TRUMP 7
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 10 Novembre, 2016 @ 2:19 pmDetto altrimenti: TRUMP PIGLIA TUTTO, “per sempreâ€: Casa Bianca, Camera e Senato …      e nomina dei Giudici della Suprema Corte Federale!     (post 2526)
Dice … per sempre perché? Mi spiego. Poichè il diritto anglossassone (nel caso; USA) è un diritto non scritto nei codici bensì è quello delle sentenze, le sentenze emanate durante l’era Trump supereranno quella che da noi potrebbe essere una profonda riforma dei codici civile e penale. Dico “supereranno†perché qui da noi la riforma di un codice può essere superata da una successiva “contro-riformaâ€, mentre le sentenze emanate sotto la “cultura trumpisitca†faranno testo per sempre e quindi potrebbero – anzi potranno – condizionare -anzi condizioneranno – le future amministrazioni USA, anche se esse tornassero ad essere a guida democratica.
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TRUMP 6
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 10 Novembre, 2016 @ 1:56 pm“STRUMP†TRUPPEN
Detto altrimenti: occorre guardare (e anche riuscire a “vedereâ€) ben al di là del proprio bamburin, anche se è un bamburin made in USA.                                   (post 2525)
Bamburin, termine dialettale milanese che indica l’ombelico. Una celebre canzone di Svampa si intitola “El bamburin de la muier del ghisaâ€, l’ombelico della moglie del vigile urbano.
Dice … vabbè, ma vieni al sodo, al titolo di questo post. Eccomi, arrivo. Ammetto che l’idea è nata per la vicinanza lessicale e sostanziale fra Trump e (Sturm) Truppen: entrambi infatti indicano una “tempestaâ€.
Sturmtruppen è una raffigurazione satirica della seconda guerra mondiale vista con gli occhi delle truppe d’assalto tedesche. Tuttavia non si tratta semplicemente di satira contro la guerra, perché i soldatini di Bonvi, in realtà , sono solo un pretesto con cui egli, anarchico convinto, sbeffeggia quell’obbedienza cieca, pronta, assoluta. Una tipica gag della serie è la rassegnazione dei sottoposti a qualsiasi stranezza dei loro superiori, da rispettare a prescindere in virtù del loro grado.
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Ecco, il popolo americano senza una opposizione, Casa Bianca, camera e senato: tutti allineati e coperti: Trump “passa in rassegna†il popolo dei … “rassegnatiâ€, chinati a guardarsi il loro BUA – Bamburini Uniti d’America. Ma nel mondo … cosa succederà ?
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TRUMP 5
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 10 Novembre, 2016 @ 12:29 pmDetto altrimenti: Mr. Trump, gubernar no es asfaltar!    (post 2526)
Il suo discorso di ringraziamento: toni pacati ma contenuti assolutamente incompleti. Infatti Trump non fa fatto riferimento
- al fatto che per realizzare il suo grandioso piano di opere pubbliche occorre denaro, e lui rischia di aumentare la già gravissima voragine del debito pubblico USA;
- ai problemi dell’inquinamento;
- alla politica estera;
- ai diritti civili;
- al fatto che nel 1929 gli USA uscirono dalla crisi grazie alla produzione degli armamenti (….!?);
- alla necessità della nascita degli Stati Uniti d’Europa, con i quali fare un patto per un nuovo “rinascimento†mondiale.
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Ecco perché sono molto triste e molto preoccupato.
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TRUMP 4
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 10 Novembre, 2016 @ 8:06 amÂ
Detto altrimenti: lui si ed io no ….?                      (post 2523)
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TRUMP 3
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 10 Novembre, 2016 @ 7:39 amDetto altrimenti: da quale angolo visuale ci collochiamo?  (post 2522)
Tutto è relativo. Un esempio: all’interno di un mercato immobiliare in regressione, il prezzo degli appartamenti di extralusso in zone prestigiose cresce. Ho conosciuto un tale: da giovane faceva il cameriere in un bar di Portofino. Ha sposato una collega, figlia di contadini del luogo. Ora sia i suoceri che la moglie sono morti. Lui ha ereditato una casupola sul molo di Portofino ed alcuni terreni retrostanti. Quanto possono valere quei beni? Ve lo immaginate se li mettesse all’asta … quanti colleghi immobiliaristi di un tale Trump sarebbero disposti a scannarsi a suon di milioni?
