CORRUZIONE COME INDEBITAMENTO
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 22 Ottobre, 2015 @ 7:02 amDetto altrimenti: fatti paralleli                                          (post 2148)
Indebitamento pubblico. Ci abbiamo scaricato per decenni e decenni tutte le nostre inefficienze. Abbiamo cominciato a cercare di fermarci solo quando siamo arrivati al “livello (europeo) di guardiaâ€. Corruzione (questa mattina gli arrestati sono dell’ANAS): mangia tu che mangio anch’io. Abbiamo cominciato a cercare di fermarci solo quando siamo arrivati al “livello (europeo) di guardiaâ€.
Dice … ma tua è antipolitica, qualunquismo. Eh no, cari miei, io da tempo sto registrando su un blocco notes tutti gli scandali  e le ruberie del denaro pubblico perchè voglio fondare un giornale mio: “Lo scandaliereâ€, per seguire tutte queste vicende. Esso avrà anche una pagina economica-finanziaria, per la valorizzazione e l’attualizzazione del totale del danno arrecato alla finanza pubblica. Questo totale, di volta in volta, sarà diviso per 60.000.000. in tal modo ogni lettore (italiano) saprà di quanto egli personalmente è stato derubato.
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LA MARCIA DELLA VERGOGNA
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 22 Ottobre, 2015 @ 6:50 amDetto altrimenti:  alla faccia della nostra memoria corta, cortissima ….. (post 2147)
La strage degli Armeni in marce forzate verso la morte; l’olocausto degli Ebrei. Solo per citare due genocidi “europeiâ€. Già … degli altri – africani, cinesi, tibetani etc. – ce ne importa ancora di meno. La marcia – e le marce si fanno a piedi – di uomini, donne, vecchi, bambini verso l’Europa per fuggire dalle guerre. A piedi, sotto il sole, la pioggia … e per rifugio, la notte, il cielo. E noi al massimo cambiamo canale. Ma ormai sono in Croazia, in Slovenia: sono arrivati a quelle frontiere dove anche noi abbiamo fatto la coda. Quest’estate per andare e tornare dalle vacanze. E se quelle loro marce durassero anche fino alla prossima estate, noi che faremo? La nostra coda – in auto – a fianco della loro? Oppure … ah, ecco … ci sono: a casa cambiamo canale; quest’estate cambiamo le mete delle nostre vacanze. Eh già … ce lo meritiamo un po’ di relax e quegli spettacoli … via, ci sarà bene chi ci pensa, ecchè? Dobbiamo fare tutto noi?
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LA REGIONE LOMBARDIA SI FARA’ CARICO DELLE SPESE DELLA DIFESA …
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 21 Ottobre, 2015 @ 8:53 pmDetto altrimenti: a che titolo?         (post 2146)
Un ladro entra in casa tua di notte. Tu spari e lo uccidi. Legittima difesa? Eccesso di legittima difesa? Omicidio colposo? Omicidio volontario? A me tuttavia interessa un particolare: la regione Lombardia ha dichiarato che si farà carico delle spese della difesa dell’imputato. A che titolo, mi chiedo … la regione può spendere il denaro pubblico uti princeps, ovvero come se fosse un principe nel suo principato? Chi mi sa dare risposta? La Corte dei Conti non ha nulla da eccepire?
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P.S.: intendiamoci: io non intendo nè assolvere nè condannare chi ha sparato. Il problema che mi pongo è un altro. E me lo porrei, identico, qualunque fosse il colore politico della giunta lombarda.
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COLORI D’AUTUNNO
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 21 Ottobre, 2015 @ 12:28 pmDetto altrimenti: colori profumati   (post 2145)
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No, non sono le foto delle pur splendide foreste trentine in autunno, prima fra tutte quella che incorona il Lago di Tovel. Questo scatto è stato fatto sul balcone della mia cucina a Trento. Rosso e azzurro, salvia e rosmarino che hanno avuto il coraggio di fiorire in autunno.
