LA SANITA’ TRENTINA

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 23 Dicembre, 2016 @ 4:08 pm

Detto altrimenti: CAMERA CON VISTA … (post 2593) …

download… sulla sanità trentina. La mia è una camera virtuale al piano rialzato di un palazzo virtuale che si affaccia sull’entrata del maggiore, (reale) ospedale cittadino. Mi affaccio e ne sento d’ogni tipo: “Si stava meglio prima; no, ora; no dopo”. Ecco, il giudizio più caratterizzante un atteggiamento diffuso è l’ultimo, paradossale: “Si stava meglio … dopo”. Esso indica la tendenza più diffusa a misurare la realtà della nostra sanità con il metro del tempo: l’adesso con il prima e con l’auspicato “dopo”.

Le ricette che sento sciorinare sono tante, ognuno ha la sua, un po’ come accade per la nazionale di calcio. E allora io stesso … come posso sottrarmi a questa epidemia di giudicanti? E siccome di calcio io – rara avis – non mi intendo “affatto”, per esclusione non mi resta che misurarmi con ciò che conosco “molto poco”: la sanità trentina. Io che tutto posso essere tranne che un esperto dell’organizzazione e della gestione di un simile servizio pubblico! Ma vi pare giusto? Eppure eccomi qui a pontificare, forte di 1) un invito a farlo; 2) singole mie esperienze di paziente occasionale; 3) essere manager di esperienza (così almeno dicono i miei 40 anni “lavorati” in quel ruolo). Ed allora cominciamo.

Io articolista. Chi è stato a “farmi scrivere”? Non ve lo dico per una questione di privacy e per non mettere in imbarazzo quella persona.

Io, paziente. Operato due volte per polipi nasali; ricucito tre volte per voli dalla bicicletta, una volta per caduta in barca; sistemata una spalla per volo fuori pista con gli sci; un’ernia inguinale; due cataratte: questo il mio curriculum. Sono stato ospite di strutture pubbliche e convenzionate. Come mi sono trovato? Sempre molto bene. Dice … ma niente è migliorabile? Certo, tutto, sempre, è migliorabile a questo mondo. Io vedo la nostra Sanità un po’ come vedo la nostra Autonomia: deve essere dinamica, non “per migliorare se stessa” quanto per “essere la migliore possibile in assoluto”. Sapete … è un po’ come quando s’era a scuola: se avevi preso un cinque ti dicevano che avresti dovuto migliorare. E si sbagliavano! Infatti tu studiavi “da sette”, la media era sei, promosso, ma non avevi migliorato di molto te stesso. E invece no. Il nostro modello deve essere irraggiungibile, una utopia, ovvero un livello semplicemente non ancora raggiunto. Ed allora dobbiamo “studiare da dieci e lode”. Tutto qui. Come fare? Basta guardarsi intorno e confrontarsi con i migliori. Dove sono i migliori? Anche all’estero, che problema c’è? Un mio amico, maestro di sci, preparatore di campioni mondiali, è stato pagato da società impiantistiche per … andare a sciare in giro per il mondo per scoprire se e in cosa le “altre” stazioni sciistiche siano migliori delle nostre. Semplice. Last but not least, il servizio del medico di base. Mai trovato meglio di adesso. Facilità di accesso, visite approfondite, ricette telematiche richiedibili – se ripetitive – anche via telefono.