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Tutto è relativo. Trump promette: farò crescere l’America. Ma siccome al mondo nulla si crea e nulla si distrugge ma tutto si trasforma, una crescita in una zona corrisponde ad una decrescita in un’altra. Io, ad esempio, ho un dubbio tremendo: la crisi USA del ‘29 fu risolta grazie al rilancio dell’industria, quella degli armamenti. Ora, sappiamo tutti che la guerra arricchisce … chi non la fa. Ecco, non vorrei mai che USA e Putin si mettessero a fabbricare armi da vendere a chi poi le userà per (continuare a) scannarsi.
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Crescere … ma come? Il debito pubblico USA è elevatissimo ed in gran parte è nel portafoglio di creditori cinesi. E allora crescere spostando ricchezza, utilizzando al meglio le risorse … si, si può sempre migliorare, ma attenzione a non “crescere con i debiti”,  a non “crescere a carboneâ€, a non crescere  a suon di protezionismi: sarebbe una crescita “per e fino” alle prossime elezioni e non “per e fino” alle prossime generazioni. Il mondo non è un bene di consumo rinnovabile.
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In un mio recente post ho citato – senza nominarlo – un politico USA il quale, di fronte al fatto che l’Italia sta iniziando a tassare i profitti (enormi) delle loro multinazionali dei social, ha detto: “Il governo italiano dovrebbe essere più pragmatico, pensare alle possibili conseguenze … è un consiglio che non possono fare a meno di rispettare”.
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L’angolo visuale. Io sto cercando di mettermi da quello del mondo. Gli USA, un’ottima invenzione. Noi Europei li abbiamo scoperti, popolati ma poi il figlio si è imposto sul padre: hanno fatto tabula rasa delle origini e – difesi dai fossati che difendono la loro fortezza (due oceani) – hanno creato una nuova nazionalità , quella USA, appunto, quella che anche dopo una corsetta campestre parrocchiale in una “città †di 3000 abitanti, una delle tante che nemmeno te ne accorgi che sono tali quando da turista le attraversi in auto, suonano e cantano l’inno nazionale con tanto di alzabandiera. L’alzabandiera … per il mondo o per una cittadina di 3000 abitanti?
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Dio benedica l’America? Qualche dubbio mi sorge. Dio benedica chi applica la pena di morte? Chi ha creato il mercato dei matrimoni-divorzi (Las Vegas)? Dio benedica l’America,cantano. Io preferisco cantare “Dio benedica l’Umanità interaâ€.
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E noi, qui i UE? Quando e chi avrà il coraggio e la capacità di spendersi al punto di gridare a gran voce: “Basta traccheggiare! E’ ora di fare nascere gli Stati Uniti d’Europa!â€. Infatti, se non ora, quando?
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TRUMP 2
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 9 Novembre, 2016 @ 1:30 pmDetto altrimenti: e dire che sarebbero bastati …..          (post 2521)
Sperabilmente forse non farà tutto quello che ha detto (promesso? minacciato?) , tuttavia l’immagine del cittadino USA che ne esce ha caratteristiche in parte simili a quelle del selvaggio West: bianco; armato; favorevole alla pena di morte; intollerante verso l’omosessualità ; contrario all’aborto; contrario al welfare; fanatico della bandiera; fanatico della propria famiglia (beninteso, quella attuale, del momento, s’intende, l’ultima, quella dopo la serie di divorzi); disponibile all’adulterio purchè non si sappia;  che “fa fumo” dove vuole (brucia carbone anche melle terre … indiane!).
