SEMPLICITA’ – 2

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 12 Maggio, 2016 @ 7:14 am

Detto altrimenti: riprendendo a riflettere sulle riflessioni di Marcello Farina            (post 2376)

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“Liber” = libro e anche libero: i libri liberano la mente

Semplicità come punto di arrivo di un percorso della nostra intelligenza, termine che altro non è che la traduzione del latino intelligere, legere intus, ovvero leggere dentro, oltre la superficialità delle cose. Semplicità quindi come essenzialità. Un esempio? I dieci comandamenti sia che li accettiate come fatto di fede, sia che li consideriate un fatto storico.

Come mi aiuto io stesso nel cercare di arrivare all’essenzialità? Mi soccorre la lunga esperienza di manager nelle SpA. In quell’ambiente i miei azionisti – pubblici e privati – da me hanno sempre chiesto l’essenzialità: il risultato, sfrondato da ogni “se” e da ogni “ma”. E se loro si concedevano divagazioni, lungaggini, distrazioni, quando trattavano con me pretendevano che io fossi sintetico, essenziale, efficace: ovvero semplice.

Il mondo è piccolo. Con tre passaggi arrivate al papa (vostro parroco – vostro vescovo – papa) e la storia si ripete nei suoi corsi e ricorsi. L’uomo anche. Tutto o quasi è un deja vu. E piccoli sono anche i grandi problemi, nel senso – ad esempio – che il problema degli esodati da un lato e del privilegi delle molte caste italiane, dall’altro, non è dissimile da quello di una famiglia nella quale il padre sia generoso con un figlio al punto da regalargli una auto nuova e faccia mancare il vitto all’altro.

thSSLVX5JDMa la semplicità è (ahimè) mancante nel nostro ordinamento giuridico (plurimae leges corruptissima republica) e nei principi informatori: quello reso più (pericolosamente) non-semplice e quindi complesso è “La legge è uguale per tutti”, cui fa seguito una (tragica) battuta “… salvo le eccezioni di legge”. Anni fa girava una barzelletta purtroppo sostanzialmente vera: “La legge … stabilisce che entrino in ruolo tutti gli insegnanti precari – ma proprio tutti, senza alcuna eccezione – che si trovino nelle seguenti condizioni: siano sposati con un uomo di nome …, abitino in provincia di …., abbiano 12, 3 anni di servizio, due figli di nome … i capelli bruni, …etc. ”.

Lo stesso vale

  • per la proporzionalità fra i contributi versati e la pensione ricevuta. Deve sussistere per “tutti” tranne che per ….
  • per l’età del pensionamento: “tutti” a 70 anni tranne che ….
  • per l’elenco unico di “tutte” le priorità dl paese, tranne quelle fuori elenco (diconsi gestioni separate, fondi bloccati, impegni pluriennali di spesa, etc.).

Come vedete la folla delle eccezioni complica le leggi, toglie loro la necessaria “semplicità”. Quindi, dubitate, gente, dubitate delle leggi complesse. Una delle prime di cui dubitare? Il complesso di leggi sugli appalti pubblici: infatti fra i rovi di quella selva “selvaggia aspra e forte” può aggirarsi ogni tipo di corruzione.

Tanti anni fa. Ricordo una trasmissione radio: il lettore lesse un passaggio complesso e incomprensibile di una legge. Poi chiese ai suoi interlocutori se avessero riconosciuto di quale legge si trattasse. Uno rispose: “Le grida manzoniane, quelle che l’avvocato Azzeccagarbugli citava a Renzo”. No. Era un passaggio della legge introduttrice dell’ IVA.

Semplicità io cerco, ch’è sì cara,  come sa chi per lei altro rifiuta …

L’originale recita “libertà vo cercando”, e avendo io sostituito “libertà” (tre sillabe)  con “semplicità”  (quattro sillabe) per restare nell’endecasillabo ho dovuto cambiare il “vo cercando” (quattro sillabe) con “io cerco” (tre sillabe). Inoltre a “vita rifiuta” ho sostituito “altro rifiuta”. Chiedo scusa a Dante.

