VIAGGIO IN ITALIA (E IN GRECIA!)
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 7 Settembre, 2016 @ 2:42 pmDetto altrimenti: no, raga, non è quello di Goethe, ma meno … molto meno: il mio!  (post 2453)
Vacanza, vacatio, “assenza di” … computer! E allora i post si sono accumulati nella mia mente posteggiati come tanti documenti in lista di attesa nella stampante aspettando il proprio turno per diventare carta. E allora mi sono detto; dai, un post unico che fai prima. Ed eccolo qui.
1 – BOLOGNA
Bologna, una sera d’estate. Ristoranti chiusi. Molti, non tutti. Caldo, afa, non ci sei più abituato. Cerchi sul computer del figlio che è in vacanza negli USA e ti ha prestato la casa in vista del tuo viaggio dell’indomani (v. dopo): trovi “Via Mazzini, Circolo Mazzini, cucina casalingaâ€. E’ vicino casa, ci vai e trovi … anzi scopri che il barman Alfredo Messina … la sua ragazza lavora in biblioteca, sono appassionati di libri e di letture entrambi, lui è anche pittore ed allora ha dipinto (acrilico su carta) 100 (cento) quadri di 100 (cento) scrittori e ne adorna le pareti del ristorante. Fra i tanti, ho copiato i nomi dei quadri vicino al mio tavolino:
- Friedrick Duerrenmatt, CH, 1921-1990, scrittore, drammaturgo, pittore.
- Louis Ferdinand Celine, F, 1864-1961, scrittore, saggista, medico.
- Jack Keruvac, USA, 1922-1969, scrittore.
- Robert Musil, A, 1927-1942, scrittore, drammaturgo.
- Andre Gide, F, 1869-1952, F, Nobel per la letteratura.
Avevo promesso all’autore dei quadri una citazione in un post. Fatta, con piacere!
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2 – EIKONES THS ELLADAS, IMMAGINI DELLA GRECIA.
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Dopo tanti anni, troppi, rieccomi in Grecia. C’ero stato per lavoro (Kalamata) e per vacanza (Creta e Atene). Questa volta nell’isoletta di Tilos (con scalo a Rodi). Rodi … e dire che io sono cresciuto in “Via Rodi†a Genova! Resoconto di un viaggio? No, solo immagini.
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Rodi, il gioielliere Thomas Tsantilas di Hippocampus, dove abbiamo comperato una collanina. Parla italiano? Un poco. E lei, il greco? Si, quello antico! E giù a recitare l’inizio delle Anabasi di Senofonte. Ma lei deve andare ad Epidauro!
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Tilos l’isola, Livadia il paese (porticciolo d’arrivo di traghetti e aliscafi), alberghetto ristorante Faros (Il Faro, o Al Faro) a 1,8 km dal centro. Con pergolato e pappagallo che scandisce, con i suoi richiami, gli orari di colazione, pranzo e cena. Propr. Dimos Koukakis info@farosroomstilos.com. Lo suggerisco. Accoglienza e trattamento familiare: il massimo! Efkaristoumen polì, Dimos!
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Spiagge. Oltre la spiaggetta dell’albergo, altre a metà fra l’albero e l paese. Spazi. Lettini da spiaggia e ombrelloni “liberiâ€. Solo se vuoi, vai al bar ed ordini un aperitivo: metallikò nerò me gas, krasì aspro crio, olive: acqua minerale gassata, vino bianco freddo, olive. Alberi ombrosi. Sotto l’ombra migliore, nativi del paese che da una vita si sono trasferiti a Rodi. Si fa amicizia, ci invitano al loro tavolo per la festa del paese che si sarebbe tenuta di lì a poco al monastero sulle alture del borgo. Una festa! Lui, Paolo, stessa mia età , uno dei promotori, I am barber in Rodos.
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La sala da pranzo a Faros
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Lungo la passeggiata, un tavolino. Di lato, un tabellone. Sopra, un quadernetto ed una penna biro. Tutto incustodito. Chi passa si può iscrivere, prenotare per una gita in motobarca. Alla partenza se si è meno di 10 non si parte. Noi eravamo in 15. Si avvicinano tre ragazze, esitano. Quanto volete spendere? 25 euro. Imbarcate.
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Bancomat. Vuoi prelevare una cifra ma non ti eroga oltre €240,00. Entro, chiedo, mi si dice che dipende dalla mia banca. Io credo che dipenda dal fatto che una piccolissima fililale di un piccolo paese abbia interesse a non immobilizzare a tasso zero troppo contante dentro la cassa del bancomat. Pazienza, faremo più visite al bancomat, anche perché è attiguo al Bar quasi anche “ristorante – tradizionale†(in greco rispettivamente:  “Estiatorio – Paradisiacoâ€).
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Tante minuscole chiesette
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Noleggio auto. L’isola è piccola, ma vale la pena rendersi personalmente conto di come è fatta. L’albergatore aveva telefonato al noleggiatore. Ci presentiamo. Signor Riccardo? Quella è l’auto (una panda). Controllo documenti, livello benzina? Optional non necessari. Il vetro anteriore destro è bloccato! Si lo sappiamo, tanto non piove.
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Il cibo in giro per l’isola. Tutto ok, soprattutto al Faros: ottima l’insalata greca, il misto pesce, la mussaka, pomodori e peperoni ripieni, etc.. I prezzi? Con poco più di €30,00 si pranza in due. Non male … Il pane? Ottimo! Il vino? Anche! Il pesce? Echete psari fresco? Avete pesce fresco? Ne (si), ekomen, (ne abbiamo).
