianchi di una ripida montagna del Trentino. Era la vigilia di Natale e faceva molto freddo. Il pastorello si riparò dentro una capanna e accese un fuoco per scaldarsi. Egli era così stanco che si addormentò e dormì sino a notte fonda. Svegliatosi all’improvviso, s’accorse che il gregge si era disperso giù nella valle. Spaventato, si mise a piangere.
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All’improvviso gli apparve un Bambino come lui che gli chiese: “Perché piangi, pastorello?†“Le mie pecore si sono disperse nel fondovalle, rispose, ed io non riuscirò a ricondurle all’ovileâ€. “Non ti preoccupareâ€, gli rispose il Bambino, e, volto lo sguardo a valle, con un gesto ne sbarrò lo sbocco verso la pianura. Ed ecco che le lacrime del pastorello riempirono la valle e la trasformarono in un grande, meraviglioso lago, il Lago di Garda.
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Fu allora che il pastorello vide arrivare a Riva tante barchette a vela, sospinte da una provvidenziale brezza. Man mano che le barchette toccavano terra, riprendevano l’aspetto originario di pecorelle non più smarrite, ed egli potè ricoverarle al sicuro nell’ovile, e, per la felicità , le lacrime del pastorello si trasformarono in lacrime di gioia.
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Per il pastorello e per tante altre persone oltre a lui questo fu un meraviglioso regalo di Natale. Da quel momento, ogni giorno, ad una certa Ora, sul Lago si alza la stessa brezza per ricondurre a Riva le barchette a vela e le pecorelle che si fossero eventualmente smarrite.
Buon Natale 2016 bambini, dal bloggernonno Riccardo!
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FIAB TRENTO, ASSOCIATA A FIAB – FEDERAZIONE ITALIANA AMICI DELLA BICICLETTA
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 9 Dicembre, 2016 @ 12:56 pmDetto altrimenti: joint us, unitevi a noi!               (post 2577)
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Ebbene sì, amici, sono un appassionato Fiabbino! Ma … cos’è la Fiab? E’ una associazione di associazioni ambientalistiche (non partitiche) che vogliono diffondere la cultura della bici in città e anche fuori. Su questo blog, navigando fra i post, troverete la descrizione di molte gite fuori porta. A Trento siamo 230 iscritti, ma non ci sediamo certo sugli allori … abbiamo ancora molto da fare, soprattutto in ambito cittadino. In ogni caso, why not? Perché non iscriversi? Tranne me … tutti gli altri sono persone simpatiche!
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E’ partita la campagna tesseramento 2017, e allora dai … andate e vedere di che si tratta. Presto sarà attivo il nuovo sito web, ed allora non vi saranno più segreti circa la nostra attività e di nostri programmi. Comunque potete iniziare a conoscerci sul vecchio (attuale ancora per poco) sito slowbiketrento.xoom.it
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.FIAB : dalla parte di chi pedalaognigiorno – Stai con chi sta dalla tua parte. Scegli la bici. Diventa socio FIAB: più siamo più contiamo ! Maggiore sarà la forza della Federazione, più vantaggi ci saranno per i ciclisti: città più ciclabili, più sicurezza stradale e meno inquinamento, maggiori diritti reali ma anche un’apertura culturale quotidiana verso la bici.
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Iscrizioni ogni venerdì in sede dalle 17.00 alle 19.00 – via al Torrione, 6 – 3° piano – Trento o con bonifico bancario su Cassa Rurale Alta Valsugana: IBAN: IT 61 K 08178 01800 000029004253 intestato a FIAB – Amici della Bicicletta Trento e-mail: adbtrento@libero.it
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ESSERE O NON ESSERE … E-BIKERS?