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TRUMP VINCE, IL MONDO PERDE
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 9 Novembre, 2016 @ 7:54 amDetto altrimenti: Europa, sveglia! Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â (post 2520)
USA rinchiusi su loro stessi. Muri reali o virtuali. Chissenefrega dei diritti umani? Putin, accordiamoci … nella tua zona fai quello che vuoi e facciamo affari insieme. Gli Europei? Si arrangino! La Nato? Vedremo …
E noi UE? Noi … l’unica, grande “cosa†che dobbiamo fare è gli USE-United States of Europe, o EUE se vogliamo usare il francese (in tedesco non so come si direbbe).
Ecco, questo è l’unico aspetto positivo della “Tragedia americana†la seconda, ben maggiore di quella del romanzo di Theodore Dreiser …
LE SCATOLE CINESI, ANCHE IN POLITICA
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 9 Novembre, 2016 @ 6:48 amDetto altrimenti: vediamo un po’ di che si tratta …                          (post 2519)
Le parole sono pietre (firmato Don Lorenzo Milani). Ed allora iniziamo a esaminare una pietra angolare: “politicaâ€.
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Io dico che tutto parte dal greco “polloiâ€, molti, da cui “polisâ€, la città come luogo dei molti (città stato, per gli antichi Greci), da cui l’aggettivo sostantivato “politica†che – come tale – sottintende un sostantivo, “archèâ€, capacità di. Quindi politica come capacità e attività dedicata al governo della cosa pubblica. Quindi al “politico†si richiederebbe preparazione affinchè si possa dedicare ad un lavoro che inizialmente non era retribuito. Poi, un tale Pericle introdusse la paghetta per i politici, al fine dio consentire anche ai non possidenti di dedicarsi alla politica.
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Solo che nei secoli, e in Italia oggi più che mai e più che altrove, quella paghetta è diventata una somma di esorbitanti privilegi per cui da “mezzo per†è diventata un fine: ce lo ha detto espressamente un Senatore ottimamente imitato dal comico Crozza: “Tu fatti gli affari tuoi … pensa a quanto ti stanno pagando … pensa che se non cade il governo tu ti fai la pensione … che te ne fotteâ€.  In un Paese “normale†un simile comportamento avrebbe sancito l’indegnità della persona a continuare a ricoprire una carica “onorevoleâ€, ma da noi … vabbè … dai … che vuoi mai che sia mai … si sa …Tiremm inanz.
Dice … ma che c’azzecca tutto questo con il titolo del post? C’azzecca … c’azzecca! Infatti la “posizione politica†è diventata un obiettivo economico e quindi di potere e viceversa. Da perseguire e mantenere “a prescindereâ€, anche quando trovandosi in netta minoranza, si rischierebbe di essere estromessi o non più eletti, non più nominato, non più cooptati.
E veniamo alle scatole cinesi. Cominciamo da quelle per il controllo di una grande SpA. Spa 1, capitale sociale 1000. Chi ne possiede il 51% (510) la controlla (tuttavia, se gli altri azionisti non sono organizzati, spesso il controllo lo hai anche con il solo 20%). Se poi quel 51% è posseduto da una SpA 2, della quale tu possiedi il 51%, ecco che tu controlli la SpA 1 con un investimento ancora minore, etc. . Alla fine con la maggioranza in una (piccola) SpA n, controlli la grande SpA 1.
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In politica vige il principio democratico secondo cui si procede a maggioranza. Questo principio è accettato priori a tutti coloro che si dichiarano democratici. Quindi, una volta formatasi una maggioranza il ruolo della minoranza dovrebbe essere quello del controllo del rispetto delle regole democratiche da parte della maggioranza, non quello di pretendere di attivare una azione di sabotaggio o di governo ombra a danno della maggioranza. Fino a qui parliamo di minoranze politiche “esterne†ovvero di partiti diversi da quello che ha vinto le elezioni. Ma esistono poi altre minoranze: quelle interne allo stesso partito vonciotore, e sono le più problematiìche perché agiscono all’interno della compagine vincitrice, hanno o almeno diovrebebro avere la stessa tua divisa. E invece ..