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La festa del patrono sulle alture del paese. Vi si arriva in auto o chi non l’ha con il bus pubblico €1,00 che si ferma ovunque, a richiesta. La strada sale, molto, 15 % ed oltre! Al tavolo con Paolo e la sua famiglia. Entri, offerta libera per un’immaginetta adesiva che ti attaccano sulla maglietta. Breve visita alla chiesetta ortodossa, ti regalano pane benedetto ed un bicchiere con grano, farina, uvetta … tutto benedetto. Si prende posto al tavolo, puoi comperare spiedini di carne e vino. Poi ti offrono agnello in umido, e balli, tanti, con un’orchestrina che suona musica locale.
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Gita in auto. Nei monti, un villaggio abbandonato. Mikro Chorio. Solo la Chiesa ed un locale adibito a night club sono attivati. Ci vorrebbe un importante investitore privato per riattivare un pezzo della storia locale. Suol versante opposto, S. Antonio, a vedere il tramonto al pesce alla brace.
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Gita in barca, con il comandante Stelio. €35,00 si parte alle 10,00 (circa), si rientra alle 15,00 (sempre circa), tre spiagge con bagno, mangiare e bere incluso. A rimorchio una barchetta tender a remi che serve a trasportare a terra asciugamani e persone che non se la sentano di arrivare alle spiaggette a nuoto. Da skipper e velista, faccio subito amicizia: indovino la velocità della navigazione (8 nodi), mi informo sul motore (180 CV, Volvo), sui gradi rotta. Sono nominato vicecomandante addetto all’ormeggio! In prossimità di ogni spiaggia Stelio getta l’ancora da poppa, si avvicina alla spiaggia, il suo marinaio si tuffa da prua e porta una cima a terra fissandola ad un masso: io la devo tendere e fissare a prua della motobarca. Con la barchetta tender da una spiaggia adiacente procuro altri due clienti a Stelio: due nuovi amici, Guido e Monika, ai quali ho evitato la faticosa risalita a piedi fino alla strada che – ad un’ora di cammino – sovrasta la baia. Stelio, non hanno mangiato, fanno solo il ritorno, devi fare loro uno sconto. Va bene €20,00. Imbarcati. “Genovesi-Greci, mia (una) faccia, mia (una) razza!â€
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Sulla spiaggia un contenitore di plastica pieno di libri: sono quelli letti dai turisti che poi li hanno lasciati sull’isola, per rimpiazzare il loro peso nella valigetta aereo “bagaglio a mano†con gli acquisti effettuati nei negozi locali. Io no. Non avrei mai potuto abbandonare i mei due: “Numero zero†di Umberto Eco e “Utopia†di Thomas More traduzione di Maria Lia Guardini.
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Le cartine stradali di Tilos. Da 3 e da 5 euro. Acquistate quella da 5. L’altra ha le strade contrassegnate con colori sbagliati rispetto alla legenda. Io avevo la cartina sbagliata. Fiduciosi, siamo saliti (in auto) alle “antenneâ€, ovvero alla montagna (500 m.) sulla cui cima sono poste le suddette. Strada ripida, stretta, esposta! Io no, ma Maria Teresa soffre le vertigini anche quando è in auto!
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Altra strada in quota, lunghissima, che porta nel quasi nulla: un posto di osservazione UE (militare? Probabilmente, penso, anche se “camuffatoâ€) verso la Turchia. Altrimenti non si spiegherebbe quell’investimento.
La connessione. Io ho la “3â€. Disconnetto la connessione dati. Attivo Europe pass ed ho tanti giga e tante telefonate che mi avanzano. Inoltre, di volta in volta mi collego ai “uaifai†locali.
Considerazioni generali del viaggio e del soggiorno
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A Bologna posteggio auto ABYCAR 3389023308 undici giorni di posteggio custodito + navetta per e da aeroporto a qualsiasi ora, €50,00: se po’ fa’ non vi pare? Il volo Bologna – Rodi può essere prenotato in anticipo e costa poco. Dall’Italia a Rodi 2,5 ore di volo ma a Rodi c’’è un fuso orario diverso e arrivate “un’ora dopoâ€: al ritorno, “un’ora primaâ€. La nave Rodi-Tilos-Rodi, come per il volo. Fra volo-nave-volo, vi può capitare di passare un giorno o una notte a Rodi. Di giorno potete passeggiare per il centro storico, ricco di opere architettoniche e pieno di negozi e negozietti di tutto per tutte le borse. Di notte vi suggerisco di scegliere un hotel del centro storico. Il taxi dall’aeroporto al centro storico (suggerisco “Porta S. Francescoâ€) costa €25.00.
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Tilos è un’isoletta del 12nesos, Dodecaneso, o ovest di Rodi e a nord est di Creta, ad un’ora di nave dalla Turchia. Per raggiungerla da Rodi, due ore di tragetto (o tre se fa uno scalo intermedio) o due ore di aliscafo (28 nodi!), scalo intermedio compreso.
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Isola di Tilos e albergo Faros, li trovate su google maps. Sulla destra della baia, a 1,8 km dal centro del paese, il nostro albergo: Faros, il Faro. Il proprietario, Dimos, ottima persona, ottimo inglese, molto disponibile e molto professionale. La convenzione prevede camera e prima colazione. Pranzi e ceni se vuoi, senza obbligo di prenotazione, a 10 metri dal mare, sotto un fresco pergolato. Le camere: ampie, aria condizionata, veramente ottimo il servizio giornaliero di pulizia. Al momento della partenza (aliscafo delle 16,20), Dimos ci ha concesso l’uso della camera fino al pomeriggio il che ci ha permesso di goderci il mare fino all’ultimo!
A piedi. 1,8 km dal paese, quattro volte al giorno, totale 50 km di piacevolissime camminate i giorni della nostra permanenza (al netto dei tre giorni di noleggio auto, ma sarebbe bastato uno: 35 o 45 euri al giorno).