 Io manager. Io sono nato e cresciuto a Genova, “ma” risiedo in Trentino da trent’anni (le virgolette su quel “ma” nel testo la dicono lunga …). A Genova io sono un “raccomandato” perché mio fratello è bi-primario, ed allora con quello stesso cognome ricevi una diversa attenzione. Ma altrimenti … (e questo “ma” nel testo non ha virgolette) … altrimenti sono guai, a cominciare dal posteggio dell’auto. Il maggiore ospedale, 2000 posti letto, fatichi a posteggiare, indi ti arrampichi per centinaia e centinaia di metri di strade in salita, entri nella “cerchia delle mura” del complesso. Fai fatica a trovare il palazzo giusto. Entri, noti cicche di sigaretta dove non dovrebbero essere, etc. Mi dicono: “Non si possono gestire strutture così grandi”. No, “questo io non credo” (e rubo la frase a quel tale senatore …). Non credo perché io stesso ho lavorato in gruppi finanziari e industriali di centinaia di migliaia di persone (Stet-Finanziaria Telefonica per Azioni; Siemens, per citarne solo due) e tutto era perfettamente gestibile. Un esempio: in Siemens un capo poteva avere sotto di sé al massimo cinque persone (un numero maggiore avrebbe provocato una strozzatura a collo di bottiglia) e così via. Una piramide di persone, poteri, doveri, obiettivi, responsabilità, risultati. Basta far funzionare la catena, dalla redazione del piano strategico alle cicche negli ascensori.

Ma allora, come valuto la sanità trentina? Cosa posso osservare, suggerire, proporre? Be’ dopo tanta filosofia, un po’ di pratica:

  1. gradirei minori tempi di attesa telefonica quando devi fare una prenotazione (e poi ogni tanto, cambiate quelle musichette …);
  2. molte infermiere sorridono: bene! Poche no: peccato!
  3. Gestione del tempo. I Medici gestiscono il loro nel senso che fanno un “overbooking” ovvero per fare un esempio, nello spazio di un’ora fissano appuntamenti a tante persone le cui visite richiederanno due ore. Da ciò deriva che loro – anche in caso che persone che pur prenotate non si siano presentate – non hanno tempi morti, ma noi utenti precisi e rispettosi degli orari, sì;
  4. i cartelli e gli avvisi. Il lessico: “Il presente cartello viene esposto per informarvi che desideriamo comunicarvi che..” Ovviamente questa è una mia esagerazione, ma invece del “Si avvisano i signori pazienti che è severamente vietato fumare etc.” basterebbe un semplice “Vietato Fumare”. Che se poi a fianco vi sono altri “Vietati”, basterebbe un Vietato solo con sotto l’elenco di cosa non fare. Banalità, certo, come l’avviso che “Sportello temporaneamente impresenziato”. Ma passiamo ad altro cartello: “Bussare e attendere”. Ecco, questo sì che dovrebbe essere vietato. Cosa? Il bussare? No! L’attendere? No, è il dover “bussare e attendere” che dovrebbe essere vietato. Infatti è snervante, fa insorgere un problema di conoscenza e di coscienza: “Mi avranno sentito? Ci sarà qualcuno all’interno? Devo bussare nuovamente? Sto disturbando una visita importante? E se poi si arrabbiano?” Restiamo lì impalati, incerti sul da farsi, con il corpo leggermente proteso in avanti come per far vedere a tutti che “Vedete anche voi, mi siete testimoni … cerco di non disturbare … ma non ho sentito risposta” Dovrò attendere qui o torno a sedermi? E se mi siedo e dopo di me bussano altre persone e poi ancora io stesso e se poi loro aprono la porta cosa devono pensare, che sia stato io a bussare tutte quelle volte? Oppure, se dopo cinque mie bussate a vuoto arriva un tizio, bussa (per lui è la prima bussata, per chi sta dentro è la sesta), gli aprono ed entra: lui si, io no? Io resto fuori come un allocco a domandarmi se devo fare un corso di “bussologia”.

Dettagli. Altri sono i problemi certo: l’Ospedale Nuovo, gli Ospedali locali, i centri nascita, la qualità della Direzione Generale, quella di ogni primariato, la spending review … ma che volete, chi mi ha invitato a scrivere lo sapeva bene che non sono un esperto di sanità! E poi … de minimis non curant Pretores, ovvero i capi sono in altre importanti faccende affaccendati per dirla con il Giusti. Ed allora me ne occupo io, di queste cosucce da dozzina! Termino riportandovi un brano autentico di una mail ricevuta pochi giorni fa da un amico del sud del Paese, una persona che invidia le nostre piste ciclabili e la nostra sanità e si lamenta della sua:

“… mi sveglio in preda a dolori addominali che man mano diventano laceranti e violenti spasmi, accompagnati da rettoragia, tanto da richiedere l’intervento del 118 che mi trasporta in ospedale con diagnosi d’ingresso “recidiva di retto colite ulcerosa”. Morale: tre giorni passati in barella tra corridoi e astanteria del pronto soccorso, beccandomi anche una bronchite causa le correnti d’aria; quattro giorni ricoverato in chirurgia d’urgenza (ma non era urgente …? N.d.r.). Che brutta esperienza, che schifo la sanità …. (sua locale, n.d.r.)! Figurati che nell’astanteria del Pronto Soccorso c’era solo un infermiere per venticinque malati!”

