“RESTART, TRENTINO!” – 3

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 29 Gennaio, 2017 @ 6:41 am

Detto altrimenti: Bene Comune, Solidarietà, Accoglienza, Pensiero e Azione, Futuro   (pre 2626)

(continua dalle puntate precedenti)

  1. download (1)Bene Comune. E’ tale quel Bene costruito sin dall’inizio con il contributo di tutti. “Comune” quindi perchè costruito in comune. Una piazza, una via … sono solo beni pubblici, collettivi … altra cosa.
  2. Solidarietà. Il Volto dell’altro ti guarda, ti interroga, si aspetta una risposta da te …
  3. Accoglienza. L’Altro? Noi stessi siamo stati gli “Altri”, non dimentichiamolo …
  4. Pensiero e azione. Andare ben oltre la semplice affermazione di un principio, di una idea: trasformarla in progetto e arrivare al risultato.
  5. Futuro. Soprattutto per i giovani: aiutiamoli ad “avere un futuro”.

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LA VOGLIAMO CALDA E SUBITO

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 28 Gennaio, 2017 @ 4:51 pm

Detto altrimenti: … si sarebbe poi trattato  solo dell’acqua calda al rubinetto di casa … (post 2625)

Anni 60, Genova. Per mesi e mesi la città fu “tappezzata” di questo avviso misterioso. Per noi studenti … potete ben capire … un invito a nozze alle più piccanti allusioni! Sta di fatto che la trovata si rivelò efficace, catturò l’attenzione di tutti, sollecitò l’attesa di qualcosa di nuovo … Il pubblicitario suo ideatore? Non so chi sia stato, ma sicuramente un tipo geniale. Ecco, ho ripensato a quel misterioso annuncio quando ho iniziato a scrivere e a pubblicare i miei enigmatici post “Restart, Trentino!” …

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Un amico mi ha detto che più che “post” i miei sono “pre”, nel senso che anticipano … E’ vero, sto anticipando un evento … (geniale anche il mio amico, non vi pare? Non per niente è uomo di comunicazione!)

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“RESTART, TRENTINO! – 2

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 28 Gennaio, 2017 @ 4:18 pm

Detto altrimenti: autonomia, responsabilità, partecipazione, rispetto, fatti   (pre 2624)

Un amico mi scrive: “I tuoi non sono “post”.  Sono “pre”, nel senso che anticipano …” Ed allora, ecco un secondo “pre” rispetto ad uno analogo di tre “pre” fa, quello della ripartenza dei primi cinque (concetti) …

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    Ecco i secondi cinque alla ripartenza!

    Autonomia. Autòs nomos, diritto-dovere di darsi le proprie leggi. Il che inizia con il diritto dovere di “pensare con la propria mente” e non con quella del “capo” di turno.

  2. Responsabilità. Deve essere sempre unita al potere. Non esiste potere senza responsabilità (e viceversa).
  3. Partecipazione. Chi non partecipa, subisce il pensiero altrui.
  4. Rispetto. Delle regole e degli altri, sempre.
  5. Fatti. E non le solite parole, parole, parole …

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PACE

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 28 Gennaio, 2017 @ 9:31 am

Detto altrimenti: “L’Assemblea Generale delle Nazioni Unite adotta la Dichiarazione sul Diritto alla pace promossa dalla società civile”     (post 2623)

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 downloadL’Assemblea Generale delle Nazioni Unite in sessione plenaria, a maggioranza degli Stati membri, il 16 dicembre scorso con decorrenza 2017 ha approvato la Dichiarazione sul Diritto alla Pace come previamente deliberato dal Consiglio Diritti Umani a Ginevra. La Dichiarazione è stata presentata dalla delegazione di Cuba con l’appoggio di molte altre delegazioni e di alcune organizzazioni di società civile.