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L’acqua greca. Quella minerale si chiama metallikò nerò, acqua minerale. Se la vuoi gassata basta aggingere me gas. Quella del mare, purissima!
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La lingua: italikò, inglese. Ho provato con il mio greco antico … uno del gruppo degli amici greci, professore di lettere, era costretto a tradurre per i suoi compaesani le mie citazioni in greco moderno!
Parakalò, per piacere, raccontatemi le vostre esperienze di turismo in Grecia. Io vi ringrazio molto (efkaristò polì) sin d’ora!
3 – MILANO MARITTIMA
Maccheccifà uno come te a MM? Direte voi, ovviamente! Una vacanza di stile totalmente opposto. Eppure. Eppure a MM mia moglie si incontra con la cugina del cuore in arrivo da Genova (e loro parlano, parlano, parlano …) ed io pedalo, pedalo, pedalo con la mtb nelle pinete del Ravennate e nel delta del Po. MM, suggerisco la Casa per Ferie Stella Maris (v. internet), in centro ma circondata da due o più ettari di pineta privata, come non esserci, in centro. Al gestore Claudio dite “mi manda Riccardoâ€!
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Pedalo (senza accento finale). Le pinete e le strade poderali; Ravenna e le sue chiese; S. Apollinare in Classe; le Foci del Bevano; Comacchio e le sue valli; Bertinoro e Polenta (quella di Francesca da Rimini di dante, quella di Paolo e Francesca quali colombe dal desio chiamate) con le loro salite; la strada per Cesena con … l’Osteria del Mare (da visitaremangiarbevendo!). Altro suggerimento gastronomico: a Comacchio, ristorante “Da Vascoâ€, meglio prenotare. Specialità risotto alle anguille, solo che poi pedalare è faticoso! Infatti, non mi ci sono fermato. Piuttosto … per strada mi sono comperato quattro prugne. Quant’è? Per un ciclista, niente, regalate! Grazie signora, una foto e la metto nel post!
Fine (per ora). Domenica prossima pedalata FIAB da Trento a Borghetto all’Adige, Km 55 (110 se a/r).
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AUTONOMIA E DEMOCRAZIA
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 6 Settembre, 2016 @ 4:20 amDetto altrimenti: al rientro dalle ferie, dopo giorni di mare e di letture,  … una riunione fra amici … un mio intervento richiesto in occasione della celebrazione dei 70 anni dell’accordo De Gasperi – Gruber (post 2452)
Premessa: la mia qui di seguito è solo la testimonianza del mio apporto, non certo la relazione sul convegno, che è stato ben più ampio del mio semplice intervento, soprattutto grazie ai contributi – fra gli altri pur apprezzabilissimi – del Sen. Giorgio Postal e degli amici Maria Teresa Lanzinger, Roberto Sani  e Fabio Pipinato.
Inizia
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Amiche, amici buongiorno. Cercherò di trattare in modo semplice un tema complesso: “Autonomia e Democrazia†… cominciando da queste due parole (e le parole sono pietre, scriveva Don Lorenzo Milani …):
1 – Autonomia, autòs – nomizein, darsi le leggi da soli.
2 – Democrazia, demos – krate. Popolo, forza-potere. Nel tempo ha assunto significati molto diversi: 1) potere sul popolo; 2) strapotere del popolo; 3) potere del popolo.
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Il problema dei nostri giorni è capire insieme verso quale di queste tre forme di democrazia vogliamo che la nostra Autonomia ci conduca
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Ora, la nostra Autonomìa è innanzi tutto – come ci ha insegnato Don Lorenzo Guetti, fondatore della Cooperazione Trentina – un Bene Comune, ovvero, un Bene alla cui costruzione hanno contribuito tutti autonomamente e personalmente fin dall’inizio. “Comune†quindi in quanto “costruito†in comune.
Ma Autonomia è anche un Bene Territoriale, ovvero 1) espressione del popolo del luogo per il governo del luogo; 2) espressione originaria svincolata dagli schemi della politica nazionale.
Da ciò discende che la nostra Autonomia oggi più che mai si costruisce attraverso la partecipazione democratica della gente del luogo alla Politica del luogo, Politica, che è espressione dei polloi, ovvero di molti in favore di molti, ovvero del popolo, del demos. Non di pochi in favore di pochi.
Veniamo dunque alla demo-crazia
1) Democrazia come sistema imperfetto: antica repubblica democratica di Atene. Un impero coloniale di 250.000 persone di cui solo 30.000 con diritti politici, di cui solo 5.000 si recavano alle assemblee di cui solo 10 parlavano, di cui solo uno decideva: Pericle, il quale, anche per evitare il dovuto rendiconto economico annuale (lui e l’architetto Fidia, LL.PP. all’Acropoli, costati una cifra …), si fece rieleggere consecutivamente per decenni; Pericle che lanciò Atene in ben tre guerre, tutte perse (Egitto, Siracusa e quella micidiale contro Sparta). Cito le tre guerre perché in allora la politica era soprattutto politica di guerra per cui tre guerre perse sono state tre progetti politici falliti. Il sistema fu criticato, fra gli altri, da un Anonimo ateniese, (trovate il testo in libreria) il quale da esule descrisse come, nonostante i suoi difetti, la democrazia potesse continuare a esistere. Da qui due considerazioni:

Pericle, molto ricco: lavori pubblici, oratoria, populismo, imperialismo, potere personale, distruttore della democrazia ateniese
1) Una negativa: al Pericle di turno conviene che la democrazia resti un sistema imperfetto entro il quale destreggiarsi a piacere. Quindi a costui conviene non attivare gli organismi istituzionali; conviene sottrarsi alla competizione anche abbandonando le assemblee; conviene agitare le acque fino ad arrivare alla micidiale considerazione “si è venuta creando una situazione per cui …†frase che a suo avviso giustifica ogni sovvertimento. Tutto ciò infatti indebolisce e danneggia i meccanismi della democrazia e la fa regredire verso la sua forma più primitiva: il potere sul popolo.