 CONCLUDO CON UN SINCERO E GRATO EVVIVA ALLA SANITA’ TRENTINA!

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NATALE SENZA NEVE

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 23 Dicembre, 2016 @ 7:05 am

Detto altrimenti: solo sulle piste da sci c’è tanta neve … (post 2595)

 

La neve non c’è …

Dicembre.

Intenta sui fiori di casa

la Rosa Natale ti nutre

un Nokia vicino ferma il tuo sguardo

che legge nel mio:

ape-in-dic-205

… par che dica la piccola ape …

“La neve non c’è?

Di che ti lamenti”

par che mi dica la piccola ape

“Non vedi? Lavoro

– io fabbrico il miele

– trasporto i semi del fiore

– inietto la vita nel mondo

per ore

in silenzio

e tu ti lamenti?

wp_20161223_008La neve?

Verrà …

Ma intanto

sii bravo

tu fatti più in là

lo sai che devo rientrare

e un poco riposi 

ben prima che ‘l sole tramonti

su Trento indifesa

 dagli alti suoi monti

ancora sì bruni

ed ombrosi”.

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NATALE A RIVA DEL GARDA

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 22 Dicembre, 2016 @ 5:59 pm

Detto altrimenti: dall’acqua salata a quella dolce … (post 2591)

Un Ligure, anzi, un Genovese (come me), trasferito in Trentino da Trent’anni … come fa a non amare l’acqua? Ecco quindi la mia nuova patria rivierasca: Riva del Garda. Per lei questa (ulteriore) mia poesiola di Natale:

NATALE RIVANO

stelleLa Notte

accende il velo del Lago

di mille faville di stelle.

Raccolta in se stessa

nel freddo

la nobile antica città medievale

monta silente la guardia

dall’alta sua torre Apponale.

torre-apponale“Son tante …

son belle …”

lei pensa,

“Son come in regata

le piccole vele di luce

in questa incantata

Attesa invernale!”

cometaMa ecco

la flotta argentata

sale improvvisa nel cielo

e resta sospesa

a comporre una Grande Cometa.

La Pietra Merlata

trattiene il respiro

e avverte sul viso il tepore

del nuovo

dolcissimo

Evento Divino.

“E’ l’Ora o è Vento?”

roccaSi chiede la Rocca Imperiale.

Risponde la Notte sorpresa:

“Non vedi la Stella?

E’ questo il momento

del Santo Bambino

che dona al tuo lago

la brezza più bella,

il Suo Soffio d’Amore:

e giunto il Natale!”

 Si … lo so … la città prima di essere medievale era stata romana, e prima ancora dei Ligures, qualche migliaio di anni fa! E la Rocca prima di essere imperiale era stata vescovile. Ma che volete, si chiamano “licenze poetiche”! E poi, per i non-Rivani: a Riva del Garda il vento che spira da nord non si chiama tramontana, ma “Vento” e si distingue in “Balin o Balinot, quello che scende sulla destra orografica della città, dal Passo del Ballino; e quello che scende dalla Valle del Sarca su Torbole, il “Sarca”. I due venti, poco più a sud, si fondono nel famoso “Peler”, quello che “fa il pelo”all’acqua.

Una curiosità: quando un rivano vuol dire ad una persona che non ha capito una certa cosa, gli dice “Tu non capisci né Ora né Vento”.

Da Nord arriva – raramente – un altro vento ancora, il Foen. Da Sud, regolarmente la famosa Ora e – talvolta - la “Vineza” (Venezia) ovvero la Bora  che a Riva giunge da sud!

