RESTART POLITICA

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 6 Febbraio, 2017 @ 7:10 am

Detto altrimenti: ma se il re è nudo! Dai …. che mi venite a raccontare?   (post 2636)

1IMG-20170130-WA0004 – Un’associazione di volontariato. Il gruppo dirigente – quasi al completo – lavora attorno ad un tavolo. Uno di loro no. Sta seduto a cinque metri di distanza, leggermente allungato su una sedia, le gambe accavallate, una mano a sorreggere il mento. Ascolta? Non pare. Interviene? No. Pensa? Sicuramente. A quello di cui si sta discutendo? No. A cosa, allora? Alla prossima assemblea, a come potrà raccogliere molte deleghe dagli autisti dell’associazione per far eleggere un nuovo direttivo che potrà pilotare a suo piacere. Già … perché le associazioni sono anche un “bacino di voti”, anche in politica. Ecco, quel tale stava “facendo politica”: ma quale politica? Quella dei bisogni che l’associazione in discorso voleva soddisfare, oppure  cercava di predisporre un ennesimo centro di potere? Alle lettrici ed ai lettori l’ardua sentenza!

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Ma … e se sulla destra dell’immagine ci fosse la rete che imprigiona … la libertà di pensiero?

2 – Politica … vi è quella di chi si espone sul campo, di chi ci mette la faccia, di chi sa andare anche contro-corrente. Dice … ma perché andare contro corrente? La corrente di un fluido è quella della maggioranza delle sue componenti, ed allora? Al riguardo mi permetto di rimandare al mio post precedente: si tratta di una maggioranza consapevole o semplicemente di una maggioranza attratta da una post-verità, ovvero da quella pseudo verità che nasce dalla “non-rarità” di affermazioni ripetute da anni e anni sempre dalle stesse persone? Enunciati “non-rari” e che acquistano un immeritato valore  proprio per il loro elevato grado di diffusione.

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Come le pecorelle escon del chiuso /  a una, a due, a tre, e l’altre stanno /  timidette atterrando l’occhio e ‘l muso; / e ciò che fa la prima, e l’altre fanno, / addossandosi a lei, s’ella s’arresta, / semplici e quete, e lo ‘mperché non sanno; (Divina Commedia, Purg. III, vv. 70-84)

3 – Contro corrente. Ricordi. S’era un gruppo di giovani impiegati ad un corso di formazione di una grande società. Venne un esponente della direzione generale e ci chiese se in lui preferissimo vedere un esponente ufficiale della direzione generale o un quasi collega con cui scambiare alcune considerazioni. Tutti scelsero la forma del “quasi collega”. Io chiesi la parola ed affermai il contrario: preferivo vedere quella persona per quello che era: un inviato della direzione generale. Uno dei colleghi mi interruppe e disse: “Riccardo, che dici? Ma se tutti noi abbiamo detto …”. Ecco, per me fu facilissimo ribattere: “Il fatto che il vostro pensiero sia non-raro (cioè molto diffuso), non lo trasforma automaticamente in un valore assoluto”. Anni dopo fui chiamato a lavorare all’Ufficio Centrale del Personale di quella grande SpA. Curioso, andrai a leggere le mie note caratteristiche: vi trovai citato positivamente a mio favore quell’episodio (mi scuso: perdonate l’auto-citazione, non è bello, lo so … ma quando la se ghe vol, la se ghe vol! Ovvero quanno ce vo’ ce vo!).

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RESTART FILOSOFIA

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 4 Febbraio, 2017 @ 10:29 pm

Detto altrimenti: Associazione Culturale Restart Trentino, la ribellione all’internet dei cervelli            (post 2635)

imagesIl filosofo Michel Foucault (1926- 1984) è stato un filosofo, sociologo, accademico, storico e saggista francese. Fra le sue riflessioni mi permetto di citare il “principio di rarità degli enunciati” secondo il quale un enunciato ha tanto più valore quanto più è raro.

