ACCADEMIA DELLE MUSE
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 11 Ottobre, 2016 @ 7:20 amDetto altrimenti: avvio dell’anno accademico 2016-2017      (post 2483)
Circolo Culturale Privato “Accademia delle Muse” – Si riparte! Questo è il nono anno del nostro gruppo di amici. Nove anni che da ottobre a giugno, il primo lunedì di ogni mese (quasi sempre il primo), ci riuniamo per condividere l’arte di ognuno, ove per “arte†si intende tutto ciò che ognuno di noi può offrire agli altri; musica, poesia, pittura, storia, teatro, fotografia, viaggi, canto, navigazione a vela, cicloturismo, letture etc. etc,. etc..
Non esiste alcuna formalità di iscrizione ma solo essere amici di un aderente ed mettere a disposizione degli altri la propria “arte”. Nel mio elenco indirizzario e mail siamo in 100, di cui circa 45 mediamente presenti alle riunioni. Non male, direi! Ci ritroviamo in casa della Presidente Cristina.
Ieri sera … anzi, “ieri seratona” serata di inizio anno. Cristina al pianoforte, Giovanna e Letizia canto, Stefano voce, Giovanni alle slaids per accompagnare con proiezione di quadri famosi da lui scelti e commentati. L’esposizione vocale, canora e musicale: vedi sotto., Il tema? Vita e opere di una Donna (“Dominaâ€) trentina: Elvira de Gresti di San Leonardo.
Introduzione di Giovanni Soncini (Accademico, ingegnere, fisico, docente universitario, pittore, ciclista)Â
“I brani musicali che stasera vi presentiamo vogliono essere un omaggio alla figura della musicista e compositrice trentina Elvira de Gresti di San Leonardo. Abbiamo ricavato le notizie che sentirete dal libro Elvira de Gresti di San Leonardo: la vita e le opere curato da Luisa Pà chera e pubblicato nel 2010 a Rovereto. Il libro, corredato da un CD che contiene brani per pianoforte solo e per voce e pianoforte, è reperibile presso la Biblioteca comunale di Trento.  Durante le esecuzioni musicali saranno proiettate immagini di dipinti di pittori coevi della compositrice. In particolare vedrete opere di pittori fin troppo famosi: Vincent van Gogh (quello che si è tagliato l’orecchio!); Claude Monet, probabilmente il più noto fra gli impressionisti francesi; Theodore Robinson, pittore impressionista americano formatosi in Francia alla scuola di Monet. Vedremo opere di pittori classici accademici, in particolare Lawrence Alma Tadema, famoso ai suoi tempi, tanto da essere nominato “Sir†dalla Regina Vittoria nel 1899 ed ora quasi completamente dimenticato, di pittori romantici quali Jean Fancoise Millet e Friedrich David Caspar, il più noto interprete del romanticismo tedesco. Riscopriremo Gaetano Previati, uno dei maggiori esponenti del “divisionismo italianoâ€, attualmente in esposizione presso il MART), e rivedremo alcuni dei dipinti più famosi di Giovanni Segantini. Infine presenteremo opere di pittori trentini attivi nel primo novecento, in particolare Eugenio Prati, Umberto Moggioli e Bartolomeo Bezzi, e chiuderemo sistematicamente le nostre proiezioni con un’opera di Fortunato Depero, il nostro “futurista†roveretanoâ€.
 Ed ecco i testi che hanno intercalato l’esecuzione dei vari brani musicali
NATA IN AURE LIBERE: ELVIRA DE GRESTI DI SAN LEONARDO
Elvira de Gresti di San Leonardo è stata una donna fuori dal comune: ha scritto testi, composto musica e suonato le sue opere al pianoforte, è vissuta in piena autonomia tra il Trentino e la Lombardia come poche donne nate a metà dell’Ottocento hanno potuto fare.
Il termine compositrice inteso in senso esclusivo è molto recente, risale a circa 120 anni fa. In precedenza non esistevano compositrici come le intendiamo modernamente, ma musiciste che consideravano la composizione come una naturale espressione della loro attività di interpreti.
La produzione di Elvira de Gresti è centrata quasi esclusivamente sul genere delle liriche da salotto, che adottano le forme brevi di matrice romantica, e sulle composizioni pianistiche. Si trovano riferimenti costanti al mondo pianistico d’oltralpe, come Mendelssohn, Schumann, ma anche Chopin. Questi richiami non sminuiscono il valore delle composizioni, confezionate con mano felice, in una sintesi tutt’altro che scontata.
Ora Cristina vi darà un saggio dei brani per pianoforte della de Gresti, eseguendo la Berceuse. Si tratta di un brano maturo e compiuto che riporta al clima tardo-romantico e decadente di fine secolo. Le sonorità si fanno via via più rarefatte, le armonie a tratti più vaghe, la scrittura, sempre lata, fa largo uso di pedali armonici e di blocchi sonori con funzione coloristica con inevitabile rimando ai timbri e alla scrittura della produzione pianistica francese di quegli anni.
Cristina: BerceuseÂ
Elvira nasce ad Ala nel 1846 e lì rimane per tutta l’infanzia e buona parte della giovinezza; all’inizio degli anni Sessanta si trasferisce a San Leonardo, piccolo borgo antico nel comune di Avio vicino a Borghetto e in età adulta si reca a Milano per seguire le sue aspirazioni musicali.
Il padre di Elvira, Federico, laureato in legge, sarà per più di trent’anni podestà di Ala; la madre Carlotta Alpruni è figlia del dottor Giuseppe Alpruni di Borgo Valsugana e della contessa Anna Lutti di Trento.
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Le notizie biografiche in nostro possesso sono tratte da un manoscritto che Elvira redasse nel 1936 e che si intitola “Cenni biografici su Federico de Gresti Leonhardsberg (italianizzato poi in San Leonardo) e sul figlio di lui Oddone, scritti dalla figlia, rispettivamente sorella, Elvira de Gresti di San Leonardoâ€. Questo documento è conservato a San Leonardo nell’archivio della famiglia de Gresti-Guerrieri Gonzaga e consta di 5 fogli firmati da Elvira.