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ELOGIO DELLA SEMPLICITA’

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 11 Maggio, 2016 @ 6:09 am

Detto altrimenti? Dell’essenzialità, della verità dell’animo e delle cose   (post 2375)

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“Liber” = “libro” ma anche “libero”!

Un sacerdote, un filosofo (lui dice “solo uno storico della filosofia”, ma non è vero, n.d.r.), un amico: Marcello Farina. Ieri, su L’Adige, inserto centrale (“Tracce, Spiritualità”): le sue riflessioni sulla “semplicità“.

Non voglio riassumere tutto il suo contributo, ma solo citarne alcuni passaggi:

  • “…andare oltre il livello delle apparenze, per scoprire le radici più profonde dell’esperienza umana …”;
  • “ … semplicità è autenticità, mancanza di calcolo, trasparenza, limpidezza  … i suoi opposti sono affettazione, finzione, preoccupazione della propria immagine, narcisismo, presunzione, sussiego, fasto, snobismo, artificio, doppiezza, complessità, ipocrisia, contorsionismo …”
  • “ … si vuole il mondo complicato per farlo apparire grande o per apparire grandi “:
  • “ … c’è tutto un mondo da smascherare … un briciolo di ironia smonterebbe tanti castelli fatui …”.
  • “ …sfrondare ogni evento di tutto ciò che è orpello esteriore, per raggiungere il fondo vero delle cose “”;
  • “ … la semplicità non è un punto di partenza , ma di arrivo …”

Ecco, mi sono permesso di copiare alcuni passaggi solo per dare un contributo alla conservazione nel tempo dei concetti esposti sulla carta di un quotidiano. Questo è il mio piccolo contributo da “vile meccanico” del pensiero o meglio, sul pensiero altrui al quale mi sento onorato di aderire. Le mie considerazioni? Posso riassumerle permettendomi di sottoporle alla vostra attenzione, care lettrici e cari lettori, articolate, se così si può dire, su tre punti:

  1. WP_20160511_001le indicazioni illuminanti di Marcello possono essere lette alla luce della crisi della religione e della fede che oggi pervade il materialismo sfrenato che ci domina. Ma su questo punto non aggiungo altro: infatti non sono in grado di organizzare e gestire un ragionamento che possa stare alla pari con quelli sottesi da Marcello (almeno questo però lo so: so di non sapere) e che trovereste ampiamente descritti nel suo be libro “La tenerezza accompagnatrice di Dio – Appunti per il Giubileo” Ed. Il Margine;
  2. qualcosa di più potrei cercare di dire sulla semplicità/non-semplicità dell’animo umano, ma preferisco lasciare questa pagina bianca, a totale disposizione delle vostre riflessioni;
  3. mi soffermo un poco di più, invece, sulle sue considerazioni riportate qui sopra in carattere grassetto. “Seguire un percorso” per arrivare al vero significato delle cose, dei comportamenti umani. “Cui prodest?” “Cui bono?” diceva Cicerone. A chi giova tutto ciò? Chi ne trae vantaggio? Ecco la domanda che dobbiamo porci per capire ciò che accade intorno a noi. Una nota casa editrice si contraddistingue dal motto “Multa paucis” che si può tradurre con molte cose per pochi ma anche con “Molte cose con poche parole”. I latini, maestri della sintesi – quando hanno deciso di essere sintetici ovvero semplici nella espressione di concetti anche complessi. “Plurimae leges corruptissima republica”, ovvero, quanto maggiore ed esagerato è il numero delle leggi, tanto più si corrompe (si sgretola, si rovina) lo Stato. Un altro riferimento alla non-semplicità di molte situazioni odierne, fatto con un po’ di ironia, quella salvifica, illuminante: sapete cosa è l’  UCCS? E’ l’Ufficio Complicazioni Cose Semplici! Quante volte ci siamo imbattuti in questa palude!

