LA FILA ALL’AUDITORIUM S. CHIARA

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 22 Ottobre, 2016 @ 2:49 pm

Detto altrimenti: “fila” all’italiana       (post 2493)

imagesTeatro. Da tempo ho acquistato una tessera per cinque spettacoli teatrali a valere sull’intera stagione teatrale del “Sociale”. Mi avevano detto: deve venire il 22 ottobre dalle 10,00 in poi per scegliere gli spettacoli e per l’assegnazione dei posti. Ore 10,00 di oggi. Mi presento. Gran folla davanti alla porta. Si deve prendere il “numerino”. Vedo gente già in possesso del magico tagliando. Ma come? Sa, hanno messo fuori, all’esterno,  la macchinetta alle 09,00. Cosa? Dico io! Nessuno me lo aveva detto al momento dell’acquisto della tessera! Comunque prendo il numero: 64!

Entro, calcolo il tempo di una operazione, ipotizzo – molto ottimisticamente – una media di 5 minuti a operazione, considerando che ci sono due sportelli aperti, mi preparo ad affrontare un’attesa di non meno di 150 minuti. Dopo un’ora un signore mi si avvicina: guardi io sono stufo me ne vado, le lascio il mio numero: 42! Evviva! Vado ad infilare il mio 64 nella fessura della macchinetta, già arrivata a 92. Un regalo per il primo che arriva.

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No … non fino a questo punto … (per quanto …)

Che dire? In dialetto si potrebbe dire una “talianada”. Un signore si “inquieta”, si fa passare al telefono il responsabile del servizio con il quale protesta per circa 20 minuti, ma tanto … a che serve? Un altro dice: io alle 09,00 ho preso il primo numero, ma era il numero 4. Come e chi ha in mano i numeri 1,2,3?

Siamo a quota 38. Arriva una signora: scusate, ho il numero 10 … ero uscita a cambiare il disco dell’auto. Non va bene. Intanto il disco orario non si cambia, e poi 90 minuti per quell’operazione? Ma via … Chiede di poter passare avanti. Molti protestano, troppo comodo … arrivare alle 09,00, prendere un numero privilegiato (basso) e poi nemmeno aspettare il proprio turno. Ma vabbè …

images-1Molte persone sono “diversamente giovani”. Nell’attesa alcune riescono a trovar posto a sedere nelle rare poltrone ma solo per poco, perchè non vi è alcun pannello ad indicare a che numero sia arrivata l’assegnazione dei biglietti e quindi dopo poco, si alzano, si avvicinano ansiose allo sportello: che numero ha lei? E lei …? Tornano alla poltrona nel frattempo … occupata da altro “giovanotto”. Un pannello no? Forse costa troppo, mi dico.

Che fare? Fare … fare passare il tempo. Una signora mi presta il suo giornale. Poi esco per un caffè, parlo con la signora del giornale: abita a Mattarello, originaria della Val di Sole. Val di Sole? Il Kessler (mio ex capo, tanti anni fa), il Tonale, la pista ciclabile etc. . Discorriamo piacevolmente. Sta per arrivare il mio turno. Sono in Zona Cesarini. Sono guardato con invidia da alcune signore schierate a semicerchio a tre metri dai due sportelli. Mi guardano … io dico loro: volete un autografo? Son qua. Ridono. Una di loro dice: lo vende il suo numero? Si, al migliore offerente! Sento un’offerta: 100 euro! Insomma, tocca a me. Ho atteso solo 165 minuti per il mio numero 42. Se avessi avuto ancora il vecchio 64 avrei dovuto preventivare altri 80 minuti.

Come rimediare il per il futuro? Un addetto mi dice: elimineremo le tessere e faremo solo gli abbonamenti. Mi viene in mente l’abolizione del finanziamento pubblico ai partiti: i tesorieri rubano? E allora invece di controllarli, aboliamo i finanziamenti. Semplice.

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POPULISMO OGGI

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 20 Ottobre, 2016 @ 7:32 am

Detto altrimenti: le parole sono pietre … firmato Don Milani   (post 2492)

Matteo Renzi dagli USA: “Dobbiamo sconfiggere il populismo”. Ma di cosa si sta parlando? Vediamo un po’.

Internet: Il populismo  è un atteggiamento culturale e politico che esalta in modo demagogico e velleitario il popolo, sulla base di principi e programmi generalmente ispirati al socialismo]. Il populismo può essere sia democratico e costituzionale, sia autoritario. Nella sua variante conservatrice è spesso detto populismo di destra.

Al bar: fare le cose per avere consenso, non perché sono buone, giuste, sagge, socialmente o economicamente utili.

Riflettendoci un poco

downloadDi sinistra: 18 politico, esami di gruppo, scuola facile, aumenti per tutti, … etc..

Di destra: siccome “ghe pensi mi”, reazione del gruppo di potere al potere di fronte a legittime richieste del demos (popolo): “Il demos? Il loro è solo populismo!”. Questo populismo “di destra” accusa di populismo la sinistra: infatti vuole un demos che dia solo risposte confermative. Per questi populisti è scontata la coincidenza del pensiero del leader con i desiderata del popolo. Il leader si immedesima nel popolo: “Voi percorrete una strada, la vostra strada. Vengo anch’io” (e invece la strada è la sua! N.d.r.)

imagesPopulismo e religione. Deus vult, Dio lo vuole, Got mit uns …

Populismo e partiti democraticamente organizzati? Incompatibilità totale! Piuttosto “movimenti” che si spacciamo per moti spontanei del demos ma che invece … non c‘è nulla di più rigidamente organizzato (si pensi ad un movimento recente, molto diffuso sul web … o ai leader eterni, n.d.r.).