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NATALE DI SANGUE AD ALEPPO, A BERLINO, NEL MONDO

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 20 Dicembre, 2016 @ 2:28 pm

Detto altrimenti: Non so come dire altrimenti ……. (post 2590)

aleppo

Quo vadis, Aleppe?

“Pape satan, pape satan Aleppe”: Dante, Inferno, VII canto … Chissà cosa potrà pensare oggi Dante dall’aldilà sul quel suo “Aleppe”! Queste le parole del diavolo Plutone a guardia del quarto cerchio, dove sono collocati gli avari e i prodighi.  Avari e prodighi. Aleppo: avari di umanità, prodighi di bombe e di attentati. Berlino come Nizza, un camion sulla folla. Berlino e Nizza come Aleppo, sia pure in scala mille volte inferiore. Condanna senza se e senza ma del terrorismo. Ci mancherebbe altro! Solo che una malattia non basta curarla, occorre studiarne le cause, scoprire come prevenirla.

Dice:  terrorismo? Ma ad Aleppo c’è una guerra! Dico: ah … scusate … se le cose stanno così … ho capito … è tutt’altra cosa …

Le “menti pensanti” le stragi non saltano in aria con il loro carico esplosivo di morte. No, loro no. Loro stanno dietro le quinte a indottrinare giovani esaltandi fino a farli divenire criminali esaltati. Individuare queste “menti” è raggiungere il primo livello. Ma ve ne è un secondo, quello delle individuazione delle pre-condizioni che hanno consentito alle “menti” del primo livello di affermarsi e di strumentalizzare gli assassini materiali. Ma questo è un processo complesso, difficile, faticoso che metterebbe a luce molte responsabilità. Ed allora la reazione più comoda, meno faticosa è facciamo di tutt’erba un fascio: che se ne stiano (tutti) a casa loro!”

Terrorismo NON è immigrazione e immigrazione NON è terrorismo! Si tratta di due fenomeni diversi!  Comunque, già che si parla di starsene a casa propria …

Starsene a casa propria … detto da noi Europei suona un po’ ironico , da noi che “ a casa nostra” proprio non ci siamo stati, noi che abbiamo inventato e praticato per secoli il colonialismo militare, politico ed economico, esportandolo in tutto il mondo: al riguardo suggerisco la lettura di un libro scritto da un Canadese, professore nelle Università USA: “Il predominio dell’occidente” di Daniel R. Headrick, Ed. Il Mulino. Un solo esempio: a metà dell’ ‘800 (1800!) l’Europa ha portato ben due guerre alla Cina (le cosiddette guerre dell’oppio), “rea” di avere vietato l’importazione dell’oppio fatto coltivare dalla GB nella sua colonia India dai coolies, che chiamarli schiavi suonava male, coolies fa più fino!

giacomo-leopardiGiacomo Leopardi distingueva fra selvaggi e barbari. Selvaggi erano i popoli che avevano sviluppato la loro cultura in modo diverso dalla nostra, secondo criteri che noi definiamo “arretrati”; barbari erano i selvaggi di ritorno, ovvero coloro che pur avendo raggiunto i nostri livelli di civiltà, erano regrediti verso forme primitive, selvagge appunto. In linea di massima io condivido il metodo del ragionamento. Nella sostanza tuttavia mi permetto di fare un distinguo: non sono convinto che il livello della civiltà che l’Europa esportò nelle terre indiane dell’America del Nord fosse “superiore” a quello della civiltà indiana locale. Diverso, si, ma superiore, no. Dice … ma loro uccidevano il nemico … Si, perchè noi cosa facciamo? Uccidiamo anche le popolazioni inermi, disarmate, i bambini, i vecchi, i malati negli ospedali … uccidiamo la dignità delle persone alle quali neghiamo il diritto di istruirsi, di curarsi, di lavorare, di farsi una famiglia, etc. Mi pare che basti. Se non siamo barbari noi … chi altro lo è?

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images

Regaliamole le strisce, se non per questo, per un prossimo Natale”!