Oggi questo principio è stato rivoluzionato dall’internet dei computer e dei cervelli: oggi luoghi comuni e (vuote) affermazioni tanto più hanno (purtroppo) valore quanto maggiore è la loro non-rarità. Traduco: se affermo “questo tavolo vola”, l’enunciato ha valore se molte persone si comportano come se l’affermazione fosse vera, dicendo “Speriamo che non mi cada in testa ”. Ecco, l’Associazione Culturale Restart Trentino vuole invertire questo meccanismo perverso, nel senso di ribellarsi a questa sorta di “post verità” ridando valore alla rarità, alla differenza ed alla originalità della propria iniziativa relazionale (“Verità è relazione”, ci insegna Papa Francesco. Non è  “vieni qui che ti dico io …”)

IMG-20170130-WA0004Ulteriore traduzione del concetto: se una corrente di pensiero (economico, sociale, filosofico, politico, etc.) ripete e fa ripetere da anni dalle stesse persone le stesse enunciazioni, esse tendono ad acquisire valore – indipendentemente da un loro valore reale – solo ed in quanto molte persone finiscono per comportarsi come se quelle persone e le loro enunciazioni fossero una verità strategica (strategico = indispensabile e insostituibile).

Restart, al contrario, utilizza la tecnica dello zero base budget: rimettiamo in fila tutte le persone e tutti i valori reali o presunti tali; diamo ad ognuno la possibilità di esprimersi su di essi; valutiamo ogni affermazione alla luce dei risultati che ha prodotto, che produce e che si prefigge, e non sulla base della frequenza con la quale essa viene propinata da decenni da parte di quelle  stesse, immutabili persone.

Associazione Culturale Restart Trentino, tre parole: libertà, coraggio, cambiamento. Le parole sono pietre, scriveva Don Milani. Ed allora approfondiamo cosa significano queste tre parole per Restart.

Libertà

  • dalla post-verità (vedi sopra), cioè da quella (pseudo) verità generata da una ripetizione da parte delle stesse persone degli stessi concetti, anno dopo anno, in una sorta di “diabolico internet del cervello”: una post verità che assume valore solo perché non-rara.
  • dal bisogno. Non solo fisico, ma anche libertà del pensiero. Potere esprimere le proprie idee anche diverse da quelle dell’altro senza che esse siano interpretate come “idee contro”;
  • di scegliere fra soluzioni diverse, ad esempio con il proprio voto, e di vedere attuate le proprie scelte quando esse siano risultate scelte di maggioranza.

Coraggio. Il coraggio delle proprie idee.

Cambiamento. Una normale successione generazionale portatrice di idee. Idee, il che significa già di per sé qualcosa di nuovo … il che già la dice lunga … (in cauda venenum …)

 Riccardo Lucatti – Presidente Restart Trentino

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RESTART TRENTINO

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 4 Febbraio, 2017 @ 3:12 pm

Detto altrimenti: riparti, Trentino!         (post 2634)

downloadOggi, il “varo” della nuova associazione culturale. Presso il Polo del Verde, Via delle Ischie, 59, Romagnano (TN). La location si è mostrata assolutamente all’altezza: facile da individuare e da raggiungere, ampio parcheggio, a piano terra una serra, sopra un salone ristorante (trentino-siciliano) utilizzabile anche per riunioni. Come la nostra, una Associazione culturale non partitica.

Associazione culturale per fare cultura. Cultura = insieme di conoscenze. Quindi “fare cultura in associazione” significa “mettere insieme le conoscenze di ognuno”. Ecco una delle motivazioni che ha indotto alcuni amici a costituire questa Associazione. Un’altra spinta è arrivata dalla necessità di uscire dal loop della politica poltrone e sofà, della politica gridata, della politica della contrapposizione per passare a occuparci dei problemi e delle potenzialità della polis, della nostra società. Quindi: massimo spazio al contributo di ognuno; positività dell’agire; nessun ipse dixit. Eravamo … chessò, un centinaio, ma forse anche di più, il che non è male di questi tempi.

IMG-20170130-WA0004Un moderatore, la presentazione dello spirito dell’iniziativa da parte del Presidente, interventi singoli della durata di uno-due minuti ciascuno. La conclusione ai due “ideatori” dell’Associazione, Roberto e Donatella.

