$ILVIO E LA GOLDEN $HARE (PER I NON ADDETTI AI LAVORI) E PER IL PRESIDENTE LETTA
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 2 Maggio, 2013 @ 3:01 pmDetto altrimenti: Brunetta dice che il PDL  ha la “golden share†della “SpA Governoâ€
Dicesi golden share l’istituto giuridico in forza del quale uno Stato, durante e a seguito di un processo di privatizzazione (o di vendita di parte del capitale) di una SpA pubblica, si riserva anche una sola azione (golden share, azione d’oro) alla quale tuttavia è connesso un potere molto rilevante, quale ad esempio quello di riservare allo Stato stesso un potere determinante sulle scelte strategiche della SpA in questione.
$ilvio dice: o si realizzano le mie “8 proposte 8†o io esco dal governo e lo faccio cadere. Ecco la golden share. E’ corretto tutto questo? Corretto no, legale sì. E allora cambiamo la legge e stabiliamo che non si possano aprire crisi di governo “al buioâ€, cioè se non si abbia pronta una nuova diversa maggioranza che subentri al governo che si intende far cadere.
C’è qualcuno fra i miei lettori che conosce il Presidente Enrico Letta per sottoporgli l’idea?
DEBITO PUBBLICO REDIMIBILE E IRREDIMIBILE – UN’IDEA PER IL PRESIDENTE LETTA
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 2 Maggio, 2013 @ 2:38 pmDetto altrimenti: per i non addetti ai lavori
Debito Pubblico
Redimibile: lo Stato deve pagare interessi e a scadenza restituire il capitale.
Irredimibile: lo Stato deve pagare solo interessi.
Nel dicembre 2012 “postavo†quanto segue:
“Nel 1935, in piena crisi economica dovuta al tracollo di borsa del 1929 (provocato, anche in quel caso, dalle speculazioni di banche e Finanziarie), l’Italia prese un provvedimento eccezionale che ebbe un grande successo: l’emissione di un prestito irredimibile (cioè senza obbligo di rimborso), che pagava ai possessori una rendita perpetua del 5%. L’ emissione ebbe un grande successo: molti erano interessati ad avere una rendita fissa e sicura, anche rinunciando al rimborso diretto del capitale da parte del debitore originario (capitale che però si poteva agevolmente ricuperare in borsa, vendendo le proprie obbligazioni)â€.
Oggi faccio un esempio
Prendiamo un capitale di 500 a cinque anni, l’esborso complessivo dello stato sarà il seguente:
redimibile al 3% (capitale ed interessi) = 575
irredimibile al 5% : (interessi) = Â Â Â Â Â Â Â Â Â 125
E allora, forse il Presidente Letta potrebbe negoziare in UE una fase transitoria di ulteriori emissioni di titoli di debito pubblico irredimibili che via via andrebbero a sostituire almeno parte dei titoli redimibili. I capitali residui potrebbero essere utilizzati per investimenti produttivi e per attuare le riforme. Oppure anche la “trasformazione” di parte del redimibile esistente in irredimibile nuovo: dicesi “swap”, trasformazione di un capitale in una rendita …
C’è qualche mio lettore che conosce il Presidente Letta e gli può sottoporre l’idea?
MILIONI, MILIARDI DI EURO … DI LIRE … NO, OCCORRE UNA NUOVA MONETA, LA “PL”
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 2 Maggio, 2013 @ 7:37 amDetto altrimenti: per capire il valore delle grosse cifre …
Alcuni nostri parlamentari, intervistati per strada, hanno dimostrato di non sapere quale fosse l’ammontare del debito pubblico: tot milioni? Tot miliardi? Insomma, fra miliardi di lire e di euro, se si confondono loro, figuriamoci la gente comune … (già , perché “loro†non sono “comuniâ€, sono “specialiâ€, soprattutto quanto a stipendio, pensione benefit d’ogni sorta: quelli sì però che li sanno valutare!). Ecco che occorre una unità di misura monetaria diversa, immediatamente comprensibile da tutti, anche dai parlamentari: la “PL”.
Mi spiego: apprendiamo che il costo della semplice manutenzione della flotta aerea si Stato, aerei ed elicotteri, ammonta a 28 milioni di euro. Tanto? Poco? Proviamo ad usare la nuova moneta che io propongo, e cioè come unità di misura la somma occorrente per creare un posto di lavoro, denominata PL, che poniamo convenzionalmente pari ad €100.000. A questo punto potremo dire che il costo della sola manutenzione della flotta aerea di Stato ci costa 280 PL l’anno.