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2) Una positiva: è compito dell’Autonomia, ovvero di ognuno di noi, contribuire al miglioramento del sistema democratico, attraverso la partecipazione attiva ad una vita politica democraticamente regolamentata e quindi pacifica.
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2) Democrazia come espressione della laicità , del pluralismo. 1) Laicità di primo livello ovvero autonomia del pensiero individuale: esattamente l’opposto dell’ipse dixit, del mono pensiero anche se di un “pensiero che vola altoâ€. 2) Laicità di secondo livello, ovvero il pluralismo dei partiti. Ed è compito della Politica fare sintesi delle istanze autonomamente espresse dalla base e dare loro attuazione, e non fare sintesi delle idee del top politico di turno.
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3) Democrazia come catena omogenea e ordinata della rappresentanza delle volontà autonomamente espresse dalla base. A) catena omogenea, in quanto gli organi politici eletti/nominati devono rispettare le linee deliberate dalle assemblee. B) catena ordinata, in quanto la Politica del Territorio deve precedere l’amministrazione del Territorio. Ogni sovvertimento di questo duplice ordine, rappresenta una violenza al sistema linfatico e vitale della Democrazia e dell’Autonomia.
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4) Democrazia come Simbolo che l’Autonomia deve difendere. Il simbolo, sia esso una bandiera, un’idea, una formula o altro ancora è un quid che unisce tutti coloro che vi si riconoscono. Esso appartiene a tutti costoro e a nessuno singolarmente. Se taluno, fosse anche il suo stesso ideatore-fondatore se ne volesse appropriare in via esclusiva, persona o partito che sia, da elemento di unione il simbolo diverrebbe elemento di divisione e di guerra, ovvero: segnerebbe la fine della pace.
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5) Democrazia e Autonomia reali e non solo percepite. E qui mi rifaccio ad un testo di Umberto Eco, il suo libro “Numero Zeroâ€, nel quale, pur sotto forma di romanzo, ci fa comprendere come purtroppo spesso sia il giornale a fare la notizia e non – come dovrebbe essere – la notizia a fare il giornale. E una percezione errata della realtà , ingenera in chi la subisce una reazione pre-indirizzata, forzata, errata, non autonoma.
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Ho finito. Cosa può fare ognuno di noi per migliorare l’ Autonomia e la Democrazia ai fini di una vita “in pace� Ognuno si dia la risposta. In piena autonomia e democrazia, appunto. A me basta avere posto il problema. Vi ringrazio per la pazienza e l’attenzione.
Finisce
Che altro dire se non augurare a tutte e a tutti una  buona ripresa della vita post – feriale?
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P.S.:  da un oratore è stata citata la coincidenza dei 70 anni del De Gasperi-Gruber con i 500 anni della pubblicazione di Utopia di Thomas More (alias San Tommaso Moro, testo che suggerisco di leggere nella traduzione di Maria Lia Guardini). L’oratore ha sottolineato come oggi al posti di u-topia potremmo ricercare la eu-topia, cioè al posto di un non-luogo, il buon-luogo. Ora … mi sta bene: solo mi permetto di aggiungere che “utopia” oggi non è un obiettivo irraggiungibile, ma un obiettivo semplicemente non ancora raggiunto! E guai a noi, il non avere una utopia da perseguire!
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LA PROPRIETÀ TRANSITIVA NELLA DEMOCRAZIA
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 12 Agosto, 2016 @ 9:01 pmDetto altrimenti: a pensar male …Â Â (post 2451)
Il concetto di base è semplice: se A è uguale a B e B è uguale a C, allora A è uguale a C. In politica ciò non sempre avviene. Prendiamo un sistema politico democratico. Un’Assemblea, sulla base di una tesi, elegge gli organi, ogni organo esprime un coordinatore. I coordinatori ( presidente, segretario, etc. )sono gli organi esecutivi, per così dire, attuativi della linea deliberata dall’Assemblea. Fedelmente.
Solo che qui talvolta interviene un inghippo anzi due: la mancanza del vincolo di mandato (1)  e poi. Poi … i nostri antichi progenitori romani lo definivano con poche parole: “Plurimae leges, corruptissima republicaâ€, ovvero la res publica (oggi diremmo la repubblica democratica, la democrazia) è di fatto tanto più tradita, travisata, snaturata quanto più elevato è il numero delle leggi e delle regole che la governano. Infatti oggi assistiamo a leggi, statuti e regolamenti di partiti politici molto (troppo, n.d.r.) complessi, super articolati, che prevedono organi e sotto organi, partecipazioni allargatissime anzi confuse, con e senza diritto di voto, etc., per cui, talvolta, all’organo esecutivo superiore basta semplicemente ignorare le delibere degli organi inferiori ed agire in modo autonomo. Magari, essendo formalmente sostenuto ed eletto dalla propria maggioranza, cerca ed ottiene il sostegno anche della minoranza avvalorandone le tesi risulte sconfitte in Assemblea.
Ma dai, come è possibile ciò? Direte voi … e invece accade. Accade anche perchè la massa della popolazione è distratta, spesso ha perso l’affezione verso la politica, è stanca di beghe e controbeghe e poi. E poi accade un po’ come nel gioco del passa parola: si inizia con una parola e si finisce con un’altra! E chi partecipa ad una delle votazioni della catena della rappresentanza, spesso si accontenta di far prevalere la propria tesi in quella sede, ma poi non controlla se quella tesi viene travisata nei passaggi successivi. E chi prevarica il sistema politico sa bene tutto ciò.