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 9 Dicembre, 2016 @ 8:03 amDetto altrimenti: una cosa non esclude l’altra …    (post 2576)
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Una volta … saranno quei trent’anni in meno, ma partendo co i amizi da Trent fevem (facevamo) Vigolo Vattaro-Valsugana-Telve di Sopra, di Sotto – Passo del Manghen – Val Floriana – Segonzano – Trento. Oppure, partendo da Cesana Torinese – Monginevro – Lautaret – Galibier – Telegraf – Moncenisio – Susa. Non male, vero?
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Evvabbè, gli anni passano, il lavoro e la famiglia ti impegnano e certe cose non le puoi più fare, a meno che … ma sì, dai, mi compero una bici a pedalata assistita! No, le altre (corsa e mtb) non le abbandono … no! Solo che ogni tanto mi concedo cose che non avrei più potuto concedermi. Ecco, un paio di piccoli esempi, non certo come quelli citati sopra, tuttavia significativi.
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Parto da Riva del Garda – Arco, indi dopo la città , verso nord, giro a destra verso il Bosco Caproni. 6 km al 10-15%. Terminata la salita, falsopiano e discesa sul castello di Drena. Indi risalgo a destra fino a sfociare nella Valle di Cavedine paese, che attraverso verso sinistra con una salita corta ma secca fino a scavallare verso la Valle del Sarca, esattamente sopra il Lago di Cavedine, sul quale plano con divertenti percorsi a curve e tornantini. Sosta al lago al Centro velico di Andrea Danielli, scavalcamento delle Marocche verso sud, planata su Arco, ciclabile fino a Riva.
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Altra gita. Fausto mi porta in auto fino a Ranzo. Iniziamo a pedalare – io “elettrizzato†lui no, fino al Lago di Molveno che circumnavighiamo. Ritorno sulla stessa strada.
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Qui a fianco: arrivando al Maso Limarò da quella ciclabile che arriva da sinistra, nella foto precedente …
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A Ranzo Fausto riprende l’auto e va ad aspettarmi a Terlago, regalandomi una discesona da favola. Mi fermo per un paio di foto. Grazie, Fausto!
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Ecco, queste sono due pedalate che non avrei più potuto “permettermiâ€. E invece … grazie, E-Bike!
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UNA NUOVA FUNICOLARE A RIVA DEL GARDA
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 8 Dicembre, 2016 @ 6:17 pmDetto altrimenti: là dove una volta c’era una seggiovia    (post 2575)
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Passeggiavo per Riva. Ho alzato lo sguardo verso il Bastione, quello costruito dai Veneziani nel 1440 (1)  a controllo del sottostante porto, dopo una vittoriosa battaglia navale contro i Milanesi e i Genovesi, al fine di aprirsi la strada per soccorrere la propria alleata Brescia, assediata dai Milanesi. In tale prospettiva, i Veneziani avevano compiuto un’impresa storica, “galeas per montes conducendoâ€, ovvero trascinando le proprie navi dall’Adige al Passo S. Giovanni, per poi farle scendere fino a Torbole!
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E mi è venuto alla mente il progetto, ormai approvato, di realizzare una funicolare dal livello del lago fino al torrione. Ed ecco che ho pensato: ma perché non si costruisce un impianto ad acqua? Sopra abbiamo il Lago di Ledro, le condotte che scendono a Riva ci sono già : si potrebbero utilizzare quelle “a vistaâ€, ormai non più funzionanti, sostituite come sono da quelle nuove dentro la montagna.
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Ed ecco in fatti un altro ricordo, quello di una funicolare ad acqua nella mia città natale, Genova, la funicolare di Sant’Anna – 350 metri per 50 di dislivello – il più antico degli impianti funiviari genovesi. Inaugurato il 26 novembre 1891, l’impianto aveva all’epoca finalità turistiche. Era stato progettato con un sistema di funzionamento ad acqua basato sul principio dei contrappesi: il conducente della vettura a monte riempiva il grande serbatoio posizionato nella parte bassa del veicolo calcolando la quantità d’acqua sulla base del numero di passeggeri a bordo delle due vetture. Il maggior peso della vettura a monte consentiva il trascinamento di quella a valle a essa collegata tramite un cavo che scorreva su una puleggia. Sulla massicciata erano presenti tre rotaie, quella centrale, a dentiera, era utilizzata per l’impianto frenante le vetture erano inoltre dotate di un ulteriore freno a contrappeso che sarebbe entrato in funzione in caso di rottura del cavo.