Cosa è emerso: la voglia, il coraggio, la capacità, la libertà, la possibilità di “cambiare”. Dice … ma il cambiamento … può anche essere un peggioramento. Si, è vero, ma il primo cambiamento che vogliamo fare è quello generazionale, e in questo, quanto si punta sui giovani, non si sbaglia mai.

Taluno ha osservato che a fare il Presidente di una associazione-largo-ai-giovani è stato chiamato un ultra settantenne (il vostro blogger). Già … sembrerebbe un controsenso ma tale non è. Una persona di esperienza che saprà catalizzare l’adesione di forze giovani, le saprà motivare, le inviterà ad esprimersi, attribuirà loro il massimo grado di centralità. D’altra parte se c’è un giovane che vuole il mio posto, che si faccia avanti …

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IMG-20170130-WA0003Cambiamento. Da un sistema gerarchico basato su organigrammi politici non solo concettuali ad uno basato su funzionigrammi progettuali, con la riunificazione del potere e della responsabilità. Traduciamo: chi ha un ferro l’affili, scriveva Giovanni Berchet nel suo Giuramento di Pontida. E noi diciamo: chi ha un’idea, l’esponga! L’idea, anche la più apparentemente irrealizzabile, è sicuramente una Utopia, ovvero un progetto non ancora realizzato. E ogni utopia può diventare progetto ed ogni progetto realtà. E ognuno deve avere la possibilità di fare il Capo Progetto della sua idea. Ma se non si incomincia …non si va da nessuna parte.

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Tre parole: libertà. Dal bisogno fisico e libertà intellettuale; libertà di scegliere fra soluzioni diverse e di vedere realizzata la propria scelta. Coraggio: semplice possibilità di esporre le proprie idee anche se diverse da quelle degli altri. Cambiamento, ne ho già parlato.

Dice … ma chi è intervenuto? Be’ … trovate un resoconto completo su Facebook Restart Trentino e su Twitter restart.trentino. Volete scriverci o iscrivervi? Ecco qui: info@restart.trentino.it o anche contattando qui il vostro blogger.

Dice … ma … concretamente, che fate? Be’ … venite al prossimo appuntamento: sabato 4 marzo, a ridosso (non per niente!) della Festa della Donna.

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3 febbraio 1998 LA STRAGE DEL CERMIS

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 3 Febbraio, 2017 @ 9:39 am

Detto altrimenti: per non dimenticare             (post 2633)

CERMIS

Sospese nel vuoto

arroganti contraddizioni

ubriacano menti ribelli

salde al buon senso

ed alla ragione.

 

Inutile verità

sui metri da terra

veloci,

inutile rotta

del libro di bordo.

Verrà anche il tempo della giustizia.

 

Fredde le mani protendono

a stringere un corpo

per dare calore

agli ultimi istanti.

Pavide

altre

nascondono

la scatola nera dei dati

turpi alla vista.

 

Leggiamo violata

la legge

da scritte di sangue

su fogli di neve.

Urliamo

in faccia all’abisso profondo

schiacciati

fra i piccoli atti

del nostro dovere

e l’osceno dispregio assordante

alla vita.

 

Vis legibus inimica …

 

 

Riccardo Lucatti, nato a Genova il 3 febbraio 1944

 

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I CORSI E I RICORSI DELLA STORIA

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 2 Febbraio, 2017 @ 3:23 pm

Detto altrimenti: ogni 70 anni circa …. (post 2632)

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downloadE ci risiamo: l’Isis; le molte guerre; le migrazioni di popoli interi; l’esasperata globalizzazione anzi no; la Turchia; i muri europei; la Brexit ed ora Trump. In Italia: partiti che si dividono; movimenti vaffday; altri che ce l’hanno duro; libertà di votare chi subito dopo da l’eletto si trasforma in casta … Sta per iniziare un nuovo ciclo storico, un nuovo corso della storia, anzi, un ricorso. Giambattista Vico “quello dei corsi e dei ricorsi della Storia”, dicevamo al liceo, divideva la storia in tre differenti età:

  • l’età degli dei, in cui gli uomini interpretano il mondo come un gigantesco organismo di forze incommensurabili;
  • l’età degli eroi, in cui un gruppo si impone con la forza sugli altri, arrogandosi quelle qualità che prima spettavano agli dei. È il tempo in cui si formano i governi aristocratico-oligarchici, fondati sul dominio dei pochi sui molti;
  • l’età degli uomini, in cui si impone il principio dell’uguaglianza degli uomini di fronte alla legge, che è la garanzia sia delle repubbliche popolari sia delle monarchie.