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I rapporti di Elvira con la sua famiglia sono buoni, in particolare con la cognata e coi sei nipoti, soprattutto con Gemma, l’unica femmina, la più piccola e sua figlioccia di battesimo. Nella sua memoria Elvira scrive che “Gemma, nata a San Leonardo nel 1873, divenne bella, viva e intelligente com’era, il gioiello di casaâ€. Gemma si sposa col marchese Tullo Guerrieri Gonzaga e Elvira dedica agli sposi una sua composizione Tinte azzurre, melodia per canto con accompagnamento di pianoforte, che ora Giovanna e Cristina vi eseguiranno.
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Giovanna e Cristina: Tinte azzurre
Elvira vive per quasi 50 anni a Milano, dove si dedica alla composizione e allo studio del pianoforte: durante questo lungo periodo lei frequenta i migliori circoli mondani nei quali era molto apprezzata per le sue doti oratorie, per la sua cultura e per la grande abilità di concertista. La casa editrice Ricordi pubblica vari lavori di Elvira e altre sue composizioni musicali su parole tedesche vengono pubblicate da case editrici in Germania.
Nei salotti di Milano Elvira ha modo di incontrare anche dei trentini che apprezzano la sua musica e riportano in patria la sua bravura di pianista e compositrice: probabilmente per questo nel 1914 l’Accademia degli Agiati di Rovereto la accoglie fra i suoi soci. Questa famosa istituzione viene fondata nel 1750 da alcuni intellettuali della scuola di Girolamo Tartarotti, viene riconosciuta dall’imperatrice Maria Teresa d’Austria e svolge una funzione culturale importante, annoverando fra i suoi soci numerosi letterati, artisti e scienziati di fama internazionale. Non sono molti i soci donna e questo ci fa capire che la designazione di Elvira può essere considerata un pieno riconoscimento delle sue doti artistiche.
Elvira invia in diverse occasioni le sue composizioni all’Accademia degli Agiati, che ne conserva quasi cento. Di queste, alcune sono pubblicate, la maggior parte sono manoscritte, tante sono versioni diverse di un unico brano, tutte sono depositate presso la Biblioteca civica di Rovereto, che conserva e gestisce il patrimonio dell’Accademia.
Fra le composizioni per voce e pianoforte inviate all’Accademia degli Agiati, ora Letizia e Cristina eseguiranno Sulla laguna di Venezia, brano nel quale riecheggia il clima armonico del Venetianisches Gondellied di Mendelssohn.
Letizia e Cristina: Sulla laguna di Venezia
Scoppia la prima guerra mondiale: già dopo il primo anno sono circa 25.000 i soldati austriaci di lingua italiana fatti prigionieri e dispersi in Russia e molte madri si rivolgono a Elvira, ma soprattutto alla nipote Gemma per essere aiutate ad avere notizie dei figli dispersi. Nel 1915 l’Italia entra in guerra contro l’Austria e il fronte si assesta poco più a nord di Ala. Elvira è a Milano e ci rimane fino alla fine della guerra. La nipote Gemma adopera le sue conoscenze per accelerare la ricostruzione dei centri abitati e il rifornimento degli ospedali di Rovereto, Riva del Garda e Borgo Valsugana. Gemma sarà determinante per realizzare il progetto di don Antonio Rossaro di costruire la Campana dei Caduti Maria Dolens a Rovereto.
Ora Giovanna e Cristina vi eseguiranno l’Ave Maria, brano nel quale il legame con la solida formazione musicale classica della compositrice si manifesta anche nel gusto contrappuntistico che affiora di tanto in tanto, rimandando all’omonimo brano di Gounod, che a sua volta richiama il Preludio n. 1 del Clavicembalo ben temperato di Johann Sebastian Bach.
 Giovanna e Cristina: Ave Maria
 Elvira è intrisa della cultura romantica, appresa anche nel diretto contatto con i testi letterari tedeschi, ma nelle sue composizioni si trovano comunque alcuni agganci alle opere dei musicisti italiani coevi, come Riccardo Zandonai. La dimensione affettiva della sua musica aderisce al generale clima estetico e culturale dell’epoca: il simbolismo pittorico e il naturalismo italiano di Giovanni Segantini, Gaetano Previati ed Eugenio Prati si esprimono nella de Gresti in sonorità liquide e impalpabili e in armonie di impatto timbrico e coloristico. Anche la scelta dei testi, nelle liriche, guarda ai contenuti cari a questi pittori, in cui l’iconografia dell’idillio si alterna ai temi della fede, il paesaggio partecipa all’espressione del sentimento e le atmosfere rarefatte sembrano velare le fattezze dei soggetti. La natura e la sua contemplazione, come nel brano Monte Rosa che ora ascolterete e che abbiamo scelto in onore delle nostre montagne, sono intesi come veicoli di elevazione spirituale e di contatto con il divino.
 Letizia e Cristina: Monte Rosa
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Se i testi rispecchiano in gran parte l’attualità delle correnti culturali del tempo, i contenuti musicali della produzione per voce e pianoforte sono lontani dal gusto operistico dilagante in Italia e trovano semmai consonanza con il repertorio liederistico tedesco. Tutti trattati in forma durchkomponiert, cioè una musica relativamente continua e non ripetitiva, dove le parole sono messe a punto per la musica e ogni verso è diverso, questi lieder evidenziano come la parte pianistica dialoghi alla pari con quella vocale. Il pianoforte non è semplice accompagnamento, ma dà luci ed ombre alle parole, interpreta il significato del testo potenziandolo e spesso trasformandolo.
I richiami musicali alla letteratura liederistica sono talvolta palesi, come nel duetto La fanciulla delle Alpi che ripropone una raffinata parafrasi delle armonie schubertiane. Con questo brano il nostro lavoro si conclude: speriamo che vi sia piaciuto e che abbiate potuto apprezzare questa eccezionale figura di donna musicista originaria della nostra terra.