Invece per risalire la china del potere, si creano “aghi della bilancia alla Scilipotiâ€, correnti e sottocorrenti, governi ombra che fanno ai propri colleghi di partito, quelli della “corrente†maggioritaria, un’opposizione se non maggiore almeno allo stesso livello di quella “esternaâ€. Al che, maggiore o uguale che essa sia, sicuramente questa opposizione è “qualitativamente (e moralmente) peggioreâ€, come testimonia l’antico proverbio “dagli amici mi guardi Iddio che dai nemici ci penso ioâ€.
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Per arrivare a questa rimonta, le minoranze che fanno? Tutto, pur di non perdere i benefici economici e di potere. Creano liste civiche, liste elettorali, reti di connivenza, articoli di stampa devianti (ecco le scatoline cinesi!), tutto purchè di loro si parli e degli altri (loro compagni) si sparli. Una situazione kafkiana: lo strapotere (soprattutto mediatico) delle minoranze, il loro governo ombra, il loro confondere le acque della logica e della correttezza democratica con un duplice scopo: stancare l’avversario e indurre l’opinione pubblica a interpretare loro stessi come salvatori dell’ordine di fronte alle rimostranze della … maggioranza! E’ un’inversione dell’ordine della … logica, la sua “inversione termica†una sorta di sua “inversione dell’onere della provaâ€! E la frase-lampadina-rossa dell’epilogo di questa “tragedia della democrazia†è quella che alla fine della tragi-farsa il capo-minoranza arriva a pronunciare in questi casi: “Vedete bene anche voi … si è venuta creando una situazione per cui …†ed è fatta: un piccolo gruppo minoritario raccoglie il consenso della maggioranza dei votanti, stancata da quella continua contrapposizione: ordine, ci vuole, ordine! Ma questo odine tutto è tranne che democratico.
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Ed allora che fare? Ce lo insegna Gaetano Salvemini nel suo illuminante saggio “Lezioni di Harward, le origini del fascismo in Italia†là dove ci mostra come una minoranza molto attiva ebbe il sopravvento su una vasta maggioranza che si mostrò distratta ed inerte, mentre avrebbe potuto assai facilmente stoppare quel movimento sul suo nascere.
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ELETTORI, POLITICA, GOVERNO
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 8 Novembre, 2016 @ 10:37 pmDetto altrimenti: sono piani diversi, piattaforme parallele ma (in che modo?) comunicanti … (post 2518)
Facciamola semplice: il cittadino va a votare, ed è già condizionato da chi si è organizzato (in partiti). Già , perché siccome tot capita tot sententiae, per evitare il caos la nostra Costituzione ha (molto correttamente) previsto l’esistenza dei partiti quale luogo di sintesi delle istanze dei votanti.
Quindi, i bisogni, poi i partiti. Infine ci dovrebbero essere gli esecutori della volontà del popolo espressa attraverso i partiti. In altre parole: la prima “politicaâ€, ovvero le scelte di fondo, il “dove andare†la dovrebbero fare i cittadini, come esercizio di un loro diritto-dovere. Quindi i partiti. Non gli amministratori, che dovrebbero dare esecuzione concreta alla “politicaâ€.
