POST 2420 – E BIKE A RIVA DEL GARDA
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 12 Luglio, 2016 @ 6:54 amDetto altrimenti: … no, non ho abbandonato le mie “vecchie†bici “tradizionali†…    (post 2420)
… quelle da corsa e la mtb “non elettricaâ€: diciamo che per le salitacce l’età ha suggerito di farsi aiutare. Per capirsi, Trento – Riva del Garda e viceversa la faccio con le bici “normaliâ€, così come Trento-Verona (e torno in treno!). Ma ieri avevo deciso di andare a ritrovare la “Ponale†ed allora eccone il diario.
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Partenza da Riva alla 07,15. La salita lungo la Ponale presenta scorci semplicemente stupendi ed un fondo semplicemente … disastroso! D’altra parte vi accolgono cartelli che vieterebbero il transito a mezzi meccanici e così ci siamo tolti ogni responsabilità , vero? Ma vabbè, tirem inanz …
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Sterrato, finisce. Pista ciclabile, finisce. SP fino a Pregasina e oltre. Foto. Si scende. Arrivato all’incrocio con la Valle del Ponale, decido di risalire fino al Lago di Ledro. Strada asfaltata, galleria. Fine. 500 m sulla SP indi 200 m a sin indi a destra sulla ciclabile sterrata. Deviazioni ciclabili male o per nulla indicate. Aiuto alcuni pedalatori esteri. Per arrivare al lago, due rampe al 25%: “Bici a mano†avvertono i cartelli. Io pedalo ma rischio di capovolgermi … l’à nada!  Arrivo al lago, le palafitte … ma come sarà il giro del lago? Mai fatto. Ed allora facciamolo. Leggerissimo saliscendi, non tutto su percorso ciclabile ma le auto sono abbastanza rispettose. Di nuovo alle palafitte. Indosso la ventina, si scende a 40 kmh, sulla SP (ho preferito evitare la ciclabile). Ad un certo punto, divieto di transito per le bici: si torna sulla ciclabile. Stesso percorso della salita. La Ponale in discesa richiede molta, molta attenzione: la presto. Sono a Riva alle 12,00, sano e salvo e molto, molto gratificato.
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Note tecniche: km percorsi, 42; media oraria 10 kmh, mio peso alla partenza, km 78,8, all’arrivo 78,3 – Alimentazione durante il percorso: una borraccia d’acqua e sali. Soste per foto: molte. Consumo elettrico: 50% del totale, ovvero poco. La cosa si spiega così: io utilizzo il primo livello di potenza (“eco”) e passo solo al secondo (“tour”) solo nei brevi tratti più ripidi: ovvero, pedalo molto “di mio” con rapporti alla ruota abbastanza agili. Se invece io utilizzassi il terzo e quarto livello elettrico (“sport” e “turbo”) con rapporti alla ruota più “duri”, farei meno fatica, sarei più veloce ma consumerei il doppio di energia elettrica.
Good Bike a tutte e a tutti firmato FIAB-Federazione Italiana Amici della Bicicletta, Trento il vostro blogger (segretario provinciale Fiab  “a pedali”!)
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P.S.: andate in internet e cliccate FIAB Trento e …. iscrivetevi alla Fiab. Oppure anche qui, su questo blog, nell’apposito riquadro scrivete “bicicletta” o “fiab” e ne leggerete delle belle!
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MUSICA A RIVA DEL GARDA
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 11 Luglio, 2016 @ 3:56 pmDetto altrimenti: organizzata dall’Associazione Amici della Musica, recital pianistico di EVGENY BRAKHMAN, classe 1981 (Gorkij, Russia), vincitore del Concorso Internazionale Città di Verona ed. 2015     (post 2419)
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La stessa serata della finale del campionato europeo di calcio. Evgeny alias Eugenio, dal greco “di nobili natali†ovvero “Ben – natoâ€, è una persona molto spiritosa: “Avreste potuto piazzare uno schermo … ed io avrei suonato nell’intervallo fra i due tempi della partita!†A parte gli scherzi, molte le persone che hanno preferito la musica al pallone! E che concerto!