thCRMO4DDFUn esempio banalissimo? Eccolo. Avete acquistato un porta-biciclette da appendere al gancio di traino che già è montato sulla vostra auto. Vi è il collegamento elettrico per la duplicazione delle luci di posizione, dei segnalatori di direzione, delle luci dei freni e della illuminazione della targa. Della targa? Di quale targa? Ma di quella ripetitrice, ovviamente. Solo che all’Ufficio (UCCS) della Motorizzazione Civile vi dicono che la doppia targa (con sfondo arancione ed una bella “R” rossa) è prevista solo per i rimorchi, e la vostra “appendice” non è tale: “Ma se la vuole io comunque le dò il modulo: compili, faccia tre (tre) versamenti all’ufficio postale (lì accanto, per fortuna, n.d.r.) per un totale di €50,00 ed io le dò subito la targa con sfondo arancione, quella per i rimorchi. Poi ci incollerà lei stesso le lettere ed i numeri. Oppure se ne faccia lei una …”. Maccome? Mi informo, rifletto, alla fine capisco: la soluzione “corretta” sarebbe che, ogni volta che applico il portabici al gancio di traino, dovrei staccare la mia unica targa dall’auto (quella a sfondo bianco) ed applicarla al portabici e viceversa. No, non possono chiedermi questo! Ed allora? Allora mi costruirò io una seconda targa a sfondo bianco. Come fare? Prendo una seconda targa rimorchio (a sfondo arancione) che già possiedo (era quella del rimorchio per la barca, rimorchio che ho venduto), svernicio con uno spray di “mordente” la sua parte posteriore, riempio la scanalatura della “R” incisa con stucco per metalli (occorre una coppia di spatole per fare bene il lavoro), dopo 12 ore vernicio di bianco la superficie così preparata e ci incollo le lettere e le cifre della targa della mia auto. Un bel falso, non vi pare? Oppure incollo direttamente lettere e cifre nell’apposito spazio targa predisposto sul portabici, con sfondo arancione (arancione? Ma se non è un rimorchio!?).Plurimae leges … mi lamentavo prima: ma qui una leggina a regolare la cosa ci starebbe bene, non vi pare? sarebbe così semplice …

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A quando così lungo tutto il Lago?

Altro esempio.  E tant’è, gira e rigira, sono finito a parlare di biciclette. E allora sentite questa: riunione di big amministrativi e politici del Lago di Garda (tre provincie: TN, BS, VR). Per realizzare la pista ciclabile intorno al lago di Garda, circa 140 km, occorrono 120 milioni di euro, ma disponibili ve ne sono solo 40. Come fare? 120 milioni? Semplice! Basta acquistare un cacciabombardiere F35 in meno! Vedete bene che la semplicità aiuta a risolvere i problemi.

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L’economista Paul Samuelson avrebbe citato anche a questo proposito la sua semplice sintesi: “Burro o cannoni? E poi, la rinuncia ad un secondo F35 consentirebbe di realizzare la ciclabile Torino-Venezia …

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P.S.: chiedo scusa a Marcello, non ho assolutamente voluto banalizzare le sue fondamentali ed illuminanti riflessioni. Ho solo cercato di usare un po’ di quella semplice ironia che ci aiuta a capire le cose piccole. Infatti, dopo un po’ di questa palestra mentale, capiremo anche quelle grandi!

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POST 2374 – TELEFONINI A PASSEGGIO

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 10 Maggio, 2016 @ 10:29 am

 

TELEFONINI A PASSEGGIO

Detto altrimenti: immagini mattiniere                              (post 2374)

Ancoi bonora so’ sta’ da l’eletrauto sicome che doveva farme un mester alla me Lancia …  (chisà se prima o poi l’imparo sto bel dialet trentin, mi che son un talian da Genova …)  e venendo de volta a piè  a la me casa ho fisà  alcuni momenti de la me  zità:

 

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La bellezza della natura anche a ridosso di un muro “sgarrupato” (ma questo termine è napoletano).

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La bruttezza di un altro tipo di fiore rosso abbandonato da un umano.

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.Un airone cinerino nel Fersina, fra le case. Sta fermo, immobile sulle sue lunghe zampe. Si fatica un po’ a riconoscerlo, ma c’è ragazzi, c’è … .

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(Scatto con il teleobiettivo, effettuato dal mio amico Luigi Zullo)

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… e poi, improvvisamente, scatta e con il suo becco micidiale cattura la preda …

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… e poi è volato via!