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download (1)Durante l’inclusivo e trasparente processo negoziale della Dichiarazione condotto dal Presidente-Rapporteur del Gruppo di lavoro intergovernativo sul Diritto alla pace, Ambasciatore Christian Guillermet Fernandez, tutte le delegazioni e alcune organizzazioni di società civile hanno attivamente partecipato alle tre sessioni del Gruppo svoltesi a Ginevra (2013-2015). Tra questi anche la Fondazione Opera Campana dei Caduti di Rovereto con reggente Prof. Alberto Robol. Tale Fondazione istituì l’Università della Pace che è richiamata nella stessa dichiarazione.

download (3)Grazie all’approccio del ‘consensus’, una maggioranza di Stati membri ha sostenuto la Dichiarazione sul Diritto alla pace, che è il risultato di un processo di continua e “non facile” negoziazione. La Dichiarazione ha valore anche perché sviluppa l’Agenda 2030 e rafforza i tre pilastri delle Nazioni Unite: pace e sicurezza, sviluppo, diritti umani. Nell’adozione della Dichiarazione sul Diritto alla pace la mobilitazione e la forte voce di alcune organizzazioni di società civile come le ACLI si sono fatte sentire nelle diverse marce per la pace Perugia Assisi organizzate anche dal CTA – Centro Turistico Acli in collaborazione con il Forum Trentino per la Pace ed altri. In tali occasioni hanno apertamente richiamato gli Stati membri a compiere un passo avanti mediante l’adozione di una dichiarazione che può essere altamente significativa per le future generazioni.

download (1)“L’adozione della Dichiarazione delle Nazioni Unite sul Diritto alla pace costituirà un passo avanti nell’adempimento delle solenni promesse fatte nel 1945”. Ciò è stato sottoscritta da 60 ONG con status consultivo all’ECOSOC (Consiglio economico e sociale delle Nazioni Unite) tra le quali la Fondazione Opera Campana dei Caduti e da diversi attivisti per la pace e i diritti umani oltre che “testimonial”. Tra quest’ultimi annoveriamo la figura di Miguel Bosè e Juanes, promotori della campagna ‘Diritto alla Pace Ora’ mediante la quale note personalità facevano pressione sugli Stati membri della Terza Commissione dell’Assemblea Generale perché adottasse la Dichiarazione sul Diritto alla Pace alla fine della sua 71^ sessione ordinaria. Attraverso questa campagna, numerose personalità del mondo della cultura e dell’arte, avvalendosi dei media e social notworks, alzarono la propria voce per chiedere l’approvazione della Dichiarazione sul Diritto alla Pace. Essi manifestarono il proprio appoggio a far sì che l’iter deliberativo fosse definitivamente chiuso a New York. E così è avvenuto.

Si deve inoltre tener conto del fatto che un significativo numero di Stati occidentali si sono per la prima volta astenuti nella votazione in Assemblea Generale.

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Al fine di rafforzare questo trend positivo e giungere ad un più ampio clima consensuale e inclusivo, il legislatore internazionale ha inteso sottolineare l’idea che ognuno ha il diritto ed è legittimato a godere la pace ed avere accesso ai benefici che discendono dalla pace, dai diritti umani e dallo sviluppo, pilastri basilari dell’intero sistema delle Nazioni Unite. Negare l’accesso ai tre pilastri è negare l’esistenza stessa delle Nazioni Unite.

Come indicato da Oscar Arias, Premio Nobel per la Pace ed ex Presidente del Costa Rica, “la pace è un processo continuativo. Essa non può ignorare le nostre differenze o trascurare i nostri comuni interessi. Essa ci chiede di lavorare e vivere insieme”.

“E’ un momento importante ed un riconoscimento anche per gli “operatori di pace” del Trentino – sottolinea Fabio Pipinato de le ACLI Trentine – soprattutto in un momento ove le “buone relazioni internazionali” non godono di ampio consenso causa il dilagare di nazionalismi”.