Letizia, Giovanna e Cristina: La fanciulla delle Alpi
Da: Elvira de Gresti di San Leonardo : la vita e le opere / a cura di Luisa Pachera. – Rovereto : Osiride, 2010
E’ seguito il consueto intermezzo enogastronomico (le nostre riunioni non sono u prima di né un dopo cena, bensì un “duranteâ€. Un momento particoalre è stato rappresentato dalla presentazione dei nuovi Accademici: Loretta Grisenti (“Corsi di flamenco per adulti e bambini info Loretta 3470988532 granaina@hotmail.com  Associazione culturale ROCIO, www.rocio.it) , Omar Garcia, Gloria Zeni, Claudio Fuochi, Carla Roccabruna, Rosanna Pedrotti.
Sono state quindi presentate alcune iniziative diverse nel consueto “Angolo delle anteprimeâ€: fra le altre, Riccardo ha preannunciato l’organizzazione di una gita sociale   in primavera (Monika provvederà a formulare alcune proposte) e la castagnata Fiab del 16 ottobre. Iscrizioni presso adbtrento@libero.it. – Inoltre, recital di poesie, prosa, musica, danza di Alfonso Masi & C., in occasione degli 80 anni dalla morte di F. Garcia Lorca: 14 ottobre 2016 ore 20,30 Palazzo Panni in Arco (entrata libera).
Nella seconda parte della serata Cristina ha illustrato il programma annuale, con una breve presentazione dei “pezzi†da parte degli “Autoriâ€:
-  7 novembre – Alfonso Masi, Shakespeare – Loretta Grisenti e il flamenco.
- 5 dicembre – Auguri dalla piccola Vienna (Gio/Let/Stef/Cris) – Umberto ne “Il nudo nell’arte” (dia).
- 9 gennaio – C.M.Von Weber, Concerto per fagotto (Let/Cris) – Gloria Zeni, presentazione libro Domus patrum revirescit (dia).
- 6 febbraio – Carnevale con Walt Dysney (Gio/Let/Stef/Cris) – Maria Teresa & Company, Commedia.
- 6 marzo – Riccardante Lucattieri, La fraglina commedia – Paolo Consiglio, I tre Cristi (dia).
- 3 aprile – Omaggio a Fabrizio De Andre’, Patrick e Co., Riccardo voce recitante – Claudio Fuochi e le sue ninfee (dia).
- 8 maggio – Barbara e amiche in “Altri tempi†revival – Francesca Endrizzi, La figura di Albino Zenatti.
- 5 giugno – Allievi del Conservatorio musicale di Riva del Garda, M° Ruzza – Marisa Decarli, Scorci di Trento.
Oltre a ciò, gita sociale in primavera e Festa di mezz’Estate. Buona Accademia a tutte e a tutti!
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LA CONOSCETE L’ULTIMA (PEDALATA ANNUALE DELLA FIAB)?
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 10 Ottobre, 2016 @ 5:47 amDetto altrimenti: no? E allora ve la racconto io           (post 2482)
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ISOLA DELLA SCALA (VR). XII Secolo, gli Scaligeri ne rafforzano le difese (Mantova contro Verona) sul fiume Tartaro. Da qui il nome. Il fiume nasce da fonte risorgiva, scorre fra l’Adige e il Po e si getta in mare ormai trasformato (dall’uomo) in un canale: il Canal Bianco. “Isola”? Infatti tale era ed è , circondata dai tanti canali.
Fiab (Isola della Scala) aiuta Fiab (Trento). I Fiabbini locali fanno da guida ai Fiabbini in visita da altre località . Questo capita anche qui a Trento. Ma gli amici di Isola fanno ancora di più: in accordo con l’Ente Fiera fanno inseriscono la loro disponibilità di “guide indiane†per tutti “visi pallidi†in visita alla città e alle manifestazioni fieristiche. .
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Infatti noi Trentin-Bolzanini in arrivo dal “profondo nord†abbiamo trovato ad accoglierci un folto gruppo di ciclisti non (ancora) Fiabbini: persone dal Veneto, dalla Lombardia, dalla Romagna (Bertinoro) ed uno dall’Ungheria! Fiab Isola della Scala, molto attiva anche presso le scuole, infatti Fiab needs youth, la Fiab ha bisogno dei giovani (per continuare a crescere).
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This is Fiab too La Fiab è anche tutto questo!
I nostri conductores? Fausto, Guerrino, … ed altri (chi mi ricorda i loro nomi? Grazie!). I km della giornata: pochi (35) ma lo scopo era un altro. Infatti abbiamo visitato i laghetti sorti nelle torbiere abbandonate (per legge, si può estrarre la torba solo se dopo ripristini il terreno, il che rende anti economica la cosa), torba che ora viene stratta dalle sponde del Lago Balaton; laghetti che sono diventati area di sosta e di nidificazione di specie avicole e luogo di pesca sportiva. Forse, presto, un parco naturale pubblico.
Quindi una Corte rurale, illustrataci da due graziosissime giovani guide: Chiara Migliorini e Giorgia Ferrari. Riporto qui testualmente la loro esposizone, inviatami per estratto:
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La corte situata a Madonna di Erbé (VR) appartenne fino al 1425 all’abbazia di San Zeno Maggiore di Verona per poi passare, a causa di un divisione dei beni della mensa abbaziale, nelle mani di monaci tedeschi benedettini. Quando il 5 dicembre 1770 un decreto del Senato Veneto sopprime i monasteri, passa in proprietà a numerose famiglie come i Previdi, Malagnini e Dalla Mora.
La corte presenta le classiche caratteristiche di una corte rurale come la torre colombara (il cui uso era quello di torre di vedetta ma anche luogo dove tenere i piccioni viaggiatori), la casa padronale, le stalle e la casa dei lavorenti (dove al primo piano vi erano i dormitori e al pianterreno un portico all’aria aperta dove gli attrezzi venivano riposti) Nel 1700 si costruirà la barchessa a 4 luci, luogo dove gli attrezzi venivano riposti e dove la sera ci si riuniva per cantare. È dotata di un granaio soprastante dove il raccolto, dopo esser stato seccato sull’aia, veniva riposto. Interessanti sono anche i 4 volti sulla facciata, ognuno rappresentante una stagione. Contemporanea alla barchessa abbiamo l’oratorio barocco dedicato alla Madonna del Carmine e ai suoi miracoli compiuti nel paese di Erbé e quelli limitrofi. Viene difatti rappresentato in un ex-voto il miracolo avvenuto durante la costruzione della chiesa, dove due muratori, a causa della caduta del cornicione della facciata, precipitarono dall’ impalcatura ed uscendone illesi per mano della Madonna. Secondo una leggenda, ad una ragazza, durante il pascolo, apparve la Vergine che le suggerì dove sarebbe dovuta essere riprodotta la Sua immagine. Andò così da un dilettante locale che fece la volontà della Madonna.