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FINE DI UN FOTO-POST

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TITO BOERI VS/ PRIVILEGI PARLAMENTARI

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 10 Maggio, 2016 @ 9:53 am

Detto altrimenti: cronaca di un processo (a seguito dell’articolo su L’Adige di domenica 8 maggio 2016)                                                (post 2373)

(VS vuol dire “versus”, contro. Tito Boeri, Presidente INPS, propone di ridurre i vitalizi ai parlamentari anche perché non in linea con i versamenti effettuati. Renato Giobert, ex parlamentare trentino è sul banco degli imputati)

REPUBBLICA ITALIANA - TRIBUNALE DI TRENTO

Tito Boeri vs/Renato Giobert

 Entra la Corte. Tutti in piedi.

Il Presidente: Imputato Giobert, vedo che non ha al suo fianco un avvocato. intende difendersi personalmente o le nomino un avvocato d’ufficio?

Imputato Giobert: Signor Presidente, i migliori avvocati del paese sono tutti parlamentari, sa … devono predisporre bene le carte, che poi non si venga a dire che le leggi che attribuiscono privilegi a loro stessi sono fatte male. Quindi preferisco difendermi personalmente.

Presidente: Prendo atto. La parola all’accusa.

thIQ1XN1J6Tito Boeri: Signor Presidente, sarò breve: 1) l’imputato gode di privilegi stabiliti per leggi che lui e i suoi colleghi parlamentari si sono fatte ad uso proprio. 2) L’ammontare del vitalizio di molto superiore a quanto a suo tempo versato. 3) Non accettare una riduzione su quanto egli percepisce è in contrasto con il principio della par condicio e della uguaglianza di tutti di fronte alla legge, in particolare di fronte a quelle leggi che stanno imponendo sacrifici a tutti gli altri cittadini.

Presidente: La parola all’imputato.

Giobert: Signor Presidente, Signori della Corte, lo prevede la Costituzione, lo prevede la legge e poi ho famiglia (numerosa, n.d.r.), devo ristrutturare il maso di famiglia ma soprattutto questi (ricchi, n.d.r.) vitalizi che mi rendono libero dal bisogno: in altre parole, mi esonerano dall’accettare denari in cambio di favori. Sono quindi uno strumento di moralizzazione della politica.

Boeri: Signor Presidente, chiedo la parola.

Presidente: Concessa.

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“Cancellate quella scritta!!”

Boeri: La Costituzione non prevede il livello dell’ammontare del vitalizio e tutela sì la famiglia, ma non solo quella dell’imputato, bensì tutte le famiglie, anche quelle senza figli o con pochi figli, con genitori disoccupati e con lo sfratto. Sul maso: quanti italiani stavano pagando il mutuo sull’appartamentino (altro che maso! N.d.r.) e improvvisamente si sono trovati disoccupati o esodati? Ma ciò che contesto maggiormente all’imputato è quanto si deduce “a contrario” dalle sue affermazioni e cioè che ove non avesse quel (ricco, n.d.r.) vitalizio, egli troverebbe normale accettare denari in cambio di favori. Ciò è inaccettabile sul piano della logica ma soprattutto su quello della morale.

Presidente: il dibattimento è chiuso. La sentenza fra cinque minuti

La Corte si ritira.

….

Entra la Corte. Tutti in piedi.

Il Presidente: “In nome del popolo Italiano, visti i principi generali della Costituzione fra i quali spicca che “La legge è uguale per tutti” si condanna l’imputato Giobert alla riduzione del vitalizio nella misura richiesta dall’accusa. Si rimanda inoltre il fascicolo alla Corte Costituzionale richiedendo di deliberare che nessun appartenente ad organi di governo, legislativi, della magistratura o della PA o delle sue SpA/Enti possa fissarsi da solo il proprio emolumento né che nessuno – compreso il Presidente dell’INPS – possa percepire più di quanto percepisce il capo dello Stato. La seduta è chiusa.

Giobert: ricorrerò in appello, è un’ingiustizia!

Boeri: anch’io!

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POST MULTIPLO

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 9 Maggio, 2016 @ 2:09 pm

Detto altrimenti: multa paucis     (post 2372)

Multa paucis, molte cose per pochi o molte cose con poche righe? Io in questa sede utilizzo la seconda interpretazione.