Colori profumati, dicevo …
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“SATYRICON†DI PETRONIO ARBITRO
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 20 Ottobre, 2015 @ 1:10 pmDetto altrimenti: sono ricominciate le letture dei classici presso la Biblioteca Comunale di Trento, con la Prof Maria Lia Guardini                  (post 2144)
Primo secolo dopo Cristo. La Roma di Nerone. Petronio era anche un “politico†(arrivò alla carica di Console), ma soprattutto è giunto a noi come arbiter elegantiae presso la corte del “divino†Nerone.
Un romanzo. Il genere letterario ultimo a nascere ma mai morto, a differenza del genere epico, nato secoli prima, risuscitato con Dante, Tasso e Ariosto, oggi morto. Il romanzo, come l’altro – famoso – di Apuleio (Le metamorfosi). Metamorfosi e viaggi, temi ricorrenti (anche in Pinocchio); il romanzo, il cui contenuto è “in contatto†con il presente; il romanzo dell’uomo-non-protagonista-assolto. Nell’epica, l’eroe è legato al passato e il “consumatore di epica†deve fare atto di … memoria. Al contrario, il “consumatore del romanzo†è invitato ad immaginare il prosieguo dell’opera, deve e può quindi fare un atto di “fantasia creatriceâ€.
La data del Satyricon è incerta. L’opera è pervenuta a noi solo in minima parte (un settimo del totale?). Pare che possa essere la critica ai costumi corrotti della corte di Nerone: il mondo che Petronio descrive è il “mondo bassoâ€: tuttavia egli racconta, non giudica. Infatti, a differenza di Orazio, in Petronio manca la pars construens.
Petronio (Tito Petronio Nigro) chi era costui? Tacito lo descrive come un dandy, un magister di bunga bunga, un arbiter elegantiae, fino a quando il perfido Tigellino non lo mette in cattiva luce presso il capo, per cui gli è consigliato di … suicidarsi, cosa che egli fa tagliandosi le vene e morendo lentamente durante l’ennesimo banchetto.
Il romanzo rappresenta il completamento della dissoluzione del genere epico. Non vi è legame con la tradizione e quand’anche … i modelli epici sono modificati, invertiti. Lo stesso accade al suo linguaggio, che non è il linguaggio epico indifferentemente in bocca a tutti, bensì di volta in volta il linguaggio specifico di ogni protagonista: ricco e forbito, retorico, familiaris, popolare, plebeius, volgare, servile: esattamente l’opposto del mono-stilismo, dell’alto-mimetico del linguaggio artificiale con il quale – ad esempio – i popolani del ‘600 invocano “Addio monti sorgenti dall’acque …â€
Un romanzo con dentro alcuni romanzi (tipo Manzoni, la storia della monaca di Monza dentro quella di Renzo e Lucia). Per capirsi, a differenza degli odierni gialli svedesi o delle trilogie di Ken Follet che racchiudono storie intrecciate. In Petronio la storia è una sola, e ogni tanto un protagonista racconta la sua “barzelletta†ovvero il suo romanzo.
Il viaggio è presente anche qui, ma non alla ricerca della Patria (Ulisse), della gloria (Argonautiche, Enea), dell’aldilà (Dante), bensì alla ricerca della sessualità perduta.
Ho accennato al linguaggio retorico. I retori, nel romanzo, affermano che la decadenza della retorica e della letteratura è dovuta alla mancanza di libertà . Petronio afferma che nella tirannide si può dire la verità e si è uccisi; si può osannare il tiranno e si fa carriera; infine si può tacere e aspettare.
L’attualità di Petronio? La corruzione dei costumi romani; la “dittatura†di certi capi partito.
P. S.: Prossimo appuntamento: martedì 3 novembre ore 10,00 Biblioteca Comunale di Trento, primo piano, aula a fianco della Sala degli Affreschi, sempre sul Satyricon. Entrata (e uscita) libera. Vi aspettiamo!