Eugenio ha un curriculum lungo così! Una capacità interpretativa eccezionale (non per niente a Verona ha vinto!). Verona: ormai il Concorso è alla sua quarta edizione e noi di Riva del Garda è il quarto vincitore che ospitiamo. Eugenio à molto contento sia del contesto naturalistico (nel pomeriggio fra una prova e l’altra è andato al lago a farsi una nuotata!) sia del contesto umano. Chiede se sia possibile venire a suonare una seconda volta: risposta affermativa, d’altra parte Elizaveta Ivanova è venuta due volte!
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Il concerto? Preceduto dal saluto dell’ Assessore a “Cultura, Rapporti con le scuole, Servizi all’infanzia†del Comune di Riva del Garda Dr.ssa Renza Bollettin e dalla introduzione ai vari brani del nostro Presidente Professor Franco Ballardini (scrivo “nostro†perché il vostro blogger qui presente è il tesoriere dell’Associazione organizzatrice) … eccolo!
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Franz Schubert (1797-1828) due improvvisi (op. 90 n. 3 in sol bemolle maggiore; op. 90 n. 4 in la bemolle maggiore. Schubert, romanticismo tedesco, ne ha composti 4. I due eseguiti sono fra i primi ad essere stati scritti. L’ “improvviso†è un genere tipicamente romantico, quasi a cogliere “l’attimo fuggente†(ricordate l film?).
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Subito dopo, Robert Schumann (1810 – 1856) Kreisleriana op. 16. Schumann, un’altra generazione rispetto a Schubert sebbene quasi coetanei. L’opera, dedicata dal compositore al suo collega Chopin, si ispira al personaggio Kreissler delle novelle di Ernest Theodor Amadeus Hoffman ed è ricca di elementi fantastici (tipici del romanticismo). Si tratta di ben otto fantasie pe pianoforte secondo no schema assolutamente innovativo.
Tutto a memoria. Applauditissimo! Intervallo.
Alla ripresa siamo nel “nuovoâ€: infatti è stato il turno di Aleksandr Skrjabin ( 1872 – 1915), Tre Pezzi op. 45, brani inimitabili dal punto di vista armonico e cromatico, assolutamente atonali: una modernità sincopata. Segue la Sonata n. 10 op. 70 del 1913, particolare per essere strutturata in un unico movimento anziché nei consueti quattro: “armonia cromatica con effetti psichedeliciâ€.
Con il successivo Claude Debussy (1862 -1918) ci siamo assolutamente rilassati: Etude pour Les Arpeges Composésâ€, una armonia timbrica fatta di clori più brillanti. A seguire, L’Isle Joyeuse, una armonia timbrica fatta di colori più brillanti, più mossi, più esuberanti.
Per finire un salto indietro nel tempo: Franz Liszt (1811-1866), Rapsodia ungherese n. 12, dieci minuti di musica tzigana.
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Hanno suggellato la bravura tutta a memoria o di Eugenio calorosissimi applausi che egli ha ricambiato con due bis, uno studio di Chopin e Traeumerai, Sogno, dalle Kinderszenen, Scene infantili op. 15 di Schumann. Un grande successo. Unica nota non del tutto positiva, la mancanza di pannelli all’esterno del portone del Conservatorio, per cui ogni volta ci dobbiamo arrangiare all’italiana … Dice … ma dopo? Dopo di corsa a cenare all’aperto in tempo per vedere l’ultima parte del secondo tempo supplementare di Portogallo-Francia, chiusosi con la vittoria portoghese per uno a zero!
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“FIABE DI SERA”
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 7 Luglio, 2016 @ 6:23 am
Detto altrimenti: molto di più che una raccolta di fiabe per bambini …  (post 2418)
… infatti è una storia vera innanzi tutto per grandi!.
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Dice Teresa: “Papà , mi racconti una fiaba? Ma spegni la luce che io “la vedo meglioâ€. Ecco, “vedere†con gli occhi della fantasia la fiaba raccontata dal papà . Ma se la luce è spenta il papà non la può leggere. Se la deve ricordare o – meglio – se la deve inventare questa fiaba. E così è stato, per tante sere.