Mettere il cappello su -. Tu lavori, ti impegni … e poi altri si autoproclamano artefici delle tue iniziative e dei tuoi risultati. siete a conoscenza di esempi del genere? Io si …

Un corso di formazione prima di diventare genitori? Razzismo? Settarismo? Di fronte a certe incoscienza verrebbe voglia di richiederlo. Ma sarebbe una esasperazione di un concetto diverso, più ampio e assolutamente accettabile: maggiore cultura per tutti.

Sentita da un giudice: “Io non accetto che mi si argomenti con ipotesi alternative, tipo: “se non avesse fatto così … se invece avesse fatto cosà ..”. E invece, nel nostro ordinamento giuridico questo ragionamento esiste: ad esempio per la non punibilità per avere difeso se stesso e la sua famiglia da un male   etc.. Ovvero: “Se lui non si fosse difeso …”

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Un prato urbano. Era pieno di fiori ed erba alta. Lo hanno sfalciato. I bimbi ci giovano meglio …

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… però quelle margheritine si sono salvate!

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.Un fiume urbano

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.1 – “Sotto il ponte di Trento Fersina scorre …”

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2 – L’inchino …

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3 – … e le nuvole stanno a guardare

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FIAB ALLE SORGENTI DEL SILE E ALL’OASI CERVARA

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 9 Maggio, 2016 @ 1:03 pm

Detto altrimenti “FIAB”? Federazione Italiana Amici della Bicicletta!     (post 2371)

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Uniti da un simbolo di  civismo: la bandiera Fiab

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FIAB. Non solo pedalare, ma fare cultura. Cultura dello stare insieme; del vivere meglio le nostre città; del vedere ciò che altri guardano solo; dello scoprire le infinite bellezze altrimenti nascoste del nostro Bel Paese (e non solo, perchè andiamo anche all’estero).

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WP_20160508_019FIAB TRENTO. Siamo 215 (al momento di andare in stampa, mappoi ….). Ieri alla pedalata nel Parco Regionale del Sile eravamo “solo” in 37 (evvabbè …). Pochi i km pedalati (35 per tutti, 40 per chi ha funzionato da staffetta), tutti pianeggianti. Tempo splendido. Cosa abbiamo visto? I Fontanassi della Coa Longa, ovvero le sorgenti del Sile!

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Se le avesse conosciute Orazio sicuramente le avrebbe cantate insieme alla sua “Fons Bandusiae splendidior vitro” … e Carducci non si sarebbe limitato alle fonti del Clitumno … anche se a prima vista quelle del Sile sono meno scenografiche. Tuttavia in compenso molto più misteriose, affascinanti: quella piccola pozza d’acqua che si forma “da sottoterra”, quei cerchietti concentrici che le vene d’acqua emergenti disegnano su una superficie purissima, (per fortuna!) non facilmente accessibile dal piede umano per la cornice di limo che inquadra questo capolavoro sotterraneo della natura.

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Una parte dell’acqua del Piave e di atri fiumi, dopo essersi insinuata in una falda, ha ostruito il suo stesso percorso e, come un vulcano, si “scarica” verso l’alto. Ed ecco la sorgente verticale. Il tutto all’interno di un bosco nel quale ammiriamo – fra l’altro una quercia secolare il cui tronco misura una circonferenza di … tre uomini a braccia allargate!

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Pranzo a Badoere, nel capannone della festa dell’asparago, annaffiato con millesimato locale. Scusate se è poco. Lungo il percorso, vista su Villa Corner e sulla Porta dell’Acqua.

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Indi pedalata lungo il sedime dell’ antica ferrovia Treviso – Ostiglia, incontro con gli operatori volontari turistici di Cittadella impegnati nelle giornate del 7 e 8 maggio nella pubblicizzazione e nel coinvolgimento di “Green Tour, verde in movimento” (www.visitcittadella.pd.it) i quali ci parlano della passeggiata sugli spalti delle mura medievali di Cittadella e dei 600 km da percorrere in bici, a piedi o a cavallo, lungo la via verde Venezia-Treviso-Vicenza-(Verona-Mantova)-Ostiglia-Ferrara-Rovigo-Chioggia-Venezia.