Per Vico, le tre età si susseguono ciclicamente, in un percorso in cui allo sviluppo razionale dell’ultima età subentrano, per degenerazione, germi di corruzione e crisi che fanno crollare le istituzioni sociopolitiche, fino alla tirannide e all’anarchia. Tra le cause principali che affliggono l’età degli uomini e della civilizzazione, Vico individua lo scetticismo e il relativismo etici, che fanno preferire all’uomo il proprio tornaconto rispetto al bene comune. 

download (1)Dice … ma tu, blogger, sei un pessimista? No, raga, no. Semplicemente non ignoro la concomitanza dei molti avvenimenti citati: tanti, troppi per non essere una “categoria storica”. Ed allora che fai, blogger? Che faccio? Faccio la goccia, quella che “cavat lapidem”, quella che contribuisce a riempire un mare: cerco di fornire il mio umile e piccolissimo, infinitesimale contributo di presa di coscienza, di consapevolezza, di responsabilità, di impegno civile. E poi, què serà serà, cantava Doris Day …

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FANTAPOLITICA

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 2 Febbraio, 2017 @ 8:02 am

Detto altrimenti: que serà serà?   (post 2631)

Trumpolitik: alcune tracce per aspiranti scrittori di libri gialli

  1. Trump. Il complotto. “Lo sparano”, voce del verbo meridionale “sparare a”. Gli subentra il suo vice Pence, della serie l’è pezo ‘l tcon del bus, è peggio la toppa del buco ovvero dalla padella nella brace (segue come al successivo n. 2).
  2. Trump (se non lo sparano)/Pense (se sparano Trump). Si va avanti nella “politica” improvvisamente anti-globalizzazione. Negli USA aumentano i posti di lavoro ma anche – di molto – i prezzi dei prodotti non più made in China. La sanità solo per i ricchi. Aumentano le tensioni interne: scioperi, scontri con la polizia. Trump/Pence cerca di distrarre l’attenzione spostandola verso le questioni internazionali, che non mancano. Infatti: Cina, india, Pakistan, Indonesia etc. a causa del blocco delle esportazioni verso gli USA diminuiscono la produzione e licenziano centinaia di migliaia di schiavi-lavoratori il che fa aumentare il numero dei disoccupati e quindi dei  migranti verso l’UE. L’UE contesta fermamente la politica di Trump/Pence, i rapporti USA-UE si deteriorano. Putin fa l’ucia de la balanza (l’ago della bilancia), si barcamena far i due blocchi e in oriente e medio oriente fa quello che vuole e inizia a introdurre al potere il proprio figlio, il figlio di Putin, quel figlio di … Putin.
  3. Per uscire dalla depressione, gli USA – come già fatto in analoga occasione – rilanciano l’industria pesante (armamenti). Putin idem. Guerre qua e là, che quelle armi le devono ben vendere a qualcuno, tanto poi si ricostruisce e riparte lo sviluppo. Solo che qualcuno preme il bottone delle atomiche, ed è la fine.
  4. Scenario di cui al n. 2). In USA applicano lo scenario n. 1 e “sparano” anche Pence. Si va alle urne. Vince Condoleezza. L’UE si trasforma in USE-United States of Europa e si accorda con gli USA per fare rispettare in tutto il pianeta i diritti umani, civili, del lavoro,  il corretto utilizzo delle risorse naturali, etc.
  5. Ma non si poteva fare subito come nella seconda parte dello scenario 4?
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Una iniziativa di Pence

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P.S. 1: Trump o Pence? Dionigi, feroce tiranno di Siracusa, venne a sapere che una vecchietta pregava ogni giorno per la sua salute. La fece condurre al suo cospetto e le chiese come mai lei – unica fra tutti – pregasse per la sua vita e non – come faceva tutto il popolo – per la sua morte. La vecchietta rispose: “Prima di te avevamo un tiranno crudele. Alla sua morte venisti tu, molto più crudele del tuo predecessore. Ora io prego per ritardare al massimo la venuta del tuo successore, che non abbia ad essere peggiore di te”. Dionigi la lasciò andare libera.