Il luogo divenne ben presto meta di pellegrinaggio che consentì di costruire anche l’oratorio che tutt’ora ospita l’immagine della Vergine. Le corti rurali nel tempo si sono sviluppate passando da uno stile semplice ed umile fino ad arrivare ad essere luoghi decorati egregiamente con l’utilizzo dello stile barocco, diventando anche, per i proprietari, un luogo di villeggiatura. Da notare come nel tempo queste corti sono sempre state dei veri e propri centri autosufficienti.
Grazie Chiara, grazie Giorgia! E grazie, ovviamente, ai proprietari della Corte che ci hanno accolti!
Dice … ma che bici ci vogliono per fare le vostre pedalate? Da corsa? Da montagna? Da super city? Eh no, scialla raga, calma ragazzi: non ci sono scuse! Una giovane pedalatrice di Castelfranco Veneto con papà , mamma , sorelle e fratello: guardate un po’ con che bici ci ha seguito! A lei un forte applauso! A lei e a tutta la sua bellissima famiglia: dai … associatevi alla vostra Fiab locale! Ve lo dice nonno Riccardo!
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Le risorgive, dicevo. Acqua abbondante e pulita. Da qui le risaie: circa 1700 ettari, poco meno di due volte e mezzo la superficie del Parco di Monza, pari all’estensione esistente al tempo del maggiore splendore della Repubblica marinara di Venezia. Riasie? Riso! Riso? Il Palariso e la 50° Fiera del Riso, ovvero “La Festa del Risotto Italiano, 14 settembre- 9 ottobre.
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Dice … e ci risiamo, tutti i salmi finiscono in gloria … gastronomica! E invece no, amici! Gastrronomia si, perché un paio di piatti di risotto a testa ce li siamo concessi, (eccheavrestevoluto?), ma questa fiera è anche … anzi, è soprattutto una fiera della cultura. Sì, cultura, non solo coltura. La cultura del territorio, delle tradizioni, della storia, dell’economia e dell’arte locale. La Storia. Già … ho prima accennato alla contrapposizione Scaligeri-Gonzaga. Ma che ne dite della ruota azionata ad acqua con la quale il padre di un certo Einstein fece il primo esperimento di illuminazione pubblica nella zona? E poi, le innumerevoli iniziative-gioielli culturali, artistici e musicali a contorno della manifestazione? A decine!
L’area espositiva, vastissima. Padiglioni molto ampi. La “sala da pranzo†che ospita fino a 2.000 commensali; la separata area ristorante … sapete quanti piatti di risotto sono stati serviti durante tutto l’parco della manifestazione? 500.000 (cinquecentomila): due sono i miei.
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Dopo pranzo, pedalata digestiva per visitare – purtroppo solo dall’esterno – la Villa Pindemonte in località Vo’. Da tempo abbandonata, ora passata in proprietà di un industriale della zona, è in fase di completa ristrutturazione per essere poi aperta alle visite del pubblico. Un prezioso recupero, come ne abbiamo visti altri in quest’ area geografica (vedi relativo post, cliccando “Montegrottoâ€: il castello Catajo a Battaglia Terme).
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Indi felicemente a Trento per le 19,00, Â ottimamente condotti dall’ormai amico Piero, ottima persona ed eccezionale conduttore di lunghissimi bus con carrello bici, anche in lunghe e precise manovre di retromarcia!
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FIAB. Non solo pedali, bensì cultura a pedali. Fiab infatti è socializzazione, rispetto dell’ambiente, conoscenza e rispetto degli altri: persone, luoghi, arte, natura. E poi Fiab è anche “saluteâ€: quanta in più …infatti una pedalata al giorno leva il medico di torno!
Uei, raga … e poi: domenica prossima 16 ottobre, Castagnata trentina al Doss del Rastel, a suggello della stagione! Non mancate … è aperta agli associati, ai loro aprenti e perché no? Anche a chi sta per diventare socio! Iscrizioni entro venerdì 15 ottobre a adbtrento@libero.it o a Guglielmo 388-6584786.castagnata-16-ott
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Infine, dal 28 al 30 ottobre Fiab sarà presente con un suo stand alla Fiera Trentina Fa La Cosa Giusta, In questa occasione si apriranno le nuove iscrizioni per l’panno 2017.
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Joint us! Unisciti a noi! Iscriviti alla Fiab: ci trovi in internet (Fiab Trento)!
Appendice: tre ricette di risotti  “isolani”
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Buon Appetito e Good Byke Everybody!.
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EDUCAZIONE CICLABILE
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 6 Ottobre, 2016 @ 3:00 pmDetto altrimenti: oggi la mia Buona Stella ha avuto molto da lavorare    (post 2481)
Si sa, le disgrazie non vengino mai sole … per fortuna però in questo caso a non venir soli sono stati “solo†rischi, grazie alla mia BSP-Buona Stella a Pedali  alla fine evitati. Grazie, Stella! E scusa se oggi ti ho dato particolarmente da fare …. Infatti sentite un po’ cosa mi è successo questa mattina.
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- In strada, prima di innestarmi verso sud sulla pista ciclo-pedonale della val d’Adige, un furgone mi supera accelerando rabbiosamente per poi … inchiodare! Ho evitato il tamponamento per un soffio. Mi avrà voluto farmi  capire “chi è più uomoâ€?
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Sono sula pista. Ore 11,00. Procedo in bici da corsa verso sud, nel sottopasso ciclabile all’altezza di Mattarello nord. Improvvisamente, in una curva cieca, incrocio un furgone bianco di servizio che proviene da sud e affronta la curva invadendo le due corsie di marcia senza suonare. Me la sono cavata per un soffio, riuscendo ad infilarmi millimetricamente nello spazio fra il mezzo ed il pilastro del manufatto. Se fossi stato al centro della mia semi carreggiata o se avessi avuto una mountain bike (che ha un manubrio ben più largo) sarebbe stato un frontale! Qui sopra la foto con la visuale (nulla!) che aveva il furgone nell’affrontare il sottopasso citato: il mancato scontro è avvenuto all’uscita del tunnel, in fondo allo stesso.