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Indi all’Oasi della Cervara, (www.oasicervara.itoasicervara@tin.it tel. 0422 23815) a soli 10 km da Treviso, l’ultima grande palude del Sile che di quanti di negativo può evocare il termine “palude” non ha proprio nulla: antichi mulini a ruota, lucenti prati verdi, salici “allegri” tanto sono belli (allegri perciò, anche se qualche botanico li ha catalogati come “piangenti”) con passeggiata lungo il sentiero della Piovega e incontri ravvicinati con cicogne, i loro nidi e i loro piccoli e i voli ravvicinati di barbagianni, gufi e gufi reali! I grandi rapaci notturni! Il gufo reale, kg. 1,5, apertura alare m 1,20, quasi un’aquila.

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Una ulteriore soddisfazione: noi e le nostre bandiere, essere riconosciuti dai passanti: “Ah, sono della FIAB!”

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Che dire? Che per vedere gustare tante cose così belle in un sol giorno occorre quanto segue:

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    “In un campo di grano che dirvi non so …”. E i papaveri? Nella foto successiva!

    far parte di un gruppo di amici fra i quali vi sia sempre quello che conduce gli altri a godere delle conoscenze su bellezze segrete, quelle che altrimenti non avresti mai visto in tutta la tua vita;

  • far parte di un gruppo di amici fra i quali vi siano sempre anche quelli che organizzano il tutto;
  • Viaggiare alla velocità giusta: a piedi si sarebbe troppo lenti e in auto troppo veloci;
  • avere la sensibilità e la capacità di godere dello “stare insieme”.

 

FIAB E’ TUTTO CIO’: QUINDI, JOINT US, UNISCITI A NOI

 

 

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Nota di viaggio: partenza da Trento in pullnan con rimorchio biciclette ad ore 07,45 – Rientro ad ore 20,30.

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MUSICA A RIVA DEL GARDA

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 9 Maggio, 2016 @ 5:32 am

Detto altrimenti? Quella organizzata dalla Associazione Amici della Musica !         (post 2370)

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Franco Ballardini

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Quest’anno il Libretto-programma – il sessantesimo! – inizia con questa commemorazione firmata Franco Ballardini: “Nata fra il 1953 ed il 1954 come espressione del Coro Silvio Pozzini e in grado di organizzare almeno due concerti dal 1955 (22 giugno e 22 novembre), l’Associazione Amici della Musica di Riva del Garda inaugurava la sua prima vera stagione  concertistica il 29 ottobre 1956 con un recital della Prof.ssa Maria Luisa Menapace …”  l’Associazione, condotta poi dal 1969 al 2014 – anno della sua scomparsa – dal compianto amico Dr. Comm. Ruggero Polito, Presidente Emerito del Tribunale di Trento, pianista e violinista, in organico alla Camerata Musicale di Arco (M.° Giorgio Ulivieri) ma soprattutto insostituibile scrigno di umanità e amicizia vera …

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Mauro Tonolli

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… da due anni presieduta dal Prof. Franco Ballardini, ha quest’anno in programma ben 17 concerti! Sabato scorso, 7 maggio, e stata la volta dell’  “OLTRE DUO”, ovvero della chitarra di Mauro Tonolli e del vibrafono di Alessandro Bianchini (musicisti trentenni super-diplomati da anni presso il Conservatorio Bonporti di Trento e di Riva del Garda), su musiche di Piazzolla, Villa-Lobos, Machado, Cavaquinto, Jobin e del rivano Straffellini. A grande richiesta, bis con la Armando’s Rhumba di Chick Corea.

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Alessandro Bianchini

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Da programma di sala: “Oltre Duo si forma nel 2014 con la volontà di esplorare sonorità e stili differenti. L’accostamento  del vibrafono alla chitarra classica crea una formazione unica nel suo genere (e conduce alla riscrittura da parte del duo stesso di molti brani, n.d.r.), e consente di spaziare dalla musica classica sino al jazz …”

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Impostazione della Loop Station

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A dire il vero sul palcoscenico erano in tre, in quanto i musicisti hanno utilizzato anche una pedaliera Loop Station la quale registra in tempo reale le percussioni che le si imprimono e continua a trasmetterle per tutta l’esecuzione di ogni singolo brano. Musica sud americana, quindi … anzi: musica “classica” sudamericana! Pieno e meritatissimo il successo del Duo.