Populismo e democrazia. Il populismo è istinto, emozione, calore: trascina anche chi non vuole essere trascinato. La democrazia è pacato confronto, freddo, se vogliamo, ma reciprocamente rispettoso.

Populismo e retorica. Il populismo è retorica; non argomenta con logica e pacatezza; alza la voce come se parlasse sempre ad quel triste balcone di Piazza Venezia; interrompe l’interlocutore; lo dileggia; sollecita ovazioni, non ragionamenti; definisce “soldatino” del capo politico avversario il cittadino che non appartiene alla propria schiera; sta seduto stravaccato mentre parla, tanto lui è superiore; vola alto così non rischia di doversi spiegare, tatno non capireste, etc.

I dissenzienti del populista di turno? Non sono semplicemente persone che la pensano diversamente da lui, bensì veri e propri “nemici del popolo”.

E per voi, care lettrici e affezionati lettori …per voi cosa è il populismo? Dite la vostra che la pubblico ben volentieri!  Buona giornata a tutte e a tutti e populismo a nessuna e a nessuno!

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“1945-1946 DALLA GUERRA ALL’AUTONOMIA” di LUIGI SARDI

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 19 Ottobre, 2016 @ 6:14 am

Detto altrimenti: dal giornalismo alla storia, per una memoria ed un futuro consapevole   (post 2491)

img_4151Splendido Palazzo Roccabruna in Trento. Due amici, Luigi Sardi già giornalista ora scrittore e quasi stoico e Giorgio Postal sei volte senatore, ora storico. Un libro, l’ultimo (per ora) di Luigi.

Il saluto di Luigi: “1945 – L’ufficiale ventiduenne trentino Edo Benedetti (che sarebbe divenuto – fra l’altro – anche sindaco di Trento), in Vaticano incontra tale Alcide De Gasperi che con l’occasione gli mostra riservatamente uno schema, un “quadro” entro il quale avrebbe potuto-dovuto essere strutturata l’Autonomia del TAA”.

Postal: la grande storia è fatta di piccoli eventi, singolarmente riportati dalla “stampa di Luigi”, autentica biblioteca-memoria. E la Storia del periodo è caratterizzata da tre caratteristiche:

  1. l’unitarietà della storia del Trentino e del Sud Tirolo;
  2. il richiamo permanente al governo nazionale;
  3. le grandi questioni internazionali quale quella del confine al Brennero.

 

Un po’ di cronologia:

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    Postal, Sardi

    1943, GB, USA, F sono per il confine a Salorno.

  • 1945, Trento: macerie, fame (il rancio distribuito dagli USA alla popolazione in Piazza Venezia); la “scoperta” del dentifricio, della Coca Cola, della gomma da masticare; le donne rapinate a mano armata dei legnetti che avevano raccolto per le loro stufe; l’ avvio della ricostruzione ma soprattutto il “tempo dell’incertezza sul futuro”.
  • 4 maggio 1945 alle ore 16,00 gli americani entrano in Trento;
  • 8 maggio 1945 a Bolzano nasce la SVP che reclama l’autodeterminazione;
  • per tutto il 1945, l’Austria chiede l’annessione del Sud Tirolo;
  • 6 giugno 1946, Churchill alla camera dei Comuni fa un discorso durissimo contro il confine al Brennero;
  • 24 giugno 1946: dopo 6 riunioni dei Ministri degli Esteri e di altre 8 dei loro vice, si stabilisce il confine al Brennero. Accadde così: il Presidente della riunione era tale Molotov (si, proprio lui, quello delle “bottiglie”!) che afferma: confine al Brennero. Sospensione della seduta, gli USA escono dall’aula. GB e F incerti. Gli USA rientrano: d’accordo, Fine. Tutto ciò – forse – perché Tito aveva le sue truppe ancora attestate sull’Isonzo …
  • 5 settembre 1946, accordo De Gasperi-Gruber a Parigi.

1945, Trento, nasce l’ ASAR, una Associazione (visto che gli Alleati non concedevano la creazione di un partito): ASAR, Associazione Studi Autonomisti Regionali. Nasce e raccoglie 110.000 iscritti! E’ trasversale ai partiti e così come rapidamente è nata, altrettanto rapidamente scompare sotto la spinta della radicalizzazione delle diverse ideologie politiche.

Aneddoti

  • 1925, il fascismo progetta ma non realizza il collegamento via fune fra l’aeroporto di Gardolo e Riva del Garda.
  • 1945: i quotidiani locali hanno (anche) il tempo da dedicare alla realizzanda funivia Trento-Bondone!
  • 1945, Italia, manca il pane. De Gasperi invia un telegramma a Fiorello La Guardia, addetto in USA agli aiuti all’estero. La Guardia dirotta verso l’Italia 60 navi Liberty e in Italia si riscopre il pane bianco, che viene stoccato a Treviso e da lì inoltrato nel Paese.

Insomma, un libro da leggere.