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LA POLITICA PER TUTTI E LA POLITICA DI TUTTI
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 17 Ottobre, 2015 @ 10:04 pmDetto altrimenti: non si tratta di un gioco di parole …   (post 2143)
Può ben accadere che un singolo uomo (o una singola donna) abbia l’idea politica giusta, il carisma adatto, la visione migliore. Costui (costei) lancia l’idea, stabilisce i traguardi, traccia il percorso. Ma se resta solo (sola) o se esclude la libera capacità pensante anche solo di una parte dei suoi seguaci, ha fallito. Infatti il (la) leader ha successo non se resta al comando (con autorità ) ma se (con autorevolezza) suscita consenso; se accende la partecipazione; se – al limite – si rende non più indispensabile. In tal senso infatti la politica che il/la leader ha tracciato come politica per tutti, diventa anche la Politica di tutti.
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In questi giorni ho letto sulla stampa l’affermazione di un leader che parlando in prima persona dice “il mio partitoâ€, ed ecco che sono stato attratto dal formulare una riflessione sul linguaggio politico del leader. E mi sono rifatto ad uno che ne sa ben più di me: Umberto Eco, il quale nella sua opera “Lector in fabula†(Bompiani 1985), riferendosi al linguaggio (in questo caso io mi sono permesso di adattare la sua riflessione alla citata affermazione del leader politico) afferma che il significato di un testo non risulta solo dalla sua istanza produttrice ma anche dalla sua istanza di lettura: le due istanze - attraverso un vero e proprio negoziato – collaborano  alla definizione della posta in gioco. In altre parole, a prescindere dall’ “autore e dal lettore empiricoâ€, un testo – nel nostro caso l’affermazione del leader – contiene anche “istruzioni relative al modo in cui egli vuole che esso sia lettoâ€. In tal senso egli (il leader politico) cerca di costruire un lettore modello, ovvero il lettore che egli desidera legga ed interpreti il proprio dire.
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Ed allora mi domando: quell’affermazione “il mio partito†come può essere letta? Probabilmente la lettura del leader è “mio in quanto di mia proprietà â€. Altri possono leggerla diversamente, nel senso “mio, in quanto io aderisco ad esso, io appartengo ad essoâ€. Nel primo caso la politica del leader è e resta una politica solo per tutti. Nel secondo caso essa diventa anche una Politica di tutti (lettere maiuscole e minuscole non sono utilizzate a caso).
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La Politica di tutti, intendiamoci, che poi non prescinde da una articolazione dei sistemi politici, parlamentari e di governo: la Politica di tutti infatti non è anarchia, bensì libero contributo da parte di ognuno all’interno e nel rispetto degli schemi e dei rispettivi ruoli insiti in ciascuno dei tre separati sistemi di rappresentanza testè accennati.
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SI CHIAMA VIOREL
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 17 Ottobre, 2015 @ 10:13 amDetto altrimenti: un fisarmonicista di strada         (post 2142)
Lo incrocio spesso, quando rientro dalle mie pedalate d’allenamento. Vicino al Ponte sul Fersina, suona e sorride. Sorride a chi gli regala una monetina e a chi non gli dà nulla. Una volta c’era molto vento, freddo. Gli ho offerto un “ripara collo di lanaâ€: No grazie, ho già il mio. Oggi la neve è a 1300 metri. Oggi, dopo tanto, ho chiesto il suo nome: Viorel … forse l’equivalente del nostro Fiorello. Chissà perché poi questo voler tradurre i nomi stranieri. Credo che sia rumeno. Ce ne sono tanti suonatori di strada, direte voi. Si, ma lui sorride. Gli altri no. Vorrei chiedergli dove e come vive. Forse la prossima volta. Posso fotografarti? La risposta è arrivata con un sorriso. Il Volto, e ci risiamo con il “mio†filosofo, Emmanuel Levinas, il “filosofo del Voltoâ€, del Volto che ti interroga e si aspetta una risposta da te, non solo una monetina: una stretta di mano, un sorriso a tua volta, un pensiero, una riflessione sulla tua vita e sulla Sua. Le lettere Maiuscole e minuscole non sono utilizzate a caso.