E gli F35? Ci costano 10 miliardi cioè 10.000 PL. E il loro utilizzo e  manutenzione (che gli USA calcolano che costerà il doppio dell’acquisto), altri 20.000 PL.
Ma i sottomultipli? Ecco fatto: poniamo che uno stipendio annuo (SA) di un lavoratore sia pari ad €20.000, ed ecco che 1 PL equivale a 5 SA. Quindi la flotta aerea di Stato ci costa ogni anno 1400 SA. E un SA quanto vale? Potrebbe essere diviso il 13 mensilità , pari ognuna ad 1 SM (stipendio mensile), per cui la flotta aerea si Stato ci costerebbe ogni anno, una somma pari a 18.200 SM. Continuando, 1 SM potrà essere frazionato in SG (stipendio giornaliero), e, infine in SO (stipendio orario). Poi i centesimi di SO. Fine.
Fantasie? No, provate a calcolare quanti PL ci costano la realizzazione del TAV; i super stipendi dei super manager di Stato e privati, le loro super buonuscite, le super buon … entrate (ci sono anche quelle), le super pensioni; le super strutture amministrative (province con meno abitanti di un quartiere di Milano); i 200 miliardi di euro annui fra evasione ed elusione fiscale e corruzione …
Provate a calcolare. Voi vi risentirete (da “risentimento”). Poi noi ci risentiremo (da “sentirsi di nuovo”).
PAPA FRANCESCO E IL BANGLADESH, VERSO GLI STATI UNITI D’EUROPA
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 2 Maggio, 2013 @ 6:35 amDetto altrimenti: la nuova “primavera araba†dei diritti civili e dei lavoratori: il Bangladesh, oltre 630 morti accertati sino ad ora … 40 ancora i dispersi!
Papa Francesco. Ha scoperto che il salario medio dei 4.000.000 di lavoratori (nel tessile) in Bangladesh è di 50 dollari USA. E bolla di datori di lavoro come persone “contro” Dio. Le leggi locali prevedono bel altri livelli retributivi, ma tant’è … “le leggi son ma chi pon mano ad esse?â€
E chi sono i datori di lavoro? anche i “nostri†delocalizzatori europei ed USA. Ma i prezzi di quei prodotti qui in Europa sono a livelli competitivi rispetto ai manufatti prodotti in UE, ma dello stesso ordine di grandezza, il che consente la realizzazione di rilevanti utili, spesso non tassati per via del giro di fatturazioni attraverso paradisi fiscali.
Il fatto si ripete non solo al livello “alto†delle grandi società , ma anche fra piccoli venditori nostrani, i quali, facendo capo ad uno di loro, il più intraprendente, il quale si è improvvisato grossista importatore e canalizzatore delle fatture di acquisto (tramite la Repubblica di San Marino), acquistano le merci prodotte con lavoro retribuito con 50 dollari USA al mese.
Come intervenire?
Occorre costituire gli Stati Uniti d’Europa, concordare con gli USA le regole per il rispetto dei diritti civili, umani, del lavoro, religioso, bancarie, finanziarie, fiscali, delle donne, di ogni religione, etc.. Quindi occorre imporre l’embargo a qualsiasi tipo di relazione per i paesi “terzi†che non rispettino queste regole.
Stati Uniti d’Europa? Come procedere? Occorre superare il “sistema del primo livelloâ€, cioè quello del “primo livello delle affermazioniâ€, cioè occorre superare il livello di coloro che sanno formulare solo la prima enunciazione, l’enunciazione di principio, e non sanno o non vogliono approfondire il progetto, spendere energie a formulare una sua strutturazione completa, un “modello completo†di Stati Uniti d’Europa da mettere sul tavolo dell’UE, quale “oggetto†sul quale lavorare, discutere, ragionare … Chi se la sente di provarci? Di dedicare tempo a questo progetto? Lo Stato che se ne facesse carico acquisirebbe molta autorevolezza. Ci proviamo noi Italiani?