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L’intervento di Boato

In chiusura, il discorso cade sull’imminente referendum costituzionale. Viene invitato al tavolo dei relatori Marco Boato per esprimersi sul rapporto “referendum-Autonomia”. Egli afferma doversi considerare il testo e non il contesto. Il testo, afferma è lacunoso, impreciso, e indebolisce l’Autonomia che è garantita solo nelle norme transitorie, quale frutto di una necessaria intesa Stato-Provincie e regioni autonome, e solo fino alla revisione dello Statuto. Anticipa il proprio “no”. Per contro Postal anticipa il “si” per considerazioni politiche.

Io mi permetto una osservazione: in caso di vittoria del no, alle prossime elezioni si vorerebbe per il Parlamento con la legge attuale e per il Senato – stante la dichiarata illegittimità costituzionale– con il proporzionale puro. E sarebbe il caos. Peraltro, concordo sul fatto che questa riforma non sia stata scritta con la dovuta attenzione: tuttavia l’UE ce la chiede e “il meglio è nemico del bene”. Ma questa è un’altra storia.

Ricordo bene? De Gasperi appoggiò il primo governo Mussolini sulla base di un impegno al proporzionale puro. Poi Mussolini chiese il premio di maggioranza per chi avesse raggiunto il 30%. I Popolari si divisero. Nel 1953 fu varata la cd “Legge Truffa” che comunque prevedeva il premio (il 65% dei seggi) al raggiungimento della maggioranza dei voti. (qQi si inserisce il Mattarellum). Successivamente (2005) Berlusconi  peggiorò la situazione: al senato comanda con il 55% dei seggi chi prende più voti, senza obbligo di raggiungimento preventivo di alcun quorum. Oggi questa legge è stata dichiarata incostituzionale. Ma anche questa è un’altra storia.

Buona lettura a tutte e a tutti del libro dell’amico Luigi Sardi!

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UTOPIA E ALTRI RACCONTI

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 18 Ottobre, 2016 @ 12:38 pm

Detto altrimenti: a scuola di classici nella Biblioteca di Trento     (post 2490).

E alla fine ci siamo: l’ultima decida di post prima del traguardo del 2500°! Per quell’occasione dovrò ben inventarmi qualcosa … Ma veniamo all’oggi.

Oggi in “aula” in Biblioteca Comunale di Trento  ad ascoltare la nostra Prof senza il puntino Maria Lia Guardini eravamo senza parità di genere, nel senso che io ero l’unica quota azzurra … ma vabbè, ci sono abituato … oggi, prima riunione del dopo estate. E “siccome che” Martedì 25 ottobre, alle ore 17.30 con Paolo Malvinni in Biblioteca Comunale, Sala degli Affreschi si leggeranno passi dell’opera “L’Utopia” di Thomas More (incontro con Francesco Ghia e Maria Lia Guardini, rispettivamente curatore e traduttrice dell’edizione Il Margine 2015), innanzi tutto di Utopia e di utopie si è parlato.

imagesThomas More. Ottima conoscenza del latino, amante del greco. 500 anni fa. E oggi? Oggi l’eliminazione dalla scuola di queste lingue è un atto di classismo. Infatti mentre (solo) i “ricchi” potranno sempre pagarsi una buona scuola, la gente “normale” deve ben accontentarsi … ma questa è un’altra storia.

Utopia, u-topos, non-luogo. Il primo a non crederci era proprio Thomas, ma tant’è … Nella letteratura classica ve ne sono molte. Omero, Odissea, libro VI, l’Isola dei Feaci, una sorta di pre-utopia moriana, dove tutto è bene organizzato, in contrapposizione al non- luogo del IX libro, quello dei Ciclopi, tipico esempio negativo, anche se non manca di qualche positività: la natura che produce frutti benchè non coltivata, il ciclope che parla con il suo gregge. Altra utopia, in Esiodo, ”Le opere e i giorni”, ne “Il mito delle età”. Altre ancora: Euripide (Il ciclope);  Ariostofane (Rane, Uccelli). Utopie, luoghi regolati da leggi scritte o meno ma … fino a che punto si deve obbedire alla legge? Socrate non ha dubbi: la legge che mi condanna è ingiusta ma io non mi sono attivato per cambiarla né sono andato in esilio quindi mi ci sottometto.

Non così un sindaco di Firenze (nooo … non Renzi, bensì tale Giorgio La Pira: “Cosa? Io sto assegnando le case popolari con equità ma la legge prevede altri criteri? Io assegno le case e voi andate a cambiare la legge”).

Diodoro Siculo, con il viaggio del suo Iambulo che sbarca nelle isole del sole. Dione di Prusa con “l’Eubeo”; Luciano nel proemio della “Vera historia”.

Utopia, luogo non (ancora) raggiunto, Guai, nella vita, a non avere Utopie!

Poi siamo passati a parlare di tale Sofocle, a metà fra i due tragici Eschilo ed Euripide. Il meno politico dei tre. Per Sofocle la prima legge da rispettare e difendere è quella divina. Egli sublima le difficoltà umane in una dimensione divina. Il suo Edipo re, sommatoria di miti con significati diversi, come nucleo centrale ha il parricidio e l’incesto, fenomeni tipici della religiosità matriarcale mediterranea, fino all’arrivo della cultura Indoeuropea (patriarcale, con il suo Zeus che passa il tempo a banchettare e ad unirsi carnalmente con le dee della cultura precedente, tanto per mettere in chiaro chi comanda). Molto attuale questa concezione, soprattutto in vista della legge sulla parità di genere …

Prossimo appuntamento: martedì 8 novembre 2016 ad ore 10,00: “Batracomiomachia”, la guerra fra le rane e i topi.