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Prossimo appuntamento dell’Associazione: Lunedì 30 maggio 2016 ore 20,45 – Chiesa Collegiata di Arco, con il Suedtiroler Vokalensemble e i Fiati dell’Orchestra Regionale Haydn, direttore Giampaolo Pretto – Festival Regionale di Musica sacra, su musiche di Brahmas e Bruckner.

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P.S.: una nota “migliorativa”, ovvero cosa si può migliorare: l’esposizione da parte dell’Ufficio Affissioni del Comune dei manifesti che annunciano i nostri concerti (scrivo “nostri” perchè il vostro blogger è il tesoriere dell’Associazione). Ci è concesso un numero di spazi espositivi troppo limitato ed inoltre in particolare avvertiamo la mancanza di una bacheha a fianco del portoncino di ingresso che conduce alla sala ove si eseguono i concerti, talchè la soluzione (avvilente, direi) che siamo costretti ad adottare è quella della foto accanto. I Direttori del Conservatorio che si sono succeduti (Franco Ballardini e Corrado Ruzza) hanno avanzato una richiesta in tal senso al Comune di Riva del Garda che peraltro, è doveroso dirlo, sta sostenendo da sempre con i suoi contributi l’Associazione.

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IMMIGRATI E DIRITTO INTERNAZIONALE DELLA NAVIGAZIONE

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 7 Maggio, 2016 @ 9:07 pm

Detto altrimenti: fra le mie lettrici ed i miei lettori, c’è qualcuno che si intende di queste cose?     (post 2369).

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Dicono che quando naviga in acque internazionali, una nave è come un porzione di territorio statale dello Stato di appartenenza. Ora, se questo è vero, se una nave norvegese in acque internazionali raccoglie naufraghi immigrati … allora è come se questi infelici fossero sbarcati sulle coste della Norvegia. Ma allora, visto che si dice che gli immigrati devono restare nel primo paese UE che hanno raggiunto, perchè la nave norvegese li sbarca in un porto italiano?

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EGITTO COME LA SIRIA?

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 4 Maggio, 2016 @ 12:49 pm

Detto altrimenti: a pensar male …  (post 2368)

  1. Il Ministero degli Interni egiziano dirama le istruzioni ai suoi prefetti ed alla sua polizia: “Giù duri con i sindacati e su Regeni imponete il silenzio stampa”.
  2. (Omicidio Regeni. L’avere voluto che ne fosse ritrovato il cadavere martoriato è un chiaro messaggio dl regime: “Vedete cosa succede a romperci le palle?”)
  3. Dal Ministero egiziano per errore il  messaggio di cui al n. 1 viene inoltrato anche a tutti i media.
  4. Vorrei conoscere la sorte dell’addetto ministeriale  che ha commesso questo errore.
  5. La popolazione si ribella sempre di più. Il regime arresta, tortura e uccide sempre di più
  6. Tutto ciò ricorda quanto  è accaduto in Siria. 

… si fa peccato ma si indovina! (Io speriamo che … questa volta mi sbaglio).

 

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Presidente Sisi … Sisi, da non leggersi al contrario, per carità!

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P.S.1: dalla società “meccanica” nelle fabbriche, sulle scrivanie delle segretarie dotate di macchina da scrivere Olivetti, siamo passati alla società elettronica e globalizzata. Nella prima società, di ogni azione si poteva pre calcolare quali e quanti effetti avrebbe generato ed in quali tempi. Nella società odierna ad ogni azione corrisponde una reazione immediata, disuguale, enorme, imprevedibile, incalcolabile.

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P.S. 2: GEOPOLITICA. Una guerra civile in Egitto potrebbe condurre alla chiusura del canale di Suez. Ciò determinerebbe un maggior costo del trasporto delle merci dall’oriente e soprattutto del petrolio. A questo punto molto probabilmente USA ed UE si accorderebbero per andare ad esportare la pace, almeno sul canale. Tuttavia, poichè i paesi petroliferi sono in crisi per il basso prezzo dell’oro nero, quella chiusura tornerebbe loro utile in quanto potrebbe segnare l’inizio della risalita della sua quotazione.  A pensar male … (v. sopra).