Ma papà Bepy (Giuseppe Andreatta) si è detto: “Perché non scriverle queste fiabe? Così le potranno “avere†anche altri bimbiâ€. Già , “avere una fiaba†è come possedere un tesoro, una miniera di sogni che aiuta a far crescere la creatività dei bimbi, qualità e dote delle quali avranno tanto bisogno in un mondo sempre più standardizzato da una globalizzazione selvaggia. Detto, fatto. Quel papà prende carta e penna e scrive il suo, anzi, il “loro†libro – loro di tutti i bimbi – “FIABE DI SERAâ€. Il loro libro, loro perchè ogni libro è una “poesia†ovvero una “creazione†che nasce non quando è scritto ma quando è letto. Da loro, appunto. Letto “da†loro oppure letto “per†loro, ma non cambia nulla.
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Scuola elementare di Fierozzo (TN), anni 2003-2004. Le maestre vengono a conoscenza della raccolta di fiabe e coinvolgono gli scolari che ne diventano gli illustratori. Disegni con fumetti parlanti in lingua tedesca e mochena. I titoli? Eccoli!
- Fiori, colori e farfalle
- La fattoria dalle uova d’oro
- Tobia da Nasonia
- Biscio Miscio
- Il lupo di Bolt
- L’albero del giardino
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Quando Bepy – richiestone – legge le sue fiabe in ogni classe, non vola una mosca! Le maestre di Fierozzo gli hanno chiesto di scrivere una fiaba sul bosco. E così sarà . Ma Bepy non si accontenta, ne ha già scritte altre 12 (Le origini dell’anno sabbatico; La fata dei masi; La vera storia delle piramidi di Segonzano; etc.). Nel frattempo alcune scuole materne hanno chiesto e ricevuto copia di quel (primo) libro e i bimbi “piccoliâ€, quelli che sono messi a fare la pennichella pomeridiana, reclamano “quelle†fiabe per addormentarsi!
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Bepy Giuseppe Andreatta, Segonzano classe 1963. Già cubettista e poi bibliotecario. Nel 1991 avverte alcuni primi strani sintomi di un malessere indefinito. Non si sa bene di cosa si tratta. Bepi si sposa, nasce Teresa. Nel 1996 la malattia prende nome: sclerosi multipla. Oggi Bepi è immobilizzato su una sedia a rotelle. Incontrato e intervistato, sorride, sempre. Negli occhi gli brilla la luce di un bimbo, felice di donare a tutti i bimbi la sua fantasia. Lo incontro all’ospedale S. Anna di Pergine, nella qual sta facendo riabilitazione fisica. Mi esprime un desidero, anzi, un programma: la primavera prossima vistare i giardini Trauttmansdorff di Merano: “Sai, Riccardo, quei colori … mi ispireranno altre fiabe …†Bepy, gli dico, io – se vorrai – sarò lieto di accompagnarti … sai … nella mia SW la carrozzella ci entra benissimo.
Come ho conosciuto Bepy? Ero in visita ad un’amica scrittrice, Nadia Ioriatti (“Io tinta di ariaâ€, “Aria che allenta i nodiâ€) in cura presso la stessa clinica per lo stesso male … e “da libro nasce libroâ€!
Giuseppe Andreatta, “Fiabe di Seraâ€, Ed. Kulturinstitut Bersntol-Lusérn – I 38050 Palù del Fersina/Palae en Bersntol – Tel. 0461 550073 – Fax 0461 540221 e-mail: kultur@kib.it – www.kib.it
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BREXIT 3 (E NON SOLO …)
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 6 Luglio, 2016 @ 1:15 pmDetto altrimenti: a seguito delle riflessioni di Vincenzo Passerini “Il lascito di More allo spirito europeo†su L’Adige odierno, pagg. 1 e 47.                        (post 2417)
Passerini ci espone i fondamentali di Thomas More, alias Tommaso Moro, alias (dal 1935) San Tommaso Moro: le ragioni della coscienza, la libertà dell’individuo, la dignità dell’uomo, la riforma della cultura, della società , della chiesa, l’accoglienza degli Altri, la solidarietà , l’equità nella distribuzione delle ricchezze, il diritto-dovere al lavoro, etc., tutte basi pre-UE, precedenti anche a quelle gettate poi da tale Altiero Spinelli qualche secolo dopo. Non si tratta qui di riassumere lo scritto di Passerini né l’opera (Utopia) di Tommaso Moro. Cito solo un passaggio de L’Utopia, citato da Passerini:
“Quando penso a tutti gli Stati oggi esistenti e mi sforzo di analizzarli obiettivamente, altro non riesco a vedere – che Dio mi aiuti – se non la cospirazione di un branco di ricconi che a nome e con il pretesto della collettività , si fanno soltanto gli affari loro e si inventano ed escogitano tutti i modi e gli espedienti per riuscire in primo luogo a non correre il rischio di perdere quello che in modo disonesto hanno arraffato e per riuscire, pagando il meno possibile, ad abusare del lavoro e delle fatiche dei poveriâ€.