Buoni classici e buona utopia a tutte e a tutti!

 

 

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OLIGARCHIE E IL VOTO POPOLARE

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 18 Ottobre, 2016 @ 6:38 am

Detto altrimenti: il governo di (rectius: il potere a) pochi , tanto, anche se vanno a votare …            (post 2489)

La politica fatta in luoghi non deputati, luoghi di potere effettivo che si sottraggono alla vista, oligarchie dei soliti noti-ignoti indifferenti all’andamento delle elezioni … di fatto, purtroppo, oggi si prescinde dall’elemento base della democrazia: il voto. Dice: ma chi comanda? Chi governa? Chi ha deciso cosa? Dice … tanto per citarne uno: Obama. Obama? O forse le lobbies delle fabbriche di armi? E’ tutto da vedere …

Nell’interessantissimo ed arricchente libro “La maschera democratica dell’oligarchia” (Editori Laterza) di Luciano Canfora e Gustavo Zagrebelsky, quest’ultimo  (pag. 91) scrive:

images“Le nostre oligarchie non si preoccupano del risultato elettorale, perché tanto le politiche che ne deriveranno non potranno che essere le stesse (n.d.r.: scelte tecniche di governi costretti ad essere tecnici dal condizionamento del debito pubblico, che non deve crescere al punto da scoraggiare il rinnovo delle sottoscrizioni dei nostri titoli da parte delle istituzioni finanziarie internazionali. Il resto sono dettagli, direbbe tale Einstein). Lo stesso vale per i gruppi dirigenti che rappresentano la base sulla quale si appoggia il “gioco politico”…… In una parola, l’immobilismo. Il sistema oligarchico su scala mondiale (n.d.r.: la Bayer acquista la Monsanto e nessuno dice nulla) ha come conseguenza il blocco della vita politica nei singoli paesi … Le forme della democrazia restano, ma gli effetti sulla circolazione del governo tra gruppi dirigenti e forze sociali diverse, il confronto effettivo delle idee, di programmi, la competizione reale fra questi, non li vediamo più. Se siamo disposti a considerare fattori di novità il giovanilismo, l’inesperienza, l’improvvisazione, l’arroganza, e l’ambizione, allora siamo disposti a credere a qualunque cosa”.

L’indifferenza del sistema dall’esito delle elezioni è semplicemente la negazione della democrazia. In questo senso sono solo un po’  pessimista: la democrazia attaccata dall’alto dalle oligarchie e dal basso dall’ ininfluenza del voto. Un po’ pessimista? Solo un poco, certo! Infatti credo nella possibilità di risanamento dei sistemi. Come? A livello individuale, che ogni cittadino consapevole, volenteroso, intellettualmente onesto si spenda per le sue idee. A livello di grandi obiettivi, che ci si accontenti di una riconquista progressiva della democrazia vera, attraverso il conseguimento di risultati anche parziali ma raggiungibili: il tutto e subito al punto in cui siamo non sarebbe possibile.

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(il prossimo post sarà più “leggero”, ve lo prometto!)

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AUTUNNO “IN” TRENTO

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 17 Ottobre, 2016 @ 3:43 pm

Detto altrimenti: sì, in citta ….. (post 2488)

Passeggiavo lungo il Fersina, affluente di sinistra dell’Adige. Lo chiamano torrente, ma lui l’acqua ce l’ha sempre quindi io lo chiamo fiume, sia pure non grande. In tasca il telefonino, ovvero foto a portata di mano.

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Eccone una. Siamo in città. Non ci credete? Guardate la successiva!

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Che vi dicevo?

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Buon autunno a tutte e a tutti, compresi i germani reali, i Re del Fersina!

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POST 2487 – CASTAGNATA SOCIALE FIAB TRENTO

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 16 Ottobre, 2016 @ 7:18 pm
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Fiab Trento, cresciuta sulla base del lavoro 25ennale della Past President Manuela Demattè, azione oggi egregiamente proseguita dal Presidente Guglielmo Duman

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Detto altrimenti: a chiusura delle attività dell’anno? No, perché il 28, 29 e 30 ottobre siamo presenti a Trento con uno stand nella Fiera “Fai la Cosa giusta”    (post 2487)

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downloadMa intanto abbiamo organizzato la castagnata annuale. Una giornata di sole come soltanto il Trentino sa regalare, una di quelle “albo signando lapillo”, da contrassegnare con un lapillo bianco, ovvero rara visto che i lapilli in genere sono neri! Una splendida giornata incastonata fra una serie di perturbazioni che ci hanno voluto lasciare uno spazio di sole unico, una giornata di un moderato fronte freddo con un leggero vento da nord ed una luminosità accecante.

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img_7024E’ una nostra consuetidine. Negli anni ci siamo ritrovati successivamente in una baita ANA in Val dei Mocheni, al Bicigrill di Nomi, in una casetta nel bosco di Anterivo, nella Malga Malghet sul monte Bondone. Questa volta, accompagnati dalla guida Giulia Bianchini,  siamo stati nel Parco delle Biodiversità sul Doss del Rastel nei pressi di Pergine, sopra il Lago di Caldonazzo, un parco agricolo che si estende per 12 ettari,  è ricco di piante di numerose specie e orticoltura a scopi didattici. Dal parco si gode una splendida vista sul Lago.