QUEST’ESTATE HO LETTO TRE LIBRI
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 17 Ottobre, 2015 @ 6:58 amDetto altrimenti: se oltre 2000 pagine vi sembran poche …    (post 2141)
Ken Follet: “La caduta dei gigantiâ€, “L’inverno del mondoâ€, “I giorni dell’eternità â€: una trilogia sugli eventi europei e USA dagli anni precedenti la prima guerra mondiale alla caduta del muro di Berlino. Qualcuno potrebbe dire: fumettoni. E invece, a saper distinguere le varie componenti …
Infatti nella trilogia vi è una parte che sicuramente è romanzo-fumettone, là dove traccia la saga delle famiglie coinvolte: fra l’altro, tantissimi personaggi, al punto che l’autore ha sentito il bisogno di far precedere e seguire ogni volume dalla loro elencazione ordinata per nazionalità e per albero genealogico. Ma vi è dell’altro.
Nella prima parte, l’onestà storica di un inglese che racconta i mali antichi del suo paese. Inoltre, che nella prima guerra mondiale, il ruolo dell’Italia sia appena accennato, di sfuggita, una comparsa, praticamente.
Meno rilevante, a mio sommesso avviso, la seconda guerra mondiale, forse perché ormai tanto e tanto ne abbiamo sentito parlare.
Della terza parte mi ha colpito la (colpevole) indifferenza con la quale in allora, io stesso, ragazzo, avevo vissuto fatti storici e geo politici che avrebbero potuto condurre il mondo alla terza guerra mondiale.
Fra le tante materie affrontate: la descrizione delle (miserrime) condizioni di vita e sociali dei minatori inglesi all’inizio del secolo scorso; le ragioni geopolitiche dello scoppio delle due guerre mondiali; la testimonianza della uccisione di Martin Luther King e dei due Kennedy, della crisi di Cuba e del rischio di una guerra nucleare, del razzismo interno made in USA contro la popolazione di colore; le atrocità della Stasi e del KGB dei “paradisi†comunisti. Ed è proprio grazie a questa componente che nel complesso sono contento di avere superato questa sorta di “barriera di lettura†rappresentata dal “volume di questi tre volumi†(perdonate il gioco di parole).
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Il mio prossimo impegno di lettura sarà per Svetlana Alexievich, premio Nobel 2015 per la letteratura.
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IL “MIO†PARTITO
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 16 Ottobre, 2015 @ 6:31 amDetto altrimenti: chi appartiene a chi?    (post 2140)
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Un film  …  “Il Postinoâ€. Cito a memoria: il postino (Massimo Troisi ) si rivolge al poeta Pablo Neruda (Philippe Noiret): “Una poesia non è di chi l’ha scritta: è di tutti, di chi la legge, di chi con il leggerla la fa vivere, la fa suaâ€.
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Un quadro  … uno di Van Gogh (perdonerete: è il mio pittore preferito): è “suo†fino a un certo punto. Infatti quando lo osservo, quando mi ci calo, suscita in me sentimenti solo miei: in questo senso, è diventato “mio”.
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![sci-alpinismo-trentino[1]](http://www.trentoblog.it/riccardolucatti/wp-content/uploads/2015/10/sci-alpinismo-trentino1-300x202.jpg)
Amici Trentini, cosa avevate capito? Il fatto è che mio figlio pratica lo sci alpinismo … la foto non vuol dire altro …
Un figlio, mio figlio. Io ho contribuito a “crearloâ€, è mio figlio, ma poi egli vive di vita sua, fisica e intellettuale, fa le sue scelte autonomamente pur restando  sempre “mio†figlio.
Un partito politico. Fondato da una persona. Esso è “suo†nella fase della fondazione. Ma poi vive dell’apporto degli aderenti, vive di vita propria nel senso che si è trasformato da “oggetto posseduto da una persona†in “soggetto che vive di una Vita Comune”, ovvero di una Vita alimentata dal contributo di tante singole Vite: quelle degli aderenti. Il fondatore può a buona ragione continuarne a reclamarne la paternità , come un padre la reclama del figlio, anche quando il ragazzo è cresciuto e “pensa in proprioâ€.