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Ma torniamo alla strage di Berlino. Io credo che la migliore risposta al terrorismo sarebbero gli Stati Uniti d’Europa: polizia unica, esercito unico, sistema bancario e fiscale unico, leggi federali (ad esempio sulla esportazione delle  armi)  e leggi statali. Come forza a “livello mondiale” per cercare di far valere ovunque regole di “Umanità“. Certo ora … con Trump … sarebbe tutto più difficile in ogni caso …

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NATALE A BALBIDO E A RIVA DEL GARDA

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 19 Dicembre, 2016 @ 1:10 pm

 

Detto altrimenti: ieri, mattina sui monti, pomeriggio al lago … (post 2589)

 

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La chiesetta è solo la prima costruzione … l’altra è una casa

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Ieri, domenica, a Messa a Balbido, un paesino delle Giudicarie Esteriori, celebrata in una minuscola chiesetta da Marcello Farina, da cui mi sono fatto dare copia della preghiera …

 

L’ATTESA DEL NATALE A BALBIDO

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Balbido, il Paese Dipinto con i suoi murales …

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Vieni, Signore Gesù

rendi piena di stupore l’attesa dei bambini

Guariscili dalle ferite della violenza.

Vieni, Signore Gesù

wp_20161218_002

Un Presepe terremotato (o bombardato?)

Rallegra l’attesa degli adolescenti

Accompagna i loro passi pieni di entusiasmo e libertà.

Vieni, Signore Gesù

Rendi intensa l’attesa dei giovani

Fa’ che possano sperare un futuro di giustizia e di pace.

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Vieni, Signore Gesù

wp_20161218_007Risveglia l’attesa degli adulti

Fa’ che allarghino i loro piccoli orizzonti

E conservino la gioia di sognare.

Vieni, Signore Gesù

Ravviva l’attesa degli anziani

Fa’ che non vivano solo di ricordi ma si sentano ancora utili.

Vieni, Signore Gesù

Difendi l’attesa degli stranieri

Per un mondo senza discriminazioni e pregiudizi.

download-1

Emmanuel Lèvinas, il filosofo del Volto, del Volto che ti interroga e si aspetta una risposta da te

Vieni, Signore Gesù in questa comunità di Balbido

Fa’ che coloro che Ti cercano

Ti possano incontrare anche qui

Nella parola, nel pane, nei Volti,

fa’ che ciascuno si senta atteso

e che ciascuno attenda l’Altro

come a un appuntamento con Dio.

Amen

 

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.fvr

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A pranzo e nel pomeriggio, a Riva del Garda, per il pranzo di auguri in Fraglia Vela Riva …

 

 

.L’ATTESA DEL NATALE A RIVA DEL GARDA

 Le pietre

antiche di storia

sfiorano passi curiosi all’ascolto

di voci

di sguardi

e pensieri.

wp_20160922_020Lo Spazio

distende il suo ampio mantello

al cammino

e regala più tempo

al Natale.

L’Acqua

smorzata dal molo

applaude il concerto di sartie

che il Vento tintinna

al Bambino.

2010_01_china-813-copiaLe prue

d’intorno non vedo

ricurve

di gondole e gozzi

adornati all’Attesa

in calli ristretti o creuxe del ma’ …

non sono sul Mare …

io sto camminando all’Incontro

sulla Riva del Garda.

 

(RicBlogger)

 

E poi, già che ci sono, eccone un’altra delle mie!

  RIVA CITTA’ NATALE

verso-riva

A Riva! A Riva!

Riva città Natale

Riva di acqua e di vino

Riva adottiva

Nosiola – Schiava – Trentino.

 

Riva vicina lontana

Riva la dirlindana

Riva dall’alto e dal basso

Riva di sasso.

 

torreRiva la Torre Apponale

Riva Torrione si sale

Riva in orizzontale

Segreta amante locale.

 

Riva la mala voce

Riva delizia e la croce

Riva lo fa e lo tace

Riva se ne compiace.

 

Riva le sue regate

Riva parroco pio

Riva la benedice

Riva ci sono anch’io.