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IL GIORNO DELLA MEMORIA

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 26 Gennaio, 2017 @ 7:34 pm

Detto altrimenti: by Alfonso Masi                   (post 2622)

Al Circolo Rosmini. Alfonso Masi e Ester d’Amato: “Quel bambino ero io – I bambini e la Shoah”

Idownloadl bambino di Varsavia, con le mani alzate davanti ad un soldato che gli punta contro il fucile, è sopravvissuto ed ha un nome: si chiama Tvsi Nussbaum: ha lavorato come medico negli Stati Uniti ed ora è in pensione ed è nonno di due nipotini. In un’intervista televisiva ricorda che la foto venne scattata il 13 luglio 1943 a Varsavia quando aveva otto anni; per lui quel bambino rappresenta il milione e mezzo di bambini ebrei che furono massacrati dai nazisti e il suo desiderio è quello di essere circondato da un milione e mezzo di bambini. Partendo da questa intervista il monologo rappresenta Tvsi Nussbaum che ricorda la sua vicenda e poi evoca le vicende dolorose di tanti bambini che hanno vissuto la Shoah. Le vicende sono state raccolte dalla numerosa letteratura per l’infanzia che esiste sull’Olocausto.

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.Il 13 luglio 1943 nasceva Alfonso Masi. Nel 1999, maestro alle Crispi, Masi fece comporre poesie sulla Shoah, ed oggi due suoi ex alunni, Eleonora Ferruzzi e Stefano Nones erano presenti alla commemorazione dell’olocausto. Oggi, al Rosmini, la sala era piena. Ma le presenze di gran lunga più importanti sono state quelle dei due giovani, autori delle due poesie lette da Masi. Perché non si dimentichi.

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Non si dimentichi l’olocausto di ieri e i nuovi olocausti di oggi. “Effetti collaterali” di guerre, formali o sostanziali che siano; laiche o “di religione”; che si muoia in un campo di concentramento nazista o in campi “deconcentrarti” nei deserti africani o ancora nel mare nostrum (o “monstrum”?); che si muoia per la mancanza di un futuro. Ecco, non dimenticare il passato per non permettere le stesse stragi, sia pure sotto altre “forme tecniche”, quali la fame e le malattie (non curate) nel mondo dei “muri”, reali o virtuali, di cemento o economici-finanziari, etc. etc..

Ricordare per “attualizzare” il rifiuto di nuove forme di sterminio di massa.

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“RESTART, TRENTINO!” – 1

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 26 Gennaio, 2017 @ 4:01 pm

Detto altrimenti: libertà, coraggio, democrazia, diritti, cambiamento          (post 2621)

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In cinque … alla ripartenza!

1 – Libertà. Libertà dal bisogno e di scelta fra soluzioni diverse, non certo liberismo o libertà di fare ciò che si vuole.

2 – Coraggio. Coraggio è “esserci” non a rimorchio di un’unica mente pensante, ma essere capaci di dire : “Il re è nudo”, ove tale sia.

3  – Democrazia. Democrazia non è “potere sul popolo”; non è “strapotere del popolo”; bensì governo dalla gente, della gente per la gente.

4 – Diritti. Soprattutto quelli negati, ad esempio la parità di genere e il diritto del rispetto del proprio voto.

5 – Cambiamento. In meglio, non tanto per fare … (v. sopra)

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LA VERITA’ SU GIULIO REGENI

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 26 Gennaio, 2017 @ 6:59 am

Detto altrimenti: ieri, un anno …. (post 2620)

downloadMa cosa aspettiamo? La verità? Ma più di così … vogliamo che ammettano di averlo rapito e torturato … i loro Servizi Segreti? Ma quando mai lo faranno… mai! Ne  sappiamo qualcosa anche noi di (assenza del) reato di tortura, o no? Dice: ma vogliamo la verità … Bisogna essere sicuri  del tutto …

Mi viene in mente quella storiella: un marito incarica un investigatore di controllare la fedeltà della propria moglie. Man mano che costui gli riferisce che la donna si è incontrata con un uomo, che hanno perso un caffè insieme, che sono andati a teatro e a cena insieme, che si sono ritirati in albergo, che si sono spogliati ed hanno spento la luce, il marito, ad ogni passaggio, interviene con “Si, va bene, ma poi? Non si è mai sicuri del tutto, ecco, lo vede anche lei …”