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L’ AUTONOMIA, QUESTA SCONOSCIUTA
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 14 Ottobre, 2015 @ 7:18 amDetto altrimenti: dalle origini storiche ad oggi (post 2139)
Chi non ricorda la regione dell’Alsazia-Lorena? Contestata fra Francia e Germania fino alla seconda guerra mondiale, teatro di furiose battaglie. I Lorena. Nel 1736 il duca di Lorena Francesco III Stefano sposa Maria Teresa d’Austria. La Francia, timorosa che la francofona Lorena potesse passare agli Asburgo, si affretta a stipulare un trattato per cui riconosce la Prammatica Sanzione e quindi l’eredità (imperiale) spettante a Maria Teresa, ma in cambio Francia e Austria stabiliscono che il Ducato di Lorena sia ceduto da Francesco III a Stanislao LeszczyÅ„ski, ex re di Polonia e passi alla Francia dopo la morte del sovrano polacco.
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Maria Teresa ricompensa il marito con il trono del Granducato di Toscana, con l’obbligo di non annetterla direttamente ai domini asburgici, bensì concedendole autonomia amministrativa. A valere su questa Autonomia, i Lorena furono gli artefici della grandiosa bonifica delle paludi della Maremma grossetana.
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E qui da noi, in Trentino? Il primo germe è stato seminato da Don Lorenzo Guetti, nativo di Vigo Lomaso (Giudicarie Esteriori). Egli voleva evitare che un povero montanaro delle Giudicarie fosse costretto a viaggiare (a piedi, n.d.r.) fino a Innsbruck, o anche solo fino a Bolzano o Trento per cercare di far valere i suoi diritti. Un viaggio attraverso canyon oggi turistici (Maso Limarò) ma in allora infernali per chi li doveva attraversare a piedi. Ma Don Guetti non si accontentò di quel tipo di autonomia: egli propugnò e fondò anche l’autonomia economico-finanziaria, con la istituzione delle Casse Rurali sul modello delle tedesche Reiffeisen, banche alle quali ognuno letteralmente “collaborava responsabilmente con il proprio contributo sin dall’inizioâ€, realizzando in tal modo, per la prima volta, la categoria del “Bene Comune†(piazze, giardini pubblici, strade non sono Beni Comuni: sono beni pubblici, collettivi)
Ed oggi? L’Alto Adige da tempo va propugnando la categoria dell’ “Autonomia Dinamica†ovvero di una Autonomia che rigenera sempre se stessa, che si rinnova, si accresce.
E noi, qui, in Trentino? A mio sommesso avviso la Prima Autonomia che dobbiamo (ri) conquistare è quella del Pensiero Civile e Politico ovvero un Pensiero Comune, un Pensiero che come il bene Comune, si è “formato sin dall’inizio con il contributo responsabile di ognunoâ€. E questo risultato si ottiene attraverso la corretta organizzazione e gestione dei partiti politici, i quali devono raccogliere le istanze di ognuno, devono razionalizzarle e renderle interfacciabili con il sistema razionalizzato dei problemi.
Quindi, Pensiero Comune come bene Comune, ovvero non come pensiero “vieni qui che ti dico come e cosa devi pensareâ€, bensì esattamente il suo opposto: una “Comunità †di Beni e di Pensieri che deriva dai contributi liberi, individuali, spontanei e responsabili della base. Quindi, per la vita della nostra Autonomia, ciò che occorre in politica sono i “Partiti di raccolta†ma non per raccogliere voti, bensì per raccogliere i Pensieri di ognuno, anche se diversi. Anzi, soprattutto se diversi.
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Termino citando il premio Nobel per la letteratura, Josif Brodskij, il quale, all’inizio del suo libro “Il canto del pendolo†(Ed. Adelphi), riporta una sua prolusione ad una assemblea di studenti (cito a memoria): “Diffidate del mono pensiero, dei bilanci bene assestati, delle unanimità , delle folle acclamanti, se non altro perché statisticamente all’interno dei grandi numeri più facilmente può nascondersi il maleâ€. Altra sua frase: “Il male comincia ad esistere quando un uomo inizia a pensare di essere migliore degli altri”.
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