P.S. 2Elenco dei presidenti USA “sparati”

  • Abraham Lincoln (1861-1865) ucciso da un colpo di pistola sparato da un attore al Ford’s Theatre a Washington il 14 aprile del 1865;
  • James Abraham Garfield (4 marzo-2 luglio 1881). Fu ucciso lo stesso anno della sua elezione da un disoccupato, Charles Guiteau, che gli sparò ferendolo gravemente. E’ morto dopo due mesi di agonia.
  •  William McKinley (1897-1901) ucciso dall’anarchico Leon Czolgosz il 6 settembre 1901;
  •  John Fitzgerald Kennedy (1961-1963) ucciso a Dallas 1122 novembre del 1963.

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ASSOCIAZIONE CULTURALE RESTART TRENTINO

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 31 Gennaio, 2017 @ 7:03 am

Detto altrimenti: riparti, Trentino!       (pre 2630)

Amiche lettrici, affezionati lettori,

IMG-20170130-WA0004ecco svelato il “mistero” di alcuni brevissimi “pre” precedenti (che mi permetto di invitarvi a rileggere), chiamati “pre” e non “post” perchè scritti e pubblicati, come questo del resto, prima della presentazione ufficiale dell’Associazione, che avverrà sabato 4 febbraio 2017 ad ore 10,00 presso il Polo del Verde, Via delle Ischie, 59 – Romagnano, ed alla quale siete tutti cordialmente invitati.

Con Restart Trentino, abbiamo inteso dare vita al luogo delle idee e delle proposte liberamente espresse da ognuno per  delineare un futuro migliore anche per il Trentino, senza per questo farci catalogare in alcun partito politico. Se facciamo politica? Nel senso etimologico greco della parola si, ovvero sollecitiamo ognuno a produrre ed esporre idee e proposte sui piccoli come sui grandi temi per il progresso della “polis” ovvero della nostra società. I grandi temi … qualcuno potrebbe pensare che  siano cose più grandi di noi … e invece no: come il mare … che  è formato da tante piccole gocce e poi, si sa, la goccia fora la roccia! Infatti, i cosiddetti grandi temi quali ad esempio la libertà, l’autonomia, la democrazia, la legalità, la progettualità … possono e devono iniziare ad essere trattati e vissuti innanzi tutto in una dimensione individuale.

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La frase è di F. W. Nietzsche

In un mondo che dopo avere osannato la globalizzazione ora improvvisamente osanna il suo contrario; in una Europa nella quale il popolarismo sta diventando populismo; in una politica statale e locale alla “poltrone e sofà”; nel mondo dei nuovi muri, il “luogo culturale Restart” – ecco cosa siamo – vuole aprire una strada: la strada della comunicazione, del dialogo, dell’azione comune   che deve prendere le mosse dall’espressione individuale, libera, autonoma e genuina di ogni cittadina e di ogni cittadino, per la costruzione del Bene Comune, che è tale in quanto costruito sin dall’inizio con l’apporto di tutti, nessuno escluso.

Quanto al metodo, vogliamo evitare che il “cogito ergo sum” diventi “detesto ergo sum”. Quindi nella nostra Associazione non si criticherà nessun aspetto del sociale o della politica, bensì essa vivrà delle idee positive di ognuno.

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“Re …start!”