Chi ci rimette? Ci rimette – coscientemente – chi è seriamente ed onestamente impegnato in politica e vede vanificato il proprio apporto. Ci rimette – inconsapevolmente – chi non “fa politica†nemmeno nel senso di prestare attenzione alle cose della politica: ma per costoro, tanto vale …
Quindi ogni “prevaricatore della democrazia†sa bene che purtroppo così come spesso “il diritto non è ciò che prevede la legge ma ciò che faranno i carabinieri e l’ufficiale giudiziarioâ€, altrettanto sa bene che – purtroppo – talvolta la politica può essere quella dei fatti compiuti, dei titoli dei giornali (che sono la parte più letta di ogni articolo … quindi basta avere un titolista amico…) ed allora fa. Fa come vuole indipendentemente dalla catena dei successivi mandati dalla base in su. La massa segue, tace, poi in qualche modo andrà a votare.
E quelli che esigono il rispetto della catena omogenea dei mandati, ove reagiscano, sulla stampa diventano i “malpancistiâ€, i “velenosiâ€, “quelli che creano problemiâ€. Nella migliore della ipotesi,” i puri e duri”, ovviamente con un certo sarcasmo …
Ed allora il prevaricatore politico che altro fa? Lui che è stato eletto dalla maggioranza ma ha reintrodotto le tesi sconfitte in assemblea, lui che capo della maggioranza si è alleato con la minoranza, si erge a paciere fra maggioranza e minoranza!
Come rimediare a tutto ciò? Semplificando la catena degli organi della rappresentanza è istituendo il sistema Siemens. Sistema Siemens? Si, quello che prevede per ogni business/prodotto, tre controlli: preventivo, concomitante e successivo. Ovvero: dove è andato a finire ilo mio voto? Come è stato “onorato†dagli eletti? E poi. E poi – diciamocelo – basterebbe non essersi bevuto il cervello …
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(1) Il vincolo di mandato formale – ove fosse statuito – impedirebbe al politico/amministratore di cambiare casacca (partito) dopo l’elezione. Il vincolo di mandato morale impedisce allo stesso soggetto – pur rimanendo all’interno dello stesso partito –  di cambiare tesi rispetto a quelle per le quali è stato eletto/nominato.
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BICI RACCONTANO
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 12 Agosto, 2016 @ 3:13 pmDetto altrimenti: … ascoltiamole un po’      (post 2450)
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Ciao raga, sono una mountain bike, di nome “18 carati†e di cognome Wilier. Sono di Riccardo. Ieri mi ha portato … ops, scusate, ieri 11 agosto, l’ho portato da Ragoli alle cascate del Nardis in Val di Genova. E ritorno, naturalmente. 61 km.
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Tutto asfalto ma io avevo i copertoni “scolpitiâ€, quelli da fuoristrada … già , perché al ritorno io ho deviato dalla strada della Val di Genova verso il sentiero che porta alla bella Chiesa di S. Stefano, quella che ha gli affreschi dei Baschenis, e lì fra sterrato e lastricato stile strada romana, per di più ripido, la mia scelta si è rivelata giusta.
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Cosa? Se Riccardo era stanco? No, raga, no … sapete, era con un suo amico della Fiab, Francesco, e hanno pedalato chiaccherando, fermandosi per scattare foto … insomma, una cosa tranquilla. Il traffico? Ma all’80% sono rimasta su piste ciclabili: un piacevole saliscendi fra la natura. L’ultimo tratto, quello nella valle che porta il nome della città natale di Riccardo, be’ lo sappiamo tutti che in agosto quella valle è molto gettonata dai motori! Al ritorno raggiunta Ragoli, sono stata rimessa sul tetto della sua SW. Quindi Riccardo mi ha portato a far visita al Maso Limarò: lì i due amici si sono scoppiati una birra e noi bici, ad aspettare … evvabbè, si sa come vanno a finire questi “salmiâ€: tutti in gloria!
Ciao anche da me, raga. Sono una sorella di 18 carati. Io sono elettrica, una mtb elettrica. Riccardo mi usa quando deve fare pedalate molto lunghe, diciamo oltre gli 80 km, o quando deve affrontare salitacce. Oggi, 12 agosto, per esempio, mi ha tirato fuori dal garage e via, insieme, lui ed io da soli, … dalle 09,00 alle 13,00 … dove? In 7 km l’ho portato da Riva del Garda ad Arco, indi 6 km di salitaccia attraverso il Bosco Caproni: dal 10 al 18% di pendenza, mica si scherza! Poi la strada spiana fino a scendere poco sopra Castel Drena.
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A quel punto ho girato a destra sulla provinciale, in salita fino a scollinare nella Valle dei Laghi che ho percorso fino a Cavedine. Indi traversato sulla sinistra il paese, un km di tornantini in salita ed ho nuovamente scollinato verso la Valle del Sarca, scendendo per una stradina stretta ma con splendidi panorami, fin al lago di Cavedine.
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Un caffè al bar del centro velico Valle del Vento dell’amido Andrea Danielli e quindi, lungo le consuete piste ciclabili, a Riva del Garda. In totale 55 km che però ne valgono 80 di quelli normali. Quanto ho consumato (di energia elettrica, s’intende)? Il 70% della mia capacità . Infatti quelle due salite (rispettivamente da Arco e da Drena) hanno succhiato molti watt. Alla prossima, dunque! E magari Riccardo si farà portare dalla nostra terza sorella, una sorella “da corsa”!
Good bike everybody!