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V. in internet: Parco del Rastel, Associazione Rastel APS.  La guida dell’Associazione, Giulia Bianchini,  ci ha accompagnato in una escursione lungo i sentieri, prati e boschi del parco, illustrandoci il lavoro svolto (tanto) e i risultati ottenuti in termini di aree allestite e visitatori accolti.

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wp_20161016_014Eravamo 65 fra associati e familiari. Ci ha accolto un ampio locale arredato con ogni tipo di antico attrezzo contadino, tavoli tutto intorno e al centro un carro in legno a fungere da tavolo per le portate self service. Il menù? Innanzi tutto la Gemütlichkeit, ovvero “la consuetudine di  stare bene insieme”. Ecco, ho voluto iniziare da qui, dalle “portate” più importanti: conoscersi, socializzare, parlarsi (a voce, non per sms!) condividere. Il resto viene dopo, compreso il pedalare, il vivere la città a pedali. Care lettrici e cari lettori, sapete … noi di Fiab Trento siamo ormai in 230 iscritti. Ovviamente non ci si conosce subito tutti di persona, ma dopo qualche occasione di incontro, a pedali e non, le persone si aprono reciprocamente e nasce un gruppo coeso.

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Un antisociale pericoloso  accaparratore di caldarroste colto con le mani nel sacco!

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Dietro tutto ciò c’è molto lavoro, ovviamente: la gestione dei soci, il bilancio, le gite, la politica per la ciclabilità urbana, le amicizie. Ma è un “lavoro” del quale noi volontari del Consiglio Direttivo ci facciamo carico ben volentieri, gratificati come siamo dal successo di giornate come quella di oggi. Solo, noi dirigenti “diversamente giovani” aspettiamo e auspichiamo che si facciano avanti forze più fresche, perché se è vero che noi siamo molto “giovanili”, è altrettanto vero che abbiamo bisogno dell’inserimento di “giovani”!

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img_2227Ma veniamo alla giornata. Menù ricco di affettati, formaggi, polenta, fasoi en bronzon, caldarroste e vini freddi e caldi. I dolci poi … sentite questa: è stata organizzata una gara fra i soci per scegliere le torte da loro stessi preparate che meglio  si ispirassero alla bicicletta. Una giuria composta da tre soci estratti a sorte, ha visionato e assaggiato le opere uniche dei concorrenti ed individuata la terna dei vincitori. Poi siccome tutti i salmi finiscono in gloria, quelle torte … ce le siamo mangiate. Alla fine, una speciale grappa istriana alla frutta offerta dal socio Tino.

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I vincitori: primo premio, una gita Fiab gratis, Franco Eccel, torta n. 1 – Secondo premio, iscrizione Fiab annuale, Adriana Cristofori, torta n. 4 – Terzo premio, due coppe Fiab, Elvira Gherardini, torta n. 7.

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La vincitrice del primo premio

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E’ seguito il ballo sociale, dal liscio al più scatenato …. come si chiama questo ballo moderno? Non lo so … sapete, quello tipo discoteca. E dulcis in fundo, la rappresentazione in costume dell’inizio del “Pedalando Furioso” ad opera di Maria Teresa, Giovanni e Riccardo. Costumi di Cristina (v. in appendice il testo).

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Let’s dance!

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Che altro dire? Ah già … le foto. Ora pubblico quelle che ho scattato io stesso o che ho già ricevuto da amici. Poi eventualmente cambio e integro via via con nuovi arrivi.

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Good Bike everybody e … joint us, unisciti a noi! Iscriviti alla Fiab (Presidente Guglielmo Duman)

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Appendice

Parla Maria Teresa

Amici, sapete … avremmo dovuto andare in gita a Ferrara, la città nella quale 500 anni fa fu rappresentato per la prima volta l’Orlando Furioso di Ludovico Ariosto . La gita non è stata fatta per le poche adesioni, e allora lasciate che sia io a parlarvi un po’ di questo grande personaggio della storia e della letteratura del passato … (inizia a leggere l’Orlando Furioso vero)

Interviene impetuosamente Giovanni

img-20161016-wa0019… Alt! Fermi tutti! Quale grande personaggio dei miei stivali! Ora vi dico io la verità. Intanto mi presento: son Giovanni Soncin Pedalator selvaggio, sono modenese e spesso mi capita di andare a Reggio Emilia a cercare il miglior lambrusco della terra (ne mostra una bottiglia ormai vuota). Orbene, durate una pausa di queste mie spedizioni ho visitato la Biblioteca Comunale di Reggio Emilia, la città che ha dato i natali a quel tale Ludovico Ariosto. Indagando fra i documenti storici ivi conservati, ho fatto una clamorosa scoperta, cioè che l’Ariosto, autore de l’Orlando Furioso, in realtà ha plagiato un suo predecessore, tale Riccardico Arrosto, il quale aveva composto il “Pedalando Furioso”. Ho convinto quindi l’Arrosto a venire qui oggi per declamarci la sua opera.