 

Eurpean Championship Fun 2007 - Fraglia Vela RivaRiva di Gianni velista

Riva Riccardo in regata

Riva straorza strambata

Riva guardatelo a vista.

 

Riva te le riscalda

Riva le Terme Romane

Riva la Busa la Valle

Cantieri – Rotture – Cheppalle.

 

termeRiva il luccio la lenza

Riva che pesca ed aspetta

Riva cattura e poi getta

Riva riconoscenza.

 

Riva lavoro si campa

Riva la buona stampa

Riva comunicazione

Riva illusione.

 

2-termeRiva ed i suoi parcheggi

Riva Centrale Littorio

Riva giornali che leggi

Riva – Capro – Spiatorio.

 

Riva divisa con Roma

Riva presente ed assente

Riva acconsente

Ribelle? Schiava? Padrona?

 

Riva Regina dell’Ora

Riva operosa

Riva che parla o lavora

gennaio-06-neve-e-rika-15Riva faconda di prosa.

 

Riva di freddo e di caldo

Di neve di palme ed olivi

Musica mille motivi

Riva i baloni del Baldo.

 

Riva Lago di Fiori

Peler – Stravento – Vinessa

Riva di luci e colori

Riva la Poetessa.

 

strambaRiva la Contadina

Riva la Pescatrice

Riva la Cittadina

Riva Incantarice.

 

Riva le mille voci

Todeschi – Taliani – Rivani

Riva gli albergatori

Incassi – Piene – Le mani.

 

downloadRiva all’olio d’oliva

Riva gioiosa …  f ‘ estiva

Riva la pasta alle sarde

Chi non le assaggia ci perde.

 

Riva trentina frontiera

Riva di falchi e poiane

Nuvole bianche lontane

Riva – Si dorme – La sera.

 

Fiaba che vince ogni sonno

Riva fra Trento e Trieste

Riva il suo capodanno

Riva le Buone Feste.

(RicBlogger)

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“EXCELSIOR”, PIU’ IN ALTO”, E’ UN NATALE ANCHE QUESTO …

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 17 Dicembre, 2016 @ 6:23 pm

Detto altrimenti: un poeta americano “dantista” la cui “Excelsior” è stata assunta come poesia “ufficiale” del CAI , della SAT, della SOSAT …   (post 2588)

(E’ la seconda volta che mi occupo di questo poeta e della sua poesia: la prima è stato con il post n. 1713 del 29 ottobre 2014, dal titolo “Excelsior, più in alto”, là dove riportavo il testo in lingua originale e due mie traduzioni: quella letterale e questa che trovate qui di seguito. Ciò che mi ha indotto a riprendere il tema, è stato il collegamento con il Natale ma soprattutto con la Divina Commedia dell’Alighieri).

Excelsior, un mio percorso che inizia da lontano …

60 anni fa. “Excelsior” una poesia USA. Mi ha sempre colpito, sin dai tempi del ginnasio.

50 anni fa. L’’ho riscoperta come “poesia del CAI” e da alpinista qual ero, mi sono permesso di tradurla (traduzione recentemente accolta negli annuari della SAT di Riva del Garda e di Lavis).

2 anni fa. Era il 29 ottobre 2014: pubblicavo un primo post (il n. 1713) sulla poesia Excelsior.

download3 giorni fa. Da amante della Divina Commedia qual sono, scopro che il suo autore Henry Wadsworth Longfellow (1807-1882)tra i primi letterati americani ad assurgere alla fama mondiale – intorno al 1862 insieme ad altri colleghi diede vita al cosiddetto  “Circolo Dante” per promuovere la conoscenza della Divina Commedia negli USA, portandone a termine la prima traduzione statunitense in lingua inglese nel 1867. Da allora il successo dell’opera di Dante negli USA fu costante ed in seguito il Circolo diventò la “Dante Society”, una delle più famose associazioni di dantisti nel mondo.

downloadIeri. La stavo rileggendo e mi sono detto che tutto sommato, avrei potuto farne un post natalizio, di uno strano Natale, di un Natale di chi al suo ideale, alla sua missione (umana o divina, n.d.r.) dedica tutto, anche la propria vita, per rinascere in un Altro Mondo: “excelsior”, più in alto, appunto.