Tuttavia talvolta (o spesso?) avviene che chi governa se la scrive, se la canta e se la suona, nel senso che si fa le leggi, se le applica, e “fa politica†invece di “fare amministrazioneâ€
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Un mio amico mi ha raccontato un episodio che gli è capitato di recente. Si trovava ij una riunione di un gruppo di lavoro di un partito diviso in due correnti. Mentre quelli della corrente “A†si proponevano di individuare i bisogni della città , un appartenente alla corrente “B†corrente dichiarò: “Mi sta bene operare con voi se ci limitiamo a fare questo, cioè amministrazione, ovvero se non facciamo politicaâ€. Ecco, per lui la “politica†era la politica dei contenitori, di chi comanda chi. Per gli altri, che gli ribatterono subito, fare scelte sul e per il territorio era fare politica, la politica del territorio.
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Occorre fornire al cittadino la scala della democrazia affinché egli possa salire in alto, impostare la politica dei partiti e ottenere che le punte operative le diano attuazione, incidendo sulla realtà .
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Seguendo l’impostazione del soggetto “Aâ€, a questo punto il processo della formazione democratica delle scelte politiche (ovvero, della politica) si complicherebbe doppiamente: 1) nel senso che chi semplicemente dovrebbe amministrare, si mette a fare politica: 2) che costui, invece di fare politica delle cose, fa politica del potere: si sostituisce alla politica dei partiti; ignora il cittadino.
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LA BATTAGLIA DEI TOPI E DELLE RANE
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 8 Novembre, 2016 @ 2:38 pm
Detto altrimenti : i classici in Biblioteca di Trento, con la Prof Maria Lia Guardini (post 2017)
“Prof†senza puntino. Un sostantivo. Maria Lia non vuole che la si citi, la si “scriva†etc. Ma io sono uno scolaro ribelle, ripetente etc.. E allora …
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La “Batracomiomachia†(ΒατÏαχομυομαχία), la guerra fra rane e topi, è un poemetto di 303 versi di autore sconosciuto. Taluno lo fa risalire al V° secolo a. C. Il Leopardi, che ne è un famoso traduttore, al I° d. C.. Vi si narra di una guerra, durata un giorno, fra il popolo dei topi e quello delle rane. Una banalità , potrebbe dire taluno. Si, se banalità fosse anche il Pinocchio, cosa che non è. Csstigat ridendo mores … i costumi letterari e del pensiero. L’autore è persona colta che scrive per lettori colti, i quali siano in grado di capire la smitizzazione che egli fa del poema epico; ed anche per lettori non colti, che possono essere avvicinati alla lettera da questi versi, pochi (ma non troppo) “ scherzucci di dozzina, per dirla con il Giusti.
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Si può cogliere una analogia letteraria con Pinocchio e “musicale†con i brani “Pierino e il lupo†di Prokofiev e con Wassermusik di Haendel, per citare scritti e composizioni apparentemente leggere e che però sono dei veri e propri catalizzatori della swensibilità e dell’apprendimento. Il poemetto può anche essere letto come una esaltazione delle “favolette†di Esopo, quelle del “o muzos deloiâ€, la favola ci insegna che “.Â
Prima (o in luogo di. Vedrò strada facendo, anzi … post scrivendo, che voglia ne avrò)prima di – dicevo – esporre la trama, un accostamento (questo mio): l’autore è un po’ un Dario Fo’ dell’epoca. Dissacratore, se vogliamo, ma concettualmente onesto, coerente, illuminante.
Gli Dei, anzi, gli dei di Omaro: sopra di essi la Moira, il fato, al quale devono ubbidire. Sotto, gli uomini che devono ubbidire agli dei che però non sono responsabili per via della moira. Ed il gioco (di scarica barile) è fatto! Gli dei sono meno che umanizzati, perché nella “scala Siascia†(uomini, mezzi uomini, uominicchi, quaqquaraqquà ), si collocano nel gradino più basso: Atena infatti non prende la parte dei topi che le hanno rovinato una preziosa veste che si era fatta ricamare a credito e che ora non sa più come fare; né quella delle rane perché con il loro gracidare le disturbano il sonno! E conclude: “Lasciamo che si scannino, godiamoci lo spettacolo della battagliaâ€.