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L’IMPASSIBILITÀ DELLA POLITICA
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 10 Agosto, 2016 @ 9:14 amDetto altrimenti: “impassibilità †non impossibilità …. (post 2449)
Tanti anni fa – s’era ai tempi dello Scià – per alcuni mesi mi trovai a lavorare a Teheran. Avevo il mandato di un importante gruppo industriale italiano per la vendita di centrali solari a quel governo. Si parlava, si trattava, si cenava, si intessevano relazioni. I miei interlocutori locali erano impassibili: esprimevano concetti, assenso e dissenso in maniera asettica, obiettiva, concreta. 2+2 faceva 4 e alla svelta. Il bianco era bianco, il nero nero. Dal loro volto non trasparivano emozioni; nelle loro dichiarazioni non v’era traccia di retorica, di parlar per immagini, di ammiccamenti, di atteggiamenti di supponenza. Lo stesso comportamento riscontrai nei ministri libanesi del premier Hariri e da ultimo negli inviati giapponesi presso un’altra grande multinazionale (tedesca) ove si trattava di computer.
Vengo alla politica, o meglio, ad una certa politica odierna. Come vorrei che fosse scevra dell’eccesso di retorica dalla quale si è ammantata! Come vorrei che fosse “impassibileâ€, nel senso di esprimere posizioni chiare, univoche, non supponenti! Come vorrei che fosse leggibile per quello che è e non per quello che potrebbe essere della serie mai dire mai, non si sa mai, e se poi invece, la politica si sa …
Raccontano una storiella: l’esaminatore: “Quanto fa 2+2?â€- Risponde un biologo: “Dipende dal grado di prolificità dei soggetti†– Il matematico: “Ma … valori relativi o valori assoluti?†– Il filosofo: “Io so di non sapere, quindi ….†– Il politico: “Permette che chiuda porta e finestra?†Indi si avvicina all’esaminatore e gli sussurra all’orecchio: “In confidenza, mi dica quanto le converrebbe che facesse?â€
Dice … ma tu, caro il nostro blogger, sei un anti-polico? No raga, scialla! Calma, ragazzi! Io sono solo contro una certa politica: quella dei contenitori e non dei contenuti; del top down; del travisamento; della supponenza; della convenienza personale; dell’ipse dixit; del ghe pensi mi; dei grandi numeri (non pensanti!) a prescindere. Grandi numeri? Eccomi a voi con le adunate oceaniche della Turchia. Nulla di nuovo sotto il sole. Le avevamo già viste in Italia e in Germania, tanto per citare due tristissimi casi a noi vicini. Al riguardo mi piace citare uno scrittore-poeta-filosofo premio Nobel russo sepolto a Venezia, Josif Brodskij, il quale, nella introduzione del suo “Il canto del pendolo†(ed. Adelphi), rivolgendosi ad un gruppo di studenti, avverte: “Diffidate dei grandi numeri, dei bilanci assolutamente bene assestati, delle folle unanimemente osannanti … se non altro perché nei grandi numeri più facilmente può nascondersi il male†(per una questione statistica, n.d.r.). Lo so .. lo so che questa è un’altra storia, ma mi veniva bene …
Fine
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PROVE DI E-BIKE
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 9 Agosto, 2016 @ 3:12 pmDetto altrimenti: … da parte di chi non è allenato (post 2448)
Sta di fatto che se ne vedono in giro sempre di più, bici “normali†e bici “elettricheâ€. Quelle elettriche poi, consentono
- ai ciclisti “diversamente giovani†di continuare a raggiungere mete che altrimenti non sarebbero più accessibili;
- ai non-ciclisti, di diventare tali ad ogni età .
In gioventù mia moglie era ciclista. Intendiamoci, come poteva esserlo una ragazza in allora: bici pesante, di cambio manco a parlarne. Oggi, dopo tanti anni, ha una e-bike: così possiamo uscire insieme anche a pedali, le ho detto. Detto? Si, detto, fatto. Un esempio (e non è il primo) oggi: Riva del Garda, Arco, Dro, Pietramurata, Lago di Cavedine e ritorno: 47 km pedalati in tutta scioltezza, nonostante le salitelle intermedie. Mica male! Al Lago di Cavedine, sosta al Centro Sportivo-bar dell’amico Andrea Danielli. Andrea mi mostra un disegno con dedica che gli ha regalato un tedeschino svizzero, al quale lui aveva dato lezione di wind surf. Sai – dice Andrea – era andato via … poi è tornato apposta per darmi il suo regalino ricordo!
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Il Centro di Andrea è fuori dalle “grandi rotte†del turismo, ma proprio per questo è maggiormente apprezzabile: vi giunge, leggermente attutita, la famosa “Ora†del Garda e la ridotta estensione del lago rassicura i principianti che si sentono immersi in una dimensione amica. (andreadanielli@hotmail.com – oo39 329 7366760)
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Mentre comodamente seduti al bar di Andrea ci gustiamo una “fetta di torta con caffè†un altro e-biker diversamente giovane come noi ci suggerisce un itinerario: da Stenico 4 km verso Tione indi ad un ponte, prendere a destra in val Dalgone per 7 km fino al Rifugio Ghedina. Indo per altri 7 km (sterrato) fino alla Malga Movlina. Garantisce panorami eccezionali e prodotti agricoli di prim’ordine! Ci andremo. Dalla Malga, prosegue l’amico, si può scendere a Pinzolo, ma la pista presenta qualche difficoltà , non sarebbe adatta a tutti. Nel salutarci mi dice essere di Preore, un paesello vicino a Ragoli, paese nel quale ha la casa la mia prof di letture classiche a Trento, Maria Lia Guardini, persona che lui ben conosce: come è piccolo il mondo!