Moro non era un antipolitico: voleva solo fare una politica diversa.
Ma vengo al mio contributo. Il riferimento all’ Utopia come ad un metodo. Ovvero: è difficile costruire una Europa Politica? Sit sane verum, sia pur vero, ma almeno che qualcuno provi ad elaborare e descrivere nei dettagli come gli Stati Uniti d’Europa potrebbero e dovrebbero essere. Così come Tommaso Moro ha descritto come potrebbe e dovrebbe essere la sua Isola-Stato ideale.
N.B. 1: Utopia, u-topos, non- luogo … ovvero un luogo, una situazione semplicemente non “ancora” raggiunta: guai nella vita a non avere un’utopia un’aspirazione a un modello ideale!
N.B.2 : volete leggere Utopia di T. Moro? Suggerisco la traduzione di Maria Lia Guardini, ed. Piccola Biblioteca del Margine (v. foto).
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MAGGIORANZE “INDIVIDUALIâ€
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 6 Luglio, 2016 @ 6:22 am.
Detto altrimenti: forse oggi Bertrand Russel avrebbe riscritto la sua “Autorità ed individuoâ€Â                           (post 2416)
Autorità . “ciò che viene dato a taluno da –“. Autorevolezza, uno ce l’ha da se’ o niente. Una maggioranza conferisce autorità a taluno che spesso è già autorevole di suo. In questo caso l’autorevolezza è al servizio dell’autorità . Ma quando viene meno la maggioranza, che si fa? Quando la politica di fraziona, le ideologie crollano (e non è detto che sia un male!), gli ideali anche (questo sì che è un male) … quando da una condizione maggioritaria si passa ad una minoritaria, quando ad essere minoritari sono tutti … che si fa? Cosa succede? Succede che si passa dalla istituzione all’individuo, il che che presenta due aspetti: uno negativo ed uno positivo. Aspetto negativo: si disgrega l’istituzione ed il principio di autorità quale espressione di una maggioranza (inesistente): praticamente un gioco al massacro, tutti contro tutti. Aspetto positivo: il cittadino non crede più “per procura†nella politica , bensì la politica diventa una serie di percorsi individuali il cui solo criterio dovrebbe essere (ecco il punto debole del ragionamento: questo condizionale, questo “dovrebbeâ€) la ricerca della verità e l’autenticità .
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Ho appena parlato di due fasi: quella maggioritaria e quella minoritaria. Veniamo alla terza, quella a venire. Infatti oggi compito della politica con la P maiuscola è condurre la fragmentazione ad armonia. Defragmentazione delle idee ma soprattutto ricomposizione dei diversi “status†della persona: una nuova Armonia, quindi. Armonia che deve segnare il passaggio dalla società industriale a quella post industriale. Infatti, nella prima, la persona era frammentata: il lavoratore non aveva niente a che vedere con il padre di famiglia, il marito, lo sportivo, l’amante delle belle arti, politico etc.. Nella seconda, l’individuo (vuole e) deve superare questa dispersione di attività , divenendo un “utopico modello olisticoâ€. Mi spiego: utopico, in quanto non (ancora) realizzato ma fiducioso nel risultato; olistico in quanto riassume in se’ il tutto, politica compresa.