- Sulla via del ritorno, alla risalita dopo il rettilineo che costeggia l’aeroporto di Mattarello, sono “sui pedaliâ€. In cima alla salitella, appoggiata al parapetto, a cavalcioni della sua bicicletta, una ragazza, ferma, sta telefonando. Nell’istante in cui io la sorpasso, si mette in moto con quell’andatura incerta delle prime due pedalate, mi taglia la strada. Io riesco a malapena a passare a sinistra, sul bordo erboso, un attimo prima che io mi procuri un bel frontale con un ciclista “da corsa†che proveniva da nord.
Ed allora, ecco le conclusioni che ho tratto. Credo che i tempi siano maturi a che le forze dell’ordine siano inviate a controllare anche il traffico sulle piste ciclabili e ciclopedonali, come già fanno lodevolmente sulle piste da sci. Infatti questo tipo di traffico è in contino aumento, ma non altrettanto si può dire del rispetto delle norme di legge e di buon senso che dovrebbero essere rispettate anche in questo caso. Al riguardo, vi elenco le maggiori contravvenzioni o mancati interventi che riscontro di continuo nei miei 4000 km annui di percorrenza:
- Pedoni: procedono spesso sulla destra anziché sulla sinistra, spesso affiancati. Quando incrociano altri pedoni non si rendono conto che in quel momento ostruiscono l’intera pista. Alcuni poi procedono al centro della pista che non sai se, udendo il tuo scampanellare, si sposteranno a destra o a sinistra. Altri infine, pur in presenza di piste ciclabili e pedonali parallele ed affiancate (Riva del Garda; Trento ciclabile Parco Lungo Fersina sud), utilizzano la pista ciclabile.
- Ciclisti. Squadre sportive in allenamento: troppo veloci considerando che spesso non procedono in fila indiana. Comitive turistiche: spesso non procedono in fila indiana. In genere: non tutti hanno ed usano il campanello. Ciclisti singoli: talvolta da fermi si rimettono in moto senza prima guardare se altri ciclisti stanno sopravvenendo.
- Mezzi meccanici di servizio: vedi sopra.
- Segnalazioni dei percorsi extra urbani comunali e intercomunali: spesso carenti.
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Protezione dei ciclisti sulle ciclabili. Un caso per tutti: la ringhiera nella ciclabile a fianco del parco Lungo Fersina sud a protezione dei ciclisti dal salto sottostante (10 metri!) è troppo bassa. In caso di urto con un pedone o il suo cane (che dovrebbero invece utilizzare la vicina pista pedonale!), il ciclista sarebbe proiettato nel vuoto.
Il Comune di Trento ha lodevolmente pubblicato un depliant sulle principali norme del codice della strada circa il corretto utilizzo delle piste ciclabili. Esso potrebbe essere integrato con altre norme: quelle del buon senso, della civile convivenza e del rispetto reciproco. Bene verrebbe comunque un servizio di prevenzione e controllo da parte delle forze dell’ordine.
Firmato blogger Riccardo, Segretario FIAB Trento, Federazione Italiana Amici della Bicicletta e assolutamente anche dei pedoni e degli automobilisti!
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EUROPA, ITALIA, REFERENDUM GB E NOSTRANO
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 6 Ottobre, 2016 @ 6:28 amDetto altrimenti: no … non dirò se votare si o no …  (post 2480)
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Sono stato europeista convinto già quarant’anni fa quando aderii al MFE- Movimento Federalista Europeo (Altiero Spinelli). In allora la motivazione fu soprattutto istintiva, quasi affettiva. Oggi è ragionata. Vediamo un po’ perché. Dice … UE no perchè lo Stato (Italia) deve tornare ad essere sovrano. Già , perché una cosa va detta: il luogo del consenso (Italia) è diverso dal luogo delle decisioni (Bruxelles) e questo alimenta la voglia di exit da una Bruxelles che ci impone l’eliminazione del deficit di bilancio e la conseguente diminuzione del debito.
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Chiariamo cose scontate, tuttavia chiariamole: lo Stato ha soprattutto un “bilancio†finanziario, ovvero si misura sul raffronto fra entrate ed uscite finanziarie, cosa che bilancio non è in quanto prescinde dalla verifica della consistenza del patrimonio e da un risultato economico. Un esempio: se io ha 100 in banca e acquisto un alloggio per 100, il mio patrimonio è immutato. Nel corso dell’anno il mercato rivaluta il mio immobile del doppio, io ho un utile ma non ho finanza. Chiedo ed ottengo in banca un fido di 30 per vivere, proprio perché “non ho finanzaâ€. A fine anno l’immobile si è rivalutato ulteriormente, io ho un forte ulteriore utile economico che ha incrementato il mio patrimonio, ma continuo a non avere “cassa†(finanza). Se poi l’immobile si svaluta, diciamo da 300 a 150 ed io lo vendo, avrò una perdita economica, una perdita patrimoniale (di 150)  ma sarò “forte†come finanza.
Ed è il nostro debito pubblico, non l’UE, che ci ha sottratto sovranità , l’UE al contrario ci aiuta a cercare di recuperarla. Vediamo un po’ perché. Gli Stati fortemente indebitati rischiano il fallimento (default). E falliscono se e quando gli organismi finanziari internazionali non possono o non vogliono avere più fiducia nei suoi titoli di debito pubblico, alla scadenza dei quali questi organismi non ne sottoscrivono nuovi titoli. Ed è il fallimento di quello stato. Orbene, in questa situazione si è trovata anche l’Italia (2011). Cosa si è fatto? Si è modificato all’unanimità e senza tanto clamore l’art. 81 della Costituzione (il pareggio di bilancio è diventato un obbligo costituzionale) e ci siamo dati governi tecnici (Monti, Letta).