Qualcuno dei miei lettori conosce il Premier Letta? Se si, potrebbe suggerirgli l’idea? Grazie, fatemi sapere …
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FESTA DEL LAVORO
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 1 Maggio, 2013 @ 6:13 pmDetto altrimenti: del lavoro che troppi cercano … e di quello non buono, per chi invece lo ha trovato
Abbiamo il più alto tasso di abbandono scolastico in Europa e il minor numero di laureati.
Chi ce la fa, chi si prepara, va all’estero: la prima regione di emigranti è … la Lombardia (!?), poi il Veneto e solo terzo il meridione! Se poi costoro cercano di rientrare, son dolori! Infatti hanno perso i contatti. Ecco, i “contattiâ€, il Paese dei “contatti†… E comunque, se ce la fanno e reinserirsi, non sono remunerati adeguatamente.
Papa Francesco ha definito “ingiusta†una società che non dà lavoro, che non remunera adeguatamente il lavoro, che schiavizza il lavoratore.
Anche noi in Italia abbiamo gli “schiavi†del lavoro: chi lavora “a nero†nelle fabbriche di Prato di proprietà di indiani o pakistani; i giovani lavoratori stagionali, cuochi e bagnini, sulle spiagge dell’Adriatico, ad 1,5 euro l’ora; gli extra comunitari che per analoghe paghe raccolgono pomodori e la sera dormono in baracche di cartone … E poi, la moltitudine dei precari d’ogni tipo … ed anche quelli che precari non sono ma che vengono semplicemente “usatiâ€, senza che nessuno si preoccupi di rispettarli, valorizzarli, farli crescere … senza preoccuparsi di non distruggere un primario fattore della produzione: la “motivazione†del lavoratore e la sua dignità .
Papa Francesco ha aggiunto: una società che guarda ai bilanci, all’utile e non a chi vi lavora, è una società ingiusta e “va contro Dio†(sic!).
Oh, finalmente è stato detto! Era ora … grazie Papa Francesco, grazie! Escano quindi allo scoperto, almeno di fronte alla loro coscienza, questi “farisei†del lavoro, gli strumentalizzatori dei propri collaboratori, vadano alla Messa la domenica, ma prima di comunicarsi, confessino questo gravissimo peccato! Si pentano e non ci ricaschino! Per non parlare poi degli “schiavisti per interposta persona” e cioè di molti “delocalizzatori” del lavoro in paesi ove i diritti civili e del lavoro sono semplici “optionals”.
Dice … ma l’economia è laica, che c’entra il tuo pistolotto? Ok, allora in tal caso quelle persone – se sono laiche – smettano di andare a Messa, perché non servirebbe a niente … non si riesce a ingannare Dio.
Dice … ma io non credo in Dio. Ok, allora fallo nell’interesse della tua SpA: infatti, senza la motivazione del personale non andrai lontano.
Ecco. Ho finito. Questo è il mio  piccolo contributo alla Festa del Lavoro.
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$ILVIO COME BEPPE?
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 1 Maggio, 2013 @ 2:32 pmDetto altrimenti: Â Beppe come Silvio?
Solo per certi aspetti, s’intende, ma fondamentali. Infatti Silvio afferma che “vuole la Grande Coalizione ma però”, ma però si deve fare come dice lui sennò non ci sta. Beppe dice che vuole il 100% oppure si accontenta anche di meno ma vuole il governo per fare come dice lui.
Demo-crazia, potere, governo del popolo, ma di quale popolo? Dei 18.000 (su 8.000.000 milioni di votanti) che hanno deciso di espellere un loro senatore reo di comparire in TV?
Di quale popolo? Di chi dopo avere governato con una maggioranza bulgara per tanti anni, dopo non aver fatto le riforme, dopo che “la crisi non c’è”, si è fatto “dimettere†per non assumere la responsabilità dell’affondamento della Nave Italia; di chi ritorna ponendosi come “lo statista salvatore della patria”, lui sì che voleva la GC – Grande Coalizione? Dice … come in Germania: sì, caro, ma lì si sono messi ad un tavolino, hanno discusso, hanno firmato un programma congiunto, nessuno dei due ha buttato sul tavolo i suoi “Otto Punti Otto†prendere o lasciare.
Di chi, come i nostri due eroi, non accettano la communis actio, l’azione comune, ragionata, dibattuta ed alla fine concordata? Quelli che si fa così e basta?