 

[r1]Che noi

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LE MIE VALANGHE

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 23 Gennaio, 2017 @ 7:41 am

 

Detto altrimenti: poche, per fortuna … (post 2619)

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Monesi, località sciistica quasi vista mare, nelle montagne di Imperia. Noi, ragazzi, da Genova, s’andava a sciare nelle stazioni più vicine, man mano che venivano aperte: meno km da fare rispetto alla stazione classica, Limone Piemonte, 180 km di cui solo 50 in autostrada. Monesi era una di quelle. Sciavo, al traverso di una pista. Improvvisamente sento che “mi gira la testa”, mi sembra di essere ubriaco, le montagne di fronte a me sembrano muoversi, mi pare di essere sul punto di perdere l’equilibrio: poi ho capito. Sotto i miei piedi si era staccata una piccola slavina, un tappeto di neve che stava scivolando lungo la linea di massima pendenza, ed io sopra. Fatti 100 m. esco dal quel tappeto che a sua volta si ferma. Ecco, questa è stata la mia prima presa di contatto con la slavina. Roba da nulla, ma intanto … (qui a lato: “fuori pista ” alla Malga Zambana, in Paganella, per nulla pericoloso).

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downloadLa seconda. Passati molti anni, ne avevo una quarantina, ero a capo delle società di impianti del ghiacciaio Presena, sopra il Passo del Tonale. Era scesa la valanga. Ci rechiamo in zona per un sopralluogo. I pali dello sklift piegati come se fossero di paglia. La valanga aveva circondato il rifugio, sfiorandolo. Muraglie di neve altre tre-quattro metri … provo ad inciderle con la punta della racchetta da sci: niente da fare: marmo! Non lo si può immaginare, vedendo scendere una valanga si pensa che tutto sommato, se hai fortuna, puoi riuscire a “galleggiare”, ad uscirne … Forse all’inizio, ma appena la neve si compatta, spinta e pressata da quella che sopraggiunge, è una morsa che nulla ha invidiare ad una colata di cemento.

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Nelle zone a rischio l’unico rimedio è la prevenzione, ovvero farle staccare a bella posta con manovre guidate, ad esempio provocando una esplosione (di gas) qualche decina di metri sopra la massa nevosa. Ci si riesce con l’aiuto di un elicottero o calando il sacco contenente il gas da cavi aerei precedentemente predisposti.

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Piccole esperienze, di scala infinitamente inferiore. Può capitare: stai sciando in neve fresca, cadi, gli sci si piantano nella neve e tu non riesci a staccarti gli attacchi, non riesci a rimetterti in posizione … il tutto in soli 50 cm di “fresca”! (Qui a fianco: un mio amico che non nomino per via della privacy).

Morale: prudenza, molta prudenza con la neve fresca.

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WP_20170122_001Valanghe, quella micidiale in Abruzzo … in questi giorni io ero a sciare in Paganella, mezz’ora da casa, andata e ritorno in mattinata, tre ore di sci “intenso” e poi a casa a pranzo. Neve? Quella “sparata” dai cannoni, piste comunque molto buone, soprattutto per noi V.I.P., Vecchietti In Pensione, altrimenti detti “strazzapiste”, quelli che prendono la prima cabinovia e si fanno le prime sciate sulle piste ancora deserte,  tirate a specchio dai gatti delle nevi. Ecco, in questi giorni c’erano delle gare sociali, quelle del corpo dei VV.FF. – Mi rendo conto, una manifestazione che “viene da lontano”: le iscrizioni, l’organizzazione logistica, gli alberghi … mesi e mesi di preparativi. Tant’è, vedere queste gare mentre altri loro colleghi stanno lottando contro la bufera e contro il tempo per cercare di estrarre vive le persone dalla valanga in Abruzzo … mi ha un po’ impressionato. Ma, che volete, the show must go on …