Oggi. Ed allora ecco che ripropongo la mia traduzione (non letterale: ho cercato di far sì che rimanesse “poesia” nonostante il mio intervento): consideratelo un piccolo contributo di un blogger che ama moltissimo la montagna e l’opera dell’Alighieri. Non  scandisco i singoli versi: anche una prosa può essere “poesia”.

Da domani. Mi direte che ne pensate …

Excelsior

E’ scesa la sera. Le ombre e la notte slavinano a valle per inghiottire una giovane vita che compie il suo viaggio su un manto di voce attutita. E la piccola strada d’alpino villaggio si sveglia al garrire di una bandiera recante uno strano messaggio: “Più in alto!”

D’aspetto egli è triste come spento carbone, ma sotto le ciglia scintillano occhi di brace, lame arabesche di acciaio, scagliate saette a colpire la luna e le case. Un grido argentino sanguina il cielo gocce di buio: “Più in alto!”

E vede il calore e la luce fasciare nel canto riunite famiglie, magia profumata e felice del fuoco e soltanto per lui quel poco riflesso di ghiaccio a indicare dove conduce la via: sospira il giovane e parla a se stesso: ”Più in alto!”

excelsior“Tentare non devi quel passo!” gli grida da sotto lanugine bianca l’affetto di un vecchio. “Non vedi che è notte? E sta per tuonare! Non senti il torrente? Il suo rombo ti avverte!” Ma alla parlante antica amichevole voce un po’ stanca, risponde uno squillo di tromba vibrante: “Più in alto!”

Anche le donne da dietro le porte tentano invano di fermare la marcia di morte: “Rimani a dormire sul seno materno” è il loro amorevole invito. Sospira in silenzio come era venuto ed il buio accende al colore del mare due occhi ormai pieni di pianto mentre innalza il suo canto alla notte che invita a partire incontro all’eterno: “Più in alto!”

“Attento alle lance ormai secche ed aguzze dei pini ed alla valanga che il foen può staccare dal monte!” E’ questo l’estremo saluto che corre a sposare- in attonito tempio di colonne ululanti silenzio – un gridato respiro: “Più in altro!”

croceAl nuovo mattino sul Passo del Gran San Bernardo, più forte del fischio del vento, odono una preghiera i devoti Pastori intenti a innalzare la loro al convento: “Più in altro!”

E un cane – pastore anche lui – scavando la massa di neve, fa emergere forme di ghiaccio un giovane corpo ed una speranza scolpita “Più in alto!”

Sdraiate nel letto di neve ormai senza vita ma belle riposano statua e bandiera. La giornata è finita: lieve una stella attraversa il velo dell’aria sospesa- mantello alla sera – ed il pianto delle sorelle – fili di perle in un cielo cobalto – cadendo, consola con voce inattesa: “Più in alto!”

Spero di non avervi annoiato. Ciao. RicBlogger

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NOTTE DI NATALE IN CITTA’

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 16 Dicembre, 2016 @ 12:51 pm

Detto altrimenti: Natale per chi è solo, di notte …     (post 2587)

 NOTTE, NATALE, SOLO, IN CITTA’

(No, per fortuna non è il mio caso, io non sono solo … ho provato ad immaginare come ci si potrebbe sentire ad esserlo …)

 

Si alza da terra una foglia

un lampione che danza sospeso

un bavero alzato

persiana che sbatte

e l’aria corrente sui tetti.

imagesVive la Notte

e respira di un vento leggero

che tien desti i rami

protesi a far compagnia

ai freddi letti alberati

della solitudine.

Invisibile al mondo

attraversi lo spazio

dei tuoi pensieri

downloadche liberi

ti camminano a fianco

Insieme ad un gatto.

Il silenzio ti regala il tempo

che gli altri

dormendo inutili sonni

han chiuso al di là della porta.

La luce del buio

dipinge a pastello la strada

che suona

al passare di sentimenti

usciti nella notte

a cercare

sperando di trovare aperta

L’Umanità di turno.