La democrazia … comanda la maggioranza, ma la minoranza, soprattutto se è grande, deve collaborare. Altrimenti non siamo più in democrazia. E “collaborare†significa controllare, contro proporre, obiettare, discutere, comunicare. E Silvio e Beppe sembrano proprio non accettare il dialogo: si fa così e basta, dicono (e fanno). E la democrazia può diventare la dittatura  della minoranza sulla maggioranza, della minoranza che blocca il funzionamento della democrazia, della minoranza che “tanto peggio tanto meglio”. E’ già successo …
PRIMO MAGGIO
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 1 Maggio, 2013 @ 7:44 amDetto altrimenti: festa del lavoro
I sindacati si riavvicinano. Bene. Chiedono una serie di interventi fiscali e finanziari in favore dell’occupazione. Bene. Ma non basta. Mi aspetto infatti che chiedano anche interventi operativi quali una riconversione del Sistema Produttivo Italia e della cassa integrazione, e cioè, a mero titolo esemplificativo e non esaustivo (nel senso che ci sono tante altre “cose†da fare):
1) modifica dell’ordine delle priorità di investimento (F35, TAV, etc.), al fine di reperire le risorse necessarie agli interventi elencati di seguito.
2) Finanziamento pubblico dell’avvio di decine di migliaia di cooperative di giovani per sistemare, organizzare, manutenzionare e vendere ai turisti le decine di migliaia di siti archeologici, naturalistici ed artistici oggi lasciati andare in malora.
3) Idem come al punto 2) per quanto riguarda piccolissime imprese artigiane ed agricole.
4) trasformazione del sistema della cassa integrazione guadagni in un “ponte†verso il ricollocamento dell’interessato su proposta dello Stato, il quale, dopo avere offerto tre diverse opportunità di lavoro al disoccupato (ad esempio nelle cooperative sopra citate) ed avendone ricevuto tre rifiuti, gli tolga il sussidio.
Sono solo esempi, ipotesi. Potrete anche dirmi che sto sbagliando, ma almeno io ci sto provando. E voi, che ne dite? Cosa proponete?
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IMU SI, IMU NO
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 1 Maggio, 2013 @ 7:20 amDetto altrimenti: l’IMU, chi ne ha generato la necessità ? Chi l’ha decisa? Chi l’ha applicata? Chi la vuole mantenere? Chi la vuole abolire? Chi la vuole rimodulare?
A parte il significato da campagna elettorale permanente dell’aut-aut kirkegardiano del Cavaliere (ma non dovrebbero revocarglielo il cavalierato, visto che le condizioni di probità che ne giustificano l’assegnazione devono permanere, e per lui non sono “permanuteâ€?), i finanziamenti, le tassazioni e le decisioni “lineari†oggi sono sbagliati “a prescindereâ€.
Rebus sic stantibus … stando così le cose (oggi) io credo che si debba rivedere l’IMU come segue: la tassa può essere mantenuta, ma “rimodulata†nel senso che deve essere proporzionale non solo al valore dell’immobile tassato, ma deve essere anche relazionata al reddito del suo proprietario …
1) …. sino ad essere pari a zero per le prime case di chi ha redditi bassi ma non tanto bassi da non consentire al proprietario di pagare le relative spese di amministrazione e le varie utenze. Mi spiego: se si esentasse dall’IMU chi ha un reddito inferiore ad €700 al mese, probabilmente si accorderebbe l’esenzione a chi la casa non l’ha!
2) Nella fascia “media†l’aliquota dovrebbe tener conto della reale capacità del soggetto di pagare l’imposta, verificando la sua dichiarazione dei redditi e il suo conto corrente bancario (c’è gente che per pagare l’imposta si è indebitata in banca!)
3) Sul fronte “altoâ€, occorrerebbe applicare aliquote le più elevate a chi possiede la casa attraverso una Srl. Infatti, ancora recentemente il Prof. Victor Uckmar, conosciutissimo e affermatissimo fiscalista, tributarista, avvocato e professore Universitario a Genova, ha sollecitato un intervento del fisco nei confronti di queste Srl “finte†società , in quanto sono solo paraventi fiscali dei loro azionisti (rectius, quotisti, visto che le Srl non prevedono “azioniâ€, bensì “quote†di proprietà ).
Come vedete, altro che IMU si, IMU no!
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O (via) L’IMU O MORTE (del governo)!