Entra in scena l’Arrosto

Ebbene sì, amici, non lo nego, sono io! La cosa andò così: l’Ariosto voleva che io scrivessi un’opera da pubblicarsi poi a suo nome. Sdegnato, mi sono rifiutato e lui, per vendicarsi, mi ha plagiato! Ma oggi, grazie all’amico Soncin Pedalator Selvaggio, ho la mia rivincita. E voi cari pedal-cultori, avrete oggi il privilegio di udire l’opera mia in assoluta anteprima.

 img_7021PEDALANDO FURIOSO

Le donne, i cavallier, bici a pedali,

le cortesie, l’audaci imprese io canto,

che furo al tempo che passar a Mori

d’Adige ‘l fium e in Fraglia piacquer tanto,

seguendo ‘l proseguir e i forti ardori

di Guglielmo lor re, che si diè vanto

di superar salite a tutto spiano

come sa far l’elettrico montano.

In scena Soncini incorona Guglielmo che si avvicina al poeta

Piacciavi, generosa Erculea prole,

ornamento e splendor del secol nostro,

Guglielmo Sir, gradir questo che vuole

e darvi solo può l’iscritto vostro.

Guglielmo fa un gesto di benevole accondiscendenza

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I tre giudici: il responso ha tardato perché uno di loro era ingegnere: “L’assaggio va tagliato in senso verticale o orizzontale? Quanti grammi dobbiamo mangiare? Quanto tempo fra un assaggio e l’altro? Si può bere fra due assaggi? E se si, cosa?” etc. etc..

Dirò di Manuela già regina

che vostro gran reame de la Fiab-a

ha retto con saggezza per vent’anni

sperando che i novelli successori

non abbian nel fra-tempo a fare danni.

 

Se da Katia che in tal guisa l’ha fatto

a me sarà per ciò tempo concesso

che mi basti a finir quanto ho promesso,

dirò di Walter in uno stesso tratto

cosa non detta in prosa mai, né in rima:

che per amor pedala come un matto,

d’uom che sì saggio era stimato prima.

 

Voi sentirete fra i più degni eroi,

che nominar con laude m’apparecchio,

rimembrare Edoardo il Cavareno

gran foto ritrattor di Non sua Valle.

 

L’alto valore e i chiari gesti poi

vi farò udir, se voi mi date orecchio,

di Rina pari a qual mai se n’intese

poichè ne l’inseguir niun la riprese.

 

img-20161016-wa0005E poi di Fausto che sempr’è impegnato

a macinar non men che un’ottantina

per ogni dì bonora la mattina.

Dirò per cui a Mori ed a Borghetto

levatosi dal letto sanza lagna

giunge veloce superando i fossi.

Per cui la sera a casa ritornato,

una piattata di spaghetti rossi

di certo lui d’un fiato se la magna.

 

Vi narrerò Francesco scopa vostra

lo qual soffiando nel sonoro corno

alto suole levare il suo richiamo

se per malanno o per altro scorno

ognuno sia rimasto un po’ lontano.

Sìcchè coi loro buchi riparati

e la catena al posto ben rimessa

a proseguir si mettono allietati

tal che colonna umana non sia fessa.

 

img-20161016-wa0006E narrerò di Monika pulzella

colei ch’appronta vostra albergatura

che mai fece mancar la copertura

di mensa apparecchiata sotto tetto

mertando l’oprar suo non di meno

a organizzar piedate spedizioni

al Ligure gran mare del Tirreno.

 

Ancora citerò gesta di Franco

sicuro tesorier de’ vostri averi

che mai scudo veruno al vostro appello

mancò nel controllar i suoi mestieri.

 

Nè fallirò in questo la missione

a non citare Tino il Sangiorgese

che schiere vostre con forte baldanza

in quattro dì a pedali a più riprese

guidò a conquistar terra Croanza.

 

Da ultimo, a finir questo mio scritto

gran prece io rivolgo al popol tutto

che voi Guglielmo Re ben governate:

che alcun di loro senta in sé il dovere

di sopperir gravosa conduzione

de lo Fiabbin Reame ne’ lavori.

Giovin negli anni lor e ne la mente

chè a voi, o Sire mio, l’anni son tanti

per cui vi premiò Ciclo Concorso

de’ li più metri a pedalar raggiunti.

 

Sicchè che altro dir? Non restin muti

sudditi vostri a lo cotanto appello:

io sol m’ardisco a dir: che l’Ciel ci aiuti!

 

Ma or che lo programma è ben stilato

passo la voce a lo Soncin Selvaggio

a che l’opera intera a voi racconti

da omo gran lettor acuto e saggio.

Per la qual cosa state ben seduti

avendo da aspettar pochi minuti.

 

Il Poeta si ritira. Si avanza Soncin Selvaggio con una bisaccia a tracolla.

 

Incliti amici gran pedala-tori

null’altr’impegno voi vogliate avere

ch’esso sia grave oppur che sia piccino

acciò ch’io possa quivi a voi illustrare

le gran virtù d’ogn’iscritto Fiabbino.

 

wp_20161016_030Son cento e cento e poscia ancora trenta

e una vergata pagina a ciascuno

dedicat’è a che nessun si senta

Trascurato da lui come un nessuno.

Sol due minuti a pagina s’intende

sei cento son quaranta nel totale

per cui sol dieci ore narrazione

intratterrò mirabile concione.

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Sull’altro lato il cartello riporta “Applausi”

Vedo spavento sopra vostri visi?

Vabbè vabbè, se proprio lo volete

le pagine che qui nel sacco misi

spedite per la posta ricevete

con costo a vostro onere, compari

per cui mettete qui vostri denari.