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LIBERTA’ VA CERCANDO …

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 21 Gennaio, 2017 @ 7:58 am

Detto altrimenti: l’attualità di Dante!   (post 2518)

 images“Libertà va cercando, ch’è sì cara, / come sa chi per lei vita rifiuta” – Le parole sono quelle che Virgilio, parlando di Dante, indirizza a Catone, il quale essendo pagano e suicida, dovrebbe stare fra i grandi spiriti del Limbo nel I cerchio o fra i suicidi nel VII cerchio dell’Inferno, e che, invece, troviamo come custode del Purgatorio. Questa scelta di Dante, apparentemente strana, può essere spiegata studiando la vita di Catone. (Purgatorio, canto I, vv 71-72). Catone morì ad Utica nel 16 a.C. Scelse il suicidio piuttosto che rinunciare alla libertà politica che ormai Cesare aveva tolto a chi, come lui, era un pompeiano.

downloadAttualità, modernità di Dante, dicevo. Oggi Dante scriverebbe “Libertà va cercando, ch’è sì cara, / come sa chi per lei posto rifiuta”. Un posto, il posto, la poltrona, in Trentino o a Roma, basta mettersi d’accordo. Libertà … ma quale libertà? La “libertà politica”, quella del pensiero e della sua espressione politica (il voto, la partecipazione). Infatti qui da noi (come nel resto del paese) esistono due tipi di partiti politici: quelli entro i quali puoi esprimere il tuo giudizio, quelli che se voti il tuo voto va a buon fine (e sono la maggioranza); e quelli no, quelli che non è cosa … quelli “proprietà privata” di una oligarchia che tanto facciamo come abbiamo deciso noi … tu vota come vuoi tanto non conta.

Libertà … intendiamoci: non quella che “pensiamo alla libertà, per la democrazia vedremo dopo”. No, non certo la “libertà” del liberalismo inglese che – bontà sua – no, i bambini sotto i nove anni non devono lavorare in fabbrica! Ci mancherebbe altro! Piuttosto la “libertà nella democrazia”, ovvero la libertà dentro quel contenitore più raro di un vaso cinese Ming che è la “democrazia”, quello status politico oggi sulla bocca di tutti ma nei fatti di pochi. Diceva quel tale: “La democrazia è quella cosa che voglio per me ma nego agli altri”. Una battutaccia, ovvio, ma con contenuti reali. Ecco, libertà di superare la democrazia delle parole per costruire quella dei fatti. Lo so, lo so che qualcuno mi potrà dire che scrivo come un “profeta che parla al vento del deserto” … ma dalle profezie nascono idee, dalle idee le utopie (obiettivi semplicemente non ancora raggiunti), dalle utopie i progetti concreti. Ecco, partiamo dalle idee ed arriviamo al risultato di un progetto pienamente realizzato, quello della migliore democrazia possibile, una democrazia “dinamica” mai totalmente realizzata ma sempre migliorata. Un contributo, anche minimo, da parte di ognuno di noi e state pur certi: gutta cavat lapidem!

IMG-20170130-WA0004Dice … ma concretamente, che fare? Be’ un piccolo contributo con alcuni amici lo stiamo dando: ieri sera a Rovereto abbiamo costituito una Associazione, la “Restart Trentino” (la trovate su Facebook) per sollecitare la libera espressione di ognuno, quanto ad aspirazioni, bisogni, necessità, sogni, utopie,  progetti: un luogo di espressione e di reciproca comunicazione, nel senso di communis actio, azione comune. E … al centro? Al centro la Persona, ogni Persona, la sua Libertà di espressione, e il rispetto della espressione (e del voto) di ognuno. Per arrivare dove? Per arrivare alla costruzione del Bene Comune, ovvero di quel quid che è tale (“Comune”) proprio perché “costruito in comune, sin dall’inizio, con l’apporto di tutti, nessuno escluso “. Restart, ripartenza, un sostantivo ma anche un imperativo: “Riparti, Trentino!”