Abbiamo attivato nostra pagina Facebook e Twitter. Inoltre state trovando alcuni spunti sul nostro pensiero qui nel mio blog, spunti che hanno preso l’avvio da tre parole: Libertà, nel senso di “libertà dal bisogno” e “libertà di scelta fra diverse soluzioni potendo poi realizzare quella scelta”;  e non nel senso di “liberismo” o nel senso di ”fare ciò che si vuole”; Coraggio nel senso della normale possibilità di esprimere le proprie idee anche se diverse da quelle altrui; Cambiamento innanzi tutto doppiamente generazionale: dei suoi artefici e dei suoi destinatari, i giovani, non più strumento o paravento altrui.

restart.trentino.it – info@restart.trentino.it – fb Restart Trentino – Twitter restart.trentino – CF 96105960221

Grazie se verrete alla nostra inaugurazione, se farete parte del nostro gruppo e se esprimerete le vostre idee: seminerete pensiero, raccoglieremo futuro!

Riccardo Lucatti – Presidente Restart Trentino

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SCIARE IN SICUREZZA

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 30 Gennaio, 2017 @ 2:41 pm

Detto altrimenti: una regoletta facile facile …… (post 2629)

Per la prima volta, quest’inverno, ho notato una ulteriore regola di prudenza dottata dai maestri di sci con il loro seguito di allievi: quando si fermano, si collocano quasi al bordo pista, lasciando tuttavia libero un corridoio di un paio di metri fra loro stessi e il bordo pista, al fine di consentire il passaggio di chi scende, “scodinzolando” a serpentina, lungo quella stretta fascia di pista, proprio vicino al bordo.

WP_20170130_001E invece ieri … ieri in Paganella stavo sciando verso FAI secondo la traccia 1: la pista non è larghissima, c’era un certo affollamento, ed io mi stavo tenendo rigorosamente sul bordo pista, quando una sciatrice che procedeva secondo la traccia 3 (tratteggiata nella figura qui a lato), mi ha tagliato completamente la strada, andando a fermarsi con la punta degli sci oltre il bordo stesso. Io sono riuscito a salire sul piccolo muretto di neve che per legge deve delimitare una pista di neve artificiale, e sfiorando gli alberi, sono passato indenne. Una vera fortuna, perché in caso di caduta sarei rovinato su un tronco! Ecco, sciare come nella traccia 3 è un po’ come continuare a tagliare le tre corsie di una autostrada, zigzagando da un bordo all’altro. Concettualmente, intendo. Ed allora forse converrebbe inserire questa regola fra quella che spesso vediamo riportate sui pannelli che avvisano di non fermarsi dietro un dosso, di guardarsi intorno prima di ripartire dopo una fermata, di dare la precedenza allo sciatore a valle, etc. Ovvero: “Non tagliate completamente la pista e comunque quando fate la vostra bella curva a valle, lasciate un paio di metri liberi fra voi e il bordo pista”. Che ne dite, è chiedere troppo?

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TRAMP-OLIN, TRAMP-OLIN, VIVA TRAMPOLIN!

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 30 Gennaio, 2017 @ 6:25 am

Detto altrimenti: per fare un tuffo nel … peggiore passato!   (post 2628)

VIVA TRAMPOLIN? SI, INFATTI … Dionigi, feroce tiranno di Siracusa, venne a sapere che una vecchietta pregava ogni giorno per la sua salute. La fece condurre al suo cospetto e le chiese come mai lei – unica fra tutti – pregasse per la sua vita e non – come faceva tutto il popolo – per la sua morte. La vecchietta rispose: “Prima di te avevamo un tiranno crudele. Alla sua morte venisti tu, molto più crudele del tuo predecessore. Ora io prego per ritardare al massimo la venuta del tuo successore (Pence, n.d.r.), che non abbia ad essere peggiore di te”.

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Un tuffo dal trampolino può finire anche in “panciata”

Le pantofole della nonna … le cose più vecchie che hanno;  l’egoismo fra due oceani, la cosa più nuova. Chiudere invece di aprirsi significa comprimere. Comprimere una molla che prima o poi sfuggirà dalla presa delle dita e ferirà il “compressore”.

Dice … ma sono venuti a salvarci dal nazismo … Si, certo, per evitare che la guerra arrivasse in casa loro! Nessuno fa nulla per nulla, nemmeno un cane scodinzola se non gli fai una carezza o se non gli dai un boccone da mangiare.