 

FINE

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GARCIA LORCA BY ALFONSO MASI & C.

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 15 Ottobre, 2016 @ 4:42 pm

Detto altrimenti: alle cinque della sera …   (post 2486)

Eh no, raga, alle 20,30 di ieri sera ad Arco, palazzo Panni, le due Associazioni La Palma e di Arco (Presidente Leonardo Bresciani) e Amici della Musica di Riva del Garda (Presidente Franco Ballardini), hanno acconto l’ensamble artistico di Alfonso Masi per la commemorazione deli 80 anni dalla morte (per fucilazione) del poeta spagnolo:

 “Incomincia il pianto della chitarra” … detto altrimenti “la chitarra fa piangere i sogni” Poesie, musiche , canzoni di Federico Garcia Lorca.

 img_4136Canto, Paola Fumana; chitarra, Fabrizia Dalpiaz; voci recitanti, Maria Buna Fait e Alfonso Masi; danzatrice, Adriana Grasselli. Regia, Alfonso Masi. A 80 anni dalla uccisione del poeta canto, testi, voci e musica “si fondono per delineare e far rivivere la sua figura, la cui voce poetica è una delle più libre e fantasiose della letteratura spagnola ed europea del novecento. Momento importante è il Lamento per Ignacio, in cui intervengono tutte le componenti. Si sottolinea inoltre il contributo anche musicale dell’autore, non solo grande poeta ma anche esperto di musica, nelle canzoni popolari da egli stesso armonizzate”.

 Il programma di sala

img_4128Romance de Don Boyso

Prologo

Las morillas de Jarn

Poesia è la vita

Sevillanas

La musica e il silenzio

Anda Jaleo

Il teatro della vita: Yerma

Nana de Sevilla

Romancero gitano

Zorongo

Viene la morte

Los mozos de Monleon

Epilogo: seppellitemi con la mia chitarra

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La sedia momentaneamente vuota è la mia …

 Serata tempestosa, pioggia a fiumi (tromba d’aria a Genova). Eppure 60 persone in sala, salite (a piedi!) all’ultimo piano del nobile Palazzo Panni in Arco. Vita, poesie, musica di un uomo. Trovate molto in internet (oggi si fa così …). Tuttavia, anche prima di oggi il suo nome l’avrete ben sentito tutti, anche chi non è particolarmente amante della letteratura, della poesia e della musica. E poi, quella frase “alle cinque della sera” è famosa, è un lessico universale. Solo … sapete cosa successe a quell’ora? Fu incornato e ucciso un suo intimo amico, il famosissimo torero  Ignacio Sànchez Mejias, ad opera dell’850° dal toro che stava affrontando (per inciso: io sto con i tori, n.d.r.).

Garcia Lorca. La sua poetica è struggente, come la sua musica e la sua morte: sul punto di essere fucilato dai franchisti perché “è stato più dannoso lui con la penna che 100 fucili”, lui che era “omosessuale, repubblicano e massone”, canta : “Seppellitemi con la mia chitarra”.

Poesia, testi, musica e … danza il flamenco, tipica dell’Andalusia. Abito scuro con la coda , ventaglio, nacchere, scialle: una danza triste coinvolgente, che ti fa pensare. Complimenti alla musica suonata e danzata!

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Alfonso Masi

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.Grande Alfonso, grandi tutte le quattro interpreti! Grazie del cammeo che ci avete donato!

Un’osservazione a contorno: quale membro del direttivo dell’Associazione Rivana, auspico che questa collaborazione dia ulteriori frutti: infatti viribus unitis si vince! Da ultimo segnalo i prossimi concerti dell’Associazione Amici della Musica di Riva dl Garda:

  • Sabato 12 novembre, ore 17,30, Auditorium del Conservatorio in Riva: Concerto eseguito dai migliori diplomati del Conservatorio.
  • Mercoledì 30 novembre, sala come sopra, ore 20,45, Archi dell’Orchestra regionale Haydn in Concerto.
  • Giovedì 8 dicembre , Chiesa Collegiata in Arco, ore 18,00 con la camerata Musicale Città di Arco, direttore Giorgio Ulivieri, Concerto per l’Immacolata.

Good Musik everybody!

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Per gli amanti dei gialli e/o della storia e/ della musica

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P.S.: sorpresa finale! L’amico Fulvio Zanoni ci regala copia del suo ultimo libro “Il delitto della Roggia Grande, ossia Wolfgang e Gotifredo” , un romanzo storico ambientato “storicamente” con il vero Mozart (a Rovereto) finora sconosciuto, attraverso fatti e documenti storici reali. Un giallo Aletti Editore,  disponibile anche in E-book, con il quale ci si diverte facendo cultura e viceversa. Bravo Fulvio e … grazie!

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POLLOI, POLIS, POLITICA … POLLI?

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 14 Ottobre, 2016 @ 7:02 am

 

Detto altrimenti: noi, debitori culturali e linguistici dell’antica Grecia …. (post 2485)

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Polloi, i molti. Polis, il luogo dei molti. Politica, l’azione dei molti/per i molti … Sta di fatto che oggi la gente tende ad allontanarsi dalla politica, perché la sente “cosa altrui, non bella”, di poche persone”.