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Cosa significa “governo tecnico� Facciamo un passo indietro. Un governo “politico†deve e può fare scelte politiche relative ai fini ultimi dello Stato. Ma quando non ci sono soldi, anzi, quando si rischia il fallimento per debiti, si possono e si devono fare solo piccoli interventi marginali di minima manutenzione e di contenimento dei costi. Ed ecco i tecnici. Solo che anche un governo “politico†può essere costretto ad operare come “tecnico†se la situazione finanziaria è quella sopra accennata. Ed ecco l’Europa. L’Europa, volenti o nolenti, ci costringe a non farci del male, ci costringe a non sforare più di tanto, pena la sfiducia dei nostri veri padroni: le citate istituzioni finanziarie internazionali.
Questa “necessità finanziariaâ€, questa imprescindibile necessità di scelte tecniche possono comportare una diminuzione del livello della nostra democrazia nel senso di imporre atti di governo (tecnico) contrari alla sensibilità ed al voto popolare che spesso non è consapevole del vincolo finanziario internazionale.
Già questo “prosaico†motivo mi basta per continuare ad essere europeista convinto.
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Con il costo di acquisto e manutenzaione di un solo F35, a quanti esodati si può assicurare una pensione?
Ai vincoli da debito pubblico si sommano anche i vincoli da “somme impegnate a bilancioâ€. Fateci caso. Spesso si dice che chi governa può disporre solo di una minima parte delle risorse finanziarie, perché la maggior parte sono bloccate da prevedenti vincoli pluriennali di destinazione (tot all’anno per l’acquisto degli F35; tot all’anno per questo o quel progetto. Per tot anni). Che fare? Occorre rivisitare l’elenco delle priorità ed eventualmente svincolare (per legge) impegni finanziari assunti per legge nel passato, se non più attuali rispetto a nuove, più impellenti priorità . “Burro o cannoni” scriveva l’economista Samuelson …
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E veniamo ai referendum. Quello GB, il Brexit. La GB se ne accorgerà nel mingere … (scusate l’espressione un po’ cruda, ma è quella che rende meglio). La sua autoreferenzialità le si ritorcerà contro. Ecco perché l’attuale premier sta facendo il commesso viaggiatore per cercare di non perdere i contratti con i vari “clientiâ€, della serie io esco dall’UE ma questo e quell’accordo lo manteniamo, vero? E questo suo modo di agire può rafforzare o indebolire l’UE. La rafforza se l’UE darà una riposta univoca; la indebolirà se ogni stato accetterà di stipulare singoli accordi bilaterali con la GB (cosa che io non mi auguro di certo).
Dice … ma del nostro imminente referendum, cosa ci dici? Innanzi tutto mi domando: quanti di noi si sono fatti carico di analizzarne i contenuti? E poi, la nostra scelta si deve basare sull’esame dei contenuti o sulle eventuali conseguenze politiche del suo esito? In questa sede io volutamente non mi pronuncio. Mi limito ad invitare tutte le mie lettrici e tutti i miei lettori a darsi una risposta in merito ai due aspetti, quello dei contenuti e quello politico. La sola cosa che mi permetto di raccomandare è di andare a votare. Infatti l’assenteismo dal voto ha una sua immediata conseguenza negativa: l’incremento della “quantità di oligarchiaâ€, ovvero di una negatività già comunque presente in ogni Stato – e ancor più qui da noi – sebbene paludata da democrazia (cfr. i recenti post che precedono, in particolare quello sulla demoligarchia).
E per oggi può bastare che ne dite? Anca massa … (anche troppo, per i non Trentini).
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Protetto: NAVIGAZIONE INVERNALE (post in allestimento)
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 5 Ottobre, 2016 @ 7:30 pmComments Closed
LA CATENA DELL’AUTONOMIA
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 5 Ottobre, 2016 @ 9:12 amDetto altrimenti: una catena funziona se tutte le sue componenti sono integre …   altrimenti sai che danno! (post 2478)
La catena di trasmissione in un’automobile trasmette i movimenti dall’albero a camme alle valvole e fa funzionare il motore. Guai se si guasta! Si rompe l’intero motore.  E sai che danno!
L’Autonomia. Qualcuno ben più di noi si è battuto per ottenerla e a costoro dobbiamo dire grazie. Ed oggi? Oggi a Bolzano si è definito un nuovo concetto, quello dell’Autonomia Dinamica, sempre a difesa di se stessa, sempre tesa al miglioramento di se stessa. E noi, qui in Trentino? Forse potremmo dare un ulteriore diverso apporto alla causa comune TN-BZ: mettere a fuoco il concetto di “catena di trasmissione dell’autonomiaâ€.
Mi spiego. Anche sula base del principio di sussidiarietà (non faccia l’organo/soggetto superiore ciò che può fare l’organo/soggetto inferiore) ….
(a parte che utilizzare questo lessico non mi va: infatti il cittadino non sta in basso nella scala della struttura sociale bensì al top: sono i governi che stanno “in bassoâ€, al servizio del cittadino. Ma questa è un’altra storia …)
… soggetto inferiore, dicevo, occorre fare in modo che l’Autonomia non sia rispettata solo nelle fasce “alte†(rapporto Stato-Provincia Autonoma) ma anche nelle fasce “basse†(rapporto cittadino – politica; rapporto organi politici comunali-provinciali, etc.). Mi spiego con un exemplum fictum, un’esempio-finzione (non vero, per carità , ci mancherebbe altro!): ammettiamo che in un partito politico 1) l’organo cittadino nei riguardi di una questione comunale deliberi “A†e che 2) sulla stessa questione nello stesso partito l’organo provinciale voglia imporre invece “Bâ€. Ecco che in tal caso la catena dell’Autonomia sarebbe spezzata e il “motore†della politica smetterebbe di funzionare. E sai che danno!
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PROVINCIA AUTONOMA DI TRENTO: PARITA’ DI GENERE? NON ULTIMI! – SECONDA PUNTATA
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 5 Ottobre, 2016 @ 8:30 amDetto altrimenti: l’art. 51 della Costituzione …  (post 2477)
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… impone espressamente che donne e uomini abbiano la uguale possibilità di accesso agli uffici pubblici e alle cariche elettive. Oggi di fatto non è così. Come è noto la violazione delle norme costituzionali non è sanzionata direttamente, bensì una legge contraria ad esse (nella lettera e/o nello spirito) può essere impugnata di fronte alla corte Costituzionale per l’ annullamento. Oggi la regola della parità di genere vige in quasi tutto il Paese. Tranne che in Trentino e in Alto Adige …
Leggete il post 2472, pochi post fa …

A certi Consiglieri provinciali la donna piace così: che la piasa, che la tasa, che la staga in casa.