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Dice … ma in tutto questo processo qual è il “dover essere†dell’uomo (già ) autorevole e/o (già ) autoritario? Egli deve rispettare la ricerca di autonomia personale di ognuno che induce ogni cittadino/votante/aderente ad un partito ad interiorizzare la propria adesione. Come si vede siamo ben lungi dal “qui si lavora non si fa politica†di antica (triste) memoria; dal “ghe pensi mi†di recente memoria (sempre triste); dall’odierno (tristissimo) “ipse dixitâ€Â  di taluno. Ed ecco il senso del titolo di questi miei tentativi di botanica dei ragionamenti: la necessità ed il dovere per la Politica di realizzare una “maggioranza di individui pensantiâ€.
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CON LA FIAB SUL TETTO D’ITALIA
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 4 Luglio, 2016 @ 6:20 am
Detto altrimenti: ai piedi della Vetta d’Italia (più a nord di così …)    (post 2415).
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FIAB-Federazione Italiana Amici della Bicicletta, Trento. 220 associati, in assoluto primi nella classifica del Ciclo Concorso Trentino (cfr. ivi in internet: iscrivetevi anche voi, lettrici e lettori del blog, se non lo siete già !) della Provincia Autonoma di Trento, il quale, da marzo a settembre stimola e mette in salutare concorrenza i singoli e le diverse associazioni quanto all’utilizzo della bicicletta. Fiab takes care, si prende cura di -: della circolazione in bici nelle città ; di avere indotto il legislatore ad applicare la tutela assicurativa dell’infortunio in itinere per i lavoratori ciclisti, con effetto retroattivo; di migliorare la qualità della vita per tutti, ciclisti e non (ci auguriamo: non “ancora” tali); etc.
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Ieri eravamo in 36. Il pullman ci ha portato a Casere, la località più a nord d’Italia, proprio in cima alla Valle Aurina. Una gita ciclisticamente facile (solo discesa e pianura) ma non per questo meno affascinante. Infatti la Valle Aurina merita attenzione quant’è bella e non dovendo concentrarsi sui pedali le puoi rendere ogni dovuto omaggio.
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Casere. È il terzo centro abitato più a nord d’Italia, appena sotto la Vetta d’Italia, dopo i vicini microvillaggi di malghe di Pratomagno (Prastmann) e Fonte della Roccia (Trinkstein). Si trova a 1.600 metri d’altezza in cima alla valle Aurina. È dominata dalle imponenti vette del Pizzo Rosso (Rötspitze) e del Picco dei Tre Signori (Dreiherrnspitze) e dai rispettivi ghiacciai. La popolazione residente, 87 abitanti[, è di lingua tedesca.
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Peccato solo che non sia stata realizzata per intero una pista ciclabile, per cui buona parte del percorso la si fa sulla strada. V’è da dire che molte auto erano di turisti stranieri o di persone locali, molto abituate a rispettare le due ruote.
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Una breve sosta a Ca’ di Pietra (Steinhaus) e alla sua bella chiesetta, dotata di panche con strapuntino: ovvero con delle travi che, in caso di superaffollamento, sono fatte uscire dal lato interno delle panche e rappresentano sedili di fortuna per i fedeli ritardatari!
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Alla base della discesa, uno sguardo al bellissimo Castel Taufers (qualche ardimentoso ha approfittato della successiva pausa pranzo per salire a visitarlo), bellissimo dall’esterno, entusiasmante all’interno in quanto completamente ammobiliato! Indi pausa pranzo libera a Campo Tures (Sand in Taufers), presso la piazza con la statua all’alpinista e sciatore estremo Hans Kammerlander.
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Alle 15 si riparte, destinazione le cascate di Riva (Riva di Tures). Lasciate le bici bel legate fra di loro (non si sa mai …) si cammina. Chi 10 minuti, chi un’ora, per lo spettacolo di una o più cascate
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Sempre con tanta acqua al … fianco!
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Orazio, Carmina, III, 13 – Così si rivolgeva alla “sua” Fons Bandusiae, pertinenza della villa di campagna che gli aveva donato Mecenate: “O Fonte Bandusia, più trasparente dello stesso vetro …” .