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 30 Aprile, 2013 @ 9:09 pmDetto altrimenti: altrimenti? Altrimenti io non gioco … Cominciamo bene: “Voglio la Grande Coalizione, ma se non si toglie l’IMU io tolgo il sostegno al governoâ€.
Flash back … eravamo ragazzini, a Genova, anni ’50 … quartiere di Albaro, bello, signorile, una collina verso est, verso l’alba, Albaro, appunto, poco costruito, con molte “villeâ€, di due tipi: palazzi signorili unifamiliari, di armatori, famiglie nobili, veri e propri monumenti, costruzioni tutelate dalle belle arti; e “ville†con il “baccanâ€, il contadino, praticamente “poderi urbaniâ€. A metà fra le due categorie, una terza: la prateria e la giungla di Salgari, cioè “terra di nessunoâ€, parte costituita da colline che poi sono risultate “edificabili†(la prateria), e parte “boscosa, anzi “boscagliosaâ€, cioè parchi di ville signorili abbandonate da tempo, nei quali crescevano “foreste†di canne, di bambù, di rovi, di alberi d’alto fusto, dal cui groviglio, improvvisamente, agli occhi stupiti ed un po’ intimoriti di noi giovanissimi “esploratoriâ€, apparivano torrette, gazebo, ponticelli su improbabili torrentelli e pozze d’acqua.
Contravvenendo agli ordini di servizio dei generali (i genitori) noi ragazzi, in gruppo, ci avventuravamo in questi luoghi “selvaggiâ€, spingendoci dal nostro quartiere oltre queste novelle Colonne d’Ercole terrestri, talvolta sino a sbucare su strade di altri quartieri, a noi ben conosciute, ma mai raggiunte per questo nuovo “occidente†colombiano: ad esempio, sin sulle alture del quartiere di San Martino o di Sturla. Sempre verso est, comunque, mai verso ovest, cioè mai verso il centro città , abitato dagli “uomini bianchiâ€.
Ancora oggi, andando a visitare qualche amico a Genova, riconosco l’avvallamento nel quale è stata edificata la sua palazzina, già luogo di uno dei nostri tanti accampamenti; o la china che percorrevamo correndo, e che ora è la Via tal dei tali che porta al mare. E così via.
Prima di partire, la nostra spedizione si organizzava e si armava. Già , i gradi e le armi. V’erano armi auto costruite – la mia specialità erano archi e frecce, strumenti che so maneggiare bene anche oggi, come chi, avendo imparato ad andare in bicicletta, non disimpara mai quell’arte. Poi, v’erano i “bambini ricchi†che si presentavano all’appello con fasci di armi giocattolo. Si prendevano le migliori e distribuivano le altre ai “soldati†disarmati. Ed ecco, veniva il momento di stabilire i gradi, le gerarchie. Il bambino “ricco†reclamava per se il grado di capo. Se qualcuno protestava, si nominavano due capi pari grado, ma il bambino ricco (ricordo, si chiamava Silvio, guarda un po’ … le combinazioni, alle volte …) diceva:
“Siamo pari grado, ma io comando un po’ più di te ed allora si fa quello che dico io, sennò io non gioco più, mi prendo tutte le armi e vado a casaâ€. Ecco cosa mi è venuto in mente quando ho sentito un altro Silvio dire: “Se non si toglie l’IMU io faccio cadere il Governoâ€. Statista, grande statista …. delle campagne elettorali permanenti.  Non altro, perchè lui “pensa alle prossime elezioni, non alle prossime generazioni” (De Gasperi)
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YACHT GEFUNDEN!
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 30 Aprile, 2013 @ 1:14 pm
Detto altrimenti: trovato lo yacht!
Nooo! Cosa avete capito? No, non stavo cercando lo yacht giusto da acquistare per me … e poi questo è un “ferro da stiro” cioè una barca a motore, di lusso quanto volete, ma sempre ferro da stiro è! Ed io sono un velista …. bè, allora ….
Corsera odierno, pagg. 1 e 23: lo yacht di noi Italiani, comprato da un tesoriere (a caso) tramite un prestanome (a caso) con i nostri soldi dati (a caso, purtroppo!) ad un partito politico (a caso) quali “rimborsi delle spese elettoraliâ€, temporaneamente utilizzato dal figlio (a caso) di un capo politico (a caso), è stato trovato (a caso) ormeggiato nel porto di El Kantaoul, vicino ad Hammamet (che sia un caso? Che ci si stia preparando ad un Craxi bis?) in Tunisia.