 

(RicBlogger)

 

 

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LA CASA DI VETRO

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 16 Dicembre, 2016 @ 9:22 am

Detto altrimenti: un Natale insolito, diverso, di … vetro!   (post 2586)

 

LA CASA DI VETRO

Attraverso lo spazio

svuotato dall’indifferenza

lo sguardo si posa

sull’inverno gelato

mentre all’interno

scoppietta la fiamma

che inonda la casa di vetro

di un rosa tepor

veneziano.

imagesQualcuno

da fuori

implora calore

e tende la mano

ad occhi infantili

spalancati al di là

dell’invisibile muro.

E il piccolo viso rotondo

dischiude la porta

di casa e del cuore

e scalda

col puro suo gesto d’amore

i colori gelati del mondo.

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(RicBlogger)

 

 

 

 

 

 

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NATALE SURREALE

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 16 Dicembre, 2016 @ 7:35 am

Detto altrimenti: ma poi … mi tanto surreale (post 2585)

 NATALE SURREALE

E’ questo il Natale?

Scoppiettan parenti sul fuoco

e rossa la neve dal forno

inonda la casa di un caldo profumo di arrosto.

Farina nel cielo:

bei fiocchi giganti

sprigiona la terra per l’aere spandendo rintocchi argentini.

La gente s’incontra, si scontra

si chiede permesso

poi s’urta, si scusa

prosegue la corsa.

Regalan le merci al super mercato:

tu prendi dei doni, li scarti

li cedi agli amici

a prezzo d’usura.

Un bel pino acceso

in mezzo alla sala

dà fuoco al palazzo.

Accorron pompieri

e inondan l’incendio

di fresco Clicquot.

Un’ostrica, sola, s’aggira sparuta in cucina:

poi, ratta, si tuffa nel biondo vin franco

s’asconde al tuo sguardo

e corre nuotando al suo mare.

Tu resti da solo a pensare

a questo sì strano Natale

a quanto di bene v’è intorno

a quanto di male.

stellaMa ecco che in mezzo al frastuono

di luci e colori

compare una bella cometa

s’accende una stella

ed ogni altra cosa si spegne.

Risplende per tutti sol quella.

Adesso è Natale!

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(RicBlogger)

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NATALE DI NEVE

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 15 Dicembre, 2016 @ 10:49 pm

Detto altrimenti: proseguiamo con i  “post natalizi” …… (post 2584)

 La neve … al momento non se ne vede all’orizzonte … il Natale si avvicina, speriamo che sia un Bianco Natale! Nel frattempo accontentiamoci di una mia poesiola “bianca”, per piccoli e – mi auguro – anche per grandi …

NATALE DI NEVE

laghettoLa terra si sveglia

calda e cicciotta

dentro la nuova pelliccia

al pari di grassa e bianca marmotta.

Si stropiccia

i due piccoli laghetti gelati

e si specchia

vanitosa ragazzina

nell’aria rosa

della nuova mattina.

downloadSotto i loro mantelli

i tetti delle case sono rossi

come nasini raffreddati

e l’alito dei camini

affresca nel cielo

riccioli bambini

mossi e ribelli.

gala-vernaNell’orto ghiacciato

il giovane pero ha indossato

i suoi paramenti più belli

che scintillano l’azzurro

di mille soli splendenti.

Dalle staccionate

del quadro di Monet

il corvo pennella

monetcon guizzi intinti di nero

favole arabescate

sul bianco quaderno.

Sorridono i bimbi

appena svegliati

impazienti d’uscire

a creare

campanilevicino al fienile

con piccole mani

gioiose arrossate

il pupazzo di neve

che vorrebbero eterno.

Dal pio campanile

di Pieve montana

si leva in volo preghiera

d’un’argentina campana:

pupazzo“Benvenuto bambino Gesù!

Illumina col Tuo Dolce Amore

questa fredda mattina.

Solo Ti prego:

finchè viene sera

non darle troppo calore

e vieni a giocare anche Tu”.

 

(RicBlogger)

 

 

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