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Alla ripartenza, si pedala in Val di Tures direzione Brunico fino a (quasi) Gais dove ci avrebbe dovuto attendere il nostro pullman. Solo che l’autista ha ritenuto di fermarsi alcuni km prima in una comoda piazzola. Se non che la nostra avanguardia di velocisti non lo ha visto ed al vostro bici-blogger è toccato scattare al loro inseguimento per avvisarli del necessario dietro front!
Questa in breve la sintesi. Qualche ragionamento sulla nostra Fiab. Fiab è innanzi tutto stare insieme, identificarsi in un “simbolo†che ci accomuna: l’amore per una vita di movimento, per la cultura non solo del fisico ma della conoscenza: reciproca e del mondo che ci circonda, alla “velocità giustaâ€: quella della bicicletta. Infatti a nostro avviso (non ce ne vogliano i cultori delle altre modalità di viaggio) l’auto è troppo veloce ed il pedone è troppo lento!
E tutto questo richiede una buona organizzazione che anche questa volta non è certo mancata: un grazie quindi a Paolo, capo-gita-a-pedali; a Monika, nostra guida culturale; a Roberto, guida-per-le-cascate; a Francesco, “scopa†della comitiva, sempre pronto ad intervenire in caso di eventuali forature o guasti in genere; al nostro foto-pedalatore Edoardo (in attesa delle sue foto – che spero mi arrivino presto – le foto nel post sono mie salvo diversamente indicato). Dice … ma tu, che ruolo hai avuto? Rispondo: al ritorno, dopo un sosta, mi hanno fatto contare i partecipanti a bordo del bus per evitare di lasciare qualcuno a terra … ma prima avevo bevuto una birrazza e i conti non mi  tornavano mai!
Prossimi appuntamenti FIAB
- Sabato 9 luglio, ciclo passeggiata cittadina aperta a tutti con cono gelato a Mattarello.
- Domenica 24 luglio, da Merano in Val Passiria con ritorno attraverso … il ristorante della Forst!
Che altro dire se non JOINT US, ISCRIVETEVI ALLA FIAB: per info www.slowbiketrento.xoom.it oppure adbtrento@libero.it
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“IO LEGGO I TUOI POST, MA SOLO QUELLI SULLA BIICLETTA, GLI ALTRI, QUELLI DI RIFLESSIONE NO, NO, CERTO CHE NO …â€
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 28 Giugno, 2016 @ 6:39 am
Detto altrimenti: questa dichiarazione mi ha ricordato una frase di tristissima memoria ….. (post 2414)
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Quale altra frase? Quella che ancora si può leggere, sbiadita dal tempo, sui muri diroccati di qualche vecchia fabbrica operante nel nostro tristissimo ventennio: “Qui si lavora, non si fa politicaâ€. Ovvero, lavorate e non pensate che “ghe pensi miâ€. E invece no: io “cogito ergo sum!” … o quanto meno ci provo!
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BREXIT 2: DEMOCRAZIA E’ PARTECIPAZIONE
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 28 Giugno, 2016 @ 6:06 amDetto altrimenti: in caso contrario è oligarchia           (post 2413)
Partecipazione. Per pochi voti ha vinto il Brexit. Tuttavia nei soli due giorni successivi al voto, ben tre milioni di “remain†hanno firmato per un nuovo referendum abrogativo del primo (resta da vedere se la loro legge lo consente). Mi chiedo: dove erano quei tre milioni il giorno del voto? Ancora: quanti altri milioni di “remain†non sono andati a votare? Ecco che l’astensionismo di molti è diventato il governo di pochi, ovvero ha trasformato la democrazia in una oligarchia.
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Partecipazione. Piero Calamandrei raccontava questa storiella ad un gruppo di giovani studenti: il capitano di una nave che si trovava in alto mare avvisava i passeggeri che la nave stava affondando. Uno di essi gli rispose: “O che m’importa? Un e’ mica mia!â€
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Partecipazione. Essere presenti: con il pensiero prima che con il voto. Alcuni movimenti politici inseriscono questa parla nel loro nome. Ma occorre distinguere: se partecipazione è adesione incondizionata all’idea di un capo, quella è solo sottomissione. La partecipazione infatti è la libera adesione ad una Idea Simbolo, Idea che unisce tutti coloro che la fanno propria senza tuttavia smettere di pensare in proprio (ecco il punto). Infatti l’Idea Simbolo è elemento di unione se diventa patrimonio di ognuno: al contrario, se qualcuno vuole appropriarsene, fosse anche il suo stesso ideatore, essa diventa elemento di divisione e di guerra.