 

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A PIEDI NUDI NEL … MONTE

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 3 Maggio, 2016 @ 10:12 pm

Detto altrimenti: ci ha provato Andrea Bianchi      (post 2367)

 

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Da sinistra: Andrea e la blogger Mirna Moretti, al gruppo di lettura di Mirna, Librincontri

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Andrea Bianchi, ing. e invece non lo fa: piuttosto,  imprenditore ed editore. Il “mio” editore, nel senso che lui mi edita. La sua creatura? Mountainblog Ita-GB-Asia …. ah … dimenticavo: c’è anche il nostro Trentoblog, non così big ma ugualmente great. Tutti insieme nall’ambito del Film Festiival della Montagna il cui presidente, Roberto Tropanin De Martin, è stato mio compagno di università (a Genova) e d’arme (a Bressanone).

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E Trentoblog – di cui io sono solo uno dei tanti blogger (che dite? Dicesi blogger quello che sta a metà fra lo scrittore, il giornalista e il libero pensatore: a metà fra tre metà, ebbè? Che c’è di strano?) – Trentoblog dicevo era presente oggi alla presentazione (presente alla presentazione, scusate il gioco di aprile) del suo (eius, suo di lui) ultimo libro (v. foto qui a fianco). E non ero solo: con me c’era …anzi, ero io ad essere con lei, la mia “madrina blogger” Mirna Moretti, colei che mi ha trascinato nel giro della … droga dei post (dai Riccardo, fai tu un post …ok va bene Mirna). Ma questa è un’altra storia e comunque di ciò non finirò mai di ringraziarla. E veniamo a noi.

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Al tavolo dei presentatori Carlo Ancona (”Sono in ferie” ha detto) che parlava rivolto ai suoi colleghi per cui ho fatto un po’ fatica a fotografarlo in viso; Fausta Stanzi e l’Autore.

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La blogger Mirna Moretti, rossovestita

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La sala al secondo piano dello splendido palazzo Roccabruna (vedi foto), affollatissima (gente in piedi), il che è già un buon segno.

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3 - il paese Koromasnia - CopiaCamminare a piedi nudi. Lo si faceva molto di più fino a 100 anni fa …. poi sono arrivate le suole per tutti o quasi e ci siamo dimenticati di come si fa senza. In montagna non l’ho mai fatto, ma quando sono al mare … uao! 20 giorno senza scarpe. Dove? Normalmente su di un’ isola semideserta delle Incoronate (v. foto a fianco), senza negozi, strade, sentieri. la casa a 20 metri dal mare ed io su e giù scalzo. I primi giorni pizzica un po’, ma poi … poi ti accordi che sei libero. Già, libertà vuol dire potere scegliere, e i piedi nudi puoi (e devi) scegliere dove posarli.

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Casa e porticciolo, barca, scogli, montagna

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Tuttavia se voglio fare dell’altro, in acqua, sugli scogli aguzzi o sui monti dalle rocce taglienti dell’isola, qualche presidio devo adottarlo (v. foro a fianco). Ma una cosa la voglio dire: dopo qualche giorno i piedi e il loro proprietario si abituano, sono più sicuri, non avvertono più fastidio … ecco: ci siamo: sono tornati liberi!

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Parigi, metropolitana: piedi che lavorano (prigionieri)

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Andrea ci ha spiegato la genesi del suo camminare scalzo fino in cima ai monti, la gradualità, i vantaggi, la filosofia di vita. Cosa ho pensato? Che ha una gran bella testa, con tutti gli impegni che ha, a non dimenticare di essere una Persona che ricerca continuamente se stessa, anche camminando a piedi fin sul Corno Bianco, oltre 2300 metri, fra le Valli di Fiemme e Fassa.

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Parigi, stesso metrò: piedi in vacanza, ma sempre prigionieri

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Il suo approccio alla materia, e quindi il suo libro, è un breve trattato monografico di filosofia di vita. Volete che ve lo riassuma? Non è il caso: è un brevissimo cammeo ricco di esperienze e di esperienza, di proposte, di informazioni … è meglio che lo leggiate  direttamente.

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