E ti pareva! La notizia è di oggi. Il Consiglio provinciale ha rinviato da discussione a … vederem … gh’avem ben altri mesteri da far … ghe l’editoria, il profido, il bilancio. Savè putei che fago? Lori, le done, ghe l’han su con do preferenze e mi digo tre. Lori avanza zinquemila emendamenti e mi digo che no g’ho temp .. se la vol la fem mpressa a tre se no vederem quan che ghe sarà temp …
Chiedo scusa alle lettrici ed ai lettori trentini se da “talian†qual sono ho cercato di scrivere en dialet … chissà quanto errori ci sono. Comunque i miei errori, anche tutti insieme, sono da matita rossa (una volta s’usava così) cioè molto meno gravi di quello (da matita blu!), gravissimo, imperdonabile di chi non conferisce priorità assoluta al “diritto delle donne di avere dirittiâ€.
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Dicono che i post corti sono i più letti. Ed allora mi fermo qui.
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‘STA MATTINA IN BICI!
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 4 Ottobre, 2016 @ 7:28 pmDetto altrimenti: bici a pedalata assistita o no?  (post 2476)
Oltre alle due biciclette un po’ alla buona, da città , quelle che spero che io me la cavo (che non me le rubino tanto sono poco appetibili), io di bici ne ho tre: da strada (corsa); mtb “normaleâ€; mtb a pedalata assistita. Il 3 febbraio prossimo finirò di compiere il mio 73° anno d’età . Qualche dato della mia stagione corrente: ad oggi 3502 km percorsi, il 77 % senza assistenza elettrica. Già , perché l’aiuto elettrico lo richiedo quando devo fare una salitaccia, siccome che il mio dottore mi ha invitato a non fare un regalo all’INPS, essendo io un V.I.P. – Vecchietto In Pensione. L’ultima salita “seria†senza aiuto elettrico l’ho fatta del 2011: il Bondone “via†Garniga Terme, quasi 1500 metri di dislivello in 22 km. Ma oggi? Oggi cosa ho fatto? Anzi, cosa abbiamo fatto? Io e un altro V.I.P., Giovanni, 150 anni in due?
Siamo partiti da Trento alle 09,00. Che freddo, raga! In città 9 gradi, la minima della mattina in cima alla prima salita (Vigolo Vattaro) 5 gradi! Sopra lo zero, ovviamente ma però (lo so che “ma però†non si dice, ma però io mi diverto a scriverlo!) … ma però provare per credere. Il fatto è che ancora crediamo nel caldo del primo autunno e invece improvvisamente siamo ormai nei suoi primi freddi e ci vestiamo troppo poco.
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Discesona al Lago di Caldonazzo – inutile ricerca di un cappuccino (primo giorno di chiusura dei bar) – per strade poderali arriviamo al Bar ai piedi della salitella che porta a Levico. Sosta con cappuccino e brioche. Indi Levico, strada vecchia Levico, arriviamo in località Masetti.
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Il Castello di Pergine è lì … troppo bello: saliamo. 1,5 km al 15%. Foto. Si scende: Pergine. Si sale: Lago di Canzolino. Si scende fino al bivio per Cavalese. Si scende: bivio per Civezzano. Si sale fino ai forti del Maso Cantanghel. Si scende fino a Trento. Tortale 52 km in 3,20 ore. Consumo elettrico: 70%. Modalità di utilizzo: livello “eco†(il minimo†tranne che sulle rampe al Castello citato e ai Forti di Civezzano (livello 2, “tourâ€). Energia consumata: il 70% del totale. Disponibilità residua in pianura a livello “ecoâ€; 70 km. Non male. Infatti ho consumato poco, pari alla metà di quanto la batteria mi concede in totale  (circa 150 km) per pedalate in pianura con aiuto azl Livemmo più basso (“eco”)..
Dice … ma perché la bici elettricaâ€? Perché senza non sarei mai salito al castello, tanto per dire una. E poi, che vi credete … si pedala anche con queste bici! E come! Tanto per cominciare pesano 25 kg! (una da corsa da 8 a 11, la mtb normale, 14).Certo poi che certi giovani “poco educatiâ€, roba sui 20 – 30 anni, senza alcun aiuto elettrico ci superavano sulle salite! Ma si può? Evvabbè … io intanto alla mia tenera età ci sono arrivato e ai miei tempi volavo anch’io in salita, e senza mtb, bensì con la bici da corsa rapporti al pedale 52-39 e alla ruota 28.
Note generali: freddino, visibilità ottima, scenari da favola ovvero “trentiniâ€! In particolare, dal castello di Pergine, sullo sfondo, all’orizzonte ho visto il Brenta: la Cima Tosa, la Brenta Alta, gli Sfulmini, il Campanile Alto, la Torre dei Brenta: tutte cime da me scalate “qualche†anno fa! Se allora me l’avessero detto ….
E poi, bici elettrica anche perché. arrivato a casa, dopo 110 gr. di spaghetti al ragù, mi è rimasta la voglia e l’energia di scrivere il post precedente e questo. Vi pare poco?
Good Bike Everybody!
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DEMO-OLIGO-ARCHIA
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 4 Ottobre, 2016 @ 4:32 pmDetto altrimenti: Demoligarchia (ex libris)Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â (post 2475)
Almeno questo è mio: il termine demoligarchia. Comunque qualcosa avevo intuito, quando scrivevo in alcuni post fa che l’allontanarsi dalla politica da parte di molti trasforma la democrazia in un governo di pochi, in una oligarchia, tanto per capirsi: di quei pochi che invece non aspettano altro (che gli altri se ne allontanino tanto ghe pensi mi!).
Ma una cosa è una sorta di mini-intuizione, altra è trovare riscontro ad essa in menti ben più quotate di quella di un semplice blogger qual sono.