Rientriamo. Questa volta ho utilizzato anch’io una e-bike nonostante il percorso sia uno ei miei soliti percorsi di allenamento con bici “normale†(corsa o mtb). L’ho fatto per comparare i consumi elettrici miei, ovvero di chi ha una e-mtb pesante ma è già molto allenato (2300 km in questa stagione) con i consumi elettrici di chi, come mia moglie, ha una e-bike da città , molto più leggera, ma non è allenata. Risultato? Entrambe le bici hanno consumato il 40% della loro carica elettrica.
Conclusione: la e-bike è un elemento di coesione familiare!
(Alla Val Dalgone, dunque!)
P.S.: il giorno dopo, altra “perla trentina”: il Maso Limarò! Andate a Sarche, pedalate i primi 4 tornanti verso Tione-Madonna di Campiglio e a destra prendete la ciclabile che è stata realizzata nella sede della vecchia provinciale. Il percorso si snoda alto, a strapiombo sul canjon, con panorami unici! Ad un certo punto a destra, la discesina che vi porta al Maso Limarò, limes, confine – una volta – fra i due vescovadi di Trento e di Brescia. Potete fare canioning, traversare ponti tibetani palestra di roccia, cavalcate in asinello, vie ferrate, ponte tailandese, etc.. compreso ovviamente, mangiare e pernottare. Da non perdere! www.gotravelgo.eu – info@gotravelgo.eu – 0039 3777056232 – 0039 335 8128140).
E così con oggi le perle che vi ho segnalato sono ben tre!
Good byke everybody!
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VACANZE R …IVANE
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 8 Agosto, 2016 @ 5:35 amDetto altrimenti: bici e musica nell’Altogarda Trentino (post 2447)
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Ieri, una bi-giornata! Durante il giorno in bici in Val Concei e sulla Ponale. La sera a Bolognano ad un bel concerto. Ma procediamo con ordine.
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FIAB, Federazione Italiana Amici della Bicicletta, Trento. Siamo andati ad esplorare a pedali la Val Concei, Bezzecca, il Lago di Ledro, la discesa verso la Ponale e la Ponale su Riva del Garda. Bezzecca, luoghi garibaldini, quelli dell’ “Obbediscoâ€, il museo garibaldino, la collinetta che domina la cittadina, la chiesetta sacrario.
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Il Lago d’Ampola con le sue ninfee. Un agevole saliscendi di gradevolissime piste ciclabili: prati e boschi a farvi da contorno. Ne vale proprio la pena. Un’altra Valle Perla spesso forse un po’ “oscurata†da Valli più conosciute, ma forse proprio per questo da collocare ai primissimi posti nell’elenco delle priorità da vivere. A fianco: FIAB “conquista” il lago!
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A Molina di Ledro, in prossimità delle sue palafitte preistoriche  inizia la discesa ciclabile su Riva del Garda, e qui inizia qualche dolente nota. Infatti il percorso è articolato in tre sezioni: 1) la prima, uno sterrato spesso molto ghiaioso, con tre rampe in cemento difficili anche in discesa data la pendenza. 2) La seconda su una strada provinciale dismessa, senza nessuna difficoltà . 3) La terza, “La†Ponale vera e propria. E qui una nota negativa. Infatti una volta la strada era percorribile dalle auto.
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Poi la costruzione di gallerie l’ha tagliata fuori dalla rete automobilistica; è stata declassata a sentiero montano, è restata volutamente resa un sentiero montano; i cartelli avvertono che l’accesso p vietato ai “mezzi meccanici†quindi anche alle biciclette, ma è regolarmente percorsa dai ciclisti. Il risultato è che si creano forti rischi per i ciclisti e per i pedoni, visto come è disastrato il fondo!
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Ora, i paesaggi che si godono da quella strada sono impagabili, per cui, stante il fortissimo sviluppo del bici-turismo, occorrerebbe intervenire e metterla in sicurezza: spianarne il fondo; realizzare efficaci protezioni dal lato dello strapiombo; prevenire la caduta sassi.
Il concerto: Bolognano, Chiesa Parrocchiale. Il Gruppo Concerti Bolognano e il Comune di Arco: Rassegna Organistica Corale e Strumentale. Roberto Trainini al violoncello; Gabriele Pezone all’organo.
Brani eseguiti:
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Luigi Boccherini (1743-1805) Sonata in la magg. G 13.
- J. S. Bach, Suite per violoncello solo n. 6 BWV 1010. Brano composto originariamente per violoncello a cinque corde che aveva un’estensione molto maggiore, mentre oggi questo strumenti ne ha quattro, per cui occorre lavorare molto sulla prima corda.
- Brano per organo solo: due offertori di Gaetano Donizetti.
- Franz Xaver Mozart, sonata op. 19 in mi magg. per cello e foertepiano o cello e organo.
Io sono solo un musicofilo (non musicologo), mi intendo un poco di fortepiani (grazie all’amica Fortepianista Stefania Neonato), un poco di violoncelli (grazie all’altra amica violoncellista Barbara Bertoldi) e niente di organo, comunque quel poco mi è bastato per capire che l’esecuzione dei due Maestri – musicisti di fama internazionale – è stata a dir poco eccezionale. Molto applauditi, i Maestri hanno concesso un bis: il largo della quinta sonata di Vivaldi per violoncello.
Cosa? Dite che il titolo del post non è corretto perché non si parla solo di Riva del Garda, ma anche di Bezzecca e di Bolognano? Avete ragione, ma che volete: io in vacanza a Riva …
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LA PAZIENZA (anche in politica)
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 6 Agosto, 2016 @ 6:09 amDetto altrimenti: “La pazienza è tutto†scrive Marcello Farina … (post 2446)

Marcello fra alcuni dei suoi tanti libri nella casa di Balbido, il paese dipinto, sulla cui porta spicca la scritta “Le parole sono pietre”
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Non è farina del mio sacco, ma farina di Marcello Farina. Ma d’altra parte, come te le formi le tue idee, le tue convinzioni se non leggendo, rapportandoti ad altri (soprattutto se infinitamente migliori di te)? Uno legge, si rapporta, riflette … poi condivide o meno, poi in questo suo humus può anche nascere un suo pensiero autonomo.