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Mentre la stazione a valle fu inglobata all’interno di un palazzo, dove si trova tuttora, la stazione a monte che sarà soprannominata, per la presenza di una rivendita di latte fresco, “vaccheria” dagli utilizzatori della funicolare, era stata costruita con l’utilizzo prevalente di legno e cotto che gli davano l’aspetto di uno chalet.
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Sul finire degli anni ’70, per adeguarsi alla legge che equiparava questo tipo di impianti alle funivie aeree, si dovette elettrificare la funicolare. L’attuale impianto, ammodernato ulteriormente nel 1991, ha una portata oraria di 900 passeggeri e trasporta annualmente un milione di persone.
Curiosità ? Archeologia industriale? Ritorno all’antico? Soluzione intelligente?
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(1) rivincita (parziale) veneziana contro Genova, da cui nel 1298 era stata sconfitta nella battaglia navale dell’isola di Curzola, con la cattura – quale ciliegina – di tale Marco Polo che poi ebbe così modo e tempo di dettare al suo compagno di cella, Rustichello da Pisa – prigioniero pisano della battaglia della Meloria (1284) - il suo Milione.
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Comments Closed
6 DICEMBRE 2011 – 6 DICEMBRE 2016
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 7 Dicembre, 2016 @ 3:16 pmDetto altrimenti: buon quinto compleanno, blogric!  (post 2574)
Time flies like an arrow … il tempo vola come una freccia, ma se fate tradurre dal traduttore automatico vi potrà arrivare anche un “alle mosche del tempo piace la freccia!†A parte gli scherzi, ieri il “mio†blog ha compito cinque anni, o meglio, sono passati cinque anni – ovvero 2574 post! – dal mio primo post. Grosso modo 1861 giorni, il che fa la (bella) media di 1,4 post al giorno. Devo quindi doverosamente ringraziare, nell’ordine di “entrata in scenaâ€:
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– la collega blogger Mirna, che ha ritenuto di suggerirmi all’editore amico Andrea Bianchi quale free-blogger;
– il citato Andrea;
– Tutte/i voi, lettrici e lettori …
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… perché sino ad oggi siete stati decine di migliaia (v. qui sotto la statistica di un solo anno). Ecco quindi, un GRAZIE a voi, perché … sapete … un post, un libro, una poesia non nasce quando viene scritta ma solo se e quando viene letta. Analogamente ad un simbolo … ecco, il blog come un simbolo: non appartiene all’editore o a me, bensì è una comproprietà di ognuno di voi.
Ai prossimi cinque anni, dunque, insieme!
Riccardo
P.S.: mi chiederete, perchè non ho celebrato ieri il quinquennio? Perché ho voluto celebrarlo (questa mattina presto, con sole poche ore di ritardo) con “Il post del Quinquennio†ovvero con un post di spessore, il post n. 2573 dedicato all’intervista al Professore Michele Andreaus, post di spessore non certo per le domande che ho posto all’intervistato, per lo spessore suo e delle sue risposte!
I dati statistici 1 gennaio-6 dicembre 2016
(fra parentesi i dati ugual periodo 2015)
- Utenti                                  33.198     (15.855)
- Sessioni (accessi)Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â 42.717Â Â Â Â Â (23.063)
- Durata di ogni sessione   2 minuti  (1,5 )
- Pagine lette                        59.785      (41.019)
- Commenti scritti               2.796        (dato non disponibile)
- Utenti abituali                   26,7%       (31%)
- Ore di lettura giornaliera 3,9Â Â (1,5)
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