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DA RIVA DEL GARDA A TRENTO
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 27 Giugno, 2016 @ 2:58 pmDetto altrimenti: in bicicletta                                        (post 2412)
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Dovevo rientrare a Trento: ieri in acqua (a vela, con il mio Fun) ad assistere alla regata Nastro Azzurro (dopo 25 anni di regate, da due anni io ho smesso di regatare: colpa della bicicletta che si è ripresa il suo posto nel mio cuore!) ma tant’è … andiamo un po’ a vedere come che la buta. Un’Ora moderata, regata calma.
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Ma questa è un’altra storia. Veniamo a noi, ovvero a pedali
Dalla Busa del Garda verso la Valle dell’Adige, da dove salgo? La “Vecchia Torbole†(15-20%) no grazie è troppo erta: non sono ancora abbastanza allenato. La “normale†da Torbole (10%) è vietata ai pedali. Una ciclabile da Arco? Ci vorrebbero i pneunatici scolpiti ed io ho quelli lisci, da strada. Morale della favola, resta la salita della Maza, da Bolognano, 5 km al 3-4%, pedalabilissima in direzione da nord a sud vista lago. Si vabbè, ma i TIR dove li mettiamo? Quando stanno per sorpassarti senti il ruggito del mostro alle tue spalle. Lui passa, poi c’è anche il rimorchio … dai che l’è nada! Prosegui. Senti il motore di un’auto che rallenta: il guidatore allarga la traiettoria, sei salvo (targa straniera). Altro rumore d’auto: questo ruggisce, l’auto ti stringe, ti sfiora: targa italiana. Tu gli indirizzi una parolina accentuando il movimento delle labbra in una espressione tipicamente italiana (Italiani? Spaghetti, sole mio, vaff …!), inequivocabile, sperando che “lui†ti guardi e veda attraverso lo specchietto retrovisore. E capisca.
Finalmente Nago. Scollini attraverso la zona industriale, costeggi il Lago di Loppio (rimettetegli il leso! Leso? Io sono genovese “ma” residente in Trentino da 30 anni e in dialetto genovese dicesi “leso†il tappo sul fondo della barca, che serve per svuotare lo scafo dell’acqua di sentina. Infatti il lago è senz’acqua!). Loppio “paeseâ€. Negozio di frutta, no, non hanno banane. Al Bicigrill di Loppio una gradevole sorpresa: è stato ristrutturato e sulla soglia una colonnina di servizio-bici: la pompa per gonfiare i pneumatici, qualche attrezzo! Evviva: noi ciclisti non siamo soli al mondo! C’è chi pensa a noi! Entro, un caffè grazie … sa … le faccio i complimenti per quella colonnina, bravi: lo scriverò nel mio blog. Cosa? Vuole offrirmi il caffè? No grazie, per principio, io scrivo sul mio blog in forma assolutamente gratuita e non strumentale. Pago. Ma almeno accetti questa banana. Mi è sembrato scortese rifiutare. Grazie accetto, anche perché i suoi vicini (mi riferisco al negozio di frutta) pare che proprio non sappiano che il frutto a pedali è proprio la banana, adattissimo anti crampi.
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Proseguo. Mori paese. Appunti di viaggio:
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Chi prosegue lungo la ciclabile (strada pubblica) viene invitato dalla segnaletica orizzontale a dare la precedenza decine di volte a decine di uscite carrabili private. Questa non l’ho capita: devo segnalarla al Sindaco della città (gli segnalerò questo post).
- Per attraversare Mori avere tre possibilità ; seguire la ciclabile; attraversare il paese vecchio; rimanere sulla statale che poi è una provinciale. La prima soluzione è la più sicura, la seconda la più bella, la terza la più veloce. Io scelgo la terza.