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Ecco, qualche giorno fa, su l’Adige, un intervento di Marcello sulla pazienza. La (virtù della) pazienza intesa come chiave per accedere alla bellezza della vita, ma anche come capacità di reagire pazientemente, con perseveranza ( “festina lenteâ€, affrettati lentamente) a certi aspetti della vita. Infatti, ci ricorda Marcello, “pazienza non è rassegnazione, sopportazione passiva di una condizione di disagio e di sofferenza … non è scappare. Il comportamento paziente si oppone all’opportunismo, allo scaricare su altri ciò che ci compete, al perseguimento del facile successo, al lavoro impreciso, frettoloso e senza scrupolo. Pazienza è ricerca della misura per reagire, non accettazione passiva di una sopraffazione …la pazienza non fa compromessi con l’ingiustizia e la violenza, anzi stimola la ribellione e si esercita nella resistenza, in nome dei valori di civiltà e di convivenza.â€
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Mi è venuto in mente il to be or not to be di Amleto. Il not to be, il porre fine con la rinuncia a se stessi, lo scappare: ecco la non-pazienza. Paziente invece è il to be, l’esserci, l’opporsi nella giusta misura alla palese illogicità di certi ragionamenti; alla sopraffazione concettuale;  alla violenza degli eccessi retorici;  alla manipolazione delle regole; all’imposizione dell’ ipse dixit di turno; al così fan tutti e tu cosa ti credi …; a chi cerca di ammaliarti con sguardi pensosi ed occhi rivolti al cielo ad evocare ragioni e ragionamenti che tu non potresti mai comprendere ma che devi solo accettare fideisticamente. In generale: alle avverse vicende della vita. Anche della vita politica.
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LE DIVERSE “SCALE†: del radar, della politica …
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 5 Agosto, 2016 @ 8:13 amDetto altrimenti: dal titolo non si capisce nulla, ma se leggete avanti ….. (post 2445)
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Naufragio di una nave. Salone Nautico di Genova. Un mio amico ingegnere è addetto a mostrare ai visitatori come funziona un radar. Gira una manopola e in successione vedete rappresentata l’entrata del porto di Genova, oppure, via via che egli “cambia la scala†vi appare il profilo della città , del golfo di Genova, del nord Italia. Ecco cosa è il cambio della scala in un radar, ampliando la quale si ha una migliore veduta dell’insieme ma si perdono i “particolari†importanti, quali ad esempio lo scoglio di Schettino che ferì a morte la “Concordia” nel 2012 o la diga foranea di Genova contro la quale s’infranse la “London Valour” nel 1970.
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Naufragio della democrazia. In un sistema politico democratico, ben vengano il richiamo ad una “logica superioreâ€, il “volare alto†e la “visione d’insieme”, purchè non si perdano di vista “particolari†importanti, quali ad esempio eventuali diverse delibere di un’Assemblea la quale – salvo errore – dovrebbe essere sostanzialmente sovrana e non solo formalmente tale. Infatti, ove si verifichi la scissione fra la logica della base, quella espressa dall’Assemblea, compresa e voluta dai “molti†(i greci polloi) da un lato, e la logica superiore comprensibile solo da chi sa volare alto, cioè da poche menti elette (i pochi, i greci lìgoi), ove ciò deprecabilmente avvenisse la “politica democratica†espressione del demos, ovvero del popolo, dei polloi,  dei “molti†diventerebbe “oligarchiaâ€, ovvero, “lìgoi, pochi al potere”.
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Una ulteriore considerazione: chi si pone troppo in alto, chi rifiuta di “coinvolgersi” con il suo stesso staff, chi vuole sottrarsi al lavoro di gruppo e di confronto delle idee e delle posizioni altrui… che fa? Arretra solo formalmente, nomina all’interno di quel gruppo un suo rappresentante-filtro senza i propri poteri decisionali, al quale impartisce un solo ordine: “Ascolta, raccogli e riporta: non decidere nullaâ€. In tal modo si sottrae al confronto privando  i suoi del momento della partecipazione. Una figura aiuta a chiarire: due imbuti soprapposti che combaciano con la parte estrema del loro beccuccio: uno con la base in basso, uno con la base in alto: ecco chi si vuole porre (troppo) in alto raccoglie solo le istanze che provengono dall’alto e utilizza l’imbuto inferiore non per raccogliere istanze dalla base, ma per distribuire top-down quanto “piove” dall’alto.
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IMMUNITA’ PARLAMENTARE
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 5 Agosto, 2016 @ 6:30 amDetto altrimenti: e ci risiamo …… (post 2444)
E ci risiamo. E’ di ieri il voto del senato che autorizza l’arresto di un senatore. Lui dice: io non ho commesso il fatto. Chi vota a suo favore idem. Chi vota contro, ritiene che invece quel fatto il collega l’abbia commesso. Insomma, il senato e i senatori si pronunciano nel merito, con ciò illegittimamente sostituendosi al magistrato ordinario. E invece l’art. 68 della Costituzione prevede che il senato si esprima sul “fumus persecutionisâ€, ovvero non sulla perpetrazione o meno del reato ascrittogli, bensì valuti se l’accusa mossa al collega sia stata formulata con lo scopo di impedirgli di esercitare la funzione parlamentare. Il che è una cosa ben diversa.
Detto ciò, a mio sommesso avviso persone che ricoprono quei ruoli dovrebbero contemporaneamente “essere” ed anche “apparire” oneste al 100%. Ma questa è un’altra storia …
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