Il “figlio†si chiama Riccardo B. (scrivo solo B. per la pricacy … e  non sono io, chevvicredevate? Io sono Riccardo L., e poi il mio yacht è a vela e si chiama Whisper!)  il 16 marzo 2012 la “barchetta†di Riccardo B. proveniente da Mentone (F) attraccò in Sardegna (I): i documenti di sbarco attestano essere “barca” utilizzata da persona “utilizzatrice†ivi imbarcata rispondente al nome di Riccardo B. , nato il 6 maggio 1979, di nazionalità italiana, socio unico dell’utente della “barcaâ€, tale società Stella Luxury (un nome che è già un programma!), persona utilizzatrice che pagava €9.000 per lo stazionamento in quel singolo porto (negli altri poi … altri euri).
Ora possiamo tirare un sospiro di sollievo: eravamo preoccupati per quell’imbarcazione … che fosse naufragata … e poi, soprattutto per la sorte dell’utilizzatore finale … e invece no … meno male che c’è Riccardo … vivo e vegeto con la sua bell’aquila tatuata sulla schiena, che lo ha reso riconoscibile da tutti i pescatori e lavoranti del porto tunisino.
Dati tecnici del panfilo Stella
Cantiere: Sunseeker C & C. SpA - Modello, Predator 72 piedi (21 metri) – Nome “Stella”- Prima immatricolazione: 21 luglio 2008, con il n. 914674 – Prezzo di listino: 2,5 milioni di euro (un vero affare!).  Proprietario: “Stella Luxury charter ltdâ€, fondata in inghilterra nel 2007 con un patrimonio di 1.172.000 sterline, le cui azioni sono di un imprenditore italiano che corre in auto, nelle serie minori. Lunghezza, m. 21 - Motori, due per complessivi 3.600 cavalli. Cabine: tre + quelle per i 2 membri dell’equipaggio - WC: tre + quelli per l’equipaggio. Colore: blu notte - Coperta: in legno teak. Nella stiva: due moto d’acqua. Tons stazza 45,58 tons. Dislocamento (peso): sconosciuto - Velocità massima: 30 nodi (55 kmh).
Pare che ora la “barca” sia in vendita. nel frattempo hanno cancellato dallo scafo il n. di matricola.
Nel suo discorso per la richiesta di fiducia il premier Enrico Letta ha dichiarato che nel periodo …. (mi è sfuggito il dato) a fronte di 2,5 miliardi di finanziamenti erogati ai partiti ne sono stati documentati solo 0,5. Noi cittadini esigiamo una indagine a tappeto su tutti tutti questi nostri denari (ricordo: in un passato non troppo lontano, il babbo di quel Riccardo, di fronte a contestazioni ben minori, ebbe a dire: “Sono soldi nostri”. Eh, no, caro babbo, sono nostri di noi Italiani!).                                                                                    Â
AL MOMENTO DI ANDARE IN STAMPA SI APPRENDE: MARONI RIVENDICA ALLA LEGA LA PROPRIETA’ DELLO YACHT SE ESSO RISULTERA’ ACQUISTATO CON I SOLDI “DEL PARTITO”. MA COME, L’AVEVANO ACQUISTATO “A TUA INSAPUTA?”  E POI, SE FOSSE ACCERTATO QUANTO SOPRA, QUEI DENARI, INSIEME A TANTI ALTRI, VANNO RESTITUITI ALLO STATO,  ALTRO CHE A UNO O A TANTI PARTITI CHE SE LI ERANO … COME DIRE … AH, ECCO LA PAROLA GIUSTA: RUBATI! MARONI, HAI UNA RESPONSABILITA’ OGGETTIVA, ISTITUZIONALE, NON PUOI CERCARE CON QUESTA “MOSSA ASTUTA” DI RIFARTI LA PERDUTA VERGINITA’: ORMAI IL VOSTRO ORGANO (direttivo, cosa avevi capito?) HA PERSO LA “DIGNITA’ MORFOLOGICA” IN QUANTO “ADUSO” A QUESTO TIPO DI “RAPPORTI”.      Â




















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