In questa dissacrazione degli dei io colgo anche un richiamo alla responsabilità dirette dell’uomo, ben lontana dal Deus vult, dal Got mit uns, e da quant’altro di simile (“Non restituisco il sovrappiù ingiustamente pagatomi da Provincia/Stato e mi rimetto al giudizio di Dio“. Sic, detta e scritta da un ex senatore!). Insomma. Facciamoci furbi, basta guerre … basta a questi potenti che assistono alla guerra dei poveri (poveri davvero e sempre, tutti, qualunque divisa indossino!)
Citavo Pinocchio, Come in quel caso qnche qui il testoâ€si è maìgiato†l’autore. Anche qui, due identità : il burattino e il bambino Pinochio nel “Pinocchioâ€; il lettore “bambino†e il lettore adulto, nella Batracomiomachia. Il “bambino adultoâ€, l’homo politicus che dialoga – non si contrappone – al bambino bambino. L’uomo delle origini che non dice di essere quello che non è. E siamo venuti a parlare di politica. Io sono partito da polloi, i molti, per arrivare alla polis, il luogo dei molti e da qui alla politica. Il governo di molti su molti. La mia Prof mi ha corretto: si parte da polis, la città (città stato) e da qui si deriva un aggettivo sostantivato: politica, che come tale sottindende un sostantivo: la techne, la tecnica (di governo), qualità che si raggiunge attraverso lo studio. Come avviene oggi: tutti i ostri politichi “sono studiatiâ€, si sono preparati, sono molto esperti … o no?
Mini trama
Topi e rane discutono, Un topo acectta il passaggio sulla chiena di una rana per una gita sul laghetto. Arriva una biscia d’acuqa, la rana scappa, il topo viene mangiato. E’ guerra fra i due “popoliâ€: Il topo prima di morire esclama: “ Vendicato saròâ€.(Sì dice e spira). E’ guerra. Vinta dai topi ma Zeus non ci sta e ne fa far strage dai granchi. Fine di una vittoria di Pirro.
Mini analisi letteraria
Non può essere opera di Omero per molti motivi:
- Omero non avrebbe mai irriso se stesso e la sua epica. Infatti lo schema è dell’epica, ma il contenuto … una farsa, una presa in giro dell’epica;
- nell’epica l’io narrante (aedo) non esiste (Iliade) o sparisce subito (Odissea). Qui l’io narrante è uno scrittore che invoca la Musa a chiede aiuto per la “vendita†di un’opera già scritta;
- scritta, appunto, mentre l’opera di Omera fu tramandata oralmente;
- qui l’autore afferma: io ho creato questo. E sarà copiato da Orazio con il suo non omnis moriar, non morirò in ogni mia parte e exegi monumentum aere perennius, ho creato un monumento (letterario) più duraturo del bronzo;
- più realisticamente si può immaginare che l’opera sia di un autore dell’età ellenistica, convenzionalmente datata dalla morte di Alessandro Magno (323 a.C.) alla conquista romana dell’Egitto (ultimo regno ellenistico indipendente) nel 31 a.C.;
- Il topo “rapito†può richiamare l’Elena rapita o il rapimento di Europa da parte di Zeus (che la porta a Creta);
- L’autore ha voluto divertirsi ma si è tradito come “ellenista†per la cura dei dettagli descrittivi che quasi sempre manca nell’epica omerica.
Da ultimo, per chiudere con una nota disneyana: i nomi che Leopardi affibbia (traducendoli o meno) ai personaggi, topi e rane: Gonfiagote, Rubabriciole, Rodipan, Laccamacine, Mangiaprosciutti, Leccapiatti, Montapignatte, Leccaluomo, Fangoso Sbucatore, Bietolaio, Moltivoce, Godipalude, Rubatocchi, Insidiapane, Porricolore, Fanghin, Rubamolliche, Mangiagran, Foraprosciutti, Godilacqua, Giacinelfang, oScavaformaggio, Sbucator.
The end
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