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Il Cittadino, “cliente” della democrazia

E cominciamo dalla “politica cosa altrui”. Per comprendere, occorre rovesciare la piramide: la vecchia base (gli elettori) ne deve  diventrea il tetto e il vecchio vertice, che incide operativamente sulla realtà, il nuovo vertice che deve diventare la nuova base. Mi spiego. La politica deve essere espressione della gente, gente che deve stare al top della scala dei valori e che esprime la propria volontà. Su un livello più basso, la politica, la quale, ai sensi della nostra Costituzione, deve fare sintesi ed organizzare – rispettandone i contenuti – le molteplici istanze della gente. Infine, collocati in un “vertice che sta in basso” la politica esprime i governanti, gli esecutori della volontà popolare organizzata ed espressa dalla politica.

E invece no, questo spesso non accade. Infatti le “variazioni sul tema” delle regole (notate, non uso la parola “leggi”) che per (deplorevole) prassi consolidata governano una certa parte della politica, fanno sì che troppo spesso esista una “politica sommersa” fatta in luoghi non deputati, una trasversalità di interessi se non proprio illeciti almeno però in conflitto con la mission istituzionale, la quale spesso “governa” il tutto, compiendosi in tal modo una doppia violenza:

  1. a danno dei cittadini, perché la loro volontà espressa con il voto non è rispettata. Ciò accade, ad esempio, quando un sindaco nomina assessori esterni, ignorando i consiglieri che hanno ottenuto la più alta percentuale di voti degli elettori;
  2. a danno del sistema democratico, perchè a condurre la danza sono gli Amministratori, cioè gli organi esecutivi, i quali determinano la politica e ignorano la gente, che per loro è solo una “base inferiore da corteggiare solo in occasione delle elezioni”. Della serie: vieni qui che ti dico io di cosa hai bisogno. Un vero e proprio top down, piramide alla vecchia maniera.

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Insomma, una vera e propria “inversione termica della politica con le nuvole in basso: nebbia fitta per la gente!

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download-1E parliamo ora della “politica di pochi”. Percepita come cosa altrui (e non bella), la politica viene snobbata da molti e diventa cosa di pochi e la democrazia si trasforma di fatto in oligarchia: i soliti noti. Dicono che all’estero i partiti restano e cambiano i politici, mentre qui in Italia avviene il contrario: sono i partiti a cambiare veste e nome, ma i politici sono sempre gli stessi. E la gente si allontana dalla politica. Ben venga, dicono gli oligarchi per i quali vige l’imperativo categorico “Ghe pensi mi”. Infatti questi politici vogliono trasformare i “polloi” (molti) in “polli” (polli).

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 Altra immagine dei cittadini elettori assai gradita ai “politici top down” è stata dipinta dal Padre Dante, nel Purgatorio:  “Come le pecorelle escon del chiuso / a una, a due, a tre, e l’altre stanno / timidette atterrando l’occhio e ‘l muso; / e ciò che fa la prima, e l’altre fanno, /addossandosi a lei, s’ella s’arresta, /semplici e quete, e lo ’mperché non sanno …”  (pecorelle o polli, la sostanza non cambia!)

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Come reagire a questo (deplorevole) stato di cose? Avendone consapevolezza, interessandosi alla cosa pubblica, avendo il coraggio di prendere posizione per la gestione di una “cosa propria”: la vera democrazia. Al riguardo Piero Calamandrei raccontava agli studenti un aneddoto: il capitano avverte i passeggeri che la nave sta affondando. Uno di essi gli risponde. “O che m’importa, un è mica mia!” (quel “mica” con la “c” aspirata visto che Calamandrei gli era un toscanaccio da poco, gli era …!).

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VIEW POINTS

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 13 Ottobre, 2016 @ 2:13 pm

Detto altrimenti: punti di vista, angolo visuale …. (post 2484)

Le parole sono pietre, scriveva Don Milani. Quindi parole diverse per descrivere situazioni identiche non vanno bene. Sarebbe come volere realizzare una lavagna scolastica (vecchio tipo) con lastre di granito anzichè di ardesia.

Cittadini e soldatini. Parole diverse, talvolta usate indifferentemente per descrivere le stesse persone. Mi spiego. Un importante leader politico (di quelli “ipse dixit” che nel ventennio fascista si traduceva “qui non si fa politica, si lavora” e oggi  “ghe pensi mi”, dall’alto della sua visuale considerato che  lui vola alto): “I miei seguaci? Persone consapevoli, riflessive, responsabili: cittadini. E gli altri? Oppure i miei se cambiano idea, cosa sono? Semplice: sono soldatini, strumenti obbedienti nelle mani del loro capo”.

Maggioranza. La maggioranza che segue quel leader Innominato? Maggioranza solida, democratica … che poi se invece si forma una maggioranza non sua … be’ … di quella  l’Innominato dice: “Usurpatori antidemocratici!”

Iniziative politiche. “Le mie? Espressioni di genio! Quelle degli altri? Follie!”. Chi lo ha detto? Ma l’Innominato, s’intende!  Ah … vabbè … allora …

Ribelli. Una minoranza che non si adegua al deliberato della maggioranza. “No, dice l’Innominato! Ribelle è una maggioranza che non si adegua alla mia minoranza!” Ah … vabbè … allora ….

View points, appunto …

P.S.: Cosa? Chi è quel leader? Volete che faccia nome e cognome, che pubblichi una sua foto? Eh no, cari miei, i miei sono solo discorsi teorici. Figuriamoci … potrà mica mai esistere un leader del genere! Ci mancherebbe altro!

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