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Rovereto Borgo Sacco: poco prima della piazzetta, lungo la salitella del cavalcavia ciclabile, una foto.
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Valle dell’Adige: fronte freddo dopo la sfuriata d’acqua di ieri sera, vento da nord forte, è come essere in salita. Raggiungo il Bicigrill di Nomi, il primo bicigrill d’Italia ad essere aperto! Quello “nostroâ€, consueto di noi Trentini da Trent, quello che ci si va a prendere il caffè quasi tutti i giorni 35 km andata-ritorno. Dai che incontro qualche altro V.I.P. come me (V.I.P. = Vecchietto In Pensione) per far do’ ciacere, dir su quatro monade …. E invece no, nessun conoscente. Già , con questo vento mica si muovono da casa che poi c’è da risalire “di bolinaâ€!
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Evvabbè: sosta idraulica e si riparte. Velocità 17 kmh, tanto forte è il vento. Mi sorpassa un tale in bici da corsa. Mi accodo: 26 kmh! Uao! Questa sì che è una fortuna. Poco prima di Trento lo sorpasso … buongiorno signore, le sono debitore di una bevuta al bar … sa … mi sono fatto “tirare†nella sua scia, grazie. Prego io tanto mi devo allenare … Ok, arrivo a fine ciclabile, ponte sul Fersina, foto con bibi e fiori verso sud. Due km ancora e sono a casa. In totale 56,5 km, ma nelle mie registrazioni per il Cicloconcorso Trentino (andate in internet: iscrivetevi anche voi!) ne segnerò solo 55: sapete … io arrotondo, anche quando ne faccio uno di meno … così faccio pari!
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Fine della corsa, si pranza. Good Bike a tutte e a tutti!
P.S.: che bici ho usato? La mia mtb “Wilier 18 caratiâ€, “targata FIAB-Federazione Italiana Amici della Bicicletta, Trento (iscrivetevi anche voi …dai!)
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BREXIT – 1
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 24 Giugno, 2016 @ 12:06 pmDetto altrimenti: facciamo qualche riflessione insieme … (post 2411)
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GB, fra i principali artefici storici della politica imperialistica coloniale, che è una delle principali cause delle attuali situazioni di non democrazia in Africa e in Medio Oriente, che poi a loro volta sono una delle principali cause delle emigrazioni (loro) e immigrazioni (nostre). “Che fare? Noi GB usciamo dall’UE, così possiamo chiudere le porte come vogliamo noi …”
- L’UE sta conducendo-inducendo S. Marino, Vaticano e CH a non fare più da sponda agli evasori fiscali e valutari?” Che fare? Noi GB usciamo dall’UE e subentriamo … faremo affari d’oro!”
- Dice … “ma noi GB è più quello che diamo di quanto riceviamo dall’UE”. Ecchè, dico io, se tutti prendessero dall’UE di più di quanto non le versano, l’UE come si alimenterebbe? Ma via … sono discorsi da farsi codesti?
E noi UE, che facciamo?
- Innanzi tutto alle frontiere, agli aeroporti etc. facciamo passare i cittadini GB per la loro porta, ovvero quella riservata agli extracomunitari;
- invitiamo la nostra Guardia di Finanza a passare al setaccio tutti i nostri concittadini GB-pendolari;
- proponiamo in sede UE-USA un esame per valutare se inserire o meno GB nella lista degli stati canaglia (finanziariamente tali, s’intende);
- evitiamo di acquistare prodotti che non siano marcati UE.
Già , ma soprattutto non perdiamo fiducia nell’UE e acceleriamo i processi di unificazione fiscale, bancaria e della sicurezza degli stati. Tuttavia, solo con un UE totalmente unita (Stati Uniti d’Europa) in accordo con altri Stati Uniti (quelli d’America) possiamo avere la forza di rimettere il mondo sui binari giusti. Ecco, gli Stati Uniti d’Europa senza GB: voglio vedere la loro faccia quando ci chiederanno di “rientrareâ€! A quel punto però farei pagare loro il costo dell’avviamento del nostro progetto politico.
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