Dice … ma il piano Marshall … Si certo, ancora li ringraziamo. Ma è stato anche per mantenerci nell’area occidentale come politica e mercato a loro “affine”, tipo USA e JET (F 35 docet). (Nessuno fa … v. sopra).

Dice … ma sei anti USA? Anti-questi-di-adesso … si!

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Ma dai … che hai copiato dal nostro Silvio … co’ ‘sta mania di firmare in diretta …!

Dice … ma il tuo pensiero? Il mio pensiero? Un’idea, un’utopia, un progetto: gli Stati Uniti d’Europa che, insieme agli USA, “imponessero” al resto del mondo il rispetto dei diritti umani, della natura, una equa distribuzione delle risorse. Ma ora, “grazie” alla Brexit e ai trampolini … abbiamo fatto un tuffo  in un nuovo, peggiore,  medio evo!

Dice … ma se Tramp (Tramp) cancella la globalizzazione, riporta il lavoro negli USA … Dico: bravo merlo! Lo sai che natura non facit saltus? Negli USA aumenterà il lavoro ma anche il prezzo dei prodotti, e nei paesi attualmente “canaglia” per via che non  rispettano i diritti umani e dei lavoratori, aumenterà la disoccupazione: quei poveri schiavi di fatto, oggi lavoratori pagati poco e sfruttati molto, “miglioreranno” (!) le loro condizione, nel senso che non saranno più sfruttati bensì … saranno disoccupati! Non sarebbe stato meglio che gli USA si fossero alleati con gli Stati Uniti d’Europa e – da consumatori e clienti assolutamente primari – avessero imposto a quei paesi il rispetto di quei diritti?

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“E’ venuto Sergio dall’Italia …” Ecco, anche questa l’hai copiata da Silvio che si rivolgeva a Barak e a Condoleezza…

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Non basta: Tramp (Tramp) ha vietato l’importazione di … “esseri umani”! L’ONU dichiara illegale la sua decisione. Il mondo protesta. Gli estremisti islamici si sentiranno legittimati a nuove stragi. E bravo Tramp (Tramp)! Si vede che sua moglie gli aveva detto di non farlo, e lui l’ha incenerita con uno sguardo della serie “che la tasa, che la piasa e, che la staga in casa”.

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Trampolin, Trampolin, viva Trampolin  … sembra quella canzonetta su Topolino … solo che purtroppo questa volta non è un gioco, ma una tragica realtà …

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imagesP.S.: avrei potuto dedicarli un post tutto suo … a chi? A Mike Pence, il Vice di Tramp (Tramp). Per un motivo molto semplice: da governatore dell’Indiana Pence aveva emanato un decreto (che per fortuna poi gli fu fatto modificare!) per consentire ai ristoratori “obiettori di coscienza” di non  servire pasti  a omosessuali, il Religious Freedom Restoration Act. Orbene, v’è chi afferma che in realtà i conservatori volessero Pence alla Presidenza, ma che erano consci che non ce l’avrebbe fatta. Ed allora avrebbero adottato la tecnica del “vai avanti tu che mi vien da ridere”, nel senso di mandare avanti Tramp (Tramp), di fargli fare qualche bella cavolata e poi, con un impeachment, farlo fuori per lasciar subentrare Pence. Sarà vero? Certo che a pensar male si fa peccato ma si indovina  …

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“RESTART, TRENTINO!” – 4

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 30 Gennaio, 2017 @ 6:02 am

Detto altrimenti: priorità, politica, peso specifico, ricambio generazionale, autonomia   (pre 2627)

(a seguito dalle puntate precedenti. “Pre” e non “post” perché “precede” e non “segue” una iniziativa)

  1. download (1)Priorità. Rivederne l’ordine. Probabilmente quelle “in essere” non sono più tali.
  2. Politica. Al servizio degli Altri, non al proprio.
  3. Peso specifico. Valutare quello di ogni decisione rispetto a quello di tutte le altre.
  4. Ricambio generazionale. Far crescere, non strumentalizzare i giovani.
  5. Autonomia. La prima è quella del pensiero di ognuno.

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