Riccardo, il vostro blogger, Presidente di Restart Trentino

 

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IL DRAMMA DELLA ROTTA BALCANICA

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 21 Gennaio, 2017 @ 7:19 am

Detto altrimenti: IPSIA del Trentino per i migranti sulla rotta balcanica   (post 2617)

Foto Caritas Serbia

Foto Caritas Serbia

Le condizioni dei migranti sulla rotta balcanica per entrare in Europa sono in questi giorni drammatiche. Ammassati nei campi profughi o in accampamenti di fortuna in Serbia – dove erano entrati dalla Macedonia, Romania o Bulgaria, e diretti verso l’Unione Europea attraverso l’Ungheria, con la strada sbarrata dal muro e dall’esercito disposto al confine – si stimano tra le 7 mila e le 10 mila persone, provenienti principalmente da Afghanistan, Pakistan, Siria, Iraq: non sono solo giovani, ma anche persone deboli come anziani, bambini, intere famiglie che attendono di oltrepassare il confine ungherese a nord del Paese in condizioni precarie, alle prese con temperature che negli ultimi giorni di gelo hanno superato i 20° sotto zero, raggiungendo in alcune zone del sud della regione i – 30°. Si vedono bambini avvolti nelle coperte a rischio ipotermia, madri ormai esauste che non sanno più come riparare dal freddo i loro figlioli, anziani stremati che scivolano sulle strade ghiacciate. La morsa del freddo persiste e non da tregua a questi disperati.

2Nei centri per richiedenti asilo di Belgrado, PreÅ¡evo e Serbia occidentale la Caritas sta fornendo zuppe calde, coperte, scarpe e un minimo ristoro; diversa la situazione per le migliaia fuori da questi centri cosiddetti regolari perché il governo considera l’assistenza al di fuori dei campi un’attività irregolare e un incoraggiamento per i migranti a rimanere in condizioni pericolose.

Foto Corriere del Ticino

Foto Corriere del Ticino

Ma i disperati che non vogliono stare nei cosiddetti campi regolari per paura di essere identificati sono migliaia, e si muovono come “senzatetto” verso valichi o sottopassi ferroviari, bruciando qualche legno per scaldarsi, e continuando la loro strada verso il confine ungherese. Per passare, essendo loro impedito la via legale, si affidano a trafficanti senza scrupolo. Eppure la maggior parte di loro avrebbe diritto alla protezione internazionale, provenendo perloppiù dalla Siria come affermato dalle Nazioni Unite, da dove scappano a causa delle bombe e da una guerra che ormai sembra non finire più .

“Considerate le dure condizioni invernali, l’UNHCR è fortemente preoccupato dal fatto che le autorità di tutti i Paesi che si trovano lungo la rotta dei Balcani occidentali continuano a respingere rifugiati e migranti dai propri territori verso i Paesi confinanti. In diversi casi rifugiati e migranti hanno accusato le forze di polizia di avere usato violenza. Molti hanno inoltre denunciato che le stesse forze dell’ordine hanno sequestrato o distrutto i loro cellulari, impedendo loro di effettuare chiamate per chiedere aiuto. Altri hanno perfino riportato di essere stati privati dei propri vestiti venendo così esposti ulteriormente alle dure condizioni climatiche.” (fonte Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati)

Foto Ipsia

Foto Ipsia

IPSIA del Trentino (associazione attiva sui temi della pace, della cooperazione allo sviluppo e sulla lotta alla povertà) che è in contatto con ha la Caritas Serba con cui ha già realizzato un intervento di sostegno umanitario ai profughi intitolato “Emergenza rifugiati sulla Western Balkan Route” (sostenuto grazie al contributo della Provincia Autonoma di Trento), ora vorrebbe continuare a sostenere Caritas nelle operazioni di aiuto alla popolazione stremata dal freddo.

Per chi volesse contribuire il conto corrente dell’associazione è: IT 29G 0830  40180 7000 0073 35132 presso la Cassa Rurale di Trento

Giuliano Rizzi – Coordinatore IPSIA  Tn

 

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