Di Luciano Canfora, fra l’altro avevo già letto “La democrazia-Storia di un’ideologia†(Laterza). Nella quarta di copertina: “Nel mondo ricco ha vinto la libertà . Con le immani conseguenze che questo comporta. La democrazia è rinviata ad altre epocheâ€.
Ed ora, finito di leggere di Gustavo Zagrebelsky “Simboli al potere – Politica, fiducia, speranza†(Laterza), sono stato letteralmente catturato (anche) da un altro libro: “Canfora- Zagrebelsky – La maschera democratica dell’oligarchia†un dialogo a cura di Geminello Preterossi (Laterza). E veniamo a quest’ultimo, che costa solo €9,5, assai ben spesi! (Chi ha detto “se ho qualche soldo compero libri. Se me ne avanza, ciboâ€?).
Ragazzi, questo è un post in un blog. Il mio editore mi tira le orecchie: devi essere breve, breve! Maccomesifa? Come si fa ad essere brevi di fronte a questi testi? Intanto vi dico: comperateli e leggeteli: ne trarrete un enorme vantaggio. Ma vengo all’ultimo libro citato.
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Democrazia fra la gente, democrazia nella politica. Oggi la stragrande maggioranza dei popoli occidentali inneggia alla democrazia. Ci mancherebbe altro! Chi se la sentirebbe di andare contro corrente? Formalmente, però. Di fatto … di fatto esistono varie oligarchie, centri di potere più o meno occulto, leggi speciali, eccezioni di legge, bilanci e gestioni separate, privilegi immorali legittimati da leggi amorali, e chi più ne ha più ne metta. Ed ecco le oligarchie (isole di privilegi e di potere). Cito dal testo “la democrazia è il regime dell’uguaglianza, dell’isonomia, della legge uguale per tutti. L’oligarchia né il regime del privilegioâ€. Orbene, le oligarchie (quelle di oggi, tali di fatto), ovviamente non si possono mica autodefinire tali! Ci mancherebbe altro! Al massimo si autodefiniscono “aristocrazie†nel senso “noi voliamo alto perché siamo i migliori ed operiamo al meglio per il bene di tuttiâ€. Resta poi da capire chi sono quei tutti. Oligarche, oligarchi. Costoro mica possono distruggere gli apparati democratici! Già , perché formalmente si proclamano democratici (per distinguerli dai democratici veri permettetemi d’ora innanzi di definirli “mocraticiâ€. Grazie). E costoro, allora, i mocratici, che fanno delle istituzioni politiche? Semplice: di fatto le svuotano, non le fanno funzionare o al massimo le attivano su materie marginali non significative. Tutto ciò si impone loro per non perdere il consenso da parte della gente (distratta). Anche nella politica, soprattutto nella politica.
Ed allora ecco le due politiche: quella vera, spesso. sotterranea e quella “sulla scena†delle istituzioni che spesso è solo una messinscena per distogliere il pubblico dalla realtà del potere che sta nel nucleo più profondo del segreto (Elias Canetti). Il potere. In passato era, insieme al denaro, lo strumento per conquistare terre, rovesciare rapporti di classe, civilizzare il popolo proprio o altrui. Oggi potere e denaro sono fine a se stessi: più ne ho più ne voglio. The rest are details direbbe tale Einstein. Da qui e qui, il declino della politica.
Declino della politica  anche perché gli Autori fanno una amara constatazione, e cioè che le speranze del 1848 di porre fine alle oligarchie sono state tradite dalla storia (e qui citano il fallimento della rivoluzione d’Ottobre che ha sostituito oligarchia a oligarchia e il socialismo cinese, divenuto il più esasperato capitalismo). “Questo comporta una infinita serie di scelte etiche da parte dei singoli ( e fino a qui …. n.d.r.) ma, a livello di soggetti collettivi, il proporsi solo il realmente possibile anziché arroccarsi nell’idoleggiamento di propri ideali metastorici. Nella pratica ciò comporta infinite gradazioni di compromessi, fino alla paralisi completa nella quale si trovano i sistemi politici attualmente funzionanti in Occidente”.
Mi fermo qui. Quel tanto che – mi auguro – vi possa indurre a leggere questa “maschera democratica dell’oligarchiaâ€. Dai, 135 paginette quasi tascabili … dai che poi ne riparliamo insieme.
Good Book Everybody!
(Nel prossimo post: Good Bike Everybody!)
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POLITICA, RELIGIONE, FEDE
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 3 Ottobre, 2016 @ 6:58 amDetto altrimenti: tre “cose†diverse    (post 2474)
Questo mio post è stato “provocato†dalla politica di chi ci si aspetta si occupi solo di religione e di fede. In particolare dalla politica di Papa Francesco. Dico subito che a mio sommesso avviso – e secondo tanti altri avvisi assai meno sommessi del mio – Papa Francesco sta facendo un’ (ottima) politica a livello mondiale. Una politica, anzi, la sola Politica “strategica†ovvero letteralmente “indispensabile e insostituibileâ€: quella della pace e della fratellanza fra le persone, i popoli, le nazioni, gli stati.
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Il suo non è un intervento “religioso†né di “fedeâ€. Egli parla al mondo a prescindere. Lo dimostra l’accoglienza che gli riservano le altre religioni e le altre fedi.
Dice … vabbè, abbiamo capito che la politica è cosa diversa da religione e fede. Ma quale è la differenza fra religione e fede?. Scialla raga, calma ragazzi! Io non sono un teologo né un filosofo! Mi limito solo a riportare una definizione (altrui) di religione, almeno della mia religione, da parte di una Persona alla quale avevo appena (superficialmente ed erroneamente) affermato che la religione è morale. Costui mi ha corretto. Vedi Riccardo, la religione, la nostra religione “ha†una morale, ma “è†altra cosa; essa è creazione e resurrezione. The rest are details, diceva tale Einstein dopo avere affermato “I want to know god’s thoughsâ€, voglio conoscere i pensieri di Dio.
Dice .. si, vabbè … ma la Fede? Bè raga, I give in, mi arrendo: se volete scrivetemi che vi presento “quella†Persona. Credo  che vi spiegherà come la Fede sia una continua ricerca. Io mi fermo qui.
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